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Carteggi 1913-14

EG: 1913 – 1914

< 1913 …
Lettera con busta alla signora Matilde Ferrari spedita dalla figlia Camilla -TP: nn – da …???
… 31-07-88 c’è un ritaglio che asporta in alto a dx il bollo … C 1015448-G-V

a C 1015531: lettera con busta spedita da Milano il 24 febbraio 1904 al papà … e un’altra alla mamma del 20 maggio 1904 … – Gruppo V – Gruppo V – c 1015531 –
Lettera con busta al signor Giambattista Guarneri via Garibaldi 10 Passirano –
caro papà, Milano 24 febbraio 1904,
noi ti ringraziamo di cuore di averci lasciato andare a passare quattro giorni di carnevale in casa dello zio Piero ad Appiano e da c’erano. Vedemmo molti paesi, passammo torrenti e fiumi e sotto un ponte di legno staccammo dei grossi pezzi di ghiaccio. Mi fece una grande impressione il desinare sul battello e vedere le onde che si innalzavano poco basse dal livello del battello. Ci piacquero molto le varie gite che abbiamo fatto in quei giorni, e ringraziamo te di averci lasciato andare. Imparammo e facemmo varie fotografie, la mamma ci fece un gruppo investi di maschera, un altro investi di parata; poi lo zio Piero ci fece un gruppo a tutti anche il suo cane riuscì benissimo. Ti salutiamo e ti ringraziamo di cuore tuo affezionatissimo figlio Enea

Gruppo V . C 1015533 – lettera senza busta alla mamma scritta in data 20 maggio 1904
cara mamma,
ricevetti ieri la tua lettera nella quale mi domandi quando Franco avrà l’uscita della prima comunione. Domenica la zia ci domandò se c’era l’uscita il giorno della prima comunione e il censore rispose che mai non c’è state e mai non ci sarà pure disse che se si vuol uscire il giorno della prima comunione non si può uscire il 5 giugno e di Franco troviamo più giusto l’uscire al 5 giugno che oltre a essere il giorno dello statuto è anche il compleanno di Franco. Spero che invece di venire il giorno della comunione che puoi starci insieme soltanto 10 ore preferirei starci insieme 14 ore e standoci insieme a tutti e due, mentre il giorno della comunione non è compleanno di Franco e non puoi starci insieme a tutti e due. Avendo speranza che tu verrai cinque, saluta tutti e tu ricevi un bacio dal tuo affezionatissimo figlio Enea

a C 1015504-G-V: Regolamento Interno del Convitto Nazionale Longone – Milano 1909 – Tipografia Attilio Marozzi

a C 1015522-G-V: libretto delle note di Guarneri Enea con vocaboli latini e regole latine

1913

Gennaio

Febbraio

Marzo

Aprile

Maggio

Giugno

Luglio

Agosto

Settembre

Ottobre

Novembre

Dicembre

1914

Gennaio

Febbraio

Marzo

Aprile

Maggio

Giugno

1914 – Lettera senza busta alla mamma da Modena – C 1013826-G -II
30 giugno 1914, cara mamma, ho appena ricevuto dal papà a mezzo vaglia la mesata di cui lo ringrazio vivamente. così ringrazio te della tua lettera di alcuni giorni fa. Ieri ed oggi ho avuto l’esame di caporale, grado che ho conseguito riuscendo secondo in classifica tra noi nove, oggi l’ordine del giorno porta già la promozione con un encomio solenne del colonnello alla nostra buona riuscita. Con ogni probabilità ci sarà chi data l’istruzione degli allievi caporali che sono finiti al reggimento di questo ti giorni e che si aggiungeranno ancora. Il campo pare non debba aver luogo che in agosto di modo che se il lo zio crede di riuscire può venire una di queste domeniche; sempre ammesso che i foruncoli che lo affliggono si decidano a lasciarlo in pace. Tra due mesi precisi dovrei cavarmela da questa città!!! E con qual soddisfazione!
A metà luglio domanderò il permesso per l’esame di anatomia che conto di dare e verrò a casa. Domani ben difficilmente potrò vedere Niny data all’ora del suo passaggio alla stazione. Saluta tutti ed abbi un bacio dal tuo aff. Enea

Luglio
Lettera senza busta scritta da Modena il 7 luglio 1914 – C 1015022 – G-IV
Modena 7 luglio 1914, – Gruppo IV – 1015022 – lettera senza busta e senza indirizzo
Carissimo /a, ti ringrazio della tua lunga lettera che ho avuto oggi. Mi fa piacere sentire che ti trovi bene e in buona compagnia. Non ti posso dire altro che di divertirti anche per me! Ho lavorato tutta la giornata; potrei uscire fino alle nove ma sono morto. Domani devo essere fuori di caserma per la bell’ora delle 3:30. Era bella invero per una volta tanto ma non per 4 volte la settimana alzarsi alle tre. Tanto più quando ci si è obbligati. Giorni sono con la massima indifferenza ho dovuto attraversare a guado e bell’e vestito il Panaro carico dello zaino e del fucile. Questi i vantaggi del caporalato lavorare per quattro e per gli altri ed avere caffè per sé e per gli altri. Non ho potuto venire alla stazione il giorno che vi fui passato perché era un’ora per me troppo laboriosa quella e nemmeno ho tentato di avere il permesso che spero avere il 15 corr. per recarmi a salutare tutti a casa. Tu però non dire niente che conto di fare una improvvisata. Regolati collo scriverne. Se andrò presto alla Porretta al campo di XXX che fa non domando due ore per venirti a trovare Lamperto XXX.
Divertiti ancora a lungo e godi della bellezza e della salute che ti offre e ti dà il mare. Enea

Agosto

Settembre
a C 1015648: su carta intestata albergo ristorante dei Mille a Bologna, lettera in data 26 settembre 1914 a Camilla Guarneri da parte di Enea – Gruppo V – C 1015648 –
Lettera con busta a entrambe intestate albergo e ristorante ” dei Mille ” – proprietario Giovanni Zoffoli – via Galleria numero 71
Alla signora Camilla Guarneri Ferrari – Bologna 26 settembre 1914 sera, carissima,
stamane ho dato l’ultimo esame per la promozione. Ebbe invero esito ben poco felice, meno male che mi assicurano abbia avuto la sufficienza. Attendiamo qui che tutti ti abbiano finito gli esami perché ce ne comunichino ufficialmente l’esito. Non so quando farò ritorno al reggimento e se tornerò A Rescutta o Resnitta. In ogni modo prego il papà perché per mezzo del senatore doni si informi al più presto presso il generale Ruelli??? Dell’esito dei miei esami; interessamento che agli orecchi del generale potrebbe suonare come una specie di raccomandazione anche se tale non dovesse essere. Se la risposta assicurasse la mia promozione, il papà potrebbe direttamente in per issarsi il più vivamente per mezzo dell’onorevole da Como presso il ministero per la mia nomina al quinto alpini a Milano. E nello stesso tempo potrebbe domandare al cavalier Rubino se crede di pro o vedere in lui le divise che ho sentito essere uno dei sarti militari più accreditato anche presso l’ufficialità dei reggimenti di stanza a Milano. Nel caso potrei avere un permesso di due giorni per correre a farmi prendere le misure. Se Rubino non s’assumesse la cosa conterei rivolgermi a Farè a Milano. Oggi sono stato Castelfranco a salutare i miei ufficiali del 36° fanteria. Li ho trovati quanto mai stanchi per il duro lavoro e per la vita di campo che volge ora verso i due mesi ininterrotti. Domani domenica non so come la passeremo qui dove nessuno dei miei amici a conoscenze e dove il soldato è tenuto in ben misera considerazione. Finiremo in qualche teatro come finiremo stasera. Ma non si può cercare altro modo di passare il tempo che invero ora si fa oltre ogni modo tedioso. Oggi ho ricevuto una cartolina di Egidio, diretto da ai bagni di Porretta e datata a Milano il 24 agosto non c’è male se si vuole!! Non so se ti scriverò ancora da Bologna; ad ogni modo scrivimi d’ora in avanti a Resnitta. Salutami tutti; aspettami presto. Baci di cuore Enea

 

 

