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5-Discorso al Ministro Sanità 20-12-1986

Sabato, 20/12/1986; h 20.00

Sig. Ministro,
è con grande emozione e orgoglio che io a nome della Sezione d’Ambiente “Ospedale di Rovato”, (costituita dai Dipendenti dell’Ospedale di Rovato) ho il piacere di porgerle il più cordiale e il più caloroso saluto.
La nostra Sezione, sorta all’inizio del 1985, non a difesa di interessi corporativi o settoriali, ma come riaffermazione della volontà di tutto il personale medico e paramedico di questa struttura di essere sempre più e sempre meglio al servizio dei cittadini, la nostra Sezione – dicevo – è lieta di poterle dare il benvenuto e La ringrazia di aver accettato l’invito a farci visita.
Questa Sezione d’Ambiente è formata dalla stragrande maggioranza di di-pendenti dell’Ospedale di Rovato: in essa sono presenti medici ed infermieri tutti insieme sotto la stessa bandiera e senza discriminazioni di sorta. La costituzione di questa Sezione è stata dettata soprattutto dalla volontà di rendere testimonianza pubblica della nostra fede politica, dall’impegno di unire le nostre energie con quelle delle altre Sezioni D.C. di Rovato e dalla possibilità di affiancarci ad esse per mettere a disposizione il nostro contributo tecnico.
I nostri obiettivi si collocano infatti come competente supporto tecnico e umano a fianco degli altri organi istituzionali del partito, per contribuire a raggiungere un concreto miglioramento del Servizio Sanitario Pubblico. Noi siamo tutti convinti che il nostro servizio non debba esaurirsi nell’ambito di una fredda prestazione di opera, peraltro qualificata, ma debba realizzarsi ed espletarsi attraverso un rap-porto medico-paziente in cui il paziente venga visto e considerato nella sua dimensione umana globale e quindi venga trattato come essere umano e non come semplice campionario di diverse e varie patologie.
Nel nostro quotidiano lavoro abbiamo sperimentato quanto sia duro e difficile operare in un mondo che invece, in nome di un tecnicismo sperato e massificante, rincorso e perseguito a tutti i costi, tende purtroppo a ridurre il paziente ad oggetto di prestazioni tecniche magari sofisticate ma per lui incomprensibili e frustranti sul piano psicologico ed emotivo, se viene meno il necessario rapporto umano.
E questa nostra unanime volontà di servizio ci ha scossi per riconsegnarci alla prodigalità dei sentimenti e ad un preciso riferimento ideologico. Sig. Ministro, tentare insieme, cercarsi, unirsi, raggiungersi e stringersi: e così due anni fa siamo usciti dalla torre d’avorio isolata della nostra professionalità: ed ecco che un ritrovato denominatore comune, una giusta causa, ci ha fatto riscoprire capaci di un momento collettivo compatto, superindividuale, comunitario.
E noi dipendenti dell’Ospedale di Rovato ci siamo accomunati insieme in gestione provvisoria: da molto tempo infatti adottarsi è risultata la sola proposta sensata.
Forse la motivazione vera del significativo ed incoraggiante successo del nostro gruppo è da ricercare sia nella convinzione di impegnarci per il raggiungimento di una meta comune, che nella consapevolezza di avere tutti messo in primo, piano nel nostro operare quotidiano il delicato servizio che – come operatori sanitari – siamo chiamati ad erogare alla popolazione.
A tale proposito condividiamo pienamente quanto De Gasperi ebbe a dire nel lontano 1945: “Sentiamo il dovere di non nutrire ambizioni faziose, ma anche quello di non disertare dal nostro posto di servizio!”
E noi dipendenti dell’Ospedale di Rovato non abbiamo mai voluto disertare il nostro posto di servizio: una comunità di uomini, determinata nel servizio degli altri, non si dà per vinta o battuta né dal moto ondoso, né dall’incuria della Storia recente. Non emigra, non diserta, non evade, non replica a memoria gli slogans del locale regime, non fugge nottetempo: ma resta al suo posto di servizio, nell’Ospedale, spera, progetta, vuole, persegue e si ostina.
Dove c’è odore di pane e di cose pulite non ci si perde; e il nostro Ospedale sa ancora di pane e di bucato fresco.
Non solo ma la nostra azione politica, Sig. Ministro, alla quale l’intero gruppo è pronto a dedicarsi, ognuno il proprio talento, è volta innanzitutto a far sì che la persona, l’essere umano, sia e rimanga il centro del servizio e a far sì che nel rapporto struttura sanitaria-utente, un freddo ed esasperato tecnicismo non abbia mai il sopravvento sul calore umano, calore proprio e peculiare dei rapporti umani.
Per concludere Sig. Ministro tutti noi le auguriamo di cuore di potere risolvere in tempi brevi e con la piena soddisfazione di tutte le parti interessate, anche la nostra vertenza ///
Se la trattativa nazionale risultasse sterile e difficile, sappia che noi di Rovato siamo pronti ad aprire con il nostro Ministro una trattativa a parte!!! ///
A nome della Sezione d’Ambiente “Ospedale di Rovato” grazie di questa graditissima visita e buon lavoro.

Il segretario dr. Giuseppe Bonomi
Sabato, 20 dicembre 1986, h.20.00

Giuseppe Bonomi: