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Carteggi 1915

EG: 1915

Gennaio

Lettera con busta a Camilla Guarneri Ferrari – TP: 25 gennaio 1915 da Comeglians – C 1014078-G-II
25 gennaio 1915, Cara mamma,
ho avuto le tue due ultime lettere. Qui ha nevicato molto in questi ultimi giorni; e noi sgombravamo le mulattiere per ritrovarle 24 ore dopo nuovamente coperte di neve. Ancora questa notte ne vennero 25 cm buoni. Finalmente fotografie ed abito sono arrivati a Villa Santina e fra due o tre giorni posso sperare di averli quassù! Quanto alla mesata che il papà pensa di mandarmi; potrebbe invece per questo mese comprarmi il binocolo da Cominelli, qualora questi sia disposto a calarlo sulle lire 150, anche 160, come pressappoco l’avevo convinto io. Perché io ho già scritto a una ventina di ditte. In Italia non ce ne sono quasi più, dall’estero non ne vengono, e dei pochi che ci sono pretendono più di quanto forse vorrebbe Cominelli, sempre che sia il Ganz o Pingi??? A me il binoccolo si rende quasi necessario ed indispensabile. E poi è più che utile. Se non valesse, provare da Boss sotto i portici, ma credo che i prezzi saranno tutti lì; e nel caso converrebbe accontentare di preferenza Cominelli di cui si può essere, per quanto ci ha sempre dato, abbastanza contenti. Il pacco postale col cappello non l’ho ancora avuto. Arriverà forse domani. Se Franco trovasse altri binoccoli, li prenda purché siano a 8 ingrandimenti, prismatici purchè Ganz o Zeiss o Kraus o Bouch. Altre fabbriche non solo consigliabili; né altri ingrandimenti, perché se troppo grandi hanno campo visivo minimo. Saluta tutti e abbi il più caldo bacio. Aff. Enea

Cartolina postale italiana a Giambattista Guarneri – TP: Comeglians (UD), 26 gennaio 1915 – TP di arrivo: 27 gennaio 1915 – C 1014086-G-II
Ravaseletto, 25 gennaio 1915, Caro papà,
ho avuto ora il pacco postale contenente cappello carte calze ed altro, contemporaneamente ho avuto il listino dei binoccoli di Cominelli. Come ho scritto alla mamma invece di mandarmi la mesata potresti acquistarmi per questo mese il binocolo Gaerz a 8 ingrandimenti che Cominelli ha in vendita a lire 197,50; poi me lo potresti spedire in una cassetta di legno, meglio se con porto assegnato. Qui nevica ancora e forte. Sono cinque giorni che non si possono riprendere i lavori della strada causa il cattivo tempo. Sarà meglio vada subito da Cominelli prima che abbia venderlo ad altri, perché binocoli a prisma in questi tempi se ne trovano pochissimi e sono assai cari. Tanti saluti a tutti. Un bacio affettuoso Enea

Lettera con busta a Gb Guarneri – TP: Comeglians, 31 gennaio 1915 – UD – C 1014609-G-III
30 gennaio 1915 ore 17, Caro papà,
ho avuto ora la tua lettera contemporaneamente a una cartolina della nonna. Vi ringrazio tutti e due.
Rubino con un ultimo pacco avuto or ora ha finito di mandarmi quanto mi doveva mandare, così puoi passare a ritirare il conto che sarò contento di poter vedere. Credo che il miglior modo di spedirmi il binocolo sia per porto assegnato in una cassetta di legno ripiena di segatura.
La tassa che noi paghiamo alla Cai di Milano è di lire 5.00 annue, perché studenti. Se Franco vuol far passaggio alla sezione di Brescia può continuare a pagare lire 5, ma però bisogna sempre che lui paghi la tassa 1915 a Milano e che rassegni le proprie dimissioni per iscritto entro il 30 settembre p. v., a quella sede per non dovere pagare poi anche la annualità del 1916. Il Corriere e la Domenica mi arrivano quasi sempre puntualmente; qualche volta risentono del ritardo della corriera. Qui da tre giorni abbiamo un sole splendido e la notte oltremodo rigida; abbiamo subito ripresi i lavori. Oggi anzi fu qui il nuovo maggiore comandante del battaglione. Si meravigliò come i lavori procedano lenti! Se si pensa che abbiamo 45 uomini e che la terra da sera a mattina gela per uno spessore di centimetri 50 circa, capirai che lavoro si può fare!
La ufficialità qui si è ridotta a 4 sole persone, essendo gli altri passati alla compagnia di M.M. di nuova formazione. Uno di quelli che sono ancora qui è il fratello del Cav. Eula sostituto procuratore del Re a Brescia, che tu forse conosci; anzi conta di venire tra non molto in licenza a Brescia. Persone che possono dirsi civili in paese sono il maestro e la maestra, ma non si vedono mai. Qui il sindaco è il calzolaio riparatore degli stivali di compagnia, tipo infido e taccagno. Non assomiglia affatto al sindaco di Resiutta dall’occhio di vetro. Saluta tutti ed abbi un cordiale abbraccio. Aff. Enea

Febbraio
Lettera con busta a Camilla Guarneri Ferrari – TP: 8 febbraio 1915 Comeglians Udine – C 1014614-G-III
Ravaseletto, 7 febbraio 1915, Cara mamma,
nel ringraziarti della tua lettera avuta ieri rispondo alle molte domande che mi fai. Ho ricevuto il binoccolo da alcuni giorni; come già ti iscrissi, ieri l’abbiamo provato alla rifrazione del sole è ottimo e molto luminoso; e d’effetto stereoscopico molto forte. Ho ricevuto le cartoline dei giorni scorsi; non però quelle del maestro Ghitti. Ho avuto anche una cartolina della Zie Emilia. Qui bel tempo fino a ieri, stanotte ha nevicato forte e continua ancora. Sono stanco in modo da non credere; della settimana: 5 giornate al lavoro, sempre in piedi; 1 di marcia lunghissima. Da quattro giorni ho assunto da solo la costruzione di un tratto di strada di circa 3 km con due ponti, ho a mia disposizione 45 uomini, e dovrei finire il tratto per il 15 marzo. Il fatto grave è che i lavori dipendono da un Capitano, che non è il mio, quindi io devo barcamenarmi in modo da accontentare uno e da non andar contro i voleri dell’altro. È una posizione grave. Ma se non mi daranno almeno 100 uomini, sarà impossibile fare la strada in un mese e un quarto (45 gg.) ed io rassegnerò subito l’incarico. Nemmanco la domenica mi lasciano in pace. Oggi anche sulla neve dovrò andare a tracciare un pezzo per domani! La sera mangiamo alle sei, facciamo la partita e alle nove sono a letto. Coi colleghi e coi Superiori grande relazione. Comeglians paese molto grosso e centro importante rispetto al nostro, farà forse 2000 anime. Sabato i paesani vi hanno dato un gran ballo in onore degli ufficiali anche dei dintorni. Noi non abbiamo voluto intervenire per molte ragioni. Giovedì sono invitato da De Ferraris a un ballo di Resiutta; non so se mi permetteranno d’andare. Il mio Capitano parte oggi per la licenza. Restiamo qui tre sottotenenti. Bacio tutti. Aff. Enea

C 1014523-G-III – lettera con busta a Gb Guarneri TP: 11 febbraio 1915 da
Comegliens (Udine) …1915, 10 febbraio 1915, Caro papà,
spiacente di non poter essere con te per passare assieme la giornata di festa per te e per tutti in famiglia, ti mando gli auguri più sinceri.
Qui nevica da ieri sera. La neve arriva a mezza gamba. Nelle strade si cammina come in una trincea di neve. Sono preoccupato assai per l’andamento dei lavori, lo sgombero di questa neve richiederà ancora un mucchio di tempo; e se si va a di questo passo, altro che presentare la strada finita per il 15 marzo! Sarà già molto poter preparare per quel giorno le due incassature dei ponti e preparare alcuni dei tratti più facili.
Il capitano in licenza, qui 4 subalterni, 1 sottufficiale, 8 caporali; 21 muli; e 140 uomini da istruire, amministrare, condurre ai lavori; accantonare in una zona di 35 minuti di marcia, è la cosa più semplice per i nostri superiori. Sarà già molto se in questo paese non resteremo bloccati dalla neve; privi di comunicazioni. Neve ne è venuta per 3 m; soldati non si comandano che in coppia; ancora una giornata di neve ed attenderemo che qualcuno venga a portarci da mangiare dai paesi meno lontani. Pensa che i muli scossi, sulla mulattiera, affondano ora fino alla coda; e ieri una carretta con 130 kg ha richiesto il lavoro di sei muli per venire da Arcivento o Cercivento, e ha impiegato 4 ore ancorché i soldati davanti facessero la strada. Una valanga ieri si è staccata a sud della valle ed ha chiuso la strada che ci unisce a Comeglians, richiedendo un lavoro di 3 ore di tutta la compagnia. Saluta tutti. I più cordiali auguri. Un bacio. Aff. Enea

Lettera con busta a Gb Guarneri – TP: Comeglians, 20 febbraio 1915 – C 1014075-G-II
Ravaseletto, 17 febbraio 1915, Caro papà,
ti ringrazio della tua lettera di alcuni giorni fa. Mi fa piacere il sentire che state tutti bene. E Fassati nella divisa d’ussaro, che figura fa? All’arrivo al reggimento chissà quale – battaglia – !! Dopo cinque giorni di bel tempo, che faceva sperare bene, oggi torna a nevicare. Ce ne più di 2 m. Per misero che sia stato il carnevale è finito anche quassù. Noi l’abbiamo passato tra noi tre colleghi, onorando alcune bottiglie che secondo vecchie usanze il Comando di battaglione distribuisce agli ufficiali della Compagnia, e in lunghi servizi notturni di ronda; di giorno non abbiamo smesso i lavori.
La mamma vuole il mio ritratto, ma qui fotografi non ce ne sono nè si può abbandonare il presidio senza licenze; se non attendo il mio turno, che verrà quando il comando deve riscuotere fondi dalla tesoreria di Udine. Quanto alla circolare del CAI Franco deve far noto a quale università, facoltà, corso è iscritto; io per mio conto l’ho già fatto. Se non risulta nell’albo della Sezione questo dato, può incorrere nel rischio di dover pagare la quota intera di lire 20. Ho letto il libro di Cannavò. Mi è piaciuto e te lo spedirò tra non molto. Vorrei avere le strafalcionerie per farla gustare ai miei colleghi qualche sera. Sai se lo zio ha avuto la prospaltella? Saluta tutti ed abbi il mio caro abbraccio. Aff. Enea

Lettera con busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari – TP: 25 febbraio 1915 – C 1014081-G-II
24 febbraio 1915, Cara mamma,
vivissime grazie per la tua lettera avuta questa sera, e per la premura con cui mi hai fatto tenere la Strafalciomania-nemme. La rivista del CAI mi è pure venuta a proposito. Quanto all’epidemia, non era una novità, anzi purtroppo il Governo aveva già dovuto prendere provvedimenti, che per alcuni giorni furono limitati a poche zone, mentre ieri ha dovuto estenderli a tutt’Italia, con speciali disposizioni ai presidi militari. Naturalmente è imposto il massimo silenzio. I casi più vicini a noi ci sono dati a Mestre ed a Venezia. Escludi poi a chiunque la attendibilità della voce di una importazione dai trentini, perché i primissimi casi si diedero in gennaio nelle Puglie e in Basilicata, zona un po’ troppo lontana dal punto che si vorrebbe ne fosse origine. E là infatti il Governo operò le prime cure, tra cui l’abolizione delle licenze.
Negli ultimi giorni qui venne ancora neve, e dalle montagne rovinarono enormi valanghe. In Val Calda durante una gita in sky ne ho trovato una che non ha meno di 150 m di fronte. Fortunatamente finora non si hanno a deplorare disgrazie!. Non mi meraviglierebbe il metro e mezzo di neve a Santa Maria. Qui ce n’è più di 2 m, adesso che in parte è già sciolta e il resto è compatto. Le strade sono trincee di neve. Circa il vitto abbiamo una mensa da ufficiali, da campo, dove un soldato cuoco di professione cerca di non lasciarci morire di fame. Ravaseletto non ci avrebbe fornito certo una posto dove mangiare. Coi colleghi benissimo. Anzi Eula è venuto in licenza Brescia in occasione della nascita di un figlio a un suo fratello che vi è Sostituto Procuratore del Re e mi ha assicurato che passerà allo studio a salutare il papà. L’attendente provvede anche alla riparazione della biancheria in modo non infame, come provvede al resto.
Saluti a tutti e baci Enea

 

Marzo
Cartolina illustrata con Panorama alpino e mucca – Niny Guarneri – TP: 1 marzo 1915 – C 1014067-G-II
1 marzo 1915, Saluti a tutti Enea

Lettera e busta alla sig.ra Camilla Ferrari Guarneri – TP: Comegliens (UD), 6 marzo 1915 – C 1014071-G-II
5 marzo 1915, sera, Cara mamma,
vive grazie della tua avuta ieri l’altro a cui rispondo in ritardo, perché proprio l’unico momento che la sera avrei libero, non sempre mi sento di rubarlo al letto. Torno a sera dai lavori stanchissimo! Devo fare 20 minuti di strada per andare dalla cucina dove sorveglio il rancio, alla nostra mensa, poi torno, do gli ordini per l’indomani e mi metto a letto, dove non sempre mi decido a fare i conti delle indennità da dare ai soldati che vengono ai lavori. Li faccio poi la domenica, quando devo chiedere fondi! Così stasera ti scrivo in fretta anche perché domani avremo i tiri, il che mi consente di restare a letto 1/4 d’ora di più. Franco ha ricevuto tre rotoli di pellicole che gli ho mandato da sviluppare? Dovresti spedirmi a mezzo campione senza valore qualche cravatta mia da soldato, che conto dare al mio svizzero, e i miei galloni da sergente che metto come gradi al cappello. Ricambia a tutti i saluti che mi hanno mandato. Saluti a tutti di casa, un bacio. Aff. Enea

Lettera con busta al dottor Giambattista Guarneri – TP: Comeglians, 15 marzo 1915 – C 1014073-G-II
Ravaseletto, 14/03/1915, Caro papà,
spero stiate tutti bene, come lascia credere una cartolina di pochi giorni fa che portava le vostre firme.
Ho un lavoro enorme che mi tiene occupato tutto il giorno. Ho ricevuto una cartolina da Franco, gli scriverò forse oggi. Giorni sono ho spedito a casa gli schy perché la neve è così cattiva che non ne permette l’uso, e poi non avrò avuto il tempo di usarli. Oggi scriverò per farti mandare alcune piante di pere, già innestate di varie qualità. Ne potrai piantare nel brolo a sera della casa e contro la rete dell’orto che credo il punto migliore del brolo. Non so ancora niente circa la data del mio trasferimento a Rigolato, ma non andrà molto a lungo. Prego la mamma di mandarmi al più presto la cucina da montagna, e due paia di calzettoni di lana, da ciclisti, color grigio ferro o grigio verde o grigi con piede intero dovendo in questi giorni approntare il bagaglio da mobilitazione. I calzettoni sono più pratici delle fasce in campagna perché permettono di togliere e mettere le scarpe nel minimo tempo. Saluta tutti e scrivimi spesso e un po’ a lungo. Un bacio di cuore. Tuo aff. Enea

Aprile
C 1014576-G-III – lettera con busta a Gb Guarneri – TP: Comeglians UD: 1 aprile 1915
Ravaseletto, 1 aprile 1915, Caro papà,
ti ringrazio della tua lettera pervenutami ora con una dello zio Giacomo. Mi sarebbe piaciuto assai poter essere a casa per Pasqua, ma credi che mi è impossibile. Le licenze sospese per non portare qui il contagio che fa strage in tanti paesi, ora sono sospese anche per non portarlo fuori di qui. Al Comando del Distaccamento solo, non troverei chi mi supplisce, certo; e poi in questi giorni ho tutti i conti di marzo da spedire, che devono essere a Cuneo per il cinque, e capirai non è poca la preoccupazione di uno sbaglio.
Qui mi aspetta una giornata infame, vissuta solo, in un aggroviglio di lavoro che spero però sbrigare prima. Se così sarà, accetterò l’invito dei miei colleghi di Comeglians e scenderò fino là a pranzo, tanto per non restare solo anche quelle due ore! Nemmeno le 48 ore di permesso mi sono possibili, e non ho altra speranza che l’arrivo dello Zio. Scrivetemi e ricordatemi a tutti. A tutti amici e parenti l’augurio più cordiale e sincero. Ti bacio di cuore. Aff. Enea

Pasqua: 4 aprile 1915

Lettera con busta a Gb Guarneri – TP: Comeglians 16 aprile 1915 – C 1014093-G-II
Ravaseletto, 16 aprile 1915, Caro papà,
vivissime grazie per la tua lettera avuta ieri. Puoi pensare come mi farebbe piacere abbracciarvi quassù, specialmente ora che mi si fa prevedere ancora molto lontana la possibilità di una licenza! Qui la solita vita che lo Zio ti avrà potuto descrivere. La strada dà nuovi grattacapi e nuove grane. Comincia il pellegrinaggio dei Superiori e tutti sono larghi in critiche ed in consigli ora che ci si può dire alla fine. Potevano venire a parlare prima, e meglio ancora fare prima la strada e in estate! Domani in occasione del giuramento delle reclute del ’95 grande marcia a 2500 m. Sarà, se non altro, una variante alla vita monotona di qui.
Il mio ex capitano è stato promosso maggiore all’8° alpini; e non conosco ancora il capitano che lo ha sostituito. Saluta tutti di casa. Abbi il più cordiale bacio. Aff. Enea

Lettera con busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari – TP: Comeglians 22 aprile 1915 – C 1014088-G-II
Ravaseletto, 21 aprile 1915, notte, Cara mamma,
ho avuto la tua lettera e i due pacchi postali. Ti ringrazio vivamente di tutto. Qui piove a dirotto e forse ne avremo per tutta la notte e anche per domani. Oggi ho avuto una carissima lettera dal mio ex capitano ora maggiore all’8° alpini. È una grande soddisfazione il godere alla simpatia e la stima di un uomo della sua stampa! Lasciandoci 25 giorni sono, ci siamo baciati a lungo; piangevo io e a lui pure luccicavano gli occhi; povero uomo! Ottimo ufficiale, perfetto gentiluomo, generosissimo amico! E spero mi ricordi a lungo come io mi ricorderò di lui! La venuta a Passirano del Sig. Silvio e della sua Signora è unica soluzione a le tristissime condizioni in cui si trovano in quei paesi. Da noi è un continuo rimpatriare di gente che non si sente sicura di là, così mi permetto di consigliare il Sig. Silvio a non tornare per nessun motivo al di là, perché il solo fatto del suo viaggio nel Regno lo comprometterebbe assai, agli occhi della polizia tudera. Comincio a sperare che tra una ventina di giorni il mio romitaggio possa volgere alla fine; e ne sarebbe veramente l’ora! Sono più di tre mesi e mezzo che continuo lo stesso lavoro e invero è pesante, senza contare poi che da 25 giorni sono solo solo! Ricordami a tutti di casa ed amici e contraccambia i saluti che mi hanno mandato a mezzo tuo. Scrivimi spesso. T’abbraccio Enea

 

Lettera con busta alla signorina Niny Guarneri – TP: 27 aprile 1915 – C 1014068-G-II
Ravaseletto, 26 aprile 1915, sera, Cara Niny,
ti ringrazio della cartolina avuta ora e circa le cartoline che mi chiedi, non ne ho più; e poi non è mica una mia fotografia! Perlomeno non ho ancora le gambe stanche! Speravo di finire il mio romitaggio sabato e di venire in licenza forse domenica, ma un sopraluogo fatto oggi dai superiori è stato largo di nuovi piccoli lavori che mi ruberanno ancora molto tempo, poi chissà se mi sarà dato di venire più tardi…
Dì alla mamma che le dovrò far fare tra giorni e in gran premura certe lenzuola da sacco a pelo e che si provveda di tela di lino larga almeno cm 80, è di circa metri 8,50. Manderò forme, dimensioni, schiarimenti con la prossima mia. Venerdì abbiamo avuto ancora una visita da Sua Maestà la neve circa 10 cm che se ne sono già andati. Ieri sono stato a caccia con alcuni di qui, e in serata ci siamo pappati un buon spiedo di tordi e merli abbastanza grassi. Chi dei colleghi lo seppe, non ha fatto che invidiare; ma è restato a bocca asciutta. Se qualcuno va a Milano fammi prendere alla Unione Militare in via San Prospero 6 un cordone di seta grigio verde per pistola, che mi manderai come campione senza valore. Saluta tutti ed abbi un bacio di cuore Enea

 

Maggio
Cartolina postale italiana in franchigia alla signora Matilde Fontana Ferrari – C 1014060-G-II – TP di arrivo: 7 maggio 1915
1 maggio 1915, sera, (senza intestazione),
Ho avuto finalmente vostre recenti notizie da lettere della mamma 26, 27 e del papà 28 aprile. Godo di sentirvi bene. Io anche sempre in ottima salute. Scrivo presto a lungo, contando infine di settimana averne una di riposo un po’ più in basso. Scrivetemi spesso e datemi notizie di tutti.
Saluti ad amici e parenti. Un abbraccio Enea

Lettera al papà [busta alla mamma (1/5/15)] – C 1014064-G-II
18 maggio 1915, Caro papà,
ti ringrazio della lettera avuta giorni sono. Ho ripreso il comando delle forze di Ravaseletto, che sono calate a 12 uomini e sei muli. Non solo; ma la 81ª da Comeglians si è portata al confine, sicché io sono restato unico ufficiale ai lavori, alla direzione, e in mezzo a un mucchio di operai borghesi che tentano frodare spudoratamente. Qui al ritorno ho trovato una lettera di Franco. Gli ho scritto subito dopo ma non si è più fatto vivo. Da due giorni piove; i lavori si ritardano, sicché ne avrò ancora per qualche giorno della settimana ventura. Ho trovato qui il tenente Rinaldini di Brescia che ha fatto la strada da Comeglians a qui, l’altro ieri. Quassù regna una calma serena che fa piacere; non c’è confronto con lo spago che ne hanno nelle città … Nessuno parla di guerra e tutto procede nel modo più regolare e soddisfacente. Ricordami a tutti. T’abbraccio di cuore Enea

Lettera senza busta alla mamma C 1012956-G-I
Comeglians, 21 maggio 1915, Cara Mamma,
ti ringrazio della lettera che ho avuto ieri contemporaneamente a una cartolina di Franco. Il pacco lo ho ricevuto sebbene in ritardo. Partita la 81ª da Comeglians, è partita anche la 13ª batteria ed io sono rimasto con un certo numero di uomini di quei due reparti, sicchè per comodità ho tolto il distaccamento da Ravaseletto e l’ho portato a Comeglians, da dove risalgo la strada fino alla Sella di Ravaseletto ogni giorno anche due o tre volte. Ho un mucchio di lavoro perché ho l’amministrazione anche della strada, e poi siamo in momenti così incerti… Anche qui però non ci resterò a lungo; conto che a metà settimana ventura possa raggiungere la Compagnia. Qui ho avuto cinque giorni di pioggia continua che hanno provocato numerose frane sulla strada, ritardandone il compimento. Siamo però a buon porto e se frane non ne vengono più, lunedì i lavori saranno finiti e in due giorni potrò chiudere e consegnare i conti. Saluta tutti ed abbi un affettuoso bacio Enea

Biglietto postale da € 0,15 al dottor Giambattista Guarneri – TP: Rigolato (Udine), 25 maggio 1915 – C 1012967-G-I —– vedi Doc …
Rigolato, ore 1 del 25 maggio 1915, Caro papà,
ti ringrazio della lettera avuta oggi. Il 19 ho lasciato Ravaseletto, ed ho assunto il comando del presidio di Comeglians, che ho lasciato stamane con l’ordine di raggiungere la compagnia a Collina. A Rigolato un contrordine mi fa fermare ed oggi stesso vi ho assunto il comando di tappa. Ottimo servizio e ben organizzato, ma carico di tanti casini (o impegni) che un uomo dopo due giorni ne esce rotto. eccetera

Biglietto Postale (Doc. 1)

Al Dottor Giambattista Guarneri
Passirano provincia di Brescia.
Rigolato, 25-05-1915, ora 1
Caro papà,
ti ringrazio della lettera avuta oggi. Il 19 ho lasciato Ravaseletto ed ho assunto il comando del presidio di Comeglians, che ho lasciato stamane con l’ordine di raggiungere la Compagnia a Collina. A Rigolato un contrordine mi fa fermare ed oggi stesso vi ho assunto il comando di tappa. Ottimo servizio e ben organizzato, ma carico di tanti impegni che un uomo dopo due giorni ne esce rotto. Stamane ha tuonato il cannone alle 9:00, preceduto già nella notte che c’era stato uno scambio di fucilate. Qui ho un ospedale di 100 letti, circa 160 muli, 230 uomini tutti ai miei ordini per quanto riguarda il servizio generale, e specialmente quello di corrispondenza militare. Alle nove di stasera è arrivato il primo ferito. Ha una gamba fracassata: era attendente di un mio collega della 17ª. Stanotte è partita per il fronte la seconda sezione mitragliatrici del battaglione, che è stata allestita e armata in meno di 48 ore, con uomini già pratici dell’arma. Mi auguro che mi si tolga di qua e mi si mandi a raggiungere la Compagnia. Del resto tutto procede con la massima precisione nella più serena calma. Abbraccio tutti e scrivimi presto ti abbraccio Enea.

Guarneri-Enea-I da: C1012617-G-I a C1013193
— Busta da lettera indirizzata alla sig.ra Camilla Guarneri Ferrari, TP: Comeglians (Udine), 23/05/1915 con TP di arrivo a Passirano il 24/05/1915: senza contenuto??? Trovare la lettera corrispondente…

Lettera con busta a Giacomo Guarneri – TP: Rigolato (Udine), 28 maggio 1915 – C1012969-G-I
Rigolato, 27 maggio 1915, ore 23, Carissimo Zio,
la calma e il desiderato ordine sono entrati in tutte le operazioni. Rifornimenti viveri; munizioni, ospedali; trasporti feriti e materiali funzionano tutti egregiamente. Unica cosa un po’ lenta è il trasporto da Villa Santina a qui; ma vi supplisce la buona volontà e l’altruismo di tutti i nostri alpini. Alla frontiera i nostri colleghi si battono; noi lavoreremo col massimo della nostra forza per provvederli e fornirli di tutto quanto ci è dato. E la volontà nostra si è affermata nella zona da cui abbiamo notizie… e come! Certo la guerra è la guerra lo sapeva anche Pinco … I feriti e i morti sono relativamente pochi, se si pensa che i nostri non sono ancora tanti quanti sono gli austriaci morti al primo attacco alla baionetta la notte 24-25 nella prima trincea occupata dai nostri. La mia compagnia ha subito le maggiori perdite perché specialmente è stata la prima al fuoco o meglio all’assalto dato che all’una di notte si sono portati alla distanza da 30 m dai nemici senza essere visti, e appena i nemici li scorsero partirono alla baionetta e i 15 nemici che vi erano di piccoli posti, rimasero lì, né si mossero più… Rimaneva ferito un sottotenente, alcuni soldati, morivano un caporalmaggiore. Ma più vilmente deplorabile è stata la caccia alla Croce Rossa… Tre portaferiti furono uccisi a meno di 100 m dalla linea di fuoco, mentre portavano la barella ed i posti di medicazione devono continuamente spostarsi perchè fatti segno a un fuoco di fucileria continuo. Oggi però c’è stato a quanto pare un periodo di stasi. Vedremo la piega che prenderà tra giorni. Ricordami a tutti di. Scrivi. T’abbraccio di cuore. Aff. Enea

 

Biglietto postale da £ 0,15 alla signora Camilla Guarneri Ferrari TP: 28 maggio 1915 (con foglietto a quadretti allegato) (mancava il riferimento n. dia C 1012959-G-I)
Rigolato, 29 maggio 1915 ore 24, Cara mamma,
forse le notizie che vi do vi arriveranno prima di quelle dei giornali. Gli alpini si sono ricordati di Adua e di Derna. La mia compagnia è stata la prima al fuoco; io non ci dovevo essere al fuoco!… E pensare che avevo lasciato Comeglians per corrervi, pensando che le cose precipitassero… Alle una di notte, mentre io scrivevo ieri sera, la 101a attraversa il Passo d’Inferno. Il mio collega Ciacchino (o Ciantino) ferito al braccio, mentre comandava il primo plotone d’attacco, animava i suoi alpini al punto da annientare il piccolo posto nemico, e da quell’ora ad adesso si susseguono in ridda fantastica i colpi di cannone e di fucile. I feriti hanno cominciato a sfilare da ieri sera e li abbiamo curati qui a questo ospedale e poi mandati in automobile a Tolmezzo. Sono pochi: l’ufficiale e 8 soldati; ne attendo sette che devono arrivare da Fideasi Avoltri. I morti sono fortunatamente pochi, pare siano solo sei in tutta la giornata. Ma ce ne saranno ancora… e porcamente infame il fatto che non cessano di far fuoco sulla Croce Rossa e sui posti di medicazione, un porta feriti fu ucciso mentre portava fuori di combattimento un ferito! A 100 m dalla linea di fuoco; colpito da tre palle, si vede che non hanno fatto altro. E poi altri portaferiti sono fuori combattimento. Abbiamo già fatto un prigioniero… lo hanno risparmiato. In fondo gli alpini sono troppo buoni. Il morale dei feriti è alto; anche troppo e qualcuno esagera… Il trombettiere del mio con plotone della 18ª, ha ricevuto una palla sulla canna del fucile, è rimbalzato scheggiandosi e lo ha colpito in pieno viso; deformandoglielo; ma appena giunto qui mi ha riconosciuto e mi ha domandato subito come stavo e ci siamo messi a parlare dei giorni più quieti che si passavano a Ravaseletto, quando si era ai lavori assieme… Poer fieul … Ma se la caverà in due settimane e vuol già a tornare al fronte, così gli altri… Sono entusiasti di questa bella prova e la danno con tutto il loro vigore. Ma ci vorrò ben andare anch’io e spero che non mi verrà meno quella presenza di spirito che ho cercato di andare rinforzando in me, a questo mio ufficio un mondo di lavoro su tutti i rami e con i più svariati ordini; sanità (o serietà), coraggio, munizioni, corrispondenza. E a sera attendiamo ansiosi. Ma per domani mattina si preparano novità e forse non poche. Baciami tutti. baciati Enea

Cartolina illustrata “viale campestre” – C1012957-G-I – Camilla Guarneri Ferrari – TP: 2 giugno 1915 –
s. l. e s. d., Cara mamma,
da otto giorni non ho notizie di voi. Che cosa è successo? E voi avete ricevute le mie ultime tre lettere? Scrivimi a lungo al mio indirizzo qui sotto. Non posso dirti dove sono: però presso chè al solito posto. Scrivimi a lungo. E Franco? Saluta tutti amici e parenti. Un bacione Enea – Sottoten. 2° alpini – Battagl. Dronero – 18ª Compagnia – (Carnia) Tolmezzo

Giugno

Lettera senza busta alla mamma – C 1012977-G-I
9 giugno 1915 ore 16,30, Cara mamma,
ho ricevuto finalmente oggi la tua lettera del 27 maggio, dopo 16 giorni che non avevo vostre notizie. È vero che viviamo a ore ed ore dal primo centro abitato, ma in tanto tempo una lettera sarebbe venuta a piedi… Pazienza, è così per tutti, basta che almeno voi abbiate ricevuto regolarmente le mie.
Abbiamo avuto alcune piccole operazioni di secondaria importanza, pochi feriti e pochi morti; ma li abbiamo vendicati ed oggi ancora una nostra pattuglia ha acciuffato un giovane di 20 anni.
Adesso stiamo benone; in una casa che serviva alla direzione di una miniera, dove possiamo ancora mettere le gambe sotto una tavola, dormire su dei materassi; mangiare in piatti di porcellana, e sedere su poltrone di giunco… Ma finirà presto anche questo stato di cose e sarebbe troppo bello fare la guerra così, e già si ventila o meglio abbiamo preparato il piano di una nazione che precederà forse ogni altro minimo avvenimento. Ogni tanto piove; e solo questo fenomeno fa sentire la durezza della guerra.
Alle schioppettate che gli austriaci ci tirano con ritmo da orologio ci siamo abituati, e i nostri soldati se ne ridono e ben rare volte si decidono a rispondere. Tanto sono a distanza tale che è difficile la possibilità di colpire. Del resto tutti i servizi procedono con la massima calma e precisione e non c’è mai stato il minimo inceppamento. Del nostro battaglione avrete letto abbastanza nel Corriere, nella Gazzetta del Popolo, nel Gazzettino di Venezia e altrove… chi sà se ci sarà dato di continuare…
Sono stato anche più di tre giorni fuori dalla compagnia con 50 uomini, in servizio isolato e ho avuto da lavorare molto. Scrivimi spesso e dammi le più larghe notizie di tutti e di tutto. Fassati sarà assai malcontento del suo passaggio alla fanteria… e tutti gli altri che hanno trovato sicuro riparo dietro le macchine dei trasporti, mi auguro siano presto destinati ad altri corpi e ad altri servizi. Qui certo i nobili chauffeur hanno lasciato molto a dubitare della loro qualità di conduttori, e a 20 anni si può e si dovrebbe cercare il proprio posto altrove. Dì a Franco che non faccia nessuna pratica per andare al corpo automobilisti, ma o a Modena o entri soldato con gli alpini del quinto; le gambe e le braccia le ha buone, la testa non gli manca e in questo bel reggimento può essere il più bel soldato…
Saluto tutti parenti ed amici. T’abbraccio e ti bacio di cuore. Enea

Cartolina illustrata ” Notturno su un fiume ” – Avv. Giambattista Guarneri – C 1012963-G-I – TP illeggibile
Il fante X (o A fonte X), 12 giugno 1915, ossequi e ringraziamenti rinnovati… a panettone finito e digerito senza laboriosa digestione. Il dottore della 123ª compagnia
ringraziando ed augurando Silvio Truffa – augurandomi il piacere di uno – uovo XXX – Antonino Bonaldi
ossequi alla signora Camilla e signorino

Lettera con busta al dottor Giambattista Guarneri, – corso Vittorio Emanuele 25, Brescia – TP: Zona Carnia, 13 giugno 1915 – C1012973-G-I – TP di arrivo: 16/06/1915
s. d., Caro papà,
da 15 giorni in non ho più vostre notizie. Mi auguro che siano buone, ma e di Franco? Io sono smontato tre ore fa dagli avamposti dopo tre giorni e tre notti di vigile attesa interrotto dall’attacco a due passi, su cui ieri mattina abbiamo affermato con la baionetta la nostra volontà. Né di là scenderà più mai la nostra penna. Del resto nulla di nuovo! Stiamo tutti bene e ci aspettiamo di partire ancora per il fronte. Qui certo non si ha sentore che a rapidi intervalli della guerra… qualche schioppettata da una parte e dall’altra per far vedere che si è svegli e in attesa, ma la calma più perfetta. Non sembra nemmeno che oggi sia la festa dello statuto. Unico diversivo: ci siamo trovati tutti gli ufficiali a mensa ed abbiamo mangiato un po’ più da cristiani del solito. Certo nel complesso non siamo alla guerra… e tra i pochi feriti e pochi morti, che hanno avuto ieri l’altro solenne vendetta perché nell’attacco a due passi (o posti) non abbiamo avuto nessun ferito, mentre abbiamo causato ai lucchi ben nove morti e ci siamo impossessati di vario materiale, – c’è sempre la nota comica e che diverte. Chirurgo alla compagnia un cavadenti di Milano?! Il Cappellano del battaglione pianta sul tricorno la nostra penna e si proclama alpino! … L’on. Beviane mio collega al comando di Battaglione! e un complesso vario di cose che forse voi pensate che qui non si possano vedere né fare. Ma fino che non è fatta la palla per noi non ci si pensa, tutt’al più quando sarà venuta se avremo modo, la prenderemo in considerazione; se non avremo la possibilità di farlo qualcuno si incaricherà di farne la pari sull’inimico.
Ma pare che anche per loro, e per quanto duri, una palla basta a mandarli all’altro mondo. Ne abbiamo già visti molti e la baionetta nella loro pancia si lubrifica e dà nuovo vigore a tutti…
Scrivimi spesso e a lungo. Sottoten. E G. 2° Regg. Alpini Battagl. Dronero 18ª Compagnia – Presidio militare di Tolmezzo – T’abbraccio. Affettuosamente Enea – Festa dello Statuto del 1915

Lettera con busta alla signorina Nini Guarneri senza TP – C 1012965-G-I
13/06/1915, Carissima Niny,
ho ricevuto la lettera del papà in data del 28 da Brescia. Mi fa piacere il sentirvi tutti in buona salute. Della mia non posso dire altro che bene, nonostante le giornate cattive ultime, che quassù ci hanno inzuppato d’acqua. Di notte un po’ di freddo; ma lo si sopporta bene. Da tre giorni sono a più di 2000 m e non ne scenderò che il giorno in cui avremo definito una operazione iniziata brillantissimamente poco lontano di qui. Forse la fase risolutiva la avremo entro le 24 ore. Non è la prima volta che vado al piano e poi qui abbiamo con noi l’artiglieria che se non altro tiene alto il morale. M’auguro di essere tra i primi per portare avanti anche i miei uomini che si mostrano impazienti in questa vigile attesa. Con i miei uomini si può bene andare dovunque! Ho con me dei tipi a cui si può ben affidare la pelle. Saluta tutti. Aff. Enea

Lettera e busta al dott. Giambattista Guarneri senza TP – C 1012983-G-I – TP di arrivo: 22 giugno 1915
D’oltre confine, 15 giugno 1915 sera, Caro papà,
ho avuto ora la tua lettera e quella della mamma in data del 4 scorso. Ma non ho avuto quella dello zio. Ormai al ritardo non ci faccio più caso perché la corrispondenza arriva regolarmente con 10 giorni di ritardo. Sono i 10 giorni di sosta che la corrispondenza fa allo scopo di ritardare le novità al pubblico che potrebbero in certi casi compromettere le operazioni. Io sto bene! Mah! Della mia compagnia la bella 81ª in un solo assalto sono rimasti sul campo quattro uomini; è rimasto ucciso un tenente, gravemente ferito un sottotenente; sono morti da valorosi quando già s’erano assicurati la vittoria. Li onoriamo e li vendicheremo come sono degni. Oggi di fronte a noi i nostri colleghi di là hanno piazzato l’artiglieria, ma finora ha fatto poco, anzi niente, perché è riuscita a forare solo una tenda. Stasera se saremo al mondo berremo una bottiglia al nuovo cavalierato del nostro capitano. Intanto desidererei che la mamma mi mandasse la pezza di tela cerata bianca, della migliore, per la nostra mensa, del formato di metri 2 × 2. E mi dica anche l’importo. Comando momentaneamente anche il plotone del mio collega ferito che mi auguro ritorni presto tra noi. E al Tonale e al Caffaro come vanno le cose? Per ora siamo oltre confine e prima di muoverci di qui… Loro che si fanno fare prigionieri per la fame e per la fine che minacciano di fare…
Salutami tutti e contraccambia al Direttore della Banca dott. Alberini, Tonino, sig. Bonardi, zii e parenti e amici tutti. T’abbraccio Enea

Cartolina illustrata con Panorama di piccolo paese di montagna il cui nome è stato cancellato –
C 10145091-G-II – alla signora Matilde Fontana Ferrari TP: 19 giugno 1915
D’oltre confine, 17 giugno 1915, (senza intestazione), Grazie della cartolina avuta in ritardo e saluti a tutti… Un abbraccio Enea

Lettera con busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari TP: 20 giugno 1915 – C 1012999-G-I – TP di arrivo: 24 giugno 1915 – vedi Doc …
D’oltre confine, 19 giugno 1915, Cara mamma, eccetera
Lettera 2999 (Doc. 2)
Alla Signora Camilla Guarneri Ferrari
Passirano (Brescia)
d’oltre confine, 19/06/1915
Cara mamma,
ho avuto adesso la tua lettera del 7 u.s. dove trovo tante notizie che mi fanno piacere. Te ne ringrazio vivamente. Ieri ero di servizio ed abbiamo fatto le schioppettate tutto il giorno. Il nemico ci ha messo di fronte anche dell’artiglieria che prudentemente spara da grande distanza per tenersi nascosta e conclude poco. Però di fronte alla loro ne abbiamo anche noi e non poca, che tira bene. Ho avuto anche la cartolina di Niny in data del 6 u.s. Quel giorno ritornavamo vincitori da un passo poco lontano (10 ore) da qui; qui abbiamo vinto e nelle 24 ore probabilmente ci muoveremo alla volta di un altro passo. Sarà duro, forse durissimo! Ma se non lo spunteremo, ci resteremo. Del resto i nostri uomini sono troppo entusiasti e generosi della propria esistenza per questa causa. Non tornano indietro che a stento. Ci sono dei momenti in cui si hanno delle ansie per la loro audacia. E dove vedono una divisa grigia austriaca, là vorrebbero piantare la loro penna. Spesso non li si lascia fare e allora puntano a lungo, sparano e su pochi colpi il bersaglio non falla. Sono meravigliosi. C’è anche qualcuno che non ha ancora l’animo dell’alpino, ma lo prenderà. E siamo temuti perché per un alpino vivo hanno messo un premio di 2000 lire!!… Non c’è male. Intanto finora abbiamo dato delle buone lezioni, abbiamo fatto numerosi prigionieri, che prima di subire l’interrogatorio sbaffano con avidità dalle due alle tre pagnotte, che l’animo buono dei nostri non manca di offrire, dimenticando che quegli esseri, se l’avessero potuto, due minuti prima ci avrebbero presa la pelle. Il mondo va così! Ieri abbiamo catturato un altro camoscio: è il secondo e una pernice sono le distruzioni (o distrazioni) della trincea. Di là tirano a casaccio e noi tendiamo l’agguato, anziché a loro, alla selvaggina. Domandi notizie del battaglione… O non le hai lette tutte le informazioni e i comunicati del “Dronero” sul Corriere dei primi giorni di giugno! E dici poco avere tante nuove! Nessun altro reparto ha avuto l’onore d’essere così nominato. Ieri notte ho seppellito tre morti dei loro! Poveretti! Erano lassù da quattro giorni!… Ma i loro non ci permettono di seppellirli in pace. Schioppettano anche nel momento in cui noi abbiamo cura dei loro… Ma quei lucchi non solo non si sono curati di seppellire i nostri morti del 24 e 29 maggio, a tutt’oggi, ma nemmeno seppelliscono i loro, che hanno a 20 o 30 passi dalle trincee. E se noi li vedessimo intenti a questa azione per certo non spareremmo!!! Ma sono gente che non ha una briciola di cuore. E pensa in che condizione è un cadavere dopo 4 soli giorni… Anche mancando di notizie, credi sempre che sono buone; perché in caso diverso, il comando provvede con la massima sollecitudine a darne notizia. E poi, di che (hai) paura! Anche se morto i miei alpini non mi lasciano solo, se vivo mi dovessero prendere, la 14ª cartuccia della pistola sarà per me! Mi auguro di non andare di là, né vivo né morto: ma se il caso si desse, almeno si dia quando sia già morto. Scrivimi spesso e a lungo, che per conto mio scriverò sempre quando mi sia possibile. Contraccambia i saluti a tutti quanti chiedono di me e ringraziali dell’interessamento. Rispondi sempre: “vanno avanti e vanno bene”. Bacia tutti ti abbraccio Enea – un colle che abbiamo occupato, lo abbiamo denominato Costone del tenente Lambertenghi che vi ha trovato la morte. Lo segneremo nelle carte e lo lasceremo a ricordo di noi, quassù, e nella geografia. Il suo Plotone, il 1° della Compagnia, prenderà il suo nome.

Cartolina illustrata con Panorama locale (alt. m 535) – alla signora Matilde Fontana Ferrari – TP: 24 giugno 1915 – C 1014065-G-II
21 giugno 1915, (senza intestazione),
Dopo la lunga lettera della mamma non ho più avuto vostre notizie. Mi auguro siano buone. Io sto benone, nonostante il freddo forte che fa quassù: c’è qui tenente medico alla mia Compagnia il dott. Piazzi di Milano, grande amico del signor Moroni e della signora Bice e lontano parente dell’avv. Pellizzari di Brescia.
Siamo in un periodo di relativa quiete e passiamo assieme delle belle ore dimentichi della vita che facciamo nei giorni passati. Viviamo contenti fino a che nuovi dolori non ci terranno tristi. D’altronde la guerra è la guerra. Saluta tutti. Ti abbraccio Enea

Cartolina illustrata al fratello Franco (3a Compagnia Scuola Militare Modena); con panorama di un paese – TP: illeggibile C 1012986-G-I (ripetuta in C 1012991-G-I) vedere se è + leggibile!
D’oltre confine, 22 giugno 1915, Caro Franco,
ho avuto buone notizie di te che mi fanno piacere. Abbiamo passato di un bel tratto il confine e ci siamo fermati in terra che forse non resterà nostra. Se salveremo la pelle ritorneremo assieme quassù, a rivivere su questi bei monti e tutte le ore belle che ci passiamo attualmente noi della compagnia e anche molto provata. Oltre gli uomini di truppa un ufficiale morto e uno ferito!. Ma dove abbiamo marciato fianco a fianco ci siamo parlati. Né di là la … ci scaccerà più. Ti abbraccio Enea (lo scritto segue sulla parte anteriore illustrata ed è di difficile lettura e comprensione: provarlo a fare direttamente sulla cartolina!!!)

C 1014057-G-II – foglietto in data 22/06/1915 : “Cosa comunissima e profondamente sentita la messa al campo. Vi assistono le compagnie intere in perfetto assetto di guerra. Cerimonia che si sente profondamente in tutta la sua bellezza quassù a più di 2000 m.”

Lettera con busta alla signora Matilde Fontana Ferrari – TP: 26 giugno 1915 – C 1012978-G-I – TP di arrivo: 1 luglio 1915
24 giugno 1915, Cara nonna,
la lunga lettera della mamma avuta ieri mi ha fatto molto piacere. Sento con viva soddisfazione che vi cominciate a calmare e vi andate persuadendo che la guerra non è la guerra che fanno credere a voi, laggiù! Ci siamo abituati alle schioppettate ed alle cannonate! È poco più d’una giornata felice di caccia alla quaglia. E poi c’è sempre la nota allegra e buona che ci toglie lontano col pensiero. Ho scritto a Franco ed attendo sue notizie. Avete fatto bene a mandargli i miei manuali ed i miei appunti; tanto si può dire che a me non servono più. Nel cambiare compagnia ho lasciato Barale alla 18ª e non ne ho più saputo nulla. Voi continuate a scrivermi alla 18ª, mentre io è un venti giorni che vi mando l’indirizzo dell’81ª, ciò provoca un ritardo nel recapito. Spero avrete ricevuto quella lettera con l’appendice scritta dal mio collega Sala. Buona acacia! Ho scritto anch’io a sua mamma pochi giorni fa ed il fatto stesso vi può convincere che qui siamo nella più completa quiete. In giornata verranno forti movimenti; io partirò in ricognizione in alta montagna con quattro uomini e una guida. Sarà una prova molto dura ma è di una capitale importanza per la nostra artiglieria. Di là schioppettano a tutt’andare e noi di qui brindiamo alla salute delle nostre famiglie. Oggi hanno voluto brindare alla salute del papà, è San Giovanni .… Peccato che quassù non si trovi niente, ed i paesi vicini a sei ore manchino di tutto. Mandate come potete alcuni pacchi che qui saranno sempre bene accetti. Ci vuole del vino buono per tenere alto tutte quante le qualità di cui siamo dotati. Appena può la mamma mi mandi un maglione grigio con collo rivoltato, delle camice di lana e delle mutande di lana. Di notte il freddo punge dolorosamente… Salutate per me tutti gli amici ed i parenti che sento si interessano di me e dite a tutti che qui si sta benone! E si lavora meno che alle escursioni. È sei giorni che siamo fermi ad un colle e monto di servizio un solo plotone al giorno. Se mi fosse possibile vi manderei alcuni vasi da fiore di produzione locale. Sono le ogive degli shrapnel austriaci che offriamo agli antichi ospiti dei paesi dove eravamo questa estate e questo inverno quando si ricordano di noi con buone bottiglie e spesso con dolci.
La mia strada si fa onore. Pare l’abbia percorsa il Re in automobile. Non mi aspettavo tanto. Qui passiamo delle belle giornate in piena quiete. Sfila qualche ferito, ma sempre così leggeri e che lasciano in tutti il più buon umore e che ricorderemo allor che sarà possibile restituirle con la punta della baionetta ai nostri colleghi di là. Già hanno una paura maledetta dei nostri attacchi improvvisi e su certi crostoni dove pensano che non si possano avvicinare. Se non si può arrivare in un punto salendo ci si arriva calandoci dall’alto o con un lungo gioco di funi. Il nostro alpino è meraviglioso. È l’uomo più calmo e più felice. Ubbidisce, va di propria iniziativa e non torna mai solo o senza preda. Abbraccio tutti Enea

Lettera e busta al dott. Giambattista Guarneri – TP: illeggibile – C 1012988-G-I – TP di arrivo: 3 luglio 1915
27 giugno 1915, Caro papà,
ho avuto in questi giorni alcune vostre lettere, per quanto di data arretrata ed una ne ho avuta stamattina di Franco. Sono stato un giorno e mezzo in ricognizione in alta montagna ed ho dovuto ricorrere a tutte le mie attitudini di alpinista più e più volte. È stata una prova piena di fatiche improbe, sotto un’acqua torrenziale, con una nebbia fittissima ed al ritorno ho trovato per via la mia compagnia che si trasferiva a questa sede, toccandole il turno di riposo. Ma giunti qui, nuova sorpresa: la costruzione di una… strada, si capisce: ormai ci abbiamo fatto l’abitudine così questa settimana che doveva essere di riposo sarà densa di lavoro; e sono 3 km di mulattiera e la facciamo in cinque o sei giorni. Oggi domenica abbiamo lavorato 11 ore…
Siamo qui in un paesino bellissimo, soli … perchè gli abitanti di cui si sospettava sono stati allontanati per prudenza. Non si vedono che soldati di tutte le età. La mia compagnia è al completo, ho un bel plotone da 60 uomini che non aspetta che l’ordine di partire e sarà novellamente degno dell’ufficiale da cui l’ho avuta in eredità; e manterrà la sua bella fama. Abbraccio tutti. Mandatemi notizie. T’abbraccio Enea
in quarto foglio c’è uno scritto di A. Sala, eccolo: Egregio signor Guarneri, non ho l’onore di conoscerla. Tuttavia le scrivo assicurandola che il suo Enea è in buone mani, le sia caro il pensare che ci vogliamo un bene formidabile e che nei pericoli saremo sempre uniti e fieri alpini. Dev. Ten. Armando Sala … (ed Enea aggiunge alla fine: che stampo di canaglia! Vedi come siamo preoccupati.)

Lettera con busta a Franco Guarneri Allievo Ufficiale Scuola Militare 3a Compagnia – Modena – TP: senza – C 1013004-G-I – TP di arrivo: 3 luglio 1917
27 giugno 1915, Caro Franco,
sento con piacere che stai bene e che ti trovi bene. Mamma mi scrive che c’è a Modena un sergente che è stato mio collega all’8°. E chi è ? Vetta forse? Ho fatto una ricognizione in alta montagna con quattro uomini, è stata una prova improba ardua faticosa in cui ho messo in gioco tutte le mie scarse qualità di alpinista; nebbia, pioggia, e freddo infame. Nel tornare ho trovato la compagnia in marcia per questa sede. Paesino da cui abbiamo allontanato gli abitanti perché sospetti di spionaggio. Viviamo soli. Tu non vedi che soldati e colonne di carri… Dai monti vicini corrono giù a rifornirsi di tutto… Quel poco che c’è. Eravamo venuti qui in attesa di riposo, dato che era venuto il nostro turno; ma al contrario dato che avevano fatto lo belle prove quali ingegneri della Comeglians-Ravaseletto, che ha avuto l’onore di essere percorsa in auto dal Re, ci hanno affibbiato subito la costruzione di una carrareccia di 3 km forse maggiori, che ci richiederà la bellezza di questa settimana, tanto aspettata e tanto desiata, dato che ci ripromettevamo il riposo più completo. E a Modena che cosa c’è di nuovo? Caldo e polvere? Hai già fatto lo conoscenza con Ponte Alto, Sant’Ambrogio? Freta Cugnento, Albareto e compagnia. E al Nazionale? all’Apollo, allo Stacchi; dall’Ildogande e dall’Ines? Erano i passatempi di un anno fa, che vi sprezzavano, ma se ne avessero ora.
Qui si ha l’eco lontana di qualche colpo di cannone e qualche raro ferito; ma tutta roba da poco! Ti aspetto qui e nota che al “bel dui” ci sono molti posti liberi e che andrebbero benone per te; senza notare il piacere di averti vicino. T’abbraccio di cuore Enea

Luglio
Lettera con busta a Giacomo Guarneri – TP illeggibile – C 1013007-G-I
FA, 1 luglio 1915, Caro Zio,
ho avuto vostre nuove da due lettere della mamma e del papà rispettivamente del 23 del 21. Godo di sentire che state tutti bene ed io vi auguro di continuare a lungo così. Qui nulla di nuovo; alcuni spostamenti dei nostri reparti e la fine del periodo di riposo per la mia compagnia; periodo che è stato laborioso di fatiche per la costruzione di una mulattiera che ci permetterà già da oggi il trasporto di artiglierie più potenti delle nostre da montagna. C’è stato quassù ieri il nostro generale di brigata, ero unico ufficiale presente alla compagnia, ed ho avuto la soddisfazione di trattenermi a lungo con lui che ha assunto un mondo di informazioni, le più dettagliate. Così torniamo agli avamposti, dopo essere stati lontani per una settimana, in un posto dove appena sentivamo il vocione delle nostre artiglierie.
Sono stato a trovare un mio collega ferito, tuttora ad un ospedale qui vicino. Va già bene e ci si augura di averlo tra non molti giorni con noi. Giorni sono una nostra sezione di artiglieria da montagna ha fatto pulizia d’un forte reparto nemico che stava accampato. Mentre la batteria si spostava, è stata fatta segno ad un fuoco intenso dell’avversario. Non ci fu ferito; mentre ora, là dove era la sezione, è una serie innumere di buchi delle granate nemiche; ma troppo tardi! Oggi la nostra sezione è in altro posto ed attende nascosta il momento opportuno per tornare a farsi sentire. Il comunicato austriaco porterà certo che una nostra batteria fu smontata!… E il raccolto dei bozzoli e del frumento come va? Un mese ancora poi comincerete la caccia alla quaglia; fate il possibile di prenderne molte e di divertirvi. Saluta tutti di casa ed amici. T’abbraccio Enea – ho avuto adesso la lettera del papà del 22 ore 18 – Enea

Cartolina postale italiana alla signora Camilla Guarneri Ferrari – TP: Sappada (BL) 5 luglio 1915 – C1012993-G-I – TP di arrivo: 9 luglio 1915
4 luglio 1915, Cara mamma,
non ho potuto scriverti prima, anche perché non avrei avuto occasione di fare impostare. Sto bene; sono a più di 3000 m, con pochi uomini, ma in mezzo a un mucchio di volontari alpini cadorini. Sono ottimi ragazzi anche di 18 anni che fanno un servizio meritevole di ogni lode, e gareggiano in buona volontà e in ardire con i nostri alpini. Li ho tutti al mio comando e costituiamo qui un piccolo mondo isolato. Meno male che sono riuscito ad ottenere che mi si desse il telefono in modo che ora posso parlare con i colleghi che sono anche a più di cinque ore di marcia da qui. La notte lavoriamo tutti alla costruzione delle più complesse opere di difesa. Di giorno riposiamo come meglio si può. Ma è certo che quei mangia nebbia non si muovono per venire ad attaccare. Attendono là rincantucciati nelle loro tane, che noi si esca e di notte fanno fantasia a suono di schioppettate e di cannoni. Ma noi siamo riparati benone e ce ne ridiamo. Mandami un maglione, 2 camice di lana, mutande di lana, calze, guanti, cappuccio e bottiglie buone. Bacio tutti Enea

Biglietto postale da 5 cent. A Franco Guarneri Scuola Militare 3a Compagnia – Modena – TP: 11 luglio 1915 – C 1012997-G-I
6 luglio 1915, Caro Franco,
ti do mie nuove dal più avanzato dei nostri piccoli posti in questa zona. Sono a 2500 lo metri circa di fronte ad una valle magnifica per vegetazione, ma altrettanto insidiosa per imboscate. Ieri l’artiglieria austriaca ha tirato sui posti occupati dal mio plotone e dai volontari cadorini oltre 140 colpi. Ha fatto un ferito ed ha contuso sei uomini. Io sono stato colpito alla spalla da un anello di shrapnel da 70; per fortuna è venuto di piatto e tutto si è ridotto ad una contusione, ma mi ha lasciato un dolore che ancora questa sera persiste. Lo scriverò alla mamma ma in modo molto velato tanto che non si spaventi. E tu quando conti di venirmi a trovare? Qui c’è posto per tutti e il campo si presta ad un mondo di operazioni, vedrai! Dimmi chi è quel sergente che mi conosce che è con te. Scrivimi a lungo e dammi le tue nuove. Ti abbraccio Enea.

Cartolina postale italiana alla signora Camilla Guarneri Ferrari TP: Zona Carnia, 13 luglio 1915- TP di arrivo: 16 luglio 1908 15 — C 1013024-G-I
7 luglio 1915, Cara mamma,
ti mando gli auguri per il tuo onomastico; contemporaneamente ti ringrazio dei due pacchi avuti ieri notte. La mia spalla va molto meglio e domani non ne avrò più che un lontano ricordo. Il 15 corrente scade il mio abbonamento al Corriere, converrebbe rinnovarlo mensilmente. Metti nelle mie scarpe da montagna i sottopiedi di quelle di Franco, o falli comprare da Anghileri in piazza Duomo a Milano e mandamele perchè di quelle che ho già ben poco posso sperare. Se avessi la possibilità ti manderei alcuni esemplari della produzione locale. Sono shrapnel e spolette dell’artiglieria nemica che a noi servono benone da vasi da fiore e da presse fogli. Ho scritto da vari giorni a De Ferraris ma non mi ha risposto. Dopo un primo biglietto di due settimane fa, Franco non mi ha più scritto. Saluta tutti. Ti rinnovo gli auguri e ti abbraccio Enea

Lettera con busta al dott. Giambattista Guarneri – C 1013019-G-I – dal Passo C.X. 9 luglio 1915 – TP: illeggibile – TP di arrivo: 14 luglio 1915 – Vedi Doc …
Lettera 3018 (Doc. 3)
09-07-1915, Passo C. X.
Caro papà,
ho avuto la tua lettera del 29 e quella della mamma del 2. Ve ne ringrazio. Ho avuto i pacchi e al completo. Mandate pure le bottiglie che qualcuno arriverà quassù. Sento che lavorate per noi; fate bene. Solo comunque consigliate al Comitato di non mandare cappucci agli alpini, perché i nostri soldati lo hanno in dotazione. Invece mandate quassù guanti e maglie, ancora calze di lana: questi oggetti occorrono veramente a noi. E se mi volessi mandare una sessantina di calze ne avrei da dare a tutti gli uomini del mio plotone. Del resto anche non le mandiate, saranno bene accette come se fossero vostre quelle che ci arriveranno; e le vostre saranno bene accolte dalle altre truppe che le avranno. Io sto benone e ho il piacere di sentire lo stesso di voi. La spalla colpita ma non ferita dal lurido ferro nemico, mi ha dolorato per quattro giorni. Oggi però non ho più che un leggero lividore. Spero di poter dare proporzionato segno di mio pugno ad uno dei non molti lucchi che ci stanno di fronte. Già questa notte, piccolo fatto ma sempre buono, li abbiamo cacciati da un cornello che servirà d’ora in poi a noi a danno loro. Mi dici di scrivere per la Provincia, tu ne avresti piacere. Lo credo: ma io non sono del tutto convinto dell’opportunità che tutto vada in pubblico. Ce ne sono tanti di articolisti! Tutt’al più lascia che pubblichino qualche raro periodo, ma lettere no! Non ho mai inteso che lettere familiari siano date al pubblico. Godo invece del vedermi ricordato da molti dei tuoi amici e mi fa bene. Non a tutti posso rispondere, anche perché mi manca l’indirizzo. Ringraziali tu per conto mio. Tra essi il direttore della banca. Assicurali che il nome di Brescia già impresso quassù, in questa valle e per queste Dolomiti che un giorno seppero dei fasti dei Cadanini e da Pier Fortunato Calvi, che oggi echeggiano delle grida e vivono dell’entusiasmo di questo bel duo. Abbiamo vinto e siamo andati avanti, e avanti andremo ancora, finché di là si saranno persuasi che una parola nostra vale un fatto. Da tre giorni piove; da tre il nemico ci assale con tiro d’artiglieria. Ma noi stiamo qui e fin che non verranno a sostituirci, i miei 60 uomini non lasceranno questi nidi d’aquile; non ricalcheranno le peste del camoscio. Qui il nemico ci ha ferito un compagno, il primo sangue sparso su questo passo dal giorno che lo abbiamo occupato; di qui lo vendicheremo. E tutti quanti andavano cantando la guerra sotto i portici; hanno trovato posto tra le file nostre o sono rimasti; freddi mettingoli, tra i velluti dei salotti a commentare le notizie dei giornali, e i comunicati dello stato maggiore? Belluno non s’è smentita. Ha mandato tra noi un corpo di volontari veramente buoni e degni di considerazione. Sono qui di fianco a noi e fanno il loro dovere con ardimento e con ardore. Ricordami a tutti. Bacia a casa tutti per me. Ti abbraccio Enea

Biglietto postale da 5 cent. Al signor Giacomo Guarneri TP: 17 luglio 1915 — TP di arrivo: 19 luglio 1915 – C 1023022-G-I
Passo C.X. 12 luglio 1915, Caro Zio,
ti ringrazio della lettera tua data due, avuta quassù ieri sera. Godo nel sentire che state tutti bene e posso dirti altrettanto di me. Ringrazia per me la nonna, la mamma e Niny che mi scrissero in data del 30 e del 7, scritti che ricevetti di questi giorni. Sono agli avamposti a 2300 m dal 2 luglio e pare solo domani avrò il cambio. Sono cose che capitano spesso a noi e che non ci spaventano. Abbiamo avuto delle giornate pessime e molte volte con temperature bassissime. In questi giorni il nemico mi ha buttato addosso più di 250 colpi di cannoni in questa gola strettissima, dove oltre ai cannoni ed ai fucili c’è da guardarci anche dalle rocce che rovinano, sono riusciti a ferire in 10 giorni un solo soldato e leggerissimamente. Conto fra 10 giorni di riaverlo al plotone. Oggi la nostra artiglieria si è sfogata sulle trincee di un posto qui vicino e pare abbia fatto la pulizia di molte XXX cose che capitano da ambo le parti; è questione di prendere tutto con filosofia. Oggi c’è un nebbione fitto che rende assai pesante il compito delle sentinelle e delle pattuglie; ma anche a questo tempo siamo abituati. Saluta tutti parenti ed amici – e del signor Silvio? T’abbraccio con grande affetto Enea

Biglietto postale da 5 cent. Alla signora Matilde Fontana Ferrari – TP: Zona Carnia, 11 luglio 1915 –
C 1012995-G-I – TP di arrivo: 13 luglio 1915 — s.d.: 9-10 luglio 1915
s. d., Cara nonna,
ti mando mie nuove dal più avanzato posto di questa zona. Sto benone e mi auguro così di voi. Ho avuto una lunga lettera dalla mamma in cui torna a lamentarsi del ritardo con cui riceve mie notizie! Questo è lo stato di cose a cui sottostiamo tutti e non c’è da lamentarsi quando riceverete le mie lettere dopo 10 giorni: per me è la stessa cosa della vostra. Ieri il nemico ha buttato sul mio plotone e sui volontari cadorini che sono qui con me oltre 140 colpi di cannone. Ha fatto un ferito e ha rovinato 2 m di trincea. Io sono stato leggermente contuso alla spalla da un anello di shrapnel che per fortuna mi ha preso di piatto e mi ha dato solo un forte urto, lasciandomi un dolore insistente. È però roba da pochissimo e che non vi deve spaventare, tanto che non ho lasciato il posto e il servizio. Potete così vedere che non tutto quello che ci mandano di là ammazzi, ma verrà il momento che me ne rifarò. Saluta tutti. T’abbraccio Enea

Cartolina illustrata con tre garofani colorati e con scritto “Saluti e Baci” – C 1014058-G-II – alla signora Camilla Guarneri Ferrari – TP di arrivo: 24 luglio 1915
15 luglio 1915, (senza intestazione),
Auguri, baci e salute, è tante cose in perfetta armonia con i tuderi. Bacioni Enea –
Saluti ed ossequi dall’amico di Enea, Armando Sala, gradisca gli auguri più vivi se anche le giungono in ritardo.

Lettera e busta alla sig.ra Niny Guarneri TP: 21 luglio 1915 – C 1013010-G-I – TP di arrivo: 23 luglio 1915
15 luglio 1915 Monte Argenisto, Cara Niny,
ho avuto la tua cartolina e una della Signorina. Ringrazio tutti e due. Dì però alla Signorina che non mi mandi più dei bersaglieri, che sappia che a noi ne basta una sola di penna!… E del sig. Silvio? Ho avuto i pacchi spediti dalla mamma, ma non ho avuto la tela cerata. Sto benone. Godo di un po’ di riposo; tre giorni!… Oggi è l’onomastico della mamma abbiamo nuovamente brindato alla salute di tutte le mamme e di tutte le famiglie italiane. Quassù cogliamo ogni occasione per ricordare tante cose belle, senza pensare alle ore che viviamo. Dì alla mamma che le zampe di quella lettera è una sola! Quella di quel campione di Sala. Bun umas!!! Sua mamma mi ha scritto una cartolina, vero campione di gentilezza e di bontà. Ricordati delle calze per i miei alpini. Mandamene quante più vuoi, ma siano di lana. Mandami le scarpe da montagna; fammi comprare due paia di calze di lana spessa, detta turca, ossia non sgrassata. Un anno fa a quest’ora, sono le 17, arrivavo a casa con due giorni di licenza. Ti ricordi? Quest’anno anche se ne avremo la fortuna chissà quando sarà dato di goderne… Non vale nemmeno la pena di pensarci. Vien fatto di ricordare la guerra dei trent’anni. Scrivetemi spesso e ditemi che cosa succede e come vanno le cose al Tonale e sul Chiese. Salutami carissimamente tutti. Ti bacio Enea

Lettera a … senza busta – C 1013047-G-I … con varie date
Norginat, 15 luglio 1915, Carissima, (sig.ra Gioconda),
vivissime grazie di tutte le prove che mi date di affetto e del ricordo che tutti mi serbate. Quassù, oggi specialmente, ogni parola di persona amica penetra in fondo al cuore e si rilegge e si ricorda con vivissima simpatia. Giuseppino mi ha mandato con altri amici comuni una cartolina da Monza. Gli scriverò oggi stesso. Di Costanzo non ho avuto nulla, ma spero ricevere presto tutto. È caro sentire che vorrebbe essere con noi. E in vero c’è posto per tutti. Abbiamo fatto molto ma non abbiamo ancora finito. Ci vorrà ancora del tempo per finire, ma se avremo la fortuna di arrivare alla fine, vivremo dell’opera nostra. Se no altri godrà e noi saremo sempre felici, sempre contenti di essere stati degni dei nostri di un tempo. Ricordami a tutti di casa tua; ringraziali vivissimamente. Datemi spesso vostre notizie. Mi saranno graditissime. T’abbraccio e ti bacio di cuore affez. Enea.

1 agosto 1915, Carissima Zia,
ti ringrazio del tuo premuroso interessamento. Ti posso dare le più buone notizie di me. Sto benone. L’unico bisogno che si sente, quello di farla a pugni, e presto lo con quelli di là, dato che è già più di due settimane che li lasciamo in pace. E non ci ringraziano nemmeno! Ma verrà presto la volta. Saluta tutti i tuoi di casa. T’abbraccio Enea

15 settembre 1915, Carissima Zia,
ho avuto una tua cartolina del 27-08 solo ora. Te ne ringrazio vivissimamente. Ha fatto un po’ il giro dell’oca. È stata a tutti i comandi. Perché era indirizzata alla 18ª Compagnia anziché all’81ª dove sono io. Però è arrivata e per quanto in ritardo mi ha sempre fatto piacere. Qui poche novità. Abbiamo ritrovato un periodo di bel tempo che ci auguriamo possa durare almeno per darci il tempo di finire alcuni lavori che abbiamo in costruzione. Sento che lavorate tutte per i soldati. Brave! Da più pratico vi consiglio di lasciar ogni altro lavoro e dare a noi con la vostra santa attività, calze calze e… calze. Di tutto il resto (cappucci, guanti, fasce e sciarpe) ne abbiamo di dotazione e poi si può anche farne senza: ma di calze no, e sulla neve senza calze non si sta. Datemi ascolto, dateci calze. Saluta caramente tutti di casa tua. Ho avuto una cartolina di Costanzo da Conegliano e gli ho scritto. Ti abbraccio. Enea

Lettera senza busta alla signorina Teresa – C 1013013-G-I –
M. N., 17 luglio 1915 ore 23,
stimatissima signorina, so che il di Lei cugino ha intenzione di scriverLe, solo che incomincio io e finirà lui. Tanto per ambientarLa, sappia che siamo a pochi passi dall’inimico (odio il truce barbaro) sotto una pioggia infernale e fulmini. Enea, pardon, mi scordavo di dirLe che siamo sotto la stessa tenda, infilato nel suo sacco a pelo: pensa ad ore trascorse in tempi migliori, io, armato sino ai denti attendo che l’oscurità della notte favorisca l’agguato che tenderò stanotte all’inimico. Sono cose di tutti i giorni, una volta a me, una volta a lui, una volta a tutti e due assieme, come la notte scorsa. Ma il nostro coraggio a tutta prova superò ben queste ed altre difficoltà. Non parliamo poi quando piovono le granatine seltz, vaporetti, bottiglioni, pillole e simili conglomerati vulcanici della barbarie teutonica (austro-ceco-croato-galizio-slavo-boemo – quel poutpurry là cui risultante è l’impero austroungarico. – Ciò nonostante, cara nonché incognita Signorina, non perdiamo punto l’appetito, anzi io ed Eneuccio (poareto!!) godiamo di una invidiabilissima salute e, come vede, di una certa qual dose di buon umore. (Punto – Un po’ a capo, inderetro, lettera maiuscola) Volta pagina e leggi di là – le lù che l’ha scrit – Enea, quel mattacchione, sempre serissimo se la ride nel suo sacco e si è rimboccato sino alla punta di quel suo nasino che lei conosce. Io nella mia enorme sfacciataggine ed impudenza, come vede, scrivo per lui, impotente a connettere più alcunchè; altrimenti non mi sarei giammai preso la libertà di mettere a dura prova la di lei pazienza, senza avere il bene di conoscerla. Enea sta smoccolando contro la lavandaia che non attacca i bottoni alla biancheria e sta cacciandomi (tenta solamente) fuori dalla tenda; urla contro il barbaro che ben 22 buchi (dico ben 22) e (tutti in lettere) nella mantellina gli ha fatto senza però bucargli la carcassa. – Quei pezzi d’asino si sono accontentati di rovinare la mantella dato che non hanno potuto rovinare me.
Noi due siamo vere noci partite e saremo ovunque in un sol pezzo, sia nella buona che nell’avversa fortuna. La pelle la venderemo ben cara all’inimico; perlomeno al prezzo di un ottimo ermellino e se la porteremo via tutta in un pezzo verremo a mangiare i tordi allo spiedo a Santa Teresa (15 ottobre) da Lei, inneggiando al suo nome… e ai tordi. L’avverto che saremo solo di passaggio e sarà la prima tappa della grande tournée che io e lui ci siamo incapponiti di compiere attraverso all’orbe. La seconda tappa sarà costituita dall’Urbe Casalis Montisferrati, mia magione, ove Enea finirà i suoi giorni fra le orgiastiche serate e trattenimenti luculliani. 3a tappa: Ceva in casa del nostro bene amato duce che sta conducendoci alla vittoria. Faremo poi conquiste inusitate nei campi artistici e sportivi. Non troviamo più bestialità da dire ma ci pare di averne dette abbastanza. Enea me ne ha già suggerite alcune ed anche la sua vena è esaurita e frattanto è giunta l’ora in debbo uscire incontro all’inimico. Scuserà se in un momento di buon umore (che dico, non lo perdiamo mai, per fortuna) mi sono permesso di scriverLe senza conoscerLa contrariamente a tutti i canoni della buona creanza, ma siccome Enea assai più sfacciato di me mi ha dato l’autorizzazione come suo segretario , così lei (dice Enea) non ha nulla da dirmi e si guarda bene dal rimproverarmi. Domani le scriverò di nuovo per dirLe se stanotte mi avranno ammazzato. In caso affermativo mi farò premura di scriverle in giornata od anche prima. Mi creda di Lei dev.mo Tenente Armando Sala.

Teresa, leggi, considera, commenta, dato che io devo approvare quanto fa il mio tenente in prima. Pazienza! Sono soprusi che ammetto! Poi prendi il tutto è mandalo per competenza alla signorina Pieretta Sala (sorella di cotal mattacchione), viale Regina Margherita 4 – Casale Monferrato. Scrivimi e dimmi se negli ozi di Passirano almeno vi muovete per preparare qualche indumento di lana per i miei alpini. Ricordami a tutti di casa tua. T’abbraccio. Ti bacio con affetto Enea (impudente!)

18 luglio 1915, ore 7. – É tornato adesso l’uccellatore dei mangia sego a mani vuote, pazienza, ma in compenso bagnato come la camicia lavata (quando si può farla lavare). Ti bacio Enea
mandala subito intera alla Signorina Sala. Hai capito?

18 luglio 1915, ore 8 – Stim.ma Signorina,
come ben dice Enea sono tornato senza austriaci ma in compenso bagnato come un pulcino. Stamane a mente serena davvero mi pento dell’eccessiva libertà presami, ma voglio sperare chiamata’Ella non se l’avrà a male, quando avrà considerato che se non passiamo qualche momento di buon umore, altro non ci rimane che il rombo del cannone e lo scoppiettio dei fucili. Cosicché tanto per non essere addirittura separati ed isolati dall’umano genere, facciamo un poco di spirito, più o meno felice, tanto per tenere allegri i nostri cari che certamente non credono che noi nel pericolo siamo tanto ilari e spensierati. Le sarò veramente grato se, come dice Enea, vorrà fare proseguire la presente per Casal Monferrato ove la mia sorellina passerà anch’essa un momento di buon umore. Unisco ai saluti di Enea i miei ossequi ch’Ella, spero, vorrà gradire. Dev.mo Tenente Armando Sala

Lettera con busta a Franco Guarneri alla Scuola Militare – 3a Compagnia – Modena – TP: 21 luglio 1915 –
C 1013031-G-I
18 luglio 1915, Caro Franco,
ti ringrazio della tua di pochi giorni fa. Sento che stai bene e mi fa piacere. Ti incarico di ringraziare e restituire i saluti a Casali, Bes, Razzetti e compagni. Sono del tuo plotone? Sarebbe un bis del Longone.
Qui molte novità ma di poca importanza. Da due notti attendiamo al varco una pattuglia nemica che si permette di risalire un nostro vallone. Forse ci capiterà questa notte! Giuro di rifarmi dell’attendente che mi hanno ferito, dell’anello di shrapnel che mi hanno scaraventato nella schiena e della mantella che si sono permessi di foracchiarmi con ben 22 pallottole. Non potevano sparare a me e si divertivano a tirare nella tenda, stupidi spioni di mangiasego. Mi hanno rotto anche un fiasco di vino che qui vale quanto un chilo d’oro. Mi dici che vuoi domandare il 5°? Guarda che è uno dei più richiesti e di quelli che hanno più ufficiali. Domanda nell’ordine il 2°, 4°, 8°.
Se vai alla Porretta va al buffet della stazione. Troverai la Clelia, malmostosa, vecchia conoscenza di noi allievi ufficiali del 36º, e poi troverai all’ufficio postale quel barcone incaricato della spedizione dei pacchi. Mi parli dei napoletani freddolosi e pigri! Non se lo meritano! Ma verranno quassù quest’inverno a provare che cosa è il freddo. Pensa che anche noi, in pieno luglio, dobbiamo andare vestiti di lana. Chi va a pensare a loro, in pieno inverno! È vero che non avranno nessuna velleità di visitare questi nidi d’aquila. Se vieni al 2° c’è molti posti, ed anche al battaglione ed alla compagnia mia, la bella 81°, ti potrebbero assegnare.
È una compagnia di fegato, ben affiatata, ottimamente comandata. T’abbraccio Enea

a C 1013044-G-I c’è un foglio con scritto:
20/07/1915, Enea ha sostituito me nell’occupazione di uno dei nostri passi di confine non molto lontano di qui. Sala aggiunge di persona alcune parole “non c’è bisogno di urlare” mi ha detto il capitano, “perché sono tutti e due peggio di serve!” Non c’è male, ma abbiamo le spalle larghe e portiamo via tutto e poi guai se il “duce” non cercasse almeno di moderare i nostri impulsi! Finché abbiamo questo capitano, abbiamo la compagnia due volte più forte. È un uomo meraviglioso che ha mente a tutto, che sa come tutto funziona, e che ha una pratica superba datagli da lunghi anni trascorsi in Eritrea e in Libia.
Ho avuto una cartolina del direttore della Banca a cui ho risposto. Ma di tanti altri che mi dici mi hanno scritto, io non ho ricevuto niente. Franco mi ha scritto pochi giorni sono; mi dice che sta bene che spera di essere presto con noi quassù. Venga e c’è posto anche per lui e per tutti gli altri. Ricordami a tutti e ringrazia i tuoi amici che si informano di me. Saluti a tutti e baci Enea – allegri
49 anni 2 teste… Ma non andrà così questa volta – (in fondo al foglietto c’è una nota di A. Sala)
Egregio signor avvocato, Mi è caro il suo assordante W l’Italia! E speriamo di poterlo gridare sino alla fine della campagna con tutto il fiato possibile e da alpino io e il suo Enea. Dev. A. Sala

Busta e lettera della mamma e del papà a Franco Guarneri Scuola Militare Modena – TP: 21/07/1915 da Brescia – C 1013746-G -II
Da casa, 21 luglio 1915 ore 7, Carissimo Franco,
ieri sera arrivò il tuo espresso e tutti sentimmo con dispiacere della tua indisposizione. Non ispaventarti però, che si tratta di un malanno che curato guarisce subito. Procura di far fare subito la ricetta che qui ti unisco: sono supposte, tu applicane una ogni sera andando a letto e fa dei bagni freddi alla parte e ne avrai subito un sensibilissimo vantaggio. Astienti anche dal vino per qualche giorno. Riguardo all’affare del notaio Alberini, lascio a lui ed al papà di risponderti.
Di Enea le ultime notizie sono quelle del giorno 12 luglio: allora egli stava ancora bene – da 10 giorni era nuovamente agli avamposti col suo plotone e su di essi in 10 giorni erano stati buttati più di 250 colpi di cannone, facendo per fortuna un solo ferito.
Tu tienci informati della tua salute giornalmente e sperando riabbracciarti fra pochi giorni, accetta i baci affettuosi che noi tutti ti inviamo. Tua aff.ma mamma
Ricetta: acido tannico gr 5 – formato supposte con burro cacao quanto basta e tali 10 – dr. Favari
Sul retro della stessa lettera alcune righe del papà: caro Franco, vedi di insistere col Comando perché si tratta di affare nel quale occorre proprio la presenza tua. Saremmo diversamente costretti a staccar / istaurar citazione. Non è caso urgente e quindi può aver luogo anche fra 15 giorni, purché pregresso preavviso. Mi dirai xxxxx – Ciao papà

 

Cartolina postale italiana in franchigia alla signora Camilla Guarneri Ferrari TP: 23 luglio 1915 – TP di arrivo: 30 luglio 1915 — C 1013027-G-I —
s.d.: 21-22 luglio 1915, Gent.ma Sig.ra,
sempre allegri. Nuotando fra lo spumeggiante Champagne fin quando c’è la pellaccia sana … con la quale allegri. Dev.mo Cap. Sala – Bacioni Enea

Lettera con busta al dottor Giambattista Guarneri – TP: Rigolato, 23 luglio 1915 – C 1013036-G-I – TP di arrivo: 27 luglio 1915 —– Vedi Doc …
Lettera (Doc. 4)
s.l., 23/07/1915
Caro papà,
ieri ho avuto un pacco di corrispondenza: due lettere tue del 13 e 15, una dello zio del 15, una della nonna del 14 e una cartolina della mamma del 13. Ringrazio tutti e rispondo ad uno solo per tutti. Intanto ho tornato a cambiare l’attendente perché quello che aveva sostituito Barale è stato ferito in uno degli ultimi scontri; ne avrà per 45 giorni. Ha fatto il suo dovere perché io l’ho sempre avuto vicino. Mi ha fatto piacere il vederlo calmissimo anche nel periodo in cui non ci è stato possibile ripararlo dal tiro nemico. (- I giornali da cinque giorni non mi arrivano più. Bisogna rinnovare l’abbonamento scaduto il 15 scorso. – ) Me ne ricorderò al momento di proposta. La mia cisti è sempre uguale ma non mi dà noia. Piazzi non mi vuol operare per paura di infezioni. Con la nuova forma di pacco postale militare, mi puoi mandare le tele cerate. Se passa il peso dividila nettamente in metà I.25 – XI.50. Siamo in un periodo di perfetta stasi. Ci siamo fabbricati fra queste balze alcune baracche e viviamo quieti. Il fuoco d’artiglieria nemica mi segue da tutte le parti anche qui si imbestialiscono ora che ci sono io, mentre prima non s’erano mai fatti sentire. È vero che ci si è abituati e non danno fastidio. I pacchi postali mandali al mio indirizzo. Manda le scarpe, la borraccia, la piccozza mia, calze di lana non sgrassate e una muta intera di biancheria di lana. Da Cominelli fammi spedire una macchina Tanch per sviluppare pellicole Kodak 6 × 9; molti pacchi di polvere per sviluppare e 20 fogli di carta al citrato 6 × 9 con relativi acidi, un album per pellicole 6 × 9, un bariletto 6 × 9; e una dozzina di rotoli di pellicole per la mia macchina dato che non mando a te le negative per paura di farmele sequestrare. Ti manderò poi le coppie. Ci sono fotografie interessantissime. Le bottiglie le puoi spedire all’indirizzo della maestra Romanini, a Forni Araltri a mezzo ferrovia fino a Villa Santina e anche la roba di Cominelli, se pesa troppo e richiedesse la confezione di molti pacchi. Qui è tutto un giro abbastanza facile perché la maestra è fornitrice dell’esercito e è autorizzata a certi trasporti. Di cambio e di periodo di riposo non abbiamo mai sentito parlare. Si potrebbe categoricamente smentire ad ogni modo vedremo … E qui termina questa lettera senza il saluti: evidentemente manca un foglio.

Lettera con busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari – TP: 28/07/1915 – C 1013039-G-I – TP di arrivo: 1 agosto 1915 — scritta il 23 luglio 1915 — già trascritta – vedi Doc …
Lettera (Doc. 5)
s.l., 23/07/1915
Cara mamma,
ho avuto ora la tua del 15-16 te ne ringrazio. A queste domande tue ho risposto con una lettera al papà di pochi giorni fa. Teresa ha avuto il lungo papiro del mio ormai superiore tenente Sala? Lo sai che lo hanno promosso tenente quel ragazzino? Ma se avrà lo stesso tutto il mio lungo e largo disprezzo (scrivi così perchè lui lo leggerà e se ne potrà regolare). Domani riprendiamo contemporaneamente un periodo di pesante servizio in alta montagna a vista di binoccolo tra le due posizioni che rispettivamente occuperemo. Oltre a tutto quel non poco che chiedo nella lettera al papà, manda anche il mio sacco da montagna e tutto quello che eventualmente ti potesse venire in mente. Mi domandi che cosa potrà occorrere a Franco? Preparagli tutta biancheria di lana, e preparane ancora per me, da sostituire tutto il corredo, regolandoti che più di due mute, oltre quelle indossate non può portare con sé data la ristrettezza del bagaglio. Prendigli anche un sacco a pelo e se ancora possibile a buon prezzo un binoccolo prismatico otto ingrandimenti, sarà difficile però trovarne. Ho avuto ora anche una cortesissimo scritto della sig. Barboglio e uno dello zio Piero. Mi meraviglio come lo zio non abbia mai avuto miei scritti, dato che non poche volte gliene ho indirizzati. Mi domandi anche del mio corredo. Ce ne un po’ dappertutto, pacchi in tutti i paesi dove sono stato. Però quando le cose si saranno meglio sistemate, tu potrai rivolgerti direttamente al signor Pietro della Pietra in Parolaro di Comeglians chi è depositario di grande parte del corredo mio e dei miei colleghi. Ti potrà anche dare delle notizie che io non posso darti. Non ti basta sapere che sono nei pressi di Bassano? Sui monti. E della lettera di Sala che cosa ne avete pensato. Sono robe da chiodi che riusciamo ad imbastire nelle ore di riposo. Dopo la sua ricognizione ne ho fatto due io; e un ancora la farò stanotte. E poco più di una caccia al tasso. A seconda che la notte è chiara o scura si lavora poco o molto, a meno di 100 m da loro. Saluta tutti, ti bacio di nuovo Enea – manda al più presto quanto nella lettera del papa – approvo perfettamente quando di fianco ossequi tenente Sala.

Lettera e busta a sig.ra Matilde Fontana Ferrari – TP: 1 agosto 1915 – C 1013042-G-I – TP di arrivo: nn
27/7/1915, Cara nonna,
ho avuto in questi giorni le lettere dello zio del 19 e del papà del 24. A mezzo tuo ringrazio tutte due. Godo nel sentire che anche la indisposizione di Niny è tutto effetto di troppa salute, se no non mangerebbe al punto da sentirsi male. Sono cose del resto che capitano quassù anche ai miei soldati. Ogni tanto il buon Piazzi ne ha qualcuno per le mani che ha mangiato troppo.
Franco è un pezzo che non mi scrive più. Gli scriverò io oggi stesso. Il sig. Silvio mi ha mandato due cartoline da Firenze. Povero uomo! Ho sentito dallo zio dell’andamento del raccolto dei bozzoli e del frumento. Pazienza. Speriamo che il granturco vada meglio. Sento anche che a Passirano vi siete organizzati in un Comitato di assistenza civile. È bene specialmente per tutte le famiglie che si sono viste private del loro sostegno. Ricordatevi di mandarmi al più presto le calze di lana per i miei alpini. Nel caso non si possa spedire direttamente, interessatevi presso i Comitati di Brescia, o anche presso qualche comando militare, e invece di mandarlo a me mandarlo al comando 81a Compagnia.
Il papà mi scrive delle scarpe da montagna. Spero potrà farmele spedire e che mi possano fare ancora una discreta durata. Il papà mi dice se mi occorrono divise… Ce ne ho un mucchio; le mie prime di castorino e di diagonale sono a valle; quassù, vista la tendenza degli austriaci a togliere la pelle specialmente agli ufficiali, che distinguono appunto dalla divisa, abbiamo avuto ordine di vestire come la truppa; quindi lo stesso vestito, senza differenza stellette ai polsini invece che alle spalline e alla pistola abbiamo sostituito il moschetto, mezzo più persuasivo ed a distanza maggiore. Incarico il papà di ricambiare i saluti a quanti mi hanno ricordato e a quanti si interessano di me. Mi raccomando per la spedizione di quanto ho domandato nelle ultime due lettere. Qui non c’è modo di trovare niente di quello che è di prima necessità. Bisogna richiedere tutto al piano e per colmo di disgrazia non sempre c’è modo di farlo arrivare. Salutami caramente tutti. T’abbraccio affezionato Enea

Lettera con busta a Franco Guarneri – TP: 1 agosto 1915 – C 1013051-G-I
27 luglio 1915, Caro Franco,
ho avuto tue notizie dalla mamma. Sento che sei stato e che sei ancora ammalato. Cerca di star meglio al più presto e scrivimi sovente. Qui per il momento non c’è nulla di nuovo. Una nostra pattuglia ha assalito in altissima montagna su roccia quasi inaccessibile un piccolo posto nemico, ne ha ucciso quattro è ferito tre… Il nemico protetto dall’artiglieria ha potuto venire a prendersi morti ed i feriti, ma a noi è rimasto in mano molto materiale, è ciò che più importa la posizione. Da due giorni la nostra artiglieria batte le posizioni nemiche con tiri veramente meravigliosi. Dovresti poi vedere gli effetti dei tiri dei pezzi da montagna. Pensa che ieri ho distrutto un osservatorio nemico a 29 hm alto non più di 80 cm e lungo forse 5 m. Non ha sparato più di 10 colpi; la trincea in cemento armato se ne è saltata tutta in aria e pochi uomini che sono riusciti a scappar fuori sono stati inseguiti da tiri molto precisi a shrapnel. Non so quale sia l’intenzione del Comando di Stato Maggiore, circa le operazioni in questa zona certo però che con minimo sforzo noi potremmo occupare una cortina di bei monti che corre parallela alle nostre posizioni e su cui il nemico si è rafforzato. Abbiamo sopportato grandi fatiche ma abbiamo avuto la soddisfazione di occupare posizioni eccellenti con minime perdite. Salutami tutti i compagni di scuola che sono con te. Scrivimi spesso e a lungo. T’abbraccio Enea

Lettera senza busta della nonna al nipote Franco – C 1013828-G -II
Da casa, 28 luglio 1915, Carissimo Franco,
da otto giorni siamo privi di tue notizie. Voglio sperare che le tue sofferenze saranno cessate e che la tua salute sarà buona come quella di noi tutti. I miei scritti sono sempre quasi come telegramma, ma lascio a mamma la penna per le notizie. Anche qui il caldo si fa sentire e si desidera ed abbisogna acqua anche per la campagna. Brevemente io ti scrivo ma costantemente ti ricorda e ti bacia con tutto l’affetto la tua nonna.