Ottobre
Gruppo IV – C 1015034 – lettera con busta alla mamma – TP arrivo: 5 ottobre 1914
Resiutta, 3 ottobre 1914 sera, cara mamma alla tua dell’altro giorno non ho risposto subito pensando che poche ore dopo avresti avuto la mia. Te ne ringrazio, ringrazio il papà della sua di oggi e della mesata ricevuta 24 ore dopo una tattica Inter reggimentale durata più di 13 ore. Vi ringrazio delle congratulazioni che mi mandate, ma andate adagio perché finora l’esame non è che un passo, che può essere compromesso per la nomina, dalle mie note caratteristiche che il capitano deve già aver mandato a Bologna. Ho paura che la licenza si farà attendere ancora un bel po’, perlomeno fino alla nomina ufficiale sul bollettino militare, quindi fino al 1 novembre al più presto. Ringrazio tutti della vostra cartolina avuta pure ora. Attendo che il gen (?) Pirozzi mi faccia chiamare come ha promesso al papà. Saluta tutti. Un bacio del cuore Enea

Lettera con busta a scritta alla mamma TP: 31/10/1914 da Resiutta-Udine – C 1015036
Gruppo IV- C 1015036 – lettera a Camilla Guarneri Ferrari TP: 31/10/14 – s.d.
Cara mamma ti ringrazio della lunga tua avuta or ora. Ti scrivo in un minuto di tregua lasciatami dalle pesanti occupazioni della Fureria in cui ho messo piede e con me ne sono più nuovi da quando parti tira uno al distaccamenti pei monti per proseguire i lavori. Lavoro enorme compensato però dal Galdino della camera di fronte al freddo e dal tempaccio che da quasi una settimana fa furori(?). Anche lassù il tempo non può essere troppo propizio ai lavori. E la nonna come mai in continue tribolazioni? Qui vivo sempre chiuso in casa. Ringrazio il papà della mesata che mi ha mandato qualche giorno fa. Non ho potuto scrivergli subito appunto perché occupatissimo. Scrivi spesso. Saluta tutti. Fa pure il cambio dei conigli d’Angora e di Russia che sono sempre belle bestie. Saluta tutti. Mille baci Enea

 

Novembre
Lettera con busta a Gb Guarneri TP: 7 novembre 1914 – C 1014600-G-III
Resiutta, 6 novembre 1914, sera, Caro papà,
ringrazio te la mamma delle due lettere avute stamane di ritorno da un faticoso trasporto di malati e di carteggi ai ricoveri della zona del mio battaglione. Non avevo nemmeno lontanamente idea di quanta difficoltà presentasse anche per 50 alpini e 25 muli il trasporto di mobilio da camera per 6 ufficiali, di pochi armadi e qualche tavolo e poche sedie. Fu un lavoro d’inferno per tre lunghi giorni uggiosi per la nebbia e per la pioggia fine fine. Abbiamo raccolto lassù gli ultimi edeweiss del 1914 ma già la brina li ha sciupati/ strinati e la neve in molti punti li ha coperti, si farà vedere molto presto anche qui.
Oggi stesso scrivo a Pisa per sapere quando tu mi chiedi. Da Milano so che è stato trasmesso tutto a Pisa. Attenderò la notizia dell’accettazione a Pisa. Non vi dovrebbero essere inciampi. Che poi la facoltà di Agraria a Pisa non sia un mito, è provato dal fatto che io ho un collega conosciuto a Bologna che si è inscritto. Mi sono preso un potentissimo raffreddore che non accenna a passare. E tu come vari della tua gamba? Sui monti gli alpini hanno saputo prendere un bel camoscio, molto meno grosso però di quello che avete assaggiato voi. Se me ne presenterà nuovamente l’occasione te ne manderò ancora qualche pezzo, se non altro perché mi piace ed è … raro anzi che no. Saluta caramente tutti, e con mille baci abbini per tuo aff. Enea

Dicembre

 

Alla fine:
a C 1015220-G-IV: Baulada d’un can da Guera: l’Alpin an bataja + La canzone degli eroi + Stornelli delle armi + Brindisi (Resiutta, 3/11/1914) – OK fatta :
La Canzone degli Eroi:
a Caporetto e Udine / ci stanno gli imboscati / Son loro che fanno la guerra / allorché sono soldati
e dopo 10 mesi / pretendono il nastrino / che hanno guadagnato / frequentando sto casino
ci vuol poco criterio / per distinguere gli imboscati / li vedi scarpe gialle / e tutti impomatati
quando sarà la pace / saranno loro gli eroi / che narreranno ai posteri / ciò che facemmo noi…
a destra dell’Isonzo / Ci sta Santa Lucia / sei stanco sei di vivere / ti insegnano la via
il Mrzli ed il Vodil / difendono Tolmino / ce morto il bersagliere / ma non ci muore l’alpino
dal forte di Gorizia / spara l’artiglieria / Savoia ” bersaglieri ” / San Michele in agonia
La fronte di Gorizia / è stata da noi sfondata/ ma cieco per vendetta / Venezia ha bombardata
il sesto fanteria è stato sul Tonale / c’è stato cinque mesi / grattandosi le balle
e dopo cinque mesi il supremo comando / gli disse al San Michele / in riposo io ti mando
al bosco di cappuccio / si stava assai benino / ma ora sono sbalzati / nei pressi di Tolmino
il generale Cadorna / sta diventando pazzo / perché tutte le donne / ti vuol mandar sul car …rso
la figlia di Cecco Beppe / è una gran puritana / ha messo su un casino / di dietro il col di Lana ! …
il 151 ha fatto l’avanzata / ma aveva per rincalzo / la brigata Macerata
La 123 è un’allegra compagnia / la mostra il vino sparso / su tutta la biancheria
Bin – bon . bum / Brin – Bron – brum

Stornelli delle armi
Cadorna dice che per avanzare / ci vuol l’azione dell’artiglieria / la quale deve prima preparare / l’assalto che fa poi la fanteria
ma ar momento dell’azione / te puliscono er cannone / e con sestante / te stanno a segnà er punto sur quadrante
il genio te combina un’invenzione / per far sompà li fili e li paletti / consuma gelatina profusione / ma poi te li ritrovi lì perfetti
il tubo con la miccia / poi a gambe se la spiccia / mondo stoppino / rimane ogni ho fregato il fantaccino
Si sa che alle penne il bersagliere / per far sull’inimico assai impressione / fu sempre uno dei primi fra le schiere / per conquistar qualunque posizione
sulle vette del Cadore / arriva dopo tre quattro ore / dovunque vada/ o non arriva oppure sbaia strada
l’alpino è veramente coraggioso / non ha paura di pigliar mai busse / e i va sul monte più pericoloso / e così come si è quasi nulla fosse
te conquista il “cavallino” / poi lo lascia al suo destino / e poi si scusa / dicendo che il cavallo / là non s’usa
la sanità è una perla di modello / per apprestar le cure a li soldati / così che quei scampati dar macello / possibilmente vengono salvati
ma il lavoro è faticoso / che ci manca anche il riposo / e tante volte / invece de guarirli ci dan la morte.
La sussistenza è l’arma preferita / da tutti quelli che vollero la guerra / che danno pane e pasta in acidita / te fanno senza paia dorni in terra
alla loro mensa si scialacqua / mentre a noi ce manca l’acqua / sta brava gente / ti chiede era cambio perché combattente
quell’arma ch’è a cavallo e porta sproni / cavalleria sin qui venne chiamata / se in questa guerra si grattò lì coglioni/ speriamo che ben presto si appiedata
questa cosa far bella / l’arma della caramella / ma tu ci credi? / Vedrai che presto ce faranno male i piedi
ma per fortuna dell’Italia nostra / è sorto il valoroso bombardiere / distruggere ad una ad una le trincere /così come bevesse un buon bicchiere
ma ci sono gli invidiosi / che ti danno giudizi cosi (esosi) / ad ogni costo / dicendo ch’è più fumo che l’arrosto
però se vuoi sapere chi è più migliore / fra tutti li sordati è il vecchio fante / sul Car…so nel Trentino nel Cadore / ne ha fatte delle azioni chissà quante
sa far certo avanzate / sulle vette trincerate / ma quando in cima / ritorna con un passo o vera prima
delle difese nostre la più forte / è d’Udine de certo er trincerone / ce stanno gli imboscati d’ogni sorte / che tremano al rimbombo der cannone
con un per de stivaloni / e con tanto di speroni / scrutò nella terra: / e portano er nastrino della guerra.
c’è un’arma che è dimenticata / e della mitragliatrice / e sì che fu un’invenzion premiata / che tutto il mondo benedice
ma più volte il mitragliere / non corrisponde alle azioni / nello sbaraglio / sovente se la fa nei pantaloni .

Brindisi
Cari siori, questo goto / questo calice contien / certo umor che mette in moto / tutto il sangue in un balen.
El lè umor che da la terra / a ristoro dei mortai / el xè umor che fa la guerra / con sospiri affanni a guai.
Questo questo el xè quel sugo / che Noè el gha imbriagà / e che come un pampalugo / sul terren lo gha sdraià
noi però che conosemo / de sto sugo el strambo effetto / zo bel bel se lo mandemo / senza danno all’intelletto.
Anzi tolto con prudenza / el ne ispira la sapienza / el ne sgroppa la loquela / el ne daà nuova favela
el ne socia l’alegria / un sorriso più sincer / e bandendo ipocrisia / el fa il labbro veritier
si, questo xè quel balsamo / che da morbin a tutti / che fa la vista doppia / che fa parlare i muti.
Che fa calmare i spasimi / che conza le bodele / che intenerisce i muscoli / che imporpora la pelle
Che fa passar la tosse / Che morbidisce l’ugola / che fa le oreccie rosse / che cazza sole sittine
che colorisce il viso / che mette pago in stomego / che verzi al paradiso.
Che dottori, e medicazioni / levatrici e polverine / taccornazzi mi non vai, / che semade mai, … che oio,
questo, questo xe el rimedio / che guarisce tutti i mali; / anca chi xe pien de cali / can un solo gottisin / nel diventa un balerin.
se mi fussi ona donnetta / che ghe piase el gatesin / per ciuciar qualche goccetta / venderia el capelin;
la traversa el fasoleto / el paion che go nel leto, / la camisa venderia / e ‘na scufià ciaparia!
Per tignir in alegria / tuta quanta la compagnia / ma che vado mai cantando / de ‘sto sugo le virtù …
chi ne mai che’l gomio alzando / non lo gabbia conossu / per esempio ne l’inverno / co’ la barca buta in terra.
farà in serada ne l’inferno / dentro in casa la giazzera / che scaldini, scaldaletti / stue, foghere e caminetti;
Tutto pago para de banda / che la bara va mangiando / questa, questa xe la stua / la più sana, la più genial!
che la scalda e non la brusa / come ‘l fogo natural / che pellizze, che manizze / che tabarri e scalfarotti
con do sali de ‘ste goti / dentro in stomago vodai / in apèril semo tornai! / che scaldine, che ciubative
che coverte … cosa i vol … / co’ se ga bevù do goti / se ga tropo anca el lensol / de sto cura miracolosa
la virtù no ga confin / nè no merita riposo / chi se incalisce col vin;
chi se nato su sta terra / dove el sol matura l’uva / le fa degaio de galera / le la bera in panza sera (o lira)
quel pastaccio maledetto / che dell’amo (anco) fa tamburo / tutta panza niente petto / freddo come un muro.
dov’è l’ardor del Bacco / che incoraggia il più macacco / a parlar fra la gente / senza mai concluder niente!
ma vignindo in conclusion / ve dirò che il vin vec (?) / in diverse occasion / per esempio:
quando nase un fio, na fia / per tignir in catena / il compare la comare / e quel povero papà
de sto sugo vien ciucià / co’ succede in sposalizio / ghe se el giorno del giudizio / per quel povero innamorà
che el tradisce la libertà / e4 che el giura sull’altare / de volerse ligar. / anca allora in quantità
de sto sugo vien scolà / Mi mai più ne finiria / se notar ghe valeria / tutte queste circostanze
che secondo vecchie usanze / de sto sugo le fa sguazzo / tanto in piazza che in palazzo
Così vegnindo al fin / de sdto lungo mio parlar / sora i meriti del vin / mi li prego e no pisciar
e bagnandome la gola / con un sorso de sto vino-succo / che ristora, che consola / che rinnova il sangue in co?
mi ve auguro in fede mia / la salute e l’allegria. / sic transit gloria mundi

Resiutta, 3 /11/1914 – Enea Guarneri

 

Giuseppe Bonomi: