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Vicende processuali Mellini

Resoconto Vicende processuali Mellini-Gasolo et altri

2 dicembre 1636: Gasoli – Fsco Mellini come appare da qs archivio fu un grandissimo litigante, ma la lite più rabbiosa l’ha sostenuta contro Benedetto Gasolo suo cognato. Sposata che ebbe Teodora di lui sorella, figlia del qm Lelio Gasoli e vedova in primi voti del qm GioBatta Pilotti, gli furono promesse da Bernardino ed Antonio fratello d’esso (GioBatta Pilotti) lire 9 / m planette per legato fatto dal suddetto di lei primo marito nel testamento del 28 settembre 1630. Indi querelato da predetti di lui fratelli sicchè vennero poi, passata la stessa a seconde nozze con detto Fsco, alla transazione 1632 8 giugno tra detti Bernardino ed Antonio fratelli Pilotti da una parte e Lelio Gazolo padre della suddetta Teodora con la presenza di esso Fsco, con la quale transazione da lire 12/m a lei lasciate con detto querelato (contestato) Testamento, si ridusse la somma a lire 9/m. Oltre qste veniva essa ad avere altre 3,5/m costituiteli con istromento 1632 26 luglio negli atti di Giulia Hirma.

Morto nel 1635 Lelio Gasolo predetto, Lucretia sua vedova espose in concorso dei Creditori i beni di Benedetto suo figlio, al quale concorso fu convocato Fsco Mellini, il quale nel giorno 2 dicembre 1636 dimandò d’essere pronunciato. Il console de’ Quartieri a cui era subordinato tale concorso vedendo puramente capricciosa l’istituzione del medesimo attesa la dovizia del patrimonio e la tenuità dei debiti, s’accorse esser fatta per differire ai Creditori il pagamento, sicchè lasciò libertà ai Creditori d’usare le loro azioni levando la sospensione del Proclama.
Il Fsco Mellini perciò ottenne ordini e sentenze molte a suo favore e per fare depositare l’entrate, e per introitare i beni, ma il tutto riuscì sempre inutile, poiché Benedetto ora tergiversando con articoli ora usando li propri capricci gliene impediva il conseguimento.
18/2/1645 Bartolomeo Hirma
Avuto Fsco M a nome di sua moglie Teodora in pagamento un casamento con brolo nella terra dell’Ospitaletto (era di Benedetto Gasolo suo cognato) con mandato 1645 14 genaro, andò al possesso, ma il 18 febraro tal possesso gli fu contestato da Bartolomeo Hirma a titolo di aver egli avuto a locazione detto casamento e brolo dallo stesso Benedetto Gasolo il quale il quale per la manutenzione della locazione aveva ipotecato essi beni affittati, ma avendo fatto ciò già in tempo che già vi erano liti sopra questi beni con lo stesso Fsco uxorio nomine e per altre ragioni fu esso Hirma con sentenza conforme espulso da tali locazioni …
Morì nel 1646 24 dicembre Lucretia suddetta, sicchè prima fu fatta intromissione dei mobili a ciò non fossero trafugati, indi venuto il tempo anche della dote materna, formata pretesa di lire 7,2/m planette di dote, intentò due altri terreni: uno in contrada dello Scaratto di piò 3,5 e l’altro del Ceredello di piò 9; e l’entrate ancora del brolo sito il tutto nella terra dell’Hospedaletto, e nello stesso anno intentò ed occupò il sepolcro lasciando le brighe suddette a suo fratello Mellino.
Nel 1648 11 agosto fu da Benedetto da una, da Teodora sua sorella e da Mellino di lei cognato dall’altra, fatto compromesso in Fsco Capitanio. Quivi Benedetto contentossi che detta sua sorella fosse pagata, ma ne beni del qm Lelio non in quelli della qm Lucretia, indi seguita qualche questione nei calcoli, fu dall’arbitro Capitanio giudicato con sentenza 13 febbraro 1649 a di lei favore di alcuni capi e di alcuni altri a favore di Benedetto, come diffusamente in detta sentenza di atti di Fsco Banoni (o Baroni o Biemmi) hinc orde approvata, sicchè amichevolmente divennero a fare l’estimo delle case dominicali in lire 4328 : 18: 8, dalle coloniche con sue adiacenze di aia e horto in altre lanette in lire 2405, e del brolo in lire 1645, sicchè tutto si conchiuse detto estimo d’accordo in lanette lire 8379.9 e fu ratificato da ambe le parti.
Tuttavia si legge ancora un ordine a distanza di Teodora esecutivo di sentenza 1649 13 febbraro diretto a coloni che riconoscer debbano la medesima, e Mellino suo cognato per Padroni, loro corrispondendo i frutti in parte Dominicale e proibisce a Benedetto l’ingerirsi nei beni menzionati, cioè casamento da padrone, ed a colono con aia horto e brolo, e terreni del Ceradello e dello Scaratto.
Benedetto all’uso de prodighi vendette a Mellino tutte le carte per lire 8, e nel 1630 8 febraro diede in pagamento a detta sua sorella per la somma di lire 7228 planette per compito pagamento d’ogni pretesa di capitale a livelli.
Veggasi altra lite in qs sommario all’anno 1650 22 aprile.