Caro Franco,
non sappiamo più che pensare di te. Dopo la tua lettera scritta al papà oggi otto, non abbiamo più ricevuto alcuna notizia tua: solo stamane arrivò una cartolina tua, diretta a Niny, col timbro postale del giorno 26 p.s. Io dubito che siano andati smarriti o scritti tuoi o scritti miei. Io ti scrissi regolarmente ogni due giorni pregandoti sempre di tenerci informati giornalmente della tua salute. Hai tu ricevuto lo scritto del signor Michelotti di qui e gli hai tu risposto? Le ultime notizie di Enea sono del giorno 20 p.p. Egli godeva sempre buona salute e scriveva che era rimasta ferita la sua ordinanza, in uno degli ultimi scontri e che quel poveretto ne avrà per 40 giorni. Dice che si è comportato da coraggioso (Enea lo ebbe sempre vicino) e che lo ricorderà quando si tratterà di promozioni…- Enea ha vicino un allegro collega il Sottotenente Sala, che sovente scrive anche a noi. E Momolo Bendiscioli ha prestato lui pure giuramento, il giorno 18 p.s.
Ho letto molto di quella festa sui giornali che deve essere stata una bella cerimonia davvero!
Spero di non trepidare più a lungo per il tuo silenzio e di poter ricevere ancora questa sera tue notizie e buone! Tutti, parenti vicini e lontani ed amici, ti ricordano e ci incaricano di inviarti i loro saluti. Ieri ricevemmo una cartolina di Giuseppino Guarneri da Auronzo (Cadore) . Ho trovato stamane due opuscoli degli appunti ancora di Enea, dello scorso anno a Modena; li farò vedere al papà, se crederà il caso che te li spedisca. Abbi cura della tua salute ed accetta i baci che con me ti mandano il papà e Niny. Tua affez.ma mamma

 

Cartolina postale italiana alla signora Camilla Guarneri Ferrari – TP: illeggibile – TP di arrivo: ? —
C 1013029-G-I
29/07/1915, Cara mamma,
dal 21 sono senza vostre notizie. Spero riceverne domani al più tardi, altrimenti per un buon po’ di tempo non ne avrò più, dovendo partire per un periodo di avamposti molto alto e lontano relativamente di qui, dove le comunicazioni sono difficili e rare. Mandami tutto quello che ti ho richiesto ultimamente, dato che qui si va facendo necessario. Saluta tutti. T’abbraccio Enea

Cartolina postale italiana in franchigia al signor Giacomo Guarneri – TP: 3 agosto 1915 – C 1013034-G-I –
31 luglio 1915, Caro Zio,
sono senza vostre notizie dal 21; per caso m’è recapitata una lettera del papà in data 5 da Brescia; è stata a Cuneo, a Dronero, in un mondo di altri siti e poi è venuta a finire qui, e in vero se a prima vista mi aveva fatto piacere, letta la data mi ha lasciato deluso. Spero però che voi godrete tutti buona salute. Io sto benone. Sono di scorta ad una sezione di artiglieria che domani porteremo molto su, in attesa di sorprendere con qualche colpo fortunato il nemico. Oggi ho assistito al tiro di una batteria di modello nuova: è stato meraviglioso: tra non molto ti scriverò di nuovo e a lungo. Saluta tutti. T’abbraccio Enea

Telegramma da Passirano in data 31 luglio 1915 ora 17 – C 1013823-G -II
ripetuto domanda tua licenza comando causa nuova crisi (grave nonna) – Camilla Guarneri

Agosto
Lettera con busta al cav. uff. dott. Giambattista Guarneri – TP: 2 agosto 1915 – C 1013074-G-I – TP di arrivo: 5 agosto 1915
1 agosto 1915, Caro papà,
ieri ho avuto una lettera della mamma del 29 oggi una tua del 28. Ringrazio tutte due. La mamma mi domanda con quanto ritardo ricevo il giornale, a volte con sole 30 ore, a volte con tre giorni di ritardo. Tutto dipende dal luogo dove ci si trova e dalla maggiore o minore (> o <) facilità di comunicazioni. Giornali e diari non ne scrivo. Non c’è tempo e non ne ho voglia. Segno le date: mi bastano. Qualcuno poi scriverà anche di noi a lungo e particolareggiatamente. Siamo tutti uguali e siamo stati tutti e sempre assieme anche nelle azioni isolate. Tutti gli alpini sono un essere solo e la gloria d’uno è gloria di tutti. Barale è stato più che degnamente sostituito. Il mio plotone annovera ben pochi feriti e di essi il mio nuovo attendente, ferito alla schiena mentre in combattimento portava un ordine che davo a un caposquadra. Ferito alla schiena è arrivato fino al punto dove doveva arrivare ed è tornato da me a domandare di potersi ritirare. L’ho medicato nella più completa oscurità, in una fossa lì vicina ed è rimasto così, dalle 10 di sera all’alba, quando ho potuto disporre di otto uomini per mandarlo giù, e pensa quali dolori devono essere stati, se un uomo sano impiega due ore di lunga discesa a mezzo di corde e di gradini. Oggi ne ho un altro, è il terzo attendente e non è certo da meno degli altri due. Lo vedrò più da vicino alla prima prova, ma non ne dubito perché so che gli uomini del mio bel plotone non fallano; agiscono con la massima calma e vengono e anche mi precedono dovunque li voglia portare. È un po’ di giorni che siamo in un relativo periodo di calma. Tutto dipende dai reparti che abbiamo di fronte. Noi non spariamo mai. I fucili restano a lungo inoperosi. Di là invece a secondo che il reparto è più o meno ben comandato, e più o meno abituato alla guerra, fanno un fuoco continuo e seccante, oppure si limitano a tenerci desti. Ti ringrazio di avermi rinnovato l’abbonamento ai giornali. Ora li ricevo quasi regolarmente. Ti ringrazio anche dell’interessamento con cui hai voluto provvedere a che mi fosse subito spedito quanto ti ho richiesto. L’entusiasmo tuo per la guerra ha commosso i miei colleghi quassù, che hanno letto la tua lettera. È più che giusto che alla tua età aspiri ancora d’essere con noi, ma finché basteremo noi, voi avete il diritto ed il dovere di continuare ad esercitare la vostra professione che non è da meno della nostra nelle ore che volge la Nazione. Più tardi, se mai faranno più che largo assegnamento su di voi. Speriamo di non averne bisogno, perché anche di là gli uomini non cresceranno con la rapidità dei conigli; ma dove bisogna ci sia il vostro posto è qui con noi e ci sarà posto per tutti allora. Oggi mando a prendere gli ultimi accordi con la signora Romanin, per tutto quanto arriverà. Povera maestra, sarà benemerita di tutto il battaglione. Il mio collega De Ferraris ha avuto un encomio solenne per una bella azione che ha compiuto 15 giorni fa. E Teresa ha ricevuto quella lunga epistola di Sala? E l’ha spedita alla signora Sala? È un po’ di giornate non lo vedo perché lui è in alta montagna. Meno male che possiamo fare lunghissime chiacchierate per telefono! Salutami tutti carissimamente e dì a tutti che mi scrivano spesso anche se non rispondo. T’abbraccio Enea

Cartolina postale italiana Franco Guarneri Scuola Militare 3° Compagnia – Modena – TP: 12 agosto 1915 –
C 1013049-G-I – 2 agosto 1915, Caro Franco,
ho avuto una tua cartolina del 26. Mi ha fatto piacere al sentire che stai meglio. Spero di averti tra non molto con me. Qui c’è posto per tutti. Forse è meglio del 2° sarà il 5°: e tu potrai domandare quello o il 4° o l’8°. Scrivimi spesso e dimmi di quello che fate a Modena. Abbiamo un periodo di relativo bel tempo e riprenderemo le opere che sono state interrotte per il passato. T’abbraccio Enea

Cartolina postale italiana alla signorina Niny Guarneri – TP: 6 agosto 1915 – TP di arrivo: 10 agosto 1915 – C 1013057-G-I
3 agosto 1915, Cara Niny,
spero questa sera di ricevere vostre notizie. Io sto benone e spero che la vostra salute sarà quale era il 28 quando mi scrisse il papà! Qui non c’è nulla di nuovo. Nulla di tutto. Ieri abbiamo preso un disertore austriaco; non aveva che 17 anni; tremava tutto dalla paura e non aveva la forza di rispondere alle nostre domande. Ha mangiato più che avidamente e ha detto che di là gli davano una razione di pane in quattro. Non c’è male! E bisognava vedere come era partito, mal vestito e sporco. Scrivimi a lungo e dimmi le novità di Passirano e di Brescia. Saluta tutti gli ami e i parenti. Ti abbraccio. Aff. Enea

Lettera e busta dott. Giambattista Guarneri – TP: 8 agosto 1915 – TP di arrivo: 11/08/1915 – C 1013065-G-I
4 agosto 1915, Caro papà,
ho avuto i cinque pacchi che tu hai spedito alla maestra Romanin. Ti ringrazio di tutto. La maestra dice di mandare pure liberamente che ella farà del suo meglio per farmi tenere quanto riceve. Intanto riverisce te e la mamma. Ho avuto una lettera dell’avv. Bonardi a cui risponderò oggi. Poi cartoline dallo zio Giacomo, da Arturo, lettere della mamma del 24 e 28. Ringrazio tutti e vi prego di mantenere la stessa corrispondenza premurosa. Ho sentito delle difficoltà fatte dalla zia alla lettera da mandare alla sig.ra Sala. Non le capisco, me ne meraviglio molto e credo che la zia in molti casi e in molte cose non ha la perfetta concezione di quello che è la vita di oggi e come la viviamo noi. Non lo dico a Sala perché ne sarebbe seccato. Ieri l’ho salutato col mio plotone con altissimi urrà da un alto pinnacolo da più di un’ora di strada. Mi ha risposto e a tutti e due ha mandato il saluto una salve di fucileria austriaca. Ce ne siamo altamente infischiati. Lui scende oggi al piano; io rimango qui per altri 10 giorni e poi avrò anche io il cambio. Tutti i giorni ho notizie della maestra; me le portano i miei conducenti… Dopo tutto siamo solo a quattro ore di strada da quella buona donna. Ringrazio la mamma del regalo delle 60 paia di calze di lana per i miei soldati che spero ricevere con guanti tra non molto. Il mio ca. attendente ferito è convalescente a Pavia. La mia mantella lascia passare l’aria per i 22 fori. Altre novità qui non ci sono. Siamo impazienti di andare avanti. È una zona in cui si è fatto relativamente poco; ma il mio maggiore ieri mi ha lasciato credere in prossimi avvenimenti cui mi auguro di partecipare da queste guglie. Ieri ti ho fatto spedire a Brescia un vaglia di L. 1000 che qui andavano a rischio di perdersi. Fanne quello che credi intanto, nella speranza di poterle impiegare io personalmente tra non molto. Quell’album per pellicole 6 × 9 potresti farmelo arrivare dal Kodak corso Vittorio Emanuele – Milano, la prima volta che Streparava od altri ci vanno. Saluta tutti. Ti ringrazio nuovamente. Ti bacio Enea – mandami una bottiglia di inchiostro stilografica in astuccio da viaggio. Quanto più puoi manda direttamente a me.

Cartolina postale italiana a Franco Guarneri Scuola Militare 3a Compagnia – Modena. TP: 8 agosto 1915
Manca il rif. Dia: C 1013059–G-I
5 agosto 1915, Caro Franco,
ho avuto con enorme ritardo la tua del 21. Mi spiace sentirti ammalato. Mi auguro però di sentirti presto ristabilito. Io sto benone. Sono a 2300 m da più di 10 giorni ed altri 10 ci resterò in attesa del cambio. Nulla di nuovo. Ti bacio Enea

Lettera senza busta: all’avvocato Bonardi – C 1013054-G-I
P.C., 5/08/1915, Stim.mo Avvocato,
grazie di cuore della sua bella lettera del 30 u.s. che mi prova tutto l’affetto e l’amicizia che i Bonardi hanno per i Guarneri. Sacra santa amicizia a cui furono arrivati i genitori nostri: amicizia che legherà sempre più voi dopo questa prova che abbiamo voluto per una maggiore affermazione della grandezza e della potenza nostra, e per quel diritto sulle terre che vediamo valere da un mal ristretto confine.
E quel confine che abbiamo varcato in molti punti, trascinati da tutto un complesso di sentimenti proprio di noi e della nostra razza. Non so se sia l’entusiasmo dei vent’anni o la convinzione della nostra causa, se sia la fiducia incrollabile nei comandanti, se sia l’affetto che avvince i nostri soldati a noi – certo dove hanno ordinato siamo andati, e qualche volta più in là; dove abbiamo guidati i nostri alpini, siamo corsi compatti e molte volte nella foga dell’attacco abbiamo avuto dei soldati che ci hanno preceduti. Cari figlioli che hanno imparato ad apprezzare i loro ufficiali e che non ci lasceranno mai, mai! E il sentimento che li lega così a noi, garantisco lo ho provato sempre e li devo considerare fratelli. Li ho visti caldissimi sotto un fuoco infernale. L’occhio vigile su l’ufficiale e sulle trincee di fronte, li ho visti balzare come molle al primo accenno; sorpassare prati dove la mitragliatrice mieteva ed entrare nelle trincee. L’austriaco, vile quando tormenta i nostri prigionieri, è vile quando si vede perduto. Si sono appiattati fuori dalle trincee a terra, senza muoversi, al punto che mentre si scavavano le trincee, uno ha preso una picconata nella schiena ed allora solo si è mosso… Ho visto i miei dare del pane e sforzarsi di parlare, dare dei soldi perfino e accompagnarli al comando senza odio, quasi le schioppettate di prima non fossero state di quei vigliacchi per noi! E la vigliaccheria loro la vediamo negli interrogatori, in cui dicono tutto quanto sanno ed anche più, pur di rendersi buoni… Uno solo, un viennese di 23 anni, bell’uomo, ho visto rifiutarsi di rispondere… “Come voi ho giurato anch’io!” E non ha più detto tutto parola. Bel soldato, che si è comportato bene. Gli abbiamo stretto la mano.
Non mancherà molto che se ne usciranno tutti dal nostro paese e guardando dal Brennero, dal Passo di Toblac, qui al confine che ci avevano imposto dal ’66, si convinceranno i gendarmi impalati e scorretti che quando il cadavere perde la pelle tutti lo rifuggono. E l’Austria è troppo vecchia carcassa per potere ancora imporre la sua propria Imperial Regia volontà. Mi ricordi al buon Commendatore – A lei l’abbraccio più cordialmente fraterno. Aff. Enea

Lettera con busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari – TP: 12 agosto 1915 – TP di arrivo: 15 agosto 1915 — C1013061-G-I
9 agosto 1915, Cara mamma,
ho vostre notizie dal 31, poi più nulla. Spero ricevere presto vostre nuove. Di Franco ho avuto una cartolina del 26 in cui però non mi dà notizia della sua salute. Io sto benone. Ti scrivo e ti mando gli auguri per il tuo compleanno dallo stesso posto dello stesso passo da cui ti scrivevo un mese fa e da cui ti mando gli auguri per il 15 glieli farai anche a Niny. Sono ritornato qui per altri 10 giorni, quasi in villeggiatura. Non so quando avremo delle novità, ma certo c’è da augurarsi e da sperare di averne presto. È ora di muoverci. Dopo tutto qui abbiamo fatto pochissimo. Ho ricevuto i 5 pacchi diretti a me, ma non ho avuto invece il pacco dei tuoi regali per i miei soldati che avrebbe dovuto arrivarmi a mezzo del Comando, stando a quanto mi riferisce il papà. Ho letto una tua lettera per Sala. Me l’ha mandata quassù, gli hai fatto un regalo. Credo ti risponderà presto e a lungo perché la lingua la ha lunga e di tempo ne ha da buttar via dato che è quasi in completo riposo. Ho chiesto nelle mie ultime la borracina, il sacco di montagna, inchiostro di penna stilografica in astuccio per viaggio, carta da lettera. Fa il possibile di mandarmi tutto. Qui non si arriva a trovare niente. Saluta tutti, scriverò a lungo tra non molto. T’abbraccio e rinnovo gli auguri a te e a Niny Enea

Cartolina postale ital. alla sig.ra Matilde Fontana Ferrari TP: Zona Carnia, 14 agosto 1915 – C 1013070-G-I
11 agosto 1915, Cara nonna,
ho avuto vostre notizie da una lettera del 5 da papà scritta che state bene e mi fa piacere. Io sto benone la mia vita è buona, sana, il tempo s’è rimesso al bello e non si può pretendere di più; pare quasi che anche le fucilate non siano più quelle di prima, pare che siano diminuite e che non facciano più lo stesso male. La mamma mi ha scritto che hai voluto regalare tutte le calze per i miei alpini. Grazie di cuore anche per conto loro, ne siamo però ancora in attesa. Le avete spedite? Penso che vi siate unite in un Comitato di P.C. (protezione civile) avete fatto bene: mi congratulo col papà per la carica di cui lo hanno insignito. È doloroso però vedere che anche in momenti di così alta importanza, l’animo basso di pochi ed abbietti che non conoscono la propria missione se non attraverso il lato del guadagno antepongono le ragioni di partito o meglio spingono sempre il loro poco buon senso, a mettere la discordia anche tra le famiglie dei nostri statisti. Ah! Se lo sapesse il cappellano del battaglione, ma gliene parlerò! È uomo troppo grande e chi sa in qual parte prenderà la cosa! Ho avuto una cartolina anche dall’avv. Italo Bonardi. Gli ho risposto che giorni manderò alcune fotografie di quassù. Salutami tutti. Specialmente voglio essere ricordato al notaio Alberini e a tutti i buoni amici di casa. Un bacio a tutti e a te un abbraccio. Aff. Enea

Lettera con busta alla signorina Niny Guarneri – TP: Zona Carnia, 17 agosto 1915 – C 1013072-G-I – TP di arrivo: 21 agosto 1915
14 agosto 1915, Cara Niny,
ti mando alcune fotografie fatte un po’ dappertutto su questi luoghi. Sto benone, spero anche di voi. Non ho vostre notizie dal 5, da una lettera del papà. Spero riceverne presto. Intanto ti auguro tante cose per il tuo compleanno. Io quel giorno non so dove sarò. L’anno scorso di questi giorni eravamo al campo alla Porretta. Quest’anno a quanto pare ci sarà Franco. Quassù ci sono tante piccole novità; ma che messe tutte assieme non ne combinano una grande. Sono sempre in attesa delle calze e di gran quantità che mi avete promesso. Saluta tutti e scrivimi a lungo. Ti bacio. Aff. Enea

Lettera con busta al dottor Giambattista Guarneri – TP: Zona Carnia, 19 agosto 1915 – TP di arrivo: 21 agosto 1915 – C 1013097-G-I – scritta il 16/08/1915 – Già trascritta – vedi Doc …
Lettera (Doc. 6)
s. l., 16-08-1915
Caro papà,
finalmente ieri dopo nove giorni di assoluta mancanza di notizie ho avuto otto lettere in una volta sola! Non c’è male! Le tue del 9, 2 della mamma del 6 e del 15, una di Franco del 7, una del cavalier Mussi, di […], da zia Gioconda e una di Streparava. Irregolarità della posta, ma spesso anche di indirizzo; perché bisogna persuadere tutti che sono alla 81ª e non più alla 18ª. Così meglio mettere 2° Alpini, Battaglione Dronero – Carnia. E non come Teresa che metteva 12ª Corpo d’Armata, quando io sono solamente del 1° per ora.
Nella cassa degli indumenti di lana metti l’indirizzo: 2 Alpini Battaglione Dronero, 81ª Compagnia 2 Plotone al comando del tenente Guarneri, per vivo desiderio delle donatrici. Circa la pistola di Franco non conviene prenderla perché: primo Beretta la potrebbe pagare circa lire 80; in secondo il governo solo lire 66, ritenendola a rate sullo stipendio; ma più importa sapere che ora non ne usiamo più. Noi siamo vestiti ed armati come i soldati, al posto di una giberna per lo più si mette il binoccolo, usiamo il moschetto in modo che non sia facile distinguere l’ufficiale dai soldati; prima invece troppo diverso per vestito e quindi più vulnerabile. Nemmeno le stellette più alle spalline, ma nella parte inferiore dei paramani. Io la pistola l’ho nel magazzino di compagnia. Compragli invece al caso una piccola pistola automatica per l’ultima difesa personale; ma non come arma da combattimento. Non serve la pistola in guerra! Si può alla stessa sicurezza andare disarmato con l’alpino. Se si riesce almeno la facciamo segnare. Le bottiglie puoi spedirle alla Romanini mettendo dentro nella cassa un biglietto per ufficiali della 81ª Compagnia e facendo precedere la spedizione da una cartolina in cui la avvisi per il ritiro.
La cucina di alluminio non serve proprio per la impossibilità di trovare alcol. Manda invece anche a me un piccolo servizio di posateria molto forte e piccolo. Il sacco serve molto, ma non le lenzuola perché si deve dormire vestiti colle scarpe, dato che in pochi secondi potrebbero essere qui, colla rapidità con cui noi andiamo di solito a trovar loro. Tanto li troviamo ancora addormentati uno si stava ancora alzando i pantaloni quando siamo arrivati.
Ho ricevuto un pacco con la roba di lana ma non quello colla Ferrania ed il sacco; spero vorrà arrivare. Qua il tempo si è rimesso un po’ al bello. Mi hanno dato il cambio in alta uniforme, e per la 2 volta sono qui a fare del chiasso con quel satrapo di Sala. Adesso veramente lui dorme, perché è stato di pattuglia tutta questa notte. Sono cose che capitano ai nottambuli e a noi, perdere la notte e dormire di giorno quando si può, se no gettiamo la notte a piè pari. Ieri abbiamo fatto una specie di Ferragosto a base di vino buono e di un panettone piovuto da chissà come da Milano a quel buon […] di Piazzi. Quello è fortunato; malati non ce ne sono; feriti pochissimi son 5 o 6, e lui dorme. Unico fastidio forse quello di curare che scompaiano i pidocchi e qualche altro animaletto del genere. Ma è anche una delle cose belle della guerra. Qual maggior soddisfazione del potersi grattare quando prude … Ho avuto scritti da sig. Bonardi, ho risposto a tutt’e due con l’indirizzo (diciamo) di soldato, ma non quello che mi hai mandato tu. Franco mi manda la sua fotografia di Maderno. Io ne ho fatte alcune, quassù e sono venute bene è un passatempo tutti ne vogliono copie, ne ho ordinate a Cominelli e molte altre cose, gli ho detto che mandi a te il conto. Vi ho mandato anche alcune copie. A giorni, se sarà possibile, andremo a caccia dei galli in un bosco qui vicino dove i nostri attendenti ne hanno levato un volo andando per funghi. Sarà bene che cerchi 2 fogli di guttaperca 40 x 50, molto sottile; servono benone come le pezze di piedi, dentro le calze per preservare i piedi dall’umidità. Saluta tutti quelli che si informano e che si interessano di me e dì a loro che tutto va benone. Saluti a casa , ti abbraccio Enea

Cartolina postale italiana al signor Franco Guarneri Scuola Militare 3a Compagnia – Modena – TP: Zona Carnia, 19 agosto 1915 – C 1013091-G-I – TP di arrivo:
16 agosto 1915, Caro Franco,
ti ringrazio della lettera e delle fotografie. Io so che sei stato a casa. Hai fatto benone. Se potessi anch’io solo per due ore so quanto piacere farei a quella povera donna. Ho fatto delle fotografie interessanti che ti farò vedere. Peccato che non tutte si possano prendere dalle posizioni migliori perchè si è spesso sotto il fuoco nemico, sarebbe un esporsi inutilmente. Qui nulla di nuovo. Abbiamo ritardato di giorni l’attacco a uno di questi mostri di roccia, uno dei più belli del Cadore – Carnia, non abbiamo ancora portato a compimento l’operazione forse per il fatto che a settembre con le prime nevicate, quella posizione sarà insostenibile e dovrà capitolare. Scrivimi spesso e dammi notizie degli amici di cui sentirei caramente. T’abbraccio Enea

Lettera senza busta a Teresa – C 1013079-G-I – data:
Monte N(ero), 17 agosto 1915, Carissima Teresa,
ho avuto alcuni giorni fa una tua lettera. Mi ha fatto piacere il sentire che avevi preparato qualche cosa per i soldati. Ti ringrazio dell’offerta che mi fai di cappucci, ma io ho bocciato a priori l’idea di darne ai miei soldati per più ragioni, non ultima quella che più che di vantaggio sono di pericolo ai soldati stessi. Avvolta la testa nei cappucci, il soldato non sente più, è facilmente portato ad addormentarsi ed allora si verificano le sorprese e i casi di sentinelle baionettate. Ne abbiamo date noi di quelle lezioni ad austriaci troppo bene riparati nei loro pastrani! Vuol dire che ti sarò istessamente grato. Quanto poi al mio segretario credo tornerà tra un paio d’ore da una ricognizione per cui è partito stamane, in compagnia di altri colleghi. Favorisci dire al papà che non è improbabile che a giorni mi debba recare per affari a Udine. Sarà il tempo di un giorno e non più; se vuol venire a Udine gli potrò forse telegrafare in tempo, fissandogli eventualmente un appuntamento. Sono incarichi che tutti aspettano con ansia. Si torna a montare in ferrovia, dopo tre mesi e mezzo che non se ne vede più i vagoni. Torniamo in città a vedere un po’ di movimento e un po’ di gente non vestita di grigio verde. Saluta tutti di casa tua e mia. Ricordami anche alla maestra Faustini. Ti abbraccio Enea
sullo stesso foglio di lettera:
81ª compagnia, 13 settembre 1915, carissima,
visto che ti vuoi proprio dimenticare di me trovo io il modo di non permettertelo. Scrivo io nei momenti che non ho niente da fare. È anche questo uno dei modi per fare passare il tempo. Si avvicina Santa Teresa!
I tordi allo spiedo sono in vista? — Ossequi tenente Sala —
Dì al papà che ho avuto oggi la sua del 13. Lo ringrazio e digli che per la pelliccia va bene, ma se non l’ha ancora spedita digli che abbia pazienza che io gli scriverò quando deve mandarla. Saluta tutti. Ti abbraccio e scrivi! Sacranone Enea

Lettera con busta alla signora Camilla Guarneri ferrari – TP: Zona Carnia, 22 agosto 1915 – C 1013082-G-I – TP di arrivo: 25 agosto 1915
Monte …., x y z – 18 agosto, Gentilissima Signora,
Enea mi dice in questo momento che oggi ricorre il di lei giorno natalizio. Mi permetta quindi ch’io le invii assieme a quelli del suo mattacchionissimo figliolo i miei auguri di altri giorni natalizi felici e numerosi. Enea tornò glorioso dalle posizioni più battute dall’inimico, che non osò invero assaggiare le baionette dei 50 alpini (pochi ma buoni) del 2° plotone dell’81ª Compagnia. Ora siamo tutti riuniti in un amena località di villeggiatura; oggi poi approfittando dell’assenza del Duce, la subalternaglia barbara dell’81ª fa il chiasso. Siamo tutti e tre riuniti sotto la stessa tenda: nello sfondo si scorge il giaciglio di Enea volgarmente detto letto che costituisce per noi il riposo desiato dopo le lunghe ed aspre fatiche. Non le sto a dire come le lenzuola candide di bucato siano per noi ormai un’incognita, una reminiscenza lontanissima e rivive talora pallida delle nostre coscienze alla patria votate. Non perciò viene meno in noi la pazza allegria della nostra giovinezza ben superiore a questa ed a ben altre vicissitudini della vita. Ed è questo pensiero che deve rallegrare e tenere alto il morale delle nostre mamme che ognora trepidano sulla sorte dei loro figlioli che hanno offerto alla patria. Stasera stiamo combinando una controdimostrazione per i nostri amici di fronte (che ormai si sono chiusi in una gabbia di reticolati) che in occasione del compleanno del loro decrepito imperatore faranno un chiasso d’inferno, non potendo altrimenti sfogare la grande fame che soffrono. L’arrivo dei muli che recano notizie del mondo e viveri fa sospendere il divertimento. Sala sa anche vestirsi al momento opportuno della serietà di tenente in primo. Ne abbiamo fatte di tutti i colori, non ultimo imporre in testa agli attendenti i secchielli di tela gommata e farli sfilare in parata. Abbiamo provveduto il nostro accampamento di un vasto bocciodromo, in cui gli svizzeri fanno cagnarra nelle ore libere e non andrà lungo che pianteremo una cuccagna su uno dei più alti abeti. Sono le ore belle del retrobottega. Di notte solo c’è da fare veramente il soldato e quando si è di servizio, come stanotte ero io e fa un freddo da polo, le cose si fanno serie. Ma basta che venga il sole e tutto si rimette a posto. Ho ricevuto anche il secondo pacco: una lunga lettera di Niny. La ringrazio. Se mi sarà possibile ti manderò uno dei vasi di produzione locale. Peccato che pesano… intanto cercheremo di accontentarti scrivendo una specie di giornale. Cose sterili ed a cui non si può dare tutta la bellezza della realtà. Saluta tutti. Rinnovo gli auguri a te ed a Niny. T’abbraccio Enea –
– finito lo sfilamento dei muli eccomi a chiudere la nostra epistola. Rinnovandole (stile telefonografico) sentiti auguri di un felice compleanno e di moltissimi altri ancora felicissimi. Dev.mo Ten. Armando Sala
– mandala per competenza alla signora Luisa Sala – Alfiano Natta (Asti). Ti mando anche una delle ultime fotografie. Ti abbraccio Enea

Cartolina postale italiana al signor Angelo Rocca via Cappuccio 18 o 19 Milano – TP: Zona Carnia, 19 agosto 1915 – C 1013094-G-I
18 agosto 1915, Carissimo,
grazie delle pedule che ho ricevuto. Spero ti sarai fatto regolar i conti a casa mia. Ho piacere di sentirvi tutti benone. Io godo ottima salute. Il tempo bello favorisce ottime ascensioni in queste rocce; peccato che le salite spesso nel punto più interessante alfine, è seriamente disturbata dai tiri dell’Alpen-jager. Saluta tutti. Ricordami caramente a casa tua, Arturo, zio Peppino. T’abbraccio Enea

Cartolina postale italiana al dottor Giambattista Guarneri – TP: Zona Carnia, 26 agosto 1915 – TP di arrivo: 28 agosto 1915 – C 1013095-G-I
23 agosto 1915, Caro papà,
manco di vostre notizie dal 14 u.s. Di Franco è un pezzo che non so più niente. E le fotografie che vi ho mandato le avete ricevute? Qui fa un caldo impossibile di giorno e di notte un freddo terribile, non si sa più come fare. Dei pacchi di oggetti di lana e di quello con inchiostro e carta da lettera non ne ho ancora avuto uno. Saluto tutti al Battesimo. Aff. Enea

Lettera con busta alla signora Matilde Fontana Ferrari – TP: 28 agosto 1915 – C 1013086-G-I – TP di arrivo: 31/08/1915
25 agosto 1915, Cara nonna,
ho avuto per mezzo della Romanini i tre pacchi di calze e guanti. Gli ho distribuiti ai miei giannizzeri ed hanno fatto furori. Credo abbiano intenzione di scrivervi direttamente. Intanto io vi ringrazio tutte vivamente stante che è stato anche per me un gran piacere. Te poi ringrazio in modo particolare per le calze che hai voluto mandare. La Romanin deve avere scritto alla mamma. Forse sarà andata persa la lettera. Intanto il papà può spedire le bottiglie ed avvertirne la maestra che con grande sollecitudine ed interessamento si interessa perché arrivino fino al basto dei nostri muli. Ieri abbiamo avuto la visita di due nostri generali, ed uno, saputo dell’affare finì per trovare il modo di farlo diventare utile anche a sè, e infine concluse dicendo a noi sottotenenti di stare attenti che non cercasse così la via al matrimonio ma povera donna hai già più di 50 anni… E noi abbiamo concluso che al caso il tiro lo avrebbe potuto giocare a lui… Oggi è una giornata impossibile per il caldo. È roba da andar nudi. Non ho ancora ricevuto il pacco con l’inchiostro, annunciatomi dalla mamma già dal 14 u.s. Ho avuto una lettera da Arturo in cui mi annuncia la nascita di un Ambrosolino … Mi hanno scritto anche i Ceni … Sappiami dire se avete ricevuto le 5 fotografie che vi ho mandato 12 giorni fa. Nel caso le avessero tolte dalla lettera penserò un altro modo per mandartene. Saluta tutti. T’abbraccio. Aff. Enea

Cartolina postale italiana al signor Giacomo Guarneri – TP: 25 agosto 1915 – C 1013089-G-I – TP di arrivo: 27 agosto 1915
21 agosto 1915, Caro Zio, ti ringrazio della tua dell’11. Mi commuovono le tristi notizie che mi dai della bassezza d’animo di alcuno dei nostri compaesani, ma non mi meravigliano. È l’animo vile di gente vigliacca che si piega a tutte le forme pur di combattere quanto non sia di loro completo interesse. Ah! Bassi e sfrontati mercanti della tonaca! Sfruttatori indegni del più puro concetto e istituto di carità! Se avessero almeno dagli altri buoni che li avvicinavano, bene il disprezzo che si meritano! Favorisci dire alla mamma che ho ricevuto tre degli ultimi pacchi che mi ha spedito, non però quello coi guanti, berretto, carta eccetera, l’attendo a giorni con le calze che ha mandato alla Romanin. Ho avuto notizie da Resiutta, stanno tutti benone e mi ricordano tutti con la vecchia simpatia. So che c’è Tonino Berlucchi. Ho provveduto per avere dalla compagnia una mantella e quella di preciso riposa in una cassa nel magazzino, in attesa di un occasione propizia per mandarla a casa con un sacco di altra roba che ho qui e che non mi servirebbe più. Qui nessuna novità; tempo pessimo e il solito turno di servizio sui monti e in fondo valle. Mi toccherà di nuovo tra pochi giorni. Intanto qui lavoriamo a rafforzarci sulle posizioni che abbiamo e andiamo provvedendo i reparti di buone baracche. La tenda in montagna ripara molto poco, e ancor d’agosto quassù fa freddo. Saluta caramente la Zia Marietta e tutti di casa. T’abbraccio Enea

Cartolina illustrata “la ricognizione” a colori vedi, alla signora Camilla Guarneri Ferrari – TP: Zona Carnia, 30 agosto 1915 — C 1013114-G-I
25 agosto 1915, (senza intestazione)
L’altra che accompagnava questa portava una frase detta qui dove sono io. I l’anno fant pulisia e la de qui. = L’hanno fatta qui la pulizia proprio tre mesi fa. Ho avuto tutto, grazie. T’abbraccio Enea
26 agosto 1915, ho ricevuto adesso il pacco di Cominelli e la tua lettera del 23. Domani scriverò a Peppino. Dopo domani parto per un’altra settimana di avamposti in alta montagna. T’abbraccio Enea

Cartolina postale italiana a Franco Guarneri Scuola Militare 3a Compagnia – Modena – TP: 28 agosto 1915 – C 1013112-G-I
25 agosto 1915, (caro Franco),
la mamma mi scrive che sei alla Porretta. Ci sono stato anch’io una ventina di giorni ed ho sofferto un caldo infernale. Ti auguro che non ti capiti altrettanto al Campo con giornate troppo calde si sta peggio che sotto l’acqua. Sto benone e mezz’ora fa ci hanno telegrafato una notizia sensazionale dall’Isonzo. Fosse vero! Tu la leggerai prima di ricevere questa mia, sui giornali; io la leggerò tra quattro giorni a far presto. Mi basta sapere che la cosa è andata bene. E sai che cosa facciamo? Di là cercano sempre di intercettare le nostre comunicazioni eliografiche e noi allora puntiamo verso le loro posizioni l’apparecchio e poi battiamo: preso… con … prigionieri. Risponde immancabilmente un salve di fucilate. Scrivimi. T’abbraccio Enea

Lettera con busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari – TP: Zona Carnia, 30 agosto 1915 – C 1013107-G-I – TP di arrivo: 1 settembre 1915 —
M.te …, 27 agosto 1915, Gentilissima Signora,
ieri Enea mi ha consegnato un grazioso pacchettino con indumenti invernali a me destinati. Non occorre dire che il regalo utilissimo mi è riuscito gradito, e mi ha commosso il pensiero delicato che Ella ebbe per me. Il passamontagna e i guanti mi saranno assai utili nelle marce sugli ski: e se ogni caduta sul niveo manto dovrà ricordarmi la gentile donatrice, stia certa, Gentile Signora, che Ella sarà ricordata spessissimo. Rinnovo sentiti ringraziamenti. Voglia accogliere ossequi uniti ai sensi della mia perfetta stima. Dev.mo Tenente Armando Sala.
27/08/1915, Cara Mamma,
ho avuto tutti i pacchi compreso quello di Cominelli. Poi una tua lettera del 25, una del papà del 23 e una cartolina dello zio. Ringrazio tutti di tutto. Circa il viaggio a Udine è per ora sospeso perché domani parto per altri 10 giorni di avamposti in alta montagna. Il duce ha la mano fasciata per gli incidenti comuni di montagna! E poi Piazzi cerca di fare apparire le cose gravi perché? Feriti in compagnia e malati non ce ne sono e lui non ha niente da fare, si sfoga con i pochi che capitano. È il capitano Gerbino di Ceva; vicino al mezzo cannone è un mio svizzero. Per le bottiglie che il papà mi voleva spedire, aspetteremo, pazienza…
Per le fotografie aspetta a farle ingrandire che ti manderò tra non molto le prime pellicole che per il momento mi servono ancora qui; dato che tutti vogliono averne delle copie. Meno male che ho acquistato uno stock di carta a Tolmezzo e mi durerà, ne manderò presto alcune altre copie; ne ho di quelle che sono riuscite bene e sono interessanti. Saluta tutti. T’abbraccio. Enea

Cartolina postale italiana a Giacomo Guarneri – TP: Zona Carnia, 2 settembre 1915 – TP di arrivo: 6 settembre 1915 – C 1013110-G-I
30 agosto 1915, Caro Zio,
ho sentito che nei giorni scorsi sei stato indisposto. T’auguro che a quest’ora la tua salute si sia già rimessa completamente. Sono in altissima montagna col mio plotone. Ho trovato quassù anche un plotone di fanteria, tutti siciliani, ottimo elemento e ragazzi d’oro. Mi aiutano moltissimo ed è certo un reparto che questo inverno può benone stare dove stiamo noi. Hanno anche fraternizzato con i miei alpini che li prendono a maestri di canzonette napoletane. A giorni può darsi che mandi delle altre fotografie ne ho fatto di belle e di interessanti. Saluta tutti. T’abbraccio Enea

Lettera con busta alla signorina Nini Guarneri – TP: Zona Carnia, 3 settembre 1915 – TP di arrivo: 5 settembre 1915 – C 1013106-G-I
31 agosto 1915, Carissima Niny,
ho avuto in questi giorni una lettera del papà del 23 con un presente di Cominelli, una tua e della mamma del 24 del 26. Ringrazio caramente tutti a mezzo tuo. La mamma si meraviglia quasi che il comunicato abbia dato notizia del fatto di Brescia. Credette chiaramente che tutto quanto avviene in bene e in male per noi, i nostri comunicati narrano succintamente ma senza reticenze e quanto hanno detto è la pura verità.
Di Franco è un pezzo che non so più niente. Sento con piacere che il sig. Silvio è ritornato tra voi. Non c’è dubbio che anche egli avrà dovuto sottostare alle comuni esigenze della guerra. Del resto l’animo suo che batte all’unisono col nostro non deve aver provato dolore per il sacrificio che gli fu imposto, e che dopotutto fu breve. Non ho ancora avuto il servizio di posateria che la mamma mi annuncia spedito 23. Chissà quando arriverà? Vi meravigliate che vi siano le pulci a 2000 e più? Ma quelle bestie li vivono a tutte le altezze e a tutte le temperature e sai come le combattiamo? Facciamo bollire tutto, abiti e biancheria per delle ore… Così se ne vanno. L’andata a Udine è quasi andata; anzi io non ci spero più. Il latte condensato proposto dalla mamma è molto in uso quassù e lo troviamo facilmente. Di Luigi Castiglioni non so niente; è tre mesi che vedo i paesi col binocolo, ma non ci ho ancora messo piede e “sanità” non se ne vede perché i nostri feriti, e sono pochi, li portano gli alpini stessi al piano, senza aspettare che vengano a prenderli. Mandatemi l’indirizzo e il numero dell’ospedale e procurerò di farne ricerche. Anche Sala è distaccato col suo plotone dalla compagnia. Sono cose ormai abituali per noi ed è una festa quando si incontra un altro ufficiale che non si conosce magari, non parliamo poi di quando la 81ª è riunita. Allora può avvenire il finimondo, siamo sempre allegri e facciamo cagnarra fino alle 21, ora in cui il silenzio si impone. Ti mando alcune fotografie fatte quassù ed altre ne manderò. Mi rincresce di non poter mandartene alcune anche più interessanti, ma anche più strettamente militari e che mi potrebbero essere sequestrate. Le vedrete poi! Intanto guardate queste che vi parlano di tutte le belle ore che la guerra ci lascia liberi. Oggi ho avuto anche notizia di De Ferraris e della mia vecchia 70ª. Hanno compiuto molte azioni più importanti delle nostre, quei fortunati.
È morto Allegri mio collega e di De Ferraris, colpito in fronte. Pazienza! La guerra è la guerra ne abbiamo viste molte e ne vedremo ancora di più! Stanotte sono andato a cacciare un riflettore austriaco che frugava tutta la notte le nostre posizioni. Mi è andata male perché a un certo punto la montagna si è fatta così ripida che non ho più potuto andare avanti. Ritenteremo e presto. Le fotografie che ti mando sono nove. Scrivimi se le ricevi tutte. Saluta tutti. T’abbraccio Enea – Saluti a Orizio, Ghitti, Malpaga, Zarla, Streparava, Frassine, don Darmia, Faustini e al general Pirozzi – Enea

Settembre
Lettera con busta al dottor Giambattista Guarneri – TP: Zona Carnia, 6 settembre 1915 – C 1013122-G-I – TP di arrivo: 9 settembre 1915 — scritta il 4 settembre 1915 — – Vedi Doc …
Lettera (Doc. 7)
s. l., 04-09-1915
Caro papà,
e un po’ di giorni che non vi mando mie notizie, anche perché non mi è stato possibile. Ve ne darò ora in buona copia. Ti ringrazio della tua lettera del 30 avuta ieri. Il 31 ti ho mandato nove fotografie di vario genere. Desidero sapere se ti sono arrivate per mandartene altre. Peccato che molte non posso mandarle per ora…… Ho ricevuto anche il pacco che la mamma mi ha spedito per ultimo, va tutto bene. Ho appreso la dolorosa notizia del signor Gustalla dai giornali ed ho già scritto a Franco. Mi è anche piaciuta l’idea dell’acquisto di una casa e di un bosco sul monte di Iseo. Sarà un ottimo sito per l’estate e se salverò la pelle ci verrò anch’io. Qui le cose vanno sempre per la stessa via, unica novità che ieri è nevicato e in certi punti è venuta altina. I soldati sono già quasi tutti in baracche, ma noi siamo ancora sotto le tende. Fa un po’ freddo… Ma non molto. Intanto c’è molto da lavorare per i Hocans (Blocans) avanzati. Aspettavamo sì la neve ma non al 3 settembre. Ho avuto in questo momento una cartolina illustrata dalla mamma, la ringrazio. Ne ho avuto anche di Ghitti, di Zarla e della signora Teresa Zanini. Alla compagnia è arrivato un nuovo subalterno. Così siamo in 4 e ce la passiamo. Peccato che Sala sia sempre un po’ lontano, e se ci vedremo di giorno, non si può fare cagnara assieme la sera. Ma verrà quel dì che ritornerà anche lui tra noi. Saluta tutti e scrivimi sempre spesso. Ti abbraccio di gran cuore. Affezionato Enea.

Busta e lettera al sig. Giacomo Guarneri – TP: 8 settembre 1915 – C 1013119-G-I – TP di arrivo: 10/09/1915
5 settembre 1915, Caro Zio,
ho avuto in questi giorni tue notizie. Mi premeva di sentirti ristabilito ed ho appreso il tuo miglioramento da una lettera del papà. Almeno sentire che state bene voi se non lo possiamo stare noi. Il 3 è nevicato leggermente e stanotte ha ripreso. A quest’ora ce n’è una spanna e la temperatura non è troppo bella. E pazienza qui dove si può fare benché all’aperto, qualche fiammata; ma il doloroso è per i soldati che montano di sentinella e che sono agli avamposti: una cosa sola consola che gli austriaci devono stare peggio di noi perché nelle loro vallate il vento soffia terribile… Favorisci dire al papà che mi faccia fare da Rubino una specie di “cremonesa” di panno g.v. (grigioverde) di truppa lunga fino ai ginocchi, tutta rivestita di pelo di gatto, coniglio o pecora, col bavaro di cavalleria; bavaro e paramani ricoperti d’un pelo qualunque, e che alle estremità delle maniche metta un elastico interno come si usa negli impermeabili. Rubino dovrebbe avere ancora le mie misure che può tenere più comode in modo da fare la larghezza d’un paletot comodo. Metta anche due tasche verticali: sarà un buon compagno per l’inverno che promette di essere abbastanza lungo quassù se incomincia ora. Saluta tutti caramente e raccomanda che mi scrivano spesso e molto. Dì anche al papà che ieri gli ho fatto mandare un vaglia di lire 250. Qui non c’è da spendere e si è sempre in pericolo di perdere il portafoglio. T’abbraccio con grande affetto. Enea

Busta e lettera alla sig.ra Matilde Fontana Ferrari – TP: Zona Carnia, 11 settembre 1915 – C 1013115-G-I – TP di arrivo: 14 settembre 1915
8 settembre 1915, Cara nonna,
dopo la tua lettera del 31 di cui ti ringrazio, non ho più avuto vostre notizie. Spero però che continueranno ad essere buone. Io sto benone. Non so nemmeno se avete ricevuto le nove fotografie che vi ho mandato.
Ne unisco altre quattro ed altre ne manderò. Ne troverete di quelle sotto la neve. È venuto a farci visita già due volte il 3° ed il 5°. È per quello che raccomando di farmi fare subito e di mandarmi quel pastranone di cui scrissi allo Zio due o tre giorni fa. L’altro ieri è partito per Milano il dottor Piazzi, in licenza, per la improvvisa morte del papà. Povero uomo! Purché torni a farci compagnia! È un ottimo compagno anche con i più pericolosi servizi. E poi con lui si riviveva alcune ore della vita di Milano. In questi giorni ho avuto ed avrò ancora molto da fare per i preparativi per l’inverno. Non ci muoveremo di qui nemmeno se la neve verrà alta 20 m. Vuol dire che se non faremo la guerra faremo dello sport e sulli schy e sulle racchette faremo passare le poche ore di luce e dalle cinque di sera alle otto di mattina, quando sarà scuro, penseremo a leggere, a scrivere e a dormire. Vorrei anche sapere se il papà ha ricevuto un vaglia che gli ho fatto spedire una settimana fa di lire 250. Scrivetemi spesso di tutto chè ogni minima notizia mi fa sempre piacere. Saluta tutti. T’abbraccio. Aff. Enea

Lettera (C1013137-G-I) con busta (C1013135) a Giambattista Guarneri TP: 16 settembre 1915 – TP di arrivo: 20 settembre 1915
10/09/1915 … manca la prima parte … Non so ancora se hai ricevuto il vaglia e le ultime 13 fotografie che ti ho mandato. Con questa te ne mando altre due che spero arriveranno. Ce ne sono alcune che potrebbero figurare sulle riviste, ma mi secca mandarle, è di solito esclusivo incarico degli onorevoli che sono… al fronte per fare, dicono, coraggio ai soldati. Beati loro! Che la vedono e possono vedere così! Se non altro però godiamo almeno di ottima salute e tolto il dolore che ci reca la perdita di alcuni amici nei vari settori del fronte, viviamo qui in buona pace tanto che si pensa di far lega coi colleghi mangia nebbia per un periodo di pattinaggio su un laghetto vicino! Non è vero che sarebbe un mezzo colmo delle comodità in guerra? Schy, necessari sulla neve, pattinaggio per far passare le ore in cui non c’è niente da fare; ballo quando tira il cannone; corsa quando si va all’assalto; e cosa più igienica ancora una gran voglia di dormire. Mi raccomando per quel certo pastrano pelliccia. È meglio che Rubino applichi la martingala: se non ha le misure prenda quelle del mio paletot di mezza stagione. Saluta tutti. Ringrazio di nuovo. T’abbraccio Enea — ore 17: ricevo una lettera di Niny del 20 agosto, viva la guerra!

Busta con lettera al dottor Giovanni battista Guarneri – TP: illeggibile – C 1013132-G-I – TP di arrivo: 15 settembre 1915 — Qs sembra prima di quella precedente …
s.d.: 10-11 settembre 1915, Caro papà,
ero senza vostre notizie da alcuni giorni quando ieri finalmente ho avuto una tua lettera del 3 e una della mamma del 4. In precedenza avevo avuto anche il panettone e te ne ringrazio anche a nome di tutta la ufficialità dell’81ª che gli ha fatto onore. Ti ringrazio di tutto e anche dell’abbonamento alla Provincia che ricevo però saltuariamente. –
Riprendo questa interrotta alcune ore fa da un violento tiro di cannone contro le mie posizioni. Non hanno concluso niente secondo il solito. Mi domanda la mamma che ripari abbiamo agli avamposti! Nei posti di lusso, 4 assi, nei discreti una tenda e in generale una crepa di roccia dove si sta abbracciati per non patire freddo. Un bel sasso è la più buona trincea e quando il freddo ci prende, un modo assai semplice di riscaldamento: non termosifone o stufa, ma si spara una caricatore al primo disgraziato che si fa vedere e si torna a star caldi per delle ore. Mi fa piacere il sentire che i miei lanzichenecchi (li chiamano così gli austriaci loro che ne sono i diretti discendenti, figli di cani) vi hanno scritto lo ringraziando. Mi vogliono tutti un gran bene e dove vado io vengono tutti e molti mi passano avanti. Domani pare che venga a farci visita una compagnia di giornalisti. Purché non vengano a rompere le scatole, affideremo loro molte notizie. Ricambia a tutti che ti chiedono di me i saluti e ringraziali anche da parte mia. Ringrazia particolarmente il dott. Alberini per le belle parole che ha aggiunto alla tua lettera e digli tutta la mia riconoscenza.

Lettera con busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari – TP: Zona Carnia, 15 settembre 1915 – C 1013125-G-I – TP di arrivo: 18/09/1915
12/09/1915, Cara mamma,
ti mando una nota di cose che occorrono un po’ a me e un po’ a Sala. Fa per lui quello che la mamma sua fa anche per me. 3 paia di ginocchielli lana – 2 paia di calze lana non sgrassate – il torchietto formato cartolina che ci sarà nella camera oscura e alcune maschere di carta nera che ci devono pure essere.- l’astuccio della macchina fotografica – 1 album per pellicole 6 × 9 (passa da Gonzini a Milano).
È un bel po’ di tempo che le vostre lettere mi arrivano in ritardo e credo che le ultime vostre notizie mi siano giunte del 3. Oggi ho avuto notizie di Tonino Berlucchi da Resuitta. E di Franco? Dimmi se vi sono arrivate le ultime fotografie che vi ho mandato. Sono complessivamente 24 che vi ho mandato. Saluta tutti. T’abbraccio Enea

Lettera senza busta alla mamma del 15 settembre 1915 – C 1013135-G-I – NB: c’è una busta spaiata diretta a GioBatta Guarneri …
15/09/1915, Cara mamma,
ho avuto una lettera del 7 dal papà e una del 7 di Niny e tua ma questa ultima portava la data del 10 timbro postale. Il panettone è riuscito graditissimo a tutti e tutti santamente ringraziano, anzi Sala soggiunge: “peccato che sia finito, se ce ne fosse un altro…”. Sempre la stessa poesia di Sala. Invece della pelle di pecora è meglio che mi facciate far quel tale affare di cui scrissi allo zio due settimane fa. E più pratico e poi il cappottone va diventando d’uso anche tra noi; un tempo amici della mantellina. Di G. Castiglioni non mi è possibile sapere niente perché noi non abbiamo nulla a che fare con la cavalleria. Chi sà dove sarà ora la 3a divisione. Don Torchio è cappellano del Battagl. Valle Stura pure del bel dui. Il nostro pievan è don Perosino, anima beata, buon bevitore, uomo onesto colto e pacifico. Veramente da buon alpino ne ha fatto una che conterò quando verrò a casa; in poche parole non ha saputo tener fermo le mani e ha dimenticato la sua missione. Ha pagato un paio di bottiglie e tutto è finito lì. Piazzi non è ancora tornato da una breve licenza. Povero diavolo, se l’aspettava ma non la credeva così vicina, anzi pochi giorni prima avevano avuto una fotografia di casa sua che lo aveva consolato. Del povero Lambertenghi avevo già letto sulla Provincia. È vero che è stato l’appagamento di un suo ideale: ci aveva sempre detto che per lui non c’era niente di più bello del morire con una palla in fronte, ed è morto così. Povero e caro e simpatico ragazzo! Mando anche oggi tre fotografie nella speranza che vi arrivino. Saluta tutti a casa. Contraccambia saluti ad arciprete, Pietta, Zara, Frassine, Streparava, Orisio, Michelotti, Campi. T’abbraccio Enea – ho avuto stasera una lettera dell’11 dallo zio. Meno male che la posta si rimette bene. Saluti Luigi (Enea).

Cartolina postale italiana al Giacomo Guarneri – TP: 20/09/1915 – C 1013128-G-I – TP di arrivo: 24/09/1915
17/09/1915, Caro Zio,
grazie della tua lettera di giorni fa. Godo nel sentirti bene. Io pure sto benone e se le cose continuano così passeremo un buon inverno. La temperatura si è rialzata ed abbiamo ora un periodo di bel tempo. Qui nessuna novità. Mi preme sapere a quale reggimento è assegnato Franco. Beato lui se fosse al 5° dove non ho potuto andare io; ciò nondimeno io mi trovo benone qui. Ringrazia anche la mamma della sua lettera del l’11 e dille che io non ho bisogno di una certa fascia che mi propone. Saluta tutti. T’abbraccio Enea

Cartolina postale italiana a Franco Guarneri a Passirano – TP: 24 settembre 1915 – TP di arrivo: 27 del settembre 1915 – C 1012808-G-I
21 settembre 1915, Caro Franco,
So che stai per raggiungermi al Reggimento. Scrivimi subito se vieni al 2° e procurerò di farti venire almeno al mio Battaglione. In compagnia è difficile perché ci sono tutti i comandi coperti. Però più tardi con certe promozioni che sono in vista è facile ci possa stare anche tu. Non andrebbe male essere assieme! Vieni ad ogni modo armato di tutta lana perché qui fa freddo già da ora. Ringrazia la mamma della sua cartolina del 15 che ho avuto ieri. Abbiamo fatto anche noi un piccolo 20 settembre, ma abbiamo avuto una pessima giornata di nebbia e piuttosto fredda. Gli austriaci hanno sparacchiato tutto il giorno. Temono un nostro attacco. Il tenente Lamberti che era a Modena dovrebbe essere capitano dal 15 u.s.. Ce ne sono molti assai giovani. Scrivimi e dimmi dove vai. Se vuoi portare con te una macchina, compra una West Kodak 4×6 da L. 70. Sono ottime e danno poco fastidio. Saluta tutti ed abbiti un bacio Enea

Biglietto postale da € 0,15 al dottor Giambattista Guarneri – TP: 22 settembre 1915 – C 1013130-G-I – TP di arrivo: 24-09-1915 – Già trascritta – vedi Doc …
Biglietto postale (Doc. 8)
s. l., 20-09-1915
Caro papà,
ti ringrazio della tua lettera del 13 che ho avuto ieri. Sento che hai combinato con Rubino per quel mio pastrano, va benissimo per il collo e per tutto il resto che hai pensato di fare, sebbene in questi momenti compaiano indumenti di tutte le forme e di tutti i colori. Piuttosto tienilo a casa fino che io non ti scriva di mandarmelo, perché qui le cose non sono ancora del tutto sistemate e mi farebbe un po’ di fastidio. Abbiamo fatto un gran focolare e se salviamo la pelle quest’inverno ci arriveremo a mangiare le castagne, come se nulla fosse alla stessa maniera che si faceva da noi a casa. Grazie ancora ed infinite per il panettone; anche a nome di tutti i miei colleghi. Sento che Franco ha la probabilità di venire al bel du, dimmelo appena lo sai, cercherò di farlo venire con me o vicino il più possibile. Oggi ho scritto anche alla Chiarina Bonardi. Ricambia i saluti Allegrini, Albertini, Musso e Brenza, al dottor Tonini, Zamboni, Bersi, Micheletti e tutti gli altri. Saluta tutti caramente a casa, t’abbraccio Enea.

Cartolina postale italiana in franchigia di Sala all’avv. Giovanni Guarneri – TP: 21 giugno 1915 – TP di arrivo: 25 settembre 1915 – C 1012806-G-I – Mittente: S.A. Tenente 2° Alpini 81° Compagnia
18 settembre 1915, Egregio avvocato,
Enea mi parlò del famoso panettone. Mi parlò? Ma se l’ha mangiato!!! Con la massima sfacciataggine, son ben felice di assicurarLa che il panettone non è stato solamente portato ma divorato … semplicemente, e andò a ruba. Ho fatto una ramanzina ad Enea perchè stette alcuni giorni senza scrivere. Voglia gradire distinti saluti ed ossequi. Dev.mo Tenente A. Sala
– comanda la compagnia, ci tiene anche perche – di fronte all’inimico

 

Cartolina postale italiana alla signora Camilla Guarneri Ferrari TP: 26 settembre 1915 – TP di arrivo: 29 settembre 1915 – C 1012804-G-I
23 settembre 1915, Cara mamma,
dopo l’ultima mia a Franco non ho più avuto vostre notizie. Spero però che siano sempre buone come le mie. E Franco dove va? Ieri ho avuto una buona lettera della famiglia Mussi, gli è giunta come un regalo e mi ha fatto un piacerone. Risponderò ma non so quando perché in questi giorni bellissimi fervono intensi i lavori e per di più l’artiglieria austriaca spiega una attività non comune. Non becca mai il segno e noi ce ne battiamo le cosce, scrive Barzini nel Corriere, per paura di confondere le pie lettrici dicendo “chiappe”. È però frase usata. Noi non la cambiamo a nessun costo, anzi sono cose che si tengono care. Saluta tutti. Scrivimi. Ti abbraccio Enea

Lettera con busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari – TP: 29/09/1915- C 1012797-G-I – TP di arrivo: 2/10/1915 – Sul retro della Busta: EG sottotenente 2 Alpini 81° Compagnia
26 settembre 1915, Cara Mamma,
ti ringrazio della tua del 19-20 ricevuta ieri. Piazzi è rientrato alla Compagnia già da alcuni giorni. Da Resuitta mi scrivono sempre in molti e mi danno sempre grande soddisfazione perché vedo che, se non altro vi ho conosciuto della buona gente. Ah quel Suzzi! … Ho scritto oggi anche al cav. Mussi ringraziandolo per le cortesie usatemi da tutta la sua famiglia, ma a me pare di non conoscere che lui… Ho sentito di Andrea e sono contento per lui e sono cose che capitano e non meravigliano. Come già scrissi allo Zio, la sciarpa che Niny mi offre può servirmi solo fino a un certo segno, quindi è inutile mandarmela. Abbiamo avuto un periodo di bel tempo; ma da tre giorni il sole non si vede più; piove e stanotte sulle cime più alte è di nuovo nevicato. Ho letto sul Corriere del povero dottor Tonini (o Zanini?). Scriverò anche alla signora Teresa. Chi sa come sarà ridotta quella famiglia! Ho avuto una cartolina da Sarnico da XXX, Mazza, Signorini, Teresa Gatti. Ringrazia tutti per me e contraccambia i saluti a Rovetta, Rubino, Amanzio. Oggi ho visto Sala per pochi minuti perché ancora per un 15 giorni non rientrerà alla compagnia. Mi ha lasciato i saluti per tutti. Mi vuol bene ed io gliene voglio molto a lui nonostante si sia soliti scambiarci insolenze reciproche alla minima occasione. Scrivi a sua mamma che scrive spesso anche a me. Deve essere una gran buona donna. Il male è che Sala minaccia di diventare presto Capitano e allora non lo si potrà cazzottare e prendere per il mammolo come per il passato e per il presente. Mandami quello che ti ho domandato 15 giorni fa. Saluta tutti caramente e abbiti un abbraccio affettuoso Enea. E di Franco che ne sapete?

