Per non morire.
… invidiavo il duro
scultore che tagliando con purissime
lame il più saldo marmo eleva tombe in cui
si corrompe il cadavere, ma vive il ricordo e raggiunge
in un alone di beltà e mistero le più remote età.
Non monumenti della morte, ma sfide contro la morte!
Ed oggi morte ed oblio son pur sempre i nemici del mio
cuore ostinato; e caro m’è domandarmi se non forse
questi edifici d’aeree parole su lievi fogli, non siano pur essi,
a loro guisa, compatti splendenti blocchi di marmo, dalla mia tenace
volontà scalpellati in lastre pure che dureranno quanto le perfette
tombe. Sol uno d’essi sopravviva, e rimarrà quel nome ch’è più mio
delle mie ossa … ma un nome impalpabile, nel regno impalpabile
delle menti, sarà il vincitore dei vermi e dei numi!
Aldo Capasso (1937)
I “Nostri” Bonomi prima di arrivare a Ospitaletto: i Bonomi di Sale, di Croce e di Gussago (1550-1828)
Il padre di quel Giovanni[i] Bonomi, che si trasferirà a Ospitaletto verso il 1826-28 e darà origine alla nostra illustre (!) stirpe, era Andrea[ii] Bonomi di Sale (Sale, 18/02/1744 – Gussago, 4/04/1805), a sua volta figlio di Pietro; aveva sposato in prime nozze Maria Casara di Gussago e poi rimasto vedovo si era risposato con Marianna Farina di Concesio; tuttavia Andrea e Maria Casara dopo le nozze abitarono dapprima a Sale e qualche tempo dopo a Gussago; Maria Casara muore a Gussago il 18/10/1781 e viene sepolta nella chiesa di San Lorenzo; Marianna Farina muore il 25/02/1822 a Sale di Gussago dove viene sepolta: sul registro dei morti si dice solo che era vedova di Andrea e che era figlia qm Bortolo. Vedasi le relative peripezie che ho affrontato alla ricerca di questa nostra bisavola!
[I genitori di Maria Casari si erano sposati il 27/04/1728: Angelo (q Agostino Casari e Martha) sposa in oratorio di San Antonio di Villa, Caterina Bonomi di Antonio; testi: Benedetto Bonomo e Bortolo Bertolio. Angelo e Caterina hanno avuto questi figli, nati a Gussago:— Marta 1/12/1729, p. Francesco Rinaldini
— Agostino Stefano 31/07/1732, p. Vincenzo Casari
— Barbara Cecilia 23/07/1737, p. Gasparo Bonomi
— Maria 5/01/1745, p. Domenico Cressino; sposerà il nostro Andrea Bonomi
A sua volta i nonni materni di Maria Casari (e genitori di Caterina) si erano sposati il 24/11/1705 in Oratorio di San Giuseppe di Casaglio: infatti Antonio Bonomi e Maddalena Casari si sposano alla presenza dei seguenti testi: Domernico Piazzoni, Giovita Gigola e Carlo Piazzoni. Caterina Bonomi (madre di Maria Casari) era nata a Gussago il 21/08/1710, padrino: GioBatta Cressino. Era morta il 20/10/1781, già vedova di Angelo, e fu sepolta nella chiesa vecchia (la Pieve).
Non ho trovato quando è nato Angelo Casari, né dove e quando si sono sposati i suoi genitori, Agostino Casari e Martha: Non risultano sposati né a Sale né a Gussago … ho trovato però quasi tutti i loro figli, fratelli e sorelle di Angelo, nati tutti a Sale:
— Vincenzo 27/01/1680, p. Giacomo Avogadro
— Vincenzo 10/03/1682, p. Giuseppe Mafezzoli
— Stefano 31/10/1684, p. Stefano Bonomi
— Angelo … , p. ?
— Angela Maria 22/01/1690, p. Batta Trebeschi
— Maria 12/11/1692, p. Giovanni Magli
— Bartolomeo 5/05/1696, p. Giovanni Maria Cavagnola
— Cecilia 21/12/1697, p. Innocenzio Casari
NB: Angelo Casari dovrebbe essere nato tra il 1686 e il 1688, anche se non l’ho trovato registrato, né a Sale né a Gussago; nello stato delle anime di Sale del 1690 risulta che Agostino Casaro era figlio di Angela …, ma della sua moglie Martha non so altro!]
NB: Per la codifica dei nostri Antenati, partirò sempre dal Capostipite Giovanni (che è il punto di unione tra i Bonomi di Sale ed i Bonomi di Ospitaletto, per cui lui figurerà in entrambe le codifiche come Cpst) e risalirò via via più indietro nel tempo per descrivere i nostri Avi: e per fare questo, userò la codifica degli Storici, così come è stata illustrata nell’apposito capitoletto, a cui si rimanda. Pertanto il padre del nostro Giovanni Capostipite lo codifichiamo come Generazione 1.1 e risalendo in su assisteremo ad un progressivo aumento di questo numero (valore).
Nucleo Famigliare: Andrea Bonomi & Maria Casara (Casari)
Andrea Bonomi (fu Pietro, da Sale) (1.1) sposa a Gussago il 2/06/1763 Maria[iii] Casara (figlia di Angelo e Caterina Bonomi di Antonio, nata a Gussago il 5/01/1745, p. Domenico Cressino) (1.1m); testi: Pietro Andreoli e Giovanni Maria Cavagnola DIA 161.- NB: i Bonomi di Andrea non avevano relazioni di parentela con i Bonomi di Caterina, sua suocera e figlia di Antonio Bonomi.
Andrea e Maria Casara (Casari) ebbero i seguenti figli:
— Angela[iv] 11/08/1764, padrino Giuseppe Ghidone (fA); sposa a Gussago il 2/03/1783 Angelo Casari di Sale (A/mt); testi: Pietro Casari di Sale, Batta Recagno di qui e rev. Pietro Farina di Concesio. Rimasto vedovo di Angela, Angelo Casari di Sale il 23/12/1803 sposa Barbara Barucca ved. Cristoforo Andreolo. Angela e Angelo Casari hanno avuto i seguenti figli:
— Antonio Casari 10/10/1785, p. rev. Pietro Farina della parrocchia di Concesio
— Maria Teresa Casari 9/07/1787, p. Giacomo Frassine di Cellatica
— Pietro Casari 19/05/1791, p. Giovanni Casari fu Antonio
— Lucia Casari 28/10/1793, p. Andrea Bonomi fu Pietro (nonno materno)
— Giuseppe Casari 7/11/1795, p. nob. Nicola Sala
— Luigi Casari 6/07/1798, p. Giovanni fu Antonio Marchina
— Stefano Casari 7/04/1803, p. Bartolomeo Bernardelli di Lodrino
— Maddalena[v] 14/07/1766, padrino Giuseppe Trebesco fu Andrea (fB); sposa 30/12/1802 Maffeo Pedersoli (fu Domenico), ved. di Angela Calini di Lodovico (fB/mt)
— Petronilla[vi] 27/03/1769, padrino Giovanni Maria Scolari fu Giacomo (fC); sposa a Gussago il 18/07/1790 Giacomo Andreoli fu Lorenzo (fC/mt); testi: rev. Pietro Andreoli, rev. Pietro Palazzani di qui e Pietro Casari di Sale (non trovati figli né a Sale, né a Gussago!)
— Pietro 1/10/1771, padrino ill.mo Angelo Richiedei, +
— Pietro[vii] 7/06/1773, padrino nob. Giovanni Chinelli di Giulio Cesare (D); Pietro sposa alla fine del 1797 o all’inizio del 1798 a Sulzano, Antonia Manara (NB: a Sulzano non esistono i registri anagrafici prima del 1815!!!, per cui di questo matrimonio non sappiamo altro) (Dm1); Pietro e Antonia hanno avuto questi figli, nati a Sale dove Pietro e Antonia abitavano:
— Maria Giuditta 8/09/1798, p. Pietro Beccalossi qm Lelio, di Gardone
— Primo 18/02/1800, p. Pietro Manara di Sulzano, fratello della madre
— Annibale Secondo[viii] 20/12/1801, p. Antonio Tavolini di Sulzano
— Agamennone Terzio[ix] 3/10/1803, p. Pietro Picinelli di Cazzago (al Perosino?)
Antonia Manara muore a Gussago in questi anni: fine 1803-1804; e Pietro si risposa verso il 1806 circa;
Rimasto vedovo, Pietro Bonomi (fu Andrea), ora abitante a Gussago, sp. a Sale il 9/07/1806 Angiola Marchina di Vincenzo, di Sale (Dm2); testi: Angiolo Richiedei e don Carlo Cherubini. Da questo secondo matrimonio sono nati:
— Achillea Antonia Seconda 6/05/1807, p. rev. Paolo Marchina zio della neonata (ricevuta l’acqua in casa del sig. Giovanni Cavagnola)
— Lucia 21/07/1811, p. sig. Paolo Richiedei
— Vincenzo Quinto 30/08/1813, p. Giovanni Pavia ab. a Fiumicello
Pietro muore improvvisamente a Gussago il 26/08/1814, ma quantunque parrocchiano di Gussago chiede di essere sepolto nel cimitero di Sale, paese della sua gente!, dove probabilmente, anzi sicuramente, erano sepolti tutti i suoi antenati/morti.
— Eurosia[x] 25/09/1775, padrino rev. Stefano Rebechino fu Giosefo (fE); il 9/06/1795 sposerà a Gussago Giuseppe Bonomi fu Francesco (altro ramo non parentale dei Bonomi di Gussago) (fE/mt); testi: GioBatta Concarini e Domenico Gaetano Betteni. Ecco i loro figli:
— Francesco 11/05/1796, p. Benedetto Mombelli fu Mariano di Rodengo (nome del nonno paterno)
— Giulia 14/08/1797, p. Pietro Bonomi, fratello della madre!
— Vincenzo 21/09/1801, p. Giuseppe Tomasino fu Faustino
— Andrea 1/03/1804, p. Stefano Zola (nome del nonno materno)
— Marianna 14/08/1807, p. Giovanni Gosio per la sig.ra Flaminia Foresti di Giorgio (nome della nonna materna)
— Rachele 16/11/1812, m. Maddalena Pedersoli di Lodrino Val Trompia (zia acquisita della neonata)
— Giovanni 29/04/1816, p. Giovita Rinaldini
Ora vediamo i figli di Andrea Bonomi e Maria Casara nati a Gussago:
— Edvige[xi] 15/09/1778, p. rev. don Fsco Palazzani; battezzata dal curato Fsco Mombelli, dia 7289 (fF); sp. il 9/02/1801 Mattia Rinaldini (fu Domenico); ecco i loro figli (almeno quelli che ho trovato) (fF/mt):
— Domenico Rinaldini 1/08/1804 (nome del nonno paterno)
— Evaristo Cristoforo Antonio Rinaldini 15/07/1812 (nome dello zio materno morto di recente)
— altri …???
