Lettere di EG del 1917
Gennaio
Febbraio
C 1014496-G-III – TP: 2 febbraio 1917- lettera con busta a Gb Guarneri da parte di Franco …
1 febbraio 1917, Papà carissimo,
il 27 a mezzogiorno ricevetti un telegramma così compilato: “apprendiamo tua promozione tenente a sempre addolorati recente venturissima congratuliamo”. Non arriva mai ad afferrare nulla se non dopo la lettera di Niny che mi giunse la sera e l’annuncio del corriere mostratomi poco dopo da un mio graduato. Mi lamentavo anzi di non essere stato subito avvertito di quanto era accaduto. Ora dopo le vostre ultime comprendo come tu mi abbia telegrafato, ma io ti assicuro che ancora adesso non ho ricevuto quel primo telegramma. Per il secondo ho già provveduto a far punire come si deve il soldato telegrafista che si era permesso di ridurre a quel modo il tuo telegramma. Dalla lettera d’oggi di mamma si capisce come essa poveretta si faccia forza ed al dolore ineffabile che dimora nel cuore opponga una rassegnazione non certamente comune, che ha l’origine sua nella fede e nel grande amore che univa i due loro spiriti.
La commovente manifestazione che unì nel vostro dolore tutta la popolazione buona di Passirano vi sia per quanto lievemente di conforto in questi momenti. L’imminente nostra partenza da questo fronte non mi permise, non dico di ottenere, ma nemmeno di chiedere la licenza in questi giorni.
Oggi per il primo giorno, dopo un mese di neve e nebbia, si ha un poco di sole e relativo concorso di quei maledetti aeroplani nemici che ci regalarono parecchi confetti fortunatamente tutti con esito negativo. Si vede proprio che una buona stella protegge gli uomini miei ed i miei muli, oppure che l’imperizia nemica fa sempre progressi. È da parecchi giorni che non ho notizie di Enea, tanto che non conoscevo nemmeno il giorno della sua partenza. Pare che la data della nostra partenza non sia lontana, intanto però il Cervino è sempre al famosissimo Dente e si sa ancora nulla di preciso. Spero però di potervi dare presto un appuntamento in una stazione di passaggio. La mia licenza si protrarrà certo molto a lungo poiché il mio lavoro in questi momenti è enorme e sono il solo che abbia in tal genere di faccende un poco di pratica. Ringrazio la signora Mussi per le gentilissime sue parole usatemi in un recentissimo suo scritto, fa piacere sentirsi ricordati da animi gentili e amici. Saluta tutti in paese, bacia e conforta mamma e Niny come vorrei baciarle io. Saluta gli zii tutti. Ciao ed arrivederci presto. Tuo Franco
C 1014492-G-III – lettera su carta intestata 4° Alpini – Battaglione Cervino – scritta in data 7 febbraio 1917 da Franco al papà – TP: 7 febbraio 1917
7 febbraio 1917, Carissimo,
qui in prossimità a grandi novità per noi nulla ancora si sa di preciso. L’altro giorno ricevetti il tuo telegramma del 21 gennaio errato anche quello nella trascrizione. Da più giorni non ricevo vostre notizie e nulla so della nuova destinazione di Enea. Qui il freddo si è un poco calmato. Fammi un favore a dire alla mamma che mi spedisca al più presto il mio sacco tirolese all’indirizzo Avvocato F. G. fermoposta Maglio di Sopra (linea Vicenza Recoaro), dove io manderò qualche soldato a ritirarlo. Sappiami dire come stanno mamma e Niny e se si sono rimesse dal colpo ricevuto. Scrivetemi sovente ea appena saprò qualche cosa ve ne terrò avvertiti. Saluta tutti gli amici e parenti e bacia mamma e Niny, una stretta alla signorina. Tuo Franco
C 1014490-G-III – cartolina postale in franchigia al tenente Enea Guarneri mittente Franco Guarneri tenente TP: nn – Mittente: FG Tenente 4° Alpini Battagl. Cervino
14 febbraio 1917, Mio carissimo,
sono rimasti inutili gli sforzi miei per passare la mia licenza con te. In questi giorni di movimenti è impossibile l’ottenere libertà. Spero però di avere un breve permesso e venirti a salutare. Baci a tutti. Tuo Franco
C 1014500-G-III – telegramma giunto a dott Guarneri Passirano il 14 febbraio 1917 –
Sperai fino stamane potere personalmente farti i miei auguri per tuo compleanno e salutare Enea – Guarneri
C 1014487-G-III – lettera con busta al dottor Gb Guarneri – TP: 20 febbraio 1917 – lettera di Franco al padre
19 febbraio 1917, Carissimo,
grazie a te ed alla mamma per le due lettere avute stamane assieme, quantunque spedite a date differenti.
Qui si è con un piede elevato per partire ma fino ad ora nulla di nuovo, situazione che sarà capace di durare ancora una decina di giorni. Essendo poi in questi giorni l’unico ufficiale presente allo Stato Maggiore non mi sarà nemmeno possibile fare a casa una corsa a salutare Enea, che tanto volentieri avrei salutato. L’unica sarebbe che nel partire, invece della tradotta prendesse a Brescia un treno viaggiatori e si fermasse a Vicenza qualche ora per ripartire con la tradotta. In ogni modo mi telegrafi subito di quanto conta fare. Contro me ha anche congiurato il fatto che il Cervino dal 21 novembre non scende a riposo e quindi io non mi posso permettere un momento di tranquillità. Presto però spero che ci saluteremo al mio passaggio per Brescia col battaglione. Ricordami agli amici, bacia per me tutti a casa ed un arrivederci presto. Franco
Marzo
Aprile – Pasqua: 8 aprile
Maggio
Lettera senza busta alla Sig. Luisa Sala scritta il 9 maggio 1917 – C 1014386-G-III
9 maggio 1917, Gentilissima Signora,
ho sempre molto care tutte le prove dell’affetto che Ella mi dimostra La prego di scusarmi se spesse volte o l’eccessivo lavoro o le condizioni disagiate in cui mi trovo, non mi permettono di rispondere alla cortesia sua e della sua Signorina. Siamo in posizioni nuove dove si annunziano prossime grandi novità; la 123ª le saprà affrontare come sempre e terrà alto, glielo giuro sull’onore mio, Signora, il nome che il povero Capitano le ha dato e che noi custodiamo con fierezza e con orgoglio. Con me sono ancora alcuni ufficiali e molti soldati che furono con Lui; non lo abbiamo dimenticato, sa! È viva la sua memoria in tutti e in tutte le cose che con noi abbiamo portato qui. Mio fratello Franco che eventi di guerra hanno portato da quelle parti dove è caduto il povero Armando, gli comporrà sulla tomba per me una corona; e lo farà col cuore; si conoscevano loro pure e si apprezzavano. Oggi quel quieto angolo è ben guardato dai bravi soldati della 18ª Compagnia che pure vide i primi mesi della nostra carriera, e il sorgere della grande amicizia che ci unì poi per sempre. Purtroppo dopo la morte del povero Maggiore Giacoma, il nuovo comandante ci ha costretto ad una vita dura, priva assolutamente di soddisfazioni, facendoci rimpiangere ad ogni ora i tempi in cui la franchezza, la generosità di persone provatamente amiche rendevano reciprocamente meno gravi fatiche e disagi.
Ha amareggiato a noi sempre più la vita: Ella, Signora, non può pensare mamma buone di quell’ottimo figliuolo, che a noi, dopo tanta serie di disgrazie, possa essere toccato ancora un uomo così mostruoso!
Il povero Armando ha avuto la fortuna di non conoscerlo e di non angustiarsi l’animo per lui! È morto così serenamente quel buon figliolo che non conobbe odio per nessuno! Pregherà ora per noi e per i nostri soldati! Loro Signore, ricordino qualche volta anche noi con la loro bontà e nella loro preghiera sicure che noi siamo vincolati alla Famiglia Sala con affetto e tenerezza che non riusciamo a dimostrare. E il loro buon malato come sta? Il mio augurio è tutto per Lui! Ricambio stretto e tenerissimo l’abbraccio. Dev. Enea Guarneri
17 maggio 1917, Gentilissima Signora,
Le sono vivamente grato della sua cartolina e del pensiero gentile. Il Cappellano è tornato ieri l’altro dalla licenza e mi disse appunto che non aveva potuto venire da Loro come aveva promesso. Non so quali novità ci stiano aspettando in questa zona… Le sarò grato se qualche volta vorrà darmi notizia della salute del Dottore, per il quale auguro le migliori cose. Io La prego Signora, di ricordarmi qualche volta e di gradire i migliori ossequi ed ogni cordialità dal dev.mo Enea Guarneri
26 maggio 1917, Signore Sala,
ringrazio sentitamente delle espressioni che hanno sempre per me, ed assicuro che il pensiero mio volge spesso, spessissimo a Loro tutti e al povero Armando. Il Cappellano don Bernardo, come già vi scrissi, è ancora al battaglione e sempre con noi. Non so quando avrò tempo per scrivere nuovamente; lo farò in ogni modo sempre ben volentieri, nelle occasioni in cui scriverò anche alla mamma.
Novità sono troppe e troppo prossime!… I Loro auguri qui giungono a proposito; saranno certo tra i migliori e come tali io li ricambio a tutti; con un abbraccio tenero cordiale e sincero. Dev. Enea Guarneri
Cartolina postale italiana illustrata con insegne del 2° Regg. Alpini – a Niny Guarneri TP: 16 maggio 1917 – C 1014369-G-III
15 maggio 1917, Baci Enea
Lettera su carta intestata 2° Alpini Batt. Bicocca 123a Comp., con busta a Camilla Ferrari Guarneri – TP 18 maggio 1917 – C 1014374-G-III –
17 maggio 1917, sera, Carissima mamma,
ti ringrazio della tua lettera del 13. Era un po’ di giorni che mancavo di vostre notizie. Ti mando una nuova composizione di Bes, il quale mi domanda spesso di voi. Ora è al posto dove ero io prima, in un posto dove si vive. Panizzi non si sa come lo abbiano servito. Dovrebbe tornare dalla licenza dopo domani; speriamo che non si faccia più vedere. Con quell’essere, qui si vivrebbe pessimamente, mentre l’attuale comandante è una persona molto pratica, lascia vivere e intende le ragioni ed ammette le difficoltà.
Franco non so dove sia. Bendiscioli deve essere in un angolo della Carnia molto quieto. Ieri ho avuto a cena il comandante di batteria da cui dipende Streparava; gliene ho parlato e mi ha detto che ne era contento, che gli aveva scritto anche Giovanni, e che mi avrebbe mandato Carlo nella mattinata, ma a quest’ora non l’ho ancora visto; e sì che non ci sono 200 m di distanza tra noi. Lo cercherò io domani se non si farà vedere lui prima. Il 253° non so da dove sia, certo non troppo vicino. Spero che mi potrai mandare quanto chiedo nelle due ultime mie lettere. Comincia il periodo dei temporali con forti scariche elettriche. Faglia il 13 ha avuto qualche perdita in seguito ad un attacco austriaco di poca importanza. Robuschi sempre a Legnano attende la neve del 1918. Pay ultimata la licenza di convalescenza, è a Cuneo in attesa di nuova destinazione.
La neve va diminuendo sensibilmente; poi… ma corrono molte versioni spesso contrarie circa il contegno che potremo assumere noi o che potranno tenere gli austriaci. Certo ci vuole ancora del bel tempo. Ho un ufficiale che fu da soldato al “Cervinia” e che conosce molto bene Franco. Anche a me la Sig. Sala scrive con frequenza e mi ricorda sovente. Saluterai caramente tutti amici e parenti. Ti abbraccio. Aff. Enea
Lettera (Doc. 61)
s. l., 17-05-1917 sera
Carissima mamma,
Ti ringrazio della tua lettera del 13 era un po’ di giorni che mancavo di vostre notizie. Ti mando una nuova composizione di Bes, il quale mi domanda spesso di voi. Ora è al posto dove ero io prima in un posto dove si vive. Panizzi non si sa come lo abbiano servito. Dovrebbe tornare dalla licenza dopodomani. Speriamo che non si faccia più vedere. Con quell’essere, qui si vivrebbe pessimamente, mentre l’attuale comandante è una persona molto pratica, lascia vivere e intende le ragioni ed ammette le difficoltà. Franco non so dove sia. Bendiscioli deve essere in un angolo della Carnia molto quieto. Ieri ho avuto a cena il comandante di batteria da cui dipende Streparava; gliene ho parlato e mi ha detto che ne era contento, che gli aveva scritto anche Giovanni e che mi avrebbe mandato Carlo nella mattinata, ma a quest’ora non l’ho ancora visto; e si che non ci sono 200 m di distanza tra noi. Lo cercherò io domani se non si farà vedere lui prima. Il 253 non so dove sia certo non troppo vicino. Spero che mi potrai mandare quanto chiedo nelle due ultime mie lettere. Incomincia il periodo dei temporali con forti scariche elettriche. Faglia il 13 ha avuto qualche perdita in seguito ad un attacco austriaco di poca importanza. Robuschi sempre a Legnano attende la neve del 918. Pay ultimata la licenza di convalescenza è a Cuneo in attesa di nuova destinazione. La neve va diminuendo sensibilmente; poi… Ma corrono molte versioni e spesso contrarie circa il contegno che potremo assumere noi o che potranno tenere gli austriaci. Certo ci vuole ancora del bel tempo. Ho un ufficiale che fa da soldato al Cervino e che conosce molto bene Franco. Anche a me la signora Sala scrive con frequenza e mi ricorda sovente. Saluterai caramente tutti amici e parenti. Ti abbraccio aff. Enea.
Lettera su carta intestata 2° Alpini Batt. Bicocca 123a Comp. a Gb Guarneri – TP: 21 maggio 1917 –
C 1014377-G-III – — 20 maggio 1917, Carissimo papà … Vedi Doc
Cartolina postale italiana in franchigia alla famiglia Guarneri – TP: 23 aprile 1917 – C1014382-G-III
22-04-17, Sto bene. Saluti e baci Enea
Lettera senza busta allo zio scritta il 22 maggio 1917 – C 1014380-G-III
Carissimo Zio,
grazie della tua lettera del 13 che ho avuto con due della mamma del 16 e del 18 e con una del 14 da Franco. Credo facilmente alle difficoltà che troverai alla lavorazione dei campi per mancanza di manodopera e penso al forte lavoro che ti imporrà appunto la assenza di molti capi famiglia. Franco scrive che sta bene ma io non so ancora dove sia. Dopo un lungo periodo di bel tempo da pochi giorni è tornato incostante. Alle idee bellicose in questa zona sono subentrate a quanto pare intenzioni di calma e di attesa. Non si sarebbe però da meravigliarsi se ritorneranno a fare capolino a neve scomparsa. Ce ne più di 2 m. La mamma si meraviglia che Giosuè Bonardi non sia venuto a trovarmi: ma da dove è lui a me non ci sono meno di 12 ore di marcia; ora non siamo in zona di pace dove ci si possa spostare facilmente di tanta strada; ci vogliono permessi di tutte le autorità per andare indietro un’ora. Streparava so dove è, ma non sono riuscito a trovarlo; ho detto anche al suo comandante di mandarlo da me: e sì che siamo a meno di 200 m, se gli occorrerà qualche cosa verrà. Panizzi tornato di licenza da tre giorni è stato messo a disposizione dei gruppi in un servizio delle retrovie e molto probabilmente non avrà più niente a che fare con noi: ciò si intende con sommo contento nostro. Imminente la sua promozione a Colonnello, Bes sta per andarsene. È un altro che bisogna rassegnarci a perdere. Mi saluterà tutti e carissime cose alla Zia ed un abbraccio a te da Enea
Cartolina postale italiana in franchigia a Nini Guarneri – TP: nn – C1014384-G-III
24 maggio 1917, Baci a tutti. Aff. Enea
Lettera +B su carta intestata 2° Alpini Batt. Bicocca a Gb Guarneri TP: 26 maggio 1917 – C1014389-G-III
25 maggio 1917, carissimo papà… – vedi Doc …
Lettera (Doc. 62)
s. l., 25-05-1917
Carissimo papà,
ho avuto ieri la tua lettera del 18 te ne ringrazio. Non ho scritto a Bonardi per quanto mi dici: tanto mi deve aver servito nelle note caratteristiche il Panizzi, perche Brin comandante l’81º che è del mio corso ed ha la mia anzianità, è stato promosso capitano con l’ultimo bollettino e con anzianità 15 aprile. Probabilmente non saranno ancora arrivate a Roma le pratiche. Certo Bonardi a quest’ora potrebbe saperne qualcosa di preciso. Per Libotto non parliamone più e nemmeno del corso se le cose stanno come mi dici. Ho visto l’altra mattina Streparava che è stato una mezz’ora con me, gli ho detto che si rivolga a me per quanto gli può capitare. Favorisci mandarmi un cappello da alpino con galloni da tenente, il secondo, del numero 59 e due penne possibilmente piccole. Poi mi potrai mandare assieme un gallone da capitano da cappello anche questo. È poco più di mezzanotte e siamo appena rientrati alla baracca dopo un tentativo di attacco con i gas asfissianti. Corre nuovamente voce che visti i successi sul Carso si riprende l’idea di un’azione qua. Bes non lo vedo da un po’ di giorni e si che dovrebbe venire a colazione da me come mi ha promesso. Ho avuto anche una cartolina da Niny con le vostre firme. Spero di ricevere presto quanto vi ho chiesto a più riprese nelle mie ultime lettere. La pistola, se non me la puoi far spedire per mezzo di qualche comando, mandamela per pacco postale. Salutami caramente tutti ti abbraccio aff. Enea
Lettera senza busta allo zio scritta il 26 sera (26 maggio 1917) – C 1014391-G-III
26 maggio 1917, Caro Zio,
ringrazierai la mamma del suo biglietto del 22 e della lettera del 21. Così godo di sapervi tutti in ottima salute. Le dirai anche che il Vestone è ormai lontano. I plufer si dilettano di piccoli attacchi isolati, con e senza gas, ma finora più che morti e feriti non hanno ottenuto. Sono e siamo sempre allo stesso posto.
Oggi ho avuto la spiegazione dell’enigma per cui i miei colleghi e anche gente meno anziana erano già capitani e io no! C’entra sempre Panizzi: il mese scorso mi ha fatto note orribili, impossibili, mi voleva ficcare sotto processo; il Colonnello non volle firmare e lo invitò a modificarle di sana pianta. Panizzi fu duro e il Colonnello non passò le mie note con tutte le altre, come invece mi avevano detto che era avvenuto. Oggi le mie note sono state richieste al maggiore Francolino: non so che cosa ha scritto e non lo voglio sapere ma certo ha un concetto di me molto diverso di quello di Panizzi. Ci perdo un mese e mezzo di anzianità, trecento lire e un po’ di malumore, ma dopo tutto almeno Panizzi non ha avuto la soddisfazione di cacciarmi dal Bicocca, come voleva. Ecco perché Bonardi non ha visto le mie note a Roma… Le vedrà fra 10 giorni!? Bes parte oggi a comandare un reggimento di fanteria. Robuschi è a Segnacco, e non a Legnano come crede la mamma, mi ha scritto pochi giorni fa, sta sempre bene. Salutami caramente tutti. Ti abbraccio affez. Enea
Cartolina postale italiana in franchigia a Niny Guarneri – TP: 29 maggio 1917 C 1014392-G-III
29 maggio 1917, Baci a tutti Enea
Lettera su carta intestata 2° Alpini Batt. Bicocca 123a Comp. con busta a Giambattista Guarneri – TP: 30 maggio 1917 – C 1014394-G-III
30 maggio 1917, Carissimo papà,
ringrazio te e la mamma dei vostri scritti del 24. Sto bene. Piove da due giorni. Ho avuto il pacco dello specchio e spero di ricevere presto anche le tomaie ed il cappello che ho richiesto con lettere successive.
Bes è ormai partito per la nuova destinazione che non si sa ancora quale sia. E la pistola la hai spedita per pacco postale o no? Scriverò anche a Bonardi in merito alla promozione ma non so che cosa potrà fare.
Qui non c’è ancora modo di poterci dire liberati da Panizzi. Per ora è sempre lontano ma non si sa fino a quando… Ho un mondo di robe per la testa; tutti fremono per i lavori che li riguarda più da vicino, e nessuno vuol convincersi che si fa quello che si può. Ti abbraccio con tutti di casa. Aff. Enea
Lettera su carta intestata 2° Alpini Batt. Bicocca 123a Comp. con busta a Camilla Guarneri ferrari – TP: 31 maggio 1917 – C 1014396-G-III
31 maggio 1917, Cara mamma,
ti ringrazio della tua del 26, per le buone notizie che mi dà di voi e di Franco. Oggi ho scritto al cav. Bonardi per quel poco che mi riguardi. È quasi accertato che Francolino va al Val Tanaro e che qui torna Coco.
Bes non si sa ancora dove sia andato a finire. Per il Gilberti non è possibile fare nulla per la licenza: tutto il resto che è stato possibile lo ho fatto. E non ha nulla da lamentare, confrontando il suo posto con quello degli altri soldati di compagnia. Qui perdura un tempo orribile con quale soddisfazione puoi pensare. Abbraccio tutti. Aff. Enea
Giugno
Cartolina postale illustrata a Niny Guarneri – C 1014898-G-IV – TP: 2 giugno 1917 : “Scalata degli Alpini”
1 giugno 1917, (senza intestazione), Baci a tutti. Enea
Lettera su carta intestata 2° Alpini Batt. Bicocca 123a Comp. con busta a Niny Guarneri – TP: 3 giugno 1917 – C 1014398-G-III + Timbro 2° Regg. Alpini – Battaglione Bicocca
2 giugno 1917, sera, Carissima Niny,
ringrazierai la mamma per la sua lettera del 28. Stanotte dobbiamo muoverci. Non so ancora dove andiamo. Poco di nuovo. Bes è al 260º Fanteria, Brigata Murge, VII° Corpo d’Armata. È davanti all’Ermada. Scrive col cuore, piangendo i morti dell’ultima offensiva. Si rivela sempre più il suo cuore buono; ma di uomo troppo sensibile e ormai stanco. Del resto non c’è da nascondere che l’avanzata la nostra è costata molto, molto. Saluta caramente tutti. Ti abbraccio. Aff. Enea
Lettera su carta intestata 2° Alpini Batt. Bicocca 123a Comp. con busta a Gb Guarneri – TP: 6 giugno 1917 – C 1014400-G-III – vedi Doc 63 …
4 giugno 1917, sera, Carissimo papà, … – sovrascritto in matita in prima pagina: 5 mattina, Gilberti è partito senza farsi vedere. Le carte le manderò alla prima occorrenza. Baci a tutti Enea
Gilberti a cui ieri ho ottenuto la licenza, ti porterà ottime notizie di me. Ti dirà della imminente azione dalla Valsugana allo Zebio. Fortunato lui che la evita per combinazione di cose. Ti parlerà della grande preparazione e della fiducia che è in tutti. Certo dalle buone notizie che lui ti potrà dare, non arguirai quanto io ti vengo esponendo sotto. Intanto ti ringrazio vivamente della tua lettera del 30; quando tu scrivevi fidente per il definitivo allontanamento di quell’essere immondo, io cominciavo ad arguire che col suo ritorno si stava tramando la più infame delle pagliacciate a riguardo mio specialmente, e di tutto il battaglione. Tu mi dici che bisogna essere tetragoni ai colpi di fortuna, e l’ho voluto essere. Stamane quando ho saputo la cosa in via ufficiosa, avrei potuto chiedere il trasferimento al 4° per essere con Franco, non l’ho voluto fare, per non andare contro alla mia sorte, e per vedere come sarebbe andata a finire la cosa.
Stamane il generale Cornaro, riuniti tutti gli ufficiale del Battaglione, tra lo sfoggio di vermouth e la consegna di una medaglia, venuta proprio opportuna, ci ha imposto nuovamente quell’essere sozzo e ributtante. Ti ripeto, ce lo ha imposto, contro il volere di tutti noi, e di molti. È la camarilla della massoneria che ha schiacciato colonnelli e generali, e li ha obbligati a riconoscere chi avevano prima bistrattato e allontanato prima. E il Bicocca sottostarà ancora nuovamente alle manie di un folle, né so a che punto arriverà. È stata una pagliacciata che ha convinto tutti della meschineria di molti cani che pur osano abbaiare. Io conoscevo già la mia sorte, e alla riunione ho partecipato solo per dovere. Non voglio andare a vedere che cosa possono avere pensato e che cosa hanno commentato tutti gli altri ufficiali.
Il colonnello Gazagne prima, il gen. Cornaro poi hanno voluto parlarmi; il secondo in presenza di Panizzi mi ha comunicato ufficialmente che fra due o tre giorni dovrò assumere il comando della 215a compagnia del battaglione Valle Stura, fortunatamente sempre al 2°. Così voi d’ora in avanti potrete servirvi di questo indirizzo. quanto io soffra a lasciare la 123a e il Bicocca tu lo immagini facilmente.
Ricordo le giornate dello scorso anno in cui tutti abbiamo dato le più belle prove; ricordo, dopo il Rombon, l’entusiasmo con cui mi sono dedicato a questa compagnia, che in otto mesi ho visto docile e pronta a tutto. Non si può lasciare senza piangere uomini che mi avevano apprezzato al fuoco, che mi volevano bene e a cui io volevo tutto il bene, uomini che avevo preparato moralmente a questa azione e che mi ripromettevo di condurre al fuoco per i primi, superbi del nome di questa compagnia. Mi avessero almeno tolto di qui dopo l’azione. Vado al valle Stura con cui ho combattuto lo scorso anno il 12 luglio quando fu ferito il cap. Francolino. È un battaglione che mi conosce già un po’, è vero, e vi ho dei buoni amici, come cap. Giorello, Ciravegna ed altri. Certo che nuovo al comando di una compagnia, se dovessi essere dei primi non so come andrebbe. Stamane alle parole del generale ho risposto solamente: “sta bene”. Non so ancora a chi lascerò questa superba 123a che oggi non per mio vanto è certo una delle più belle compagnie.
Nella mia tenda ho pianto. Unico conforto e sola soddisfazione, l’affetto che mi sono guadagnato dai miei soldati, la coscienza di avere fatto sempre e nel modo migliore il mio dovere; di lasciare una compagnia superba anche per l’opera mia. Non so ancora chi verrà a comandarla e questo pensiero, con quello che possa venirci uno che non la sappia comprendere, mi assilla continuamente e mi preoccupa.
Ma quando stamane a tavola ho visto i miei subalterni preoccupati e mesti, ed alle prime parole ho capito che anche loro erano al corrente della cosa, e che la portavano con sforzo, per non addolorarmi oltre non ho potuto fare a meno di piangere. Ho sentito da essi parole che forse pochi hanno avute in questi momenti, anche se pochi sono realmente quelli che fanno la fine che faccio io. Ho avuto così la conferma di non aver lavorato inutilmente.
Non so come mi troverò al nuovo battaglione, però come ripeto, ci troverò vecchie conoscenze. Però, fedele al principio che mi sono imposto da tempo, di non andare mai contro la mia sorte, non muoverò passo per ottenere altra destinazione. Ti mando qui poche carte che trattano dei miei rapporti con Panizzi, carte che favorirai conservare con le altre che ho lasciato a casa dopo la licenza. Ti mando anche l’ultima cartolina che Bes mi ha mandato pochi minuti prima di lasciare il Val Tanaro.
Mastragostino è stato pure trasferito di reparto, non so per dove, Siccome la pistola è sua appena lo saprò cercherai di mandargliela. Credo che non convenga scrivere a Bonicelli tanto la cosa ha preso la piega forse migliore. Può venire buono in altra occasione. La mamma farà preparare dalle suore sette allaccia tovaglioli fini, con ricamato “123a” e li spedirà poi a me. Desidererei che questo fosse fatto nel più breve tempo possibile. La piccola fotografia ricorda i tempi di Nimis.
Bacia tutti tutti e scrivimi. Tuo aff. Enea
Lettera (Doc. 63)
s. l., 04-06-1917 sera e 5 mattina
Carissimo papà,
Gilberti a cui ieri ho ottenuta la licenza, ti porterà ottime notizie di me. Ti dirà della imminente azione dalla Val Sugana allo Zebio. Fortunato lui che la evita per combinazione di cose. Ti parlerà della grande preparazione e della fiducia che è in tutti. Certo dalle buone notizie che lui ti potrà dare non arguirai quanto io ti vengo esponendo più sotto. Intanto ti ringrazio vivamente della tua lettera del 30; quando tu scrivevi fidente per il definitivo allontanamento di quell’essere immondo, io cominciavo ad arguire che col suo ritorno si stava tramando la più infame delle pagliacciate a riguardo mio specialmente, e di tutto il battaglione. Tu mi dici che bisogna essere tetragoni ai colpi di fortuna, e l’ho voluto essere. Stamane quando ho saputo la cosa in via ufficiosa avrei potuto chiedere il trasferimento al quarto per essere con Franco, non l’ho voluto fare per non andare contro alla mia sorte e per vedere come sarebbe andata a finire la cosa. Stamane il Generale Cornaro a riuniti tutti gli ufficiali del battaglione tra lo sfoggio di Vermout e la consegna di una medaglia, venuta proprio opportuna, ci ha imposto nuovamente quell’essere sozzo e ributtante. Ti ripeto ce lo ha imposto, contro il volere di tutti noi e di molti. È la camarilla della massoneria che ha schiacciato colonnelli e generali e li ha obbligati a riconoscere chi avevano prima bistrattato e allontanato prima. E il Bicocca sottosterà nuovamente alle manie di un folle, né so a che punto arriverà. È stata una pagliacciata che ha convinto tutti della meschineria di molti cani che pur osano abbaiare. Io conoscevo già la mia sorte, ed alla riunione ho partecipato solo per dovere. Non voglio andare a vedere che cosa possono avere pensato e che cosa hanno commentato tutti gli altri ufficiali. Il colonnello Gazagne prima il generale Cornaro poi hanno voluto parlarmi; il secondo in presenza di Panizzi mi ha comunicato ufficialmente che fra due o tre giorni dovrò assumere il comando della 215a compagnia del battaglione Valle Stura, fortunatamente sempre al secondo. Così voi d’ora in avanti potrete servirvi di questo indirizzo. Quanto io soffra lasciare la 123ª e il Bicocca tu lo immagini facilmente. Ricordo le giornate dello scorso anno in cui tutti abbiamo dato le più belle prove; ricordo dopo il Rombay l’entusiasmo con cui mi sono dedicato a questa compagnia che in otto mesi ho visto docile e pronta a tutto. Non si può lasciare senza piangere uomini che mi avevano apprezzato al fuoco, che mi volevano bene e a cui io volevo tutto il bene; uomini che avevo preparato moralmente a questa azione e che mi ripromettevo di condurre al fuoco per primi, superbi del nome e delle tradizioni di questa tal compagnia. Mi avessero almeno tolto di qui dopo l’azione. Vado al Valle Stura con cui ho combattuto lo scorso anno il 12 luglio, quando fu ferito il capitano Francolino. È un battaglione che mi conosce già un po’, è vero, e vi io ho dei buoni amici, come il capitano Giorello, Ciravegna ed altri. Certo che nuovo al comando di una compagnia se dovessi essere dei primi non so come andrebbe. Stamane alle parole del generale ho risposto solamente: sta bene. Non so ancora a chi lascerò questa superba 123ª che oggi non per mio vanto è certo una delle più belle compagnie. Nella mia tenda ho pianto, unico conforto e sola soddisfazione, l’affetto che mi sono guadagnato dai miei soldati, la coscienza di aver fatto sempre nel modo migliore il mio dovere; di lasciare una compagnia superba anche per l’opera mia. Non so ancora chi verrà a comandarla e questo pensiero con quello che possa venirci uno che non la sappia comprendere, mi assilla continuamente e mi preoccupa. Ma quando stamane a tavola ho visto i miei subalterni preoccupati e mesti e dalle prime parole ho capito che anche loro erano al corrente della cosa e che la portavano con sforzo per non addolorarmi oltre, non ho potuto fare a meno di piangere. Ho sentito da essi parole che forse pochi hanno avuto in questi momenti, anche se pochi sono realmente quelli che fanno la fine che faccio io. Ho avuto così la conferma di non aver lavorato inutilmente. Non so come mi troverò al nuovo battaglione, però come ripeto ci troverò vecchie conoscenze. Però fedele al principio che mi sono imposto da tempo, di non andare mai contro la mia sorte, non moverò passo per ottenere altra destinazione. Ti mando qui poche carte che trattano dei miei rapporti con Panizzi, carte che favorirai conservare con le altre che ho lasciato a casa dopo la licenza. Ti mando anche l’ultima cartolina che Bes mi ha scritto pochi minuti prima di lasciare il Val Zanera. Mastragostino è stato pure trasferito di reparto non so per dove. Siccome la pistola è sua appena lo saprò cercherai di mandargliela. Credo che non convenga scrivere a Bonicelli tanto la cosa ha preso la piega forse migliore. Può venir buono in altra occasione. La mamma farà preparare dalle suore sette allaccia tovaglioli fini, con ricamato virgolette “123a” e li spedirà poi a me. Desidererei che questo fosse fatto nel più breve tempo possibile. La piccola Fotografia ricorda i tempi di Nimis. Bacia tutti tutti e scrivimi tuo aff. Enea.
5 mattina. Gilberti è partito senza farsi vedere le carte le manderò alla firma occorresse baci a tutti Enea
Lettera su carta intestata 2° Alpini Batt. Bicocca (corretto con Val Stura) – 123° Comp. (corretto con 215ª) – con busta a Camilla Guarneri Ferrari – TP: 7 giugno 1917- C 1014408-G-III
7 giugno 1917, Cara mamma,
come ti scrivevo l’altro giorno sono venuto ormai ad assumere il comando della 215ª Compagnia. Mi hanno accolto tutti molto bene e questo è già un buon segno per continuare meglio. Sono passato dal Colonnello prima di venire qui. È stato molto breve nelle considerazioni, e mi ha lasciato in presenza di Panizzi con “continui a far bene come ha sempre fatto fino ad ora”. Il capitano Viglino che comanda il battaglione ha l’aria di essere una brava persona. Vive e lascia vivere. La compagnia è una buona compagnia, di uomini piuttosto anziani, forse non troppo bellicosi, ma tutti buoni e bravi. Qualcuno mi conosce già: altri hanno combattuto con me a Monte Rosso il 12 luglio. Credo e spero di potermi trovare bene e di avere presto la compagnia in mano. Scriverò presto a lungo, appena avrò sistemato alcune piccole cose che naturalmente in queste occasioni e questi momenti mi premono. Ciravegna è ufficiale di vettovagliamento al mio battaglione; ci siamo trovati proprio ieri sera mentre io arrivavo qui. Aveva appena avuto una tua lettera. Salutami caramente tutti ed abbi un abbraccio cordiale. Aff. Enea
Cartolina postale italiana in franchigia a Camilla Guarneri Ferrari – TP: 12 giugno 1917 – C 1014412-G-III
9 giugno 1917. (senza intestazione),
Sto benone. Ti ringrazio delle tue due lettere del 31 e del 2. Scrivetemi di Franco. Baci a tutti.
Aff.mo Enea
Lettera ripiegata a Gb Guarneri – TP: 11 giugno 1917 – C 1014410-G-III
10 giugno 1917, Carissimo papà,
ti ringrazio dei pacchi col cappello e colle tomaie. Li ho avuti ieri con una lettera del 6 della mamma. Ma chi è quella mona che vi ha detto che la mia compagnia ha avuto circa quaranta feriti d’areoplano?? È una solenne bala che è da deplorare abbiano messa in giro così alla leggera. Figurati le grane! Se fosse vero.
Ieri Eula, capitano di Gerbino si è ferito con un colpo di pistola alla mano destra. Spero che a quest’ora avrete avuto il mio lungo letterone del 6, in due buste. Al Valle Stura ho trovato vecchie conoscenze e se non ho più compagni carissimi ed affezionati come al Bicocca, non mi sono mancate anche qui le dimostrazioni di simpatia fino dal primo giorno. Certo che comando un elemento tutto nuovo in giornate calde molto. Ma basta essere col “dui” per essere sicuri dei nostri soldati. Bacio tutti teneramente.
Aff. Enea
Busta da lettera alla signora Camilla Guarneri Ferrari TP: 14 giugno 1917 – C 1014414-G-III con la lettera seguente ripiegata e con intestazione Battaglione Valle Stura – 215ª Compagnia:
13 giugno 1917, Carissima mamma,
dopo la tua lettera del 6 non ho più avuto notizie da casa, e questo si capisce dato il cambiamento di battaglione. Spero però di riceverne presto e molto buone. Come avrai immaginato per i giornali ormai letti e traverso tante informazioni mie si intende l’azione che abbiamo compiuto qui i giorni scorsi, ha dato buoni risultati: Gerbino gravemente ferito alla faccia pare sia morto all’ospedale; di Colussi dicono altrettanto; Merlati è ferito a una gamba e pure ferito è il capitano Di Natale, della 101ª Compagnia. Altre notizie non ne ho ancora. Io sto bene e tiro avanti. La 123a la comanda al posto di Amigazzi, all’ospedale malato, Aldovandi già mio subalterno alla stessa compagnia. L’aiutante maggiore del Bicocca Vitiello è pure morto; il maggiore però no: è troppo duro. Io ho una quindicina di feriti in compagnia. Eula è ferito a una mano. Abbiamo un tempo pessimo, che aggrava assai il nostro stato in queste posizioni, dove non si può avere un riparo. Spero poterti scrivere spesse volte, ma è certo che le mie lettere impiegheranno molti giorni prima di arrivarti. Salutami caramente tutti. Ti abbraccio con tutto l’affetto. Tuo Enea
Cartolina postale italiana in franchigia alla fam. Guarneri – TP: 15 giugno 1917 – C 1014471-G-III
14 giugno 1917, mezzogiorno, (senza intestazione),
Baci a tutti. Aff. Enea
Cartolina postale italiana in franchigia a GB Guarneri TP: 17 giugno 1917 – C 1014463-G-III
15 giugno 1917, sera, Carissimo papà,
grazie della lettera dell’11 tua e della mamma. Sto bene. Ho molto da fare e anche voi vi dovete contentare di queste poche righe. Bacio caramente tutti, tutti. Enea
Cartolina postale italiana in franchigia al Tenente Franco Guarneri 4° Alpini Battaglione Cervino – Zona Gorizia – TP: 17/06/1917 – C 1014459-G-III
15 giugno 1917, sera, Carissimo,
manco di tue notizie da un pezzo. Le spero buone. Io bene. Vedi il mio nuovo indirizzo… Tutto per Caio.
Ti abbraccio Enea
Cartolina postale italiana in franchigia a Fam. Guarneri – TP:19/06/1917 – C 1014461-G-III
17 giugno 1917, (senza intestazione), Bacio tutti. Aff. Enea
Lettera senza busta allo zio scritta il 18 giugno 1917 C 1014465-G-III
18 giugno 1917, Carissimo Zio,
ho qui un mucchio di scritti di vostri, a cui cerco di rispondere ora in un momento di quiete. Gli ultimi sono del 12 della mamma e del notaio Alberini. Ringrazio tutti scusandomi di non averlo potuto fare prima perché avevo molto, troppo da fare… E ora, scrivo dalla trincea sotto un bel sole che è tornato accompagnato da feroci, incredibili bombardamenti. Abbiamo conquistato una posizione di importanza capitale, è vero, ma quanto ci è costata! Per fortuna si hanno notizie precise di molti che si credevano finiti. Gerbino è solamente ferito alla faccia, sebbene non possa parlare. Colussi alla testa ed alla gamba gravemente. Merlati leggermente ad una coscia deve già aver ripreso servizio. Sante Calvi tenente al Battaglione Bassano del 6°, fratello del capitano Attilio morto alle Lobbie l’anno scorso, è morto da eroe, ucciso a tradimento con una bomba a mano da un austriaco che prima aveva alzato le mani, mentre precedeva superbo di eroismo la sua compagnia, di oltre 50 m. Avrà la medaglia al valore? E d’oro? Io impiegato alla fine ho avuto poco più di una ventina di perdite, ma che affare… La mamma mi continua a chiedere se sono guarito completamente alla gamba ed al braccio, e tu puoi assicurarla in proposito, perché effettivamente non avverto più nessun disturbo. Il maggiore Faglia che non ha partecipato direttamente all’azione, in quei giorni ha messo sossopra tutte le stazioni telefoniche della linea per avere mie notizie. Gli scriverò oggi ringraziandolo di tanto interessamento. Il signore amico di Pirozzi, si chiama Jacopo e nel caso ci sarebbe già da essere contenti se mi trattasse un po’ meno villanamente di quanto usa, non solo con me ma con tutti.
La pistola è arrivata in ottimo stato al comando della 123ª. Ve ne ringrazio. Gli ufficiali che papà e mamma incontrano a Brescia sono venuti dai depositi e non direttamente dal fronte, ed è per questo che io non ne so niente. Favorisci ringraziare caldamente per conto mio, per i loro scritti e ricambiare i migliori auguri e di saluti più cordiali al signor Silvio e al dottor Alberini. Di Streparava, Valloncini, Sina e di altri pure sempre vicinissimi non ho notizie, ed è quasi impossibile averne per la difficoltà di comunicazione. È tutta mattina che le nostre artiglierie e le loro si stanno massaggiando con una certa ferocia. Non so che cosa vogliano combinare. Ho per casa un canile di 2 × 0,60 alto nel punto più elevato forse 60. Questa povera Agnella l’hanno proprio rasata a zero e spianata, si può dire.
Salutami tutti molto caramente con tutti di casa ti abbraccio. Aff. Enea
Lettera al prof. Antonio Zampella via San Giovanni 22 Caserta – TP: 20 giugno 1917 -C 1014467-G-III
18 giugno 1917, Caro professore, vorrà essere così buono da perdonare il mio lungo silenzio?
Rispondo solo ora alla sua del 22 maggio, ma creda ottimo amico, non ho avuto tempo, non ho avuto modo di farlo prima! Ho passato giornate atroci, sotto combattimenti e bombardamenti incredibili. Avrà letto di noi nel comunicato dell’11 e del 14. Zenoni con cui mi sono ritrovato qui, è stato ferito però non gravemente. Molti altri hanno passato pure ben terribili ore. Trasferito per giunta di battaglione, in un momento difficile come questo, pensi in quale condizione d’animo mi sia trovato per due settimane per la lontananza della mia bella compagnia che molto mi apprezzava e per la difficoltà di vita che mi era imposto da un ambiente affatto nuovo. E per fortuna oggi abbiamo un bel sole che ci permette di ripulirci. Le scrivo dalla trincea mentre ancora il cannone tuona per preparare la via a nuovi attacchi. Mi saluti Michele e Giraud. Io l’abbraccio forte forte con Ciccillo. Aff. Enea Guarneri
Cartolina postale italiana in franchigia a Gb Guarneri TP: 20 giugno 1917 – C 1014470-G-III …del suo ferimento alla spalla… — – vedi Doc… 64
19 giugno 1917 a mezzogiorno, (senza intestazione),
Mi hanno beccato a una spalla. Così volle Domine Dio. Ti scriverò presto dove andrò a finire. Abbraccio tutti Enea.
– Saluti simili anche da parte mia, sempre avanti Savoia. Dev.mo Tenente Ciravegna
Cartolina postale italiana in franchigia (Doc. 64)
Al dottor GioBatta Guarneri
Passirano – Prov. di Brescia
s.l., 19/06/1917 a mezzogiorno
Mi hanno beccato ad una spalla. Così volle Domine Dio. Ti scriverò presto dove andrò a finire. Abbraccio tutti Enea.
Salutissimi anche da parte mia, sempre avanti Savoja, dev.mo Ten. Cisergnia
Lettera su carta intestata 2° Alpini Batt. Bicocca 123a Comp. (non corretto) con busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari – TP: 21 giugno 1917 – C 1014416-G-III ——– ferito il 19-06-1917
Feltre, ospedale da campo 064, 20 giugno 1917, Cara mamma,
come vi ho annunciato con la cartolina di ieri, ieri mattina alle ore 7 e 3/4 circa in un attacco riuscitissimo contro le posizioni nemiche, attacco di cui parlerà il comunicato di domani, sono stato ferito da un proiettile di mitragliatrice che entrato sotto l’ascella sinistra è uscito tra la scapola e la colonna vertebrale, senza ledere organi importanti; tutt’al più di striscio forse la scapola, ma molto forse. Una scheggia di granata mi ha poi ferito leggerissimamente sotto la rotella sinistra (rotula). Insomma nè per l’una né per l’altra niente di grave. Di quello successo nel resto della giornata non ho notizie precise. Quando fui ferito io avevamo fatto più di trecento prigionieri ed occupata tutta l’Ortigara; qui poi corrono voci di successi molto più importanti: se fosse almeno vero!… Non ho mai visto soldati così entusiasti ed austriaci così spaventati. Di qui dove siamo in molti, non si sa ancora se saremo sgomberati né presto né tardi in ospedali territoriali. Sarà probabile perché dobbiamo fare il posto a tutti i feriti gravi che non hanno ancora cominciato ad affluire. Così non è forse il caso che vi mobiliate per venirmi a trovare perché arrivati voi qui potrebbe darsi il caso che io fossi già verso Napoli; sebbene non mancherò di fare pratiche per essere trasportato a Brescia; ma questo non è argomento che possa essere deciso dal tenente colonnello medico Maurri che dirige tutti questi ospedali.
Mi dicono che si potrebbe far pratiche presso l’ospedale di Brescia per farmi trasferire a uno di quegli ospedali. Certo che sarebbe una gran bella cosa, almeno finirei di girare. Se guardate la carta potete vedere che razza di giro mi hanno fatto fare, a piedi, a mulo, in camion, di paese in paese: ho fatto non meno di sei tappe in due giorni, anzi in uno e mezzo. In ogni modo non è il caso che vi impressionate. Sono qui con ottimi amici, vecchi colleghi tutti feriti leggeri. E mi raccomando di non incominciare la fila dei telegrammi… Bacio tutti. Aff. Enea
Lettera su carta intestata 2° Alpini Batt. Bicocca 123a Comp. (non corretto) con busta a Gb Guarneri – TP: 23 giugno 1917 – C 1014420-G-III
22 giugno 1917, Caro papà… – vedi Doc … 65
Lettera (Doc. 65)
s. l., 22-06-1917
Caro papà,
con i migliori auguri per il tuo onomastico, ti mando buone notizie circa la condizione delle mie ferite, sapendo che le aspetterete. Ieri mi hanno estratto la scheggia di granata dalla gamba sinistra. È cosa da poco. Ferite tutt’altro che gravi. Un po’ noiosa per la posizione a cui mi obbligano in letto sempre su un fianco. Non mi danno nemmeno una linea di febbre. E questa è una gran bella cosa. Anche la scapola non è stata toccata. Unica cosa che non sta è la dieta che mi impongono e che si potrebbe addire più ragionevolmente a un ferito all’addome che a me… Non so se e quando potrò partire di qui perché l’ordine può venire di minuto in minuto. Si tratta tutto di vedere se arriva o no un treno ospedale su questa linea, il che forse non avverrà tanto presto perché saranno occupati tutti oltre Bassano e Primolano … (Censura)… Chissà se ci potremo vedere prima che io ritorni al fronte. Non so perché i malati leggeri di tre giorni possono finire a Napoli se c’è ordine di sgombrare gli ospedali, ed altri che possono avere una cura piuttosto lunga rimangono qui per più di un mese. E della mia promozione non hai mai più saputo niente? Bonardi non mi ha scritto. Salutami tutti caramente ti abbraccio aff. Enea.
Lettera senza busta allo zio da Feltre scritta il 24 giugno 1917 – C 1014427-G-III
Feltre, 24 giugno 1917, Carissimo Zio,
le mie condizioni sono andate migliorando sempre in modo che stamane alla fasciatura complessa dei primi giorni, si è già sostituita la medicazione facile e leggera tenuta a posto dal taffetà. Tutti tre i fori si vanno chiudendo. Le ferite hanno avuto la fortuna di essere sempre state nette e non hanno dato occasione al formarsi di pus. Così date queste buone condizioni è facile che io non venga allontanato di qui, se non la guarigione completa, o per l’immediato ritorno al corpo o tutt’al più per un periodo di semi riposo da trascorrere al convalescenziario di Montebelluna o di Crocetta Trevigiana. Del resto siccome sugli altipiani le operazioni saranno presto riprese, anche nell’ipotesi migliore che vada al convalescenziario la mia permanenza colà potrà essere di breve durata. Né ho intenzione di cercare scuse o espedienti per tirarla alla lunga e per protrarre il mio ritorno al corpo. Così fra qualche giorno quando l’affluenza qui sarà un po’ scemata e noi ci troveremo un po’ meglio sistemati, se qualcuno di voi vorrà venir a trovarmi potrà con una certa facilità, ricordando la necessità della speciale autorizzazione per essere ammessi alla libera circolazione in zona di guerra. Vicino a me c’è l’avv. Tullio Bonardi, ufficiale di vettovagliamento al Feltre del 7°, il quale è atteso qui di giorno in giorno anche da altri ufficiali del suo battaglione. Feltre a quanto si può vedere da qui, e a quanto mi dicono è una bella cittadina, ricca, pulita, […]. Io non la posso vedere e nessuno dei miei compagni nemmeno. Siamo obbligati a vivere nelle cinque o sei camere che occupiamo all’ospedale, senza la possibilità di ritrovarci in un altro ambiente, che possa essere o un giardino o un cortile ove si possa rimanere al fresco e respirare dell’aria pura. E poi la razione … è un incubo di tutte le giornate. Qualcosa ci arriva di straforo ma non basta e siamo sanissimi, abbiamo bisogno di fare crescere della carne e ci tengono a dieta… Sempre gli stessi i dottori. Saluta tutti caramente. Alla Zia tante cose belle e a te un abbraccio. Affez. Enea
Lettera su carta intestata 2° Alpini Bicocca (corretto in Valle Stura) 123° Comp. (corretto in 215a) senza busta – C 1014432-G-III
Feltre, ospedale da campo 064, li 25 giugno 1917, Gentilissima Signora,
vorrà perdonare se ho lasciato passare tanto tempo senza rispondere alla pregiatissima sua. Non fu tutta colpa mia. Forse la mamma mia le avrà scritto come ritornato al comando del Battaglione Bicocca l’uomo che aveva ridotto a me ed dagli altri ufficiali la vita quasi insopportabile, fui con altri ufficiali trasferito di battaglione. Assunsi il comando della 215ª Compagnia del battaglione Valle Stura, compagnia e battaglione affatto nuova. Questo proprio alla vigilia di fatti d’armi di importanza eccezionale. Lascio pensare a Lei con quale stato d’animo io posso aver lasciato la 123ª; specie in un momento in cui mi ripromettevo di portare al fuoco una compagnia superba, cosciente che avrei continuato il nome e la fama che s’era guadagnata. Non ho avuto nemmeno questa soddisfazione. La nuova compagnia mi ha seguito bene in tre giornate di combattimento, ma non era la 123ª. Salvo elementi diversi anche se dello stesso reggimento. Avrà letto certo delle brillanti azioni a Monte Ortigara del 10, 13 e 19. Ho partecipato a tutte tre: furono giornatacce, Signora… Il 19 mattina nell’azione che già prima di assumere tutta la sua estensione prometteva già bene, in uno sbalzo della compagnia fui ferito da scheggia di granata e da proietto di mitragliatrice alla gamba sinistra ed alla spalla sinistra. Fortunatamente le ferite non leggere, ma prontamente curate non diedero luogo a complicazioni. Non sono lesi gli organi principali. Le tre ferite si vanno cicatrizzando rapidamente e già oggi riprendo bene il movimento del braccio e della gamba. Non sarà certo roba lunga anche perché voglio tornare lassù, dove c’è ancora molto molto da fare. Sarò guarito anche prima che lo vogliano i dottori. Se mi saranno accordate poche ore di permesso farò il possibile di essere anche da Loro, per appagare così un desiderio che ho da tempo e per rinnovare personalmente i ringraziamenti per la bontà e l’interessamento che Loro dimostrano per me. Con ogni cordialità coi migliori ossequi mi creda dev. Enea Guarneri
Lettera su carta intestata 2° Alpini Batt. Bicocca 123a Comp. (non corretto) con busta a Camilla Guarneri Ferrari TP: 27 giugno 1917, Feltre – C 1014429-G-III
Feltre, 26 giugno 1917, sera, Cara mamma,
oggi ho avuto inaspettata quanto mai la visita della Sig. Covolo e dei Sigg. Guarnieri, qui di Feltre. Ho letto anche la lettera che la Sig. Mussi de’ Manzoni ha scritto a loro che devono essere suoi cugini.
Sono stati cortesissimi, ed accompagnati da me, personalmente dal tenente colonnello direttore dell’ospedale si sono fermati a parlare un buon quarto d’ora molto affabilmente. Sono stati premurosi di un mondo di offerte e di gentilezze. Non so come accettare almeno per cortesia. La Sig. Covolo è cugina del capitano Gaggia mio medico curante, e dalle notizie che anche Ella potrà mandare ai Sig. Mussi, potrai rilevare facilmente come le mie condizioni siano effettivamente ottime. Le ferite vanno rimarginandosi senza dare luogo a complicazioni è eliminato il pus, ferite nette, nello stato migliore, è anche la frase scritta sulla tabella clinica che mi accompagna. Cominciano a diminuire le probabilità di essere trasferito in Italia appunto per l’ottimo stato della mia salute. La lettera della Sig. Mussi mi ha portato poi indirettamente vostre buone notizie, che a me mancano dal 14, dopo la ultima lettera del papà giunta poche ore prima dell’azione in cui fui ferito. Non ho ancora notizie precise degli altri, sebbene abbia subito interessato lassù quanti avevano maggior probabilità di salvare la pelle. Non ho null’altro da scrivere perché qui non si ha occasione di vedere nessuno. Si legge il giornale. Le dame della Croce Rossa ossequienti alle norme di buon costume emanate dalla duchessa d’Aosta non si fanno vedere. Bisogna andarle a scovare nei mille sgabuzzini dove si ficcano per ottenere almeno libri da leggere, e in questo bisogna dire che fanno il loro dovere. Tullio Bonardi è a Cauria, ufficiale di vettovagliamento del Feltre gli ho mandato i saluti alcuni giorni fa a mezzo di un automobilista. Mi ha mandato a dire oggi che verrà presto a trovarmi, tanto più che qui ci sono anche ufficiali del suo battaglione. Bacio tutti affettuosamente. Enea
C 1014428-G-III – sullo stesso foglio: Nobile Signora Isabella de’ Manzoni Mussi – Banca d’Italia Brescia
Feltre, 26 giugno 1917, Cugina carissima,
godo poterti assicurare che le ferite del giovane tenente Enea Guarneri sono leggerissime. Mia nipote sposa dell’avv. Giovanni del Covolo è la Presidente della Croce Rossa, andò appena ricevuta la tua lettera a visitarlo e lo trovò già alzato in buona salute. Anche il mio fratello Nanni con il figlio Francesco andarono a portargli i vostri affettuosi saluti mettendosi a sua disposizione in qualunque cosa potesse avere bisogno. State adunque tranquilli che qui non si troverà tanto male io spero! Figurati quanto sono contenta a dirti queste buone nuove di persona a voi tanto cara. Speriamo in Dio che si termini presto questa guerra tremenda, anche qui si vive sempre in agitazione avendo parenti ed amici in pericolo. Noi tutti in famiglia compreso Nanni e parenti tutti inviamo di cuore auguri e saluti. Ti prego a ricordarmi ai tuoi cari ed abbiti un affettuoso abbraccio dalla cugina Antonietta Guernieri dal Covolo
Sindaco Passirano,
prego comunicare notaio Guarneri seguente telegramma trasmessomi da direttore ospedale 064. Trattandosi ferita lieve entità tenente Guarneri Enea non può essere inviato fuori zona. Vice presidente Da Ponte – trascritta da Nini sulla stessa lettera di cui sopra … stessa Dia: lettera o telegramma?
Lettera senza busta al tenente Guarneri da parte Cornelio C 1014447-G-III
26 giugno 1917, carissimo Enea,
con piacere immenso ho letta la tua lettera del 20 corrente e sono contento che le tue ferite non siano gravi pur essendo intelligenti. Spero che da Feltre ci starai poco a fare un salto a Passirano dove le cure affettuose dei tuoi cari rallegreranno il tuo spirito e serviranno a cancellare le agonie passate. Non mancherai certo di salutarmi i tuoi verso i quali nutro pur senza conoscerli eguali affetti che il mio cuore alberga per te.
In quanto alla cassetta e tacchi appena lascerò P. Streto, te le farò spedire a Passirano ed io piego a parte raccomandato le mie al sindaco le chiavi ed il pacco contenente le carte personali. Le cose vanno maluccio per non dire di più. Di Lenardo è rimasto solo, gli altri sono andati nel paese di Lenardo… Capisci.
Del nostro mancano Giorello, Bresso, Roncari e tanti altri feriti non gravi fra questi anche Bressan o Brenan, ed ora sfortunatamente mi toccherà riprendere la vecchia carica lasciando ad altri l’attuale. Eh caro Enea! Fortunato tu che te la sei scampata bene. Non posso parlare chiaro perché… ma molto probabilmente qualcosa ormai lo saprai già. Siamo dove eravamo prima del 10. Oggi stesso ho scritto alla tua Signora Madre perché solo oggi ho avuto il tempo materiale di compiere tale dovere. Appena ti potrò spedire la tua roba ti avvertirò con lettera e se per caso tu non ti trovassi ancora a Passirano avverti la tua famiglia di tenermi informato. Tanti baci e tanti auguri. Tuo affez.mo Cornelio.
Lettera carta intestata 2° Alpini Batt. Bicocca e busta a Gb Guarneri TP: 29 giugno 1917 – C 1014435-G-III
Feltre 28 giugno 1917, mezzogiorno, Carissimo papà,… – vedi Doc …66
Lettera (Doc. 66)
Feltre, 28-06-1917
Carissimo papà,
ieri finalmente ho avuto la lettera del 26 della mamma e una cartolina dello zio e una lettera della signora Mussi. La signora Dal Covolo – Guarnieri ha mandato a prendere notizie anche questa mattina e mi ha mandato un superbo mazzo di rose e di garofani. Non so poi come mi potrò sdebitare di tutte le cortesie che qui mi usano un po’ tutti. Penso all’Ortigara persa in parte ed alle nuove azioni che vi dovremo compiere. Ieri correva voce della morte di Bes, di Gino Piazzi fratello del povero Renzo! Ci mancherebbero anche queste! Non si hanno notizie di un eventuale nostro trasloco di qui. Ieri è venuto a trovarmi il figlio di Alessandro dei Ceni a cui la zia Franceschina aveva dato notizia della mia ferita e della mia degenza a questo ospedale. Mi ha fatto un piacerone. Ma i Mussi sono in parentela coi Guarnieri o coi Dal Covolo? Tra queste due famiglie vi è un intrigo di parentele che non sono ancora riuscito a farmi spiegare. Saluta tutti caramente. Ti abbraccio tuo aff. Enea
Lettera senza busta scritta allo zio in data 30 giugno 1917 – C 1014437-G-III
Feltre, 30 giugno 1917, Carissimo Zio,
grazie della tua cartolina. Non ho vostre notizie dopo quelle del 26. Le mie ferite migliorano sempre e vanno cicatrizzando. Credo che l’uscita dall’ospedale potrà essere l’affare di qualche giorno ancora. Forse poi passerò qualche giorno al convalescenziario di Montebelluna. Non lo so con certezza. Abbraccio tutti, te stretto stretto affez. Enea
Lettera senza busta da Feltre, Ospedale da Campo 064 – C 1013738-G -II –
30 giugno 1917, Gentilissima Signora,
Le posso dire oggi buone notizie delle mie ferite. Furono gravi tutte e due, ma fortunatamente non diedero luogo a complicazioni, il che permette già che si vadano cicatrizzando. L’uscita dall’ospedale sarà quindi l’affare di pochi giorni ancora. Poi tornerò lassù, a l’Ortigara, dove prevedo che ci deve essere molto ancora da fare e forse troppo. Se in occasione di queste ferite avessi avuto pochi giorni di licenza, ne avrei approfittato per venire a Casale a mantenere ed assolvere la promessa. Non mancherò alla prossima occasione. Voglia con tutti di casa sua gradire ossequi e cordialità. Dev. Enea Guarneri
Luglio
cartoncino postale a Camilla Guarneri scritto da Feltre il 1 luglio 1917 – C 1014983-G-IV: dovrei averlo già trascritto controllare OK-GT
cartoncino postale a Nini Guarneri scritto da Feltre il 3 luglio 1917- C 1014985-G-IV: dovrei averlo già trascritto controllare OK-GT
cartoncino postale a Gb Guarneri scritto da Feltre il 5 luglio 1917- C 1014987-G-IV: dovrei averlo già trascritto controllare OK-GT —– ecc…
C 1014476-G-III – lettera a Eccellenza avv. comm. Ugo Da Como – Sottosegretario di Stato al Tesoro – Roma … scritta dalla mamma Camilla Ferrari Guarneri – senza data e senza luogo
Eccellenza,
non so esprimerle con parole la riconoscenza che provo per Lei per quanto ha fatto e fa per i miei figli. Voglia, Eccellenza, accogliere i miei semplici ma sentitissimi ringraziamenti. Nella Sua seconda lettera Lei mi lascia ancora sperare, – ed io spero…! Se l’efficacissime pratiche da Lei fatte per il mio Enea, non porteranno il desiderato risultato, vorrà dire che i miei desideri di madre sono superiori ai miei doveri di italiana ed io mi vi inchinerò dolente ma rassegnata. Non per questo, diminuirà la riconoscenza mia e di mio marito per Lei Eccellenza, ma rimarrà profonda ed imperitura come ho certezza che sarà quella dei miei figli. Sperando così ancora, Le rinnovo i miei ringraziamenti, Eccellenza, e le mie scuse e, con mio marito, La prego di voler accogliere gli ossequi nostri deferenti che io mi permetto inviarle. Dev.mi ….??? e riceva???
a C 1014482-G-III: c’è la bella copia di questa lettera, eccola
A sua Eccellenza Avv. Comm. Ugo Da Como
Sottosegretario di Stato al Tesoro – Roma
Passirano, 12 luglio 1917, Eccellenza!
La mattina del 19 giugno, mio figlio Enea, Capitano del 2° Alpini è stato ferito all’Ortigara da un proiettile ad una spalla e da una scheggia di granata ad un ginocchio, ferite relativamente leggere, perché non interessanti organi vitali.
Il mio Enea fu curato all’ospedale da campo di Feltre, ed adesso si trova al Convalescenziario di Montebelluna, dove si fermerà fino al giorno 27 di questo mese. Per quanto ne avessimo vivissimo desiderio, né a me né a mio marito fu concesso – per ragioni di ordine militare – di recarci a trovare quel nostro figliuolo. Abbiamo sperato che passato il periodo di degenza al Convalescenziario, gli sarebbe stata concessa una breve licenza, ma invece ci viene assicurato che dal Convalescenziario, ritornerà senz’altro al comando della sua Compagnia.
Io mi rivolgo a Lei, Eccellenza, anche a nome di mio marito per pregarla di volere interporre la di Lei influenza presso il Direttore del Convalescenziario di Montebelluna o presso chi Ella meglio crederà, affinché sia concesso al mio Enea una licenza di convalescenza da passare in famiglia.
Creda, Eccellenza, che non trattasi di creare un privilegio: sono più di tre anni che il mio Enea si trova sulle Alpi in mezzo a pericoli e disagi di ogni sorta.
Altra volta, quand’ebbi malato il mio Franco, reduce dal Mrzli, mi sono rivolta a Lei per appoggio e l’ebbi efficacissimo: stavolta mi permetto di interessarla per il mio Enea ed oso sperare che accoglierà la mia preghiera.
Io e mio marito avremo sempre presente il beneficio che vorrà farci e Le serviremo sempre viva gratitudine. Colla maggiore devozione mi creda, devotissima ed obbligatissima Camilla Ferrari Guarneri
C 1014477-G-III – risposta del Deposito di Convalescenza e di Tappa dalla IV Armata – 19 luglio 1917
Eccellenza, sono spiacente di non poter aderire al desiderio che Ella esprime, ma il tenente Guarneri signor Enea si trova presso questo deposito per trascorrere un breve periodo di riposo concessogli dall’ospedale, né è mia facoltà di convertire tale riposo in licenza. Con osservanza il Colonnello Comandante del Deposito firmato XY illeggibile – 18 luglio 1917
a C 1014478: risposta dell’Eccellenza alla lettera di Camilla Guarneri Ferrari … ed altri docs analoghi …
Il SottoSegretario di Stato per il Tesoro – Roma, 16 luglio 1917
Egregia Signora, ho ricevuto la sua lettera: e, come può pensare, ho subito fatta – e con le più vive premure – la raccomandata desiderata, per il suo bravo figliolo Enea. Distinti saluti. Firmato Da Como
Poi a C 1014479: Il SottoSegretario di Stato per il Tesoro – Roma, 21 luglio 1917
Gentile Signora, in relazione alle premure che non mancai fare subito, e vivissime, pel valoroso di Lei figlio Capitano Enea, ricevo dal Direttore del Convalescenziario l’unita risposta.
Vedrò di parlare ancora qui al Ministero; e come può pensare che quanto Ella desidera sia compatibile con le superiori esigenze militari. Mi abbia con distinti doveri firmato Da Como
Cartoncino postale intestato 2° Alpini Batt. Bicocca 123a Comp. (non corretto) in busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari TP: 1 luglio 1917 – C 1014438-G-III
Feltre, 1 luglio 1917, Cara mamma,
grazie della tua del 29. Io miglioro sempre e tra pochi giorni lascerò l’ospedale non so se per Montebelluna o per il campo. Robuschi comanda la 294a del 4° battaglione dell’8° Alpini – XII Corpo d’armata e deve essere a Pian d’Orta presso Tolmezzo. Bernardo non è più al Bicocca da 15 giorni non so dove sia stato destinato. Ho scritto per avere notizie di Faglia ma forse non c’è troppo da sperare. Altre notizie che mi manda stamane Ciravegna, sconsolano. Hai avuto la lettera sua del 26 che io ti ho rimandato ieri! … Il 22 avevo scritto al papà mandando gli auguri, si vede che sarà stata cestinata o censurata.
Salutami caramente tutti. Ti abbraccio. Aff. Enea
– ti mando le fotografie di Bes che prima di partire consegna la medaglia al capitano Marello. Baci Enea
Cartoncino postale intestato 2° Alpini Batt. Bicocca 123a Comp. (non corretto) in busta a Nini Guarneri – TP: 3 luglio 1917 – C 1014440-G-III
Feltre, 3 luglio 1917, Carissima Niny,
ti ringrazio della tua lettera del 30. Mandami una nota di quanto contengono le due cassette arrivate. Ci sono la pelliccia e il cappotto? Avuta la nota ti dirò quello che dovrete aggiungere o togliere. Penso anche che ci vorranno quattro lucchetti nuovi, li potrete cercare ma siano molto robusti, diversi tutti e quattro e a doppia chiave. Ho visto solo Tonelli, come vi ho scritto. Bonardi e Cuzzetti non si sono ancora fatti vivi. Ringrazia anche lo zio della sua cartolina del 30 e Teresa della sua del 26 avuta stamane. Ma il cav. Bonardi di Roma non ha mai saputo rispondere al papà per quanto mi riguarda. Saputo del Bicocca, ieri ho scritto al Capitano Aiutante Maggiore al reggimento per tornare alla 123ª, ma con poca fiducia.
Saluta tutti. Ti abbraccio. Aff. Enea
Cartoncino postale intestato 2° Alpini Batt. Bicocca 123a Comp. (non corretto), in busta a Giambattista Guarneri TP: 6 luglio 1917 – C 1014442-G-III – vedi Doc… 67
Feltre, 5 luglio 1917, sera, Caro papà,
ringrazio te e la mamma dei vostri scritti del 2, 3 e 30. Mi ha scritto anche Bes dall’Ermada in data 3, meno male che lui c’è ancora! La solita indifferenza dei piantoni d’ospedale mi ha impedito di vedere Tonelli proprio quando vi avrebbe portato mie notizie, sempre somari allo stesso modo! Ho buone notizie del maggiore Faglia; il Bicocca è tutto a catafascio, pare che ci sia proprio solo un ufficiale! Non c’è male. Il Val Tanaro ha in ballo una grana non semplice; e Merlati idem perché pare che abbia lasciato un ospedale senza aver avuto l’ordine, e con ferita troppo leggera. Ma Tona che cosa fa a Brescia? Me lo saluterai tanto, era uno dei miei giovani ufficiali della 123a ma un ragazzo che prometteva di farsi ottimo, mi potrà ricordare certo volentieri; anche se qualche mezza carica mia per il servizio qualche volta può aver lasciato dei malumori. Franco si vede che non sa affatto a che punto sono le promozioni, anche quelli del corso dopo il mio sono capitani, e ne ho molti esempi; lo stesso capitano Amigazzi a cui io ho lasciato la 123a. Franco è dunque di nuovo al Pasubio? Verrei volentieri per la festa a Ghitti: figurati! Ma non spero in concessioni né in quella occasione né alla fine della guarigione. Del resto siccome non sono più il tenente di un tempo possono intentare processi e condanne, arresti e promozioni, a casa ci vengo e lascio che succeda quello che vuole; solo non so quando sarà il giorno propizio. Ti abbraccio. Aff. Enea
Lettera (Doc. 67)
Feltre, 05-07-1917 sera
Caro papà,
ringrazio te e la mamma dei vostri scritti del 2, 3 e 30. Mi ha scritto anche Bes dall’Ermada in data 3, meno male che lui c’è ancora!! La solita indifferenza dei piantoni d’ospedale mi ha impedito di vedere Tonelli proprio quando vi avrebbe portato mie notizie, sempre somari allo stesso modo! Ho buone notizie del maggiore Faglia; il Bicocca è tutto a catafascio, pare che ci sia proprio solo un ufficiale! Non c’è male. Il Val Tanaro ha in ballo una grana non semplice, e Merlati idem perché pare che abbia lasciato un ospedale senza aver avuto l’ordine e con ferita troppo leggera. Ma Tona (o Zona) che cosa fa a Brescia? Me lo saluterai tanto; era uno dei miei giovani ufficiali della 123, ma un ragazzo che prometteva di farsi ottimo. Mi potrà ricordare certo volentieri; anche se qualche mezza carica mia per il servizio qualche volta può aver lasciato dei malumori. Franco si vede che non sa affatto a che punto sono le promozioni; anche quelli del Corso dopo il mio sono capitani, e ne ho molti esempi; lo stesso capitano Amigazzi a cui io ho lasciato la 123. Franco è dunque di nuovo al Pasubio? Verrei volentieri per la festa a Ghitti, figurate! Ma non spero in concessioni né in quella occasione nè alla fine della guarigione. Del resto siccome non sono più il tenente di un tempo possono intentare processi e condanne arresti e promozioni, a casa ci vengo e lascio che succeda quello che vuole; solo non so quando sarà il giorno propizio. Ti abbraccio aff. Enea
Lettera con busta al dottor Gb Guarneri TP: nn – C 1014444-G-III
Feltre, 7 luglio 1917, Caro papà,
grazie della tua lettera del 3 che ho avuto solo oggi con la lettera del comm. Bonardi, non capisco perché tutte le tue lettere debbono passare per la censura. Che Franco e Bonardi dicano che nessuno del mio corso è promosso, padroni, ma io vi porto le promozioni di tre tenenti a capitani nel battaglione Val Stura e nel Bicocca, tutti con anzianità 2 marzo 1916 come me. Si vede che le proposte di Francolino si saranno perse come tante altre. Vuol dire che mi servirà di pretesto a cominciare anche un po’ dei miei comodi. Oggi parto per Montebelluna ma non so se ci fermeranno perché io sono della VI Armata e Montebelluna è della IV.
Ci vedremo presto. Guarda che Ciravegna il 1 luglio ha spedito al sindaco tutte le mie carte personali in busta chiusa di servizio, e in busta chiusa vedi di fartele consegnare. Ti abbraccio con tutti di casa. Aff. Enea
Lettera SB alla mamma da Montebelluna scritta l’8/07/1917 – C 1014450-G-III – Doc 68
Lettera (Doc. 68)
Montebelluna, convalescenziario ufficiali, 08-07-1917
Carissima mamma,
sono venuto qui trasferito inaspettatamente ieri sera. Ho passato or ora la visita del tenente colonnello Mudrio direttore il quale mi ha accolto molto bene e mi ha fissato un periodo di riposo di 20 giorni a questo convalescenziario; il massimo che si possa dare a noi della sesta armata. Dopo questi 20 giorni se guarito sarò trasferito al corpo, se invece necessiterò d’un altro periodo di riposo sarò trasferito ad un convalescenziario della sesta armata. In ogni modo dicono che questo è un paradiso e me ne sono accorto già ieri sera. È forse l’unico del genere! Siamo qui in 30 ufficiali di cui pochissimi feriti. Abitiamo la villa dei Marchesi Morassutti messa a disposizione dell’esercito con un magnifico parco. E la più piatta pianura veneta, ma consola un po’ il cuore e l’occhio la lontananza delle montagne, della neve, del cannone e del sangue. Voi forse non comprendete che senso di sollievo sia non vedere più fasciature e sangue e non sentire più il cannone! Orario: per le nove in piedi, caffelatte, libera uscita – 12 colazione poi libera uscita – 20 cena e libera uscita di nuovo fino alle 23. Non si può pretendere di più, a mensa si sta benone. Il paese piccolissimo manca di ogni attrattiva. Pochi caffè e qualche bigliardo sono il luogo di ritrovo di tutta sta gente che ha bisogno di far venire sera. Qualche permesso di 12 ore ma solo per Treviso. Credo che potrete ottenere il permesso di venire fin qui perché proprio io non lo otterrò per Brescia, se non viene qualche buon santo a prendermi. Sino al momento del trasferimento di qui tenterò il volo ma con tutta la probabilità di essere fermato per la strada da tutte le ispezioni divisionali che ci sono sui treni. Qui vinta la noia, e c’è un’ottima biblioteca si sta da papi. All’invito che mi faceva il papà per il 19 non è possibile che io possa essere con voi. Faccio così migliori auguri a te per il tuo onomastico. Ieri ho rimandato la lettera di Bonardi. Oggi scriverò d’ufficio al comando del 2 alpini per sapere come è andata la faccenda della proposta. Non mi nascondo che ci sono di mezzo i due massoni Lamaro e Panizzi! Ci giurerei. Grazie anche della tua lettera del 6 ma di che encomio parla, forse la mia proposta del Roncher è finita tutta lì? Povero Robuschi quanto si era illuso anche lui! Siccome qui io non avrò nessuna comunicazione nemmeno ufficiosa favorisci mandare anche a me una copia del giornale di cui parla tanto finché sappia almeno se mi hanno cambiato la motivazione. Ci terrei almeno che quella la avessero lasciata tale e quale se l’argento l’hanno pur voluto ridurre a sola carta! Non so nemmeno quali altre ricompense siano state concesse a tutti quei poveretti che sono restati lassù. Prima di partire da Feltre ho fatto visita alla signora Dal Covolo, ma al cavaliere Guarnieri mi sono accontentato di mandare un biglietto perché proprio non ho avuto il tempo di passare a ringraziarlo. Mi raccomando le mie carte che sono state mandate al sindaco! Il papà può fare battere a macchina tutti i miei studi che riguardano le mitragliatrici e il loro impiego. Ce ne saranno molti in matita poco chiari specialmente per la Brema ma io poi li correggerei e ne farei fare una coppia definitiva, che mi permetterà di presentare anche al capitano Libatro il quale potrebbe approfittare delle mia degenza qui per chiamarmi a Brescia almeno per conferire; a me servirebbe di ottima occasione per vedervi. Visto che qui 20 giorni ci sto favorisci spedirmi subito una delle due cassette con biancheria di tela, e la divisa di diagonale se Amanzio è riuscito ad allargarle se no questa non mi va più. Ti prego di far subito la spedizione perché io me ne possa servire. Due camice, due mutande, calze di tela, fazzoletti, cravatte, eccetera, scarpe leggere, berretto, carta da lettera, il libretto ferroviario spediscimelo per raccomandata, tieni nota del numero in ogni modo che io adesso lo ho dimenticato. Ieri ho avuto notizia della 123!! Sono vivi e in Italia sani: 1 sergente, e tre soldati, degli ufficiali 1 morto, 1 disperso, tutti gli altri feriti. Pensa che affare! Io ho interessato l’aiutante maggiore di reggimento per tornare alla 123! E ci tornerei ancora con tutto l’entusiasmo e la buona volontà. Panizzi c’è chi dice che sia a Mauthausen, chi lo fa morto e chi lo dice all’ospedale di Treviso. A Mauthausen sarebbe la disperazione di quei disgraziati che capitano ai suoi ordini, a Treviso sarebbe sempre in condizioni di nuocere a noi appena guarito, c’è da augurarsi che gli austriaci ne abbiano fatto una buona una volta tanto, e lo abbiano ammazzato. Sarebbe finito anche troppo bene così, un cane della sua risma. E Robuschi, Bonaldi, Manfredi, Camia, Santi, Trussa, Marra e tutti gli altri del Rombon hanno avuto la conferma della loro proposta, oppure hanno avuto uno complimento come quello che è toccato a me? Rinnovo a te gli auguri per il 15 tuo onomastico se non ti potrò abbracciare prima salutami caramente tutti ti abbraccio affezionato Enea.
Lettera SB da Montebelluna allo zio in data 10 luglio 1917 – C 1014458-G-III – con busta non sua …
Montebelluna, 10 luglio 1917, Carissimo Zio,
sto sempre meglio. Di qui me ne andrò verso la fine del mese. Sto sempre meglio. Non so se prima di tornare al fronte potrò fare una scappata da voi; ma in ogni modo forse potrete venire voi qui. No?
Ieri ho avuto il telegramma di papà che mi annunciava la mia promozione. Favorisci ringraziarlo.
Oggi faccio una corsa a Treviso e forse a Conegliano e a Udine per vedere il colonnello Gerbino e Giuseppino, ma non sono sicuro di poter far tutto. Saluta tutti. Ti abbraccio aff.mo Enea
Lettera SB – 10 luglio 1917, Signora Sala – Montebelluna – Convalescenza Ufficiali – C 1013736-G -II
Nobile Signora, la decorazione che avrebbe brillato così bene sul nobile petto del povero Armando sarà per lei e per i suoi occasione a nuovi dolori e rievocherà sacri ricordi. Resta però a dire tutto il sublime eroismo di quel povero figliuolo! Io lo ho conosciuto bene e ho provato tutta la soddisfazione che dava la famigliarità con un uomo così bravo! Così quella decorazione resterà la loro a ricordo imperituro di lui e del suo eroismo. Io che speravo tanto per fare una corsa a Casale, non lo potrò; perché appena chiuse le ferite ritornerò al mio posto, a provare che cosa mi si riserva per l’avvenire. Così non avrò la consolazione di abbracciarli!
Gradisca, Signora, rispettosi ossequi ed omaggi dal sempre dev. Enea Guarneri.
Retro stesso foglio: Montebelluna 26 luglio 1917 – Gentilissima Signora,
ringrazio del gentile pensiero e delle felicitazioni. Probabilmente domani partirò di qui per raggiungere il battaglione, non so dove; ma se sono vere, ho sentito voci non troppo tranquillanti.
A loro i migliori auguri ed ogni cordialità. Dev. Enea Guarneri.
Lettera con busta a Giambattista Guarneri da Montebelluna 11 luglio 1917 – C 1014455-G-III
Montebelluna, 11 luglio 1917, Carissimo papà,
ringrazio te la mamma dei vostri scritti del 9 e del 10, e la Niny dei suoi auguri. More solito non mi è stato comunicato niente di ufficiale, non solo ma qui non è ancora giunto nemmeno il bollettino, ragione per cui c’è poco di fidarsi ad assumere nuovi gradi qui dove è vero che ci sono degli imboscati; ma gente che dimentica della propria posizione di povero piantagrane ad ogni passo. È impossibile che io ottenga la licenza, nè sono nella condizione di poter far passi in tal senso: e licenze di convalescenza sono concesse solo a gente che il tenente colonnello del convalescenziario ritenga ne abbiano bisogno; e che, passata sotto la visita della commissione d’armata sia da questa riconosciuta in condizioni di dover assolutamente averne bisogno per riprendere le funzioni di arti o di organi, prima di riassumere il servizio. Ora io non sono di questi e la licenza non l’avrò mai. Favorisci ordinare ad Amanzio una divisa di fustagno grigio verde molto buono, con la preghiera di farmela al più presto e di spedirmela subito subito qui. Per le misure può tenere molto ma molto più larghe quelle vecchie, ricordando che deve essere una divisa molto comoda e non da figurino. Spero vi saranno state consegnate le carte mandate al sindaco per raccomandata. Domandatene a Garosio per sapere se hanno scrupoli in municipio perché non le ritiro io in persona, spero anche che mi avrete già spedito la cassetta e il libretto ferroviario. Nulli di cui mi domanda la mamma mi è morto a pochi passi per scoppio di granata che lo ha dilaniato; non ho avuto modo di fare niente per lui né di raccoglierlo perché subito dopo ero beccato io il perché il momento imponeva ben altro. Del resto Ciravegna potrà dare notizie. Salutami Tona e Musso se li vedi ancora. Ti abbraccio con tutti. Aff. Enea
Cartolina illustrata “Montebelluna-piazza Garibaldi” – a Niny Guarneri – TP:nn – C 1014367-G-III
12 luglio 1917, Baci Enea
Lettera con busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari – TP: nn – C 1014365-G-III
Montebelluna, 13/7/1917, Carissima mamma,
stamane ho avuto molte lettere di ritorno da Feltre, un po’ di tutti voi e degli amici. Ho avuto anche il libretto ferroviario e la chiave. In giornata passerò anche alla stazione per vedere se è arrivata la cassetta. Ringrazierai molto anche la signorina per la sua lettera. Le risponderò forse domani. Del papà ho avuto la lettera del 5; le tue del 5, 7, 11 e quella del 6 di Niny. Mi hanno scritto anche Egidio e le Sig. Maestre di Passirano. Sono tutte attenzioni che mi fanno molto piacere. Bottasso che era con me anche alla 215ª è illeso e mi aspetta lassù. Di Oriani non sapevo che fosse prigioniero. Da chi lo hai saputo? Cercherò di aver l’indirizzo, era bravo ragazzo e un ottimo amico. Ho notizie anche recenti della morte di un altro vecchio carissimo collega, caduto a Rombon di questi giorni: Capranica! Cominciano ad essere proprio troppi!
Vi abbraccio tutti col cuore. Aff. Enea
Cartolina illustrata ” Biadene di Montebelluna – villa Marchesi” – Fam. Guarneri TP: nn – C 1014364-G-III
Montebelluna, 13 luglio 1917, (senza intestazione),
Bacioni Enea. (con altra scrittura): finalmente riuniti – Salutissimi Alberto Santi
Lettera con busta al dottor Gb Guarneri- TP:nn – C 1014361-G-III – Già trascritta
Montebelluna, 14 luglio 1917, Carissimo papà,
ieri è venuto Zanutti a trovarmi. Figurati quale piacerone. Abbiamo passato assieme alcune buone ore. La cassetta non è ancora arrivata. Non capisco come. Perché possa fare uno studio solo di tutto quanto ho scritto un po’ per volta sulle mitragliatrici; sarà bene che tu mi mandi per espresso raccomandato le coppie delle altre carte che ho lasciato a casa dopo la licenza e sono:
1) studio per postazione antiaerea;
2) studio di baracca postazione per l’inverno;
3) studio di soluzioni chimiche per abbassare il grado di congelazione dell’acqua;
4) studio di uno scudo leggero.
Se me lo manderai presto io lo completerò e riunirò in una cosa sola per quando verrai tu. Qui sarà un po’ l’affare degli alberghi che non vi andrà, ma ci accomoderemo. Mi raccomando la divisa di fustagno di cui ti ho scritto ieri. Saluta caramente tutti. Ti abbraccio. Aff. Enea
Lettera (Doc. 69)
Montebelluna, 14-07-1917
Carissimo papà,
ieri è venuto Zanutti a trovarmi figurati quale piacerone. Abbiamo passato assieme alcune buone ore. La cassetta non è ancora arrivata. Non capisco come. Perché possa fare uno studio solo di tutto quanto ho scritto un po’ per volta sulle mitragliatrici: sarà bene che tu mi mandi per espresso raccomandato la coppia delle altre carte che ho lasciato a casa dopo la licenza, e sono: 1 – studio per postazione antiaerea; 2 – studio di baracca postazione per l’inverno; 3 – studio di soluzioni chimiche per abbassare il grado di congelazione dell’acqua; 4 – studio di uno scudo leggero.
Se me le manderai presto io lo completerò e riunirò in una cosa sola per quando verrai tu. Qui sarò un po’ l’affare degli alberghi che non vi andrà, ma ci accomoderemo. Mi raccomando la divisa di fustagno di cui ti ho scritto ieri. Saluta caramente tutti ti abbraccio aff. Enea.
Trascrizione di un Articolo tratto dal Giornale la Provincia del 14 luglio 1917: articolo su EG –
C 1014349-G-III: riprendere completamente — disfatta: 16-09-1916 …
Lettera senza busta allo zio senza TP C 1014359-G-III
Montebelluna, 16 luglio 1917, Caro Zio,
miglioro sempre e con ogni probabilità alla fine del mese sarà finita la cuccagna. Una lettera della mamma in data 14 mi dà buone notizie di tutti voi. Qui fa un caldo infernale. Non mi è ancora arrivata la cassetta! Franco mi ha scritto in data 11: ha a che fare col fratello di quella carogna di Panizzi. Devono essere una famiglia di bastardi; perché non si può spiegare un tratto simile. Prega il papà di affettare presso Amanzio la confezione e la spedizione della mia divisa. Ti abbraccio con tutti di casa. Affez. Enea
Lettera con busta al signor G. B. Guarneri da Montebelluna 17-07-1917 – C 1015454-G-V –
Egregio Signore,
ritorno ora dal convalescenziario di Cosmon dove ho visto suo figlio. Ho il piacere di dirle che l’ho trovato benissimo, in piena salute, senza che le due intelligenti ferite gli diano noia alcuna o intralcino la libertà dei movimenti. Oggi gli hanno levato l’ultimo cerotto e spera di poter avere una breve licenza. Lieto di poterle dare tali notizie, le stringo cordialmente la mano, dev.mo Fisogni
Lettera con busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari – TP: nn – C 1014357-G-III – Già trascritta
Montebelluna, 19 luglio 1917, Cara mamma,
un mese fa a st’ora!!… Ma le cose sembrano calmate! per ora. Grazie della tua lettera del 15. Il colonnello Fisogni l’altro ieri mi ha detto che non avete avuto il permesso di venire qui. Potrete venire a Vicenza e mi ci troverò anch’io il giorno che voi vorrete fissare, se io domenica mattina 22 non mi sarò ancora fatto vedere da voi. Ho tutte le buone intenzioni di venire, se non mi fermano in treno. Di Bes non so niente. Lo credo sempre all’ Ermada. Ringrazierai lo Zio di una sua cartolina del 14. Qui sempre la stessa vita. Siamo aumentati un po’ di numero ma ce ne sta ancora. Non sono riuscito ad andare a Conegliano per trovare Gerbino, ma spero poterci andare prima di partire di qui. Mi dicono che i nostri battaglioni scendono a riposo in quel di Bassano; e poi avranno altra destinazione…… Ho avuto lettera da Sig. Sala, Alberini, Moroni; una cartolina molto cortese da Pirozzi. Spero proprio di poter essere domenica con voi, se il mio grado e un ritorno di coscienza a tutti sti imboscati mi può servire a qualcosa. Mi raccomando di affrettare la spedizione della divisa. La cassetta non è ancora arrivata! Io non ne capisco più niente. Saluta tutti. Ti abbraccio. Affe. Enea
Lettera (Doc. 70)
Montebelluna, 19 luglio 1917
Cara mamma,
un mese fa a st’ora!… Ma le cose sembrano calmate per ora! Grazie della tua lettera del 15. Il colonnello Fisogni l’altro ieri mi ha detto che non avete avuto il permesso di venire qui. Potrete venire a Vicenza e mi ci troverò anch’io il giorno che voi vorrete fissare, se io domenica mattina 22 non mi sarò ancora fatto vedere da voi. Ho tutte le buone intenzioni di venire, se non mi fermano in treno. Da Bes non so niente. Lo credo sempre all’Ermada. Ringrazierai lo zio di una sua cartolina del 14. Qui sempre la stessa vita. Siamo aumentati un po’ di numero ma ce ne sta ancora. Non sono riuscito ad andare a Langhiano per trovare Garbino, ma spero poterci andare prima di partire da qui. Mi dicono che i nostri battaglioni scendono a riposo in quel di Bassano; e poi avranno altre destinazioni… Ho avuto lettera dalla sig. Sala, Alberini, Morani; una cartolina molto cortese da Pirozzi. Spero proprio di poter essere domenica con voi, se il mio grado e un ritorno di coscienza a tutti sti imboscati mi può servire a qualcosa. Mi raccomando di affrettare la spedizione della divisa. La cassetta non è ancora arrivata! Io non ne capisco più niente. Saluta tutti. Ti abbraccio aff. Enea
Cartolina postale italiana alla Nobile Signora Luisa Sala Rubino viale Margherita 4 Casale Monferrato – TP: nn- TP di arrivo: 21 luglio 1917 – C 1014353-G-III
Montebelluna, 19/7/1917,
Riconoscentissimo per il costante loro interessamento, mi è caro ricambiare i migliori auguri per il loro caro malato. Io fra pochi giorni alla fine del mese sarò al mio posto, né mi lamento! Ce ne sono anche di più vecchi di me lassù da 26 mesi; non è vero? Quindi… Ossequi e doveri da Enea Guarneri.
