28 marzo 1661
Testamento di Millino Millini
Nel nome di Dio l’anno millesimo seicentesimo sexagesimo primo indittione romana decima quarta il 28 marzo in Brescia. Io Mellino Mellini fgl del qm sig. Attilio per la Iddio gratia sano di mente, tutto che da varie indispositioni di corpo gravato, volendo conforme al consiglio et buon uso de prudenti disponer ad honor di Dio et a beneficio della mia salute, di quelle sostanze dalla divina mano benignamente ho ricevute per non differir in altro tempo hora ho vuluto come di presente voglio disponere et de facto dispongo di quelle in ogni miglior modo che puosso et devo con questo ultimo mio testamento, o come si chiama in scritti, e chiuso nella pia autentica forma solita servarsi in tali ultime disposizioni me ordinate e sottoscritte ancor che de mano di altri di mio espresso ordine fatto scrivere; ordino dunque et dispongo in tutto come segue
Primo dunque raccomando l’anima mia al Signore Iddio a cui prottesto di voler morire da vero christiano et figliolo obediente di s.ta Chiesa credendo fermamente tutto ciò ch’ella mi propone da credersi, pregando il Signore Iddio che per sua bontà et misericordiosi degni perdonarmi tutti li miei peccati: invocando perciò tutti li Santi et particolarmente la Beatissima Vergine Maria s.to Antonio da Padova e s.ta Filippo Neri miei spettabili protettori et avocati tutti sopplicando che mi assistano nel punto della mia morte acciò faccia passaggio felice da questa alla altra vita.
Item ordino che il mio corpo sia sepolto nella nostra sepoltura che abbiamo nella Chiesa di San Domenico con quell’esseguire che parerà all’infrascritte mie xxxxx (usuarie) ecc
Item ordino et voglio che subito doppo la mia morte dalle mie infrascritte Usuarie siano fatte celebrare per l’anima mia messe duecento privilegiate et altre messe mille da requiem secondo la mia intentione con quella maggior prestezza che sarà possibile et celebrate in maggior numero dai R.R.P.P. Capucini con elemosina condecente.
Item ordino et per ragion di legato a tutta la servitù che si troverà in casa mia al tempo di mia morte quella recognitione oltre il loro salario che parerà et piacerà all’infrascritte mie usuarie ecc
Item lascio per raggion di legato che tutta la biava de minuti o in poca quantità in tal caso voglio sia effeudato tal lasso di tutti li minuti che saranno raccolti subito l’anno prossimo venturo doppo la morte et questo in rimedio dell’anima mia.
Item lascio et costituisco una messa perpetua et quotidiana manuale e mera laicale nella terra di Chiare con l’obbligo d’applicatione del sacrosanto sacrificio d’essermi celebrata subito la mia morte da un sacerdote di buona vita e morigerati costumi l’elettione di qual sacerdote si doverà sempre fare della spett.le Comunità di detta terra seu del Conseglio d’essa, al luogo però ove si doverà celebrare sarà detto detto delli miei heredi infrascritti in una delle Chiese di detta terra o suo teritorio con espressa dichiarazione che in caso che il sacerdote eletto tramasse della buona vita e costumi religiosi o in qual si voglia altra maniera fosse, o vivesse scandaloso la suddetta Comunità seu Conseglio possa et debba subito rimuoverlo et elegere un altro in suo luogo con le suddette buone qualità e condizioni; inoltre espressamente proibisco al sacerdote che sarà eletto il poter ricever sotto qualsivoglia pretesto o titolo come di mortuori offitii ne d’altro altra elemosina o stipendio ma dovera celebrare et applicar cotidiamamente sacrificio della messa in rimedio dell’anima mia et di tutti li miei defonti et secondo la mia intentione. Quindi è che la manutantione e la perpetuità di detta messa così da me lasciata costituisco gli onorarii seu stipendio al sacerdote che celebrerà la sudetta messa lire treicento planet annue da essergli datte dalli miei heredi et successori soi che per tempora saranno nel termine, modo, et forma che parerà più aggiustato e più conveniente alla detta spett.le Comunità di Chiare.
Al qual effetto obligo nominatamente essa (Etsi) spetie la mia possessione situata nel territorio suddetto a San Gervasio chiamata la Colombara, e se in caso fosse ritardato il suddetto honorario seu stipendio contro la volontà del eletto sacerdote voglio che la Comunità sudddetta possa di propria autorità apprendere il possesso della medesima mia possessione et quello tenere sin che sarà compitamente sodisfatto il sacerdotte et assicurato nella venire della pontuale esecuzione del suo dovuto honorario. Di più dichiaro che conosendo detta Comunità che il sopraddetto stipendio delle lire tricento in alcun tempo non fusse suffitiente per il mantenimento del sacerdotte eletto, possa accreserlo et anco diminuirlo secondo l’occorrenza de tempi perché è mia espressa volontà che ogni giorno sia celebrata la suddetta messa et in caso che il sacerdotte non potesse o non volesse celebrar in alcun giorno la predetta messa voglio che sia tenuto et obligato far celebrare per altri anco in tempi che fusse infermo e non celebrando o per se o per altri resti privo in fuoro consiente di quel honorario che sarà corrispondnete al mancamento delle messe perché è intentione mia espressa è che sia celebrata ogni giorno nel modo suddetto.
Item lascio usuarie d’ogni mio avere di qualunque sorte si sia la sig.ra Giulia mia direttissima consorte et la sig.ra Lucia mia sorella hora commorante in casa mia vivendo però caste et senza marito liberandole dal obligo di9 far inventario ne dal rendere conto di veruna administrationene che possino essere da chi si sia turbate de iure nel defautto et quelli che ardissero molestarle o per qualsivoglia via inquietarle restino privi ipso iure et ipso factod’ogni e qualunque benefitio o comodo che potessero mai ricevere da questo mio testamento con obligo però d’alimentare l’infrascritto Bonaventura per in sino venirà il caso della sua essecutione della mai facoltà alla quale voglio che succeda nella forma che dirò qui a basso ma quando anco non dovesse haver luogo la di lui successione voglio in tutti i modi sia alimentato dalle medesime mie usuarie o da miei figlioli in caso che io si avessi ipsiusta però il suo stato e conditione vivendo da buon cristiano et da homo da bene con la dependenza et ubideinza delle suddette ususarie. Qual carico d’alimentare detto Bonaventura voglio che cessi nel mentre egli haverà altro modo di sostentarsi ma per maggior dichiarazione di questo legato fatto alla sig.ra Giulia mia moglie et sig.ra Livia mia sorella intendo et voglio che habbino l’uso solamente nel usufrutto di tutti li miei beni per quel solo et riguarda il loro condecente stato e conditione e secondo il conveniente bisogno; dandogli però facoltà et libertà di poter far elemosine a poveri et far celebrar messe per nostri defonti secondo che parerà alle loro virtù prudenza et discrezione o frutti intendo et voglio che resti a benefitio della heredità et a uso successivamente dell’infrascritti mieri heredi alle quali sig.re mie usuarie impongo per patto espresso che volendo quelle goder il benefitio di questo lasso (lascita) non possino in tanto adimandare ne estraere le loro dotti nel usufrutto di quelle ma il tutto resti unito et incorporato in detti miei beni. Con patto in oltre che la suddetta sig.ra Lucia mia sorella non possa in alcun tempo pretendere o dimandare o disponere di più della summa della sua dotte assignatagli dal sig. Francesco mio fratello al tempo del suo matrimonio et delli bucati cento bresciani lassategli dalla qm sig.ra Teodora di lei et di me cognata.
In caso però che detta mia sorella non potesse o non volesse stare insieme con la sig.ra Giulia mia moglie gli lassio computato anco l’usufrutto si della syua dotte come del legato scudi cento all’anno sin che viverà con l’habitatione in casa mia con la portione della mobiglia.
Item lascio alle sigg.re Caterina et Augenia altre mie sorelle già maritate et dotate lire mille planet per cadauna per una sola volta per tutto quello che mai potessero pretendere o dimandare nelli miei beni da essergli datte d’anni quattro incominciando dal dì della mia morte pagando a cadauna lire cinquecento planet per voltane intendo che intanto gli corra sopra interesse alcuno.
Item lascio alla sig.ra Aureglia altra mia sorella nubile in caso si volesse maritare et non in altra forma lire dodici milla planet oltre la sua moniglia che si ritrovava haver pur che non ecceda la summa di lire mille planet compresi anco li legati sin hora fattegli; la qual dotte assegno et costituisco tanto per li beni paterni quanto materni in modo che non possa dimandare ne pretendere nelli miei beni veruna altra cosa sotto qualsivoglia immaginabil pretesto ma che di quelle in tutto et per tutto resti facita et contenta. Il pagamento della qual dotte si doverà dare in questo modo sive (cioè) lire quattro milla al tempo del suo matrimonio et il resto d’essa a lire seicento all’anno et sino che sarà interamente pagata, ma se in caso non si volesse maritare ma restare in casa in stato celibe voglio che possa vivere nel modo et forma che ho disposto delle mie sopradette usuarieet con esse ugualmente trattata et con le medesime condizioni et particolarmente che non puossa disponere se non nel modo detto della sig.ra Livia, cioè di lire trei milla settecento et cinquanta et de bucati cento brescianilasciatigli dalla qm sig.ra Teodora, salvo ecc.
Salvi li soprascritti legati nel resto di tutti li altri miei beni si stabili come mobili, livelli, censi, raggioni, crediti di qualunque sorte si siano in caso che il Signore si degnasse concedermi figliuoli non havendone io alcuno di presente quelli vuoglio che siano nomino et instituisco miei heredi universali equalmente et con eguali portioni. Et nascendo suolo figliuole quelle vuoglio che siano dottate secondo l’arbitiro et prudenza de signori infrascritti miei commissari.
Et vuolendosi queste monacare ordino che sia loro costituita solamente quella summa di dote che è solita darsi a chi entra in religione et non altrimenti. In caso puoi che li detti miei figliuoli (nascendo) morissero in pupillare età o sopra la pubertà senza figliuoli maschi in tal caso nomino et costituisco la spett.le Comunità di Chiare in tutti li miei beniche saranno al tempo di mia morte sopra il territorio d’essa con li carichi et condizioni infrascritte. Et perché è mia volontà espressa che le cose situate in detta terra servino per albergo o vero hospitale alli poveri infermi et bisognosi della suddetta Comunità tali dichiarati da essa perciò a tal effetto assegno in perpetuo et in infinito tutte le intrate seu usufrutti delli suddetti miei beni da quali però di doverà prima cavare et extrahere le lire trecento planet per la manutenzione della messa di sopra da me lasciata et ordinata. Il qual caso venendo et effettuandosi vuoglio che in dette miei cose sia fabbricata una capelletta col suo altare nel quale il sacerdote che sarà eletto ut supra celebri il il sacrosanto sacrificio della messa per commodità et beneficio dell’infermiet ivi si si ritrovaranno continuando ivi sempre il carico di detta messa nel modo et forma come di sopra ho disposto. Dichiaro però et vuoglioche venendo il caso ut supra disposto che questa nominatione seu sostitutione fatta nella spett.le Comunità habbia ad haver il suo effeto solamente doppo che saranno pagate le doti delle mie figliuole in caso nascessero volendosi mariatre e monacarsi overo restando in stato celibe in casa mia doppo la loro morte.
Ma se in caso non piacesse a Dio (il che sia sempre fatto il suo santo volere) concedermi figliuoli né figliuole in tal caso instituisco nomino et vuoglio sia mio herede universale di tutti li miei beni di qualunque sorte si siano Bonaventura (così chiamato nel Sacro Fonte) figliuolo del qm sig. Francesco mio fratello overo li suoi figliuoli maschi et li figliuolo de figliuoli maschi et descendenti da essi sempre maschi et escluse sempre le femine perché è mia intentione et volontà espressa che detti miei beni restino sottoposti a perpetuo fidei commissio più stretto che immaginare si possa a pro et beneficio della linea masculina de figliuolo et descendenti di detto Bonaventura usque ad infinitum.Prohibendo a tutta la line amasculina di tutti li miei heredi descendenti di detto Bonaventura et successivamente saranno ogni et qualunque detrattione di legittima, trabellianica, falsidia, o altra portione che se gli puotere competere si da fare, come de facto, ne che mai in altro tempo sotto qualsivoglia titolo o pretesto detti beni si puossano vendere, permutare, alienare, onligare, censitare, ne hyppothecare ne anco per causa di dote delle femine dovendosi quelle sempre dottare con li usufrutti sotto pena di caducità ipso iure senza altra di chiaratione nel qual caso vuohlio che immediatamente succeda la Communità di Chiare nel modo, carico et forma come sta disposto di sopra. Et mancando la line amasculina di detto mio herede Bonaventura in tal caso intendo et vuoglio che subito habbia effetto et puntualmente sia ssegnata come sta et giace la sopra detta nominatione seu sostituzione della spett.le Comunità di Chiare nelli beniessistentisolamente nel territorio d’essa et nel resto degli altri miei beni succedere debbano le figliuole di detti descendenti et non essendo femine in questo caso vuoglio che succeda la detta Comunità di Chaire in aggionta dell’effetto suddetto.
Commissari di questa mia ultima volontà nomino l’ill.mo sig. co: Francesco martinengo fgl qm sig. co: Leonardo singolarissimo mio signore et padrone il sig. Giacomo Ziglioli et il sig. Gaudentio Rufetti o Bufetti miei confidentissimi quali prego et supplico ad assistere con tutto il loro spirito et affettoall’esecutione di quanto di sopra disposto et ordinato. Pregandoli inoltre che bisognando per l’effettuatione delle predette coseimplorare anco il brazzo et soprattutto (l’aggiuntto) delli ill.mi et carissimi sigg. Rettori di questa città ecc.
Mi dichiaro inoltre non aver fatto altro testamento che io mi ricordi ma se n’avessi fatto quello annullo e revoco e sia di niun valore come se fatto non fussenon essendo che in esso vi fussero clausole leregatorispetialissime o amplissime perché voglio ordino et dispongo che questa mia volontà presente sia il mio vero valido et legittimo testamento qual vuoglio che vaglia come solenne et in scritti et quando non valesse per qualità di fatto solenne testamento vuoglio che vaglia come nuncupativo o per codicillo overo per donatione in causa di morte overo per qualsivoglia spetie l’ultima volontà con ogni mio miglior modo ecc con le più complkete opportune et necessarie clausole solite mettersi per corroboratione et validità dette ultime volontà et acciò non resti immaginabile dubbio che questa sia la mia espressa volontà dichiarata in questi fogli da me più volte letta et considerata in segno della verità vien da me giù abbassodi mia propria mano sottoscritta et col mio sigillo sigillata ecc così ordino così dispongo et così affermo.
Io Mellino Mellino ………………..
Mio sigillo …………….
L.S. ego Leonardo f.qm Octavii Cattanei civis Brixiae et habitator ac pubblicus veneta auctoritate notharus de istr. Testamento q. h. Mellini Mellini rogatus fui in fidem iullud aliena manu detractus ……………… obsignavi cum morbo deleto cui o mi ecc.
Testamento Mellini
Adi 19 agosto 1665
Constituito avanti l’ill.mo sig. Vic.zo L.P. Pre.to essistendo in camera per il sig. Carlo Honore nod. on Brescia facendo per nome della sig.ra Giulia r. qm Milino Milini et ha esposto essere detto alli giorni passati mancato di vita detto sig. Milino di lei marito nella città di Fiorenza qual ha fatto il suo ultimo testamento in scripti sigillati sotto li 24 marzo 1661 rogato per il mag. Sig.Leonardo Cattanio Nodaro et causidico in Brescia qual testamento è stato detto sig. cattanio presentato in mano si sigg. ill.mi dimandando detto sig. Honore detto testamento esser aperto, letto, et publicato avanti sigg.ri ill.mi al quale detto testamento è stato visto con la consegna sottoscrizione et sigillo di sette testimoni et la recognitione di quelli ut supra sigg. ill.mi è stato aperto reconsignato in mano di detto sig. Cattanio nod. commettendogli che quello debba leggere et publicar avanti sigg. ill.mi et così esto sig. Cattanio quello ha letto et publicato detto ill.mo sig. Vicario et di me nod. et testimoni infrascritti.
Praesentes h. Fabio fgl Pietro de Florentia et h. Laurentio Porta testes
Ex protocollo instr. nodaro
Laurentius Riga noth Colegiatus off. Assistentis pretorius Deputatus
Adi 24 marzo 1661 in Brescia
Constituito alla presenza di me nod. et testimoni infrascritti nel studio dell’habitatione di me nod. infrascritto in Brescia in contr del Broletto il magnifico sig. Millino qm attiglio Milino habitante in questa città in contr de Broletto ha consegnato a me nod. la presente carta circumscritta in ogni parte intorno nella quale asserisce ritrovarsi inclusa la sua ultima volontà et ultimo testamento scritto di mano d’altri ma sottoscritto di sua propria mano et sigillato nel quale asserisce aver descritto et posto il giorno di venti otto marzo instr xxx più presto a me quello habbi consegnato acciò di quello sii rogato volendo che resti secreto sino doppo la sua morte. In fidem
Rogatus per me Laurentius Cattanius notharius ecc
Adì 24 marzo 1661
Io Bartolomeo Baldino qm Antonio nod. et habitante in Brescia fui presente alla consegna fatta detto sig. Milino Milini del presente suo ultimo testamento al suddetto sig. Leonardo Cattanioet conosco il detto sig. Milino et così da lui pregato ho sottoscritto di mia propria mano et ho sigillato con il sigillo del suddetto Milino al primo loco.
Adì detto
Io Francesco qm Gioseffo Foschetto habitante in Brescia fui presente ho veduto et conosco in tutto come di sopra. In fede ho sottoscritto et sigillato con detto sigillo al secondo loco
Adì detto
Io Francesco Botto qm Marco Antonio habitante in Brescia fui presente ho veduto et conosco in tutto come di sopra. In fede mi son sottoscritto et ho sigillato con il sigillo suddetto al terzo loc.
Adì detto
Io Lorenzo qm Michaele Porta da Adro habitante in Brescia fui presente ho veduto et conosco in tutto come di sopra. In fede ho sottoscritto et sigillato al quarto loco con il sigillo del detto sig. Cattanio nod.
Adì detto
Io Francesco qm Martino Cagna habitante in Brescia fui presente in tutto come di sopra. In fede ho sigillato al quinto loco con il sigillo del sig, Cattanio nod.
Adì 24 marzo 1661
Io Bernardo qm, Giovanni Gottardi habitante in Brescia fui presente alla consegna del presente testamento fatta per il sig. Millino Millini in mano del sig. Leonardo Cattanio nod. et conosco il sig. Millino. In fede ho sottoscritto di mia mano e sigillato al sesto loco con il sigillo di detto sig. Cattanio
Adì detto
Io Lorenzo fgl del sig. Tommaso Augusti habitante in Brescia fui presente ho veduto et conosco in tutto come di sopra. In fede ho sottoscritto et sigillato al settimo loco con il sigillo di detto sig. Millino
Adì 24 marzo 1661 Constituiti alla presenza di me nod. et testimoni infrascritti li suddetti et oltre scritti sette testimoni et cadauno di loro et hanno vedute le loro et cadauna di loro sottoscrittioni et sigilli et hanno affermato quelle essere fatte di loro propria mano respective come di sopra. In fede ecc Praesentibus B.H. Joannes Bapta Bagatti et Faustino Cattanio filius mei nothari infrascipti nothariis Brixiae testimone asserentes ecc. Rogatus per me Leonardum Cattanium notharum