Lettera al sig. Cominelli con busta non sua (ma a Giambattista Guarneri) da Passirano in data 28 settembre 1915, scritta dalla signora Camilla Guarneri Ferrari – C 1012900-G-I
Passirano 28 settembre 1915, Egregio Sig. Cominelli,
come d’accordo l’avverto che mio figlio Franco rinuncia alla macchina che aveva acquistato la scorsa settimana da lei e mi ha pregato di mandargli una Vest Pochet Kodak, con l’obiettivo Anastigmat da lire 69, appena che le arrivano ed allo studio di mio marito in corso Vittorio Emanuele n. 25. A Lei i nostri ringraziamenti e saluti Camilla Guarneri Ferrari.
Seguono due biglietti sui costi, di cui uno su carta intestata del negozio di Cominelli Arnaldo di cui varrebbe la pena ritagliare la fotografia a C 1012902

lettera con busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari – del 30 settembre 1915 – TP: 4/10/1915 – C 1012793-G-I – TP di arrivo a Passirano: 6/10/1915 – Sul retro della busta: EG 2° Alpini – 81° Compagnia
30/09/1915, cara mamma, … Già trascritta – Vedi Doc…
– E le riviste del Club Alpino che non si vedono più?
Lettera (Doc. 9)
s.l., 30/09/1915
Cara mamma,
ho avuto quasi contemporaneamente una lettera tua del 23, una del papà del 21 e una cartolina del signor Bonardi. Ti ringrazio della tua e della spedizione che mi hai fatto di quanto desideravo. Non ho ancora ricevuto il pacco però. Forse arriverà domani e mi raggiungerà agli avamposti. Ultime notizie del mio attendente ferito lo danno ancora a Posia, ma è ben difficile che ritorni con noi perché per ora tutti i feriti vanno al deposito di reggimento e sono sostituiti al fronte da altri, dato che di uomini ne abbiamo ad esuberanza. Quindi niente fermata a Brescia che d’altra parte sarebbe quasi impossibile. Di Zanini o Tonini avevo già letto nel corriere. Ringrazio caramente il papà per la sua bella lettera del 20, anche a nome di tutti i miei colleghi, che non hanno bisogno per ora di niente dato che le comunicazioni con le famiglie loro corrono regolari, e così per quanto in piena guerra, non si sta del tutto male, anzi io trovo che forse nessun nostro periodo di escursioni è stato così leggero di fatiche e di privazioni. Qui in più di quattro mesi non c’è mai mancato nulla, anzi si può dire che abbiamo sempre goduto di una certa abbondanza. Lo ringraziano e non mancheranno a momento opportuno. Domani mattina ricomincia un nuovo periodo di servizio più che attivo. Ci siamo ormai abituati. Male però questa volta perché la pioggia ci ha molto disturbato nei lavori di questi ultimi giorni. In questo momento nevica. Alla meglio però i soldati sono tutti riparati in baracche e ne risentono quasi niente. Ah! Una settimana ancora di tempo bello per finire tutti questi lavori! Verrà poi il brutto tempo e si sfoghi a suo piacere! Il pastrano me lo potrete spedire di casa circa la metà del mese di ottobre, allora comincerà a servire veramente. Spero avrete ricevuto la mia lettera con quel conto dell’Aghileri che prego Rocca di voler regolare dandomene poi notizia. é la lotta più dura che dovremo combattere: le scarpe; anzi desidererei che vi informaste da Crescini di Pisogne calzolaio dello zio, se mi può fare presto un paio di scarpe da montagna, con braccattura di mezza montagna internamente foderato al completo di lana, e alte fino a mezza gamba, molto moltissimo comode; al caso ordinatele senz’altro, dandogli come misura uno dei miei stivali da città; che terrà molto largo, raccomandate che siano molto buone e anche che siano care, pazienza! Con tre paia potrò passare così l’inverno. Saluta tutti, ti abbraccio Enea

Ottobre
Cartolina postale illustrata a Niny Guarneri TP: 5/10/1915 – TP arrivo: 8/10/1915 – C 1012802-G-I
(il tricolore che irraggia le vette nevose – un soldato in piedi su un cavallo che scruta l’orizzonte)
“Corriam, voliam, coraggio! / Sciabola in pugno ed asta; / Siamo guerrieri e basta: / vita il pugnar ci dà! G. Pieri”
2/10/1915, (senza intestazione),
Ho avuto una lettera del 26 da Franco. Lo ringrazio, ma si sa almeno ora a quale reggimento è andato a ficcare la testa? o non glielo hanno ancora comunicato?
Qui nulla di nuovo, è venuta a trovarci la neve e noi la godiamo in santa pace; tanto non ci dà eccessivo fastidio. Sono sempre in attesa del pacco che la mamma mi ha spedito. Saluta tutti. Ti abbraccio Enea

Lettera con busta a Giambattista Guarneri del 5/10/1915 – TP: 8 ottobre 1915 – C 1012817-G-I – già trascritta – Vedi Doc … – Mitt: St. EG 2° Alpini 81° Compagnia
Lettera (Doc. 10)
s.l., 5/10/1915
Caro papà,
ho avuto la tua lunga lettera del 28 settembre e te ne ringrazio vivamente. Ho avuto anche il pacco che mi ha spedito la mamma il 24 u.s. Di tutto quello che offre Magria credo che la cosa più pratica sia il cuscino di gomma. Mi farebbe comodo averlo. Ho appreso con piacere la notizia della promozione a maggiore di Mannoni. Salutalo per me quando lo vidi. Puoi mandarmi il pastrano perché qui ci si può già considerare in inverno. La neve è poco alta ma già da questi passi soffia un vento assai rigido che provoca alcunché di poco comodo. Mandalo alla Romanini. Circa la mia nomina ad effettivo, nulla di più errato; mai mi è passato per la mente di avanzare simile domanda. Se anche avvenisse indipendentemente da mia domanda presenterei le dimissioni, perché alla carriera militare non mi sento portato; non voglio legare la libertà che mi è data dai miei studi ad una disciplina che sopporto nella più convinta devozione al dovere, e se io domandassi di occupare un posto di effettivo, così per fare qualche cosa che per me non avrebbe gran valore e più ancora se a cose finite dessi, come molti intendono fare, le dimissioni toglierei un posto a cui forse mirerebbe uno che vi si sente più portato, e che si cerca una posizione per la vita. D’altra parte ancorché molti mi siano contrari, ho la massima stima degli ufficiali di complemento e ne sono un convinto ammiratore, quindi effettivo: niente! Mi parli di una lettera del Cavaliere (o Cap) Mussi, ma io le ho avute da molto tempo e gli ho risposto già da comunque 15 giorni. Sono agli avamposti da più giorni e ci resterò ancora a lungo. Oggi è una giornata mirabile. Ieri in un’azione di pattuglia qui su queste cime, abbiamo accalappiato con abile avvolgimento un mangianebbia. Sala è incaricato di alcune fotografie che ti manderà. Saluta tutti ti abbraccio caramente Enea.

Cartolina postale italiana in franchigia al Niny Guarneri – TP: 10/10/1915 – C 1012800-G-I
Mittente EG sottotenente 2° Alpini Compagnia bella 81°- Carnia –
7/10/1915, (senza intestazione) Sala ha ricevuto il panettone e ringrazia. Scriverò a lungo domani o dopo. Saluta tutti t’abbraccio Enea
Stim.ma signorina, sono veramente commosso per il pensiero gentile e per il continuo ricordo a mio riguardo che io ricambio sentito, senza avere l’onore di conoscerla. Voglia gradire ringraziamenti sentitissimi ed ossequi. Dev.mo Ten. A. Sala – Affetteremo il fenomenale panettone che pronostichiamo gustosissimo. – Enea uomo della neve è rientrato nei ricoveri dalle sue tane Blokhontes –

Lettera senza busta alla mamma scritta l’8 ottobre 1915- C 1012810-G-I – già trascritta – vedi Doc …
Lettera (Doc. 11)
s. l., 8/10/1915
Cara mamma,
ho avuto la tua lettera del 29 ma non ancora il pacco. L’attendo questa sera con altre vostre notizie. È capitato vicino a me un reparto di bersaglieri quasi tutti bresciani ed ho trovato dei buoni giovani. Non sono ancora quando potrò rientrare in compagnia per un po’ di riposo. Non è tanto il servizio d’avamposti pesante, quanto il continuo dormiveglia a cui ci obbligano i tiri sconclusionati dei mangianebbia. Ieri sono stato in camp. (compagnia) a colazione ed abbiamo gustato il bel panettone del papà. Abbiamo mandato tutti insieme una cartolina a voi. Domani è la sagra vostra. Vi auguro di avere una bella giornata e di incassare molto a pro di quelle buone famiglie. Mandatemi poi a dire qualche cosa di come andrà la giornata. Io la passerò qui. Sarà però una bella giornata anche per me perché ricorderò quelle già passate in tali occasioni. Se potrò manderò qualche cosa anch’io. E il conto di Anghileri e le scarpe di Crescini? Pure qui ho trovato ancora il modo di passare la giornata. Tra una ispezione e un servizio di avamposti, tra un lavoro e l’altro, su questo esteso fronte trovo il modo di andare a caccia. Vecchie ormai conoscenze dei paesi vicini, non potendosene servire non hanno prestato a noi i loro fucili, e si passa così la giornata e mandiamo alla mensa di compagnia queste novità. Ho avuto ieri una bella giornata in proposito, ma ne sbaglio anche parecchi. Pazienza! Del resto voi certo non avete idea di come qui si viva tranquilli ed allegri, e quando la neve sarà alta ci ripromettiamo pazze cose in ski: anche lo sport in guerra! Ieri stavamo finendo una corazzatura in calcestruzzo, lì vicino è scoppiato uno SH austriaco; i soldati ne hanno raccolto il proietto vi abbiamo messo i nostri nomi, e in memoria del tenente Osio ferito in giugno, lo abbiamo murato nella cupola del posto di blocco (tedescum), che chiameremo col suo bel nome. Eppure qui i mangianebbia stanno quieti. Non tirano quasi mai. Godiamo solo dello spettacolo pirotecnico che la loro artiglieria ci offre e ce ne infischiamo. Il male è che non si fidano a venire in pattuglie e così non si gode della guerriglia così bella e divertente. Saluta tutti scrivi a lungo a tutti un bacio affettuoso Enea

Biglietto / Foglietto di carta: C 1013945-G-II -: 8 ottobre 1915
“ieri stavamo finendo una corazzatura in calcestruzzo, lì vicino è scoppiato uno shrapnel austriaco; i soldati ne hanno raccolto il proietto, vi abbiamo messo i nostri nomi e in memoria del tenente Osio, ferito in giugno, lo abbiamo murato nella cupola del (tedescum) posto di blocco che chiameremo col suo bel nome”
torna in questo momento ho zero che porta le novità da Milano.
sul retro: 17/10/1915 :” l’altro giorno è tornato improvvisamente tra noi e per poche ore il mio collega Osio ferito in luglio a… È perfettamente ristabilito e le sue funzioni polmonari sono ritornate ottime.
È stato con noi meno di 24 ore; passate nella più intima felicità per il ritorno di un amico provato, di un caro fratello che avevamo visto cadere in una brillante azione”
” e gli abbiamo fatto tutta la più bella accoglienza al più caro degli amici” 15 ottobre 1915

 

Lettera con busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari – TP: 14 ottobre 1915 – C 1012816-G-I
11 ottobre 1915, Cara mamma,
ho avuto la tua del 3 e te ne ringrazio. Ieri avrete avuto la famosa pesca di beneficenza. Mi auguro di sentire di un grande successo a pro di tutta la buona gente del paese. A giorni manderò qualche cosa anch’io.
Il secondo pacco che mi hai spedito non lo ho ancora veduto arrivare. Ti raccomando di darmi presto notizia delle scarpe di Aghileri e se anche il conto di Sala è stato momentaneamente saldato da Rocca o da voi. E di Crescini vi siete informati circa le scarpe che domandavo? Il tempo si è rimesso al bello ed i servizi continuano benone. Credo che non siamo ancora andati sotto zero nemmeno di notte. La più bella prova è che noi dormiamo ancora sotto le tende senza risentirne. A giorni però prenderemo possesso di un bel ricoverino. Ci prepariamo già a gustarne i comodi. A giorni spero anche di potervi mandare alcune fotografie fatte di questi giorni e che non ho ancora potuto lavorare per mancanza di tempo. Sala vuole scrivere anche lui e vi lascio un tocco di spazio. Ricordami a tutti gli amici. Saluta tutti di casa. Ti abbraccio Enea (NB: in questa busta stava collocato anche il foglio precedente scritto da Sala!!!)

Rifer. … Lettera con busta a Giovan Battista Guarneri – TP: Zona Carnia, 17 ottobre 1915; scritta il 13 ottobre 1915 e TP di arrivo: 20 ottobre 1915- C1012824-G-I – già trascritta – Vedi Doc … Sul retro della busta: Distinti saluti e ossequi. Ten. A. Sala
Lettera (Doc. 12)
s.l., 13/10/1915
Caro papà,
ho avuto giorni sono una lettera della mamma. Mi fa piacere il sentirvi tutti bene. Io sto benone mi auguro di poter continuare così. Mi raccomando ancora per il pastrano e per le scarpe di Crescini. Sono rientrato questa notte in compagnia dopo 12 giorni di avamposti. Sono stato sfortunato nel tempo. Ciò nonostante sono riuscito portare a compimento molti lavori importanti. È venuto a trovarci il cappellano del nostro battaglione e per far passare le giornate noiose, di pioggia come oggi, giochiamo fenomenali partite a carte, lo facciamo bere, lo manteniamo bene, facciamo il possibile di contargliele le più grosse e grasse possibili; lui le sorbisce tutte in generale perché è evoluto e moderno, colto e piacevole; quando per un accidente si permette di scattare lo assaltiamo e la facciamo a pugni. Ritorna docile per una mezz’ora per un po’ non si commuove più delle nostre = monade = oggi ce ne siamo fatti la nostra parte. Intanto è giunta una notizia che se ci fa piacere per la meritata promozione di un uomo che molto meritava, ci addolora per la perdita di un buon papà, di un ottimo comandante, di un forte alpino. Il nostro capitano è stato promosso maggiore con ogni probabilità abbandonerà tra non molto la compagnia. Ai suoi ordini uno si sentiva perfettamente sicuro e tutto faceva con la convinzione di far bene. Lo stimavamo e lo amavamo. Beato quel battaglione che lo avrà per comandante! E Franco è sempre in attesa di destinazione? Ieri ho fatto mandare 200 lire al comitato di assistenza pubblica di PASSIRANO tutto quel poco che ho potuto ma col più vivo affetto per il mio paese. Mi compiaccio anche dell’acquisto di quello stabile e del bosco sul lago. Sarà un ottimo sito da caccia e da villeggiatura. Sala comincia già a sentire l’influenza, di una incipiente capitanite. E in vero potrebbe essere acuta! Nessun male d’altra parte, se restasse con noi, tanto più se prendesse il comando della bella 81ª. Avrete ricevuto la cartolina che abbiamo mandato di qui il giorno 7, mangiandoci il fenomenale panettone! Abbiamo passato un paio di ore di una cordialità e di un’allegria così intensa come da molto non gustavamo. Sono le preoccupazioni della guerra!! Saluta tutti amici e parenti. Scrivimi della Tesca. Ti abbraccio col più vivo affetto Enea

Lettera di A. Sala alla signora Camilla Guarneri Ferrari inserita nella busta seguente di EG alla mamma –
C 1012814-G-I (scritta dopo un po’ che avevano ricevuto il panettone!) – TP: Zona Carnia, 14-10-1915
s.l. e s.d., Gentilissima Signora,
mentre le do assicurazione che il suo Enea sta ingrassando (ogni) giorno più (incomincia ad impensierire) e che la nostra incolumità personale non corre ormai nessun pericolo, mi permetto inviare a lei e famiglia i migliori saluti ed ossequi, nonché rinnovati ringraziamenti per il gentile pensiero concretato nell’eccellente panettone gustato da tutta l’81ª . Devotissimo tenente Armando Sala

Lettera con busta al signor Giacomo Guarneri a Passiranno – TP: Zona Carnia, 18/10/1915 – C 1012833-G-I
15 ottobre 1915, Caro Zio,
scuserai il lungo silenzio a tuo riguardo; pensa però che ultimamente ho avuto molto da fare e che solo da pochi giorni godo di una relativa quiete. Siamo entrati in inverno e la neve pare si sia stabilita qui definitivamente. Ci accompagnerà nel lungo inverno, benedetta nei giorni di bel tempo sorpassandola rapida sugli schy, caricata di improperi nei dì di tormenta e di vento. Però quassù dove mai uomo si sentì la forza di passare l’inverno, anzi di aspettare la neve, quest’anno vivranno, si muoveranno le masse. E gli alpini resteranno quassù, obbligati a vita monotona, al rigore delle gelide correnti che fischian giù dalla Val di Gail, nelle intense vigilie d’armi, in attesa della novella primavera. Allora alzeremo di nuovo avanti rinvigoriti dall’operoso riposo. Qui la neve pare abbia l’abitudine di raggiungere altezze non troppo comuni da voi; ma la sapremo accogliere bene. Da dove abbiamo messo piede nella scorsa estate, gli alpini non scenderanno. Qui dove tutto veniva a mancare, in cinque mesi sono sorte strade, mulattiere, teleferiche, magazzini e ricoveri. Torna in questo momento Osio che porta le novità di Milano e dà notizia della incazzatura di Anghileri per le mie scarpe, perché anche lui era stato interessato da Sala per l’affare.
Gli abbiamo fatto tutta la più buona accoglienza degna al più caro degli amici. Sono senza vostre notizie dal giorno 7, ma spero riceverne questa sera. Scrivimi spesso e di quello che succede a Passirano. Saluta tutti. T’abbraccio con caro affetto Enea

Foglietto scritto a Rigolato il 16/10/1915: C1012820-G-I
£ 200 – modesto contributo alla bella e sana opera che codesto comitato va svolgendo a pro del paese. Enea Guarneri

Lettera e busta a Giambattista Guarneri, TP: 20 ottobre 1915 – TP arrivo: 24 ottobre 1915 – C 1012821-G-I
17 ottobre 1915, Caro papà,
ti ringrazio vivissimamente della tua lettera del 12 che ho avuto ieri. Di quanto tu mi annunci spedito al mio indirizzo dalla Bonardi, Anghileri e da voi non ho ancora ricevuto nulla. Giorni sono ho mandato una parte della mia mesata al Comitato di Beneficenza di Passirano. L’altro giorno è tornato improvvisamente tra noi per poche ore il mio collega Osio ferito in giugno a … È perfettamente ristabilito e le sue funzioni polmonari sono ritornate ottime. È stato con noi meno di 24 ore; passate nella più intima felicità per il ritorno di un amico provato di un caro fratello che avevamo visto cadere in una brillante azione. È tornato a Milano per finirvi la licenza di convalescenza ancora una settimana ed io ne ho approfittato per mandare a Beppino Ambrosoli le mie negative. Così passano per mani sicure. Voi mandatele a ritirare da lui per mezzo di persona fidata: sono 83 foto che mi sono carissime e che vi prego di fare stampare possibilmente da gente di fiducia. Mi rincresce se ne rovinassero perché io copie non ne ho, e poi anche altri ne vorranno. Perderle o rovinarle mi farebbe male. Il tempo si è rimesso al bello e c’è da sperare che continui così. A giorni ti potrò mandare anche altre fotografie. Attualmente non sono ancora asciutte. Mi raccomando le scarpe. Saluta tutti e scrivimi presto. Ti abbraccio Enea

Lettera con busta al Sottotenente Franco Guarneri a Passiranno – TP: Zona Carnia, 22 ottobre 1915 –
C 1012827-G-I TP di arrivo: 24 ottobre 1915
19 ottobre 1915, Caro Franco,
ringrazia la mamma per la sua lettera del 13. Oggi aspetto i pacchi perché li hanno già ritirati i miei muli. E di Don Piero che cosa è successo? Avrete ricevuto le pellicole che ho mandato a mezzo di Osio a Peppino Ambrosoli. Te le raccomando perché mi sono carissime. Ti mando giù sei fotografie delle ultime che ho fatto. Sono riuscite non troppo bene ma valgono sempre gradita cosa. Qui nessuna novità. Il tempo si è messo al bello e c’è da sperare che continui così per alcune settimane ancora. E tu non hai ancora potuto sapere a quale reggimento vai a sbattere la testa? È forse il 7° sul serio? Saresti abbastanza fortunato. Scrivimi a lungo e dimmi se il Comitato di Passirano ha avuto un mio vaglia di L. 200. Saluta tutti. Ti abbraccio Enea

Lettera con busta a Camilla Guarneri Ferrari – TP: 25/10/1915 – C 1012842-G-I –
22 ottobre 1915, Cara mamma,
ti ringrazio della tua lettera del 16 e delle notizie che mi dai. Franco fa bene a far presto, se no gli potrebbe andar male davvero! Qui novità di poca importanza. Ho avuto il pacco dei dolci e il paletot. Va benone e vi ringrazio tutti. Né a me né a Sala sono arrivate le scarpe dell’Anghileri. Quel mascalzone è buono di averne combinata una di nuovo per metterci nei fastidi. Desidererei sapere almeno se Rocca le ha pagate e quanto. Ieri è arrivato il nostro nuovo capitano, ferito lievemente in un’azione di un mese fa e domani partirà il vecchio duce promosso maggiore. Aspettiamo a giorni il ritorno di Osio; è arrivato il pacco a Peppino? Sala è agli avamposti. Io lo sostituirò il primo del mese venturo. Intanto andiamo a caccia, mi rincresce dirlo al papà, che non può, oggi abbiamo preso una lepre e una pernice. Ti mando cinque delle mie ultime fotografie ed altre ne manderò ancora. Ringrazio tutti vivamente dei doni che mi avete mandato per il mio compleanno. I miei colleghi li hanno tutti bene accetti. Non so ancora se vi è arrivata la cartolina che vi abbiamo mandato di qui, mangiando il secondo panettone. Saluti cordiali a tutti gli amici di casa e a quanti domandano di me. Ricordami a tutti e saluto tutti di casa. Ti abbraccio Enea

Lettera con busta alla famiglia Guarneri scritta il 24 ottobre 1915 – TP: 27 ottobre 1915 – C 1012835-G-I – Già trascritta – Vedi Doc …
Lettera (Doc. 13)
s.l., 24/10/1915
Carissimi,
ringrazio tutti dei vostri auguri che quassù mi sono giunti carissimi. Non ho ancora avuto le scarpe di Anghileri. Né so quando arriveranno. Vi ringrazio del pastrano e dei dolci. È tutta roba che quassù si gusta con molta maggior voluttà che al piano. Proprio in questo momento arriva quella bestia di un Sala che con Piazzi mi da una solenne tirata di orecchie. Me ne vendicherò ben presto. Mi hanno mandato gli auguri ed i saluti anche da Rasmitta. Era proprio gran brava gente e ora mi ricorda spesso e mi fa piacere. Vi ricordate il camoscio di un anno fa? Oggi invece mangeremo una lepre ed una pernice, preda del polso del dottore che non potendo accoppare cristiani, si tiene in esercizio occupando selvaggina. Oggi è anche una bella giornata per quanto fredda! Nella prima decade del prossimo mese ripartirò per gli avamposti. Meno male che i molti lavori che ho compiuto l’ultima volta che ci sono stato, daranno modo di viverci un po’ più cristianamente. Oggi scriverò a Cominelli anche per l’affare di cui mi ha parlato la mamma. Oggi dovrebbe finire il periodo di licenza anche per Osio ed è facile che venga a trovarci quassù tra due o tre giorni. Ci porterà se non altro molte cose che gli abbiamo ordinato quando è venuto a trovarci una decina di giorni fa. Aspetto ancora anche le calze di lana sgrassata che mi avete spedito il 18 u.s. Salutate gli amici di Brescia e quelli che vengono a passare la sera da voi. A voi tutti un abbraccio sincero Enea.

Lettera e busta a Giacomo Guarneri Passirano – TP: 29 ottobre 1915 – C 1012839-G-I – TP di arrivo: 31/10
26 ottobre 1915, Caro Zio,
ti ringrazio di una tua cartolina di alcuni giorni fa e che ho avuto ieri. Ho avuto anche una lunga lettera del papà del 20, e una cartolina della mamma nonché una lettera della Niny del 14. Li ringrazierai per me.
Qui poco di nuovo! Ieri il nostro ex duce è partito per la sua nuova destinazione, in seguito alla promozione a maggiore, e da noi è venuto un neocapitano già ferito in un’azione di un mese fa. Abbiamo perso un buon papà, ma abbiamo trovato un fratello maggiore. Ieri sera finalmente sono riuscito ad avere le scarpe dell’Anghileri per me e per Sala. Dirai al papà che mi faccia poi sapere preciso il conto che Rocca ha pagato. Il papà mi ha scritto che fai conto di acquistare un nuovo cavallo; ho pensato che l’equo a quest’ora ti deve aver stancato a sazietà. Pur che quello che acquisti non prenda il male del suo predecessore! Sarebbe troppo, dirai tu! Sento che contate di fare una cacciata in bergamasca. Non posso che augurarvi di far molta preda e di essere fortunati. Io me la passo qui meno male; ma spesso quando ho il fucile in mano penso alle passeggiate che si facevano assieme! Ne sogno per l’avvenire! Ma quando? Quella bestia feroce di mio attendente è arrivato al punto di bruciarmi il mio vecchio paio di scarpe di Anghileri! Non sono mai andato tanto in bestia come ieri, proprio il primo giorno dei miei 21 anni! Credo di avergliene detto di tutti i colori! È il secondo paio di scarpe da montagna che mi fa questa fine per colpa degli attendenti! Roba non loro, quindi non se ne curano. Meno male che sono arrivate le nuove, e arriveranno quelle di Crescini.
Saluta tutti specie la Zia Marietta. A te un abbraccio cordiale. Enea

Biglietto postale da 15 cent. Al dottor Giambattista Guarneri – TP: 1 novembre 1915 – C 1012845-G-I –
28 ottobre 1915, Caro papà,
grazie vivissime della tua lunga lettera del 20 e di quella del 23. Anghileri ha fatto la testa dura ma io l’avrò più di lui. Sala è partito improvvisamente per un corso di istruzione ed io l’ho sostituito agli avamposti. Quattro giorni di più, pazienza! Gli scriverò e poi gli manderò l’importo delle scarpe. Ho avuto il cuscino e due paia di calze non sgrassate: grazie anche di questo. Leggo ora dalla Provincia della nomina dello zio a Giurato: chissà come sarà malcontento! Poi mandare le congratulazioni al maggiore Pietro Gerbino primo (prossimo) comando 2° alpini in Carnia. Gli farà piacere anche perché so che a me vuole molto bene.
Il tempo qui si mantiene bello ed è per noi una gran fortuna. Di alla mamma che mi faccia 4 colli di lana bianca (disegno) in modo che siano larghi all’esterno per rivoltare sul collo della giubba. Ho letto la satira al “primo ciapat dell’ospedalet” ma chi è? Non ho ancora avuto il pacco di indumenti di lana mandatimi dal comitato di Brescia. Dalle Mussi per ora nulla. Ricambio saluti Gussoni, Alberini, Massini, Brenone.
Saluta i soliti amici con un abbraccio a tutti di casa fortunatoni e te. Enea

Busta con lettera alla nonna Matilde Fontana Ferrari – TP: 4/11/1915 – C 1012853-54-G-I – (c’è anche una busta al papà TP: 4/11/1915 C1012854) – TP di arrivo: 2/11/1915
30/10/1915, Cara nonna,
a mezzo tuo ringrazio tutti degli auguri e dei doni che mi mandarono in occasione del mio compleanno. Godo nel sentirvi tutti bene e nel vedere che non vi manca la vecchia solita buona compagnia. Io sono solo: ho sostituito gli avamposti Sala che è andato ad un corso di istruzione; me la passo però discretamente, distratto dalle preoccupazioni del posto da una catena di piccoli lavori. Invero però i lavori pesanti sono finiti e anche con la neve si sta bene. Ho avuto una lettera firmata dagli amici che salutarono Franco nel banchetto dato dalla nonna mamma Maria??? Ho avuto anche un pacco di indumenti di lana dallo Zio Arturo. Li darò ai miei svizzeri alla prima occasione. Qui viviamo quasi tranquilli; e gli austriaci ci usano delle cortesie! Ne vuoi sentire una bella! Le rocce col ghiaccio si sono fatte pericolosissime e noi dobbiamo munirle in certi punti di corde fisse! Ieri appunto abbiamo incominciato a forare i massi per piantare i chiodi. Intanto io ho mandato un soldato a prendere del piombo per fissarli. Avrebbe dovuto camminare un paio d’ore. Non era però lontano da me 100 m che si ferma di botto e tende l’orecchio in ascolto. Poi urla: ” a l’è bel e si ‘l piump ” difatti in quel momento si sente per l’aria il noto ronzio di un 150 austriaco, che si abbatte a pochi metri da noi. Fumo intenso, gran polvere e una enorme buca: l’alpino corre là e grappa con le mani fino a trovare nella terra circa cinque chili di piombo, che ci servirono a meraviglia e risparmiarono all’alpino la passeggiata non del tutto igienica. E un’altra ancora! Ero di pattuglia con pochi alpini, vicino fioccarono le pallette in modo seccante; ma una specialmente batte vicina a un mio giannizzero; imperterrito agitando il fucile nel modo con cui “a” tiri a segno si segna lo zero, cioè sbagliato il bersaglio, urla: “turna a cariè! e n’antra volta mira peu drit”. Così si passano lunghe ore. Saluto tutti di casa ed amici. Ti abbraccio Enea

 

Novembre
Lettera con busta spaiata al dottor Giambattista Guarneri – TP: 4/11/1915 – C 1012847-G-I TP arrivo: 7/11/1915
2 novembre 1915, Caro papà,
ti ringrazio della tua lettera del 28 che ho ricevuto come tutte le altre che mi hai scritto il 16, 19, 22. Ringrazia anche la mamma della sua del 27 e dille che quando crede mi può mandare le punte di calza per i soldati, ricordando però che sono aumentate a 70. È inutile mi mandi invece le calze e i guanti per questi nuovi, li hanno tutti. Ho sentito di Franco e invero c’era da aspettarsela. Pazienza! Mi meraviglio come siate a tutto il 28 senza mie notizie dal 19, perché ho scritto giorno sì e giorno no. Il mio orologio luminoso che vi deve aver mandato Peppino, mandatemelo anche al più presto. È un compagno di una simpatia tutta speciale nei servizi di notte. Mi rincresce che la tua gita in bergamasca sia stata guastata dal maltempo e ti auguro di essere più fortunato in una prossima che farai. Sento che l’opera di beneficenza che avete iniziato in paese promette bene ed io auguro a tutti di continuare. Mi chiedi se è vero che in inverno avremo le licenze!? Anche da noi corre voce, ma nessuno ha notizie fondate o precise, ad ogni modo c’è un punto da discutere. Ove avvenisse come in Libia che gli ufficiali avessero le licenze, ed i soldati no; è quasi certo che noi rinunceremmo in massa alle licenze, perché quello che sentiamo noi per la famiglia sentono anche i soldati, specie chi si trova qui dal settembre 1914. Sarà doloroso per noi e per voi; ma sarà l’atto che più strettamente ci avvincerà la bontà degli alpini. Sarebbe causa di una rottura la nostra partenza per le licenze, senza che gli alpini venissero anche loro! Non so se i colleghi e i superiori vorranno tornare sulle loro promesse; sta però che noi abbiamo promesso di non partire se non partono con noi almeno alcuni dei nostri soldati; ed io non partirò fino al giorno che la gente del mio plotone sia pure partita. Corre voce però che le licenze siano concesse anche ai soldati. A ogni modo vedremo e quando saprò qualcosa di preciso te ne terrò informato. Sarebbe per tutti noi la più bella ricompensa a questi cinque mesi di incessato lavoro. Non ho ancora avuto il pacco che il Comitato di Brescia ha mandato per mezzo del Comando. Ho avuto invece un cortese biglietto della signora Verza cui avevo scritto ringraziando. Del mio attendente ferito notizie non troppo buone! Dopo quattro mesi porta ancora le grucce; altri feriti miei invece sono già tornati quassù ed hanno ripreso subito servizio col più vivo entusiasmo; anche per noi un’altra grande soddisfazione! Il sapere come anche lontani non ci abbiano dimenticati! E poi ancora il forte aumento dato ai nostri reparti, è prova della considerazione in cui ci tengono, e nello stesso tempo un non piccolo sollievo nel pesante servizio ed una maggiore sicurezza delle nostre posizioni. Abbiamo un mezzo metro di neve; ma si sta bene! Nessun malato nemmeno dopo questi forti sbalzi di temperatura! Non so quando lascerò gli avamposti. Ma ormai mi ci sono abituato e non ci sto male; poi, mentre per il passato ero solo, adesso ho subito vicino un reparto di vecchia conoscenza, comandato da un profugo triestino, studente a Torino, ottimo collega e buon compagnone. Necessità di girare molta, tempo di dormire poco; in compenso un discreto confort nelle baracche che ci siamo fatte. Sala ancora assente e lo sarà per molto. Ricordami a tutti i tuoi amici e miei di Brescia e di Passirano, particolarissimi e tutti di casa. Ti abbraccio con vivissimo affetto Enea
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Biglietto postale (Doc. 14)
s. l., 2/11/1915
Caro papà,
grazie vivissime della tua lunga lettera del 20 e di quella del 23. Anghileri ha fatto la testa dura ma io l’avrò più di lui! Sala è partito improvvisamente per un corso di istruzione ed io l’ho sostituito agli avamposti. 4 giorni di più pazienza! Gli scriverò e poi ti manderò l’importo delle scarpe. Ho avuto il cuscino e due paia di calze non sgrassate: grazie anche di questo. Leggo ora nella Provincia della nomina dello zio a Giurato: chi sa come sarà malcontento. Puoi mandare le congratulazioni al maggiore Pietro Gerbino promosso al comando 2 alpini in Carnia. Gli farai piacere anche perché so che a me vuole molto bene. Il tempo qui si mantiene bello ed è per noi una gran fortuna. Dì alla mamma che mi faccia 4 colli di lana bianca in modo che siano larghi all’esterno per rivoltare sul collo della giubba. Ho letto la satira al primo ciofeta de l’ospedalet, di chi è? Non ho ancora avuto il pacco di indumenti di lana mandatimi dal Comitato di Brescia. Dal Mussi per ora nulla. Ricambia il saluti Guzzetti, Alberini, Maggioni e Brema. Salutameli – saluti anche a te e un abbraccio a tutti di casa Enea

Cartolina illustrata “Capodistria – la cattedrale” alla signora Camilla Guarneri Ferrari – TP: 3 novembre 1915 (qui manca il riferimento n. dia C 1012952-G-I)
s.l. e s.d., grazie della tua del 30 u.s. L’ho avuta con una dello zio Giacomo. Mi chiedi di De Ferraris. Io ho sue notizie e più che buone in data del 25 ottobre da un mio caro amico della sua compagnia che mi dà appunto le sue nuove e mi manda i suoi saluti. So anche che ha partecipato ad una brillante azione e che si è comportato bene, meritando un encomio del Comando. Saluti a tutti. T’abbraccio Enea

Lettera con busta a Giacomo Guarneri – TP: Zona Carnia, 7/11/1915 – C 1012857-G-I – senza TP di arrivo
5 novembre 1915, Caro Zio,
grazie infinite della tua lettera del 29 e di tutte le notizie che mi dai, e godo nel sentirti bene e nel sentire buone notizie di tutti di casa. Io anche sto benone. La neve si è messa a far sul serio; ce n’è 1 m. Abbiamo già avuto qualche valanga con relativo ingombro di mulattiere; ma sono cose che non danno fastidio. Siamo benissimo riparati e se si eccettua il servizio notturno, ci sarebbe da sottoscrivere per tutta la compagnia a restare qui. Il freddo non si è ancora fatto sentire, siamo andati ad un minimo di -5°, quindi non c’è da essere malcontenti. E poi i soldati sono bene coperti, hanno due coperte, mantelle, cappotto, robe di lana e ottimi baraccamenti. Ringrazia anche la mamma della sua del 30. Dille che alcune mie pellicole bisognerà farle rinforzare. Di quella del colonnello (bianchissima) me ne occorrerebbe sette coppie ben fatte. Ho scritto ieri dandole notizie di Deferraris che io ho buonissime in data del 29 ottobre. Ho avuto una cartolina che mi avete mandato in molti da casa il 24. Ve ne ringrazio. Sono agli avamposti e ce ne avrò forse ancora per una settimana. Ho letto nella Provincia che ti hanno estratto come giurato; immagino come ti seccherà lasciare la tua occupazione specialmente in questi momenti. Ti auguro di essere fortunato e di cavartela con cause brevi. Ho vicino un reparto del 10º bersaglieri con un mucchio di bresciani dei nostri paesi. Però fino ad ora non ne ho ancora riconosciuto alcuno. Saluta per me tutti i buoni amici del paese. Ricordami con tutto l’affetto alle zie e ai miei di casa. Ti abbraccio con caro affetto Enea.

Lettera con busta alla signorina Niny Guarneri TP: 10 novembre 1915 – C 1012890-G-I – TP di arrivo: ?
7 novembre 1915, Cara Niny,
sono senza vostre notizie dal 30 u.s. Le ultime le ho avute da una lettera della mamma. E di Franco che ne sapete? Io sto bene spero che altrettanto continui ad essere di voi. Sarebbe mio desiderio che la mamma mandasse qualche cosa di sua scelta, da poche lire in regalo alla Romanin in cambio di tutte le cortesie che m’ha usato e che mi userà! Può andare una qualunque monada che costi poco e faccia bella figura! Ho letto della morte di Angelo Bozzi, ma è forse il compagno di Franco? Qui nessuna novità. Qualche valanga e relative rotture di scatole; con un tempo così così, di cui però non ci si può lamentare. Divertimenti pochi, buon tempo in giusta misura, lavori molti per vedere di star sempre più bene. E dimmi almeno se hai ripreso l’allevamento dei conigli. Forse sarebbe bene che tornassi a tirare fuori quelle gabbie! E se non vuoi tu potresti offrirle al Comitato perché se ne possa servire lui per allevarne. Non ci eravamo sbagliati del tutto quando lo avevamo intrapreso su così larga scala. Credo però che in ogni caso per questo tempo ti converrà allevare gli animali nostrani, non di razza. Non ho null’altro da dirti: ormai mi sono messo a scrivere spesso, gli argomenti da trattare sono pochi e non sempre c’è di nuovo. Tu scrivimi con una certa qual maggiore frequenza. Saluta gli amici e tutti di casa. T’abbraccio Enea – mandami carta da lettera Enea

Cartolina postale italiana in franchigia alla signora Matilde Fontana Ferrari TP: 10 novembre 1915 –
C 1012893-G-I
8/11/1915, Carissima,
ho avuto oggi buone notizie da una lettera della mamma, ne godo. Io pure sto bene e sono sempre al solito posto. I due pacchi non li ho ancora avuti. Le mie scarpe vecchie bruciate, non hanno più vita. Meno male che vanno le nuove. So che Franco si è trovato il 31 con Mario Rocca, ma poi non ne so nulla. Gerbino pare sia andato al 1° alpini; al comando del battaglione Mondovì, nulla di preciso però. Il nuovo duce è il General Robuschi, ferito di shrapnel nell’azione del 12 ottobre al Lodine. Di De Ferraris vi ho già scritto come abbia le più buone notizie. Sala minaccia di essere capitano a giorni. Saluti a tutti e baci Enea

 

Lettera e busta a Giambattista Guarneri – TP: 11 novembre 1915 – C 1012883-G-I – TP di arrivo: 14/11/1915
9 novembre 1915, Caro papà,
grazie della tua lettera del 4 e 9. Non capisco come possiate mancare per 10 giorni di mie notizie, perché è più di un mese che io scrivo ogni due giorni, e anche più di frequente. Franco non mi ha ancora scritto, e le notizie più recenti sue sono quelle che mi dai tu. Ho sentito di quanto capita a Egidio e mi ha addolorato il caso di sua mamma. Pazienza! Ce ne sono tanti nel suo caso e che stanno peggio. Ti basti che un mio ottimo soldato, mezzadro, ha un mascalzone di padrone che gli ha cacciato moglie e bambini sulla strada. Qui il tempo si mantiene buono dopo una burrasca di pochi giorni. Neve buona e freddo non intenso. Dei numerosi pacchi che mi avete annunciato, non ne ho ancora ricevuto. Arriveranno. Oggi è venuto a trovarci il maggiore Gerbino, contrariamente a quanto si credeva ancora a disposizione del nostro comando. Sala è ancora al piano. Intanto la sua assenza mi dà modo di sfogarmi agli avamposti. Non so quando finirà. Però devo dire che mi sono anche abituato a questa solitudine e poi abbiamo ricoveri e baracche che ci servono benone. Veramente la mia fa un fumo cane che mi fa pregustare le delizie dell’Olimpo. Ti prego di farmi fare un ingrandimento 18 × 24 della fotografia del mio 2° plotone che è in quelle che ti ho mandato!
Oggi abbiamo molto lavorato, abbiamo avuto un encomio dal colonnello e gli svizzeri fanno cagnara qui fuori dalla porta e una pattuglia che esce a mezzanotte sta combinando di andare vicino ai reticolati nemici a cantare ” son fili d’oro “; non è la prima volta che lo fanno; e il bello è che la serenata al chiaro di luna finisce a schioppettate alla luce dei riflettori. I miei si fanno forti dei gabbani bianchi che li fanno simili a frati domenicani, e di notte, sulla neve li rendono quasi invisibili. Vanno, ascoltano, vedono; fanno la serenata una sera davanti a una trincea, una sera davanti all’altra; poi quando i nemici accendono il riflettore lo prendono a fucilate: ritorna il buio; riprende il canto a serenata finita danno il “bunanoit” “mangianebbia” e tornano a riferire. Rientrati rompono le scatole a quelli che sono nel ricovero; ne svegliano qualcuno sganazzano quello che viene prima alle mani e in meno di 5 minuti si addormentano. Alla mattina poi ci vuole l’ira di Dio per buttarli giù dai tavolacci. Dormirebbero 24 ore al giorno! Ma una ragione c’è ai canti insoliti di stasera. È arrivato il cantiniere (nostro soldato) che ha fatto venire fin qui dalla campagna del vino e della frutta. In tre minuti ha venduto il carico di due muli e i miei questa sera sono tutti allegri! Meno male. In un gran canalone è calata una valanga che ha accumulato in fondo molti metri di neve. Hanno fatto una specie di toboga sulla neve gelata e quando non sono di servizio si precipitano giù. Fanno poi mezz’ora di salita per goder di mezzo minuto il divertimento; e quel che è peggio sono botte madornali che prendono, provocando le rise di chi è in alto. Fanno grandi progetti per quando andranno in licenza; e l’unica cosa che desiderano anche per pochi giorni! è truè la mama saludè la picia, e beire cul è ‘una risparmiè! a la guera a’s fo signur!
Eppure sono sicuro che se si raccomandasse di star bene in treno e composti, non uno eccederebbe col vino; questo nel viaggio; ma arrivati a Cuneo poi! Là la città natale! parenti, gli amici, fanno un tutto col vino!
Ne vuoi una. Mi occorrevano tavole per i ricoveri. Ho ordinato a una squadra di portarmene un centinaio. Lo credi, per non fare due volte la strada, sono venuti su per due ore di sentiero con sei tavole da 4 cm di legno quasi verde. Robe da non credere. Saluta a tutti. T’abbraccio Enea

Biglietto postale da € 0,15 alla signora Camilla Guarneri Ferrari TP illeggibile – C 1012898-G-I – TP di arrivo: 18 novembre 1915 – già trascritta – vedi Doc …
10 novembre 1915, Cara mamma, grazie tante dei pacchi che mi hai mandato. Le scarpe vanno bene, mi pare però che il cuoio sia troppo adatto ai marciapiedi, non a queste corne!
Scriverò domani alla signora Mussi per ringraziarla della lana e quei colli di lana che ti avevo pregato di farmi? Non ci sarebbe modo di averli presto? Con alcune paia di calze di lana non troppo pesante?
Ho perso un caricatore di pistola; Dì al papà che lo cerchi a Brescia da Beretta, alla FAB per pistola automatica militare Glisenti modello 1910 e cercami anche delle cartucce. Se non ci sono per Glisenti, vanno bene anche belle per pistola Parabellum. Mi preme il caricatore ma anche le cartucce perché vorrei tenermi un po’ in esercizio.
Oggi tempo orribile, tormenta. Di Franco non ho niente dopo il biglietto di Rocca e le notizie che mi ha dato il papà. Io sempre agli avamposti; ne avrò ancora a lungo; tutto in grazie della partenza di Sala. Saluta tutti di casa . Scrivimi spesso e dimmi di Franco. T’abbraccio Enea

Biglietto postale (Doc. 15)
s. l., 10/11/1915
Cara mamma,
grazie tante dei pacchi che mi hai mandato, le scarpe vanno bene e mi pare però che il cuoio sia troppo adatto ai marciapiedi non a queste corna! Scriverò domani alla signora Mussi per ringraziarla della lana. E quei colli di lana che ti avevo pregato di farmi? Non ci sarebbe modo di averli presto? Con alcune paia di calze di lana non troppo pesante? Ho perso un caricatore di pistola; di al papà che lo cerchi a Brescia da Beretta alla FAB per pistola automatica militare Glisenti modello 1910, e cercami anche delle cartucce. Se non ci sono per Glisenti vanno bene anche quelle per pistola para bellum: mi preme il caricatore ma anche le cartucce perchè vorrei tenermi un po’ in esercizio. Oggi tempo orribile, tormenta. Di Franco non so niente dopo il biglietto di Rocca per le notizie che mi ha dato il papà. Io sempre agli avamposti; ne avrò ancora a lungo; tutto in grazia della partenza di Sala. Saluta tutti di casa scrivimi spesso e dimmi di Franco. T’abbraccio Enea

Lettera senza busta C 1012906-G-I – scritta dalla 81ª – San Martino, 1915 (11/11/1915)
Nobile Signora,
la mamma mi ha mandato quanto Lei e le sue Signorine hanno avuto il gentile pensiero di preparare per me. Il loro interessamento a mio riguardo è sempre stato grande ed io ne sono a loro riconoscente; ma questa volta hanno fatto troppo, ed il loro regalo mi ha assicurato di come loro si siano rese veramente conto delle condizioni in cui ci troviamo quassù; e la praticità degli indumenti, sa di certe finitezze che solo l’attenzione di una mamma o di una sorella può e sa pensare per un figlio o per un fratello. E sono venuti a proposito, ora che la neve dopo brevi visite si è decisa a fermarsi qui, a tenerci compagnia. Veramente per quanto sia sempre stata la nostra amica e specialmente su me abbia esercitato un forte fascino, al punto da spingermi a cercarla in lunghe gite, quest’anno la bianca fata ci seccherà un poco con questa sua frequenza e diventerà noiosa.
Quando il 24 maggio siamo venuti qui, c’era: l’abbiamo vista andarsene quasi a malincuore; poi è tornata in brevi visite, per venire poi improvvisamente e senza tanti complimenti, come padrona di casa. Per due giorni siamo stati chiusi nelle baracche, poi ci siamo permessi di uscire e di solcarla veloci sugli schy: si è offesa ed ha cercato di darci la caccia con numerose valanghe, ma ieri deve aver perduto la pazienza e ci ha torturato con una tormenta feroce. Con quale nostro piacere Ella pensi, ove sappia che dal 27 u.s. quando sono venuto agli avamposti, non ho avuto materialmente la possibilità di cavarmi i pantaloni! È un lusso lavarci ogni quattro giorni e fregar le mani nella neve una volta nelle 24 ore. Proprio come a Brescia quando aspettavo sotto i portici l’ora del treno! Ma oggi, San Martino, festa degli alpini, è tornata ad essere bianca fata! È gelata bene; ha lasciato posto a un bel sole e si direbbe che abbia cambiato contegno in seguito ai moccoli che gli alpini ieri non le hanno certo risparmiato! Mi accorgo però che Ella deve averne anche troppo delle mie storie, ed io le chiedo scusa di aver abusato così a lungo della sua pazienza, pregandola di voler lasciare parte dei miei ringraziamenti anche alle sue Signorine. Al cav. Mussi i miei doveri; a Lei e alle sue Signorine il mio grazie riconoscente ed un augurio cordiale. Dev.mo Enea Guarneri

Biglietto postale da € 0,15 alla signorina Niny Guarneri TP: 15 novembre 1915 – C 1012909-G-I
12/11/1915, Cara Niny,
non arriva più la Provincia!! Ringrazia intanto la mamma della sua lunga lettera del 7 che ho avuto ieri sera. Non ho ancora avuto i colli, con il resto che la mamma mi ha mandato. Arriveranno! Quel segno era la sezione del collo cioè la costa lunga va esterna alla giacca lo vedete!? Oggi leggo della morte di Marchetti. Mi fu compagno carissimo per otto anni di studi! Il Parini ha già dato un forte te tributo di sangue alla nostra causa; ma non saranno le sole! Del resto meglio così! Sala sempre lontano, e forse la imminente promozione non mi permetterà più di vederlo! L’avrò nel cuore! Di Franco mai nulla ho saputo, eccetto la cartolina di Mario Rocca che mi parlava di lui. Ieri tempo bello, meraviglioso, ci ha lasciato festeggiare la festa degli alpini nel modo più bello. Oggi giornataccia fredda e nebbiosa. Io sempre agli avamposti. Non so quando me ne andrò. Saluti carissimi a tutti. T’abbraccio Enea

Cartolina postale italiana in franchigia a Camilla Guarneri Ferrari TP: ? – C 1012932-G-I – TP di arrivo: 21 novembre 1915
15 novembre 1915, Cara mamma,
eccomi di nuovo in compagnia. Sono senza vostre notizie spero averne presto e buone. E di Franco? Spero arriverà anche il pacco con i colli. Qui nulla di nuovo, neve, freddo, ma tempo buono e su tutto asciutto. Scrivimi a lungo. T’abbraccio. Saluta tutti Enea

Cartolina postale italiana in franchigia a Camilla Guarneri Ferrari – TP: 18 novembre 1915- C 1012922-G-I – TP di arrivo: 22 novembre 1915
16 novembre 1915, ore 17, Cara mamma,
ho adesso buone notizie di Franco in data del 7 e del 10. Godo nel sentirle buone, e gli auguro di continuare. Saluta tutti. Scrivimi a lungo. T’abbraccio Enea

Lettera e busta al sig. Giacomo Guarneri TP: 18 novembre 1915 – C 1012895-G-I – TP arrivo: 22-11-1915
16 novembre 1915, Caro Zio,
vedo che non tutte le mie lettere arrivano a casa; non ne so capire il perché; e sì che scrivo ogni due giorni al massimo! Non mi pare che possiate essere per molto tempo senza mie notizie. Oggi ho avuto una cartolina del 10 dalla mamma. Godo di sentirvi tutti bene. Io pure godo di ottima salute. Neve buona, giornate belle, tempo non troppo freddo ci lasciano vivere non male. Del resto quel metro di neve che abbiamo adesso non è niente in confronto di quello che ne verrà. A detta di chi sta vicino, pare che in certi posti qui la neve arrivi a 20 m. Si capisce perché il vento la sbatte nei punti più quieti. Dal 2 luglio non scendo in un paese a meno di tre ore da qui; figurati quando ci ritornerò! Ho perso tutte le abitudini più o meno belle! Del resto unica soddisfazione è data dal complesso ottimo di tutti i nostri servizi. Non una volta dal 24 maggio che il rancio per i soldati abbia tardato di un’ora! E notare che abbiamo avuto dei bei cambiamenti di scena! Se andremo avanti così tutto l’inverno ci diremo i fortunatissimi. Penso all’imbroglio in cui ti troverai per la coltivazione dei campi, specialmente per la mancanza di braccia! Meno male che l’inverno dà poco lavoro e forse a primavera balleremo altre balle! E il cavallo che avevi in prova l’hai comprato? Stasera conto di sviluppare alcune fotografie che manderò appena possibile. Saluta tutti gli amici del paese; tutti di casa. T’abbraccio. Enea

Biglietto postale da € 0,15 alla signora Matilde Fontana Ferrari TP: 20 novembre 1915 – C 1012930-G-I – TP di arrivo: 24 novembre 1915
18 novembre 1915, Cara nonna,
sono senza vostre notizie dal 10. Pacchi che mi avete mandato ancora niente! Io dopo 3 giorni passati in compagnia sono di nuovo agli avamposti, venuto a sostituire un collega partito non so per dove, improvvisamente. Del resto nulla di nuovo. Ieri notte, esposto a mezzogiorno abbiamo avuto -9°. Freddo forte ma asciutto dà poco fastidio. Sono occupatissimo. Scrivimi presto a lungo, ma voi scrivetemi pure di tutto quello che avviene da voi. Saluta tutti, ti bacio Enea

In C 1012903bis c’è una busta isolata (senza lettera) indirizzata al dottor Giambattista Guarneri con timbro postale del 21 novembre 1915, però al C1012903-G-I segue lettera al papà in data 19 novembre 1915:
19 novembre 1915, Caro papà,
sono senza vostre notizie dal 10, ne arriveranno questa sera? Ieri ho ricevuto i pacchi della mamma colle calze, i colli e le magliette; la ringrazio molto di tutto. I colli non vanno troppo bene. Dovrebbero essere fatti in modo da rivoltarsi fuori dal bavero della giacca e poi di lana più grossa, fatto a mano! (segue disegno a penna con vista piano e vista sezione … ), però uno lo faccia solo se ha tempo.
Poi mi parlate della proibizione che abbiamo di far fotografie. È vera. Però io ho ottenuto il permesso di farne dal mio colonnello, ma con la proibizione di mandarne coppie a persone non dell’esercito, e fuori della zona di azione. Quindi non ve ne potrò più mandare. Pazienza! Le vedrete poi! Intanto mi raccomando quell’ingrandimento che vi ho domandato; poi se cercate nelle mie vecchie pellicole, ne troverete di quelle fatte allo Zun dei Camped in una gita che ho fatto con dei colleghi di università. Ce n’è copia nel mio giornale di gita. In due foto campeggia uno in maglia bianca; il mio collega Ferraris, che è qui con me. Ti prego di farmene stampare una copia per mandargliela. Ho letto di quanto capita a Verona e a Brescia.
È doloroso ma non meraviglia. Ma a cose finite se capiterà di un tedesco che si fa pulizia in treno, o se ne sta sdraiato, e non fa posto avremo il modo di buttarlo dal finestrino del treno. Fammi mandare da Cominelli un 60 pellicole 6 × 9 per Pochet Kodach pieghevole n. 1.
Qui freddo forte; io sempre solo ed agli avamposti, come ho scritto ieri alla nonna dopo tre giorni di riposo in compagnia. E al piano cosa si dice della prodezza di aeroplani e sommergibili? E la Provincia perché non mi arriva più? Saluta tutti. Scrivetemi a lungo e ditemi di Franco. T’abbraccio con tutto l’affetto Enea

Biglietto postale da £ 0,15 a Giacomo Guarneri TP: 22 novembre 1915 – C 1012928-G-I TP di arrivo: 27/11/1915
20 novembre 1915, Caro Zio,
grazie delle tua bella cartolina del 13. Sento che hai incominciato il tuo servizio da giurato in un momento non troppo buono per Brescia. Speriamo che quei fatti non si ripetano più! Dirai alla mamma che alla Romanin può mandare quello che crede meglio; e della condizione della maestra Cantoni, ha tre bambini; credo che anche un panettone, come mi aveva proposto, possa andare. Oggi è arrivato un nuovo collega, io sempre solo agli avamposti. Qui del resto nulla di nuovo; sempre una vita monotona e di relativa soddisfazione. Salutami caramente tutti di casa e t’abbraccio col più vivo affetto. Enea

Lettera con busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari TP: 24 novembre 1915- C1012916-G-I – TP di arrivo: 27 novembre 1915 – Già trascritta
22 novembre 1915, Cara mamma,
ieri non ho potuto scriverti perché avevo un mucchio di faccende da sbrigare. Sala intanto è capitano ed è partito per Cuneo. Io non lo vedo da un mese; certo da buon amico non gli sarà nemmeno passato per la mente di fermarsi un’ora a Brescia per venirvi a cercare. Non so se fosse la capitanite che lo aveva preso negli ultimi tempi, di certo c’era dei momenti che non era più lui. Intanto va a starsene comodo in città dopo aver fatto poco o niente quassù. Beato lui! Domani o dopo ti spediranno alcuni miei capi di biancheria che erano rimasti un po’ in tutti i paesi della valle. Altra roba di tela ti farò spedire io; in cambio tu mandami una muta intera di robe di lana; e calze di lana sottile. Comando una mezza compagnia mista di alpini e bersaglieri; uno di questi di Zone è intimo amico di Morelli; ce n’è molti della nostra provincia. Non so se Sala avrà ricevuto la medaglia prima di partire. Piazzi intanto l’ha avuto molto cara e te ne ringrazia; credo anzi che conti di scriverti perché mi ha domandato l’indirizzo. Di Franco non ho più saputo nulla dal 10. Le ultime notizie vostre le ho in data del 15 da una lettera del papà. Qui nulla di nuovo. Eccezionale il perdurare del buon tempo, rotto solo da qualche breve bufera. Saluta tutti, scrivimi. Ti bacio con affetto Enea — Piazzi comincia a notare che i panettoni in compagnia si fanno aspettare! Che faccia di tolla! –
Fammi fare 100 biglietti da visita in carta pergamena col solo nome e mandameli con relative buste.
Lettera (Doc. 16)
s.l., 22/11/1915
Cara mamma,
ieri non ho potuto scriverti perché avevo un mucchio di faccende da sbrigare. Sala intanto è capitano ed è partito per Cuneo. Io non lo vedo da un mese, certo da buon amico non gli sarà nemmeno passato per la mente di fermarsi un’ora Brescia per venirvi a cercare. Non so se fosse la capitanite che lo aveva preso negli ultimi tempi, certo c’era dei monumenti che non era più lui. Intanto va a starsene comodo in città dopo aver fatto poco o niente quassù. Beato lui! Domani o dopo ti spediranno alcuni miei capi di biancheria che erano rimasti un po’ in tutti i paesi della valle. Altra roba di tela ti farò spedire io; in cambio tu mandami una muta intera di roba di lana; e calze di lana sottile. Comando una mezza compagnia mista di alpini e bersaglieri; uno di questi, di Zone è intimo amico di Moretti; ce n’è molti della nostra provincia. Non so se Sala avrà ricevuto la medaglia prima di partire. Piazzi intanto l’ha avuta molto cara e te ne ringrazia, credo anzi che conta di scriverti perché mi ha domandato l’indirizzo. Di Franco non ho più saputo nulla dal 10. Le ultime notizie vostre le ho in data del 15 da una lettera del papà. Qui nulla di nuovo eccezionale il perdurare del buon tempo, rotto solo da qualche breve bufera. Saluta tutti, scrivimi. Ti bacio con affetto Enea

Cartolina postale italiana in franchigia al dottor Giambattista Guarneri TP: 25 novembre 1915 –
C 1012934-G-I – già trascritta poco sopra … cercare … oppure vedi Doc …
23 novembre 1915, (senza intestazione),
sempre benone. Godo di vostre buone notizie dalla lettera di Luigi del 16. Di alla mamma che comperi un maglione di lana (sveter o wetar) molto pesante a collo rivoltato, o bianco o grigio ferro; cercate di spedire gli schy a Villa Santina fermo stazione al mio indirizzo. Se non li accettano, va al comando militare e fatti fare l’autorizzazione. Se non lasciano venire gli schy per un ufficiale degli alpini, non so che cosa lascino viggiare! Io ho modo di farli ritirare di là a mezzo ufficiale vettovagliamento di Battaglione Dronero. Compra anche un secondo bastone da Pivetti, di uguale altezza di quello che ho. Saluta tutti. T’abbraccio Enea

Cartolina postale italiana in franchigia (Doc. 17)
s.l., 23/11/1915
Sempre benone. Godo di vostre buone notizie dalla lettera di Luigi del 16. Di alla mamma che mi compri un maglione di lana molto pesante e collo rivoltato […]. cercate di spedire gli ski a Villa Santina fermo stazione al mio indirizzo. Se non li accettano va al comando militare e fatti fare l’autorizzazione. Se non lasciano venire gli ski per un ufficiale degli alpini, non so che cosa lascino viaggiare! Io ho modo di farli ritirare di là dall’ufficiale vettovagliamento di battaglione Dronero. Compra anche un secondo bastone da Pivetti, di uguale altezza di quello che c’è. Saluti tutti t’abbraccio Enea

 

Cartolina postale italiana in franchigia alla signora Matilde Fontana Ferrari; TP: illeggibile – C 1012941-G-I – scritta il 24 novembre 1915
24 novembre 1915, (senza intestazione),
ringrazia la mamma della sua lunga lettera del 19. Godo di sentirvi bene. Io pure benone e sempre agli avamposti. Del resto tempo bello e niente di nuovo. Saluti a tutti. T’abbraccio Enea

Cartolina postale alla signora Camilla Guarneri Ferrari TP: 28 novembre 1915 – C 1012945-G-I
26 novembre 1915, Cara mamma,
dopo la tua lunga lettera del 14 più nessuna notizia vostra, e di Franco niente! Io sempre agli avamposti e chi sa fino a quando, in un posto però molto quieto e non pesante. Delle calze del Comitato non se ne sa ancora niente. Lo Zio Piero mi ha mandato in regalo due piccole interessanti pubblicazioni. Potreste spedirmi i “Sepolcri” e le Canzoni d’oltre mare! Io ti chiedo molto e spesso, tu naturalmente mandami quanto puoi e come puoi. Di Sala non so niente. Piazzi è venuto a passare con me una mezza giornata oggi! È un ottimo amico che tutti i giorni si affeziona di più. Comprami a Milano un coltello SUCAI, il mio per il largo uso se n’è andato a remengo: pazienza! Saluta tutti. Scrivimi. T’abbraccio Enea

Cartolina postale italiana in franchigia a Niny Guarneri TP: 29 novembre 1915 – C 1012943-G-I – TP di arrivo: 3 dicembre 1915
27 novembre 1915, (senza intestazione),
sempre agli avamposti in ottima salute. Manco di vostre nuove dal 19 u.s. Scrivetemi spesso. Di Franco non so niente. Freddo da -15°. Baffi e barbe gelano con fragilità. Scrivetemi un po’ più di frequente. Saluti a tutti, t’abbraccio Enea

Lettera e busta al dott. Giambattista Guarneri – TP: 1 dicembre 1915 – C 1012919-G-I – TP di arrivo : nn
29 novembre 1915, Caro papà,
grazie mille della tua del 27 e alla nonna di quella del 24 e alla mamma del 24. Le ho avute tutte in una volta qui agli avamposti, e mi hanno dato vostre notizie dopo 10 giorni che ne mancavo. Come mi consigli tu, allora farò ricerca del caricatore presso il comando. Proverò le cartucce e te ne saprò dire; ma Fusi a Milano le vende a lire 0.16 l’una. Potresti prendermene una cinquantina di quelle sciolte che per (la) Beretta forse sono più sicure. Dei tanti che fanno la guerra a caffè e che tu mi dici non c’è da meravigliarsi. A 20 anni potrebbero ben dividere con noi questi freddi e per un riguardo a noi non dovrebbero parlare e far parlare di sé. Stanotte a -16° ma giornate sempre meravigliosamente belle. Tempo asciutto, salute ottima e una voglia maledetta di menar le mani per scaldarmi. Godo nel sentire Franco momentaneamente al piano. La mamma mi dice di Robbiati. Io l’indirizzo non lo so; ci saprei andare perché già fui a casa loro; stanno vicino allo scalo ovest della stazione Centrale e del resto si può chiedere l’indirizzo a Bonfadini in corso Venezia 18. Ricevo nuovamente la Provincia. Da più di un mese sono agli avamposti da più di un mese. Un solo intervallo di due giorni. Qui gela tutto, fino il pane, il vino non troppo vino, l’inchiostro nella stilografica. Mi raccomando la fotografia per Ferraris. Qui ho però due buoni colleghi uno da bersaglieri, comando la posizione e la compagnia mista di alpini e bersaglieri, questi quasi tutti bresciani.
Scrivetemi spesso e a lungo. Saluta tutti. T’abbraccio Enea