4 marzo 1645: Homasso.-
Con patronato 1644 13 dicembre Paolo Omassi dell’Hospedaletto compra da Benedetto Gasoli un ingresso quale era stato venduto al fu Lelio Gasolo padre del detto venditore dagli Eredi Homassi per una pretesa usurpazione fu prodotta querela comunale contro detto Homassi e fatta anche cavalcata fu nel premarginato 1645 4 marzo con decreto del Giudice al maleficio licenziato detto Paolo dichiarando non doversi procedere oltre il medesimo, salve però le ragioni delle parti in giudizio civile rimesse le spese da essere pagate dalla parte soccombente nel giudizio civile istesso.
Nell’anno 1659 in giugno detto Homassi otturò l’ingresso e transito che esce dal brolo in detto tempo posseduto da Teodora sorella del detto Benedetto Gasolo e vedova del detto Fsco Mellini (in virtù però degli atti narrati in qs sommario nell’anno 1636 2 dicembre, sicchè non potevano derogare alla vendita d’esso Benedetto come anteriore fatta essendo nel 1644 13 dicembre). Tale otturazione volle MM vendicare con mandato citatorio dei Consoli di Quartieri 1659 1 luglio, e per esso e per più altri posteriori sempre, fu absente sicchè fu condannato e pressato al pagamento di spese. Volendo poi detto Homassi ripigliarsi ottenuto l’istromento di compra sopraccitato (fatto anche qs celare dal Mellini al Notaio Uberti da Travaliato che ne era stato rogato secondo almeno, che ne assuma detto Homasso), poiché in ordine era troppo vulnerato fu sentenziato che dovesse pagare le spese e produrre poi il fondamento allegato con istruire la causa, ma non si leggono poi altri atti.

1647 8 genaro Giacomo Caglio e Ospitaletto
Fsco Mellini ebbe mandato prefettizio da Giacomo Caglio massaro del Comune dell’Ospitaletto.
Per la suddetta causa furono poi con sentenza condannati gli eredi del suddetto fu Fsco (ossia MM) a tal pagamento di taglie per aver esso Mellini tenuto la chiave della casa, quantunque vi fosse contesa con Benedetto Gazzolo.

Altari dell’Ospitaletto
Con testamento 1643 4 marzo Lucretia vedova del fu Lelio Gasoli lasciò agli Altari maggiori SS.mo Sacramento e Rosario dell’Ospitaletto lire 500 planette con obbligo di dare lire 50 planette a Domenica Lechi, di far celebrare messe cinquanta a cadauno altare ed il rimanente impiegarlo in ornamento dei medesimi istituendo eredi i suoi figlioli, Benedetto e Teodora moglie allora di Fsco Mellini. Morta essa testatrice li 24 dicembre 1646 nel qual anno era morto anche il suddetto Fsco suo genero, ecco i reggenti di essi altari a dimenare le somme predette, e col quarto meno. Furono però con sentenze astretti a contenersi di un terreno detto il Scaratto, e senza il quarto meno.

22 aprile 1650 Gasolo
Fissata e terminata la lunga lite di Benedetto Gasolo descritta in qs sommario all’anno 1636 2 dicembre, un altro articolo suscitò esso Benedetto pretendendo la metà da alcune entrate dell’anno precedente depositate presso Giacomo Chiappa colono consistenti in quarti 4 Formento, altrettante di miglio e 6 di melga, e appoggiando detta pretesa alla tacitazione già fatta di tutte le pretese. Mellini nel precitato istrumento 3 febraro; e quivi di bel nuovo il MM negante riconvenendo gli mandò gli affitti, ed entrate da esso Chiappa corrisposte a detto Benedetto. Fu dichiarato dopo varie carte da Fsco Capitanio arbitro, che l’intenzione Gasoli fosse provata con detto istrumento di liberazione 3 febraro, aliter restasse licenziato, salva ragione a MM di provare che né frutti né interessi (rispettivamente a sue capitali, per i quali eerano tolti in pagamento li beni per detto MM, e non di meno goduti dal Gasolo) non siano stati compresi nel calcolo degli interessi nominati nell’accennato istromento. Furono fatte posizioni e risposte e nel 1650 30 giugno fu finalmente rimessa la causa a Fsco Caltrani interveniente del Melini, il quale con sentenza d’esso anno il 14 novembre licenziò ambe le parti dalle rispettive pretese. Vi furono dopo altre reciproche pretese, ma per brevità le tralascio consistendo in alcuni mobili, e in altre cose agitate nella prenarrata lite all’ultimo paragrafo della descritta all’anno 1636 2 dicembre. Vedi altra all’anno 1660 12 giugno.

6 marzo 1645: Trussa.-
Nel 1628 Lelio Gasolo ebbe da Camilla Trussi lire 1000 planette con l’obbligo di restituirle e con l’interesse del 5% – Nel 1634 fu da detta Camilla fatto citare Benedetto figlio del suddetto Lelio qm, defonto avanti gli inquisitori in terra ferma, da quali fu condannato all’affrancazione, ma egli appellatosi avanti il Collegio de XII si venne per evitare le spese a stipulare l’Istromento 1635 28 febraro, in cui si concedette tempo a detto Benedetto per anni tre e col frutto suddetto spirato il biennio la medesima andò al possesso di una vigna di detto Gasolo contigua al brolo nell’Hospedaletto, e dopo qualche tempo fece contro detto Gasolo un’altra intromissione, sopra la quale nacquero atti, allegando il Gasolo dovergli bastare la prima, e non poter conseguire duplicato pagamento, sopra di che per il fatto del possesso nacquero articoli asseverando egli, e negando essa, di aver goduto la vigna suddetta.
Mentre fra loro così litigavano stando la causa in ordine a favore del Gasoli, ecco nel 1645 il Mellini occupare i terreni intromessi e contesi. Contro di lui adunque si rivolse la Trussa pretenendo poi allora ed possesso e giudizi a suo favore, per i quali si professava anziana. Il Mellini all’opposto pretendeva anzianità come avente le ragioni dell’Hospitale, come si è detto nel processo all’anno 1636 2 dicembre, e opponeva all’avversaria l’inutilità del tempo per lei anteriore, perché aveva origine da una scrittura che essa non voleva presentare, quella cioè 1628.
Furono fatte più scritture hinc hinde, cosa riuscisse tra la Trussa e il Mellini non si vede; si rileva però da istromento 1646 20 giugno che la stessa fece carcerare il Gasoli perché nonostante il di lei possesso voleva egli violentemente usurpare le entrate, e che per uscire assegnò a lei in pagamento col patto però della ricupera tanto terreno nella menzionata Contrada del brolo.

— Giacomo Caglio massaro del Comune dell’Ospitaletto —
8 gennaio 1647: Comunità dell’Ospitaletto
Per la suddetta causa furono poi con sentenza condannati gli eredi del suddetto qm Fsco, ossia MM a tal pagamento di taglie per aver esso M tenuta la chiave della casa quantunque vi fosse contesa con Benedetto Gasoli. (la storia si ripete ……)

1660 12 giugno Gasoli
Essendo Benedetto Gasolo stato beneficato dalla qm Teodora sua sorella e vedova del qm Fsco M di scudi 10 annui da corrispondersi da MM di lei cognato et erede, con mandato però consolare fa commettere a detto MM il pagamento. M contraddicendo gli oppose il defetto di tavole 5 nel terreno detto lo Scaratto assegnatogli allo istromento 1650 3 febraro, le quali si calcolano lire 15 planette inoltre credito di lire 316:10 per resto della metà della dote, ed eredità della qm Lucretia di lui e della qm Teodora madre comune, con livelli d’anni 13 sequestri di Paolo Omassi e molestie di Onofrio Malvezzi come erede della qm Lavinia Pederlotti.
In qs processo vi sono i fondamenti dei crediti, onde furono fatti tali sequestri e fra gli altri un Istromento 1646 20 giugno (qs l’ho trasportato nella filza degli Istrumenti) da cui risulta che esso Gasolo niente badando ai suoi interessi né agli ordini della giustizia, per aver voluto impedire Camilla Trussa nel possesso con intromissione, ed incanti ottenuto per pagarsi di lire 1000 di capitale con i frutti, fu da essa querelato ed in sequela bandito e ritenuto, sicchè dovette poi assegnare alla medesima tanto terreno nelle contrade del Ceradello, Cominello e brolo per lire 1440 planette col quanto meno, quale per in parte cioè a tavole 69 di Brolo con istromento 1651 5 dicembre comperò il suddetto Mellini da GioBatta Barone agente per nome di sua moglie Ortensia, figlia della qm Camilla Trussa e con liberazione 1652 8 dicembre affrancato.
Nonostante però detti sequestri e pretese vennero a Lelio e Gppe figli di esso Benedetto, assegnati da MM il terreno detto il Ceradello e l’altro detto lo Scaratto, oltre lire 694 planette da investirsi, in tutto lire 2400 planette per legato della menzionata qm Lucretia loro Ava di lire 400 e della sopradetta qm Teodora zia, di lire 1000 cadauno, dico lire 2000 come da una polizza in qs processo occhiusa.
Vedi gli altri processi contro esso Gasolo agli anni 1636 2 dicembre, e 1650 22 aprile. Vedi parimenti il sommario del processo della Trussa suddetta all’anno 1643 6 marzo

Segue da pag 180 old …..
Del Hospedaletto in scudi 30 all’anno con scrittura 1640 30 settembre, ed essendo Narciso Hirma difettivo degli affitti per scudi 150, gli praticò mandato dal Vicario luogotenente ed indi l’esecuzione ed altri atti pure esecutivi ad istanza sua, indi della Comunità di Chiare sua erede contro detto Narciso e dopo la di lui morte contro Cesare di lui figlio, ne si veggono per parte Hirma atti se non per differire il pagamento o le esecuzioni.

1661 5 genaro Narciso Hirma
Avendo MM dato a locazione a Bartolomeo Hirma il casamento e brolo nella terra dell’Ospitaletto in scudi 30 all’anno con scritture 1649 30 settembre, e essendo Narciso Hirma difettivo degli affitti per scudi 150, gli praticò mandato del Vicario luogotenente ed indi l’esecuzione, ed altri atti pure esecutivi a istanza sua, indi nella Comunità di Chiare sua erede contro detto Narciso e dopo la di lui morte contro Cesare di lui figlio, né si veggono per parte Hirma atti se non per differire il pagamento, o le esecuzioni.

13 febbraio 1669 Mellini Giulia e Livia
Se furono così fervidi di animo ed agitati da tanti imbarazzi e liti Fsco e Mellino, fratelli Mellini, impossibile rendeasi che Giulia e Livia, l’una vedova e l’altra sorella d’esso Mellino, volessero poi convivere assieme pacificamente aggiungendosi l’antipatia, che suol regnare tra cognate.
Di fatti nel dì suddetto Giulia con ordine del Vicario Pretorio ordinò al Comune di Chiare come erede d’esso qm Mellino, che voleva vivere separatamente da Livia e che dovesse però provvederla secondo il suo stato disunitamente dalla cognata, perciò si trattò indi di separazione di mobili e di casa, e fugli concesso provvisionale. A ciò Livia si oppose volendo vivere unitamente, quindi si venne a trattato di corrispondere a Giulia scudi 425 all’anno ed in loro luogo il casamento con brolo nella terra dell’Hospedaletto e di dare a Livia scudi 212,50 annui. Livia supplicò per delegazione ai Rettori di Bs come giudici voluti dal Testatore e perciò fu anche concesso decreto al Comune di estrarre scudi 40 dalla cassa per agire la lite in difesa dell’eredità. Qui opportunamente insorse Gio Giacomo Ziliolo commissario rimasto solo, e con ordine dei Rettori 1671 2 genaro proibì a dette cognate conseguimento di denaro, e contestazione di lite ed a Fsco Foschetti cassiere il fare alcun esborso senza suo ordine, così anche il Comune ottenne dalla stessa carica decreto, che contro di sé e a favore delle suddette non fosse concesso o eseguito suffragio.
Questi atti ristagnarono il sangue a dette usuraie non vedendosi più altri atti se non li 8 maggio ad istanza di Livia citante il Comune, e di Giulia per la pronuncia a legge del Testamento del qm Mellino, e a essere dichiarato poter essa godere dell’usufrutto egualmente che Giulia.

Malvezzi
Sin dall’anno 1603 14 novembre seguì l’istromento di dote di Lucretia Pilotti ammoliata in maggio preceduto con Lelio Gasoli, a cui per tal dote fu ceduto un capitale di lire 3000 planette dovuto da Silverio (Silvano) ed altri figli del fu Erculano, e da Urbano, ed altri figli del qm Orazio Pilotti, ed eredi del qm GioBatta Pilotti. L’anno poi 1620 4 dicembre esso Lelio Gasoli ebbe al 5% lire 1800 planette da Lavinia Pederlotti affrancate da Leonardo di lei cognato per legato di Salvatore Pederlotti di Lei marito e fu ipotecata da esso Lelio una casa in città in contrada in Canton Bombasaro. Atti di Girolamo Maestri.
Nel 1629 16 marzo alla suddetta Lucretia Pilotti Gasoli fu fatto da Elena Alberghino sua madre legato di lire 300 planette ed un terreno in Passirano in contrada della Vallosa.
Il credito livellario sudetto di 1800 planette passò da Lavinia Pederlotti per eredità in Onofrio Malvezzi suo marito, il quale nel 1647 6 febraro ottenne lettere possessorie di un terreno in contrada del Cerudello tenere dell’Hospedaletto posseduto da Teodora Gasoli vedova del qm Fsco Mellini, la quale oppose un titolo più anziano quello cioè della dote materna 1603 4 novembre suddetto per la parte a sé spettante, e per l’altra metà a titolo di dote propria.
Onofrio Malvezzi allora non parlò altro. Sopravvissuta al medesimo Ippolita Vinacesi sua moglie, e creditrice della sua eredità per lire 10.300 di dote, nel 1666 12 genaro fece donazione a Marcantonio Malvezzi il quale primo per levare gli obietti fatti dalla fu Teodora Mellini nel 1678 11 agosto praticò mandato contro Lelio Abiatico del suddetto qm altro Lelio Gasoli debitore dal 1620; e questo rispose non essere erede né possedere cosa alcuna di ragione dell’avo suddetto.
Con proclama però 1679 27 dicembre chiamò chi era erede, né comparve alcuno, sicchè prese di mira la casa nel suddetto istrumento 1620 ipotecata.
Questa passata, come sopra in dominio di Fsco Mellini l’avea egli con istromento 1633 19 novembre venduta a Giacomo Maestri. Egli con istromento 1646 10 genaro la vendette a Pietro Piantanida. Con istromento poi 1650 21 novembre Giovanna Archetti erede del Piantanida l’alienò ad Oratio Berardi, la di cui figlia ed erede Angela, la vendette a Gppe Fiorani.
Perciò nel 1681 19 maggio venendo posseduta essa casa da figli dello stesso qm Gppe Fiorani, l’antedetto Marcantonio Malvezzi praticò loro mandato consolare commettendo loro il pagamento del capitale, e decorsi con l’alternativa di rilasciare la casa. I Fiorani regressorono con ordine consolare 1682 20 genaro contro la mentovata Angela Berardi moglie di Tiburzio Bailo, e questi contro Giovanna Archetti, essa contro Giacomo e Prudentia (giugali= coniugi) Maestri, i quali finalmente con l’ordine 1 novembre 1682 premarginato ripercosse l’eredità Mellini.
Questa ossia i Reggenti del Comune di Chiare, assumendo giudizio per tutti detti molestati, benché facesse un solo ordine di esibizione di copie di fondamenti allegati da Malvezzi, tuttavia esso Malvezzi abbandonò la mira dell’accennata casa ed indirizzò le sue pretese contro il terreno del Ceradello posseduto da Lelio Gasoli Abiatico menzionato, per il quale eziamdio assumendo giudizio nuovamente detta Comunità oppose al Malvezzi titolo anziano, per la dote cioè di Lucretia abiatica 1603 trasfusa in Teodora zia, da cui fu istituito erede col testamento 1656 4 febraro l’accennato Mellino, che l’assegnò poi a detto Lelio come si è detto in questo sommario all’anno 1660 12 giugno. Dopo essa opposizione che fu nel 1685 21 febraro non si veggono altri atti.

Giuseppe Bonomi: