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Testam rev Stefano Bianchi III

Testam del rev. Stefano Bianchi arciprete dell’Hospedaletto -III

Adi 14 marzo 1720.
In Christi nomine. Non essendo cosa più certa della morte né per il contrario cosa più incerta dell’hora di quella; quindi è che il Rev.mo sig. don Stefano Bianchi della terra di Rovato arciprete della Parrocchiale et terra del Hospitaletto, sano per grazia del Signore Iddio di tutti li suoi sentimenti come ancho, licet, del suo corpo volendo disponere de suoi beni acciò che tra suoi posteri non nasca lite o controversa alcuna con il presente suo ultimo nuncupativo et senza scritti testamento, ha lasciato, instituito creato et ordinato come segue.
Primiaramente ha racomandato l’anima sua al Onnipotente Signore Iddio et alla intercetione della BSV Maria, al Angelo suo custode et a tutta la Celeste Corte adesso e particolarmente quando gli converrà partirsi da questa a meglior vita, pregandolo et invocando la divina misericordia per il ponto estremo di sua vita a volerlo accettare et ricevere nella gloria del paradiso.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia che doppo la di lui morte siano datte et consignate dall’infrascritta sua herede alla Ven.da Scola del Corpus Domini eretta nella Parrochiale del Hospitaletto lire duecento planet et queste in donativo acciò siino quelle spese in honore et benefficio di detta ven.da Scola senza alcun obligo.
In tutti poi li altri suoi beni stabili, mobili, crediti, raggioni, attioni, er debiti presenti et futturi ha lasciato instituito creato et ordinato et così lascia instituisce crea et ordina quella con la propria bocca nominandola la sig.ra Claudia qm sig. Stefano Bianchi di lui pronipote suo Herede Universale sua vitta durante e con facoltà di puoter vendere, alienare et impegnare dell’heredità medesima stando però nubile, casta et honesta et non altrimenti e senza essergli fatto inventario di sorte alcuna dovendo anche con essa sig.ra Claudia convivere la sig.ra Maria r qm sig. Francesco Bianchi ussuaria sua vitta durante stando però in stato vedovile et non altrimenti; datto caso però che la sig.ra Claudia herede morisse prima di detta sig.ra Maria Ussuaria vole il predetto rev.mo sig. testatore et espressamente comanda che in tal caso dalli sigg.ri Presienti et Reggenti che le … saranno come si dirà a bocca gli sia fatto alla detta sig.ra Maria Ussuaria l’inventario di tutto ciò si ritroverà in casa o in qualunque altro luogo ove si ritrovasse robba o qualsiasi altra cosa di raggione di detto sig. rev.mo testatore.
Qual rev.mo sig. Arciprete testatore vole et comanda che doppo la morte della sig.ra Claudia herede et di detta sig.ra Maria Ussuaria sia datto et consignato la mettà della sua heredità e di tutto ciò che di sua raggione si ritrovarà in essere alla Ven.da Scola del Corpus Domini eretta nella Nova Parochiale del Hospitaletto acciò quella sia dlli sigg.ri Presssidenti et Reggenti che pro tempora saranno della medesima investita in tanti censi et con il cauto o frutto della medesima gli farvisio annualmente pro tempora per celebrare tante messe in suffraggio della di lui anima et de suoi deffonti; parimente vole che l’altra mettà della sua heredità e di tutto ciò si ritovarà di sua raggione in essere sia datta alla ven.da Scola del Corpus Domini eretta nella Parochiale colleggiata di Rovato acciò quella sia dalli sigg.ri Presidenti et Reggenti che pro tempora saranno della medesima investiti come sopra, et con il cauto o frutto annuale di detta heredità gli faccino come sopra celebrare tante messe in suffragio come sopra detta ven.da Scola instituendole esse proprio/perpetuo veri heredi universali e con eguali portioni; con conditione che le messe da celebrarsi nella Parochiale Collegiata di Rovato ut supra et vole detto sig. rev.mo testatore che siano celebrate dal rev.do sig. Angelo Peroni Zuchini da Rovato sua vita durante et vole che gli sia datto una lira plt per cadauna messa per sua elemosina; parimente vole detto sig. rev.mo che le messe da celebrarsi nella Parocchiale del Hospitaletto come sopra che portando il caso che don Giovanni Paolo Torre qm Carlo havesse o potesse havere qualchedun figlio sacerdote, vole che quello sii il patrone et habbia il jus detta famiglia havendo però figli propri sacerdoti di poter celebrare dette messe vitta durante di detti figli sacerdoti et con l’elemosina come sopra per cadauna messa et in segno di beneficenza et con conditione però che detti sigg.ri revv.di sacerdoti o chiunque altro che fosse eletto et siino confessori et debbano essere diligenti et frquenti alle luoro chiese e massime nel confessare nelle luoro parrocchie et non altrimenti.
Pregando quelli sigg.ri Pressidenti e Reggenti di dette ven.de Scole tanto di Rovato quanto del Hospedaletto a voler havere questo poco d’incomodo obligando li medesimi sigg.ri Presidenti et Reggenti di cadauna di esse ven.de Scole come sopra e che pro tempora saranno a dare a qual sacerdote che celebrasse dette messe una lira plt per cadauna messa per sua elemosina, di più il detto rev.mo sig. Arciprete testatore prega et per carità supplica tutti li sigg.ri Pressidenti et Reggenti che pro tempora saranno di dette ven.de Scole et/per tanto quelli nella Parochiale del Hospitaletto come anco quelli sigg. Presidenti et Reggenti nella Parrocchiale Collegiata di Rovato et a voler assitere al infrascritta sig.ra Claudia herede et sig.ra Maria Ussuaria (in caso di alcuna lite o molestia che mai in alcun tempo gli potesse incorgiere) pregando et supplicando detti sigg. tutti a voler fare questo atto di carità.
Et questo vole il detto rev.mo sig. don Stefano Bianchi testatore che sia il suo ultimo testamento et ultima volontà qual vole che vaglia per ragione di testamento o codicillo o codicilli et non valendo per testamento o codicillo o codicilli, vole che vaglia per donatione causa mortis o vero per ogni altro meglior modo che di ragione può valer o tener, cassando et annullando ogni altro testamento o codicillo et ultime volontà che per l’addietro ha fatto asserendo haverne fatti alcuni altri e in Rovato già anni et nel Hospedaletto un altro pochi mesi fa per delli quali non si arricorda il tempo preciso ne da qual nodaro sian rogati et quali li cassa revoca et annulla ancorchè ne faria mentione se se ne arricordasse.
Cassando, revocando et annullando ancora altri test per esso fatti sotto li 7 et 18 decembre 1719 questi pèarte rogati da me nod qual li cassa et annulla ogni testam o codicillo o ultima volontà et di modo tale che vole che sian di niun valore come se fatti non fossero e vole che il presente suo testam prevalga a qualunque altro testam o codicilli per esso fatti in passato.
È sta fatto il presente testam per il predetto rev.mo sig. Arciprete testatore sedendo sopra una cadrega di noce, sano di ogni suo sentimento come anche licet del suo corpo essendo in una stanza terranea delle case del rev.do sig. don Domenico Svanini abitate da me nodaro infrascritto site nella terra dell’Hospedaletto in cntr SR distretto di BS.
Scritto et pubblicato per me Nicolò Bonetti pubblico nodaro nel Hospedaletto l’anno di N.S, mille settecento e vinti corendo l’indizione decima terza in giorno di giovedì li quatordici del mese di marzo, essendo nel luogo sudetto presenti sette testimonij rogati et asserenti conoscere detto sig. rev.mo testatore et essere sano di tutti li suoi sentimenti.
Essendo presenti: d. Carlo qm GioBatta Bano, d. Pietro qm Bernardo Zagni, d. Pietro qm Cristoforo Gazzoli, d. Giovanni fgl di ser Vincenzo Guarneri, d. Domenico qm GioBatta Bignotti, d. GioBatta qm Pietro Guarneri, et d. Gioseffo q, Pietro Guarneri tutti testi del Hospedaletto et abitanti rogati noti et asserenti con me nod. etc.
Rogatum per me Nicolaum Bonettum nodarum ad L. S.
ASBs – Notai di Ospitaletto – Nicola Bonetti Filza 9073 – anni 1718-1722.

Giuseppe Bonomi: