Pag 239 R – H … 3856 – die 23 ottobre 1732 –
Testamento di Paolo Verzelletto qm altro Paolo
Nel testamento del qm Paolo filio altro Paolo Verzeletto dell’Hospi rogato da me nod infrascritto il di 23 ottobre 1732 ceteris omissis vi si ritrova il seguente legato de scudi venti cinque fatto a favore del venerando Altare Maggiore di S. Giacomo dell’Hospi in cui detto testatore ha lasciato al ven. Altare Maggiore di S. Giacomo nella Parocchiale dell’Hospi il capitale di scudi venticinque da berlingotti sette l’uno dovuto da d. Pietro filio Benedetto Chiappa al detto testatore obligando il rev Parroco o sia economo che pro tempore sara alla celebratione di due emsse per una sol volta et il resto sia speso in ornamento del medesimo ven. Altare a sodisfatione del detto rev.do Parroco o sia economo e cio non possa conseguirsi se non dopo la morte della detta donna Lucia usufruttuaria. In quorum fidem. De quibus rogatus sum ego Joseph Guarnerius not ad laudem sapientis.
Ego Joseph Guarnerius fgl qm Caruli PVA (pubblica Veneta Auctoritate) noth Hospi predictis omnibus presens fui et rogatus scripsi in quorum fidem me subscripsi et signo meo subsignavi cum reservationem tamen –
2 ottobre 1736 – è stato ceduto il capitale suddetto dal rev.do sig don Giovanni Pace arciprete dell’Hospi alla veneranda Scola del Corpus Domini di ditta terra et ha conseguito il capitale suddetto in danari della medesima appar instr di cessione rogato da me Gioseppe Guarneri noth suddetto il di suddetto.
Fino in fondo pag 239 R
Pag 240 – H… 3856 – die 25 maggio 1739 –
Nel testamento del qm sig. Giovanni Paolo Lando qm sig. GioBatta dell’Hospi rogato da me noth infrascritto sotto il di 25 maggio 1739 ceteris omissis vi si ritrova il seguente legato fatto al Venerando coro di San Giacomo Maggiore eretto nella Parrocchiale dell’Hospi videlicet:
item ha lasciato e per virtù di legato e per ogni melior modo lascia che subito dopo la sua morte siano fatti Brassa n.o centocinquanta sei di dalmasso simile a quelli della BVM di Caravaggio di questa Chiesa dell’Hospi e questi per esser posti alle colonne sive lesene del coro Parocchiale di S. Giacomo Maggiore dell’Hospi et pagati subito dalli infrascritti eredi quando non fossero pagati dal soprascritto sig testatore etc.
Rogato per me Joseph Guarnerium nod ad l.s.
Ego Joseph Guarnerius fgl qm Caruli PVA nod. Hospi predictis omnibus presens fui et rogatus scripsi in quorum fidem me auctoritate subscripsi et subsignavi cum reservationem tamen
Il presente legato è stato sodisfatto parte per mano del sig. testatore e parte della Veneranda Congrega Apostolica di Brescia come erede del suddetto sig Lando testatore come appare da suo testamento del di suddetto.
Fino in fondo a pag 240
Pag 240 R – H…3857 – die 20 marzo 1741
Senza intestazione –
Nel nome del Signore Iddio l’anno della sua natività mille settecento quaranta uno corendo l’inditione quarta in giorno di lunedì venti del mese di marzo essendo in una stanza superiore alla sagrestia della Parrocchia dell’Ospitaletto posta in cntr della Piazza di detta terra distretto di Brescia. Presenti il molto rev.do don Giulio Hirma fgl del sig. Cesare, e d. Antonio Tambor q. Pietro e Francesco Ferarese q. Pietro dell’Ospitaletto et habitanti, testimoni noti et asserenti con me nod..
Sin l’anno 1724 in cui seguì la morte del fu reverendo sig. don Stefano Bianchi arciprete di questa villa dell’Ospitaletto insorse grave litigio tra questo spettabile publico dell’Hospi contro certi asserti pretesi compatroni di questa Parocchiale il quale agitato per qualche tempo gli riusci di esito favorevole ma con grande dispendio; di poi nacque altra dolorosa lite circa l’elletione del novo Parocho la quale per più anni ha travagliato con gravissimi incomodi et essessivi dispendij questa povera Comunità, lite de/che quasi idra/era feconda di molti capi col produrre nove dissensioni e nove contese è stata a questo publico il fonte il fonte e la cagione di tanti deplorabili mali che per il corso di molti anni lo hanno infestato e travagliato da ogni parte; certo che inviperiti li animi vicendevolmente da vicendevoli contrasti pieni di animosità facevano a gara hor in impugnare hor in defendere ostinatamente ciò che dall’altra parte veniva o asserito o contrastato, quindi ne derivorono li altri varij capi di liti e in civile e in criminale e in Brescia et alla Dominante e per la masina e (pag 241)
per la campana e contro forastieri e contro cittadini e per bandi di sindici e per richiami de medesimi alla Dominante e per altre cattive conseguenze le più funeste, si che le cose erano ridotte allo stato il più possibile infelice che potesse mantenersi da controversie così longamente prorogate così aspramente d’ambe le parti sostenute. Dal emanazione però di varie sentenze e recentimenti de più alti tribunali di Venetia compresso in gran parte l’ardire e la pertinatia delle parti e finalmente per ordine supremo devenutosi all’eletione si prolongata del Paroco le cose s’erano ridotte a tal segno che pareva se ne dovesse sperare il ristabilemento della quiete e pubblica tranquillità, e in vero sarebbe così susseduto se le medesime spese fatte a cagion delle liti non l’havessero impedito; perocchè varij particolari i quali in quei tempi havevano contribuito il danaro al professato sostegno della Comunità ne pretendevano il pieno resarsimento, il che è stato cagione che li LL. CC. si siano loro galiardamente opposti ne quali col decorso del tempo essendo passato il titolo di Comunità professavano in di lei nome pretesa insussistente del che è accaduto che siasi ancora fatta revisione del maneggio anticipato del massaro e sindici e deputati sopra la quale nascendo nova contesa si temeva che dovessero rinovarsi li antichi litiggi; quand’ecco frapostosi il zelo del molto rev.do don Angelo Guarneri e del molto rev.do don Domenico q. Pietro Svanini comuni mediatori et amici a resecatione di qualunque litiggio a scanso di tanti incomodi, dissapori, e spese e per restabilire la primiera armonia tra le parti discordanti è loro riuscito di unirle con resiproco accordio nelli seguenti capitoli li quali per la forza del presente instromento di (pag 241 R) … 3858
transazione vogliono le stesse infrascritte parti che siano irrevocabili sotto pena vicendevole de reciprochi danni e spese tutte orinarie e straordinarie; quindi è che qui presenti li sigg. Domenico Svanini q. Pietro, Giacomo Zani q. Pietro e Carlo Bano q. Batta tutti tre deputati eletti da legittima general Vicinia di questa Comunità con spetiale et espressa facoltà loro impartita dalla medesima (Vicinia) con parte presa del dì 19 marzo cadente di poter stipulare in nome di detta Vicinia il presente instr. di transatione in modo solenne et da una et il rev.do don Giovanni Pace Arciprete come comissario del sig. Batta Ferari e sig. Pietro Caglio detto Bittino, et il molto rev.do don Domenico Svanini, d. Paolo Torre q. Carlo, Antonio Bucella q. Giacomo, Francesco Torre q. altro Francesco, d. Bartolomeo Guarneri q. Antonio per se e come tutore delli figlij del q. Giovanni Gasolo q. Giuseppe, Lorenzo Sarnico q. Tomaso, Antonio Gasolo q. Giovanni, Domenico Buissa q. Batta, GioBatta Guarneri q. Gioseffo, Pietro Chiappa q. Giovanni, Agostino Caglio q. Francesco, il sig. Laoro Chiappa come comissario del q. Giacomo Lando, Gioseffo Ghitti, Vincenzo Picinello, e d. Carlo Bano reggenti della Scola del Corpus Domini comissaria del q. Antonio Guarneri detto Trombino, Lorenzo Vezolo, Giovanni Caglio q. Lorenzo, Lorenzo Paganone, Giacomo Presti, Marco Antonio Guarneri et Antonio Gasolo q. Gioseffo come tuttore delli figlij del q. Giovanni Gasolo suo fllo et il sig. Francesco Guarneri reggenti della detta Scola del CD comissaria del detto q. Andrea Guarneri detto Trombino, Bartolomeo Zani (pag 242)
q. Giuseppe, e Domenico Sarnico q. Tomaso dall’altra quali tutti facendo per li loro respettivi interessi cioè li prenominati deputati per se e massime per il pubblico sudetto, e l’altra comparte in nomi espressi come sopra per il loro respettivo e particolare interesse con ogni meglior modo ecc. hanno accordate et accordano in tutte le sue parti le seguenti capitulationi in detta:
Primo che le spese tutte delle liti passate restino precisamente accordate in lire dieci milla piccole le quali doveranno rascotersi sopra le teste et anime di qualunque habitante di questa terra a norma della masina.
2. che la scoscita di detta somma debba farsi nel corso di anni dieci continui prossimi futuri si che habbiano a rascotersi lire mille all’anno e queste depurate dal salario del massaro habbiano a consegnarsi a chi per raggione di ansianità di tempo e di carato doveranno andare.
3. che prima d’ogni altro capitale debba estinguersi la somma di lire piccole cento e dieci di Francesco Torre q. altro Francesco et altre lire cento e dieci delli eredi del q. Giacomo Bucella e lire duecento e cinquanta di d. Paolo Torre doppo le quali somme debbasi imediatamente estinguersi il capitale de lire piccole due milla cinquecento cinquantacinque delli rapresentanti del q. sig. Giacomo Landi spese tutte fatte per il jus patronato.
4. per le spese di giornate de sindici e deputati delle liti passate resta accordato che debba pagarsi con la somma stabilita in primo capo lire trecento a Giovanni Gasolo q. Giuseppe o sia alli suoi eredi dal quale non si debba in avenire a ricercar altro per intacco di revisione e per saldo di sue pretese (pag 242 R) … 3859
5. a Carlo Bano tanto per sue giornate quanto per danni di bande debbano pagarsi con la predetta somma lire cento e ciò per ogni sua pretesa
6. a Lorenzo Sarnico resta accordato che debbano consegnarsi piccole lire trenta in saldo d’ogni sua pretesa le quali parimente debbano estraersi dalla somma in primo capo descritte con che ancora venga tacitata e licenziata ogni ricerca di revisione
7. che col restante di detta somma debbano estinguersi sussessivamente li altri capitoli per via di anzianità di tempo havendosi consideratione che il capitale del molto rev.do don Domenico Svanini delle lire mille e cinquanta per esso pure dal Zobio non ne ha prestate alle liti solo che piccole lire settecento
8. che riguardo alla revisione resta accordato che li salarij del massaro Bartolomeo Guarneri q. Antonio tanto di masina quanto di taglie per tutto il corso di sue massarie debbano ridursi riguardo al loro essesso (eccesso) al solo sette per cento
9. che detto massaro Guarneri oltre la somma liquida di suo debito verso la Comunità contribuisca alla medesima lire cento venticinque con che resta tacitata per accordio espressa qualunque pretesa di detta Comunità contro detto massaro per qualunque ricerca di revisione che per ciò debbano al medesimo abbonare tutte le bolette e pubbliche recepute (pag 243)
10. circa al amneggio de sindici et andadore trazandati resta accordato che con la detrazione fatta loro per le giornate delle liti o altro non siano per alcun conto di revisione più in avenire responsabili alla Comunità di alcun debito toltone Pietro Gasolo q. Cristoforo e Antonio Gasolo q. Giovanni i quali con lire venticinque per cadauno da essere pagate alla Comunità dentro del anno corente vengono parimente licentiati et assolti.
11. che la famiglia del sig. Giacomo Guarneri q. Gioseffo resta per il presente capitolo licenziata da ogni contribuzione o sia caratto per la somma in primo capitolo stabilita per tutto il tempo della sudetta scossita et al incontro il detto sig. Guarneri rilascia il suo credito consistente in lire settecento quaranta sei piccole come da confesso di detta Comunità del dì 12 genaro 1737 qual per ogni buon fine resta consegnato et incluso nel presente protocollo
12. che debbano elleggersi dalla General Vicinia due deputati et un esatore i quali indipendentemente da sindici debbano assistere alla scosita della somma in primo capitolo stabilita e far li conti all’esattore e pagare sussessivamente le somme suddette secondo li sudetti capitolo
13. che il riparto della scosita sia stabilita dalli sigg. Deputati che veranno elletti prendendo lume anche delli sopra nominati sigg. rev.di mediatori
14. che per l’onorario delli Revisori cioè Paolo Torre e Giacomo Zani q. Pietro si assegna loro per patto lire settanta piccole per cadauno e queste da esser scosse da massaro alle taglie della Comunità
Quali cose dette, patti, capitoli e conventioni restano e sono state a mutua (pag 243 R) … 3860
solenne stipulazione delle parti sudette accettati con promessa della corespettiva pontuale osservanza e perpetua manutenzione con buona e sincera fede come sopra e sotto pena ecc.
Il che stando si sono le parti stesse respettivamente ut supra facendo hinc et inde liberate facendosi fine quietanza liberatione generale e generalissima, silenzio e patto perpetuo di mai più addimandarsi cosa alcuna salva la sola essecutione ed adempimento a quanto è stato nella presente convenuto, promettendo per ciò dette parti ecc. obligando ecc. rendendo ecc. et hanno anche respettivamente giurato detto rev.do Arciprete e molto rev.do Svanini tactis pectoribus more ecc. e li altri tutti toccate le Scritture le predette tutte cose ecc. e quelle attendere et osservare ecc. ne contrafar ne contravenir ecc. ne dimandar habilitatione o restitutione sotto qualunque si sia voler causa o pretesto ecc. e dimandata e ottenuta non usarla ecc. volendo ecc. per patto ecc. e con altro patto che la presente non venendo ratificata dalli d. Giovanni Caglio q. Giacomo, Pietro Gasolo q. Cristoforo, Bartolomeo Terlengo si debbano detraere dalla sudetta somma delle lire dieci milla ad ratam del danaro dovuto alli medesimi, che in tal caso ne sara fatto riparto dalli molto rev.di Mediatori e ratificando resta la presente come sopra accordata e stabilita anche per il loro respettivo particolar interesse.
De quibus omnibus rogatus sum ego Joseph Guarnerius noth. ad L.S.
Fino pag 243 R – H…3860
Pag 244 – H… 3860 – adi 20 maggio 1741 Ospitaletto
Comparsi voluntariamente nelli atti di me nod. infrascritto alla presenza dell’infrascritti testimoni li dd. Giovanni Caglio q. Giacomo e Bartolomeo Terlengo sudetti quali con loro giuramento per il loro particola e respettivo interesse con ogni meglior modo ecc. hanno ratificato et ratificano in tutte le sue parti la soprascritta transatione come sta e giace con piena siensa e cognitione e massime lettagli e pubblicatagli in presenza delli infrascritti testimonij con tutte le sudette clausole quali s’habbiano tutte per repetite nella presente ratificatione promettendo ecc. obligando ecc. rind. ecc. et hanno anco giurato toccate le scritture le predette cose ecc. quelle ecc. ne a quelle ecc. ne dimandando habil.ne ecc et dimandata et ottenuta non usarli ecc. volendo ecc. Presenti d. Francesco Ferarese q. Pietro e Francesco Bertoletto q. Fausto/ino dell’Ospitaletto et habitanti testimonij noti et asserenti con me nod ecc. de quibus omnibus rogatus sum ego Joseph Guarnerius noth ad LS
Stessa pag – Adì detto nell’Ospitaletto
Parimente è comparso nelli atti di me nod. infrascritto alla presenza dell’infrascritti testimonij d. Pietro Gasolo q. Cristoforo sudetto quale essendogli stato letto e publicato il sudetto scritto instromento di transatione da me nod. infrascritto alla presenza pure delli sudetti et infrascritti testimonij con ogni meglior modo ha ratificato e ratifica per quanto importa il suo particolare interesse l’instromento sudetto in tutte le sue parti come sta e giace con piena siensa e cognitione e cosi ricercò annonci per ogni miglior modo ecc promettendo ecc. obligando ecc rend.do ecc et ha anche giurato toccate le scritture le predette cose ecc. quelle ecc. ne a quelle ecc. ne dimanda habilitatione ecc. e dimandata e ottenuta non usarle ecc. non volendo ecc. Presenti il molto rev.do don Giulio Hirma fgl del sig. Cesare et il molto rev.do (pag 244 R) … 3861
sig. don Giulio Zino q. Aloisio dell’Ospitaletto et habitanti testimoni noti et asserenti con me nod. ecc.
De quibus omnibus rogatus sum ego Joseph Guarnerius noth. ad L.S.
Ego Joseph Guarnerius q. Caroli PAV notharius Hospedaletti predictis omnibus presens fui et de eis rogatus scripsi in quorum fide me autem/auctoritate subscripsi et signo meo subsignavi cum reservationem tamen.
Fino a metà pag 244 R – H… 3861 – il resto vuota
Pag 245 – H… 3861 – die 27 novembre 1741
Nel nome del Signore Iddio, l’anno della sua natività millesettecento quarantauno correndo l’inditione quarta in giorno di lunedì vintisette del mese di novembre essendo in una stanza treranea habitatione dell’infrascritto rev.do arciprete posta in cntr della Piazza nella terra dell’Ospi distretto di Brescia.
Presenti il sig. Giovanni Paolo Torre qm Carlo et il molto rev.do sig. Giulio Hirma figlio del qm Cesare ambi di Ospi et habitanti testi noti et asserenti con me Nod etc.
Essendo s.a alcune difficoltà insorte tra il rev.do Giovanni Pace arciprete della terra dell’Ospi di Cocaglio da una et la spett. Comunità di detta terra dalla seconda come pure le ven.de Scole del Sant.mo Sacramento e Rosario della medesima terra dalla terza per le quali difficultà erano state incaminate da dette parti respettivamente o erano per incaminarsi (verso) atti Giudiziarij ma volendo le parti stesse schivare le contese e che resti dichiarate anco ad osservarsi in avenire circa le incerte particulari. Perciò detto Rev.do Arciprete qui presente et agente per se si è rimosso e rimuove dalla appellatione per esso annotata all’ecc.mo Consiglio di 40 C. N. li 13 settembre prossimo passato e li spett Carlo Bano fgl di Batta e Giovanni Gazzoli qm Antonio sindici di detta Comunità presenti et agenti in nome della medesima usando della autorità che tengono in forza di parti prese nella generale Vicinia di essa terra li 3 settembre suddetto hanno accordata la sua stessa regolatione nel proposito delli incerti che detto rev.do sig Arciprete può esigere da suoi Parochiani il detto approvato dalla General Vicinia del di 26 novembre cadente a tutti noti restando così suddette parti come ancora le dette ven.de Schole presenti in nome delle quali fanno li sig. Lorenzo Ussolo Presidente Vincenzo Guarneri di Giacomo e Giuseppe Zani (pag 245 R) … 3862
qm Pietro reggenti delle Ven.da Schola del SS.mo Sacramento e li sigg. Giacinto Salvi presidente, Pietro Guarneri fgl di Batta, Bartolomeo Guarneri fgl di Giuseppe e Paolo Chiappa qm Francesco reggenti della ven.da Schola del Rosario qui presenti et agenti in nome come sopra etc. per omni melior modo etc. confirmata pure detta conventione il di 26 cadente a tutti noti dalla suddetta General Vicinia.
Primo riguardo alli detti utili incerti della Arciprebenda essendosi il rev.do sig. Arciprete e sigg sindici della Comunità esentati dal praticato sotto il qm rev.do don Stefano Bianchi fu arciprete di detta terra e da tempo immemorabile, si dichiara che detto rev.do arciprete Pace possa avere come segue:
Per li officii generali lire sette
Per li offici del mese lire quatro
Per li battesimi con la candela overo lire una o candela
Per li matrimoni con la messa per li soli parochiani lire 2 soldi 10
E senza messa due candele o sia lire uno soldi cinque dalli soli parochiani
Per li obetini dei fanciulli lire tre e mezza
Per li obiti il detto rev.do arciprete debba conseguir la doppia canonica per la cera overo non ponendovi la cera li particolari debbano pagare al detto arciprete quello che imponerà a lire due la libra dovendo dipendere però dal piacere de particulari l’usare quelle qualità e quantità di cera che si sentiranno (pag 246)
secondo il praticato sotto detto sig. arciprete Bianchi
Per la messa privata in occaione di obiti habbia il sig arciprete la sola elemosina semplice di lire una soldi dieci
Per la cantata in detta occasione habbia a conseguir lire quatro
Per la novena sia preveduta la cera con incenso dalla comunità per di lei conto e al sig. arciprete si consedono dodici candele da quelle che avansaranno dalla fonzione
Al medesimo rev.do parroco sia lecito fare tre cerche (richieste di elemosina) del Passio all’anno
Per le messe cantate di voto della comunità o di divotione straordinaria della medesima comunità gli corisponderà lire quatro per ogni mese
Che la chiave del Comune sia posta dal rev.do parroco in libertà solamente per li suoi sacerdoti della terra quando non celebrano per la capellania
La sacrestia vecchia doverà rilasciarsi dal detto rev.do arciprete a libera dispositione della spett Comunità
Di più s’obliga il detto rev.do sig arciprete Pace ponere le tre catedre dicte all’Altare Maggiore con patto che le due laterali siano pagate al detto rev.do sig arciprete col prezzo di scudi dodeci di piccole lire sette l’uno e per cadauna cattedra dette Schole del Corpus Domini e Rosario e la destra catedra la vende alla Schola del Corpus Domini per la sinistra alla Schola del Rosario che ambe importano scudi vinti quatro, dodeci de quali quivi il sig. Lorenzo Penna massaro della Scola del Corpus Domini suddetta d’ordine et espressa comissione delli sudetti sig Presidente e reggenti della medesima li ha dati pagati et attualmente numerati e cosi li da paga al (pag 246 R) … 3863
prefatto rev.do sig arciprete Pace come pure li altri scudi dodeci quivi d. Gioseppe Guarneri qm Pietro massaro della Schola del Rosario d’ordine et espressa comissione delli sudetti sigg Presidente e regenti della medesima li ha datti pagati et attualmente numerati li da li paga etc al prefatto rev.do sig Arciprete Pace qui presente che riceve e tira a se ambe le sudette somme in boni effettivi danari d’oro et argento di giusto peso al corente della piazza vedendo me nodaro et li testimoni soprascritti in detto etc atteso il qual pagamento esso rev.do arciprete ha liberato et assolto libera et assolve le suddette ven.de Scole del Corpus Domini e Rosario dal prezzo di dette catedre etc le quali stipulando li suddetti Presidenti et regenti respectivamente delle medesime.
Perciò poi che contiene per le dette ven.de Scole continuarà il detto Rev.do Arciprete celebrando ogni prima domenica all’Altare del SS.mo Rosario et ogni terza domenica all’altare del SS.mo Sacramento a raccomandare e cercare le elemosine con la pace per occasione di detta celebratione senza pregiuditio del jus parocchiale secondo il solito e consegnerà di volta in volta il ricavato d’essa elemosina alli Reggenti o suoi massari di dette ven.de Scole mentre andaranno a riceverla per essere da essi soli costudita et amministrata giusto anche alla lettera dell’ill.mo et ecc.mo sig. Tomaso Malipiero avocado di Comune 14 settembre passato dovendo però per detta celebratione praticare dette ven.de Scole la consueta elemosina per il sagrestano verso il detto rev.do Parroco giusto il solito. (pag 247)
E con ciò restano dichiarate tutte le dubietà composte per soppire le diferenze occorse et che occorrer poteranno tra le parti suddette qui presenti agenti e stipulanti reciprocamente cadauna per se et in nome come sopra etc in omni melior modo etc restano rimossi li atti giudiciarij non conformati con la presunta conventione come pure li capitoli 1737 da detta spett. Comunità promettendo etc dette parti etc obligando etc rendendo etc.
De quibus omnibus rogatus sum ego Joseph Guarnerius nod. ad laudem sapientis.
Ego Joseph Guarnerius fgl qm Caroli PVA notharius Hospi predictis omnibus presens fui et de eis rogatus scripsi in quarum fidem me auctoritate subscripsi et signo meo subsignavi cum reservationem tamen
Fino a pag 247 quasi fino in fondo
Pag 247 R – H… 3864 – die 12 ottobre 1737
Nel codicillo ultimo fatto dalla q. sig.ra Camilla Aiardi r q. sig. Giovanni Guarneri dell’Ospitaletto rogato da me nod. infrascritto ceteris omissis vi si ritrova il seguente legato disposto a favore del ven.do Altare di San Giacomo Maggiore di detta terra videlicet.
Così pure nel sopra riferito codicillo 11 febraro detta sig.ra Camilla lasciato per raggione di legato al ven.do Altare Maggiore della Chiesa Parochiale di San Giacomo di questa terra dell’Ospitaletto scudi cento e cinquanta, ora detta sig.ra Camilla intende e vole et espressamente comanda che il detto legato sii et esser debba di soli scudi cento da berlingotti sette l’uno per una sol volta d’esser questi impiegati dal di lei erede in uno o più ornamenti di detto ven.do Altare secondo parerà e li verrà prescritto dal rev.mo sig. Arciprete che pro tempore sarà in detta terra.
De quibus omnibus rogatus sum ego joseph Guarnerius noth. ad L.S.
Ego Joseph Guarnerius q. Caroli PVA Noth. Hospitaletti predictis omnibus presens fui et rogatus scripsi in quorum fide me autem subscripsi et signo meo subsignavi cum reservationem tamen.
Il qual legato è stato conseguito dal rev.do don Giovanni Pace di detta terra verso il fine dell’anno 1739 et impiegato in due tonicelle a ricamo et pagato dal sig. Ignatio Usupini erede della sudetta q. sig.ra Camilla. Fino in fondo alla pag 247 R
Pag 248 – H… 3864 – die 30 settembre 1738
In Christi nomine l’anno della sua natività mille settecento trentotto corendo l’inditione prima in giorno di martedì trenta del mese di settembre essendo in una caminata superiore sive cancellaria del Comune dell’Ospitaletto posta in cntr della Piazza di detta terra distretto di Brescia, presenti d. Gioseffo q. Giacomo Ghitti, et d. GioBatta Inselvini q. Fausto/ino ambi dell’Ospitaletto et habili testimoni noti et asserenti con me nod. videlicet.
Volendo li sigg. sindici et regenti della spettabile Comunità dell’Ospitaletto di Coccaglio come essecutori e comissarij lasciati dall’ora q. ms Giovanni Guarneri in di lui codicillo 10 agosto 1637 rogato dal GioBatta Agosti nod. in Sajano per il pio legato di celebratione di una messa cotidiana perpetua nella Chiesa della Sant.ma Vergine di Lovernato esistente nel tenere d’essa terra dell’Ospitaletto nec non li sigg. reggenti di detta Chiesa inerentemente et in esecutione pure delle leggi sovrane notorie di Sua Serenità de venire all’alienatione e vendita dell’infrascritta parte seu metà di casa e delle pdt pur infradescritte, questo e quelle i detti reggenti apprese in pagamento nel giudicio di adizione d’eredità del q. Giovanni Antonio Gasolo per poter in essi beni e parte di casa percipere da frutti l’annua rendita di scudi venti due e mezzo di lire sette piccole l’uno quarta parte della somma di scudi novanta simili annuo stipendio destinato per celebratione di detta messa cotidiana perpetua del sudetto Giovanni Guarneri codicillante, e detta quarta parte dovuta dal sudetto q. Giovanni Antonio Gasolo come uno de rappresentanti la q. Lucia fu moglie del q. Pietro Gasolo instituita erede per una metà del detto q. Giovanni Guarneri in di lui testamento del giorno antecedente 9 agosto 1632 ne rogiti del q. d. Paolo Emilio Carcano nodaro in Brescia e come dal dato in pagamento ottenuto per li reggenti successori dell’ora q. Ottavio Gallo console sotto il di 22 aprile 1684 in atti del q. nob. Giacomo Peschiera nod. Collegato e però avendo prima de sindici e reggenti in ordine alla deliberatione che è stata (pag 248 R) … 3865
fatta nel general Consiglio del Comune il dì 30 novembre 1736 preso parere e consiglio da sogetto giurisperito collegato nella città di Brescia circa il modo più cauto e legale far detta vendita ed inerentemente poi al consulto auto presa altra parte in detto Consiglio generale del Comune sotto il dì 15 febraro ultimo passato per l’esposition delle cedole e pubblico incanto da farsi di detti beni e casa come è stato suggerito nel consulto auto previo l’estimo pure consigliato da farsi, e che anco è stato fatto dalli dd. Pietro Torre e Lauro Chiappa estimatori e periti pubblici per quello riguarda le pdt sotto il dì 8 maggio pure ultimo passato e per la parte di casa sotto il dì 27 maggio detto da Cristoforo Gallo altro perito, indi fatte per li detti sindici del Comune e reggenti della Chiesa esponer le cedole a luoghi pubblici soliti per gli incanti da farsi nelli giorni 10, 15 e 17 agosto prossimo passato e come dalla relazione di d. Francesco Ferarese console attuale di detta terra che il detto con dette cedole esposte ed estimi seguiti si lascia introcluso nel presente protocollo a perpetua memoria, sono finalmente devenuti nelli giorni sudetti al pubblico incanto di detta parte di casa e beni il quale anco nel terzo ed ultimo incanto è stato deliberato a d. Pietro Gasolo q. Cristoforo come il più e l’unico offerente non essendo mai comparsi altri per la somma in tutto risultante da gli estimi seguiti in planet lire tremilla seicento quatordeci soldi dodeci, cioè lire mille e cento impostar della casa e lire due mille cinquecento quotordeci soldi dodeci valor de fondi con l’obligo di più ingionto a detto Gasolo abbocatore delle spese per l’incantatore, instromento e registro giusta li capitoli dell’incanto: quindi è che dovendosi a perpetuar memoria e per le dovute cautioni pure hinc inde ridurre in pubblico instromento l’incanto stesso seu vendita sii l’incanto pubblico fatta a detto Gasolo quivi perciò presenti li d.d. Giovanni Gasolo q. Giuseppe e Lorenzo Paganone q. Domenico et Antonio Gasolo q. Giovanni tutti tre sindici del sudetto Comune e come esecutori e comissarij del pio testamento sudetto, nec non li d.d. Giovanni Caglio q. Giovanni/GioBatta/Giacomo (pag 249)
e Domenico Chiappa fgl di Francesco e Pietro Guarneri q. Vincenzo tutti tre regenti della Ven.da Chiesa sudetta ed agenti tutti sua suis con li nomi come sopra, e con ogni meglior modo ecc. et in esecutione pure alla parte presa sovra mentionata del Consiglio della spett. Comunità 15 febraro 1738 et incanti sudetti seguiti, anno detto, tradostto, venduto et alienato e così danno tradono vendono ed alienano a puro mondo franco, libero et espedito allodio al sudetto Pietro Gasolo q. Cristoforo di questa terra dell’Ospitaletto et habitante che compra et acquista per se la metà della casa e le pdt che saranno in fine del presente descritte, e coerenziate aute in pagamento da sudetti reggenti della ven.da Chiesa della Madonna di Lovernato nel strumento riferito dato in pagamento Consolare Gallo 22 aprile 1684 tale e quale e quanto in tutto furono anco nel detto datto in pagamento a sudetti regenti assegnato e con tutte le loro raggioni niuna eccettuata ad aver tener goder dandogli cedendogli e ponendolo e constituendolo e constituendosi per donando etc e nel prezzo delle quali pdt e metà di casa e s’intenda posto detto Gasolo abbocatore e compratore dal giorno di Santo Martino prossimo venturo e non prima con promessa fatta e che hic et nunc fanno detti sindici e reggenti respettivamente a detto Gasolo aquisitore d’evizione e legittima difesa di detta parte di casa e beni venduti e si in tutto come in parte e tanto nella proprietà quanto nel posesso in ampla forma a senso di savio e d’ogni lite assumer in se ad ogni aviso giudiciario e tanto uniti detti sindici e reggenti quanto separati giusta gli eventi e casi che nascessero di molestia e lite sopra detta mettà di casa e beni per causa o cause provenienti dagli uni o dagli altri in ordine a quanto sarà qui sottodichiarato e detta lite o liti farle definire a tutte loro spese così in prima come in seconda ed ulterior instanza e di rifarlo di tutte le spese, danni, ed interessi ordinarij e straordinarij qual promessa però di legittima difesa ed evizione come sopra da detti sindici e reggenti assonta sia et in modo per il solo puro datto e fatto loro e non altrimenti, qual datto e fatto sia e s’intenda se da detti sindici e reggenti o unitamente o separatamente fosse stato detta mettà di casa e pdt vendute, alienate, ipotecate, o in qualunque maniera obligate ad altri (pag 249 R) … 3866
doppo il dato in pagamento sudetto 1684 salva bensì poi a detto Gasolo acquistare nel caso di qualche altra evizione molestia e lite che insorgesse per causa del datto o fatto cosi del sopra nominato Giovanni Guarneri codicillante da lui in origine provenuti sono detti beni, come de suoi eredi e del sudetto q. Giovanni Antonio Gasolo o di qualunque altro è riservata sempre a detto d. Pietro Gasolo aquistatore presente ogni e qualunque raggione che competere in tal caso gli potesse contro la eredità o eredità del sudetto Guarneri o Gasolo ed in tutto nel modo maniera e forma che competirebbe anco a detti regenti e sindeci in virtù del dato in pagamento sudetto e con altra dichiarazione però che nel caso sudetto nascesse qualche molestia e lite per causa de dato e fatto de sudetti Guarneri e Giovanni Antonio Gasolo o di qualunque altra persona eseguisse qualche evizione in tutto o in parte nella proprietà e fatti li dovuti esperimenti da detto Gasolo aquisitore o suoi eredi e sucessori non venisse loro fatto d’averne nelle redità predetta la plenaria sua indennità e rimborso, in tal caso a proportione di quanto restasse danneggiato e privo della proprietà e di quanto gli fosse stato di questa evinto e non havesse potuto reintegrassi nelle eredità predetta siano detti sindici e regenti obligati alla restituzione del prezzo sive retrocessione del capitale infra assegnato da detto Gasolo in pagamento della presente vendita sive di prelatto capitale o capitali che fossero stati formati di novo con il danaro di questo oggi ceduto; dovendo bensì poi in tal caso cessare anco ne reggenti e sindici l’obligo proporzionatamente della celebrazione delle messe annue per quanto portasse il frutto del danaro che dovesse restituirsi; con qual patto però e dichiaratione non sia né s’intenda detto Gasolo ne suoi eredi e successori obbligati difendere a proprie spese li beni e casa predetti contro le liti e molestie che gli venissero promosse per il dato e fatto da sudetto Giovanni Guarneri ed Antonio Gasolo o di qualunque altra (pag 250)
persona, ma solo sia e s’intenda obligato far li dovuti esperimenti giudiciarij contro le eredità predette ne di quanto dovesse erogare spendere per far tali esperimenti possa pretendere alcun ristoro da sindici e regenti, ma solo per l’importare di quello e quanto gli fosse stato evinto di proprietà né avesse potuto in detta eredità conseguire risarcimento alcuno, restando pur anco in un tal caso non meno in facoltà di detti sindici e regenti l’assumer essi e fare tali esperimenti in caso così piacesse loro, previe sempre le necessarie legittime deliberationi del Consiglio della Comunità per tempora contro le eredità predette ed il tutto a senso di uomo savio.
Il che dette parti hanno fatto e fanno per il prezzo già accordato sopra l’incanto che è il medesimo risultante da gli estimi seguiti di planette lire tre mille sei cento quatordeci soldi dodeci con l’agionta di soldi tre in pagamento quali detto Gasolo qui presente et agente come sopra ha datto cesso ed assegnato e codi da veder assegna e trasferisce liberamente in detti sigg. sindici essecutori e regenti di sopra nominati qui presenti et agenti con li nomi come di sopra tanta parte del capitale livellario in raggione del tre per cento annuo proprio del detto Gasolo et a lui dovuto dal molto rev.do don GioBatta Moretti come aquisitore d’una casa e campetto da detto Gasolo vendutagli con instromento 5 giugno 1736 rogato da me nod. in questa terra cioè tanta parte del capitale predetto di maggior summa e per al concorente respettiva quantità delle sudette planette £ 3614 soldi 15 per la quale e nel posesso e godimento della qual parte e somma siano pure e s’intendano posti anco detti sindici e regenti dal giorno di San martino prossimo venturo per la successiva percepsion de livelli che matureranno dal giorno sudetto in avvenire, dovendo gli altri che fossero decorsi prima e non per anco pagati così pure il restante parte di dto capitale che è di planet lire cinquecento trentacinque soldi cinque rimanere al detto Gasolo il quale bensi promette e s’obliga di manutenzione e legittima difesa di detto capitale e che il molto rev.do don (pag 250 R) … 3867
GioBatta Moretti è buono vero reale et esigibile debitore d’esso Gasolo in virtù dell’instr. 1736 prescritto e che pagarà se non affrancarà in pecunia numerata e non in altra forma dovendo bensì l’altra residuaria somma sudetta delle 535:5 planette esser affrancata in mano di detto Gasolo e nel caso poi che venga detto capitale affrancato per la somma sudetta ora cessa/cassa a sindici e regenti doveranno questi aver il carico e l’obligo di reinvestirla cautamente perché con il fatto si possa sempre et in ogni tempo adempiere alla celebratione in parte e per la parte pure di detto frutto della messa cotidiana perpetua sudetta senza bensì obligo alcuno più in tal caso di detto Gasolo ne di suoi eredi e sucessori nel caso di qualche sinistro evento o fallimento del capitale o capitali che venissero di novo formati da detti sindici e regenti; intendendosi detto Gasolo in virtù della presente assegnatione fatta in pagamento del prezzo come sopra convenuto nell’incanto pienamente liberato come apponto li detti sindici e regenti l’hanno liberato ed assolto e così lo liberano ed assolvono da quanto potessero mai in alcun tempo pretendere o conseguire per causa della vendita sudetta al incanto e nell’instr. presente fatta e raffermata al medesimo promettendo et obbligandosi di non mai più dimandargli cos’alcuna per la causa sudetta stando et attesa apponto l’assegnatione e cessione del capitale sudetto ad essi fatta per detto Gasolo e quella sortendo il suo dovuto effetto e non altrimenti e salvo sempre il possesso hinc inde respective solo al San Martino prossimo venturo del corente anno 1738 come sopra. Promettendo dette parti d’haver il tutto quanto sui contiene nel presente instrom. (pag 251)
per rato, grato, e fermo in ogni tempo e il tutto esseguire con mutua inviolabile fede e di non mai contravenire sotto alcun titolo volere o causa immaginabile. Obligando anche li detti sindici essecutori et regenti come sopra li beni del Comune e quelli della Chiesa respettivamente e non li propri per l’essecutione intiera sudetta e così il detto Gasolo li suoi propri. Restando anche a maggior cautione di detti sindici essecutori et regenti come sopra riservato ad essi il dominio sopra la metà della casa e pdt vendute all’incanto sin tanto che sarà dal sudetto molto rev.do Moretti fatta l’intiera affrancatione della parte del capitale come sopra ceduto, qual riserva di dominio sia e s’intenda veramente tale così che non si risolva in semplice ipoteca ne possano mai dette pdt e metà di casa essere descritte in alcun giudicio universale che mai accada potesse sopra li beni o eredità di detto Gasolo et intendendosi anco trasferita in essi sindici essecutori et regenti ogni e qualunque raggione compettente al sudetto Pietro Gasolo in virtù del soprascritto instr. 5 giugno 1736 contro il molto rev.do Moretti per obbligarlo all’affrancatione passati li anni quatro convenuti in detto instr. con esso Gasolo all’affrancatione stessa; et con altra dichiaratione ancora che nel caso detto Gasolo aquisitore o suoi eredi facessero miglioramenti di qualunque sorte anco utili o necessarij nella detta casa o nelle pdt e gli venissero o queste o quelle evinte non possa detto Gasolo avere mai regresso contro detti sindici e regenti per l’importar de miglioramenti stessi ancorchè non potesse avere il rimborso de medesimi contro le eredità predette e salva bensi a lui ogni sua raggione per detti miglioramenti contro chi lo molestasse o gli facesse qualche evitione in detti fondi o parte di casa alla diffesa delle quali cose non sia pure egli ne possa esser obligato da sindici e regenti contro chi gli movesse lite ma bensi solo a fare li già convenienti esperimenti contro le eredità antedette il che sia aggionto a maggior dichiaratione delle cose di sopra espresse e ciò tutto per patto ecc. (pag 251 R) … 3868
con il quale e senza il quale e sotto pena della refusione di qualunque danno et interesse hinc hinde nel caso non venisse in tutto o in parte prestata l’essecutione alle cose come sopra convenute, ed hanno anco detto dette parti per maggior fermessa perpetua giurato tactis ecc. le predette cose ecc. quelle esser vere ed attendere ecc., e di non dimandar obligatione ecc. et dimandando no usarle ecc. volendo ecc. promettendo ecc. obligandosi ecc. Quali beni come sopra venduti all’incanto sono videlicet:
la metà della casa o sia apartamento verso mattina che sono corpi tre di casa con le sue aggionte di raggioni a norma dell’estimo sudetto Gallo alla qual metri di case e raggioni confina da mattina Giacomo Presti, a monte una pdt di questa medesima raggione, a sera detto Possessore Gasolo, a mezzo dì Strada con l’agionta di tav 20 di broletto di sotto alla colombara e coerenziato come sopra.
Pdt arad. vid. in cntr … contigua alle case sudette verso monte di piò uno alla qual confina a mattina sudetto Presti, a monte Strada di Pasirano, a sera detto Gasolo aquisitore, a mezzo dì detto Gasolo.
Un’altra pdt arad. vid. in cntr di Castignati sul tener dell’Ospitaletto detta il Castegnato di piò tre tav 32 alla qual confina a mattina Bartolomeo Guarneri mediante mosina, a monte Gervasio Triolo, a sera Sariola, a mezzo dì detto Gasolo possessore.
Un’altra pdt arad. vid. posta ut supra in cntr de Castignati detta il Pasquino di piò due tav 50 alla qual confina a mattina li Eredi Presti, a monte ser Gioseffo Guarneri mediante mosina, a sera Giacomo Guarneri parte e parte li Eredi Caglij, a mezzo dì Strada. (pag. 252)
Pdt arad. vid. in cntr detta la Campagna di piò due alla qual confina a mattina li Eredi Presti, a monte li Eredi Campana, a sera detto Gasolo Possessore, a mezzo dì Eredi Guarneri.
Pdt arad. vid. adaq. in cntr … detta la Bredasola di piò uno tav 90 alla qual confina a mattina Strada, a monte l’Abbasia mediante Ingresso, a sera li Eredi q. Marco Guarneri, a mezzo dì Stradella mediante Dugale.
Pdt arad. vid. in cntr de Seradelli detta il Seradello di piò uno tav 19 alla qual confina a mattina Batta Torre, a monte li sigg. Pedrocchi mediante mosina, a sera detto Gasolo Possessore, a mezzo dì Ingresso comune.
De quibus omnibus rogatus sum ego Joseph Guarnerius noth. ad L.S.
Ego Joseph Guarnerius q. Caroli PVA Noth. Hospitaletti predictis omnibus presens fui et de eis rogatus scripsi in quorum fide me autem subscripsi etc signo meo subsignavi cum reservationem tamen.
Fino in fondo a pag 252 – H… 3868
Pag 252 R – H… 3869 senza data
……..
Fino a quasi metà pag
Pag 253 – H… 3869 – adi 9 maggio 1728 – testamento del sig Giacomo Lando qm Marcantonio
Nel nome del Signore Iddio ecc. non essendo cosa più certa della morte né al contrario cosa più incerta dell’ora di quella, quindi è che il sig. Giacomo Lando q. Marco Antonio della terra dell’Ospitaletto et habitante sano per gratia del Signore Iddio di sensi, mente et intelletto benchè convalescente del corpo, volendo disponere delli suoi beni et effetti acciò che tra suoi posteri non nasca lite o contesa alcuna con il presente suo ultimo noncupativo et senza scritti testamento ha lasciato, instituito, creato et ordinato come segue:
Interogato da me se voleva lasciare all’Ospitale Maggiore di Brescia alcuna cosa rispose subito no, non avendo alcuna obligatione in quello.
Primariamente ha raccomandato e raccomanda hora per allora l’anima sua al Onnipotente Signore Iddio alla intercessione della BV Maria, al Santo del suo nome, all’angelo suo custode, al glorioso patriarca Santo Giuseppe di lui invocato/avvocato e a tutta la Corte del Cielo adesso e particolarmente quando gli converra partirsi da questa a meglior vita dispiacendogli d’ogni sua colpa, pregando Sua Divina Maestà hora per allora a volerlo ricevere in Paradiso.
Item ha lasciato e per ragione di legato lascia che subbito doppo la di lui morte gli siano fatte celebrare messe cento in suffragio dell’anima sua e de suoi predefonti nel termine d’un mese.
Item ha lasciato e lascia alla sig.ra Domenica sua diletta consorte per ragion di legato lire cento planette per una sol volta tanto rimaritandosi che stando in stato vedovile da conseguire nelli suoi (pag 253 R) … 3870
effeti a di lei piacere e questo oltre la sua dote come da instromento rogato dal sig. Francesco Redolfi di Rovato e ciò in recognitione dell’affettuosa servitù prestatagli ecc.
Item ha lasciato e per ragion di legato lascia per una sol volta alli Heredi di Bartolomea la moglie del q. sig. Giuseppe Locadello, a Caterina r q. Giuseppe Torre o suoi Heredi, alli Heredi di Lucia la moglie di ms Paolo Gasolo, a Lucretia moglie di Antonio Damiano in Travagliato o suoi Heredi, a Giuseppe Pitosso fgl della q. Maria del q. Carlo Lando, la moglie di Giovanni Pitosso in Travagliato, ad Antonio Zafaglio (o Tafaglio) di Travagliato o suoi Heredi essendogliene, a Batta Barisello o suoi Heredi, a Barbara moglie di Marco Antonio Guarneri o suoi Heredi, et a Antonio q. Paolo Gasolo lire venti planet per/pro stirpem et non per/pro capitem.
Item ha lasciato et per ragion di legato lascia alla sig.ra Elisabetta Cochetta di lui cugnata lire vinti planet condonandogli inoltre qualunque somma di debito che seco avesse al tempo della sua morte come pure alla sua serva Caterina lire vinti planet oltre al suo salario et a ciascun altro che si troverà al suo servitio al tempo della sua morte un Felippo per ciascheduno oltre al suo salario e cio per una sol volta e per gratitudine et affetto.
Item ha lasciato e per ragion di legato lascia lire vinti planet all’Altare Maggiore della Chiesa Parochiale nova di San Giacomo di questa terra dell’Ospitaletto et altretanto al ven.do Oratorio di Santo Rocco di detta terra per una sol volta gratis.
Item ha lasciato, lascia, e vole, et ordina che la sig.ra Domenica Cochetta (pag 254)
sua dilettissima consorte sii et resti donna madonna usufruttuaria sua vita durante de tutti li suoi beni et effetti mobili e stabili crediti vivendo però casta et onesta et alla sua ombra con l’obbligo alli sigg. infrascritti essecutori testamentarij ne quali totalmente confido, che doppo la sua morte sia fatto un esatto inventario di tutto il suo havere de stabili e mobili, crediti debiti e crediti non compresa però la dote della detta sig.ra sua consorte né donativo ad essa fatto come appare da inventario gia formatogli della sua casa, terminato il quale inventario ordina et vole che sia fatta alienatione e vendita di tutti quei mobili che saranno giudicati superflui all’usufrutto della medesima con il ricavo de quali restino prima sodisfatti et adempiti tutti li sopra nominati legati e debiti che vi fossero et il residuo che vi fosse resti unito alla rescotione de crediti et incustodito con la maggior cautione e sicurezza, il di cui frutto resti et sii a pieno e libero usufrutto della detta sig.ra sua consorte a sola riserva del Pradello o Trepolasso che lascia e vole siano e restino subbito dopo la sua morte ad usufrutto dell’infrascitti suoi sigg. quatro nepoti e solo in caso di sua vivenza della sua sig.ra consorte a detti suoi nepoti ne godi essa anco di quelle due pezze di terra l’intiero usufrutto.
Item ha alsciato lascia et ordina che doppo l’usufrutto di detta sua consorte siano fatte celebrae nel termine di due mesi messe duecento dalli sigg.ri suoi nepoti che imediatamente sostituisse e vole succedano al pieno e totale usufrutto come sopra alla sig,ra sua consorte e sono il molto rev,Domenico don Marcantonio e sig. Giovanni Paolo, la sig.ra Nunciata e la sig.ra Orsola suoi dilettissimi nepoti.
Item ha lasciato lascia constituisce vole et ordina con la propria bocca nominando (pag 254 R) … 3871
che in caso il sig. Giovanni Paolo sudetto suo dilettissimo nepote prendesse moglie et havesse figlioli maschi questi intende e dichiara e nomina suoi veri e reali eredi di tutti i suoi effetti si stabili che mobili crediti ecc. terminato però sempre l’usufrutto della sudetta sig.ra sua moglie come sopra, caso poi non avesse che successione femminile lascia per ragione di legato a ciasceduna di esse pronipoti lire cento planette per una sol volta.
Item ha lasciato lascia ordina e vole che non avendo il sudetto sig. Giovanni Paolo suo nipote successione veruna ne prendesse moglie cessato l’usufrutto di ciascheduno delli quatro sopra nominati suoi nepoti sustituisce alla totale sua heredità con la propria bocca nominadolo l’Altare del glorioso Patriarca Santo Giuseppe eretto nella nova Parrocchiale dell’Hospitaletto nel modo e forma con l’obligationi infrascritte.
In caso di tale sustitutione e succesione della sua heredità del detto Altare ha lasciato e lascia lire duecento planet al medesimo gratis per essere impiegato dalli infranominati a loro giudicio in ornamento e conforme il bisogno del medesimo per una sol volta, per quali lire duecento planette intende siano corisposte al detto Altare anco nel caso di successione mascolina del detto sig. Giovanni Paolo suo nepote.
Tutto il resto poi dei suoi stabili e mobili sia venduto et investito con la dovuta cautione e sicurezza e constituito un capitale con il cui frutto sia in primo logo corisposta la mercede per ogni mese che sara giudicata propria dalli sindici et sig. Arciprete che saranno per tempora a un sacerdote abile e di sodisfatione acciò faccia scola (pag 255)
a figlioli n. otto di questa terra delli più poveri e delli più fedeli di questa Comunità un solo per famiglia sino scorsa la gramatica superiore quali siano proposti e balottati dalla sola Comunità con l’intervento del molto rev.do sig. Arciprete che sara pro tempore, di tutto poi il resto di detto annuo frutto siano fatte celebrare tante messe annue al detto Altare proportionatamente al frutto residuario corispondendo per elemosina una lira planet per messa a quel sacerdote che resterà eletto per capellano di detto Altare.
Item ha lasciato et ordinato lascia et ordina che il sacerdote che dovera celebrare dette messe non possi essere eletto che dalla sola Comunità in corpo sive con il Consiglio de soli Originarij et a voti ne quali concora ancora il sig. Arciprete ut supra col suo voto con conditione però che il capellano sarà eletto sia confessore e che la diretione et amministratione di detto Altare sia e resti nella sola Comunità quale solo possa eleggere et elegga li suoi tre presidenti dal solo corpo delli Originarij.
Item ha lasciato e lascia che nel caso di detta sostitutione sia nella vendita detta e vendita con prelatione a detto Marco Antonio Guarneri o suoi figlioli maschi per il prezzo di liri settecento planet il Pradello situato sul teren dell’Ospitaletto in cntr d’Impradelle e non accettandolo per il detto prezzo sia posto all’incanto a norma delli altri beni.
Item ha lasciato e lascia alli sindici della Comunità che saranno al tempo della sua morte e successori l’obligo per giusta gratitudine alle sue solecitudini per diffesa delle pubbliche ragioni, la riscossione del suo credito quale (pag 255 R) … 3872
sara rilevato per le spese sin hora fatte a norma dell’autorità conferitagli in più generali Vicinie nelle quali è stato eletto e confirmato deputato alla lite loccale dello juspatronato et uso libero del medesimo con impegno del pubblico del rimborso al quale per altro condona tutte le spese seguite per le giornate cioè tutto il tempo speso al pubblico servitio. Onde confida nella loro giustitia che faranno tutto lo sforzo perche siano romborsate.
Item ha lasciato et ordinato che le sue essequie siano celebrate con tutta la moderatione e con il solo intervento delli R.R.di Sacerdoti tutti habitanti in questa terra e con la sola aggionta del rev.do sig. don Fausto Bocca della Pianera.
Per essecutori poi testamentari di queste sue ultime volontà e di quanto resta in questo espresso desidera e prega a volere per carità assumere il carico i molto ill.mi e molto R.R.di don Giovanni Guarneri q. Gioseppe et il molto rev.do sig. d. Pietro Antonio Tonelli q. Domenico, il sig. Giovanni Paolo Lando q. GioBatta et d. Pietro Gasolo q. Cristoforo ne quali molto spera e confida che mediante la loro carità et zelo resterà pienamente adempito quanto ha in questo disposto dando loro autorità in ogni evento di poter sostituire altra persona propria in sua vece così che al essecutione di questo suo testamento restino sempre incaricati et assistenti due sacerdoti e due secolari acciò il tutto riesca con la possibile meglior diretione esseguito a miglior gloria di Dio liberandoli per altro del obligo di levar qualunque decreto (pag 256)
della giustitia havendo il tutto hora per allora per rato e fermo e grato quanto dalli medesimi sarà operato a norma del di lui disposto come sopra come se auto havessero qualcun decreto e libertà di giustitia senza obligo d’alcun rendimento de conti a chi si sia, massime non essendovi amministratione alcuna.
E questo vole che sia il suo ultimo testamento et ultime volontà quale vole che vaglia per ragion di testamento, codicillo o codicilli e non valendo per testamento o codicillo o codicilli vole che vaglia per donation causa mortis o per ogni altro meglior modo che di raggion può valer o tener cassando revocando et annullando ogni altro testamento o codicillo o codicilli che avesse fatto in passato asserendo d’haverne fatti tre per quanto si arricordi un rogato dal sig. Francesco Redolfi nod. in Rovato, un rogato dal sig. detto nodaro, et un altro rogato dal sig. Gioseffo Guarneri nodaro nell’Ospitaletto quali vole che sian di niun valore come se fatti non fossero ancorchè fossero parolle abrogatorie o derogatorie delle quali non si aricorda che ve ne siano ma se ve ne fossero o se se ne aricordasse ne faria mensione e questo solo vole che prevalga a qualunque altro.
È sta fatto il presente testamento per il predetto sig. Giacomo Lando testatore sedendo sopra una cadrega di noce contigua al suo letto condiale essendo in una stanza terranea delle case di Paolo Gasolo q. Cristoforo dal medesimo testatore abitate site nella terra dell’Ospitaletto in cntr Strada Regale distretto di Brescia.
Scritto e publicato d’ordine del sudetto sig. Lando testatore per me nodaro infrascritto nell’Ospitaletto l’anno di N.S. mille settecento e vinti otto cadendo l’inditione sesta in giorno di domenica li nove del mese di maggio essendo nel logo sudetto presenti sette testimoni rogati noti asserenti conoscer detto testatore et esser sano di mente, essendo presenti d. Girolamo Bosis q. Silvestro, d. Bertolomeo Terlengo q. Antonio,d. Michel Buij q. Bertolomeo, d. Pietro q. Gioseffo (pag 256 R) … 3873
Paganone, d. Giacomo q. Gioseffo Paganone, d. Gioseppe Tambor q. Batta, d. Bortolo q. Gioseffo Guarneri, tutti testimonij di detta terra dell’Ospitaletto et habitanti rogati, noti asserenti con me nod. detto.
Io Giacomo Lando testatore ho sottoscritto di proprio pugno e desidero che sia fatto adempiere quanto contiene in questa ultima mia volontà cioè alla presenza delli sotoscritti testimonij.
Rogato per me Nicolaus Bonetti noth ad L. S.
Ego Nicolaus q. d. Bernardi Bonetti PVA notharius Hospitaletti premissis omnibus presens fui et ab eis publice rogatus scripsi et in quorum fide, me auctoritate subscripsi moreque solito meo signo subsignavi cum reservationem.
Ego Joseph Guarnerius q. Caroli PVA Noth. Hospitaletti presens exemplum ab originali autentico de verbo ad verbum deduxi et scripsi in quorum fidem me autentice subscripsi et subsignavi cum reservationem tamen.
Fino a metà pag 256 R – H… 3873
Pag 257 – H… 3873 – die 3 novembre 1750
Instr d’obligatione di messe n. 24 annue della Comunità a sollievo delli Nobb. Conti Cesare e fratello Martinengo Cesaresco per il legato del qm Giacomo Beato
In Christi nomine etc l’anno della sua natività millesettecento cinquanta cadendo l’inditione 13 in giorno di martedi tre del mese di novembre essendo in sala superiore dell’habitatione del sig. conte Cesare Martinengo Ces.co posta in cntr di S. Rocco nelle terra dell’Hospi distretto di Brescia; presenti il sig. Carlo Federici qm Domenico et il sig Giuseppe Doti qm Antonio ambi servi del detto nob. conte tetimoni noti et asserenti con me nodaro etc.
Con instr. 11 maggio 1746 ne rogiti del sig Giovanni Andrea Bonioli nodaro fecero acquisto li nobb conti Cesare e fratello Martinengo Ces.co dal venerando Ospitale Maggiore di Brescia di tutti li beni delli qm sigg Domenico et Bartolomeo Maffolini siti nella terra dell’Hospi pervenuti per eredità in detto Pio Luogo. Hora in detto instr. fu accollato a detti nobb. acquisitori di pagare lire quaranta otto piccole all’anno per messe n. ventiquattro d’esser celebrate nella chiesa della BVM di Lovernago situata nella terra dell’Hospi relativamente alla dispositione testamentaria del qm Giacomo Beato del di 24 febraro1629. Et desiderando li prefati nobb. Sigg. Martinenghi di sgravarsi di tal obligatione proposero alla spett. Comunità dell’Hospi di contare ad essa tanto capitale da cui possa ricavarne non solamente le suddette lire 48 all’anno ma ancora maggior somma massime potendo investire detto capitale col pagar debiti di maggior aggravio calcolandosi questo solamente in raggione del due e mezzo per cento, con patto e conditione che il detto comune debba far celebrare le dette 24 messe annue assumendo in se tutto l’obbligo che cera in detta celebratione, hanno li suddetti sigg. cc. Martinenghi. Qual propositione riconosciuta dal General Consiglio della Comunità dell’Hospi per se utile e avantaggiosa fu accettata con parte legittima del di 22 febraro scorso (pag 257 R) …3874
e fu datta autorità alli sindici della medesima di ricevere il detto capitale e di stipulare il necessario instr. con tutte le clausole et obligationi etc. et con altra parte del di sudetto diede facoltà alli prefatti sindici di impiegare il detto capitale nella francatione d’altri debiti fruttanti il cinque per cento ad agravio della suddetta comunità. Quindi è che però che personalmente constituito il prefatto nob. sig. conte Cesare Martinengo Ces.co che fa per se et paterno nomine alla presenza di me nodaro e testimoni ha datto, pagato et effettivamente numerato la somma di lire mille novecento e venti in tanti boni danari d’oro et argento alli dd. Antonio Gazzoli di Giovanni, Bartolomeo Zani qm Giuseppe e Cristoforo Gazzoli qm Pietro tutti sindici legittimi della spett. comunità dell’Hospi li quali inherendo all’antedetta parte autentica 22 febraro prossimamente passato e rogata per me nodaro infrascritto sotto li 5 aprile prossimo scorso et intendendo anche che al decreto dell’ecc. d. Bortolo Gradenigo Podesta e vice Capitano di Brescia del di 11 settembre prossimo scorso con cui decreta et approva la parte sudetta che restera nel presente protocollo a perpetrua memoria hanno ricevuto e tirato a loro attualmente la predetta somma di £ 1920 essi sigg. sindici le hanno consegnate in mano del sig. Giuseppe Zani massaro di detta comunità; stante il quale pagamento non solamente detti sindici agenti in nome della comunità medesima hanno sollevato intieramente il prefatto nob. Cesare e fratello Martinenghi Ces.co dall’obbligo delle suddette messe vinti quattro assumendo essi in nome della comunità l’obbligatione sudetta di farle da qui in poi annualmente celebrare et in perpetuo, ma hanno anche interamente liberato et assolto il prefatto nob. conte dal capitale antedetto. Promettendo per tal causa di non addimandargli mai più cosa alcuna, (pag 258)
obligando etc. rendendo etc. promettendo etc. e cio con patto etc. in ogni melior modo etc.
De quibus omnibus rogatus sum ego Joseph Guarnerius nodaro ad l. s.
Ego Joseph Guarnerius qm Caruli PVA Hospi predictis omnibus presens fui et de eis rogatus scripsi in quorum fidem me autentice subscripsi et signo meo subsignavi cum reservationem tamen
Fino a pag 258 cinque righe in alto il resto vuoto … 3874
Pag 258 R – H… 3875 – die 24 febraro 1688
Testamento del rev.do don Guarnerio Guarneri
Nel nome del Signore Dio ecc. Non essendo al mondo cosa più certa della morte ne più incerta dell’hora di essa a quella perciò pensando il rev.do don Guarnerio q. Giovanni Guarneri citadino di Brescia habitante la maggior parte nella terra del Ospedaletto sano per la Iddio gratia di mente sensi et intelletto et desideroso disporre delle cose sue temporali acciò tra i suoi posteri non nasca veruna contesa con il presente adunque suo nuncupativo senza scritti testamento ha ordinato lasciato comandato et instituito come segue.
Primamente ha racomandato l’Anima sua all’Onnipotente Signore Dio, alla Santa et Vergine Maria et a tutta la Celeste Corte suplicandoli devotamente assisterlo nel punto della sua morte et intercederli il perdono de suoi peccati pentendosi di core d’haverli commessi.
Incarica l’infrascritti sig. suoi Heredi a farli celebrare e subito dopo la sua morte cento messe da morto et quelle di più pareranno a medesimi Heredi per loro bontà et misericordia in sufragio della di lui anima e de suoi predefonti.
Ha lasciato et instituito suo Herede universale in tutti di lui beni mobili stabili ragioni et attioni crediti et debiti specialmente nelli livelli presenti et futuri d’ogni sorte niuna cosa accettuata nominandolo con la propria bocha il sig. Giovanni Guarneri suo fratello et se questo mancasse senza figli o figlie legitimi et naturali et de legitimo matrimonio nati et procreati, in tal caso ordina lascia et comanda che della sua heredità sian cavate et ricepute da monsignor Arciprete che per tempora sara nella terra del Ospedaletto lire sei milla planet col frutto delle quali debba in quella Chiesa Parochiale celebrar o far celebrare quella quantità di messe annualmente in perpetuo (pag 259)
a quel altare della medesima Chiesa che li parerà a comodo di quelli habitanti et in remedio et salute dell’Anima sua et de suoi predefonti sempre conforme gli sara prescritto da monsig. ill.mo et rev.mo Vescovo di Brescia per tempore.
Di più lascia per ragion di legato et in ogni altro miglior modo che in detto caso et non altrimente puossa il sudetto monsig. arciprete conseguire in detta heredità altre tre milla lire planette con le quali debba comperar tanti paramenti per uso et comodo della sacristia di detta parochiale che sempre restino et sian comuni a sacerdoti celebranti nella medesima chiesa con la sopra intendensa et divetione delli arcipreti per tempora acciò il tutto s’osservi con bon ordine et vada a honore della Chiesa et in beneficio del rev.do testatore et suoi predefonti.
Item ha lasciato per ragion di legato ecc. per una sol volta nel caso predetto solamente altre lire tre milla planette alla sig.ra Camilla di lui sorella r. qm. sig. GioBatta Baldo o a suoi figlij mentre però si sara aquietata et contentata della dote promessa et assegnatali al tempo del suo matrimonio col sig. Baldo altrimente decada dal beneficio del presente legato. Non intendendo però il rev.do testatore con la presente sua dispositione resti detto sig. suo fratello herede instituito gravato d’alcun fideicomisso verso de figli o figlie ma sia sempre in libertà di disporre in detta heredità a di lui piacere salvi in ogni caso li soprascritti legati ut supra. Et questo ha voluto et vole detto rev.do testatore sia il suo ultimo testamento qual intende vaglia per tal ragione se non per codicilli o donatione causa mortis o vero per ogni altra miglior modo ecc. Cassando revocando et anullando qualunque altri testamenti et dispisitioni che per avanti havesse fatto asserendo però non haverne fatti alcuni fu fatto il presente testamento per il medesimo rev.do don Guarnerio essendo nella cella del infrascritto rev.do Padre Vicario nel Convento dei RR. Pietro Paolo. Reformati di questa Cità di Brescia in contrada di Santa Giulia.
Letto puoi et publicato di suo ordine ad alta voce per me nodaro infrascritto l’anno di nostro Signore mille seicento ottantotto alli 24 di febraro (pag 259 R) … 3876
corendo l’inditione undecima in presenza del rev.do Padre Giovanni Giacomo da Brescia Vicario in detto Convento et delli RR. PP., Fortunato di Borno di Valcamonica, Cherubino di Rovato, Prospero di Rovato, Pietro di Brescia tutti Predicatori et di f(rate) Gianipero da Capriolo e di frate Ogolino da Brescia tutti del medesimo Convento testimoni chiamati idoneij et pregati ecc. asserendo me nodaro conoscer il detto rev.do testatore ecc. rogato per me Antonio Rota nodaro ad L.S.
Ego Marcus Antonius f. q. d. Raimondi de Rotis civis et abitator Brixie ac pubblica veneta auctoritate premissis omnibus auditis de eisque acq. sum in quorum fide autentice subscripsi et more meo obsignavi ecc. cum reserva ecc.
9 aprile 1753 Ospitaletto
A Chiunque ecc. faccio giurata fede io nod. sottoscritto si come il sudetto testamento è stato fedelmente estrato d’altro simile autentico esistente nelli rogiti del q. sig. Marco Antonio q. sig. Raimondo Rotta nod. et citadino di Brescia et dal medesimo rogato, et dal sig. Bartolomeo Torre q. sig. Giovanni cancelliere della spett. Comunità dell’Ospitaletto sindico, et frato attesto con pio giuramento per esser il di lui carettiere a me ben noto et averlo anco incontrato (confrontato) de verbo ad verba con l’originale medesimo et per averlo trovato fedelmente per verbo ad verba estratto dal detto sig. Torre mi sono autenticamente sottoscritto in quorum fidem.
Ego Horatius Campana q. d. Pauli filius pubblica Veneta auctoritate brixia notharius me autentice subscripsi et me meo solito tabalionatus signo subsignavi cum reservationem.
Fino in fondo a pag 259 R – H…3876
Pag 260 – H… 3876 – adi 27 luglio 1772 – per la sutta del paese
Per la gran nesisità che aveva il nostro paese per la sutta che nel Ospitaletto et li altri paesi convisini tropo il besogno di aqua. Ieri risolto la nostra comunità di ricorere al Altissimo Idio et ali nostri Santi et nostre sante reliquie che si ritrovano nella nostra chiesa con tuti ceolo/volo targamenti (sacramenti) convocati la festa a ora di vespero in chesa vettia li 27 di luglio 1772 tuto il popolo fui preposto delli sindici et tuto la Comunità paiato parte che il giorno di san Gaetano che la comunità fano festa solene cosi di voto delle medesima festa et paro parte di recorere al medesimo santo et recoresimo al santissimo lenio/legno della Santissima Croce, Gran tessoro a noi si caro di ponere in veneratione il giorno di san Gaetano et portarla la matina in choro stando din festa da tuto il girono che la parte fui presa a tutti votti che fui balotata a pieni votti fui pasatto parte di fare onore a questo gran nostro tesoro con porza et festa a spese dello publico subitto che fui fatto la divosione et pasatto la parte il giorno venturo del Altissimo Idio della santissima Croce et dal Gran padrearca san Gaetano abiamo avuto la gratia della sospirata piogia abondante che la nostra campania sul nostro teritorio del Ospitaletto fui trempato et asuti il bisonio et fui fatto festa et con tutto lonore et pompa abiamo festesato la solennemente la santa festività alli 21 di agosto 1772
Fino in fondo a pag 260
Pag 260 R – H… 3877 NB: sembra che qui finisca il libro …