Dicembre
Lettera con busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari – TP: 4 dicembre 1915 – C 1012911-G-I – TP di arrivo: 7 dicembre 1915
2 dicembre 1915, Cara mamma,
ringrazio te e Niny della cartolina del 25 e della lettera del 27. Mi ha fatto piacere il sentire bene di voi tutti e di Franco. Io pure sto benone. Ieri abbiamo avuto una giornata infame, oggi è di nuovo sereno. La temperatura si è fatta più sopportabile ed è appunto questo rialzo che mi fa temere la neve. Oggi intanto avrò a colazione da me anche Piazzi, ci mangeremo un lepre bianco che ho ucciso pochi giorni fa, mentre ero di pattuglia sotto le trincee austriache, e una seconda, ferita, l’abbiamo lasciata là perché non valeva la pena di lasciarci noi la pelle! I due pacchi non sono ancora arrivati. Per la maestra io non so che cosa consigliare. Le abbiamo regalato tutti assieme un orologio da polso; e potreste mandarle un panettone per Natale. Con molta probabilità vedrò sorger l’anno nuovo con me sempre agli avamposti. Se andiamo di questo passo ci faccio tutta la campagna io! Ricambio saluti alla maestra Faustini. Salutami don Pasini; non so se potrò scrivere a loro in questi giorni. Urgono ancora lavori per l’inverno e il tempo stringe! Dei tuoi iscritti con Sala e a Gerbino non so niente. Il curioso è che io anche ho scritto a loro e nessuno mi ha risposto. Sempre gli stessi. Sala specialmente una volta che sta bene lui, manda sulla forca colleghi ed inferiori! È ufficiale effettivo ed ha aperto una brillante carriera; pensa che ha solo 23 anni e mezzo. La signora Sala che mi scriveva spesso quando c’era qui Armando è 15 giorni che non mi scrive più. Io non so niente di cosa combinano! Solo so che per il momento Sala è a Cuneo con reparti nuovi. Quel Gino Rocca del Corriere non ha nulla a che fare col G(ino) Vittorio. Ringrazia anche lo zio della sua lettera del 23. Le fotografia del Colonnello sono infami, di quella del plotoncino si può fare un ingrandimento? E quelle di Ferraris le hai trovate? Se non trovi le pellicole stacca le due coppie dal giornale e mandamele. È facile che le pellicole siano tra 300 e 400, sono del dicembre 1913, fatte allo Zuc dei Camper in Val Sassina. Ferraris spicca per un gran maglione bianco povero figliuolo; anche lui ha perso un fratello tenente d’artiglieria, per granata, in Cadore. Era pure laureato in agricoltura. Io lo conoscevo appena. Qui godiamo di una relativa tranquillità. Un anno fa ero in licenza. 13 anni fa come oggi ne beccavo una solenne morsicatura dal “TO” ti ricordi che razza di scapaccione mi sono preso dal papà? E gli schy li avete potuti spedire? Sono in un posto meraviglioso per corse e se passo l’inverno qui mi riprometto di diventare un ottimo schiatore. Se si avesse più tempo ci sarebbe anche da cacciare, ma le uniche schioppettate si fanno quando si è di pattuglia ai camosci e alle lepri. Alleviamo un bel porco; accenna però soffrire molto il freddo e non vorrei che andasse al limbo prima del tempo. E da voi che novità ci sono? Salutami tutti caramente, di casa e amici. Ti abbraccio Enea

Lettera con busta a Giambattista Guarneri scritta il 3 dicembre 1915 – TP: 6 dicembre 1915 – C 1012924-G-I – già trascritta – vedi Doc …
Lettera (Doc. 18)
s.l., 3/12/1915
Caro papà,
vivissime grazie per la lettera del 29 che ho avuto ieri assieme a una di Teresa. Godo assai di sentirvi tutti bene. Io pure godo di ottima salute; sono sempre agli avamposti. Domani conto fare una scappata in compagnia per ragioni di servizio e mi ci fermerò forse due o tre ore. Di tanti fortunati Franco può dirsi fortunatissimo della sua nuova destinazione. Del resto godo per lui e per voi che sarete certo più tranquilli. Del maggiore Gerbino e di Sala non so niente e nemmeno so se abbiano avuto i vostri scritti. Ormai sono qui solo della vecchia schiera della poderosa 18ª e se non fosse il buon Piazzi che mi viene a trovare di frequente diventerei a breve andare un selvaggio. Ora La Provincia mi arriva regolarmente. Tu mi fai una domanda a cui non so rispondere. Di licenze non si fa nulla nemmeno di un po’ fondato. Solo i bersaglieri che sono con noi assicurano che il loro comando di battaglione ha già pronto di i fogli, ma da noi non si sa proprio nulla circa a precedenza il primo di compagnia dovrei essere io perchè nessun altro è qui dall’inizio della campagna e del battaglione sono dei primissimi/giovanissimi. Bisognerà vedere se il capitano manderà me prima o se preferirà esser lui il primo, perché? Dopo la partenza di Sala, sono diventato tenente in prima di compagnia e non è possibile assentarci contemporaneamente, dato che tutti gli altri subalterni sono all’inizio della loro carriera. Ad ogni modo sarebbe già molto avere 10 giorni da passare a casa sia presto o tardi, prima della fine dell’inverno. Voi ad ogni modo sperate perché pare ci sia molta probabilità. Dei pacchi speditimi di questi giorni non ho ancora ricevuto alcuno. Ieri furono cinque mesi precisi che non vedo le tegole di Farm! Ho paura che a momento di calar giù non so più trovar la strada! Mi scrivi che Bertoglio è partito? E per dove? E dei tanti gran gran quanti ne sono rimasti in città? Mi auguro che non siano molti. Ho quasi convinto Piazzi ad operarmi della mia cisti all’occhio e spero che non mi vorrà far aspettare molto! Qui la temperatura si è rialzata, ma abbiamo però delle giornate meno belle di quelle della fine di novembre. Ricambia il saluti al dottor Alberini che mi ha scritto pochi giorni fa, doveri al cavalier Musso e famiglia, a tutti quanti che domandano di me ringraziamenti. Saluti a tutti di casa. Ti abbraccio con caro affetto Enea

Cartolina postale illustrata “il tricolore su Cortina – C 1012947-G-I – al signor Angelo Rocca via Cappuccio 13 Milano – TP: 6 dicembre 1915 NB: trascritta e trasportata o no?????
4 dicembre 1915, grazie della tua. Le scarpe vanno benone. Saluti a tutti di tua famiglia. Affettuosamente Enea

Lettera con busta al signor Giacomo Guarneri TP: 8 dicembre 1915 – C 1012949-G-I – TP di arrivo: 11 dicembre 1915
6 dicembre 1915, Caro Zio,
grazie della tua, dopo la lettera del papà del 29 non ho più avuto vostre notizie. Io sto bene. Sempre agli avamposti e tu sempre giurato? Dì alla mamma che finora di tanti pacchi di cui mi ha annunciato la spedizione, ho ricevuto solo uno con due soli paia di calze e gli altri? Qui nulla di nuovo. Tempo che minaccia da più giorni; ma non si decide a nevicare. Delle licenze nessuna notizia precisa e nemmeno di fondamento serio. Dirai alla mamma che di De Ferraris ho avuto buone notizie in data del 27 novembre. Quindi io non so come la sua famiglia non ne sappia niente. Scrivimi e saluta tutti. T’abbraccio Enea

Lettera con busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari, scritta il 7 dicembre 1915; TP: 10 dicembre 1915 – C1012936-G-I – TP di arrivo: 13 dicembre 1915 — già trascritta – vedi Doc …
Lettera (Doc. 19)
s.l., 7/12/1915
Cara mamma,
grazie della tua del primo. Da Franco ho avuto direttamente buone notizie che mi hanno fatto piacere. La brillante azione della Carnia, di cui parla il comunicato, è di quelle che fanno piacere a noi che vi partecipiamo da vicino. Sala è a Cuneo per la formazione di nuovi reparti. Dei tuoi pacchi finora uno solo con due paia di calze! Gerbino è al 1 alpini. Tu mi domandi spesso di come vivo! Ti devo dire che sto egregiamente bene. In compagnia un ottimo cuoco, Piazzi direttore di mensa, non si invidia un albergo, e sempre tutto pronto! Qui agli avamposti, mensa con l’ufficiale dei bersaglieri, un attendente che si fa in 10 per noi, carne buona, cacciagione non manca mai, varia da lepri a pernici, a cosce di camoscio, per finire nei giorni più magri a superbi lombi di scoiattoli che qui sono in quantità enormi. La notte, interrotta regolarmente da due ore di ispezione, e qualche volta in bianco del tutto o per i tiri dei mangianebbia, dura in generale dalle 20 alle sette. Non c’è male dirai tu! Ma si è stanchi a sera! Mandami gli indirizzi di Castiglioni e di Camilla Bianchi. Io ferito?! Ma chi è stato quel superbo contaballe che ti ha detto ciò. Ho la pelle per intero ma la ghirba a metà, no! Mi sono preso nel luglio un anello di SH nella spalla; ne ho avuto forti dolori, ma nessuna ferita! È tanto tempo che gli austriaci non fanno più sul serio! Sono figli di cani che non si fanno vedere! Mi dici di raccogliere le mie ordinazioni! Ma sono cose che capitano alla mente un po’ per volta e che io tutto butto subito là per non dimenticarmi. Tu fa con comodo e manda tutto assieme. Oggi è Sant’Ambrogio, e a quel buon meneghino di Piazzi ho mandato in regalo una superba gazza di montagna che ho accoppato giorni or sono e che ho modo di credere di una durezza eccezionale. La refilerà in un piatto a qualcuno dei subalterni nuovi che son capitati quassù dalle riserve dell’anno! Che tipi da corsa che compaiono nelle nostre file! Sono arrivati con scarpe di vernice e senza chiodi! Io non so! Forse credevano di venire a festa da ballo! È veramente ballano su e giù per questi monti per prenderne visione. Ho fatto belle fotografie; ho intenzione di domandare al colonnello che mi lasci mandarne qualcuna affatto innocente a voi. Però non lo posso promettere. Piazzi che ora non ha niente da fare mi fa il lavoratore e fotografo. Peccato che qualcuna ne manda a tremendo. Saluta tutti carissima mente. Ti abbraccio Enea

Lettera con busta al dottor Giovan bBattista Guarneri – C 1012866-G-I – TP: illeggibile – TP di arrivo: 14 dicembre 1915 — Già trascritta
8 dicembre 1915, Caro papà,
ho avuto la tua lettera del 1° e quella della mamma; ve ne ringrazio. Ho incaricato il buon Ferraris di ritirarmi gli schy a Villa Santina. Gerbino mi ha scritto stassera, è al battaglione Mondovì del 1° Alpini, e mi dice di aver ricevuto la lettera della mamma. Ringrazia e mi dice che vi scriverà lui. Circa il bastone da selz può andare anche se più lungo. Si dice che oggi siano partiti i primi reparti per la licenza. Io però non ne so niente né di ufficiale né di positivo. Vedrò di saperne qualcosa e di tenertene informato. Ad ogni modo non credo difficile la mia venuta per Natale, se almeno il mio duce non si inzucca di andare lui per primo. Da Cominelli mi puoi far spedire 10 o 15 lampi al magnesio preparati. Tempo non orribile, ma sciroccoso. Neve pessima non più gelata e che non regge più. Di notte una maledizione sola! Dei pacchi finora solo quello con due paia di calze, e l’altro che cosa conteneva? Salutami tutti. Felicitazioni al neo capitano Cirillo Bonardi. Ti abbraccio Enea

Lettera (Doc. 20)
s.l., 8/12/1915
Caro papà,
ho avuto la tua lettera del primo e quella della mamma, ve ne ringrazio. Ho incaricato il buon Ferraris di ritirarmi gli ski a Villa Santina. Gerbino mi ha scritto stasera è al battaglione Mondovì del primo alpini e mi dice di aver ricevuto la lettera della mamma. Ringrazia e mi dice che vi scriverà lui. Cerca il bastone da selz può andare anche se più lungo. Si dice che oggi siano partiti i primi reparti per la licenza. Io però non ne so niente né di ufficiale né di positivo. Vedrò di saperne qualcosa e di tenertene informato. Ad ogni modo non credo difficile la mia venuta per Natale, se almeno il mio duce non si inzucca di andare lui per primo. Da Cominelli mi puoi far spedire 10 o 15 lampade al magnesio preparate. Tempo non orribile ma sciroccoso. Neve pessima non più gelata e che non regge più, di notte una maledizione sola! Dei pacchi finora solo quello con due paia di calze e l’altro che cosa conteneva? Salutami tutti felicitazioni al neo capitano Cirillo Bonaldi. Ti abbraccio Enea

Lettera con busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari – TP: 13 dicembre 1915 – C 1012875-G-I – TP di arrivo: 16/12/1915
10 dicembre 1915, Cara mamma,
grazie della tua lettera del 9: l’ho avuta oggi col secondo pacco, quello del collo, specchio, eccetera. Aspetto gli altri tre pacchi; ma arriveranno tra molti giorni. Io sempre agli avamposti. Nè so quando mi toglierò di qui per un periodo di riposo in compagnia. Invero non ne sento un gran bisogno. Il servizio qui non è pesantissimo e il tempo che si mantiene discreto lo alleggerisce ancora. Circa quanto mi scrivi di Franco, non ti spaventare. Tutti quelli poi che vanno contando le balle di alpini in Albania e di notizie che non si possono scrivere sono semplicemente gente senza testa e degni di galera; sono figli di cani, in special modo se fanno parte dell’Esercito! Di Sala niente da 20 giorni! Eula pure capitano …! ha meno di 23 anni. Piazzi lo credo partito per Tolmezzo per acquisti di vario genere. Qui nulla di nuovo. Di licenze non so ancora niente. State sani e scrivetemi. I ringraziamenti di tutti i pipitons dell’81ª per il panettone. Saluti a tutti. Ti abbraccio Enea

Lettera con busta a Giambattista Guarneri – C 1012869-G-I – TP 14/12/1915 – TP di arrivo: 16/12/1815
11 dicembre 1915, Caro papà,
ho avuto dalla mamma buone notizie di voi tutti. Io pure sto bene. Il colletto di lana che la mamma mi ha mandato per ultimo va benone. Per ora però non me ne faccia altri perché mi bastano quelli che ho. Le cartucce non le ho ancora provate, ma spero di poterlo fare presto. Di licenze non se ne sa ancora niente di preciso. Io almeno non sono riuscito a cavarne una parola dalla bocca di nessuno. Qui distaccato da più d’un mese e mezzo non so più niente di quanto è corrispondenza d’ufficio; spesso non so nemmeno quello che vi succede di anormale. Ho però una grande speranza d’essere dei primi, dato specialmente che sono uno degli ufficiali del battaglione che da più tempo sono in Carnia, è uno dei pochissimi che dall’inizio della guerra non sono stati comandati a Cuneo, anche temporaneamente, per servizi speciali. Del resto pur di venire, non ho difficoltà ad aspettare il mio turno! Qui poco di nuovo. Giorni fa abbiamo assistito alla distruzione dei ricoveri austriaci da parte delle nostre artiglierie. È stato uno spettacolo pirotecnico a grande distanza, in pieno giorno! Saluta tutti. Scrivetemi spesso. T’abbraccio Enea

Cartolina postale illustrata ” sempre pronto a servire la patria… ” – Con l’immagine del re e bandiera tricolore con stemma di Savoia – TP:11/12/1915 – TP di arrivo: 14/12/1915 – C 1012882-G-I
Alla famiglia Guarneri,
Ho avuto il panettone e la lettera del 3 della mamma. Grazie tante. Dei pacchi sempre finora quello solo delle calze. Mi raccomando i Sepolcri, le canzoni d’oltre mare. Delle 120 calze ancora nulla. Io sempre bene e sempre qui. Freddo che appena si sente. Tempo non troppo bello. Probabilità di vedervi presto e una gran voglia di passare con voi alcuni giorni. Bacio tutti Enea

Lettera e busta alla signorina Niny Guarneri – TP: 15/12/1915 – C 1012872-G-I – TP di arrivo: 19/12/1915
13 dicembre 1915, Cara Niny,
manco da molti giorni di vostre notizie. Oggi ho ricevuto il solo pacco col maglione; gli altri non li ho ancora ricevuti. Intanto devo darti una notizia che non ti può far troppo piacere. Il mio capitano mi scrive stamane che per ragioni varie, dice lui, andrà in licenza prima di me un collega meno anziano. Così fino a gennaio io non potrò venire. Avrei voluto accontentare il papà, e portare le ragioni che davano la precedenza a me; ma mi sembra proprio di voler fottere un collega, che per di più non è di quelli che simpatizzano di più con me. Intanto è già molto aver avuto l’assicurazione formale che licenza mi sarà concessa. Abbiate pazienza ed accettate anche voi la cosa, come l’ho accettata io! Già si tratta di pazientare un 15 giorni! Sono cose che a me succedono sempre più frequentemente che agli altri, perché sanno che in cose personali abborro dal fare questioni. Altri avrebbe suscitato chissà quale putiferio; io no. Saluta tutti ed abbi un buon abbraccio Enea
Mittente: Sottotenente Guarneri 2° alpini – 81ª compagnia

lettera senza busta al capitano Sala – C 1012861-G-I
Bord. Bassa, 13 dicembre 1915, Carissimo,
intanto grazie tante della lettera che mi ha fatto tanto piacere, e delle due belle fotografie che mi ricordano i volontari di Cadore. Grazie! Mi narri le tue miserie a Dronero!? E che ti dovrei narrare io? Dal 27 ottobre ancora agli avamposti, fino a metà novembre a B. Alta, da metà novembre a B. Bassa, e viva la lega!
In compagnia quattro altri subalterni nuovi che ne vanno combinando di tutti i colori. Il capitano, incazzatissimo, lo vedo una volta ogni 15 giorni! Io ho in compagnia qui Alessandrini e passo con lui qualche ora meno amara! Del resto me ne hanno combinato tutti; e di tutti i colori. Ho però la soddisfazione di aver sempre il mio plotone, in fe’ di Dio il più bello dell’81ª! E nella caotica allegria della 7a squadra, in questo fronte così quieto, ancora spesso ritorno – io – quello di due mesi fa! Ma non lo sono più! Sai! Lo sento io stesso e m’arrabbio con me! Rivata capitano, lo sai? Beato lui, quel Cappellano di Barbero che minaccia di diventare tenente a minuti! Io, sottotenente di lungo corso! Mi bocciano alla licenza, e mandano prima Barbero; ah! i miei 13 mesi di Carnia, e i 7 di guerra! e ancora annunciarmelo come una festa!
Povera mamma, come resterà, a non vedermi a Natale! E ancora che non sanno nulla di quello del 7 agosto ai “Carniatori”! E la circolare, diciamo, di Eynord? Belle soddisfazioni tutte! Te l’ho detto tante volte che c’era qualcosa che non mi andava! L’81ª non è più l’81ª nostra! Oggi dico invece che prendo tutto come viene. Del resto sono cose personali e tu ben puoi sapere come in tutto quanto sa di personale, mi sia sempre tenuto al di sopra di ogni accidente che mi è capitato. Salutami Osio, Merlati, Eula e Gianone. Doveri a tutti di casa tua. Spero poter mandare personalmente gli auguri per Natale e per fine d’anno. Intanto li mando a te. Scrivimi almeno quando non sai come passare il tempo. T’abbraccio Enea

Cartolina postale italiana in franchigia alla signora Camilla Guarneri Ferrari – TP: 16 dicembre 1915 –
C 1012888-G-I
14/12/1915, Cara mamma,
gli schy non li ho ancora avuti; nemmeno ho avuto due dei tre ultimi pacchi che mi hai mandato.
Manco di vostre notizie dal 7. Sala mi scrive da Dronero ed è allegro, lui. Io ho una luna come forse non l’ho mai avuta da un anno a ‘sta parte! Delle licenze ho scritto a Niny. Pazienta anche tu e lascia che le cose vadano così! Pensa come ne posso soffrire io; ma taccio e tu risparmiami i commenti e le domande! Ne parleremo poi, quando verrò. Saluta tutti. T’abbraccio Enea

Lettera con busta a Giambattista Guarneri scritta il 16/12/1915 – TP: 18 dicembre 1915 – C 1012879-G-I – TP di arrivo: 21 dicembre 1915- già trascritta – Vedi Doc …
Lettera (Doc. 21)
s.l., 16/12/1915
Carissimo papà,
ringrazio te della tua del 7 e la mamma della sua del 9. Ho ricevuto un altro pacco ieri ma non ancora il terzo dei tre ultimi che mi ha mandato la mamma e gli ski. Le munizioni da pistola non mi sono ancora deciso a provarle. Circa la licenza ho avuto occasione di parlarne oggi col mio capitano. Come già scrissi a Niny io dovrei partire per secondo benché il più anziano della compagnia, e uno dei due soli del battaglione in forza dal settembre 1914. Mi ha detto molto secco che aveva deciso così per ragioni di servizio. Non solo ma non lascerò gli avamposti che per venire in licenza. Io non ho cercato altre ragioni, so che partirò circa il 4 o 5 del gennaio. Ho ricevuto una lettera dagli Ambrosoli in data 11, che mi danno buone notizie di Franco. Qui nulla di nuovo. Il tempo burrascoso per alcuni giorni si rimette al bello. Fa molto freddo ma si sopporta bene perché asciutto. Ho scritto a Franco due lettere, non mi ha risposto. Spero di poterlo vedere a casa nel breve periodo che passerò in licenza. Salutami caramente tutti di casa ed amici. Ti abbraccio Enea

Cartolina postale italiana in franchigia alla signora Matilde Fontana Ferrari – TP: XII Corpo d’Armata, 20 dicembre 1915 – C 1013794-G -II – TP di arrivo: 24/12/15
18 dicembre 1915, Cara nonna,
manco da un po’ di vostre notizie che specialmente di questi giorni mi farebbero tanto piacere. Qui nulla di nuovo. Tempo che ne combina di tutti i colori; io sempre bene. Della licenza niente ancora per me, né per Piazzi. E a Passirano chi è già comparso in licenza? Dei miei schy ancora niente; ho tornato a scrivere. Saluta tutti. Ti abbraccio con vivo affetto. Enea

Busta e lettera alla signorina Niny Guarneri – TP: XII Corpo d’Armata, 20 dicembre 1915 – C 1013796-G -II
19 dicembre 1915, Cara Niny,
ringrazio la mamma della sua cartolina del 14 e il papà della lettera del 15. Godo delle buone notizie che mi hanno dato. Io pure sto bene. Degli schy non ho ancora potuto saperne niente. Tutti gli altri pacchi non sono arrivati al completo. Nella mia compagnia non è ancora partito alcun ufficiale per la licenza, ne so quando il primo fissato partirà. Ad ogni modo continuo almeno a sperare che la mia sia per i primi di gennaio. Solo credo che sarà un viaggio d’inferno perchè a quanto si dice anche i subalterni devono prendere i treni militari. Intanto Piazzi ci importuna con le iniezioni e viene spesso con questa scusa a scroccarmi una colazione a pranzo ogni due o tre giorni. Meno male che è il più buono degli animi. Saluta tutti. Scrivimi.
T’abbraccio Enea
Intanto fa a tutti gli auguri per Natale. State contenti e non pensate troppo a me che starò benone anche se sulla primissima linea. Ciao Enea

Cartolina postale italiana in franchigia ad Angelo Rocca via Cappuccio 13 Milano – TP: 20 dicembre 1915 – C 10134801-G -II –
19 dicembre 1915,
auguri tanti e cordialissimi per Natale per Capodanno a te e ad Elia. Alla tua bambina un bel bacione. Doveri ed auguri tanti. T’abbraccio Enea

Lettera con busta a Giacomo Guarneri – TP: illeggibile – C 1013791-G -II
19-20/12/1915, Caro Zio,
ho sentito di un brutto caso che ti è capitato per un biglietto di banca falso, e non mi ha meravigliato il fatto, pensando alla quantità che ne corre specie di questi tempi. Godo poi di sapervi tutti bene. Io pure sto benone, ed è forse questo mio ottimo stato che mi mantiene ancor oggi agli avamposti. Se ci vedremo in licenza, mi domanderai poi della mattina del 19, oggi; ho una fotografia che può vantare di essere rara nella nostra zona: l’ho sviluppata adesso ed è un po’ debole data la neve che fioccava. Ho ritratto le posizioni nemiche a meno di 100 m sotto un fuoco non dei più consolanti: del resto è andata bene, un fucile scheggiato e una fascia bucata niente di più! Da due o tre giorni il tempo non è dei più belli. Intanto mando a te e alla Zia Marietta gli auguri per Natale e per Capodanno. Scrivimi spesso. Ti abbraccio Enea

lettera con busta a GB Guarneri – C 1013783-G -II – TP: illeggibile – Già trascritta – vedi Doc …
22/12/1915, caro papà …
Lettera (Doc. 22)
s.l., 22/12/1915
Caro papà,
da una lettera della mamma e di Nini in data 16 ho vostre notizie. Sempre buone le vostre come le mie. Di licenza non posso dirti niente: sono partiti dei miei soldati; ma degli ufficiali ancora nessuno, né so quando parta il primo destinato a tanta fortuna. Io solo al mio solito posto e ormai è certo che ci passerò Natale, e Capodanno! Devo dire però che se il servizio qui per me si fa lungo, e se è certo pesante, è però il posto più quieto che finora ho tenuto io! Di qui siamo noi che abbiamo l’abitudine di rompere le scatole ai mangianebbia, loro non si fanno mai vedere; pattuglie non se ne incontrano mai! Ringrazio tanto lo zio di aver voluto pagare lui le mie scarpe a Crescini. Intanto tu potresti dirmi quanto ti è costata la pelliccia, perché altri dei miei colleghi ne vorrebbe avere. Ho mandato gli auguri a molti amici; ma non so se arriveranno, data la grande affluenza di corrispondenza agli uffici militari. Il tempo che è stato brutto per vari giorni, si è fatto bello. Il freddo fortissimo è asciutto e si sopporta bene. Mandò ancora auguri a tutti voi per Natale e per Capodanno raccomandandovi di non angosciarvi troppo pensando a me che dopo tutto non sono in una bolgia. Scrivetemi spesso. Gli ski non sono ancora arrivati alla stazione di Villa Santina, ti prego perciò di voler sporgere reclamo a Brescia ed assumere informazioni. Regolati nel caso che un paio come il mio e completo vale lire 40. Saluta tutti i buoni amici che vengono a passare la serata a casa. Baci a tutti di casa e ancora auguri. Ti abbraccio Enea.

Lettera semiseria ad Armando Sala promosso Capitano … del 23/12/1915 – C 1013789-G -II
Egregio Sig. Capitano Armando Sala – 123ª Compagnia Alpini – Dronero (Cuneo)
Al gran capitano libero uomo Niccolò Ugo Foscolo (barrato) – Armando mandrillo Sala – Ca. pi. tain!
Che il tuo nuovo grado ti metta nelle condizioni di doverti ubbidire, tu ben sai come io sacrosantamente ammetta, riconosca ed… approvi. – Ma che tu non conosca nemmeno i regolamenti circa i furti tra militari non ammetto!- Assolutamente no! Io non mi so capacitare della facilità con cui tu arrischi le spalline. Ti ho perdonato tante cose, ho finito col regalartene tante che mi avevi rubato: ma che ancora possa permetterti di istigare il tuo sconcio al furto di un paio di pantaloni di diagonale nuovi, a mio danno, rovinandomi così un vestito su cui tanto contavo per la futura, ah …. sì …. futura licenza, deploro e visto il tuo arrogante contegno, ordino:
— che i pantaloni di diagonale nuovi rubati dallo sconcio a Pavolaro di tra la mia roba, mi siano immantinente restituiti;
— che a me sia dato un franco che d’ora in avanti mi guarentisca dei miei averi;
— che V. S. mi presenti le scuse nella forma più corretta per quanto sopra.
Se poi V.S. conta di tenerli, sappia che è mio debitore di lire 35 di pantaloni, di una decina in più per un impermeabile di cui la vecchia mente avrà dimenticato; di altri 10 circa per minuzie e se non altro almeno di qualche bottiglia a quel povero cane che dopo aver corso dal 24 maggio senza posa, oggi si vede negare alla licenza! Per ultimo permettetemi di consigliarvi di tenervi ben guardato dalle doccie fredde di questi momenti! Se da Zavello vi giungesse un dì un piego giallo con la comunal insegna, deh, prego: non l’aprir, fatti larghi ti calerebber li pantaloni e forse ……
Allora, china la fronte, a mo del corso Bonaparte, e pensa a quel che hai fatto … fare! ………
Non ti venga in mente di tirare in ballo me in questo affare: sbrigatela da solo e come puoi e ringraziami di averti fatto divertire dal 6 al 13 maggio. Bei tempi! Adesso qui ho ampliato la tua camera del ricovero lasso, ho messo tendine ed alcova di raso rosa, c’è l’illusione di essere ad un Molin Rouge. ……..
Facciamo sul serio: ti prego di mandarmi i miei pantaloni a casa mia: ti raccomando per Zavello! E poi ti auguro un sacco di cose belle e buone per l’anno nuovo. Ricordami a Merlati; saluti ai tuoi pipità.
Doveri ed auguri a casa tua. Ti abbraccio Enea – 23/12/1915

 

Foglio di carta da lettera senza data: C 1012954-G-I
Enea: 2° Reggimento alpini – battaglione Dronero – 81ª Compagnia – 2° Plotone
Colonnello – Savorrani
Maggiore – Piva cav. Abele
Capitano – Robuschi sig. Giulio
Tenente 1° Plotone – Barbero Ugo
Tenente 2° Plotone – G E
Tenente 3° Plotone – Savorgnani
Tenente 4° Plotone – Borla
Sottotenente Medico – dott. Piazzi Renzo
Plotone Enea:
il 10 giugno 1915 – Sottotenente Oav sig. Umberto – ferito Passo Volaia
il 11 giugno 1915 – sold. Ferrero Pietro – ferito Passo Volaia
il 5 luglio 1915 – soldato Molneri Giacomo – ferito Passo Cacciatore
il 12 luglio 1915 – soldato Rovera (o Ravera) Giuseppe – ferito Passo Cacciatore (attendente di Enea)

 

C 1013947-G-II – lettera senza busta alla mamma da Ravaseletto
s.d., Cara mamma,
grazie della tua lettera avuta ieri. Mandami l’indirizzo di G. Streparava che gli scriverò, dimmi anche la compagnia a cui si trova in modo che lo possa raccomandare a un mio vecchio amico, compagno di scuola sottotenente effettivo a quel reggimento. Procura di farmi fare al più presto in lino due buste lenzuoli per sacco a pelo con un cuscino, e due fodere per cuscino, sui dati del foglio qui unito, spedirai poi tutto per pacco postale. Saluto tutti ed abbi un bacio affett. Enea
Ravaseletto, alpini e muli ’15 – unito uno schizzo di disegno con le misure del lenzuolo e cuscino … C 1013932

C 1013956-G-II – lettera a Niny da Arsiero con data incerta, ma sembra dopo il 15 o 16
Arsiero 13 …, Cara Niny,
grazie della tua cartolina da Reggiolo. Ringrazia anche la mamma e il papà dei loro scritti del 10 e dell’8.
Io sto bene sono sceso a riposo ieri notte. Ieri ho avuto a cena il mio nuovo Comandante ottima persona; non mi spiego la strana impressione del primo momento. Tireremo avanti benino anche perchè ha l’aria di conoscere molto bene il fatto suo. Salutami caramente tutti. Ti abbraccio. Aff. Enea

Giuseppe Bonomi: