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Premessa alla Relazione di don Bianchi

Note di storia patria

Trascrivo l’opuscolo/fascicolo dell’arciprete dell’Ospedaletto don Stefano Bianchi che ho trovato in Archivio di Stato di Brescia nel fondo “Territorio ex Veneto”. Si tratta di una relazione stesa insieme ai tre “sindici” della Comunità dell’Ospedaletto, come espressamente richiesto nel proclama del Capitano di Brescia.
Don Bianchi rovatese di nascita, dopo essere stato curato per qualche anno qui a Ospitaletto, divenne arciprete dal 1696 al 1724, anno della sua morte. È stato lui ad inaugurare la Nuova Chiesa Parrocchiale di san Giacomo Maggiore nel 1711 e poi consacrata nel 1719.
Quando l’ho esaminato, questo fascicolo mi è parso subito molto interessante perché offre uno spaccato abbastanza preciso e illuminante sulle famiglie e sugli abitanti del nostro paese nel lontano 1720, quindi 300 anni fa (quest’anno ricorre proprio il trecentesimo della compilazione di questo documento che doveva servire per scopi amministrativi) e perciò ho ritenuto opportuno portarlo a conoscenza e condividerlo con i miei concittadini.
Desideravo accordarmi con il nostro parroco don Renato, prima che venisse trasferito, per pubblicarlo sul bollettino parrocchiale “Voce Amica” per farlo giungere al maggior numero di famiglie di Ospitaletto, perché potessero anche loro farsi un’idea degli abitanti presenti allora nel nostro paese. Ma poi don Renato se ne è andato e non è stato possibile procedere alla pubblicazione. Vedremo se il nuovo Parroco sarà d’accordo, si potrà procedere alla pubblicazione su “Voce Amica”.
La trascrizione è fedele, precisa e corrispondente; da parte mia ho ritenuto conveniente e vantaggioso aggiungere le date di nascita e di matrimonio dei personaggi ivi elencati e queste servono ad inquadrare e collocare meglio i vari soggetti nel contesto storico del nostro paese. Per distinguere il testo originale di don Bianchi dalle date da me aggiunte, queste le ho messe tra parentesi quadre [ … ], proprio per evidenziare che non compaiono nell’originale: tutto ciò che è fuori dalle parentesi quadre è lo scritto originale di don Stefano Bianchi; tutto ciò che è tra parentesi quadre, sono le date di nascita e / o di matrimonio che ho aggiunto io.
Non sempre però ho trovato le date che servivano: quelle che ho trovato, le ho riportate tali e quali, ma quando non disponibili le ho ricostruite premettendo “verso”, appunto per indicare che la data esatta non è disponibile e che quella indicata è presunta e verosimile. A questo proposito bisogna tener presente che diversi nostri compaesani (che compaiono nell’elenco di don Bianchi), non sono nati a Ospitaletto ma nei paesi vicini: ecco perchè non si dispone delle date precise; lo stesso vale per i matrimoni: molti nostri compaesani si sposavano nei paesi di origine della sposa, e il matrimonio veniva registrato nel paese di abitazione della sposa e quindi non potevo disporre delle relative date precise. Tengo a precisare che le date che ho potuto usare sono quelle registrate e presenti nell’archivio della nostra parrocchia.
Tra l’altro interessanti sono alcuni “mestieri” …
Questo documento risale ai primi decenni del ‘700 e bisogna ricordare che in quei tempi non sempre veniva indicato il cognome delle donne da nubili, perché prendevano poi il cognome del marito: il loro cognome da nubili comparirà con una certa regolarità a partire dalla seconda metà del secolo e ancor più con l’800.
Spesso si usavano i soprannomi (o schitṏm) per indicare e distinguere particolari famiglie che avevano cognome uguale e senza tali soprannomi “distintivi” sarebbe stato facile confondere i vari componenti; a questo proposito va sottolineato che non erano usati per deridere o disprezzare né quella famiglia né i suoi componenti, ma erano assi utili per designare i vari rami famigliari e distinguerli dagli altri che portavano lo stesso cognome e per evitare di confonderli. Ecco perché quando presente, ho riportato il soprannome e qualche volta l’ho inserito anche se nell’originale non c’era. Tra l’altro ve ne sono di molto curiosi … e grazie allo studio degli estimi ho potuto raccogliere quasi tutti i soprannomi allora in uso in una tabella relativa a quei secoli (500, 600 e 700).
Nell’originale talvolta ci sono delle omissioni che io ho rispettato e ho indicato con i tre puntini di sospensione … come spesso esiste nell’originale.
Infine devo far presente che in questo elenco non compaiono tutti gli abitanti dell’Ospedaletto, ma (qui sono elencati) solamente gli “originari” che possedevano e lavoravano la terra o avevano attività di bottega e quelli acquisiti, ma che erano presenti in paese da molti anni. Per conoscere tutti gli abitanti del paese nel ‘700 bisogna aggiungere anche i cittadini rurali, i cittadini nobili ed i forestieri, i quali ultimi se potevano si stabilivano in paese e acquistavano dei terreni; se non potevano permettersi l’acquisto, si limitavano a lavorare la terra per i contadini o per i cittadini rurali e nobili: questi erano i cosiddetti familij e/o giornalieri.
Gli originari erano quelli che abitavano in paese da alcune generazioni.
I Cittadini Nobili erano quelli che abitavano in città BS e avevano in paese delle proprietà terriere che però facevano lavorare ad altri (fattori e massari).
I Cittadini Rurali erano quelli originari della città BS, ma che abitavano generalmente in paese e lavoravano personalmente la terra facendosi tutt’al più aiutare dai “giornalieri” o familij”.
Spesso viene indicato anche il censo livellario: si trattava di un prestito di denaro che il soggetto che ne aveva bisogno chiedeva a chi glielo poteva prestare in cambio di una ipoteca basata su una sua proprietà: o una pezza di terra (pdt) oppure una casa, e questo prestito comportava oltre all’ipoteca, anche un interesse annuo al 4% o al 5% che doveva essere pagato annualmente.
Per noi sarebbe stato ancora più interessante se don Bianchi avesse indicato anche dove fossero ubicate le case rispetto alla topografia del paese: avremmo potuto farci un’idea abbastanza precisa dove abitavano questi nostri compaesani del ‘700; infatti nei primi decenni del ‘700 (trecento anni orsono) Ospitaletto era alquanto diverso da come è oggi e da come noi lo conosciamo!
Devo ricordare che questo non è il primo documento che elenca e descrive gli abitanti del Ospedaletto dei secoli scorsi: oltre agli elenchi dei capifamiglia che componevano la Vicinia (il primo giunto sino a noi risale al 1570), vi sono gli estimi generali (una specie di dichiarazione dei redditi dei proprietari dei beni presenti e posseduti in paese – e in questi estimi ci sono tutti: originari, cittadini rurali e cittadini nobili; mancano solo i nullatenenti); il primo estimo di cui disponiamo risale al 1598; seguono poi quelli degli anni 1641, 1675, 1690, 1699 e altri cinque anche nel settecento. In ogni estimo sono elencati i possessori di case e/o terreni e spesso oltre ai singoli capifamiglia sono elencati anche i componenti famigliari. Dall’analisi di questi documenti è possibile farsi un’idea abbastanza precisa degli abitanti e dei nuclei famigliari del nostro paese nei secoli scorsi; devo dire che sono documenti importanti e molto voluminosi la cui trascrizione richiede molte pagine e notevoli commenti; tuttavia questo di don Bianchi è abbastanza sintetico e “stringato”, e dà un’immagine “sociale” della gente dell’Ospedaletto del 1720 e si presta sicuramente degli estimi ad essere presentato sul Bollettino Parrocchiale.
Gli estimi sono più dettagliati dal punto di vista economico ed hanno una maggior valenza amministrativa e fiscale e si prestano sicuramente meglio ad uno studio delle condizioni economico-finanziarie degli abitanti di allora.
Avvertenze per miglior comprensione delle sigle utilizzate nel testo.
Sigle: α = nato/a – sp. = sposa/sposato – qm = quondam = equivale al nostro fu –
r qm = relicta quondam = equivale a vedova – fgl = figlio – fgla = figlia – mgl = moglie – fllo = fratello
tav = tavole: una tavola è la centesima parte del piò, come dire che il piò è costituito da 100 tavole
£ plt = lira planetta = lira in vigore in quei secoli, va distinta dalle £ piccole (queste di minor valore) 1 £ plt = … £ piccole) – le lire o £, sia plt che pic, sono talora seguite dai loro sottomultipli che sono i soldi e i denari: 1 £ = 12 soldi = 240 denari e sono tra loro distinte dal segno “:” = 1:12:20 = 1 lira:12 soldi:240 denari.
cortivo = cortile con case – ara = aia –- MA = Marco Antonio – GioBatta = Giovanni Battista – GioMaria = Giovanni Maria

 

 

 

 

Giuseppe Bonomi: