Rev Giulio Hirma
Adi 6 marzo 1719 in Hospedaletto
In Christi nomine, l’anno di N.S. millesettecento e diecinove correndo l’inditione duodecima in giorno di lunedì li sei del mese di marzo nella terra di Hospedaletto distretto di Brescia; essendo nella cosina teranea delle case di abitatione del sig. Cesare Hirma abit in detta terra in cntr SR essendo presenti: li dd. Pietro qm Antonio Franzoni et Lorenzo qm Bartolomeo Caglio di detta terra et abitanti testi rogati noti et asserenti conoscere con me nod etc.
Desiderando il molto rev.do sig. don Giulio fglo del sig. Cesare Hirma chierico constituito nelli ordini minori, promoversi alli ordini sacri et volendo provedersi di patrimonio idoneo al di lui titolo giusto la dispositione del Sacro Consiglio Tridentino et per che possa conseguire detto suo bramato intento, quivi il sig. Cesare Hirma di lui padre qm sig. Narciso presente facendo per se et con ogni meglior modo etc. ha dato tradesto et assignato et così da et assegna al predetto rec.do sig. don Giulio chierico suo fgl presente et accettante nominatamente li beni in fine del presente descritti et coherentiati con tutte et qualunque sue raggioni et dalli quali asserisce comunemente potersi ricavare in parte dominicale scudi quaranta ogni anno da lire 7 piccole l’uno in parte dominicale liberi et netti da qualunque aggravi et spese et che per tanto si puonno affittar cadauno anno ad havere dandogli etc. ponendolo etc. constituendo etc. constituendo se possedere donec etc nel qual possesso etc così et talmente che li beni infrascritti ut supra assignati siano et perpetuamente s’intendano hipotecati et obligati al predetto rev.do sig. don Giulio per il suo sostentamento solamente, ne possa ad alcun altro esser obligati o hippotecati come così detto sig. Cesare assignante afferma che quelli di presente non sono in spetie ad alcun altro obligati, et con la promessa d’evitione et legittima diffesa di detti infrascritti beni ut supra assignati in ognuna lite, caso et causa et ognuna lite etc et darli libero et vacuo il posesso con patto però espresso che doppo la morte di detto rev.do sig don Giulio li beni infrascritti ipso jure et facto ritornino al sudetto sig Cesare assignante o suoi heredi et sucessori senza alcun solennità di ragione et se mai in qualunque tempo accadesse che detto rev.do fosse provisto di qualche benefficio o pensione/provisione con quali comodamente possa sostentarsi. In tal caso il dominio utile di detti infrascritti beni sia et s’intenda trasferirlo/trarlo in detto sig. assignante o suoi heredi et successori restando però sempre il dominio diretto app.o detto rev.do sig. suo fgl ad effetto che in ogni evento possa possedere li beni predetti nel caso che per qualche difetto di ragione o di fatto restasse privato del benefficio o pensione che a lui fossero o venissero assignati promettendo etc obligando etc rendendo etc et hanno anco giurato tactis etc di attendere et osservare le cos epredette ne dimandar abilitatione sottoponendosi etc et in oltre tanto il detto sig Cesare assignante quanto il detto rev.do chierico hanno giurato tactis etc et tacto pectore respectivamente che tra di loro non vi è intravenuto alcun patto ne in voce ne in scritti per il quale possa esser inferto alcun pregiudicio al presente instromento et che quello non sortisca il suo dovuto effetto come sta et giace ; et questo ut supra è stato fatto in presenza di d. Pietro qm Bernardo Torre et di d. Giovanni Paolo qm Carlo Torre ambi del Hospedaletto per li quali qui presenti con di loro giuramento per me nodaro differtogli tactis etc affermano et piena fede fanno che li beni infrascritti ut supra assignati sono stati et sono proprij di detto sig. Cesare Hirma assignante et per il medesimo legittimamente et pacificamente per anni dieci et di più ancora et che a niuno sono in spetie obbligati et che non si fa per tal assignatione pregiudicio al alcunoet che da quelli verisimilmente si può cavar di sua entrata ogni anno in parte dominicale scudi quaranta liberi et netti da ogni aggravio et spese et per tanta somma cadaun anno potersi affittare et ciò asserir … como per la pratica et cognitione certa che hanno di detti infrascritti beni.
Quali beni come sopra ssignati sono videlicet:
piò quatordeci della pdt aradora et vidata sopra il tener di Passirano in cntr della Baldusssa chiamata la Breda a sera parte di detta pdt di esso assignante, alla quale confina a matta il restante della suddeetta pdt, a monte a sera e a mezo dì strada, salvis etc.
Rogatusìm per me Nicolaum Bonettum Nod. ad L.S.