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Dote di Paola di Comino de Muttis 1613

1613. Dote per il matrimonio tra Pietro Sonetti e Paola figlia di Comino de Muttis.

In nome di Cristo, amen.
Il 20 maggio del 1613 nella casa di abitazione del reverendo signor Comino Lancini, in contrada Carobio Madio terra di Adro, distretto di Brescia, presenti mastro Francesco figlio del fu mastro Giovanni di Pontoglio, il sig. Giovanni Giacomo fu Battista de Baionis , Matteo figlio di Filippo di Calapriis cittadino di Brescia, detto Matteo, abitanti in Adro, quivi presenti come testimoni, dichiaranti ecc.. che ecc…
Affinché si contragga il matrimonio da un lato tra mastro Pietro figlio del fu mastro Bonetti de Advocatis da Castro, abitante di Capriolo, e Paola, figlia di mastro Comino de Muttis di Adro, dall’altro,
il predetto mastro Comino, presente e convenuto per sé, decise in ogni migliore modo, e con solenne stipula promise e promette di dare, di assolvere (l’impegno) ed erogare al nominato mastro Pietro, sposo, presente, e per parte sua stipulante, nel caso che il detto matrimonio abbia esito, 500 lire planette, compresi in vero mobili di buona fattura e le spese per gli sponsali, da conferire , dopo valutazione, nonché dieci lire che spettano alla sposa stessa per legato della Contrada e ciò per tutti e per tutto quanto possa e poteva conseguire alla richiesta delle nozze predette, tanto con riferimento ai beni paterni quanto ai materni e tanto per la “legitima falcidia e trebilianicha e per qualunque motivo detto, tacito o manifestato, ecc. ecc.;
che in verità il mastro Comino predetto convenuto per proprio interesse, promise di mantenere e di obbligarsi a dare e sborsare lire 500, per i predetti sponsali, nel seguente modo: cioè 200 planette nel tempo dei due anni prossimi futuri, computando in vero i mobili di buona fattura da stimare come (detto) sopra, e il resto, che è di 300 planette, nel tempo dei successivi futuri quattro anni, continuativi, ad incominciare da oggi stesso ecc, e che nell’eventualità di promessa non mantenuta per prestiti usurai o per alimenti, per gli anni, come indicato sopra, saltati et non pagati, si trattenga poi da dette lire promesse come sopra, il 5% a titolo di livello per ogni anno, fino a quando non sarà stata versata la detta quantità.
E ciò per la dotazione a nome e a favore del patrimonio della stessa sposa Paola il predetto mastro Comino, convenuto come detto, obbligò sé personalmente sulla predetta promessa e obbligazione come sopra descritta, decisa e confermata sia nell’insieme che in ogni singola disposizione presente in questo atto, e con l’obbligo di ricostituzione a vantaggio di quanti, insieme o singolarmente (avessero diritto), e costituendosi tuttavia ecc.,
rinunciando all’ eccezione non così in tutto e singolarmente come sopra era stato ed era vero e il predetto mastro Pietro, sposo, convenuto per sé e con ogni miglior modo ecc.., investì ed investe con ipoteca cautelare, secondo le regole e in ogni suo avere presente e futuro, la dote predetta, da onorare come sopra detto. Con la promessa di restituzione della medesima nel caso di (dovuta) restituzione a colui o a coloro spettasse in proprietà e da restituire secondo la forma degli statuti di Brescia insieme agli alimenti.
Con ogni promessa, obbligazione, clausole e rinunce, come in atti consimili per la costituzione di doti, aggiunsi le solite formule come si conviene.
Di tutto queste cose insieme e singolarmente sono stato richiesto io Lancino di Lancini, notaio infrascritto.
(Si.Trascrive.) Io Lancino figlio del fu signor Simone de Lancinis pubblico notaio in Adro, fornito di autorità imperiale, fui presente a quanto detto, dopo essere stato richiesto, e scrissi.

Giuseppe Bonomi: