Diario ms di EG del primo anno di guerra: dal 24 maggio al 26-12-1915
Prima pagina del diario manoscritto di Enea Guarneri- 24 maggio 1915
è una fortuna l’esserci commendator Italo Bonardi – Enea Guarneri sottotenente 2° alpini 81ª compagnia
l’alpin dai saldi i muscoli-da l’anima di bronzo- sta sulla val dell’Adige- sta sul sacrato Isonzo- l’imperio dei barbari finì.
L’Alpi non ebbe mai nevi più belle – non ebbero mai più folgorante aurora- di questa in vetta giovinezza vostra. G. Bertocchi
Pavolaro, 22-23 maggio. Il comando del battaglione Dronero sollecita la consegna della strada per Ravascletto. I giornali riportano l’ultimatum. Era ora; vedremo!
Regolato 24. Col più bel sole, la più bella soddisfazione per un alpino. Ci misureremo. La guerra!! Sala telefona che forse questa sera farà le prime schioppettate al Volaia. Lascio Povolaro.
A Rigolato il tenente Varetto mi lascia al comando di tappa. Ah! Maledizione! Non esserci proprio alle prime!
L’Ospedale e i carreggi. Battaglia, ufficiale di vettovagliamento del battaglione. Il forno e la sezione di sussistenza. L’ottimo funzionamento di tutti i servizi. Ma io la vacca la regalo!! Benone! =
Di ritorno dalle tende ieri è con Battaglia. L’alt alla automobile: che cosa fate voi a quest’ora? Tornano dalle tenderie (o senderie). Chi siete? Tenente battaglio ufficiale di vettovagliamento. Goirare! Cerea!!!
La guardia del genio alla ponte di Moreret e le sentinelle al ponte di Laus o Lans. In Val Bordaglia, al passo di Vall’Inferno, la 19a 18ª 101ª si sono impegnate. Ciochino ferito.
Cap. Ugi Del Pero, Vico. I l’anno fait pulissia! Lo spavento del segretario di Rigolato. Lo slancio e l’ottimo servizio del dottor Vazzola. I primi feriti: Borra e il prigioniero ferito!!!
25-30. La colonna muli del battaglione Val Stura. Il capitano Andreani. Il volo 207 e i casi di Vuezzis. I sospetti su Zannier!!! Le spie di Colluia e la loro fucilazione. I commenti paese. Sono esempio!
I tedeschi sono scesi per Valle se esiste. Non avrebbe da distribuire un centinaio di fucili? Anuerei la popolazione! Bastano le forche, caro etul! Ranger mi comunica che appena Eynard arriverà dal Piemonte con i complementi dell’89ª e 90ª, sarò sostituito al comando di tappa. Meno male. Era ora.
31. I complementi di arriveranno a mezzogiorno provvedi per il rancio. Acqua a catinelle. Eynard assume il comando di tappa. Parto per Collina con i richiamati delle 81ª. Il maggiore Piva e il sottotenente Osio Bevione.
1 giugno. Alle cinque riparto alla volta di pian dei Bossi. L’incontro con Sala. Piazzi il tenente medico con impermeabile e tascapane. L’ordine di raggiungere la 18ª a Tigiletto. Di nuovo a Collina. Il capitano e Lamberti
2. Si tengano pronti per partire
3 giugno. Mezzanotte. La compagnia si trasferisce alla volta di Forni: la raggiungerò in marcia. In 35 minuti compagnia si ordine parte. = Aimatto o Ainasso!= A Forni dottor Stufferi. Lavorazione del maggiore e la partenza per Sappada. La marcia forzata. A cima Sappada agli avamposti verso valle Tesis o Sesis. Alle otto in avanguardia lungo il Piave. I nemici sono là! Sono molti. Vedremo. Il collegamento con pattuglie della 17ª e ritorno a Sappada. Presidio Sappada con un plotone.
4 giugno. A P. Sesis fanno le fucilate. Risaliamo la valle. Incontro col maggiore. È raggiante. Passo Sesis e Passo Cacciatori occupati senza perdite!! Bravo Guarneri! Accorre al cannone! Festival Casera vecchia a disposizione del capitano Rocca o Racca. Alle 21 l’ordine di raggiungere al più presto quota 1934. Il capitano Racca, Ferraris, Pevrana. La notte gelida del bosco sotto nove. 1840. Pal Visdende. Le trincee e l’abbattuta.
6, Statuto. L’ordine di raggiungere la 18ª a Pierobec. I bersaglieri. Il plotone a Cosera Vecchia. A Voltruzzo Pierobec. Il comunicato della Stefani in contrasto con i rapporti ufficiali fatti del 24-25 maggio. La medaglia al Ciocchino! . Il capitano Vignola. La testamento a difesa di Piero back. Le relazioni sul Corriere ed il 24 maggio.
9 giugno. Una pattuglia austriaca scende per Val bordaglia. La caccia. La macabra scoperta di Casera e Bordiglia Bassa. Una sentinella baionetta!!! Il combattimento del pomeriggio. La prima pallottola!!! In rinforzo al Navagiust. Eula a Casera Bordiglia Bassa.
11 giugno. Corre voce che Bosio sia stato ferito al Volaia! È vero. Pazienza! Lo vendicheremo. È morto anche Canciani della 13ª batteria da montagna. L’ordine di un’azione dimostrativa che sostenga l’attacco al Volaia. Il fuoco infernale tutta la notte.
12 giugno. 81ª ha occupato il Volaia!
13 giugno. Raggiungono la sua compagnia. Ero a Casera Bordiglia Bassa. Piove. Il capitano Micheletti e la 52ª in marcia verso il Navagiust. L’addio a Barale. Il sergente maggiore Ghio della 18ª. Ferraris in marcia per passo cacciatori dove bersaglieri si sono ritirati. Le idee del capitano Vignola. A Collina col colonnello Quaglia, il capitano Piovano e il capitano Parvis. I 27 prigionieri di passo Volaia. Domani verranno le mitragliatrici e l’artiglieria. Ho giurato all’inizio come avete giurato voi! Fania di servizio 21. Bravo!! Lambertenghi gravemente ferito alla testa la notte del 12 muore alle 19,49 all’albergo del Coglians. La marcia notturna verso passo Volaia. Il ricordo del collega e la stanchezza. Il passo 1983. Il caffè alle cucine delle 81ª
14 giugno. Al comando di battaglione il capitano Gerbino, all’una di mattina. Sala e Mana! Finalmente sono alla 81ª
15 giugno. Il capitano Marcel della 13ª batteria. La 17ª e la sezione del tenente Varetto. La compagnia fa istruzione. Barbaro e Don Perossino
17 giugno. In avamposti al costone Lambertenghi. La prima cannonata. Tirano dal Rancofel e dal Maderchofel. I tre morti gli austriaci e la loro sepoltura sotto le nostre trincee. Il fucile fracassato; la cassa di cartucce; gli zaini austriaci. Il ricoverino. I due morti del costone della osteria.
18 giugno. I lavori di trincea al colle e sopra il lago. Il nemico si impazzisce. L’improvviso fuoco di notte. La lanterna e la cucina! Il fucile donato a Sala.
20 giugno. La compagnia si costruisce alcuni ricoverini contro il tiro d’artiglieria. Martin Rompiballe. L’ordigno bomba razzo ranger, hanno sparato? Osio dà buone notizie. Le messe di don Perosino.
23 giugno. L’urlo notturno dalle trincee austriache. Un mese di guerra. Eva.
24 giugno. Festeggiamo l’onomastico del papà! Guarneri, stanotte parte per il monte Canale in osservazione all’artiglieria. -Sissignore. Alle due parto per collina con Colombo, Careglio, Gamerana e la guida Caneva. A Collina l’onorevole Soleri! La piazzata a Bevione per il pacco di pasta.
25 giugno. Sveglia all’1:30; partenza alle 2:15 m. 1189 – a Casera Chianaletta alle 3:40. C’è un terreno pessimo, torna la nebbia e incomincia a piovere. Alle 4:35 in cordata sopra un enorme precipizio. Meno male che sono pochi metri. In vetta alle cinque 40 m 2550. Il Pizzo Canale. Non ci si vede 1 m e là dal naso. Nebbia fittissima impedisce l’osservazione dall’artiglieria. Piove. Alle 14 mi risolvo a ritornare. Alle 16 arrivò collina. La 81ª si trasferisce a Forni, l’attendo qui. Alle 17 la compagnia arriva, alle 17:30 riparte per forni, dove arriviamo alle 19 40. In mezz’ora si provvede all’alloggio ai soldati. Il capitano casse e la 214ª compagnia. I richiamati dell’88ª. Un mese di guerra e… Cosa rarissima, tavola con tovaglia e un letto con materassi e lenzuola.
26 giugno. La compagnia che si è portata qui per un periodo di riposo, gli riceve ordine di rendere praticabile all’artiglieria la strada per Sigiletto!!! Requisiti gli attrezzi della ditta De Marchi ci si mette all’opera. “Latore” e il capitano Gerbino! È sempre il nostro capitano
30 giugno il generale Goiran. Giungono i complimenti.
1 luglio. Alle 19:00 ultima mina nei pressi di Sigiletto. La strada è aperta all’artiglieria. Ritorno trionfale a Forni in speranza di riposo. Domani la compagnia parte per Navagiust. Tu vai a Passo Cacciatore!! Pazienza! Sono cose che capitano a noi.
2 luglio. Partenza alle sei. A Pierobec Sala che mi prendeva in giro, trova modo di andare a finire a Passo del Buso! Meno male che c’è qualche cosa anche per lui. In marcia! A Casera di Casavecchia. Il Canalone dell’avanza. Il rancio. Al Passo dei Cacciatori metri 2230 a mezzo giorno con un tempo orribile. Eula è il tenente Pula dei volontari alpini. Il servizio pesantissimo.
3 luglio. Le difficoltà di fare la cucina; il trasporto della legna e dei viveri a spalla per una roccia difficilissima, dove è necessità affidarsi alle corde. La costruzione di un nuovo tratto di trincea e il reticolato gettato di notte. Anche di là però fanno reticolati e come si sentono battere di notte.
4 luglio. L’artiglieria nemica apre il fuoco su di noi dallo ….. (?) E dal costone di Grago Veranis. Tira pessimamente da 35 m al tiro curvo e da 14 a tiro diretto. Gli alpini in trincea se la ridono santamente. È musica che conosciamo. Anche i volontari alpini di Cadore che la sentono per la prima volta si comportano molto bene. Il fuoco non fa grandi danni. Ma pare di essere in una bolgia infernale. Il nemico vede che non può ferire col cannone allora si sforza con tiri a granata di rovinare grandi massi dalle rocce vicine. È una musica continua cui partecipano quattro cannoni, fucili, mitragliatrici e sassi. Un masso fatto precipitare dal tiro di una granata fracassa la cabina telefonica e la mia tenda. Più tardi una granata fracassa 2 m di trincea. Alcune finiscono senza danni nei reticolati. A sera l’ultimo tiro di cannone a shrapnels ferisce alla gamba destra ed alla spalla l’alpino Molineris. È il primo diritto di passo cacciatore. Lo medico e lo mando a Casera Vecchia. È stata una impresa il calarlo giù per quelle cordate! Io sono stato poco toccato in una spalla da un anello di shrapnel, mi dolore a forte. Il dottor Tauro del vento del 92º fa portare a Pal(e) di Luco o Linn il ferito. Vedremo come è l’andata.
5 luglio. Continua il cattivo tempo. Il maggiore Da Vico insiste che si vada al Chiodenis. Le guide dichiarano che non ci si può salire. Costruiamo trincee, reticolati. Nella notte un falso allarme. da pale di Luco fanno credere che mi voglia ritirare di qui. La piazzata al telefono. Le pattuglie di volontà risalgono all’avanza. Il capitano Celso Coletti e il tenente Colle con i volontari vengono a Passo Cacciatori.
6 luglio. Bel tempo. Di notte vado in pattuglia sotto Passo Sesis. Nessuna novità.
7 luglio. I volontari ieri partono, rimane Colle col suo plotone.
8 luglio. Alle 20:00 il cannone ricomincia a tuonare. Tutti in trincea vi passano una notte sotto un tempo che fa rabbrividire.
9 luglio. Alle tre i brividi mi prendono e mi è toccato ritirarmi sotto la tenda. Ho ricevuto in tempo la roba di lana. Devo a Mura dei volontari se ho potuto rimettermi un po’ a posto. Colle si dice ammalato e si porta a Casera Vecchia. Occupo Monte Avanza con un’intera squadra.
10 luglio. Poche fucilate da vicino, ci mettono sossopra. Tirano dalla Chiadenis. Tutti in trincea e nel ricovero. La mia tenda è presa di mira. La mantella 22 fuori: una giberna ha avuto due caricatori fracassati poi la palla ha deviato a rovinare la baionetta. Il fuoco cessa. Però dopo mezzogiorno riprende e resta ferito leggermente te alla gamba destra un volontario.
11 luglio. Nulla di nuovo.
12 luglio. Il cambio deve venire oggi; però il capitano comunica che arriverà solo domani. Alle 22 riprende il tiro di artiglieria con fuoco di fucileria. La prima impressione che il nemico tenta un attacco. Distribuisco le bombe a mano. Allora vedo tutti in trincea, vigili, con un sigaro in bocca. Ammiro la calma… E il buon sangue che li anima, ma non mi spiego tutto questo sfoggio di toscani. eh mi dicono, pareil as visca mei la bomba cul brichet. E tutta la notte si passa attendendo col sigaro in bocca. Poco prima delle 23 il mio attendente Rovera viene a dirmi che ferito; si ritira dalla trincea; lo medico. È ferito alla schiena da un colpo di fucile. È impossibile trasportarlo di notte. Ad un tratto riprendo un fuoco infernale. Dal Chiadenis tirano bombe a mano e razzi illuminanti. Ma viene finalmente il mattino.
13 luglio. Alle cinque mando verso Casera vecchia il ferito. Il medico del 92 deve recarvisi a visitarlo. Alle 11 viene il cambio noi ci affrettiamo a dare la consegna al neon maresciallo Trinchero. Ci incamminiamo. A mezza strada nel tratto di cordata troviamo il tenente Gamba della 213ª che lavora a fare un sentiero. Meno male. – Guarda che il dottore della 92 si rifiuta di visitare il tuo ferito. Io ho fatto rapporto. Faccio rapporto anch’io. Vedremo come andrà. O che uno deve aver paura ad uscire dalla sua capanna a 4 km dal fronte? A Casera vecchia consumiamo il rancio. Alle 15 siamo a Pierobec. Insisto col maggiore da Vico perché ottenga di far andare l’artiglieria all’Avanza. Pare anche persuaso. Alle 19:30 arrivo al Navagiust con gli uomini molto stanchi. La sera stessa una squadra monta di guardia al campo. Il Navagiust è una vecchia conoscenza. Ricominciano tutti i servizi di pattuglia, così frequenti ma simpaticamente interessanti del pericolo, cui ci davamo nei primi giorni di giugno.
15 luglio. Oggi è l’onomastico della mamma e i colleghi hanno voluto brand dare alla sua salute. Gentil pensiero! Brinderemo presto alla salute dell’Italia. Se non ci saremo più noi prenderanno gli altri.
16 luglio. Lavoriamo a migliorare la strada per Piero becchi. Una squadra la sta tutta pavimentando in legno. Abbiamo fatto alcune trincee per pochi uomini, che guardano le provenienze dalla stretta di Navagiust-Lesones-Felconi (?)
24 luglio. Sala va al Passo Cacciatori a dare il cambio al maresciallo.
26 luglio. barbaro è stato sostituito a passo del buso da un plotone della 213ª. Siamo al Navagiust con tre plotoni.
29 luglio. All’una ricevo ordine di partire per Pierobec di scorta alla artiglieria. Alle 4:10 ci sono in attesa di ordini. Il capitano Binale non mi sa dare nessuna notizia precisa. Devo attendere filippi con la sua sezione. Tutta la giornata stiamo in attesa di ordini. Seguiamo intanto i tiri della batteria Depart del capitano Lotti sul Flears e su Cresta Verde. Verso sera ci concordiamo per partire alla volta dell’Avanza in ricognizione.
30 luglio. Partenza alle 8:30 da Pierobec. A Casera Avanza Inferiore alle 9:20. Alla miniera alle 9:50 (abbandonata nel 1866). – NB: miniera di rame argentifero: lo lo scavo è stato iniziato in più punti. Ha una bella strada che la unisce a Pierobec. Fonte di ottima acqua. – Passiamo in vista di Casera Avanza di lì Superiore e delle case dirotte. Incontriamo Facchi che sta facendo un nuovo sentiero per l’Avanza. Lavora anche una compagnia del 145mo fanteria. Entriamo nel Canalone Avanza. Passiamo in vista alle cordate per il passo dei cacciatori. Incontriamo poco più alto Fabio Monti il più bello il più forte e entusiasta dei volontari. È di Auronzo. Ha una storia tutta interessante. Arriviamo alla neve in gran parte già disciolta. Per lo scioglimento. Lascia nudo un salto di roccia di circa 8 m, che un mese fa non si vedeva. È questo un primo ostacolo al trasporto dell’artiglieria. Alle 12:30 siamo in vetta metri 2495. Sono più (o però) creste che danno il passaggio su per vari canaloni. Ogni canalone da cui possono salire gli austriaci a una tenda e una sentinella. Ci sono i volontari di Cadore al comando di Monti in questa zona. È vero che un uomo solo con tali sassi tiene indietro una compagnia intera. Facciamo colazione poi percorriamo queste creste a lama di coltello. Si cerca, si studia, ma l’artiglieria sarebbe troppo esposta per fare un tiro buono sul Veranis. Vediamo benone il Chiadenis, il Paralba, l’Ovegnan, l’Antala e tutta la vallata di Thòrn. Di là a 2 ore circa c’è un branco di cavalli che pascola. Appena ci vedono in cresta fischiano le prime schioppettate dal Fleans. Alle le 15:30 scendiamo. Siamo a Casera vecchia le 16:40. C’è una squadra del plotone di Sala che ha tentato il Chiadenis. Non ci è riuscita. Passiamo a Pal di Luin o Luic e alle 19 siamo a Pierobec. Con filippi c’erano Bianco (o barico) Cast, Agnesi, e Bollano della 52ª.
31 luglio. A Piero becchi sempre in attesa di ordini. Filippi è andato a conferire col suo maggiore circa una eventuale andata all’Avanza. Facciamo al tiro alla pistola tutta l’ufficialità della batteria Deport. viva gi alpini
1 agosto. Sempre in attesa di ordini a Pierobec.
2 agosto. D’ordine del comando di battaglione raggiungo andava giù la 81ª.
4 agosto. Alle due sveglia e alle 2:30 in marcia per il passo cacciatori. È compagno di marcia il dottor piazzi che ci segue en amateur. Alle miniere dell’avanza ci raggiungono il maggiore Piva, Ranghi, Filippi e Grandi. Vanno in escursione all’Avanza. Il maggiore mi accenna ad una azione prossima alla Sesis-Paralba. Alle 10 sono a passo cacciatori. Murer, via Tuscolana 69-Roma; Migliardi Istituto Zoologia Padova, palazzo Zeno Venezia. Re e il tenente Tabacchi dei volontari. Sala saluta e parte. Beato lui! Tempo bello sparano poco.
6 agosto. Alle 18 arriva l’ordine d’operazione per domani. Attaccano Sesis. Da Passo Cacciatori si deve cooperare all’azione. Arriva Maggio con due plotoni della 213ª.
7 agosto. Nella notte poche fucilate al Paralba. Di giorno verso le 13 grande fuoco di fucileria da Sesis. Tira il cannone da Pierobec, Pal di Linc, quota 1840. Il Deport tira molto bene ma è tiro corto oltre all’Avanza. È una batteria che tira a meraviglia 49 km un pezzo grande cinque granate in 1 m quadro. Sulla sera silenzio. Una pattuglia che di giorno ho mandato ad occupare il costone del Chiadenis, rientra senza un uomo. Esco con quattro uomini a cercarlo. A metà del ghiaione ci coglie il fascio di un riflettore, è la prima volta che lo accendono di fronte al Cacciatori. Ci appiattiamo in fretta tra i sassi. Il riflettore fruga e scompare. Rientriamo dopo poco. Armando non s’è visto.
8 agosto. Un falso allarme ci sveglia alle una; grande fuoco da parte del nemico poco più di nulla! Alle tre rientra una pattuglia che porta con sé Armando. S’era perso. Pazienza. Circa le prime notizie che si hanno per telefono giunge quella che reca la morte del maresciallo Berardengo e di Fabio Monti nell’attacco al Paralba. Più tardi si annuncia che il capitano Carassina della 19ª (o 190) e Benedetti sono stati feriti gravemente nell’attacco a Sesis. Di te grande spostamento di truppe, noi tiriamo a meno di 600 m; chissà come sarà andata, l’artiglieria non tira più.
9 agosto. Perfetta calma.
12 agosto. Le pattuglie che hanno tentato il Chiadenis da più parti non ci sono riuscite a salirlo. È certo una grande lastra senza appigli. Pare però che in cresta non ci sia più nessuno. Pure per un canalone c’è ancora speranza di poter salire. In un momento di nebbia attraversano la zona scoperta Montrucchio, Carglio, Bordone Tessera sono provvisti di chiodi di roccia e di 3 corde manilla. Infilano il canalone non si vedono fino alle 10. Sono a 30 m dalla cresta. Tentano su per una crepa, ridiscendono per tentare più a sinistra; nemmeno, si portano più in qua. Poi fanno un deciso dietro-front e tornano a discendere per il canalone. La cresta è tenuta da molti uomini, poi non è possibile superare una ne hannopiadessa. Visto uno a meno di 30 m che si calava i pantaloni. I l’um nen tirà perchè l’era neu na bela asiun. Ritenterà dopo il maresciallo Trucitero. Nel pomeriggio viene a farci visita il dottor Monaco del secondo ospedaletto da campo. Sono piovute sul passo alcune bombe asfissianti. Hanno però l’aria di non aver nessun effetto nocivo. A st’ora ci avrebbero buggerato.
13 agosto. Alle 12 arriva Trinchero a dare il cambio. È armato di un ferro tutto suo… Piccozzino col manico lungo…Si ride. piove da non poter dire, quando parto alla Cassera Avanza trovo il dott. Monaco. Pernotto a Pierobec. I soldati ne fanno un po’ di tutti i colori.
14 agosto. Raggiungo presto il Nava just. La sera una squadra monta di guardia. Stiamo preparando i ricoveri per l’inverno.
17 agosto. Facciamo un sentiero che ci unisce alla trincea che battono Cassera Vals. Nel pomeriggio riconosco la zona fino al costone 2062 da Val Volaia.
18 agosto. Compleanno della mamma e Nini. A Bordiglia Bassa arriva un plotone di fanteria. Ci sostituisce il piccolo posto della Val Volaia. ah! Quel costone che tutte le notti e di servizio mi faceva tanto sacramentare!!
19 agosto. Ci fanno visita gli ufficiali di fanteria e l’onorevole sole ieri arriva ad approvare anche l’operato del nostro cuoco. Giorni fa una nostra pattuglia è riuscita a salire sul Volaia. A 30 m più in basso in cordata salgono 14 austriaci. Il colpo è troppo bello e fortunato. L’impulsiva gioia dei 20 anni spinge i nostri nove a far subito fuoco. I più vicini quattro muoiono e tre sono feriti, gli altri riescono a scappare. Una salve di cannonate obbliga i nostri a ripararsi dietro alcuni massi. Più tardi si calano giù per la corda stessa per cui salivano gli austriaci. Trovano e fanno saltare un loro ricovero. Portano via attrezzi vari da lavoro e munizioni.
20 agosto. La temperatura ha subito un notevole abbassamento.
21 agosto. Barbaro va a passo cacciatori a sostituire Trinchero. A me soggiorno vengono da noi a colazione il colonnello Savorani nuovo comandante di reggimento e il capitano Parvis. Per quanto inattesi troviamo modo di fare un’ora con un’ottima colazione. Piove.
22 agosto. Stanotte il capitano è andato a dare l’allarme al plotone di Casera Bordaglia Bassa. È rientrato le 6:30. Sala dorme fino alle 11 passate, sono cose che capitano. Costruiremo tutto attorno all’accampamento un trincera mento. Intanto prepariamo una catasta di legna per l’inverno. Giungono i complementi. Sono assegnati cinque al mio plotone. Li avremmo compagni cari e saranno degni di quelli che sono venuti a sostituire. Dei nostri feriti abbiamo buone notizie da Povia (Pavia). Veramente si poteva anche tenerli più vicini.
23 agosto. Nei giorni scorsi si è sentito forte il cannone che lavorava sotto Lexten. Oggi si sente e si vedono gli effetti qui. Un cannone più forte di quello che tirava regolarmente col più ogni giorno tira oggi in cresta al Ombladet. Forse spera di sorprendere la nostra 13ª batteria, ma non è là. Ricordo con Piazzi le gite in Valle Camonica e col capitano Micheletti. Forse era lui a Bazena l’anno del Blumone! Sarebbe bella questa!
24 agosto. Giornata calda. Vengono al Navagiust in ispezione il tenente generale Salazai comandante la 26ª divisione e il maggiore generale Arvonio comandante la brigata Catania. La colazione e quella bella macia (magia) di caporale d’artiglieria. Non ho capito lo scatto del capitano a pranzo per la questione di Monti. Di notte in servizio. Luna piena, tempo splendido.
25 agosto. Telegrafano che presa Tolmino con 10.000 prigionieri. Forse è vero! Lo vedremo domani l’altro nel comunicato. Giunge notizia della promozione a maggiore del capitano Vignola e a capitano dei tenenti Sicca e Martelletti. Sarà vero quanto disse il generale Arvonio circa i 52º reggimenti? La mamma ha mandato molti indumenti di lana per i soldati. Io distribuiti al mio plotone. Hanno fatto furori. Anche sala ha avuto la sua, beneficiato, lui che si incazzisce tanto facilmente per un mio scatto più che giustificato. Per due imprudenze da bambini oggi sono rimasto di feriti due svizzeri del plotone di Sala e proprio mentre l’assenza del capitano che è andato a Passo Cacciatori. La prima sezione della 52ª batteria da buon montagna lascia il Navagiust è venuta a sostituirla la 64ª batteria al completo. Vedremo che gente da montagna sono i siciliani. Invero ne dicono tutti molto bene. Per ora ho già notato che urlano troppo. Bisogna che provino qualche ora d’avamposti.
28 agosto. Alle due parto per dare il cambio a barbero a Passo Cacciatori. È una giornata bella, la prima volta che il cambio al Cacciatori avviene in buona giornata. C’è quassù anche un plotone del 145° fanteria. Sono messo al corrente della furia del comandante la l’to scesi maggiore Pisa contro di me e contro il tenente tabacchi per non aver cooperato alla brillante azione contro passo se esiste iniziatosi a mezzogiorno del sette u.s. Bisogna essere proprio bestie grame!… Benone… Sulla sera si fa nuvoloso. A notte un bel tipo del 145º fa a più riprese dalla trincea il verso del gallo. Gli rispondono dal vera anni le scariche austriache. Penseranno che possiamo trattare i soldati a polli. Intanto ieri ed oggi si sono presentati due disertori. Uno era russo, fatto prigioniero sui campi della Galizia e mandato a combattere qui. Infami!
29 agosto. Alle 14:30 un plotone della 19ª vieni a darmi il cambio. Non ne sapevo niente. Alle 16 siamo all’accampamento della 19ª. Sento della sorte del fratello di Ferraris morto di granata in un osservatorio d’artiglieria in Cadore. A Pierobec l’ospitalità del maggiore Davino. Parto alle 19 buio pesto per tutto il bosco. Piove. Marcia lentissima. Arrivo a Navagiust alle 23,10: è però l’ultima volta. I fuoco (?) dei disertori austriaci. Wer ist das? L’assalto alla baionetta. Mana solo e la 15ª … Fuochi di legnaioli. Si ride e si va a dormire.
30 agosto. Giornata quieta vento fortissimo. Mi danno l’incarico dell’appartamento difesa della 81ª compagnia. Di giorno in ricognizione al posto dove sorgerà il Blockhouse. Di notte con 15 uomini in appostamento per sorprendere il riflettore. Notte d’inferno. Freddo del medesimo che scende dal passo della valle medesima. Tutta la notte in attesa senza vedere niente.
1 settembre. Inauguriamo il settembre con una specie di marcia di punizione. In pattuglia con sei svizzeri fino al colle Ombladet. Partenza dall’accampamento alle cinque 25. Passiamo davanti a Bordaglia Bassa ai piccoli posti di Rio Volaia. Arriviamo al dritto alle 6:15.- Un breve alte e siamo a Casera Ombladet Alta alle 6:24. Per un bel sentiero siamo ad Ombladet Alta alle 6.55. Ripartiamo le 7:15. Risaliamo un lungo ghiaione. La nostra sezione di Monte ombra del tira rapida alcuni colpi. Rispondono 11 colpi di 105 nemici. La valle è piena di frastuoni. Il tiro corto contro le rocce fa rotolare molti massi. Si incazziscono facilmente i mangianebbia contro questo ghiaione, perché dappertutto sono proiettili di SH. Siamo al colle Ombladet alle 8:35. Gli svizzeri si fermano. Salgo al Monte Ombaldet in compagnia di Agnesetto della 215ª. Troviamo Poli e il capitano Marselli della 13ª. Hanno cambiato posto ai pezzi e gli austriaci non se ne sono accorti. Hanno dei blind amenti meravigliosi. Prima di sfondarli… Scendiamo alle 9:40 e siamo ricovero della 214ª alle nove 55. Ci troviamo col capitano Francolino. Siamo alla Sella alle 10:20. La batteria offre un’ottima colazione. Ripartiamo dalla forcella alle 12:20. Passo alle 12:50 a Ombladet Alta. Riparto alle 13 e alle 13 25 sono al piccolo posto n. 1. Risalgo a Casera Bordaglia e vado a rompere le scatole a Sala. Un po’ tutte le ore arrivo l’accampamento. Giunge un nuovo collega: Merlati viene dal 1° alpini.
2 settembre. Sala e Larina o Savina sono venuti a colazione da noi. Stasera sono di servizio.
3 settembre. Nevica leggermente e arriva don Perosino al Navagiust.
5 settembre. Nevica forte mentre a forni fa bel tempo. È proprio don Perosino venuto a menar gramo!
6 settembre. La neve si scioglie. Don Perosino se ne è andato. Il buon Piazzi parte per Milano chiamato dalle tristi condizioni del padre giunge più tardi notizia della morte. Il blockhouse procede a gonfie vele .
8 settembre. Sala e Merlati vanno a Monte Volaia. Sala offre anche 10 bottiglie.
13 settembre in questi giorni abbiamo notato come il nemico si sia messo a sparare per ogni minimo fatto. Probabilmente è un reparto nuovo alla guerra. Mi hanno fatto scariche feroci tra Bordaglia Alta e l’accampamento. Anche il loro famoso 105 ha tirato con una certa frequenza. Sono riusciti a colpire la Casera Bordaglia Alta con granate incendiarie. Hanno rovinato mantelle e coperte, ma per fortuna gli uomini dal piccolo posto non erano nella Casera e non ci fu nessun colpito. Oggi però comunicano che il loro appostamento è stato scoperto. Stiamo attenti che i nostri colleghi dall’aquila gialla non glielo facciano saltare. Oggi è stato avvistato anche un aeroplano che filava verso di noi. Abbiamo avuto con noi Piattelli del genio e Terribili del 10º bersaglieri, che sono ai lavori per la teleferica del Navagiust. Noi abbiamo molto da fare per i ricoveri e per i blockhaus. I primi sono quasi finiti e i blockhaus sono un po’ indietro ma speriamo bene. lavoriamo molto anche di notte. io ne dirigo due a nord di bordaglia alta ed è appunto da uno di essi che scrivo, è la prima volta che veniamo lavorare qui di giorno; prima si era sempre fatto tutto di notte. Dicono che a Collina, Buratto della 13a abbia incontrato il generale Salazar con cui ha parlato; poi più dietro non avendolo riconosciuto abbia chiesto al generale Arvonio “Discume sciamlu el to padrun?” Ma io sono il generale carbonio! sono altri vantaggi della divisa di tappa o truppa. Il maggiore Vignola ha lasciato il Navagiust. Il capitano De Vecchi ha assunto il comando della 214ª.
20 settembre. Ricordiamo il 20 settembre. Ci hanno comunicato che probabilmente oggi gli austriaci attaccheranno. Fino ad ora però non si sono mossi. Noi intanto abbiamo fatto una solenne mangiata di baccalà in umido e di polenta! vale proprio il nome che ci danno di polentoni! ne avessero loro! In questi giorni ha comandato la compagnia Sala che è arrivato da avere la promozione a tenente. Parlano della promozione a capitano di Giorello. Merlati è andato alla 18ª; qui è venuto Eynard. Amato annuncia la sua partenza per domani. Perdiamo un ottimo compagnone. Abbiamo inaugurato il ricovero della truppa. Il nostro progredisce. Continuano i lavori anche notturni ai blockhaus ed alle trincee. Il dottore ha avuto nientemeno che il mulo. Lo abbiamo chiamato Terribile Vendetta. Abbiamo letto della ferita di Soleri sulla stampa. Oggi Barbero è stato tutto il giorno di servizio esterno. Questa sera monto col mio plotone. Nuovo cambiamento di stellette! E vogliono abolire la nostra penna! Ah no! Non va! Nebbia tutto il giorno e mezza la notte. Gli austriaci hanno tirato tre giornate oltre il lago; poi hanno tirato vari colpi di fucile a tutte le ore. Turna a cariè!
21 settembre. Dovevo rimanere alla Gigi fino a sera ma alle 6:30 giunge l’ordine di rientrare alla compagnia. Arriva alle sette e ci schiaccio un poderoso sonnellino.
23 settembre. Piazzi è a Tolmezzo da ieri. Oggi sono venuti a colazione da noi il maggiore Pizzarello, il capitano Platania e quello delle “stufe”. Giornate splendide. In questo momento tirano sul Navagiust col cannone. Questa sera cambiamo il servizio di avamposti. La novità tocca a me. More solito: il secondo plotone. Stanotte abbiamo lavorato in trincea fino verso la mezzanotte. Alle 20 l’ordine di attaccare. Sono comandato sul costone di quota 20 62. Dal Nava just tirano forte mentre è ancora sono in marcia. Lesto nei baraccamenti cerco il collegamento con la fanteria in Rio Volaia. L’artiglieria spiega un fuoco intenso sui due passi. Avanzo ancora un bel tratto. La squadra di Montreux che ho ha già doppiato di un centinaio di metri il costone. Spina di Pesce mi deve guardare la sinistra. Il nemico tira vari colpi! Le altre squadre si spostano a destra verso Rio Volaia. Un ultimo sbalzo di siamo oltre il costone a pochi metri dalle trincee. Sono le 21 e 30 arriva l’ordine di ritirarmi. Aspetto che ripieghi la fanteria. Alle 22 10 faccio ripiegare la destra e poi centro e sinistra contemporaneamente. In questa bella notte di luna il nemico ha ancora la costanza di buttare razzi. Davanti al piccolo posto numero uno avviene l’adunata. Rientro per i prati di bordaglia alta ed arrivo al block causa avanzato. Vi passo la notte.
25 settembre. Si è presentato le nostre piccole guardie un disertore austriaco. E della Buovina. Ha dato alcune informazioni di carattere generale sulla forza della vallata Volaia. È contento di essere venuto da noi.
26 settembre. Ho appreso la notizia della morte del buon Tonini, poveretto.
27 settembre. Continua il tempo cattivo.
29 settembre. Viene tenerci compagnia Griffini della 64ª di montagna. Sala e d’Amato sono contenti delle loro macchine.
30 settembre. Tempo brutto; s’era nevica. Il nemico attacca, dice Soleri.
1 ottobre. Continua il tempo brutto. Si incomincia il servizio invernale di avamposti. Tocca al mio plotone. I blockhaus non sono finiti. Il ricoverino della riserva non è ancora incominciato. Piove. Sulla sera faccio l’orologiaio. Ah! L’acquisto di Piazzi!
2 ottobre. Nella notte è nevicato forte e nel passare l’ispezione Ho preso dei terni sensazionali. Al mattino continua a nevicare e la attende l’unico riparo. Però se la prendiamo noi la neve, se la devono prendere anche i mangianebbia di là. Sala deve aver avuto il cambio da Eynard ieri sera e dato il distacco imposto dal suo nuovo grado non ha creduto opportuno farsi vedere finora.
3 ottobre nevica ancora. Ancora cambiamenti nel servizio di avamposti. La tenda è una delizia! Sala si è fatto vedere. È arrivato un cane e due fucili!
4 ottobre. Continua il tempo cattivo. Il terzo plotone si è incontrato con una pattuglia austriaca ed ha fatto un prigioniero. Era talmente coperto che non si poteva muovere.
5 ottobre. Al mattino cielo sereno che poi si copre e ridiventa brutto. Ah! Tempo infame! E le ispezioni di notte quale orrore! Spira un vento assai freddo e tutto questo complesso di piccoli fastidi intralcia i lavori.
10 ottobre. Il tempo si è rimesso al bello. Ho finito la copertura del blockhouse e già iniziato il ricovero della riserva. Ieri non ho passato l’ispezione. Il capitano è venuto sia molto seccato. Andiamo a caccia per passare il tempo. Gli austriaci hanno l’aria di stare quieti. Ieri è apparso un aeroplano. Hanno tirato anche con pezzi da 150. Molti proietti però non scoppiano. A Passirano oggi grande festa per la sagra e festa di beneficenza. Qui ferve sempre il lavoro.
12 ottobre. Ho mandato parte della mesata al comitato di assistenza pubblica di Passirano. Barbero sulla sera è venuto a darmi il cambio agli avamposti. Le mie pattuglie sono rientrate all’accampamento a tutte le ore
causa la oscurità intensa. È arrivato Don perugino. Si fa i nottambuli alla 81ª. Siamo stati a giocare a carte fino alle 23:30!!!
13 ottobre. Piove. A mezzogiorno il colonnello comunica che il capitano stato promosso maggiore. Si può essere ben contenti della promozione ma è doloroso che lasci la nostra compagnia. Si sono presentati due russi, fuggiti dalle trincee austriache dove erano stati condotti per lavorare. Non devono essere troppo allegri gli austriaci di là!
14 ottobre nessuna novità.
15 ottobre. Santa Teresa la festa di dure o durc. A mezzogiorno quando meno si aspettava è arrivato Osio. Non parlo della gioia nostra nel rivedere quel buon figliolo. Ci narra delle operazioni sui vari fronti; della solenne calma di Milano. La sua bella stagione a Pegli. Pare che venga l’81ª il capitano Robuschi e che Ferraris sostituisca Battaglia al vettovagliamento. Oggi sopporta anche notizia di quel buon papà di Boncompagni. Recano i doni della marchesa Tavatti Bocconi di Villa Ermosa C. Ven. 72. È un capitale in lana chi è per noi prova dell’interessamento con cui ci seguono dal piano. Gli alpini osservano subito che Oslo si è comprato un capo bello nuovo! Tutto quel ben di Dio che ha portato e diviso per plotoni. Mentre mi parla della incazzatura di Anghileri, arriva lettera del papà che mi conferma il fatto. Osio teme di non poter tornare all’81ª. Sarebbe per noi un grande dolore. Meno male se ottenesse il passaggio al 5°! Perlomeno sarebbe vicino alla sua vecchierella! E conta ancora del cappellano dell’ospedale e del portaferiti. Cerca anche la sua pipa.
16 ottobre. Distribuisco i miei svizzeri i doni di Osio il rimando al lavoro. La mura del Dottore porta Osio al Navagiust. Parto in serata in compagnia di Sala
17 ottobre. Oggi sono convenuti a Pierobec gli ufficiali superiori del settore pare ci sia un’azione tra breve. Giungono doni dal Comitato di Comeglians e dalla signora Chiara Bonardi. Ritorna Sala da Rigolato.
18 ottobre. Il capitano Devecchi è stato colazione da noi e si è portato via il dottore e Sala per tutto il pomeriggio. Grande duello di artiglieria per tutta la valle. Perosino ha detto messa ai blockhouse
19 ottobre. Pochi colpi dell’artiglieria. Alle 20:30 l’ordine di ritirare un plico urgentissimo riservato a Pierobec. Vedremo! Avremo la fortuna d’avanzare?
20 ottobre. A mezzogiorno arriva l’ordine di operazione. L’artiglieria svolge per tutta la giornata un fuoco infernale.
21 ottobre. Sala dà il cambio a barbero agli avamposti. Arriva il nuovo capitano Robuschi è ferito da SH! Continua il tiro di artiglieria e l’azione delle pattuglie.
24 ottobre. Con gli auguri di tutti di casa in compagnia dei colleghi ho passato manco male i miei 21 anni. Bel tempo.
25 ottobre. Nella mattina il maggiore Gerbino ci lascia; va al comando di reggimento. Finalmente sono arrivate le scarpe di Anghileri.
26 ottobre. Giornata quieta; proseguono i lavori.
27 ottobre. Sala parte improvvisamente per il corso di cap. a Pal di Luc(?). Io more solito secondo plotone, anticipo il mio servizio agli avamposti. Arrivano i complimenti alla compagnia. Al mio plotone ne ho 10, tra i quali Ferrero ferito a Passo Volaia e già dei miei.
28 ottobre. Il colonnello da Vico è venuto a trovarci ed è stato contentone dei lavori della compagnia. Abbiamo dato fondo ai biscotti del sottotenente di artiglieria di Chioggia.
31 ottobre. Nella notte nevica leggermente. Nel pomeriggio fa bel tempo.
1 novembre! Alba grigia e fredda, nevica forte. Abbiamo mandato corone al tenente Lambertenghi in Rigolato ed a Bonelli a Collina.
2 novembre. Lambertenghi, Canciani, Monti, Robbiati, Bonelli, Cantalamessa, Berardengo, Allegre, Cantore. Dei nomi tutti e sacri alla nostra causa! Nevica. Giornata uggiosa.
4 novembre. Ieri e oggi ha continuato la bufera di neve. San Carlo.
5 novembre. Bel tempo! Scirocco! La neve accenna ad andarsene. Alcune valanghe sono cadute dal Volaia, Ombaldet, Navagiust.
7 novembre. Tempo buono. Franco è col battaglione del quinto aggiunto al terzo.
8 novembre. Stamane venuto da noi il maggiore Gerbino sempre a disposizione. Si fermerà qualche giorno. A mezzogiorno arriva il maggiore col cavalier Giacchetti, quello dei termoferi a calce. Ah! Che tipo da corsa! Verso le 14 un aeroplano nemico. Lo accogliamo fucilate. Un inceppamento di fucile ferisce Cucchietti alla mano.
9 novembre. Finito e inaugurato il ricoverino numero sei bis. Sulla sera il tempo minaccia.
10 novembre. Nebbia; nevica forte, un principio di tormenta. Il plotone ridotto a soli 50 da uomini! È in che stato!
11 novembre. San Martino. Festa degli alpini. Giornata splendida! Arrivano i doni della signora Mussi. Il comunicato di Cadorna. Col di Lana!
12 novembre. Giornata fredda e nebbiosa. Il ricoverino basso procede. Monte Siel
14 novembre il cambio da barbero. La baruffa e i lumi del ricovero.
15 novembre. Bella giornata. Piazzi a Tolmezzo.
16 novembre. Nulla di nuovo. Giorello alla 214ª
17 novembre. Eynard lascia la compagnia. Io lo sostituisco agli avamposti a Bordaglia Bassa.
18 novembre. Sono arrivate le calze che la mamma manda i miei soldati. Sono arrivate anche le medaglie di San Giorgio.
19 novembre. Arriva in compagnia un nuovo sottotenente. Borla. Al blockhaus 5 hanno beccato un camoscio. Ieri ed oggi l’artiglieria austriache riuscita a battere Pierobec. Qualche ferito, ma roba da poco, e danni lievi.
21 novembre. Savorgnani, un nuovo subalterno viene a rompermi le scatole alle 8 a Casera Bordaglia. Giro di ispezione. Bertoluzzo. Nel pomeriggio i bersaglieri danno il cambio agli alpini agli avamposti. Finalmente un po’ di quiete al ricovero! al Navagiust due nuovi cappellani. I complimenti dell’84º sezione al mio plotone! Giornata meravigliosa; un po’ di vento. Sala promosso capitano, parte per Cuneo senza venirci a salutare e senza dirci ” crepate! ”
22 novembre. Il mio plotone mi raggiunge agli avamposti.
23 novembre. I bersaglieri hanno il cambio: Alessandrini! Piazzi e arrivata sono venuti a trovarmi diretti a Piz Forchia. Hanno sempre il modo di girare. Una pattuglia è arrivata a un piccolo posto austriaco, momentaneamente abbandonato e ne hanno portato via alcuni oggetti.
24 novembre. Sei mesi di guerra! (19/12 non è vero!).
25 novembre. Il capitano colletti dei volontari mi ha mandato la fotografia di Fabio Monti! Povero figliolo!
27 novembre. Freddo infernale a -13 al Navagiust. Qui sarà passato sotto i 16. Giornate belle.
28 novembre. Daneo è venuto a trovarmi al ricovero. Ci siamo ricordati sul servizio. I miei caporali mi vogliono bene! Mi mandano le cartoline allegre. Sala si è degnato farsi vivo. Giornata di caccia.
29 novembre. Tempo bello. Un lepre con 25 cartucce in pattuglia sotto la trincea di Passo Giramondo. Piazzi.
30 novembre. Novembre finisce bene! Altra partita a caccia. La beneficiata della 213ª con due lepri in un giorno!
1 dicembre. Minaccia la neve. Un anno fa ero in licenza.
3 dicembre. Garassino, Viano, Falco e Banno in passeggiata di punizione a Forcella Ombladet. Piazzi a colazione. Il cambio dei bersaglieri.
4 dicembre. A colazione all’81ª. Bel tipo da corsa quella signorina Maria Pasinelli di Novara, la bionda di Barberis! Ah! Per fortuna sua mi sono dimenticato l’indirizzo! Stasera una pattuglia austriaca ha attaccato il nostro piccolo posto numero uno numero due. Però più che attacco forse c’è andata a cozzare senza volerlo. Vedremo domani. Di notte alle 21 e 30 allarme. Hanno sparato al blockhaus numero 2.
5 dicembre. Dicono poco bene del fatto di stanotte al blockhaus n. 2. Il capitano dei bersaglieri e le sue critiche.
6 dicembre. Ah! Quello sgabuzzino come diventa bello! ci vogliono proprio gli alpini. Oggi siamo arrivati ai reticolati austriaci! Nessuno! A Forcella Ombladet. I volontari di Cadore hanno avuto -30°! La nostra artiglieria fa furori in Val Volaia e al Passo Giramondo!
7 dicembre. Sant’Ambrogio.
8 dicembre. Arriva il Pievan. Grande inchiesta circa due spari di ieri nel pomeriggio. Feroce incazzimento. Bolla in pattuglia. Cerea monsù Careglio. La lettera di Gerbino. Eula, Balocco, Giaccone… Capitani. Viva tenente colonnello. Rivata… Capitano. Io … Sempre sottotenente. Meno male che prima di me ci sono ancora cinque classi di sottotenenti. La solenne monade di Barbero. Alessandrini più che incazzato. È morto anche Morabito! Pare destino che tutti i più bei compagni e del Parini finiscano qui.
9 dicembre. Feroce incazzatura del capitano per i canti e gli spari dei bersaglieri. Meno male che ha approvato lo sgabuzzino. Una sera reggio a Bordaglia! Piazzi a Tolmezzo.
10 dicembre. Il cambio ai bersaglieri. Il Pievan viene fino qui a dire la messa. I marron glassèe!
11 dicembre. Borla va all’Ombladet in gita… piacere. Il mio P.P. che minaccia! Le tende. La ispezione che mi ha fatto sacramentare di più! Buio da rompersi la testa e neve impossibile. Ventilano insistenti le voci che si debba partire presto per le licenze! Ne ho proprio bisogno di un po’ di riposo dopo sette mesi di questo inferno! Stanotte una pattuglia austriaca ha fatto fuoco su una sentinella dei blockhaus di Barbero. Meno male che non l’ha beccato!
12 dicembre. L’inaugurazione ufficiale della camera rosa. Gli invitati Piazzi e Perosino, non sono venuti perché temevano il brutto tempo, noi due abbiamo goduto di più. Fuori piove; dentro caldo, tendine rosa. Tutto alla perfezione. Menù: bagna cauda col cardo. Riso in brodo. Scoiattoli in umido. Suddetti arrosto. Frutta secca e verde. Pasti e cioccolata. Caffè. Vini: Lambrusco, Gran Champagne, Asti spumante. E i 4 droneresi di Sala! Non li dimenticare! Mai per osino e piazzi hanno pensato bene come oggi. Se ci fossero stati loro avremmo goduto di meno. Di ispezione finiscono ai reticolati. Il P.P. smontato è tornato in salute! Si regge dritto. Domani spero di rimetterlo nelle primitive condizioni! Oggi ho sentito che per ragioni varie, Barbero va in licenza prima di me! Quali saranno le ragioni? Ho taciuto; ma ho sofferto quanto forse non ho sofferto mai da vari anni. Mi pareva di aver ragione di essere il primo! Del resto continuo nel programma che mi fu fissato! In fatti personali, prendere tutto con rassegnazione. Ah! Vale la pena di ricordarsi un’alzata di spalle! Colleghi e soldati mi hanno dato però la più bella prova di affezione di sangue freddo. Ferrero ha avuto forato una fascia e il fucile! Un passo ancora e forse la licenza andava sbalzo… Caramente Ferrero. L’artiglieria di Ombladet
ha fregato una pattuglia austriaca nei pressi di Passo Giramondo.
21 dicembre. In pieno inverno: giornata magnifica. Il capitano mi ha salutato al Navagiust. Ci siamo spiegati in certi punti reciprocamente! La piazzata per il fatto del 19.
22 dicembre. Le valanghe sono i nemici più terribili. Barberis viene a dare il cambio ad Alessandrini che deve partire per la licenza.
23 dicembre. Piazzi finisce di ammazzare il prossimo con le iniezioni anticoleriche.
24 dicembre. Durante l’ispezione l’annuncio della licenza. Barbero viene ad assumere il comando a Bordaglia Bassa. La toeletta rapidissima. Al Navagiust.
Piazzi e il capitano a Pierobec dai bersaglieri. A Forni il colonnello, Faud, Ferraris, Eula, Lamberti e Carbone a Rigolato – Prato. Il comando del drappello fino a Villa Santanna e relativa rottura di chitteri. A Comeglians le accoglienze da Rober e Casanova. Chialina a Draro a Villa Santina alle 18. Il comando di tappa. All’albergo Brovedan e gli ufficiali di territoriale e di cavalleria. Ricordi. Eula e Alessandrini
25 dicembre. 4:00 partenza da Villa. Il drappello si è ingrossato. Tolmezzo stazione per Carnia ore 9:30 Udine. Nella sala delle macchine la divisione per distretto i 50 che seguono a Brescia. In vettura la tradotta si muove a mezzogiorno. Una fame d’inferno. A Treviglio un mezzo andante(?) per strada. Il Natale tutto il ferrovia. Verona e la fermata di un’ora e mezza.
26 dicembre. All’una a Brescia alle 9:30 Passirano …
E qui finisce il diario di Enea Guarneri del 1915 !
Diario EG trascr. dalla mamma – 1915
Diario personale quaderno grande 1915
23 maggio-i giornali portano l’ultimatum
24 – era ora; vedremo; ci misureremo. Con il più bel sole, la più bella soddisfazione per un alpino, la guerra!… Sala telefona che forse questa sera farà le prime schioppettate al Volaja. Ha Rigolato il tenente faretto mi lascia al comando di tappa. Ah maledizione, non esserci proprio alle prime!
25 ore una-stamane ha tuonato il cannone alle 9:00, già nella notte vi era stato uno scambio di fucilate. Alle nove di stasera è arrivato il primo ferito… Mi auguro che mi si tolga di qui e mi si mandi a raggiungere la compagnia. Del resto tutto procede con la massima precisione, nella più serena calma. ore 24:00-gli alpini si sono ricordati di Adua e di Derna. La mia compagnia è stata la prima al fuoco-ed io non ci dovevo essere al fuoco…! E pensare che avevo lasciato come Comeglians per corrersi, pensando che le cose precipitassero… Alle una di notte, mentre io scrivevo ieri sera, la 101ª compagnia attaccava il Passo d’Inferno. Da quello ora ad adesso si susseguono in ridda fantastica i colpi di cannone e di fucile. I morti sono fortunatamente pochi: pare siano solo sei in tutta la giornata… E infame il fatto che non cessano di fare fuoco sulla Croce Rossa e sui posti di medicazione… Abbiamo già fatto un prigioniero… Lo hanno risparmiato. In fondo gli alpini sono troppo buoni. Il morale dei feriti e alto: anche troppo e qualcuno esagera… Il trombettiere del mio ex plotone della 18ª ha ricevuto una palla sulla canna del fucile, è rimbalzata scheggiandosi e lo ha colpito in pieno viso deformandoglielo, ma appena giunto qui mi ha riconosciuto e ci siamo messi a parlare dei giorni più quieti che si passavano alla Ravascletto quando si era ai lavori insieme… Povero figliuolo… Ma se la caverà in due settimane e… Già vuol ritornare al fronte: così gli altri… Sono entusiasti di questa bella prova e la danno con tutto il loro vigore. Ma ci vorrò bene andare anch’io respiro che non mi verrà meno quella presenza di spirito che ho cercato di andare infondendo in me… Per domani mattina si preparano novità e forse non poche…
27-la calma ed il desiderato ordine sono entrati in tutte le operazioni. Alla frontiera i nostri colleghi si battono: non lavoriamo con il massimo delle nostre forze per provvederli e fornirli di tutto quanto ci è dato. E la volontà nostra si è affermata nella zona da cui abbiamo notizie… Eccome! Certo che la guerra è la guerra lo sapeva anche Pinco…
30-Ranger mi comunica che appena Guard arriverà dal Piemonte con i con elementi dell’89ª e della 90ª sarò sostituito al comando di tappa. Meno male! Era ora.
6 giugno-Statuto-sono smontato tre ore fa dagli avamposti Dopo tre giorni e tre notti di vigile attesa, interrotto da dall’attacco a due passi su cui ieri mattina abbiamo affermato con la baionetta la nostra volontà. Né di là scenderà più mai la nostra penna. Del resto nulla di nuovo. Stiamo tutti bene e aspettiamo di partire ancora per il fronte. Non sembra nemmeno che oggi sia la festa dello Statuto. Unico diversivo: ci siamo trovati tutti gli ufficiali a mensa ed abbiamo mangiato un po’ più da cristiani del solito. C’è sempre la nota comica e che diverte. Chirurgo alla compagnia un cavadenti di Milano. Il cappellano del battaglione pianta sul tricorno la nostra penna e si proclama alpino! L’onorevole Burone (Necrone-Becrone?) mio collega al comando di battaglione! Un complesso vario di cose che forse lavori pensate che qui non si possono vedere né fare. Ma fino a che non è fatto dalla palla per noi, non ci si pensa: tutt’al più quando sarò venuto, se avremo modo, la prenderemo in considerazione; se non avremo la possibilità di farlo, qualcuno incaricherà di farne la pari sull’inimico.
13-… Da tre giorni sono 2000 m e non ne scenderò che il giorno in cui avremo definito un’operazione iniziata brillantissima mente poco lontano di qui. Forse la fase risolutiva la avremo entro le 24 ore non è la prima volta che vado al fuoco e poi qui abbiamo con noi l’artiglieria che se non altro tiene alto il morale. Mi auguro di essere tra i primi per portare avanti anche i miei uomini che si mostrano impazienti in questa vigile attesa. Con i miei uomini si può bene andare domani. Ho con me dei tipi a cui si può bene affidare la pelle.
15-… io sto bene! Mah… Della mia compagnia la bella 81ª in un solo assalto sono rimasti sul campo quattro uomini; è rimasto ucciso un tenente, gravemente ferito un sottotenente: sono morti da valorosi quando già si erano assicurati la vittoria. Li onoriamo e li vendidicheremo come sono degni. Per ora siamo oltre confine e prima di muoverci di qui… Stasera se saremo al mondo berremo una bottiglia al nuovo cavalierato del nostro capitano.
19-ieri ero di servizio ed abbiamo fatto le schioppettate date tutto il giorno. Il nemico ci ha messo di fronte anche dell’artiglieria che prudentemente spara da grande distanza per tenersi nascosta e conclude poco. Però di fronte alla loro, ne abbiamo anche noi e non poca e che tira bene. Il sei u.s. ritornammo vincitori da un passo poco lontano (10 ore) di qui; qui abbiamo vinto e nelle 24 ore probabilmente ci muoveremo alla volta di un altro passo. Sarà dura, forse durissima!! Ma se non lo punteremo ci resteremo. Del resto i nostri uomini sono troppo entusiasti e generosi della propria esistenza per questa causa. Non tornano indietro che ha stenti. Momenti in cui si hanno delle ansie per la loro audacia. E dove vedono una divisa grigia austriaca, là vorrebbero piantarla loro penna. Spesso non li si lascia fare e allora. Erano a lungo, sparano e su pochi colpi il bersaglio non falla: sono meravigliosi. C’è anche qualcuno che non ha ancora l’animo dell’alpino, ma lo prenderà. E siamo dei monti perché per un alpino vivo hanno messo un premio di L. 2000!… Non c’è male. Tanto finora abbiamo dato delle buone elezioni, abbiamo fatto numerosi prigionieri, che prima di subire l’interrogatorio Buffalo con avidità delle due alle tre pagnotte che l’animo buono dei nostri non manca di offrire, dimenticando che quegli esseri se l’avessero potuto due minuti prima ci avrebbero presa la pelle. Il mondo va così!!!-Ieri abbiamo catturato un altro camoscio; è il secondo e una pernice: sono le distrazioni della trincea. Di là tirano a casaccio e noi tendiamo l’agguato, anziché a loro alla selvaggina. Domandi notizie del battaglione… O non le ha il tè le informazioni e i comunicati del Dronero sul corriere dei primi giorni di giugno!! E dire poco avere tante nuove! Nessun altro reparto avuto l’onore di essere così nominato. Ieri notte ho seppellito tre morti dei loro! Poveretti, erano lassù da quattro giorni tre punti esclamativi mai di loro non ci permettono di seppellirli in pace: schioppettate no anche nel momento in cui noi abbiamo cura dei loro… Ma quei Lucchi non solo non si sono curati di seppellire i nostri morti del 24:25 maggio; a tutt’oggi ma nemmeno seppelliscono i loro che hanno a 20:30 passi dalle trincee. E se non li vedessimo intenti era a quell’azione per certo non spareremo!!! Ma solo gente che non ha una briciola di cuore. E pensa in che condizione e un cadavere dopo quattro soli giorni… Anche mancando di notizie credi sempre che sono buone, perché in caso diverso il comando provede con la massima sollecitudine a darne notizia. E poi di che avete paura? Anche se morto i miei alpini non mi lascerebbero solo; se vivo mi dovessero prendere, la 14ª cartuccia della pistola sarà per me. Mi auguro di non andare di là di morto; ma se il caso si desse almeno si dia quando sia già morto. Contraccambio i saluti a tutti quanti chiedono di me e ringraziali dell’interessamento. Rispondi sempre: “vanno avanti e vanno bene”.
22-qui nulla di nuovo qualche schioppettata, un lontano cannoneggiamento e un forte freddo lo si fa sentire specialmente la notte. Cosa comunissima e profondamente sentita la messa al campo. Vi assistono le compagnie intiere in perfetto assetto di guerra. Cerimonia che si sente profondamente in tutta la sua bellezza quassù a più di 2000 m. Ieri San Luigi, abbiamo brindato, specialità al letto, alla salute delle famiglie delle mamme nostre che devono vivere della tranquillità in cui viviamo noi e non devono credere che la guerra sia tutto quell’orrore che si dice! Ha il lato brutto ma ha anche dei momenti in cui ci si dimentica dello stato di cose in cui viviamo; e siamo gli uomini più felici della terra. Se salveremo la pelle, ritorneremo assieme quassù a rivivere fra questi bei monti tutte le ore belle che ci passiamo attualmente noi. La mia compagnia è stata molto provata oltre che nella truppa anche negli ufficiali, uno morto uno ferito! Siamo qui in tre soli, ma dove ci hanno detto di andare siamo andati ieri siamo rimasti. E una ottima compagnia in cui tutto fila in perfetto ordine.
23-un mese di guerra. Eva
24-sento con viva soddisfazione che vi cominciate a calmare e vi andate persuadendo che la guerra non è la guerra che fanno credere a voi laggiù! Ci siamo abituati alle schioppettate e dalle cannonate! E poco più di una giornata felice di caccia alla quaglia e poi c’è sempre la nota allegra e buona che ci toglie lontano col pensiero. Spero che la mamma avrà ricevuto quella lettera con la appendice scritta dal mio collega Sala. Buona macia! Ho scritto anch’io alla mamma sua pochi giorni fa ed il fatto stesso vi può convincere che qui siamo nella più completa quiete. In giornata avremo forti movimenti: io partirò in ricognizione in alta montagna con quattro uomini e una guida. Sarà una prova molto dura ma è di una capitale importanza per la nostra artiglieria. Di là schioppettata nuova tutto andare e noi di qui brindiamo alla salute delle nostre famiglie. Oggi hanno voluto brindare alla salute del papà-e San Giovanni… Peccato che quassù non si trovi niente e di paesi vicini-a sei ore-manchino di tutto. Voi mandate come potete alcuni pacchi qui saranno sempre bene accetti. Ci vuole del buon vino per tenere alto e quante le qualità di cui siamo dotati. Se mi fosse possibile vi manderei al nei vasi da fiori di produzione locale. Sono le ogive degli shrapnels austriaci che offriamo agli antichi ospiti dei paesi dove eravamo quest’estate e questo inverno; quando si ricordano di noi con buone bottiglie e spesso con dolci. La mia strada si fa onore. Pare che l’abbia percorsa il re in automobile. Non mi aspettavo tanto. Qui passiamo delle belle giornate in piena quiete sfila qualche ferito ma sempre cose leggere e che lasciano in tutti il più buon umore e che ricorderemo allorché ci sarà possibile restituirle con la punta della baionetta ai nostri colleghi di là. Già hanno una paura maledetta dei nostri attacchi improvvisi e su certi crestoni dove pensano che non si possano avvicinare. Se non si può arrivare in un punto salendo, ci si arriva calandoci dall’alto o con un lungo giuoco di funi. Il nostro alpino e meraviglioso. È l’uomo più calmo e più felice. Ubbidisce, va di propria iniziativa e non torna mai solo o senza preda. Salutate per me tutti gli amici ed i parenti che sento si interessano di me e dite a tutti che qui si sta benone! Si lavora a meno che alle escursioni. Sono sei giorni che siamo fermi ad un colle e monta di servizio un solo plotone al giorno.
27-sono stato un giorno e mezzo in ricognizione in alta montagna ed ho dovuto ricorrere a tutti delle mie attitudini di alpinista più e più volte. È stata una prova piena di fatiche improvvise, sotto un’acqua torrenziale, con una nebbia fittissima, ed al ritorno ho trovato per via la mia compagnia che si trasferiva a questa sede, toccando le il turno di riposo. Ma giunti qui, nuova sorpresa: la costruzione di una… Strada: si capisce ormai che ci abbiamo fatto l’abitudine. Così questa settimana che doveva essere di riposo sarà densa di lavoro. Sono tre km di mulattiera e la faremo in cinque o sei giorni. Oggi domenica abbiamo lavorato 11 ore…! Siamo però in un paesino bellissimo, soli, perché gli abitanti di cui si sospettava sono stati allontanati per prudenza. Non si vedono che soldati di tutte le età. La mia compagnia è al completo: Ho un bel plotone di 60 uomini che non aspetta che l’ordine di partire e saranno novellamente di mio dell’ufficiale di cui la ha avuta in eredità e manterrà la sua bella fama.
1 luglio… Alcuni spostamenti dei nostri reparti e la fine del periodo di riposo per la mia compagnia: periodo chi è stato laborioso di fatiche per la costruzione di una mulattiera che ci permetterà già da oggi il trasporto di artiglierie più potenti delle nostre da montagna. C’è stato quassù ieri il nostro generale di brigata, ero unico ufficiale presente alla compagnia ed ho avuto la soddisfazione di tra tenermi a lungo con lui che ha assunto un mondo di informazioni le più dettagliate. Così torniamo agli avamposti, dopo essere stati lontani per una settimana, in un posto dove a pena sentivamo vocione delle nostre artiglierie. Sono stato trovare un mio collega ferito d’un ospitale qui vicino. Va già bene e ci si augura di averlo tra non molti giorni con noi. Giorni sono una nostra sezione di artiglieria da montagna ha fatto pulizia di un forte reparto nemico che stava accampando. Mentre la batteria si spostava è stata fatta segno ad un fuoco intenso dell’avversario. Non ci fu un ferito mentre ora, là dov’era la sezione, è una serie in numeri di buchi delle granate nemiche, ma troppo tardi! Oggi la nostra sezione e in altro posto ed attende nascosta il momento opportuno per tornare a farsi sentire. Il comunicato austriaco porterà certo che una nostra batteria fu smontata… E il raccolto dei bozzoli e del frumento come va? Un mese ancora e poi voi comincerete la caccia alle quaglie: fate il possibile di prenderne molte e di divertirvi…
N-II- %-
4 luglio-non ho potuto scrivere prima anche perché non avrei avuto occasione di fare impostare. Sto bene: sono a più di 2000 m con pochi uomini, ma in mezzo a un mucchio di volontari alpini cadrini. Sono ottimi ragazzi anche di 18 anni che fanno un servizio meritevole di ogni lode e gareggiano in buona volontà ed inaridire con i nostri alpini. Io tutti al mio comando e costituiamo qui un piccolo mondo isolato. Meno male che sono riuscito ad ottenere che mi si desse il telefono in modo che ora posso parlare coi miei colleghi che sono a più di cinque ore di marcia da qui. La notte lavoriamo tutti alla costruzione delle più complesse opere di difesa: di giorno riposiamo come meglio possiamo. Ma è certo che quei mangia nebbia non si muovono pervenire ad attaccarci. Attendono là rincantucciato nelle loro tane che noi si esca. E di notte fanno fantasia al suono di schioppettate e di cannoni. Ma noi siamo riparati benone e ce ne ridiamo. Mandami maglioni, camice, mutande, calze, guanti, cappuccio tutto di lana-perché di notte il freddo punge dolorosamente e bottiglie buone.
6- ti mando mie nuove dal più avanzato dei nostri colli posti in questa zona. Sono 2300 m circa, di fronte ad una valle magnifica per vegetazione, ma altrettanto insidiosa per imboscate. Ieri l’artiglieria austriaca ha tirato sui posti occupati dal mio plotone e dai volontari Cadorini che sono qui con me, oltre 140 colpi. Ha fatto un ferito ed ha contuso sei uomini io sono stato colpito alla spalla da un anello di shrapnel da 70; per fortuna è venuto di piatto e tutto si è ridotto ad una contusione, ma mi ha lasciato però un ore che ancora questa sera persiste. Lo scriverò alla mamma ma in un modo molto velato tanto che non spaventi. Potete così vedere che non tutto quello che ci mandano di là ammazza. Ma verrà il momento che me ne rifarò.
Nove-sento che lavorate per noie fatte bene. Solo non mandate cappucci agli alpini perché i nostri soldati lo hanno in dotazione. Invece mandate quassù guanti e maglie e ancora calze di lana, questi indumenti occorrono veramente a noi. E se mi voleste mandare una sessantina di paia di calze, ne avrei da dare a tutti gli uomini del mio plotone… Io sto bene: la spalla colpita ma non ferita dalla lucido ferro nemico, mi ha addolorato per quattro giorni: oggi però non ho più che un leggero lividore. Spero di poter dare proporzionato segno di mio pugno ad uno dei non mol di lurchi che ci stanno di fronte. Già questa notte piccolo fatto ma sempre buono, li abbiamo cacciati da un core nello che serve di mira d’ora in poi a noi a danno loro. Assicura agli amici che il nome di Brescia e già presso quassù queste balze e per queste Dolomiti che un giorno seppero dei fasti dei Cadorini e da Pier Fortunato Calvi che oggi echeggiano delle grida e vivono dell’entusiasmo di questo ” bel dui”.Abbiamo vinto e siamo andati avanti; e avanti andremo ancora fin che di là si saranno persuasi che una parola nostra valle un fatto. Da tre giorni piove; da tre il nemico ci assale con tiri di artiglieria. Ma noi stiamo qui e finché non verranno a dirci i miei 60 uomini non lasceranno questi nidi di aquile; non ricalcheranno le peste del camoscio. Qui il nemico ci ha ferito un compagno, il primo sangue sparso su questo lo passo: dal giorno che lo abbiamo occupato, di qui lo vendicheremo. E tutti quanti andavano cantando la guerra, sotto i portici hanno trovato posto tra le file nostre o sono rimasti freddi metti in angoli tra i velluti dei salotti a commentare le notizie dei giornali e il comunicato dallo Stato maggiore? Belluno non s’è smentita. Ha mandato tra un corpo di volontari veramente buoni e degni di considerazione. Sono qui di fianco a noi e fanno il loro dovere con ardimento e con ardore.
10- poche fucilate da vicino ci mettono sossopra. Tutti in trincea e nel ricovero. La mia attenta e presa di mira. La mantellina a 22 fori: una di Berna ha avuto due caricatori fracassati, poi la palla a deviato a rovinare la baionetta.
12-sono agli avamposti a 2300 m dal 2 luglio e forse solo domani avrò il cambio. Sono cose che capitano spesso a noi e che non ci spaventano. Abbiamo avuto delle giornate pessime e molte volte con temperature bassissime. In questi giorni in nemico mi ha dato addosso più di 250 colpi di cannone; in questa gola strettissima dove oltre che dal cannone dal fucile c’è da guardarsi anche dalle rocce che rovinano, sono riusciti a ferire in 10 giorni un solo soldato e leggerissimamente. Conto fra 10 giorni di riaverlo al plotone. Oggi la nostra artiglieria si è sfogata sulle trincee di un passo qui vicino e pare abbia fatto pulizia di molto. Sono cose che capitano da ambo le parti: è questione di prendere tutto con filosofia. Oggi c’è un nebbione fitto che rende assai pesante il compito delle sentinelle e delle pattuglie; ma anche questo siamo abituati.
15 oggi è l’onomastico della mamma ed i colleghi hanno tutto brindare alla sua salute. Gentile pensiero! Abbiamo nuovamente brindato alla salute di tutti delle mamme di tutti te le famiglie italiane. Presto brinderemo alla salute dell’Italia e se non ci saremo più noi, prenderanno gli altri. Quassù cogliamo ogni occasione per ricordare tante cose belle, senza pensare alle ore che viviamo. Un anno fa a quest’ora- sono le 17- arrivavo a casa da Modena con due giorni di licenza. Ti ricordi? Quest’anno anche se ne avremo la fortuna, chissà quando ci sarà dato di goderne! Non vale nemmeno la pena di pensarci. Viene fatto di ricordare la guerra dei trent’anni… Ricordati delle calze per i miei alpini. Mandamene quante più vuoi ma siano di lana. Scrivetemi spesso e ditemi cosa succede come vanno le cose al Tonale e sul Chiese.
16-vivissime grazie di tutto delle prove che mi date di affetto e del ricordo che tutti mi serbate. Quassù ogni parola di persona amica penetra in fondo al cuore e si rilegge e si ricorda con vivissima simpatia. Ci vorrà ancora del tempo per finire, ma se avremo la fortuna di arrivare alla fine, faremo dell’opera nostra: se no altri godrà i noi saremo sempre felici, sempre contenti di essere stati degni dei nostri di un tempo.
18-qui molte novità ma di poca importanza. Da due notti attendiamo al varco una pattuglie nemiche che si permette di risalire un nostro vallone. Forse ci capiterà questa notte? Giuro di rifarmi della dente che mi hanno ferito, dell’anello di SH che mi hanno scaraventato nella schiena e della mantella che si sono permessi di fora che armi con ben 22 pallottole.
20… 49 anni da Lissa… Ma non anderà così questa volta…! Anche il mio secondo attendente è stato ferito in uno degli ultimi scontri: ne avrà per 45 giorni. Ha fatto il suo dovere perché io l’ho sempre avuto vicino. Mi ha fatto piacere di vederlo calmissimo anche nel pericolo in cui non ci è stato possibile ripararlo dal tiro nemico. Me ne ricorderò al momento di proposte. Siamo in un periodo di perfetta stasi. Ci siamo fabbricati fra queste balze alcune baracche e viviamo quieti. Il fuoco d’artiglieria nemica mi segue da per te le parti anche qui si imbestialisce con orrore che ci sono io mentre prima non si erano mai fatti sentire. È vero che ci si è abituati e non danno fastidio.
1 agosto-giornali e diari non ne scrivo non c’è tempo e non ne ho voglia. Segno le date e mi bastano qualcuno poi scriverà anche di noi a lungo e particolareggiatamente. Siamo tutti eguali e siamo stati tutti si è sempre assieme anche nelle azioni isolate. Tutti gli alpini sono un essere solo e la gloria di una gloria di tutti. Il mio nuovo attendente è stato ferito alla schiena mentre in combattimento portava un ordine che davo ad un caposquadra. Ferito alla schiena è arrivato fino al punto dove doveva arrivare ed è tornato da me a domandare di potersi ritirare. Lo medicato nella più completa oscurità, in una fossa li vicina ed è rimasto così dalle 10 di sera all’alba quando ho potuto disporre di otto uomini per mandarlo giù i pensa quali dolori deve avere provato se un uomo sano, impiega due ore di lunga discesa a mezzo di corde e di gradini! Oggi ne ho un altro: è il terzo attendente non è certo meno degli altri due. Lo vedrò più da vicino alla prima prova, ma non ne dubito perché so che gli uomini del mio bel plotone non falla: agiscono con la massima calma e vengono e anche precedono dovunque li voglio portare.
Cinque-non so se sia l’entusiasmo dei vent’anni e la convinzione della nostra causa se sia la fiducia incrollabile dei comandanti se si all’affetto lo che avvince i nostri soldati a noi-certo dove hanno ordinato siamo andati e qualche volta più in là; dove abbiamo guidato i nostri alpini siamo corsi compatti e molte volte nella foga dell’attacco abbiamo avuto dei soldati che ci hanno preceduti. Cari figlioli che hanno imparato ad apprezzare i loro ufficiali e che non ci lasceranno mai, mai! E il sentimento che li lega così a noi garantisco lo ho provato sempre e li devo considerare fratelli. Li ho visti calmissimo sotto un fuoco infernale; l’occhio vigile su ufficiale e sulle trincee di fronte, li ho visti balzare come molle al primo accenno; sorpassare prati dove la mitragliatrice mieteva ed entrare nelle trincee. L’austriaco vile quando tormenta i nostri prigionieri e vive quando si vede perduto. Si sono appiattarti fuori dalle trincee a terra senza muoversi al punto che mentre si scavavano le trincee uno ha preso una picconata nella schiena ed allora solo si è mosso… Ho visto i miei dare del pane e sforzarsi di parlare, dare dei soldi perfino e accompagnarli al comando senza odio, quasi che le schioppettate di prima di quei vigliacchi non fossero state per noi! E la vigliaccheria loro la vediamo negli interrogativi, in cui dicono tutto quanto sanno ed anche più pur di rendersi buoni… Uno solo un viennese di 23 anni, bell’uomo, ho visto rifiutarsi di rispondere: “come voi ho giurato anch’io!” E non ha più detto parola. Il soldato, che si è comportato bene. Gli abbiamo stretto la mano non renderà molto che ne usciranno tutti dal nostro paese e guardando dal Brennero, dal passo di Toblach qui al confine che ci avevano imposto dal 66, si convinceranno i gendarmi impalati e scorretti che quando il cadavere per della pelle lo rifuggono. E l’Austria è troppo vecchia carcassa per poter ancora imporre la propria imperi alla reggia volontà.
continua – 6 agosto – ieri ho salutato Sala col mio plotone con altissimi hurrà, da un alto pinnacolo a più di un’ora di strada: egli mi ha risposto e a tutti gli e due ha mandato il saluto una salve di fucileria austriaca. Ce ne stiamo altamente in fischiati. Lui scende oggi al piano, io rimango qui per altri 10 giorni, poi avrò anch’io il cambio. Altre novità qui non ci sono: siamo impazienti di andare avanti. È una zona in cui si è fatto relativamente poco: ma il mio maggiore ieri mi ha lasciato credere in prossimi avvenimenti cui mi auguro di partecipare a queste guglie. Voi mandate quanto vi ho chiesto. Sento che lavorate tutte per i soldati. Brave! Da più pratico vi consiglio di lasciare ogni altro lavoro e dare a noi con la vostra santa attività, calze calze e… Calze. Di tutto il resto (cappucci, guanti, fasce e sciarpe) ne abbiamo di dotazione poi si può anche farne a meno; ma di calze no e sulla neve senza calze non si sta. Datemi ascolto, dateci calze.
16… So che sei stato a casa. Hai fatto benone. Se potessi anch’io solo per due ore so quanto piacere farei a quelle povere donne…
25-Ho avuto per mezzo della Romanin i tre pacchi di calze e di guanti. Io distribuiti ai miei giannizzeri e danno fatto furori. Credo abbiano intenzione di scrivervi direttamente. Intanto io vi ringrazio tutte vivamente, stante che è stato anche per me un grande piacere. Io sto benone. Mezz’ora fa ci hanno telegrafato una notizia sensazionale dall’Isonzo. Fosse vero! Tu la leggerai prima di ricevere questa mia sui giornali; io la leggerò tra quattro giorni a far presto. Ma basta sapere che la cosa è andata bene. E sai che cosa facciamo? Di la cercano sempre di intercettare le nostre comunicazioni egli o grafiche e noi allora chiamo verso le loro posizioni l’apparecchio e poi battiamo: presa… con… prigionieri. Risponde immancabile una salve di fucilate.
30 – sono in altissima montagna col mio plotone. Ho trovato quassù anche un plotone di fanteria tutti siciliani: ottimo elemento e ragazzi d’oro. Mi aiutano moltissimo ed è certo un reparto che questo inverno può benone stare dove stiamo noi. Hanno anche fraternizzato con i miei alpini che li prendono a maestri di canzonette napoletane.
10 settembre… Ti ringrazio anche per il panettone e te ne ringrazio anche a nome di tutto da la ufficialità della 81ª che gli ha fatto tutto onore. Riprendo questa interrotta alcune fa da un violento tiro di cannone contro le mie posizioni: ma non hanno concluso niente secondo il solito. La mamma mi domanda che Reed pari abbiamo agli avamposti ?! Dei posti di lusso quattro assi-nei discreti una tenda-e in generale una crepa di roccia dove si sta abbracciati per non patire freddo. Un bel sasso è la più buona trincee e quando il freddo ci prende un modo assai semplice di riscaldamento: non termosifone o stufa, ma si spara un caricatore al primo disgraziato che si fa vedere e si torna a stare caldi per delle ore. Mi fa piacere sentire che i miei lanzichenecchi (si chiamano così gli austriaci, loro che ne sono i diretti discendenti, figli di cani) vi hanno scritto ringraziando mi vogliono tutti un gran bene dove vado io vengono tutti e molti mi passano avanti… Godiamo almeno di ottima salute e tolto il dolore che ci reca la perdita di alcuni amici dei vari settori del fronte, viviamo qui in buona pace tanto che si pensa di fare lega coi colleghi mangiane via per un periodo di pattinaggio su un laghetto vicino (non è vero che sarebbe un mezzo colmo delle comodità in guerra?) Schy necessari sulla neve, pattinaggio per far passare le ore in niente da fare; ballo quando tira il cannone; corsa quando si va all’assalto. E, e cosa più igienica ancora una gran voglia di dormire.
15-il panettone riuscito graditissimo a tutti e tutti santamente ringraziano anzi sala soggiunge: “peccato che sia finito se ce ne fosse un altro…” Sempre lo stesso faccia di tola
20 – ricordiamo il 20 settembre. Ci hanno comunicato che probabilmente oggi gli austriaci attaccheranno. Fino ad ora però non si sono mossi. Noi tanto abbiamo fatto un solenne mangiata di baccalà in umido e polenta. Vale proprio il nome che ci danno di polentoni! Ne avessero loro! Abbiamo inaugurato il ricovero della truppa. Il nostro progredisce: abbiamo fatto un grande focolare e si salveremo la pelle questo inverno ci assisteremo a mangiare le castagne come se nulla fosse, alla stessa maniera che si faceva da noi a casa. Questa sera monto col mio plotone. Nuovo cambiamento di stellette! E vogliono abolire la nostra penna! Ah no! Non va!
23… Ieri ho avuto una buona lettera dalla famiglia … mi è [e qui finisce il quaderno…]- Trascrivo ora quattro fogli a righe isolati che credo possano trovare posto proprio a questo punto:
Aprile 25 (1917?)-i lavori fervono gli austriaci hanno cercato di far nero Monte Nero
1 maggio-il tempo quassù sempre brutto: le granate girano attorno alle postazioni delle armi
quattro-il forte cannoneggiamento verso l’Javorceek-Rombon
13-felicità per il Cucla rioccupato e per la buona posizione sotto il Rombon. Ma i poveri morti…!
14-oggi l’artiglieria austriaca tira insistentemente su tutti questo piccolo fronte. A Mrzli , al Medio Isonzo grandi azioni di artiglieria e fase di… Ma la tormenta persistente impedisce di godere di assistere gratuitamente allo spettacolo
15-continua il maltempo e il tiro austriaco. Alle 15:00 il tiro assume proporzioni spaventose. Sono in ballo tutte le nostre così fino a Montenero, sotto i tiri di tutti i calibri. Una raffica con mitragliatrici, gli austriaci nel trincerone. Li lavoro con una delle armi. I 152 conoscono la via giusta per venirmi a trovare. Una granata da 152 colpisce in pieno il 13 bis (o 19bis). Di sala solo il caporale. La mia arma e messa fuori combattimento. Marello contrattacca alla baionetta e ributta gli austriaci dal trincerone. Artiglierie, cinque mitragliatrici nostre, quattro austriache fanno una festa meravigliosa in quel groviglio di uomini. Una decina di austriaci balzano dalla destra della loro trincea; sono sotto il mio tiro: tornano precipitosamente sui loro passi ma ne lasciano due sul terreno. Dalle 19 45 alle 20 inizia si svolge e finisce all’azione. L’artiglieria da Montenero ha sconvolto le trincee nemiche. È morto il capitano Pedini o Pechini e cinque soldati, 27 feriti, 21 prigionieri. Gli austriaci si hanno lasciato sette prigionieri otto morti e li lasciano fuori dei reticolari.
16-è andata bene c’è da augurarsi che i plucher tentino ora l’azione.
17-di notte molti lavori su tutta la linea. Grande tiro di bombe su tutto il fronte. Le nostre però vanno meglio di quelle austriache che i nostri bombardieri sono più abili.
18-continuano i lavori con tiri di bombe da ambo le parti.
20-nuovo tiro nemico di artiglieria e nuovo allarme alle 15:30. Roba da poco. Incomincia il tempo a farsi brutto.
23-un anno di guerra! Si sole Nizza a cannonate. La 10688 è guarita, ma non è più lei. È tornata al suo posto!
24 l’onomastico del papà. L’anno scorso partivo per il Canale.-
26-dobbiamo attaccare il trincerò austriaco nella notte. Andrà bene ma avremo le nostre un saluto a tutti, sicuro che il dovere mio lo farò. Melanconia a parte che andiamo in trincea a fare una partita a tarocchi con la 123ª compagnia di bordellisti. Manderemo un saluto cumulativo alle famiglie. 17:00: l’81ª è destinata ad essere la prima, la 123ª e di rincalzo. Con l’81ª la mia sezione.
27-7:00-alle 3:00 e 14:00 l’81ª è fuori dalle trincee ed è addosso ai reticolati nemici; ma l’allarme laggiù è velocissimo. Io ho lasciato le mie postazioni abituali e mi sono portato avanti. Apro il fuoco sulla trincea austriaca. Alcuni dei nostri riescono a saltar dentro; ma giungono rinforzi al nemico, i nostri tentennano e rallentano la bella fase sotto il tiro di quattro mitragliatrici nemiche. Ripiegano. Barbaro ferito grave. Il capitano Robuschi mentre fa chiaro lo vediamo ferito in tutto il corpo che si trascina verso la trincea nostra. Gli buttiamo una corda; non ha la forza di reggersi. Mi consiglia di battere col fuoco delle mie armi la trincea nemica che tenterebbe uno sforzo. Faccio e lui è in trincea. Poveretto! L’acero, sfinito, ferito profonda profondamente in cinque posti si regge ancora in uno sforzo sublime a chiedere della sua compagnia e vuol sapere dei suoi. Le perdite nostre ammontano a circa 60. Abbiamo forse ottenuto di togliere qualcuno di fronte a te a Tolmino e nulla più! I soldati sono stati meravigliosi di audacia. Poco dopo le 21 Berbero muore dopo una penosa agonia. Partito con tutto l’entusiasmo per un’azione che lo aveva affascinato e di cui si riprometteva molto! Della giornata approfittando della ne ieri entriamo in trincea, sfiniti dalla tensione nervosa, nello sforzo di mantenere la posizione in cui si trovano all’alba ben tre soldati dispersi. Per tutto il giorno tiro intenso di artiglieria da ambo le parti e di bombe.
28: [e qui finisce anche il foglietto allegato