— Evaristo[xii] 26/10/1780, padrino GioBatta Reccagni di Vincenzo, probabilmente morto in età giovanile (G); darà il nome a un figlio della sorella Edvige (vedere i morti di Gussago)
A questo punto Andrea rimane vedovo di Maria Casara che muore il 18/10/1781, di anni 36, abitava in Contrada Santa Croce e fu sepolta in S. Lorenzo nella sepoltura del Triduo. [Due giorni dopo il 20 ottobre muore anche Catterina, vedova di Angelo Casari, madre della suddetta Maria, di anni 72; la madre di Maria, cioè Catterina morì all’improvviso e fu sepolta il giorno dopo nella Chiesa Vecchia (la Pieve) nella sepoltura comune]. Infine ricordo che la Contrada della Croce era a metà strada fra le due parrocchie di S. Stefano di Sale e S. Maria Assunta di Gussago. Il fatto che Maria (moglie di Andrea) sia stata sepolta in S. Lorenzo dimostra che faceva parte della Confraternita del Triduo, che dava il diritto di sepoltura in questa chiesa.
Quindi Andrea e Maria Casara hanno avuto otto figli, 3 maschi (di cui uno morto in età infantile ed uno in età giovanile) e 5 femmine, e tutte hanno raggiunto l’età adulta.
Nucleo Famigliare: Andrea Bonomi & Marianna Farina (dal giugno 1782)
Infatti il 8/06/1782 nella chiesa parrocchiale di Concesio Andrea Bonomi di Gussago, vedovo, sposa Marianna[xiii] Farina di … (non è indicato, ma sono riuscito a trovare i suoi genitori dal registro delle cresime: Marianna era figlia di Bartolomeo e di Caterina, la sua madrina era la sig.ra Maria Bassolina da Brescia); celebrante il matrimonio don Andrea Zappa su delega particolare del parroco arciprete rev. GioBatta Brozzoni; testi: Benedetto Pasini arciprete di Inzino e rev. GioBatta Marinoni curato di Bagnolo. Dia … Per noi Bonomi di Ospitaletto, è proprio questo secondo matrimonio di Andrea ad essere molto importante, perché ha generato quel Giovanni Bonomi che con tutta la sua famiglia si trasferirà a Ospitaletto verso il 1828 circa e darà origine alla nostra stirpe di Bonomi di Ospitaletto. Quindi possiamo dire che noi di Ospitaletto discendiamo da Andrea Bonomi e da Marianna Farina, sua seconda moglie, che veniva da Concesio, paese del papa Paolo VI!
Da questo secondo matrimonio di Andrea con Marianna Farina sono nati ancora tre figli:
— Giovanni 13/03/1784, “il nostro Capostipite” (Cpst), nato a Gussago (padrino nob. Giulio Antonio Averoldi, “benefattore della nostra Comunità”); Giovanni è nato alle 3 di notte; prete che lo ha battezzato: prevosto Andrea Andreolazzi – (DIA …7319) — Giovanni muore a Ospitaletto il 20/08/1852 a 68 anni, ma di lui parleremo diffusamente più avanti.
— Giovanna Caterina[xiv] Metilde[xv] 5/07/1785, padrino nob. GioBatta Marinoni di Bagnolo (fh); sposa a Sale 24/03/1806 Tommaso Robustelli di Giovanni di Gussago (fh/mt); testi: Guglielmo Casarotti fu Fsco (di Ospitaletto) e Fsco Masetti fu Giovanni
— Giovanni Andrea Robustelli 23/03/1912
— Pietro Robustelli 5/03/1815, p. don Bernardo Moretti di San Vigilio
— Pietro Robustelli 7/02/1818, p. ?
— Aquilina[xvi] 5/05/1787, nata a Sale, padrino Domenico Caldera (fi); nata alle ore 13; prete che l’ha battezzata è il prevosto Andrea Andreolassi – (DIA 7336) – accompagnerà il fratello Giovanni a Ospitaletto; e qui morirà il 7/12/1831 a 44 anni, rimanendo nubile.
Dall’analisi di quanto sopra esposto, si può concludere che Andrea e Maria Casara hanno abitato a Sale fino al 1776 (dove sono nati i loro primi quattro figli); dal 1778 in poi si sono trasferiti a Gussago, dove sono nati altri due figli e dove sicuramente Maria Casara è morta il 18/10/1781.
Andrea Bonomi, dopo essersi sposato a Concesio, ha avuto dalla seconda moglie Marianna Farina altri tre figli; Andrea è morto a Gussago il 4/04/1805. Quindi Andrea e Marianna hanno avuto tre figli, uno maschio (il “nostro Giovanni”) e due femmine.
NB: nel registro dei morti di Sale ho trovato che Maria Farina (figlia di Bortolo) mgl di … (Andrea) Bonomi, di anni 71, è morta il 25/02/1822 ed è stata sepolta a Gussago, per temporanea impraticabilità del Campo Santo di Sale).
Da questo punto, di accertata e documentata sicurezza, voler risalire all’indietro nel tempo per individuare i nuclei famigliari dei “Nostri Bonomi” (dai quali cioè sono derivati Andrea e poi il figlio Giovanni, che arriverà ad Ospitaletto), diventa veramente difficile, perché si cammina su un terreno franoso, instabile ed insidioso a causa della indisponibilità di dati completi nei documenti a disposizione: quasi sempre infatti mancano i cognomi delle mogli (solo nei matrimoni viene indicato di chi erano figlie e quindi il loro cognome), spesso mancano le paternità e le maternità, ed inoltre va aggiunto che i Bonomi di Sale, “di regola”, non si sono sposati con fanciulle abitanti a Sale, bensì con fanciulle di altri paesi, anche se poi si stabilivano a Sale, e questo comporta la mancanza nell’Archivio Parrocchiale di Sale o di Gussago dell’atto di matrimonio, che ovviamente si trova nell’archivio del paese di origine della sposa: ma se non si hanno indizi circa il paese di origine della sposa, non si sa neppure in quali archivi cercare. Si tratta di un circolo vizioso da cui non è facile uscirne, se non passando in rassegna gli archivi di tutti i Paesi vicini a Gussago, nella incerta speranza di trovare qualche atto di matrimonio che documenti le nozze di un Bonomi di Sale con una fanciulla del luogo.
Tuttavia non intendo rinunciare al tentativo di ricostruire i nuclei famigliari del padre e dei nonni di Andrea Bonomi, ben conoscendo il rischio che si potrebbero incontrare alcune possibili e/o inevitabili imprecisioni.
Nucleo Famigliare: Pietro Bonomi e Magdalena Franzone
(Genitori di Andrea e nonni paterni di Giovanni)
Abbiamo detto che Andrea era figlio di Pietro Bonomi da Sale (2.1) e di Magdalena Franzone (2.1m) fu Francesco: di Magdalena sappiamo che era di Gussago, dove era nata il 1/04/1716 (p. Faustino Lomino) e dove venne celebrato il matrimonio tra Pietro e Magdalena; infatti il 2/09/1741 Pietro Bonomi (nato a Sale il 27/03/1718, p. Andrea Bonomi) sposa Magdalena Franzone (fu Francesco e Pasqua Rescone) di Gussago; testi: Marco Antonio Cazzago, GioBatta Dolsino e Andrea Codenotto.
Maddalena muore a Sale il 17/12/1769 a 53 anni, già vedova di Pietro, che era morto abbastanza giovane a 31 anni, nel luglio 1749. Sappiamo anche dei figli che hanno avuto, (ricordiamoci che siamo sempre a Sale di Gussago, in contrada Santa Croce):
— Domenico 6/11/1742, padrino Domenico Bragnano, + il 18/11/1742
— Andrea 18/02/1744, padrino Giuseppe Scolari; sposerà Maria Casara e Marianna Farina
— Lucia 24/02/1746, padrino Pietro Garagni
— Francesco 3/05/1748, padrino Domenico Trebeschi di Pietro, + il 11/11/1748? È qs?
Quindi 3 maschi ed una femmina; tra i maschi l’unico giunto all’età adulta è Andrea, nato il 18/02/1844, che costituisce un altro anello importante della linea Bonomi, che conduce a noi.
Abbiamo detto che Pietro muore giovane ucciso sulla strada dopo una lite e vale la pena di riportare quanto si trova scritto all’ASB/Asc libro c.55.1: “la mattina di venerdì 20 luglio 1749 lungo una strada abbastanza larga si incrociano Pietro Bonomi e Giuseppe Abeni. Uno guidava un carro vuoto, l’altro conduceva un animale da soma carico. Pietro pretese che Abeni si fermasse, ma quest’ultimo affermò che “aveva già incontrato delle persone più cattive di lui”. Lo scontro finì lì e ognuno proseguì per la propria strada. La domenica seguente nel pomeriggio, l’Abeni in compagnia del cognato Andrea Inverardo si trovava vicino al cimitero di Sale di Gussago, quando Pietro Bonomi, dopo aver consegnato una somma di denaro all’Inverardo, chiese spiegazioni all’Abeni sul loro incontro precedente. Dopo la risposta (che non doveva essere carina), il Bonomi colpì l’Abeni con una bastonata, quest’ultimo rispose con una baionetta che raggiunse l’avversario al basso ventre, mentre un’altra ferita gliela inferse ai reni. Poco dopo Pietro Bonomi morì e il chirurgo, esaminato il cadavere, descrisse nel suo referto le ferite mortali rilevando inoltre contusioni al braccio e alla scapola sinistra dell’Abeni, senza comunque pericolo di vita.
I genitori di Maddalena Franzone erano Francesco e Pasqua Rescone che si erano sposati nella chiesa di Santa Maria Assunta di Gussago il 30/11/1715, con il prete Oliva; testi: Marco Antonio Zanotto eremita e Michele Casaro e Francesco Venturello.
I genitori di Francesco Franzone erano Andrea e Maddalena Venturella q Francesco; quelli di Pasqua Rescone erano Paolo e .?., Paolo Rescone era già morto quando Pasqua si sposa.
Ecco i figli di Francesco Franzone e di Pasqua Rescone, fratelli di Maddalena:
— Maddalena Franzone 1/04/1716, p. Fausto/ino Lumino; sposa il nostro PietronBonomi
— Santa Franzone 8/04/1719, p. curato Giovanni Francesco Andreoli
— Pietro Paolo Franzone 1/05/1721, p. Andrea Richiedei
— altri .?.
A Gussago ho trovato il matrimonio di Andrea e di Maddalena, genitori di Francesco Franzone e nonni di Maddalena: Andrea di Pietro Franzone sposa il 12/02/1681 Maddalena Venturelli figlia del q Francesco; testi: Pietro Trebeschi e Andrea Mombelli e Pietro Venturelli. Ecco i loro figli: di Andrea Franzone e Maddalena Venturelli, tutti nati a Gussago:
— GioBatta Franzone 9/12/1683, p. Camillo Sala
— Carlo Pietro Franzone 17/02/1687, p. Carlo Triggia di BS
— Maria Franzone 10/02/1689, p. Lorenzo Rossino
— Marta Franzone 13/08/1692, p. Marco Antonio Fogliata
— Pietro Franzone 6/03/1692, p. Lorenzo Andreoli
Nucleo Famigliare: Giuseppe Bonomi e Lucia Gandala
(Genitori di Pietro, nonni di Andrea e bisnonni paterni di Giovanni)
A sua volta Pietro Bonomi era figlio di Giuseppe (3.1) e Lucia (3.1m): anche qui sappiamo la data del loro matrimonio, il 16/01/1717 a Gussago perché Lucia era di Gussago: infatti il 16/01/1717 Giosefo[xvii] Bonomi da Sale (nato il 4/01/1684, p. Giovanni de Mallis) sposa a Gussago Lucia Gandala (nata a Gussago il 8/03/1689, figlia di Giovanni e Santa, p. Vincenzo Bernardello), testi: Marco Antonio Rovetta heremita, Carlo Frambosso e Vincenzo Bonomi. Dal loro matrimonio sono nati: (ricordiamoci che siamo sempre a Sale di Gussago, in contrada Santa Croce):
— Pietro 26/03/1718, padrino Andrea Bonomi; sposerà Magdalena Franzone
— Domenico 25/01/1720, padrino Bartolomeo Inverardi, +
— Domenico 25/02/1722, padrino Bernardo de Gandelis, + il 30/02/1722
— Domenico 16/02/1723, padrino Leonardo Salvi + il 17/01/1724
— Magdalena 10/11/1724, padrino GioBatta de Firmis
— Andrea 16/11/1727, p. Stefano Gandali, + il 19/06/1728
— Andrea 25/12/1731, padrino Pietro Trebeschi + il 26/01/1732
Giuseppe e Lucia hanno avuto cinque figli maschi ed una femmina; ma a noi interessa in modo particolare Pietro che sarà il padre di Andrea e poi il nonno di Giovanni …
Lucia muore il 4/06/1741 a 48 anni, Giuseppe muore a 60 anni il 26/06/1748.
Di questa Lucia Gandala sappiamo che era di Gussago e che era figlia di Giovanni e di Santa, di cui non ho trovato il matrimonio: cioè non ho trovato dove e quando si sono sposati; ho trovato però i loro figli, fratelli di Lucia, tutti nati a Gussago:
— Veronica Gandala 4/04/1685, p. Agostino Reccagno
— Maria Gandala 23/03/1687, p. Cristoforo Tomasini
— Lucia Gandala 8/03/1689, p. Vincenzo Bernardello
— Stefano Gandala 10/04/1692, p. Pietro Mengotto
Ma non ho trovato neppure dove e quando era nato il padre di Lucia, Giovanni Gandali, perché non risulta dai registri di Sale e neppure da quelli di Gussago …
Nucleo Famigliare: Pietro Bonomi e Magdalena Inverardi
(Genitori di Giuseppe, nonni di Pietro, bisnonni di Andrea e trisnonni paterni di Giovanni)
A sua volta Giuseppe Bonomi era figlio di un’altra coppia di coniugi: Pietro (4.1) e Magdalena Inverardi (4.1m), di cui conosciamo la data ed il luogo del matrimonio ed i figli che hanno messo al mondo; infatti Pietro Bonomi (nato a Sale il 26/04/1636, padrino Stefano Codenotti) figlio di Andrea e Lucia Codenotti (?), sposa a Sale il 28/05/1675 Maddalena Inverardi (11/04/1650, p. Pietro Marchina) di Domenico e Cecilia; testi: Batta Colosio fu Antonio e Pietro Inverardi fu Bernardo e Giulio Paletti di Pietro; celebrante don Domenico Vezzoli rettore di Santo Stefano di Sale.
Dal loro matrimonio sono nati i seguenti figli: (ricordiamoci che siamo sempre a Sale di Gussago, in contrada Santa Croce):
— Maria 15/08/1676, padrino Antonio Bianchi, + il 13/03/1677
— Andrea 21/07/1678, padrino Vincenzo Bonomi, + il 1/08/1679
— Andrea 24/05/1680, padrino Giacomo Gottardo
— Giuseppe 4/01/1684, padrino Giovanni Mallis; sposerà Lucia Gandala
— Domenico 21/02/1687, padrino Bernardino Bonomi, + il 13/07/1688
— Domenico 1/07/1689, padrino Gerolamo Bonomi + il 31/12/1713 a 24 anni
Come si vede, Pietro e Maddalena hanno avuto una sola figlia (morta a pochi mesi) e cinque figli maschi, di cui tre (un Andrea e un Domenico) morti in tenera età ed un altro Domenico morto a 24 anni.
Pietro muore a 73 anni il 1/02/1709, Maddalena muore a 78 anni il 20/02/1728.
— Maria Inverardi 26/03/1647, p. Paolo Pezzana
— Maddalena Inverardi 11/04/1650, p. Paolo Marchina
— Margherita Inverardi 25/05/1653, p. GioBatta Marchina
— Giovanni Inverardi 4/08/1658, p. Bartolomeo Mombelli
— altri? …]
Nucleo Famigliare: Andrea Bonomi e Lucia .?. (Codenotta)
(Genitori di Pietro, nonni di Giuseppe, bisnonni di Pietro, trisnonni di Andrea e bis-bisnonni paterni di Giovanni)
Dal Registro dello Stato delle Anime del 1660, risulta che a sua volta Pietro Bonomi era figlio di Andrea (5.1) e Lucia[xviii] (5.1m), che oltre a Pietro avevano altri figli, ma non conosciamo il cognome di Lucia (forse era una Codenotta), né i suoi genitori e neppure la sua data di nascita; non conosciamo neppure la data precisa del matrimonio dei suoi genitori, anche se dalla data di nascita del loro primo figlio (1636), presumibilmente si possono essere sposati nel 1634 o 1635. Inoltre questo Andrea Bonomi quando si è sposato verso il 1634 o 1635, avrebbe dovuto avere, solitamente, l’età di 20-25 anni, e quindi essere nato verso il 1610-1614: ma in questo periodo non ho trovato né a Sale né a Gussago un bambino Bonomi di nome Andrea, nonostante ci fossero diverse famiglie Bonomi! Vedremo… e allora da dove viene questo Andrea??? Altra considerazione: il primo figlio di questo Andrea viene chiamato Pietro: forse come il nome del padre di Andrea? E quindi Andrea è forse figlio di un Pietro Bonomi? O di un Vincenzo? O di uno Stefano? O di un Bonhomo? (nomi questi degli altri suoi figli) …
— Pietro 26/04/1636, padrino Stefano Codenotti; Pietro sposerà Magdalena Inverardi.
— Domenica 4/12/1638, padrino Batta Scolari
— Vincenzo 21/07/1642, padrino Claudio Sala
— Maria 23/09/1645, padrino Batta Colosino
— Stefano 4/02/1649, padrino Antonio Mingotti di Val Telina, ω il 28/11/1727 … (2/09/1729) (qs sposa una Elisabetta che muore a 44 anni il 16/01/1714 oppure una Barbara figlia di Giosefo Pezzana che muore il 15/08/1690)?
— Bonhomo 21/07/1652, padrino Vicenzo Reccagni
— altri … ?
Come si vede, Andrea e Lucia hanno avuto due figlie e quattro figli maschi…
Lucia muore il 1/07/1688, già vedova di Andrea, morto otto anni prima a 70 anni, il 1/08/1680, quindi Andrea doveva essere nato verso il 1610, anno più anno meno! Ma dove è nato? Visto che non si trova né a Sale né a Gussago??? Provare a Ronco o a …. Andrea Bonomi nato nel 1619
Esiste un registro dei battezzati di Sale che parte dal 1550. Dalla sua consultazione presso l’Archivio Vescovile di BS, ho potuto ricavare questi dati:
questo Andrea Bonhomi non esiste fra i nati e quindi i battezzati di Sale dal 1550 al 1620, ma non esiste neppure nei nati di Gussago ….! … ma nello stato delle anime del 1660-70 ….
Prima di terminare questo capitolo desidero riportare alcuni dati riguardanti i figli di e le figlie di Andrea Bonomi e i loro nuclei famigliari. Per esempio:
2/03/1783 Angelo Casari (di Antonio di Sale) & Angela Bonomi (di Andrea); teste: rev. Pietro Farina di Concesio
— Stefano il 12/04/1803
18/07/1790 Giacomo Andreoli (fu Lorenzo) & Petronilla Bonomi (di Andrea)
NB: nel 1795 un Alberti di Sulzano sposa una Maria Farina di Bortolo di Concesio!!! Anche la moglie di Andrea era figlia di Bortolo!!!
9/06/1795 Giuseppe Bonomi (fu Francesco fu Giuseppe fu Martino) & Eurosia Bonomi – Rosalia – (di Andrea)
— Francesco 11/05/1796, p. Benedetto Mombelli fu Mariano di Rodengo
— Giulia 14/08/1797, p. Pietro Bonomi, fratello della madre!
— Vincenzo 21/09/1801, p. Giuseppe Tomasino fu Faustino
— Andrea 1/03/1804, p. Stefano Zola
— Marianna 14/08/1807, p. Giovanni Gosio per la sig.ra Flaminia Foresti di Giorgio
— Rachele 16/11/1812, m. Maddalena Pedersoli di Lodrino Val Trompia (zia acquisita della neonata)
— Giovanni 29/04/1816, p. Giovita Rinaldini
9/02/1801 Mattia Rinaldini (fu Dco) & Edvige Bonomi (di Andrea)
— Domenico Rinaldini 1/08/1804
— Evaristo Cristoforo Antonio Rinaldini 15/07/1812
Pietro Bonomi (di Andrea e Marianna) & Antonia Manara :
— Maria Giuditta 8/09/1798, p. Pietro Beccalossi qm Lelio, di Gardone
— Primo 18/02/1800, p. Pietro Manara di Sulzano fratello della madre
— Annibale Secondo 20/12/1801, p. Antonio Tavolini di Sulzano
— Agamennone Terzio 3/10/1803, p. Pietro Picinelli di Cazzago (al Perosino?)
— … Antonia Manara muore in qs anni; e Pietro si risposa verso il 1806 circa …:
Pietro Bonomi (fu Andrea) di Gussago sp. a Sale 9/07/1806 Angiola Marchina di Vincenzo, di Sale; testi: Angiolo Richiedei e don Carlo Cherubini
— Achillea Antonia Seconda 6/05/1807, p. rev. Paolo Marchina zio della neonata (ricevuta l’acqua in casa del sig. Giovanni Cavagnola)
— Lucia 21/07/1811, p. sig. Paolo Richiedei
— Vincenzo Quinto 30/08/1813, p. Giovanni Pavia ab. a Fiumicello
Pietro muore a Gussago il 26/08/1814, ma quantunque parrocchiano di Gussago chiede di essere sepolto nel cimitero di Sale
Giovanni Bonomi (di Andrea e Marianna Farina) & Bartolomea Tanfoglio (di Fsco):
— Narciso Evaristo Bartolomeo, S. Vigilio 30/11/1802, p. Paolo Bernardelli di Lodrino
Giovanni Bonomi (di Andrea) e Bartolomea Tanfoglio (di Fsco) sp. a S. Vigilio il …1802:
— Narciso Evaristo Bartolomeo, α Gussago 30/11/1802, p. Bortolo Bernardelli di Lodrino
Nati a Sale:
— Maria Angelica 10/04/1807, p. Carlo Zini fu Pietro Paolo
— Eurosia 26/08/1811, p. rev. Alberto Gandocchi di Sale Marasino
— Lucia Regina 3/09/1813, p. Antonio Moretti di Bartolomeo (di Gardone …)
— Francesco Antonio 25/08/1817, p. Stefano Piazzoni
— Bartolomeo 11/04/1823, p. Bartolomeo Turriceni fu Giovanni di BS
— Teresa Girolama 1/07/1825, p. Evaristo Bonomi di Giovanni, falegname (fratello)
— Teresa 1/09/1815, p. Domenico Tanfoglio di BS, zio
30/12/1802 Maffeo Pedersoli (fu Dco) ved. Angela Calini di Lodovico & Maddalena Bonomi (di Andrea)
… Tommaso Robustelli (di …) & Caterina Bonomi (fu Andrea):
Tomaso Robustelli di Giovanni di Gussago sp. a Sale 24/03/1806 Caterina Bonomi (fu Andrea), di Sale; testi: Guglielmo Casarotti fu Fsco e Fsco Masetti fu Giovanni
— Giovanni Andrea Robustelli 23/03/1912
— Pietro 5/03/1815 Robustelli, p. don Bernardo Moretti di San Vigilio
— Pietro Robustelli 7/02/1818,
4/11/1824 o 14/12/1824 Evaristo Bonomi (di Giovanni e di Bartolomea Tanfoglio) & Angela Gussago (di Carlo e di Caterina Patelli) → 5/04/1791 Carlo Gussago (di Fsco) sp. Caterina Patelli (di Giovanni) Evaristo Bonomi (di Giovanni) & Angela Gussago, sp. a Gussago 13/12/1824 (e sta a Sale per qualche anno):
— Girolima Teresa 8/05/1826, p. Giovanni Bonomi fu Andrea (nonno)
—
5/02/1827 Giacomo Barucco (fu Pietro e Maddalena Reccagni) ved. fu Maria Colosini & Marianna Bonomi (di Giuseppe e Rosa EuRosia Bonomi):
— Pietro Barucco 15/03/1828,
— Angela Barucco 4/03/1830,
— Luigi Barucco 25/10/1832,
— Maria Barucco 27/10/1834,
18/11/1827 Andrea Bonomi (di Giuseppe e di EuRosia [Rosa] Bonomi) & Caterina Conti (di Antonio e di Caterina Bolpagni di Cellatica)
11/02/1833 Francesco Venturelli (fu Batta e Dca Pelizzari) & Antonia Bonomi (fu Pietro di Andrea e Angela Marchina)
— GioBatta Venturelli 10/02/1834, p. Primo Bonomi di Pietro
— GioBatta Venturelli 25/10/1835, p. Giuseppe Trebeschi
— Domenica Lucia Venturelli 29/08/1837, p. Pietro Ferlinghetti
23/07/1835 Pietro Zola (fu Giovanni e vivente Annunciata Reccagni) & Lucia Bonomi (fu Pietro e vivente Angela Marchina)
— Angela Petronilla Zola 13/04/1836, p. Vincenzo Bonomi, zio
— Giovanni 16/04/1838, p. Primo Bonomi di Pietro
17/09/1835 Angelo Tavolini Ome, di GioBatta e Claudia Zanni) & Rachele Bonomi (di Giuseppe e Rosa Eurosia Bonomi)
18/01/1837 Stefano Piossini (di Andrea e fu Maddalena Perotti) & Giulia Bonomi (di Giuseppe e fu Rosa Eurosia Bonomi):
— Luigi Piozzini 20/07/1838, p. Giuseppe Botticini
2/03/1840 Giovanni Grazioli (di GioBatta e Rosa Bartolomei), nato il 5/02/1815 a Ascoli, & Marianna Bonomi (fu Giuseppe e Rosa Eurosia Bonomi) ved. Giacomo Barucco, qui nata il 14/08/1807 — Marianna muore prima del 1844 e nel 1844 il marito rimasto vedovo si sposa
Famiglia Gussago
Carlo Gussago (fu Fsco) e Caterina Patella (di Giovanni), sp. a … il …
— Giacomo 27/10/1795, p. nob. Giulio Antonio Averoldi fu Vincenzo
— Marta 23/12/1797, p. Giovanni Losio o Gosio fu Bortolo
— Angela 26/07/1798,
— Francesco 29/10/1799,
— Giacomo 15/11/1800,
— Maria Marta 18/03/1801,
— Angela 6/07/1803, p. Giovanni Maria Codenotti
— Maddalena 10/12/1804, p. Giacomo Gusseni fu Giuseppe da Fiumicello
— Francesco 10/04/1806, p. Bortolo mariani di Cellatica
— Bortolo 6/10/1810, p. Carlo Gentilini ab. a Chiesa Nuova
— Giovanni e Teresa, gemelli, 9/08/1811, p. 1° Michele Bonomi fu Pietro; p. 2° Francesco Dolzanelli fu Lorenzo
— GioBatta 4/01/1815,
— Luigi 18/04/1816, p. Evaristo Pedersoli di San Lorenzo BS
2/06/1763 Andrea Bonomi (fu Pietro, da Sale) & Maria Casara: sposati a Gussago; (figlia di Angelo e Caterina, nata il 5/01/1745, p. Domenico Cressino); Testi: Pietro Andreoli e Giovanni Maria Cavagnola DIA (161)
NATI a Sale:
— Angela 11/08/1764, p. Giuseppe Ghidoni
— Maddalena 19/07/1766, p. Giuseppe Triolo fu Andrea
— Petronilla 27/03/1769, p. Giovanni Maria Scolari fu Giacomo
— Pietro 26/09/1771, p. Angelo Richiedei
— Pietro 7/06/1773, p. Giovanni Chinelli fu Giulio Cesare
— Eurosia 23/07/1775, p. rev. Stefano Marchina fu Giuseppe
NATI a Gussago:
— Edvige 15/09/1778, p. rev. don Fsco Palazzani – curato Giuseppe Mombelli (7289)
— Evaristo 27/10/1780, p. GioBatta Reccagni di Vincenzo – (7301)
— Giovanni 13/03/1784, p. nob. Giulio Antonio Averoldi, benefattore della nostra Comunità; nato alle 3 di notte; prete che lo ha battezzato: prevosto Andrea Andreolazzi o Andreolassi – DIA (…7319)
— Giovanna Caterina Metilde 5/07/1785, p. nob. rev. GioBatta Marinoni di Bagnolo
— Aquilina 5/05/1787, p. Domenico Caldera – nata alle ore 13; prete prevosto Andrea Andreolassi – (7336)
Giovanni Bonomi (di Andrea) e Bartolomea Tanfoglio (di Fsco) sp. a S. Vigilio il …1802: a San Vigilio: Giovanni Bonomi (di Andrea) & Bartolomea Tanfolio (di Francesco), sposati il 12/02/1802 a S. Vigilio; testi: non segnati!
— Bartolomeo 20/12/1822, padrino rev. Carlo Venturelli; ω a 25 a. sposato, il 26/12/1851
A Gussago
— Narciso Evaristo Bartolomeo, α Gussago 30/11/1802, p. Bortolo Bernardelli di Lodrino
Nati a Sale:
— Regina 10/03/1804, + due giorni dopo
— Maria Angelica 10/04/1807, p. Carlo Zini fu Pietro Paolo
— Caterina marzo 1808, ω il 13/10/1808 a 7 mesi
— Eurosia 26/08/1811, p. rev. Alberto Gandocchi di Sale Marasino
— Lucia Regina 3/09/1813, p. Antonio Moretti di Bartolomeo (di Gardone …)
— Teresa … ω 12/06/1817 a 1 anno
— Francesco Antonio 25/08/1817, p. Stefano Piazzoni
— bambina che muore appena nata il 4/09/1819
— bambina che muore appena nata il 16/12/1821
— Bartolomeo 11/04/1823, p. Bartolomeo Turriceni fu Giovanni di BS, ω a 14 mesi il 9/06/1824
— Teresa Girolama 1/07/1825, p. Evaristo Bonomi di Giovanni, falegname (fratello), ω due mesi dopo il 29/08/1825
Evaristo di Giovanni:
Evaristo Bonomi (di Giovanni e Bartolomea) & Angela Gussago, sp. a Gussago 13/12/1824 (e sta a Sale per qualche anno):
— Girolima Teresa 8/05/1826, p. Giovanni Bonomi fu Andrea (nonno)
A san Vigilio :
Evaristo Bonomi (di Giovanni) & Angela Gussago. Evaristo ω a 56 anni il 3/07/1859. Figli nati a S. Vigilio:
— Gerolima Teresa 8/05/1824, padrino il nonno paterno Giovanni
— Teresa Veronica 12/11/1827, padrino Carlo Pezzoni di Gussago
— Pietro Luigi 17/11/1829, padrino rev. don Giacomo Gussago
— Marina, Ospitaletto 28/10/1831; sposerà a S. Vigilio il 20/08/1855 Paolo Guerra (fu Andrea e Maria Ungheri), nato il 3/05/1831 in Paino, domiciliato a Carcina, fornaio; testi: Pietro Morandini e Francesco Fenotti
— Teresa 3/06/1834, padrino Antonio Cuneo di San Vigilio; sposerà a S. Vigilio il 29/06/1856 Pietro Tanghetti (fu Paolo e Agostina Bassi), nato il 17/12/1823, invalido militare; testi: Francesco Fenotti e Giuseppe Costanzi
— Giovanni 4/02/1839, padrino Angelo Trombetta di Cellatica; ω a 1 anno il 28/06/1840
— GioBatta 10/03/1841, padrino Giacomo Berardi di Ospitaletto; celibe, falegname, sposa il 27/07/1862 Angela Bertolio (di Michele e Anna Maria Doressi), nata il 6/03/1842; testi don Lorenzo Bonfadelli e Francesco Fenotti
— Beniamino 12/03/1844, padrino Mattia Crescini di Sale di Gussago; ω a 15 mesi il 24/06/1845
— Beniamino 5/07/1846, madrina Orsola Montini di S. Vigilio; ω a 33 a. all’Ospedale di BS il 28/06/1874
A San Vigilio:
Bortolo Resconi (di Giuseppe) & Angelica Bonomi (di Giovanni), sposati a S. Vigilio il 6/02/1827; testi: Carlo Treccani e Giacomo Scaroni:
— Maddalena Carolina 24/11/1827, padrino Giacomo Berardi di Ospitaletto, zio, marito di Maria Bonomi, sorella di Evaristo
— Luigi 16/07/1829, padrino Bortolo Loda di Sale di Gussago
A San Vigilio:
Giacomo Berardi & Maria Bonomi (di Giovanni):
— Maria Teresa 20/10/1829, padrino Agostino Cavagnola di BS
A San Vigilio:
Giacomo Antonio Gasperini & Lucia Regina Bonomi:
— Elisabetta Augusta 24/07/1837, padrino Augusto Rossa di San Vigilio; ω a 38 a., nubile il 26/04/1868
— …
— Pietro Flaminio 6/03/1842, padrino Faustino Bagossi di Colombaro; ω a 5 anni il 17/10/1847
— Luigia o Lucia 29/12/1843, padrino Luigi Gasparini di Chiari; ω a 3 mesi il 1/03/1844
— Luigia 7/08/1845, padrino Carlo Gasparini di S. Vigilio; ω a 13 anni il 25/03/1859
— Chiara Lelia 1/10/1847, padrino Pietro Farina di Concesio; ω a 22 a. il 26/04/1868, nubile
— Caterina Giulia 16/01/1851, madrina Teresa Turinelli di S. Vigilio; ω il 21/02/1851
— Pietro Flaminio 15/03/1852, padrino Giovanni Saleri di S. Vigilio; ω a 8 gg il 22/03/1852
— Santa Rachele 6/05/1854, madrina Elisabetta Augusta Gasparini di S. Vigilio; ω a 2 anni e mezzo il 17/11/1856
—
A San Vigilio:
Francesco Antonio Bonomi di Giovanni e fu Bartolomea Tanfoglio, nato a Sale di Gussago, domiciliato a Ospitaletto, sposa il 6/07/1840 a Ospitaletto Maria Teresa Salvi di Giovanni e Caterina Rosola, nata a S. Vigilio; testi: Francesco Salvi e GioBatta Svanini di Ospi – qs è il nostro avo che a ospi dà origine ai ns Bonomi
A San Vigilio:
Bartolomeo (di Giovanni e Bartolomea Tanfoglio) nato il 20/12/1827, domiciliato a Ospitaletto, falegname & Caterina Bagossi nata il 28/05/1826, sposati a S. Vigilio il 23/11/1850; testi: Giacomo Torrinelli e Francesco Fenotti. Bartolomeo ω a 25 a. il 26/12/1851.
— Evaristo 9/11/1851, padrino Andrea Mazzucchelli di Ospitaletto; calzolaio, sposa il 6/10/1873 Caterina Bassi di Agostino e Petronilla Borboni, nata il 2/06/1854; testi:
— …
A San Vigilio:
Giovanni Battista Bonomi (di Evaristo e Angela Gussago) & Angela Bertoglio:
— Teresa Giuseppa 9/10/1864, madrina Teresa Bonomi Tanghetti di BS***; sposerà il 15/05/1873 Giovanni Benedetto Lazzari di Giacomo e Caterina Volpagni o Bolpagni, nato il 21/03/1860
— Michele Beniamino …/1861; ω a 5 a. il 23/12/1866
— Evaristo Michele 25/07/1866, padrino Apollonio Zanetti o Zanotti di S. Vigilio
— Michele Evaristo 8/08/1869, padrino Giuseppe Lazzari, artista di qui
— Virginia Angela 17/05/1871, padrino Faustino Piccioli di qui; ω a 4 a. il 26/03/1875
— Virginia 12/05/1875, padrino Giovanni Reboldi fu Luigi
— Daniele Gregorio 11/03/1882, padrino Filippo Tanghetti
—
*** qs Teresa Bonomi (figlia di Evaristo di Giovanni e di Angela Gussago) aveva sposato Pietro Tanghetti dal quale aveva avuto una figlia: Maria Angela Tanghetti nata il 2/10/1857, dopo la morte del padre
Evaristo Bonomi (di Bortolo e Caterina Bagossi) & Caterina Bassi:
— Petronilla Leonide 16/09/1874, padrino Giuseppe Lazzari di qui; sposerà il 28/11/1902 Pietro Zanotti
— Bartolomeo 22/10/1877, padrino Luigi Zani di BS
— Daniele 27/08/1879, padrino Giacomo Nicolini di qui; ω a 2 a. il 5/06/1882
— Arturo Evaristo 13/06/1881, padrino Faustino Faita di qui; ω a 9 mesi il 10/03/1883
— Elisa 25/10/1883, padrino Antonio Togno di qui
— Caterina Lelia 20/07/1885, padrino Giuseppe Peli di qui
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[i] Giovanni: Teoforico di tradizione sia ebraica che cristiana, risale al nome personale ebraico ‘Yohanan’, costituito da’Yoh’, abbreviazione del nome di Dio Jahweh, e da ‘Hanan’ (avere misericordia). Significa quindi Dio ha avuto misericordia ed era imposto per ringraziare il Signore della nascita di u n figlio a lungo atteso, in un’ epoca in cui la mancanza di prole era vista con sospetto. Entrato in greco come Ioannes, passò nel latino ecclesiastico come Iohannes, per diventare poi in italiano Giovanni. Impossibile distinguere i casi in cui il nome Giovanni si riferisce a San Giovanni Battista, da quelli dei quali ci si riferisce a S. Giovanni Evangelista, essendo frequente la mancata esplicitazione del determinante nelle registrazioni anagrafiche. S. Giovanni Evangelista, autore di uno dei quattro Vangeli e dell’Apocalisse, fratello di S. Giacomo il maggiore, era nativo di Betsaida. Tra i primi apostoli fu il più caro a Gesù: a lui il Signore rivelò durante l’Ultima Cena il nome del traditore, a lui affidò la Madonna sua madre in punto di morte. Scomparso Gesù divenne insieme a Pietro una delle colonne della Chiesa e morì centenario ad Efeso. Secondo una antica tradizione, a Roma sotto Diocleziano fu gettato in una pentola piena di olio bollente, restando tuttavia illeso. Per questo risultò il Santo protettore dei lavoratori esposti ad ustioni ed invocato contro le scottature. E’ Patrono anche dei vignaioli. La sua festa è il 27 dicembre. E’ protettore anche dei librai, cartolai, legatori di libri e scrittori in genere, in quanto è stato spesso raffigurato mentre scrive l’Apocalisse con al fianco un’aquila, suo simbolo, al cui collo è sospeso un calamaio. Numerosi sono i santi con questo nome: S Giovanni Crisostomo (o bocca d’oro) dottore della Chiesa nel V secolo, così detto per la sua grande capacità oratoria (festa 13 settembre); S. Giovanni Climaco mistico ed eremita sul monte Sinai (VI-VII secolo) autore di un famoso testo ascetico La scala del Paradiso (festa 30 marzo), S. Giovanni Camillo il Buono, di Recco, vescovo di Milano nel VII secolo (festa il 10 gennaio), S. Giovanni Teristi monaco basiliano ritiratosi a S. Stilo in Calabria (24 giugno), S. Giovanni da parma per sei volte pellegrino in Terra santa, monaco di Gerusalemme, patrono della città natale (22 maggio), S. Giovanni Gualberto, fondatore dei Vallombrosiani, patrono dei forestali (12 luglio), S. Giovanni da Matera, eremita (25 giugno), S. Giovanni Bono agostiniano da Mantova (23 ottobre), il beato Giovanni da Parma generale dei Francescani (20 marzo), il caro amico di Bernardino da Siena, S. Giovanni da Capestrano in Abruzzo (1386-1456) legato papale in vari paesi (festa 23 ottobre), canonizzato nel XVIII secolo. Doveroso poi il riferimento a S. Giovanni Bosco (1815-1888), piemontese nato a Castelnuovo d’Asti, carismatico apostolo dei giovani, che fondò la congregazione dei Salesiani; fu santificato nel 1934, festa il 31 gennaio. A questo punto possiamo tralasciare tutti i Giovanni storici.
[ii] Andrea: nome di origine greca aner – andròs (uomo, guerriero); già presente in Palestina fu usato dai primi cristiani che facevano riferimento a S. Andrea apostolo fratello di Simone Pietro, nato a Bethsaida , seguace di Giovanni Battista, per ordine del governatore Egea fu martirizzato a Patrasso su una croce decussata , detta appunto Croce di S. Andrea. Prima del martirio continuò la sua attività apostolica predicando enlle regioni della Russia intorno al Margherita Nero, poi in Grecia. In vita il santo operò diverse guarigioni tar cui quella di S. Matteo: per tale ragione viene invocato come protettore contro molte infermità, in particolare torcicollo, gotta e diarrea. Le sue reliquie dapprima conservate a Bisanzio, furono poi trasferite in parte in Vaticano (capo), in parte ad Amalfi, città che lo venera quale santo patrono, come Pienza e Sarzana. Il nome Andreas ebbe fortuna sia in epoca romana che medievale il culto di S. Andrea deve essere stato molto sentito anche in Sardegna, dove ricorre la denominazione di ‘santandria’ per novembre, mese in cui si celebra la sua festa (30). Il santo è riconosciuto protettore della scozia (patrono di Edimburgo) e di diverse nazioni, tra cui Russia e Grecia, dove il nome è molto diffuso. Porta il nome del santo un lungo Poema anglosassone risalente al IX secolo. I santi più noti con questo nome sono: S. Andrea Corsini, vescovo di Fiesole dal 1362 al 1372 (festa 14 gennaio), e S. Andrea d’Avellino XIV secolo della congregazione dei Teatini (10 novembre). Quest’ultimo deceduto per apoplessia cerebrale mentre celebrava la messa, è invocato contro la morte improvvisa e le paralisi. Tra i personaggi storici ricordiamo: Andrea d’Ungheria che prese parte alla V Crociata, lo scultore Andrea Pisano, (sec. XIV), i pittori Andrea del Castagno e Andrea del Sarto (sec. XV), l’architetto veneto Andrea di Pietro della Gondola, detto il Palladio, l’ammiraglio genovese Andrea Doria, il poeta Andrea Chenier, vittima della rivoluzione francese, André Gide premio Nobel per la letteratura nel 1947.
[iii] Maria: la prima attestazione del nome si trova nell’Antico Testamento a proposito di Miryam, sorella di Mosè e di Aronne, ma la figura più importante è sicuramente la Vergine madre di Gesù. Il nome di Miryam proviene dall’Egitto dei Faraoni e quindi è probabile che la sua origine (come del resto anche quella di Mosè) è da ricercarsi nella lingua degli antichi Egizi. In essa troviamo il verbo Mrj (amare) e si può supporre che il nome equivalga ad amata, corrispondente a Mrit. Se invece il nome connotava la sorella di Mosè che si rivoltò contro l’autorità del fratello, sarebbe più corretto il collegamento con la radice Maràh (ribellarsi, essere ribelle). La forma più vicina diffusa nel mondo occidentale, Maryam, rappresenta l’esito aramaico acquisito dalla versione biblica dei Settanta, e quindi entrato nel greco neotestamentario dal quale passò al latino con ritrazione d’accento, Marìa. Durante il Medioevo il nome invece fu spesso interpretato come “stella del mare”, a sua volta all’origine del nome composto Maristella. Ma si tratta di una errata interpretazione della proposta di S. Girolamo, che tradusse Maryam come “goccia del mare”, facendo riferimento all’ebraico Margherita (goccia) e Yam (mare), cioè in latino” stilla maris”, poi divenuto erroneamente “stella maris”. Durante l’Alto medioevo Maria non ebbe larga diffusione, perché il culto della Vergine fu introdotto in Occidente solo dopo il Concilio Lateranense del 649 e si diffuse nella tarda età di mezzo per opera di Vari Santi, tra cui S, Anselmo d’Aosta, S. Antonio da Padova, San Bernardo di Chiaravalle, e S. Tommaso d’Aquino. Ricordiamo però l’esistenza di una antichissima raffigurazione di Maria esistente nel cimitero di Santa Priscilla a Roma, datata seconda metà del secondo secolo: la Vergine appare in cattedra con il Bambino tra le braccia. Altra immagine risalente al III secolo si conserva nel medesimo luogo. Si registra una vera e propria esplosione del nome nella seconda metà del 500 probabilmente secondaria alla decisione del Concilio di Trento (1563). Chi si chiama Maria festeggia l’onomastico l’8 settembre, in ricordo della natività della Beata Vergine, oppure il 12 dello stesso mese quando ricorre il Santissimo nome di Maria, festa istituita da Innocenzo XI in ricordo della grande vittoria ottenuta nel 1683 dai Cristiani sui Turchi che assediavano Vienna.
[iv] Angelo, Angela: voce del lessico comune di probabile provenienza assira, passò nel greco anghelos col valore di messaggero. Fu ripresa nell’Antico Testamento per tradurre l’ebraico malàk, donde Malachia, che valeva messaggero di Dio, significato mantenuto dal latino, angelus. Il nome non era molto utilizzato tra i primi cristiani, si venne diffondendo in conseguenza della devozione per gli angeli, predicata in particolare da S. Bernardo di Chiaravalle (sec. XII). Il epoca medievale ricorre spesso in Toscana, poi in Italia centrale e poi si diffonde in tutta Italia. Un punto di riferimento per l’onomastica è sicuramente l’angelo custode, al quale è affidato ogni bambino battezzato; un altro quello dei tre angeli più noti, ufficialmente riconosciuti nel Concilio di Roma del 745 e divulgati dall’iconografia: Gabriele, Michele e Raffaele. Dall’angelo che sarebbe apparso il giorno dopo la Pasqua del 1522, durante la battaglia della Bicocca, nasce a Milano l’espressione ‘lunedì dell’angelo’ o pasqua dell’angelo’ o giorni di S. Angelo. Il giorno dedicato all’angelo custode è invece il 2 ottobre. Col tempo il riferimento agiografico è ampliato attraverso santi e sante di tale nome, tra cui ricordiamo: S. Angelo di Licata, carmelitano, nel duecento predicatore in Sicilia, oggi patrono della su città, festeggiato il 5 maggio; il beato Angelo Carletti da Chivasso, francescano, autore della Summa angelica uno dei due libri che Martin Lutero considerò tanto pericolosi da dover essere bruciati nella piazza di Wittenberg (1520). Nunzio apostolico organizzò la difesa contro i Turchi che erano arrivati fino ad Otranto, riuscendo a respingerli. Morto a Cuneo nel 1495, è ivi sepolto; è patrono della città che gli diede i natali. La chiesa lo ricorda il 26 maggio, ma a Chivasso e a Cuneo viene festeggiato l’11 aprile, giorno della sua morte. Nel 2000 è stato beatificato anche il bergamasco Angelo Roncalli, Giovanni XXIII il grande vecchio papa che ringiovanì la chiesa, morto nel 1963. Al femminile il nome è diffuso da Angela da Foligno, la terziaria francescana che lasciò il bel mondo dopo aver visto in sogno S. Francesco. Per la profondità del suo misticismo fu chiamata ‘magistra theologorum’. Le sue visioni furono raccolte da Arnaldo da Foligno nel Memoriale. Morì nel 1309 e al si ricorda il 4 gennaio. La sua tomba si trova nella chiesa francescana di Foligno, accanto a quella della beata Angelina di Marsciano celebrata dalla chiesa il 14 luglio, entrata nel convento delle clarisse dopo la morte del marito, testimone delle sue conversazioni con l’angelo custode. Fondò poi il Terzo Ordine regolare femminile francescano. Morì nel 1435. Patrona di Desenzano città nella quale era nata è nel 1474 è S. Angela Merici, fondatrice delle Orsoline, festeggiata il 31 maggio . La chiesa orientale ricorda il 30 luglio Angelina di Serbia moglie di Stefano il Cieco, morta nel 1516. Il nome è molto diffuso in Italia ed è portato da molti personaggi illustri.
[v]Maddalena: etnico in origine, indicava la provenienza da Magdala, un villaggio della Palestina sulla riva del lago di Genezareth, oggi Migdal. Da lì proveniva quella Maria Maddalena che Gesù liberò da sette demoni, entrata nel gruppo delle pie donne che seguirono il Maestro nella sua predicazione. Presente alla crocefissione fu lei, cui Gesù apparve prima che ai discepoli, ad annunziare agli apostoli la Sua resurrezione. L’identificazione con la peccatrice che lava con le lacrime i piedi a Gesù è discussa. In ogni caso, è proprio alla figura di quella Maria proveniente da Magdala, quindi detta “la Maddalena”, che si deve la diffusione del nome per questo quasi esclusivamente femminile. Presente nel latino ecclesiastico come Magdalena, la tradizione che riguarda la vita di questa santa è discordante. Secondo alcuni sarebbe morta in Provenza, dove si era trasferita con Maria e Lazzaro in una località ora detta Les Saintes Maries de la Mer, rifugiandosi nella grotta del balsamo, dove avrebbe trascorso venti anni di penitenza; secondo altri, avrebbe invece trascorso gli ultimi anni a Efeso. Il culto in ogni caso si diffonde nel XII secolo, dopo il leggendario ritrovamento delle reliquie: la festa si celebra il 22 luglio. Possono aver contribuito alla diffusione del nome anche il culto per altre sante, tra cui Maria Maddalena de‘ Pazzi (1566-1607), appartenente alla nobile famiglia fiorentina e autrice di molte lettere ammonitorie al papa Sisto V e a vescovi e cardinali, tanto da essere paragonata a S. Caterina da Siena; viene festeggiata il 29 maggio. Ebbe natali altolocati anche Maddalena di Canossa (Verona, 1774-1835), che fondò la congregazione delle Figlie della Carità, attive nell’educazione delle giovani povere e abbandonate. Beatificata nel 1941, canonizzata nel 1988, viene festeggiata il 10 aprile.
[vi] Petronilla: non so quale parente possa richiamare; nome latino di età imperiale che deriverebbe da Petronius più il suffisso -illa che sarebbe stato dato a questa santa perché figlia di san Petronio.
[vii] Pietro: deriva dall’aramaico ‘kefa’ che significa pietra o roccia, poi passa nel greco Petròs e nel altino Petrus, è uno dei nomi più diffusi, frequente presso i primi cristiani, così come durante il medioevo quando in tutta l’Italia si colloca tra i più frequenti nomi religiosi insieme a Giovanni e Giacomo. È il nome del principale apostolo, S. Pietro martire insieme a S. Paolo a Roma, durante le persecuzioni di Nerone del 64-65 (è probabile che Pietro sia morta tre anni prima di Paolo, quindi nel 64). Il suo vero nome era Simone, figlio di Giona, che con il fratello Andrea praticava il mestiere di pescatore. Nel Vangelo di Matteo si legge che fu Gesù a cambiargli nome conferendogli il noto primato: “… tu sei Pietro e su questa pietra io edificherò la mia Chiesa … e ti darò le chiavi del Regno dei Cieli …”. È patrono dei pescatori, dei pescivendoli, nonché dei muratori, degli orologiai, dei portieri e degli uscieri. Numerose città straniere si onorano di averlo come patrono: Amburgo, Ginevra, Treviri, Westminster; in Italia: S. Pietro e S. Paolo proteggono le città di Roma, Portovenere (SP), Favria (TO), Tarvisio (UD), Ponte di Legno (BS), Tempio Pausania (SS). I due santi sono ricordati insieme il 29 giugno. Tra i santi e i beati che portano questo nome si ricordano: Pietro Nolasco, nato intorno al 1182, discendente da una stirpe cavalleresca originaria della Francia meridionale o della Spagna, che prese parte appena quindicenne ad una crociata contro gli Albigesi e che fu fondatore dell’Ordine della Mercede contro i Mori; Pietro Celestino (1215-1296), santo e papa, patrono di Isernia e dei rilegatori di libri, che visse l’esperienza eremitica nella zona della Maiella e sul Monte Morrone (Gran Sasso), la cui festa si celebra il19 maggio; S. Pietro da Verona (1205-1252) che subì il martirio dai Catari, che avversava in quanto eretici e che è il patrono dei calzolai, dei commercianti, in tessuti (la sua festa si celebra il 29 aprile); S. Pietro Claver (1580-1654), gesuita spagnolo che venne ordinato sacerdote in Colombia nel 1616, dove trascorse la sua vita di missionario impegnato nell’emancipazione dei popoli negri e degli schiavi (per questo è patrono delle Missioni Cattoliche), la cui festa si celebra il 9 settembre; S. Pietro d’Alcantara (1499-1562), asceta francescano spagnolo, che riformò l’Ordine dei francescani scalzi e visse una vita ascetica, cibandosi solo tre volte alla settimana, dormendo una o due ore al giorno ( è il patrono del Brasile, delle Guardie notturne ed è invocato contro le febbri maligne), e la cui festa si celebra il 19 ottobre; S. Pietro da Chavanon (1003-1080)fondatore dell’Abbazia agostiniana di Pèbrac, nell’Alvernia, che viene invocato contro la febbre e la cui festa si celebra l’11 settembre; Pietro di Lussemburgo(1363-1387) beato e cardinale, di nobile famiglia che inj breve tempo la carriera ecclesiastica, da vescovo di Metz a quattordici anni a cardinale di Avignone a sedici anni e che morì a soli 18 anni logorato dalle malattie (è invocato contro le malattie polmonari, la tubercolosi, e gli esaurimenti), la sua festa si celebra il 4 luglio; S. Pietro Gonzales Telmo (1190-1246) confessore e cappellano alla corte di Re Ferdinando di Castiglia, venerato dai marinai della Spagna e del Sud America, patrono di tutti i naviganti, invocato contro le tempeste marine, la cui festa si celebra il 14 aprile. Molti sono gli artisti e i personaggi storici che portano questo nome.
[viii] Annibale Secondo: nome abbastanza diffuso specie in Lombardia, riscoperto dopo il Rinascimento; il riferimento è dato dal grande condottiero cartaginese Annibale Barca che continuò l’opera del padre Amilcare nella lotta contro i Romani e portò la guerra in Italia. Sconfitto a Zama nel 202 a. C. da Scipione l’Africano, si suicidò in Bitinia per non cadere nelle mani dei nemici. I genitori evidentemente erano appassionati di storia classica.
[ix] Agamennone Terzio: Agamennone era lo spietato re di Argo e di Micene, il capo degli Achei nella guerra contro Troia (Iliade di Omero). Protagonista della omonima tragedia di Eschilo in cui si narra della sua morte, al ritorno in patria, per mano di Egisto amante della moglie Clitemnestra. L’etimologia del nome non è certa e il significato oscilla tra “colui che pensa molto” e “magnanimo”.
[x] Eurosia: di origine incerta, nonostante la presenza Eu- iniziale di impronta greca; continua il culto di S. Eurosia di Jaca, martire spagnola del VII secolo, uccisa da un Moro. Protegge le campagne inviando la pioggia. La si festeggia il 25 giugno. Questo nome lo ritroveremo in una nipote, figlia di Giovanni, il nostro Capostipite, la quale lo seguirà a Ospitaletto. Nella zona di Gussago si portò sempre grande devozione per Santa Eurosia. Invocata in Spagna e in molte contrade della Lombardia contro tempeste, folgori e tuoni o per ottenere abbondanza di pioggia dopo lunga siccità, comunque era considerata protettrice dei frutti della terra. Il culto di questa santa si diffuse senza dubbio per i rapporti politici fra Spagna e Lombardia nel XVI e XVII secolo; ma essendo il nome di Santa Eurosia legato a quello di San Filippo Neri, il suo culto nel bresciano fu portato dai Padri Filippini, i Padri della Pace che hanno ancora sede a BS e che avevano proprietà e contatti nella zona di Gussago. (Secondo la tradizione popolare Eurosia, era una giovanetta di nobile famiglia di Jaca, in Spagna, uccisa da un moro nell’anno 714; un angelo avvertì un pastore della sua morte). Nella zona di Gussago era festeggiata il giorno dopo il Nome di Maria (….). La santa è raffigurata con San Luigi in una tela dell’Inganni conservata nella Chiesa Parrocchiale di Ronco.
[xi] Edvige: di origine germanica, composto da ‘hatu’ (battaglia) e ‘wiga’ (combattimento) dà luogo a una tautologia interpretativa. Nelle lingue germaniche è attestato fin dal X secolo, ma è sconosciuto nel medioevo italiano; per la sua diffusione sul nostro territorio bisogna attendere il Rinascimento. La vicenda storico leggendaria celebra il senso nazionale che ha portato alla lega dei cantoni svizzeri per rivendicare la propria libertà di fronte ai dominatori austriaci. Edvige è la moglie di Guglielmo Tell, l’eroe che difende il suo popolo, noto soprattutto per la sua abilità nel tiro con l’arco, provata a rischio della vita del figlio. Il nome fu portato da una delle figlie di Ugo Capeto e da una duchessa di Slesia, figlia di Bertoldo di Carinzia, che alla morte del marito e del figlio si ritirò in un monastero. Morta nel 1243, si ricorda in tre date diverse: 15,16 e 17 ottobre. I Polacchi celebrano come eroina nazionale Edvige (1382-1386), figlia di Lodovico d’Angiò, fondatrice dell’Università di Cracovia.
[xii] Evaristo: di origine greca (eu ‘bene’ e ‘àristos’ nobile) fu portato anche da uno dei primi Papi, quell’Evaristo I nato a Betlemme e martire sotto Traiano. È festeggiato il 26 ottobre. Tra i personaggi noti si ricorda Evaristo Baschenis pittore bergamasco specializzato in nature morte in composizione con strumenti musicali (sec. XVII).
[xiii] Marianna: all’origine composto da Maria e Anna, assunse poi in forma sincopata autonomia onomastica. La storia che talora ispira la letteratura conserva la memoria di Marianna di Leyva (1575- 1650), la nobildonna milanese nota come la Signora di Monza, monaca col nome di Suor Virginia che ispirò a Manzoni il personaggio di Gertrude nei Promessi Sposi. L’onomastico si festeggia in diverse date: il 17 febbraio si ricorda Santa Marianna martire in Licaonia durante il I sec; il 17 aprile la Beata Marianna di Gesù, nata a Madrid nel 1565; il 26 maggio Santa Marianna de Paredes y Flores, terziaria francescana nata in Equador, noto come il giglio di Quito, sacrificatasi per i suoi concittadini durante il terremoto del 1645.
[xiv] Caterina: di tradizione antichissima risale alla voce bizantina Hekaterine, dalla duplice derivazione: alla dea degli inferi Hecate ma anche ad Hekatos, il saettatore, caratteristico epiteto di Febo Apollo, con riferimento al dio del sole. Passando dall’oriente all’occidente il nome fu latinizzato in Catharina, per incrocio con il greco Katharos puro, e sostenuto dal culto per S. Caterina d’Alessandria, la leggendaria martire egiziana del quarto secolo per la quale Giustiniano fece innalzare nell’ottavo secolo il celebre monastero sul Monte Sinai, meta obbligata dei pellegrinaggi medioevali. Di stirpe regale e di rara dottrina, nonostante la giovane età Caterina incitò i Cristiani alla resistenza e seppe confondere io filosofi chiamati a giudicarla, convertendoli. Fatta imprigionare dall’imperatore Massimino Daia (o Massenzio), fu nutrita da una colomba e salvata per intercessione divina dal terribile supplizio della ruota, un ordigno formato da quattro ruote con chiodi e seghe che miracolosamente toccando il corpo della santa, si ruppe facendo strage di soldati pagani. Quando infine Caterina trovò la morte per decapitazione, dal collo reciso sgorgò latte anziché sangue ed angeli in volo trasportarono il suo corpo sul Monte Sinai, deponendolo nel Sepolcro da cui sarebbero stillati latte e olio dalle miracolose proprietà guaritrici. Raffigurata nel corso dei secoli con i simboli della regalità (la corona), della saggezza (il libro) e del martirio (la spada e la ruota), è festeggiata l 25 novembre giorno in cui in molte parti d’Italia grandi fuochi si accendono in memoria del rogo nel quale furono gettati i filosofi convertiti dalla Santa. Invocata da studenti, prigionieri ed artigiani costruttori di ruote, S. Caterina è protettrice della gioventù e patrona dell’Università di Parigi, ed è patrona anche delle sarte Diffusosi in Europa al tempo delle Crociate, il nome fu successivamente rilanciato da un’altra famosa santa, la mistica Caterina Benincasa da Siena (1347- 1380), festeggiata il 29 aprile, patrona d’Italia insieme a S. Francesco d’Assisi dal 1939. Entrata a 16 anni nel Terzo Ordine delle Mantellate di S. Domenico, Caterina operò non solo in campo religioso, avviando quella riforma dell’ordine che sarà portata a termine dal Beato Raimondo da Capua, ma anche in campo politico nel tentativo di riportare il Papa da Avignone a Roma, come di fatto avvenne nel 1377 e poi nel tentativo di risanare lo scisma d’occidente , venutosi a creare alla morte di Gregorio XI. Numerose sante e beate contribuirono alla diffusione del nome, come S. Caterina da Bologna (1413-1463) le cui profezie e le cui visioni unite al prodigio del corpo tuttora incorrotto, suscitarono l’immediata devozione cittadina (9 marzo); S. Caterina Fieschi (1447_1510), patrona di Genova dal 1648 (festa il 22 maggio), la Beata Caterina da Racconigi (1486-1547), in provincia di Cuneo, che fu terziaria domenicana, godette di visioni e fece profezie a causa delle quali finì con l’inimicarsi persino i superiori. A lei nel giorno della sua morte (4 settembre), la cittadina cuneese dedica ogni anno solenni cerimonie. Alla vita secolare appartenne invece Caterina Cornaro (1454-1510), ultima regina di Cipro, costretta dalle pressioni della Repubblica Veneta a ritirarsi nel dorato esilio di Asolo, trasformato in splendida corte frequentata da artisti e letterati, dove Pietro Bembo ambientò non a caso i suoi famosi Asolani (1505). Portarono questo nome anche tre mogli di Enrico Ottavo, delle quali soltanto l’ultima, Caterina Parr (1512-1548), sopravvisse al marito, mentre Caterina d’Aragona (1485-1536), alla quale Erasmo dedicò un trattato sul matrimonio, finì i suoi giorni relegata in un castello, e Caterina Howard 1522-1542), condannata a morte per adulterio fu decapitata nella torre di Londra. Ricorderemo infine Caterina de’ Medici (1519-1589), regina di Francia artefice del massacro dei Calvinisti nella tragica notte di S. Bartolomeo (23-24 agosto 1572) e le zarine russe Caterina I (1684-1727), sposata da Pietro il Grande nonostante le umili origini contadine, e Caterina II la Grande (1729-1796) la cui opera riformatrice riportò la Russia tra le potenze europee.
[xv] Matilde o Metilde: di origine germanica è composto da mathi (forza, potenza) e hildjo (battaglia, combattimento). Compare con notevole frequenza in Italia centrale a partire dal 968 come Matilda. Tale diffusione è da collegarsi con la figura di Matilde di Canossa (1046-1115), marchesa di Toscana, figlia di Bonifacio I e di Beatrice di Lorena. Appoggiò papa Gregorio VII nella lotta delle investiture contro l’imperatore Enrico IV, che scomunicato dovette recarsi penitente presso il catello di Canossa, presso Reggio Emilia, dove il papa era ospite della marchesa. Il nome è sostenuto anche dal culto di alcune sante, tra cui due regine. La prima moglie di Enrico I l’Uccellatore e madre di Ottone I, tormentata dalle controversie dei figli, alla morte del marito si ritirò nel monastero di Quedlinburg, da lei stessa fondato, morendovi in fama di santità. Il suo culto è molto vivo in Germania, soprattutto a Monaco, Fulda e Paderbon. L’iconografia la rappresenta con la corona in testa e una borsa di denari in mano, simboli della sua identità regale e della sua attività in favore dei poveri e degli ammalati; festa il 14 marzo. La seconda, figlia di Malcolm I di Scozia, sposò Enrico I d’Inghilterra. Fondò a Londra due chiese e un ospedale in cui si curavano malati e lebbrosi. È sepolta nell’Abbazia di Westminster; festa il 30 aprile. Di nobile famiglia, imparentata con l’imperatore, era invece Matilde di Hackerborn, nata nel 1241, monaca benedettina autrice di quel ‘Libro della grazia speciale’ che Boccaccio cita come Lode della dama Matilde. Antecedenti così illustri hanno contribuito a diffondere un’aura aristocratica intorno al nome.
[xvi] Aquilina: non infrequente in passato, oggi in disuso. Deriva dal latino Aquilinus, tipico di liberti e schiavi. In Lombardia è venerato S. Aquilino da Wurzburg, martirizzato nel 1015 a Milano per mano di un gruppo di Catari. Alcuni facchini trovarono il suo corpo e da allora il santo viene considerato il protettore di questa categoria nel giorno della sua festa che cade il 29 gennaio, i facchini portavano solennemente un otre di olio per la lampada del suo sepolcro, nella basilica di S. Lorenzo. Esistono anche sante Quilina: Santa Aquilina vergine e martire a Byblos in Fenicia (13 giugno) S. Aquilina martire in Licia (24 luglio).
[xvii] Giuseppe: di matrice religiosa e cristiana, l’origine del nome è biblica, proprio dal personale ebraico Yoseph, che nell’Antico Testamento fu portato dal figlio prediletto di Giacobbe e di Rachele, venduto per gelosia dai fratelli e condotto in Egitto dove seppe conquistare la stima del faraone interpretando un sogno a tutti oscuro. Divenuto ministro perdonò i fratelli aiutandoli a superare la terribile carestia che aveva colpito il paese. Nella Genesi è avanzata un’interpretazione etimologica del nome, accettata anche dagli studiosi: Yoseph risale cioè al verbo ‘Yasaf’ (aggiungere) e Giuseppe sarebbe equivalente a “che Dio aggiunga (un altro figlio alla nostra famiglia)”. Entrò nel greco come Ioseph e poi come Iosefos; tutte furono accolte dal latino che sviluppò sia la forma Ioseph e poi Iosephus ed infine la forma popolare Ioseppus, da cui Giuseppe. In Italia ricorre a partire dal IX secolo: il motivo di questa tardiva acquisizione è di ordine religioso; la diffusione del nome è legata alla figura di S. Giuseppe sposo di Maria e non a quella del patriarca biblico. Il suo culto decisamente tardivo da noi (in Oriente è documentato dal IV secolo), trovò notevole incremento nel XIII secolo attraverso gli scritti di San Tommaso d’Aquino e raggiunse proporzioni tali da spingere papa Pio IX a proclamare Giuseppe patrono della Chiesa universale (1870), fissandone la festa il 19 marzo. Dal 1955 è venerato anche il primo maggio come patrono di operai e artigiani. S. Giuseppe è patrono di molte città (Napoli, Palermo, Frascati) e di nazioni (Canada e Perù). Numerosi anche i santi che portarono questo nome: S. Giuseppe d’Arimatea che seppellì Gesù e raccolse parte del sangue divino nella coppa dell’ultima cena, il celebre Graal (festa 17 marzo); S. Giuseppe da Copertino (LE), predicatore francescano del XVII secolo, dotato di un singolare dono, la levitazione, che gli valse l’appellativo di “santo dei voli”, ma gli procurò anche esami e processi e per questo è invocato come protettore degli studenti ed esaminandi (festa 18 settembre). In Piemonte agirono poi due santi molto amati: S. Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786-1842) nativo di Bra, trovò nella tragica morte di una giovane donna malata di tubercolosi, alla quale tutti avevano rifiutato assistenza, la forza per fondare la “Piccola Casa della Divina Provvidenza”, ricovero per malati a tutti noto come “ il Cottolengo”. Spentosi a Chieri (TO) nel 1842, fu proclamato santo da Pio XI nel 1034. È festeggiato il 30 aprile. Poi anche S. Giuseppe Cafasso (1811-1860) nativo di Castelnuovo d’Asti fu confessore e formatore di Giovani sacerdoti (suo allievo fu anche don Bosco). Il popolo di Torino lo chiamava “il prete della forca” per l’assistenza che il santo prestava ai carcerati e ai condannati a morte. Santificato nel 1947 (festa il 23 giugno), l’anno successivo fu nominato patrono delle carceri e la sua effige ricorre infatti costantemente nelle cappelle degli istituti detentivi. Tantissimi i personaggi storici, poetici e letterari che portano questo nome.
[xviii] Lucia: in origine è la forma femminile del latino Lucius, donde Lucio, si diffonde con l’accentazione greca propria di Loukìa, probabilmente in quanto agionimo sostenuto dal culto di S, Lucia di Siracusa, martire proveniente da zona grecofona, lei stessa probabilmente di lingua greca, come fa supporre il nome della madre, Eutychìa. Di illustre e facoltosa famiglia siracusana, in seguito ad un voto fatto a S. Agata invocando al guarigione della madre ammalata, rifiutò il matrimonio, per questo il fidanzato pagano respinto la denunciò alle autorità. Il martirio da lei subito sotto Diocleziano è diversamente indicato dalla tradizione, secondo alcuni le sarebbe stata infitta una spada nella gola (da qui l’origine della sua protezione per i sofferenti di mal di gola e la raffigurazione iconografica più antica che la rende col pugnale conficcato), secondo altri le sarebbero stati strappati gli occhi (di lì l’origine della sua protezione estesa alla vista, ai ciechi, agli ottici e la raffigurazione iconografica tarda, sec. XIV, caratterizzata dal vassoio contenente i bulbi oculari). E’ probabile però che quest’ultima versione sia una creazione popolare, conseguente al collegamento con lux e lucere alla base del nome. La sua festa è stabilita il 13 dicembre, giorno in cui fino alla riforma gregoriana del 1582 cadeva il solstizio d’inverno, come ricorda il proverbio “Santa Lucia il giorno più corto che ci sia” , risalente alla metà del sec. XIV e ancora vivo in molti dialetti. Nelle culture del Nord Europa, S. Lucia è molto venerata e come S. Nicola, porta ai bambini dolciumi e biscotti. In particolare in Svezia è abitudine chiamare col nome di Lucia la prima figlia: secondo un a leggenda locale la Santa sarebbe apparsa durante una carestia portando cibo e bevande e promettendo la fine della carestia per il giorno di Natale. La tradizione dei doni è viva anche nel nord Italia. Anche sulle sue reliquie esistono versioni contrastanti. Secondo alcuni sarebbero state portate a Corfino, in Abruzzo, e di lì poi trasferite a Metz nel 1969; secondo altri sarebbero state traslate a Costantinopoli e poi a Venezia, prima nella Chiesa di S, Giorgio, e poi in quella a lei stessa intitolata. Patrona della città di Siracusa, viene festeggiata in tutta la Sicilia con sagre e processioni. Il nome risulta ampiamente diffuso in Italia.