636OLYMP 7151068… N° 6 + EM_A (525 ..) n° 6
21 settembre 1701
Testamento del sig. Angelo Bianchi
In Christi nomine amen. Non essendo cosa più certa della morte né più incerta dell’hora di quella; quindi il sig. Angelo Bianchi fgl qm Gasparo Bianco di questa città sano per l’Iddio grazia di mente, sensi, intelletto et loquela benché del corpo infermo desiderando disponere de suoi beni ha con il presente nuncupativo senza scritti testamento disposto ordinato lasciato et substituito. Vide licet ecc.
Prima ha raccomandato et raccomanda all’Altissimo alla B.V. Maria, a tutti i Santi e Sante del Paradiso l’anima sua, acciò nel ponto della morte assista e serva alla gloria eterna.
Item lascia che gli siino fatte celebrar subito messe n° cinquanta e più in suffragio dell’anima sua.
Item vole e lascia che la sig.ra Giacinta sua dilettissima madre vita sua durante sia usufructuaria della sua facoltà con pieno usufrutto et che non possa mai esser molestata altrimenti ecc.
Item detto testatore ha instituito et instituisce erede universale in tutti li suoi beni et effetti con la propria bocca nominando il rev. don GioBatta Bianchi suo fratello et dopo la sua morte ha substituito et substituisce la sig. Eugenia sua sorella o i suoi figli con facoltà alla detta sig.ra Eugenia in ogni caso di disponer liberamente di detta sua heredità
Item detto testatore vuole e comanda mentre stii in casa detta sig.ra Eugenia sorella intende che abbia a goder di detta sua heredità insieme et unitamente con detto suo fratello in pace e carità.
Item lascia che maritandosi o monacandosi detta sig.ra Eugenia sorella possa conseguire anco durante detto usufrutto scudi cento di detta heredità come pure possa et debba la suddetta sig.ra sua madre o fratello in caso di matrimonio conforme sarà la conditione del marito di detta sua sorella overo in caso di monacarsi conforme il monasterio servirsi liberamente di detta sua heredità in monacar o maritar essa sig.ra Eugenia anco di più di detti scudi cento sino alla concorrente summa bisognevole come parerà anco alla prudenza di essa o esso, intendendo perciò che il tutto sii oltre la sua dote aspettante gli de iure et monacandosi possa conseguir di livello scudi dieci ogni anno incaricando detto suo fratello et sorella a pregar Iddio per lui.
Cassa, revoca et annulla ogni altro suo testamento o disposizione asserendo non haverne fato alcuno.
Letto, et pubblicato per me nodaro infrascritto alla presenza degli infrascritti testimoni a chiara intelligenza l’anno di nostro Signore mille settecento uno inditione nona il giorno di mercoledì venti uno del mese di settembre in prima stanza superiore della casa di detto testatore sita in Brescia in contr delli Armaroli. Presenti per testimoni li sigg. Bartolomeo qm Luca Moreni, coadiutore sig. Carlo qm Pietro Coltino di Brescia, d, Luca Moreni fratello del detto Pietro da Brescia, sig. Gioseppe Facone qm Pietro da Brescia, sig. Benedetto Bedosco del d. Giacomo da Brescia, sig. Francesco Gerosa qm Angelo da Brescia, sig. Pietro Gomino o Lomino di GioBatta marcante tutti vicini asserenti con me nodaro.
Rogatuis a me Julius Monico notharius ad L.S.
Ego Julius fgl qm Caroli de Monicis notharii publica veneta auctoritate Brixiae notharius; praemissis omnibus preasens rogatus interfui aliena manu in fidem subscripsi ac subsignavi soliter et soluta fuit impositio ut ex receptione d. Lavelli dep.to
Testem ac fidem indubitatam facio ego Johannes filius qm Francesci de Zolis P.V.A.Noth. uti supradictum testamentum ut state et iacet extraxi devoto ad verbum ex alio simili autentico per supradictum d. Julium Notharium in quorum fidem meo solito signo autentice subscripsi et subsignavi cum tamen reservatione .
636OLYMP (7151099 …) — N° 17
29 agosto 1758
Testamento sig.ra Eugenia Bianchi Moretti
In nomine Domini. Non essendovi al mondo cosa più certa della morte ne nessun altra più incerta dell’ora di quella al che riflettendo la sig.ra Eugenia Bianchi relicta qm sig. Pauolo Moretti da questa città di Brescia et habitante e volendo in tanto di ritrovar sana di mente sensi intelletto e loquela come anche di corpo disponere delle cose sue temporali acciò tra di lei posteri e successori non nasca lite o concorrenza alcuna, ha perciò con il presente suo nuncupativo e senza scritti disposto ordinato voluto e comandato come segue.
E prima ha raccomandato e raccomanda l’anima sua all’Onnipotente Iddio, alla Beatissima Vergine Maria et a tutti li Angeli e Santi del Paradiso pregandoli intercederli appresso s.d.m. il perdono di sue colpe et assisterli nel punto estremo onde sia fatta degna della beatitudine eterna.
Poi ha lasciato e per titolo di legato lascia e per ogni altro miglior modo ecc che dall’infrascritti sig. di lei figli maschi eredi le siano fatte celebrare messe da requiem n° trei cento in rimedio della di lei anima cioè due cento entro otto giorni dopo seguita la sua morte, cento de quali dalli rev. Padri Cappuccini di questa città, altre cinquanta dalli rev. Padri Rifformati ed altre cinquanta dalli rev. Padri Teatini. Le altre cento poi entro il termine di mesi sei doppo la di lei morte e queste dove più parerà e piacerà a detti suoi figli maschi eredi.
Ha lasciato e per raggione di legato lascia che siano usufruttuari egualmente della di lei eredità li sigg. rev. don Giuseppe, Carlo e GioBatta Moretti suoi figli, vivendo le figlie Teresa, Cecilia, Giacinta e Maria sorelle pure sue figlie nubili affinchè stando e convivendo assieme con pace e carità fraterna abbino e debbano corrispondere alle medesime li alimenti e vestiti che gli fussero necessarii, vita loro natural durante. Con dichiarazione però che non potendo dette sue figlie continuare a vivere insieme con detti loro fratelli e di lei figli, intende detta testatrice vuole che dette sue figlie godano e goder possano anche esse la casa in Pavone con li mobili et utensili di casa a loro necessarii et in tal caso siano tenuti ed obligati li detti figli maschi e fratelli respettar a corrispondere ancora a dette sue figlie in luogo dell’alimento suddetto la settima parte per cadauna di esse dell’entrate frutti lere et altro che provenir anno di anno in anno da di lei beni ereditari e ciò tutto vita loro natural durante e vivendo in stato celibe e non altrimenti.
Intendendo e volendo che tal provvisione sii effettuata nel caso solo che non si monacassero o maritassero essendo in questi casi abbastanza provedute giusto lo stato della casa dichiarandosi che detto legato intende farlo alle suddette sue figlie oltre la contingente loro provisione civile della di lei dote oltre la congrua che se gli spetta in bonis o donis patris. Ed oltre il legato delli alimenti lasciatogli dal rev. sig. GioBatta Moretti di lei cognato e zio paterno respette in suo testamento dal sig. Giuseppe Molinari notaio in Brescia.
In tutti poi li altri suoi beni mobili stabili capitali livelli ed altro di raggione dotale di detta sig.ra Eugenia testatrice quali e quarti siano ha instituiti ed instituisce suoi eredi universali quelli con la propria bocca nominando e vuole che siano li medesimi sigg. rev. don Giuseppe, Carlo e GioBatta fratelli Moretti di lei figli e le sigg.re Teresa, Ceciglia, Giacinta e Maria sorelle Moretti pure sue figlie tutti successi al predetto qm sig, Pauolo Moretti di lei marito egualmente e con eguali porzioni.
E detti figli maschi pure eredi universali (salvo il legato delle suddette messe e doppo cessato l’alimento o conrisponsione a favor delle figlie) dell’intiero dei di lei beni ed effetti estradotali egualmente pure liberamente e con egual porzione. Il che ha fatto detta sig.ra testatrice in contrassegno d’amore che gli professa pregandoli tutti di suffragar al possibile l’anima di detta sig.ra testatrice madre molto in essi confidando ..
Et questo ha voluto e vuole detta sig.ra testatrice sia il suo ultimo testamento ed ultima vqual intende e vuole che voglia per raggione di testamento o testamento o codicillo o codicilli o per dinatione causa mortis e per ogni altro meglior modo ecc.
Cassando revocando ed annullando qualunque altro testamento avesse per l’adietro fatto asserendo averne fatto uno in atti del nunc q. sig. Angelo Raineri padre di me nodaro sotto li 18 giugno 1747 e successivo codicillo 12 settembre 1750, quali restano ritrattati ed annullati volendo che il presente solamente prevalga e sortisca il pieno suo effetto essecutione ed osservanza.
Fu fatto il presente testamento per la suddetta sig.ra Eugenia Bianchi Moretti testatrice sana di mente sensi intelletto e loquela come anche di corpo sedarlo (seduto) sopra una Cadrega di noce nel studio terraneo da me infrascritto nodaro abitato sito nella città di Brescia in contr della Piazza dell’albero a piedi del castello.
Scritto poi letto e publicato per me nodaro infrascritto a chiara intelligenza di detta testatrice e da testimoni infrascritti l’anno di nostro Signore mille sette cento cinquanta otto l’indizione sesta in giorno di martedì li vinti nove del mese di agosto nel luogo sopracitato.
Presenti li sigg. Oratio Savoldo qm Pietro, Vicenzo Facco fgl Oratio, GioBatta Bavetta fgl di Giovanni Domenico, Faretti qm Alessandro, Gasparo Bevilaqua qm Giovanni, Nicola Stella fgl di Carlo, Domenico Salaroli qm Tomaso et Angelo Raineri fgl di me nodaro tutti da Brescia et abitanti. Testimoni noti idonei ragati et asserenti detto sig, Facchi con me nodaro conoscerlo ecc
Rogatus per me Pietro Andrea Raineri de Germarii o notarius ad L.S. ecc
Ego Petrus Andreas Raineri de Germarii fgl qm Angeli Domenici notharii, civis Brixiae et habitator publicus auctoritate veneta notharius de praedidictis rogatus fui et in hanc formam reduxi et quia ecc. ideo pro fideo me auttentice subscripsi et subsignavi cum resservatione. Ecc.
636OLYMP (7151103 …) — N° 18
2 maggio 1806 – Brescia – dico nel giorno di venerdì 2 maggio 1806
Testamento di GioBatta Moretti qm Paolo
Nel nome del Signore Iddio amen. Riflettendo io GioBatta Moretti qm Paolo di questa città alla certezza della morte ed all’incertezza dell’ora della medesima, ho rissolto intanto che per la Divina grazia mi trovo sano di mente, sensi, et intelletto di disporre delle cose mie col presente testamento da esser eseguito dopo la mia morte e primieramente raccomando l’anima mia a Dio Signore allaB.Vergine Maria, all’Angelo mio custode ai Santi miei protettori e a tutta la Corte Celeste, acciò mi assistano nel passaggio dal tempo all’eternità.
Abbia il mio cadavere quel funerale moderato che sembri proprio al mio infrascritto erede.
Sia suffragata l’anima mia e li miei prede funti di messe numero mille cioè cinque cento subito dopo la mia morte ed altre cinquecento entro due mesi pregando l’On.da Banca della Veneranda Congrega mia erede ut infra di ordinar la celebrazione di duecento delle suddette messe al Rev.mo sig. Arciprete della terra di Pavone perché le distribuisca ai Sacerdoti di sua Parrocchia colla limosina che poi ad esso sarà corrisposta dalla Veneranda Congrega, ordinando inoltre che mi sieno fatti celebrare due Offizi generali uno cioè nella Parrocchiale di Pavone e l’altro nella Parrocchiale di Ospitaletto di Coccaglio con le messe di tutti li Sacerdoti rispettivamente commoranti nelle dette Parrocchie e che intervenivanoal canto dei detti Offizi, non intendendo con tali legati di eccedere il prescritto delle Leggi.
Lascio a titolo di Legato al sig. Paolo fgl qm GioBatta Scaglia da Farfengo fu mio cugino lire di Milano quattro mila per una sol volta, e nel caso che detto sig. Paolo fosse a me premorto voglio che sucedano nel detto Legato li di lui fgl maschi, e se ancora alcuno di questi fosse premorto, e lasciati avesse dopo di se fgli o fgle intendo che detti fgl maschi ed in mancanza di questi le fgle succedano nella porzione del legato; che al loro padre si aspetterebbe se non fosse premorto.
Lascio pure a titolo di legato ai fgl maschi del qm sig. Modesto Scaglia fu fgl del suddetto qm sig. GioBatta simile lire di Milano quattro mila per una sol volta, e nel caso che alcuno di essi fgl fosse a me premorto, e lasciati avesse dopo di se fgli o fgle, voglio che detti fgl maschi ed in mancanza di questi le fgle, succedano nella porzione del legato; che al loro padre si aspetterebbe se non fosse premorto.
Lascio parimenti a titolo di legato al fgl del qm Felice Scaglia fu fgl del sudetto qm GioBatta Scaglia simili lire di Milano due mila per una sola volta, e nel caso che esso fgl di detto qm sig. Felice fosse a me premorto, e lasciati avesse dopo di se fgl o fgle voglio che detti fgl e in mancanza di questi le fgle succedano nel detto legato, e nel caso poi che non vi fossero fgl né fgle voglio che in una metà del detto legato succeda il su nominato sig. Paolo Scaglia, e se anch’esso fosse premorto intendo che li di lui fgl maschi succedano nella detta metà del legato, e nell’altra metà di esso legato voglio che succedano li fgl maschi del su nominato qm sig. Modesto Scaglia per accrescimento dei legati a loro favore di sopra ordinati.
Lascio pure a titolo di legato ai discendenti maschi del qm sig. Gaetano Scaglia fu altro mio cugino simili lire di Milano tre mila per una sol volta ordinando, che in disparità di grado abbia luogo la rappresentanza dei rispettivi loro padri premorti, e se mai alcuno di essi discendenti mancando di vita lasciate avesse dopo di se solamente fgle, in tal caso voglio, che queste parimenti con la rappresentanza del loro padre succedano nella porzione del legato, che al padre si aspetterebbe se non fosse premorto.
Lascio pure a titolo di legato ai discendenti maschi del qm sig. Nicola Scaglia fu altro mio cugino simili lire di Milano tre mila per una sol volta ordinando similmente che in disparità di grado abbia luogo la rappresentanza dei rispettivi loro padri premorti e se mai alcuno di essi discendenti mancando di vita lasciate avesse dopo di se solamente fgle, in tal caso voglio che queste parimenti con la rappresentanza del loro padre succedano nella porzione del legato che al padre si aspetterebbe se non fosse premorto.
Tutti li sudetti legati da me disposti a favore delle su nominate famiglie Scaglie dovranno dalla Veneranda Congrega mia erede esser pagati entro il termine di mesi sei dopo la mia morte, e se mai tra li suddetti legatari, e massime tra li suddetti discendenti delli qm sig Gaetano e Nicola Scaglia al tempo di conseguir li rispettivi legati sorgessero alcune questioni per non aver io potuto con precisione delle persone disporre li suddetti legati stante la poca e quasi nessuna cognizione che ho delle medesime, prego per carità li onorandi Consultori perpetui dell’Onoranda Banca di detta veneranda Congrega perché si degnino di ascoltar ed esaminar tutte le questioni che venissero proposte, e sommariamente terminarle come crederanno di equità obligando li suddetti legatari a star rati, e fermi a quanto sarà dai suddetti onorandi Consultori terminato sotto pena di decader dal legato a qualunque questionante che si opponesser alle terminazioni di essi onorandi Consultori.
Lascio a titolo di legato al Venerando Ospital Maggiore di questa città lire di Milano sette milla seicento per una sol volta da pagarsi entro di un anno.
Al Venerando Ospital delle donne inferme pure di questa città lascio a titolo di legato il capitale di piccole lire sedici mila, che mi deve in vigor di scrittura 16 aprile 1800 con li livelli, che fossero scorsi, e da me non esatti dalla Cassa del detto Venerando Ospitale.
Al P. L. della Casa di Dio pure di questa città lascio a titolo di legato il capitale di piccole lire quattordici mila, che mi deve in vigor di scrittura 7 settembre 1789 con li livelli, che sopra detto capitale fossero scorsi e da me non esatti.
Al P. L. delle Orfanelle detto della Pietà pure di questa città lascio per una sol volta a titolo di legato lire di Milano venti otto mila dico £ 28000 con condizione però ed obligo che impongo alla Presidenza di detto P.L. di dar ricetto nel luogo di dette Orfanelle, cioè nel convento di San Cosimo ad Angela Sottini mia attuale donzella con assegnar alla medesima una camera con focolare, nella quale vita sua durante dopo la mia morte possa onestamente abitare, e non altro, e il pagamento del sudetto legato dovrà farsi dal infrascritto mio erede entro anni due dopo la mia morte col frutto trattanto del tre e mezzo per cento all’anno.
Lascio ai poveri infermi della Parrocchia del Duomo liri di Milano settecento sessanta d’esser consegnate alli rev. sigg. Curati perché sieno dispensate ai più bisognosi e ciò per una so volta.
Simili lire trecento ottanta lascio per una sol volta ai poveri infermi della terra di Pavone d’esser consegnate al rev.mo Parroco di detta terra perché sieno dispensate ai più bisognosi.
Lascio alla sopra nominata Angela Sottini attuale mia donzella purchè al tempo della mia morte si ritrovi al mio servizio a titolo di legato lire di Milano cinque cento settanta annue d’esserle dal mio infrascritto erede corrisposte ogn’anno anticipatamente vita di lei durante di sei in sei mesi la metà e ciò in ricompensa della lunga servitù che mi ha prestata e che tuttora mi va prestando e inoltre lascio alla medesima Angela Sottini:
un letto intiero con banche paglierizzi
due materazzi, dodici lenzuoli, una perponta, una coperta di lana
due sopra coperte, quattro cossini, due capezzali, dodici fodrighette
otto fazzoletti da naso, altri sei fazzoletti di tela, o (6) sessa bianchi
un cassettone, sei cadreghe,
quattro quadri di pittura sacri,
un genuflessorio,
una cassa di noce,
due santaroli di stagno,
un Crocifisso,
una comoda,
due piatti grandi,
quattro fiamenghe,
dieci otto tondi piccoli,
due zuppiere,
due salini di stagno o peltro,
sei posate di ottone,
sei tovaglie e dieciotto tovaglioli,
sei panni da mano … sugamani,
sei bigarole,
due pignate mezzane ed un pignatino,
una padella ed un padellino,
un bronzalino piccolo,
due catene da fuoco, due cavedoni, una paletta, una moletta ed un soppietto
un scaldaletto di rame,
due trepiedi,
un vestario, quattro cadreghe di paglia,
due cogome da caffè, una grande ed una piccola,
sei chicchere da caffè, un macinino pure da caffè,
una tavola, un raminotto di ferro,
due catini, uno di stagno e l’altro di ottone,
un sedello dell’acqua, due stagnati di rame, uno grande ed uno piccolo,
due manestri forati, una paisola, un spiedo, un cabarè di stagno,
due candellieri pure di stagno e due di ottone,
piatti tondi e scudelle di maiolica, occorrenti per suo uso e
che si ritroveranno nella casa in città,
una gabbia da pollastre
un vezzolo ed un barile, sei sacchi,
zerle nove vino se si ritroverà nella cantina in città
o quello che si ritroverà ma che non ecceda le zerle nove
some due formento in farina e tutto il formentone e farina gialla
che si ritroveranno nella casa in città oltre l’oglio, sale, salame e legumi e
così pure il reve e nistola e brazza quaranta tela e
che possa scegliere li mobili suddetti di camera e cucina a di lei piacere ed
inoltre possa abitare nell’appartamento a sera della suddetta casa in città per un anno senza pagar alcun affitto salvo però la libertà che intendo abbia il mio erede di far vendita della casa medesima anco entro il detto anno nel qual caso e tempo di vendita voglio che cessi il legato della detta abitazione.
A Carlo Pastori attual mio servitore se si ritroverà al mio servizio al tempo della mia morte lascio allo stesso per una sol volta a titolo di legato lire di Milano trecento oltre tutti li abiti di suo uso cioè velate pelè calzoni un gabanotto un capello buono e numero sei camiscie.
A Maddalena Vestali attuale mia serva lascio lire trecento di Milano per una sol volta e brazza venti tela inferiore quando però s’attrovi al mio servizio al tempo della mia morte.
A Pietro Terci mio attual fattore nella terra dell’Ospitaletto se sarà al mio servizio al tempo della mia morte a titolo di legato per una sol volta lascio lire di Milano cento quaranta camiscie quattro una mia velata di pelucco tutte le mie calze di lana ed un gabanotto.
All’ecc.te sig. dr Luigi Corcelli (o Porcelli) lascio lire quattrocento di Milano pro una vice tantum e ciò per le amorose visite e cure prestatemi e che sarà per prestarmi sin alla mia morte.
Al sig. Luigi Cagiada Cancelliere della veneranda Congrega lascio a titolo di legato per una sol volta lire di Milano sei cento in riconoscenza delle assistenze che mi ha prestate in varie mie occorrenze.
Al sig. Giacomo Zani vice Cancelliere di detta ven.da Congrega a titolo di legato lascio per una sol volta lire di Milano quattrocento per riconoscenza della premura e sollecitudine colle quali ad ogni mia richiesta sempre si è impegnato nel maneggio di diversi miei affari.
Al sig. Pubblio Martinoni ragionato di detta ven.da Congrega lascio per titolo di legato e per una sol volta lire di Milano duecento persuaso che sarà da esso aggradito il presente legato.
A Gaetano Riva attual servitore di detta ven.da Congrega lascio per una sol volta lire cento di Milano raccomandando al medesimo che unitamente co’ suoi fgl reciti il salmo De profundis in suffragio dell’anima mia.
Nel resto poi di tutti li miei beni ovunque esistenti, mobili, capitali e di tutto ciò e quanto tengo di attivo e passivo ho instituito ed instituisco mio erede universale il P. L. della Ven.da Congrega Appostolica di questa città, obligando il medesimo P.L. erede nel pagamento di tutti li sopra scritti legati, come anco nel pagamento di qualunque pubblico aggravio che presentemente o in avvenire fosse imposto, volendo inoltre che ritrovandosi dopo mia morte qualche carta da me scritta e sottoscritta di propria mia mano sia la medesima dal suddetto mio erede eseguita come parte del presente mio testamento.
E questa è la mia ultima volontà e testamento olografo scritto cioè tutto di propria mia mano quale intendo che vaglia per testamento o codicillo o per donazione causa mortis o per altro miglior modo con cui valer possa onde riporti il suo pieno effetto et esecuzione, rivocando, cassando et annullando qualunque altro anterior testamento che si ritrovasse da me fatto.
Gian Battista Moretti
Adì 10 agosto 1805.
636OLYMP 7151110 … — senza numero.
Si tratta sostanzialmente di una prima stesura del testamento presente, con annotazioni e aggiunte che compariranno nella successiva stesura del 2 maggio 1806.
Pertanto mi sembra superfluo ricopiarlo adesso: semmai in un secondo momento.
636OLYMP 7151079 … N° 12
Testamento di Giacinta r.q. Gasparo Bianchi
(NB: Giacinta Fracchetti qm Gerolamo — mgl Gasparo Bianchi — sorella di Giulia ved. relicta qm Carlo Bettoni) — (Gasparo Bianchi fgl di Lodovico qm Ruggero)
3 aprile 1716
Nel nome del Signore. Considerando la sig.ra Giacinta r. qm Gasparo Bianchi che la morte è a tutti comune a tutti incerta l’hora di quella, ritrovandosi alquanto inferma di corpo, sana per altro di sensi, mente et intelletto prima d’esser da quella sorpresa, con il presente suo nuncupativo e senza scritti testamento, ha disposto et dispone come segue.
Ion primis et ante omnia ha raccomandato et raccomanda l’anima sua all’Onnipotente Signore Iddio alla gloriosissima Vergine et al Patriarca San Giuseppe et a tutta la Corte Celeste implorando il perdono delle sue colpe et un felice passaggio.
Item vuole et comanda che il suo cadavere sii sepolto nella Chiesa dei Carmini
Item comanda che alli infrascritti suoi heredi subitto dopo la sua morte gli siano fatte celebrare n° cento in suffragio dell’anima sua con il dinaro che si ritrova.
Item ha lasciato e per raggione di legato lascia alla sig.ra Eugenia sua carissima figlia in reccognitione dell’assidua servitù prestateli et che li va facendo et per segno di grand’amore che li porta tutti li mobili usi et argenti biancheria utensili et ogn’altra cosa essistente nella casa di Brescia come pure la casa stessa, con questo però che capitando a Brescia il molto rev. don GioBatta suo figlio sii patrone anche esso d’habitarla obligando detta sig.ra Eugenia a somministrargli tutti li mobili et biancheria necessaria per uso di leto (letto) et della tavola et anco per cusinare occorrendo, prohibendo per altro a detto sig. GioBatta il puoter molestar et caso che detta sig.ra Eugenia premorisse a detto sig. GioBatta vole che in detto legato succedino li fgl d’essa sig.ra Eugenia, tanto maschi come femine cosi nati come che nascessero dal presente matrimonio non intendendo però per questo vincolar detta casa et mobili alcun fid.to volendo anzi che in caso di necessità possa a suo arbitrio disponere.
Nel resto puoi dei suoi beni mobili come immobili raggioni et attioni, tanto dotali quanto ereditari et d’ogni altra sorte, ha instituito et instituisce heredi uguali et con eguali portioni quelli con la propria bocca nominando il detto sig. GioBatta et Eugenia suoi figlioli con conditione che morendo detto GioBatta la portione a lui toccata a riserva della sola legittima il ressiduo passar debba in detta sig.ra Eugenia et indi fatto nelli suddetti figlioli si maschi come femine per capite, et questo vuole et comanda che sia il suo ultimo testamento et ultima volontà et caso non volesse per testamento, vole vaglia per codicillo o codicilli o come donatione causa mortis per ogni altro meglior modo ecc cassando et annullando ogn’altro testamento che havesse fatto et massime uno fatto ne rogiti di me nodaro.
È stato fatto il presente testamento dalla sig.ra Giacinta giacente in letto scritto puoi d’ordine della medesima da me nod.ro et letto et publicato ad alta voce alla presenza della medesima in una camera superiore posta verso matta nella casa di detta sig.ra testatrice, sira in questa città in contr delli Armaroli, l’anno mille settecento e sedeci corendo l’inditione nona li tre del mese di aprile giorno di venerdì presenti il sig. Bartolomeo fgl di Bernardo Gasparino mio coadiutore, d. Giacomo Bono qm Antonio da Brescia, d. GioBatta Astezzato qm Andrea molinaro nel Borgo delle Pile, d. Andrea Fodrighetto fgl Giacomo habitante in Brescia et il sig. Pietro Antonio qm Bartolomeo Venetiano habitante in Brescia et d. Angelo Foglio qm Giovanni Giacomo habitante in Brescia, testimoni ecc …..
Rogato per me Joseph Florentinum notharium
Ego Joseph Florentinus notharius de praesentibus omnibus rogatus fui idemque in fidem me authentice subscripsi et subsignavi.
636OLYMP (7151095 ..) — N° 16
25 febraro 1745
Testamento del sig. Paolo Moretti
In Christi nomine amen. Non essendo cosa più certa della morte ne cosa più incerta dell’ora di quella alla quale pensando il sig. Pauolo Moretti qm Gioseppe cittadino di Brescia abitante in Pavone, sano di mente corpo et intelletto volendo disponere delle sue facoltà afin che ai suoi posteri non nascha lite ne contesa alcuna, con il presente testamento nuncupativo seu ecc per scritti ha disposto et ordinato ut infra vide licet
Et prima ha raccomandato et racomanda l’anima sua all’Onnipotente sigg. Iddio, alla gloriosissima sempre Vergine Madre Maria, al santo del suo nome et a tutta la celeste corte implorando da questi aiutto nell’ultimo ponto (punto) di sua vita.
Item ha lasciato et per raggion di legato lascia che per l’infrascritti suoi heredi li siano fatte celebrar messe cento più presto sarà possibile, principiando però subito dopo la sua morte et cento entro il tempo d’un anno et altre cento in tempo di dieci anni, cioè dieci all’anno principiando queste dopo la sua morte d’un anno et tutte queste in suffraggio dell’anima sua et suoi defonti.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia, che caso li suoi heredi trovassero scritto di proprio pugno del suddetto sig. testatore o in biglietto o in suoi libri qualche legato fatto dal medesimo sig. testatore gli sia data essecucione, come se fosse espresso nel presente testamento.
Item ha lasciato et ordinato che Teresa, Ciciglia, Giacinta et Maria tutte sue figliole, in caso che queste si volessero con persone di egual condicione gli sia data quella dote secondo si ritroverà a quel tempo il stato della sua casa et caso queste si volessero maritarsi con persona di non ugual sua condicione et a proprio suo capriccio, in tal caso gli sia data la sola sua legittima, et queste non maritandosi possino convivere insieme con suoi fratelli heredi, come se fosse vivente dtto sig. testatore.
Tuttori poi, curatori et esecutori testamentarii de suoi figlioli ha ordinato et vuole che siino li xx? Heredi di don GioBatta et Oratio ambi doi suoi fratelli unitamente con la suddetta sig.ra Eugenia usufruttuaria ecc disobbligandoli da qualunque inventario et sicurtà ecc pregandoli tutti d’accettar tall’impiego ecc
In tutti poi li suoi beni mobili et stabili raggioni et accioni debiti et crediti se ve ne sono ha lasciati et instituiti suoi heredi universali quelli con la propria bocca nominandoli il detto sig. don Gioseppe, sig. Carlo, et GioBatta tutti tre suoi figlioli legitimi con obligo de suddetti legati et in eguali porcioni compreso però il detto rev. sig. don Gioseppe il di lui patrimonio fatto da detto sig. testatore et in caso qualche d’uno di questi suoi heredi figlioli si trasportassero col dilettarsi di giocho indiscreto o altro vicio danoso alla casa, che in tal caso non possa allienare delli altrui suoi fratelli heredi con obligo all’istessi di contribuir a quelli di tal caso il solo alimento necessario
Et questa ha asserto et asserisse essere la sua ultima volontà et suo ultimo testamento, et se non vale come testamento vale et comanda che vaglia (valga) come codicillo o bonaccione in caso di morte nell’omni meliori modo ecc. annullando et cassando ogni altro testamento che potesse aver fatto et massime quello fatto nelli atti del sig. Pauolo Baiguera nodaro in Brescia et ha pregato me nodaro infrascritto a fine di tutto ciò ne facessi publico Instromento ad L.S.
Fu fatto il suddetto testamento per il suddetto sig. testatore giacendo sopra d’una cadrega posta in una stanza terranea della casa di me nodaro infrascritto sita in Pavone in contr del Borgo di sotto distretto di Brescia giurisdizione delli N.N. sigg. Co:Co: Martinenghi et Calini
Scritto et poi letto et pubblicato per me nodaro infrascritto l’anno di nostra salute (salvezza) mille settecento quarantacinque inditione 8°, in giorno di giovedì vinticinque del mese di febraro. Presenti d. Giulio Bertolo qm Pietro, d. Horatio Cornetto o Corvetto qm GioBatta, d. Francesco de Zanni qm Horacio, d. Gioseppe Bodino di d. Francesco, d. Faustino Gobbi qm GioBatta d. Antonio Moretti qm Bernardino et d. Francesco Bubba qm Valente, tutti habitanti in Pavone testimoni ecc asserenti ecc
Rogatus per me Domenicum Bartholum Notharium.