Cartolina postale italiana alla Signora Elia Rocca Ambrosoli via Cappuccio 13 Milano – TP: nn –
C 1014355-G-III
Montebelluna 19-07-1917,
Ringrazio sentitamente. Ti abbraccio caramente coi tuoi bambini e tuo marito. Aff. Enea
Cartolina postale italiana alla signora Elia Rocca Ambrosoli – via Cappuccio 13 Milano- C 1014901-G-IV
Montebelluna, 19-07-1917, (senza intestazione),
ringrazio sentitamente. Ti abbraccio caramente coi tuoi bambini e tuo marito. Aff. Enea
Lettera su carta intestata 2° Alpini Batt. Bicocca 123a Comp. con busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari TP: nn C 1014351 — luglio 1917 —- C 1014351-G-III
Montebelluna, 23 luglio 1917, mezzogiorno, Cara mamma,
sono arrivato qui senza grane perché non se ne sono accorti. Vedremo di ricominciare presto. Favorisci spedire ai Camia Farglioli al Tenente Silvio Truffa Comandante la 123ª Compagnia Batt. Bicocca 2° Gruppo alpino. Mi dicono che al battaglione è un caos. Non so altro. Vi abbraccio tutti. L’attuale Comandante del Bicocca ha richiamato Bottasso alla 123ª, e pare intenzionato a non lasciarmelo più come attendente. È sempre stato una testa di cocomero. Ti abbraccio Enea
Lettera con busta a Camilla Guarneri Ferrari – TP:nn – C 1014899-G-IV –
Montebelluna, 23-07-1917, mezzogiorno, Cara mamma,
sono arrivato qui senza grane, perché non se ne sono accorti. Vedremo di ricominciare presto. Favorisci spedire a Camia Farglioli (o i caccia-o- lanciafarglioli?) al tenente Silvio Truffa, Comandante della 123ª, Battaglione Bicocca 2° Gruppo Alpino. Mi dicono che al battaglione è un caos. Non so altro. Vi abbraccio tutti. L’attuale Comandante del Bicocca ha richiamato Bottasso alla 123°, e pare intenzionato a non lasciarmelo più come attendente. È sempre stato una testa di cocomero. Ti abbraccio Enea
C 1014504-G-III – biglietto postale da € 0,15 a Gb Guarneri TP: nn
Thiene, 31 luglio 1917, (senza intestazione),
vado oggi a Piovene per vedere Gazagne – Ciravegna e gli altri non so dove siano. Bacio tutti. Aff. Enea
Biglietto postale da 15 cent. al Chiar. Prof. Antonio Zampella – via San Giovanni 22 – Caserta – TP: 2 agosto 1917 – C 1013833-G -II – TP arrivo a Caserta: 13 agosto 1917
Thiene, 31 luglio 1917, Chiarissimo professore,
ho avuto ieri anche la sua lettera del 29 giugno la quale mi ha seguito un po’ per tutte le mie peregrinazioni. Io ho sempre molto caro il suo ricordo e la sua amicizia. Sono in viaggio per raggiungere il mio battaglione. Era riposo ma a quanto mi hanno detto, dovrebbe essere salito oggi in trincea. Ella mi scriva al 2° Gruppo Alpino Battagl. Valle Stura 215ª Compagnia. Non conosco queste posizioni. Ci potremo trovare un po’ di calma? Non so. Rivedrò la truppa. A Ciccillo a Lei un abbraccio cordiale e i migliori auguri. Aff. Enea Guarneri
Agosto
Lettera con busta a G. Battista Guarneri TP: 2 agosto 1917 – C 1014538-G-III
Piovene, 1 agosto 1917, Caro papà,
sono arrivato qui ieri sera ed ho trovato il mio posto occupato. Sono passato a comandare la 214ª, la vecchia compagnia di Giorello. Gazagne è andato a finire sul Carso, al suo posto il tenente colonnello Pugnani. Comanda il Corpo d’Armata il generale Morany l’onorevole ministro. Cornaro e Como sono restati lassù.
Il biglietto di Pirozzi lo ho mandato per mezzo d’un suo ufficiale che ho trovato in treno. Staremo a riposo fino ai primi delle prossima settimana. È una zona molto quieta. Domani vi andrò in ricognizione; a quanto però dicono tutti, dovrebbe essere una specie di Carnia. La divisa di fustagno se ti è possibile favorisci spedirla in due pacchi postali. Se non potrai vedrò di trovare un recapito ad Arsiero, ed allora poi me la manderai. Salutami caramente tutti. Ti abbraccio. Aff. Enea
C 1014501-G-III – lettera senza busta spedita alla mamma e scritta il
3 agosto 1917, Cara mamma,
nulla di nuovo. Un caldo soffocante che rende odiosa la permanenza qui su queste belle colline attorno a Schio. A giorni saliremo in trincea. Ci sono stato ieri in ricognizione. Sono posizioni molto molto quiete! Una specie di Carnia molto più bassa, senza boschi, con grande quantità di campi, orti, vigneti vicino Arsiero scoperchiato, bellissimo sito sempre; la Montanina di Fogazzaro, il Pria Forà o Zorà, Zona bellissima!! I Plücher sul Seluggio e sul Cimone. Lontano vediamo il Tonezza e Campomolan dove l’offensiva austriaca è passata lo scorso anno e dove noi non siamo ancora tornati.
E la mia divisa è pronta? Me la potrai spedire a Vicenza presso la Signora di un mio collega che si incarica di recapitarmela. Scrivetemi di Franco. Bacio tutti. Aff. Enea
– di licenze non se ne parla – allegato un biglietto con queste indicazioni: 4-08-1917 mattina:
Manda la divisa alla signora Mimy Tinivella Franz – Albergo Cavalletto Vicenza, per pacco postale urgente. Si ferma ancora un 10 giorni. Baci Enea
Lettera senza busta al professore che porta il numero 24 e la data di compilazione: 3 agosto 1917 (quindi quella di prima è il 19/08/1917!) – C 1014546-G-III
Zona di guerra, 3 agosto 1917, Carissimo Professore,
eccomi ritornato al mio battaglione. Ho trovato vicino a me Truffa, Comandante della 123ª compagnia, la mia vecchia bella Compagnia! A giorni torneremo in trincea. Per fortuna una posizione molto quieta e tranquilla. Ci lasciassero qui almeno per un po’ di mesi! Questi poveri battaglioni che dopo i complimenti di giugno non hanno ancora potuto rimettersi, rifarebbero un po’ le ossa. Gran caldo, eccezionale senza ventilazione, rende pesante la giornata su queste bellissime colline del basso Trentino. Truffa mi ha parlato a lungo di lei. Speravo proprio di rivederla se mi avessero accordato i sette giorni o dieci giorni di licenza di convalescenza. Saluti cordiali, baci ed auguri a lei e a Ciccillo. Aff. Enea Guarneri
– 2° Gruppo Alpino – Battaglione Valle Stura – 214ª compagnia
Lettera senza busta allo zio scritta l’8 agosto 1917 – C 1014623-G-III
8 agosto 1917, Caro Zio,
godo di sentirvi tutti bene. Io pure – chiusa la ferita al ginocchio – sto benone. Sono ad una compagnia che si può dire nuovissima. Tutti del 98, una gran massa di ragazzi con tutti i difetti ma anche con molti pregi, primissimo l’allegria. Molti, molti sono bresciani: sono i primi bresciani che comando e che mi fa piacere. Abbiamo fatto una marcia disastrosa di 15 km, sotto un vero ciclone. Hanno cantato tutta la strada e sono buoni canterini. Adesso sono qui in trincea e le prime ventiquattr’ore non sono state tristi. Tempo bello, frutta in quantità che rende meno odiosa la vita ai piccoli posti. Cominciano già a volermi bene. Ho anche dei bravi ufficiali, giovani molto, poco pratici di servizio che mi obbligano a guardare molto in tutti i buchi, ma almeno mi compensano dimostrando buona volontà e di volermi bene.
Ho avuto le lettera della mamma dell’1 e del 4. Una linea molto quieta che promette di lasciar vivere senza grandi fastidi. Invertiamo un po’ le sorti: tutta verde al posto della neve, a 428 m sul mare è sito il mio comando; non ero mai stato sotto i 1600! Di notte non si chiude un occhio, ma di giorno si fanno certe dormite! E poi il rio dà del buon pesce e così si vive bene.
Saluta tutti caramente. Ti abbraccio. Aff. Enea
C 1014510-G-III – lettera senza busta alla signora … Scritta l’8 agosto 1917
8 agosto 1917, Gentilissima Signora,
ho creduto di interpretare un Loro desiderio, al mio ritorno quassù, facendo ricerca della bandiera della Sezione. Ho saputo che prima di me il tenente Colucci, ora degente all’ospedale da campo 229 in Milano, aveva dato ordine che la bandiera gli fosse spedita a casa. Così quando io arrivai quassù dovetti accettare il fatto compiuto. Se Loro lo vorranno potrò richiedere al tenente Colucci che spedisca la bandiera a chi ce l’ha aveva data. Ha avuto ben poca fortuna povera bandierina; e non questa sorte le pensavano certo i miei bravi alpini l’anno scorso a giugno, quando la portarono a Monte Rosso! Piccolo drappo piovuto fra i mitraglieri di quel duro presidio, a portare una nota di festa ed allegria, vi ha provato ansie e sorprese. Ci ha seguiti a Rombon a sentire da vicino lo strazio di perdite intime, proprie; ha tremato sotto le valanghe di un inverno rigido e pericolosissimo, per fare olocausto di tutti i suoi giovani amici sulle rocce dell’Ortigara, superbamente eroici in una morte che se non seppe la vittoria, non fu certo meno radiosa e meno gloriosa di quante altre seppero almeno la consolazione di una vittoria. Ricordo la piccola festa sotto la trincea di Monte Rosso il 2 luglio dello scorso anno! Nè si può allontanare il pensiero da tutti i cari amici, dagli ottimi compagni che quel giorno tesserono profezie ed auspici! Quanti non sono qui!!!
Ricorderà a noi questo segno (o Legno) quanti lo guardarono sempre con fede e con un valore. Ma il Bicocca d’oggi non è più lui. E ci vorrà molto molto prima che assurga nuovamente alla fama che gli meritammo. Ad una compagnia e ad un battaglione nuovo ho ritrovato il mio posto. Tutta gente nuova ragazzi del 98, molti bresciani, i primi ch’io comando da che sono alle armi, prima non ne avevo mai avuto. Vanno bene. In trincea bisogna guardarli molto da vicino perché non sanno ancora che cosa sia la guerra, ma si faranno. Li ho portati per 15 km di strada, carichi dello zaino sotto un nero ciclone! La fanfara in testa, hanno cantato tutta strada. Alla tappa a notte alta abbiamo bivaccato e questi bravi bambinoni hanno sentito forse per la prima volta in quella notte che cosa sia avere una casa che non è la nostra, il cielo; e una famiglia che non è la nostra, gli altri soldati. Siamo ripartiti all’alba ancora bagnati; hanno cantato per tutta un’altra giornata. Così sono i soldati che non sanno il sangue e la mitraglia. Ma si faranno anche questi, vecchi soldati; e spero che saranno bravi. Non so quando li vedrò alla prova oltre il reticolato, forse però molto presto! Mi accontenterei di vedere i pusillanimi giungere fosse appena fino a questo punto!
Ah quanti non fanno la guerra se non sui giornali ed ai caffè!… Del resto è una forma di debolezza.
Ossequi e doveri a tutti. Dev.mo Enea Guarneri
C 1014506-G-III – biglietto postale da € 0,15 a Gb Guarneri TP: 12 agosto 1917 – TP arrivo: 14-08-1917
11 agosto 1917, Caro papà,
grazie della tua del 7. E la mia del 3 l’hai avuta? Per i miei studii mi raccomando di non mandarli troppo in giro specie a De Tullio il quale se ne farebbe vanto. Mandami la prima copia; al Ministero tanto non ne capirebbero niente; sono cose che in un Ministero della guerra non si conoscono. Aspetto la divisa perché comincio proprio ad averne bisogno. Saluta tutti. Ti abbraccio. Aff. Enea
Cartolina postale in franchigia a Camilla Guarneri Ferrari – C 1014707-G-III-16 – TP: 18/08/1917
15 agosto 1917, Cara mamma,
faccio i migliori auguri a te e a Niny per il vostro compleanno. Io sto bene, spero così di voi. Il papà mi può spedire quelle carte, anche se ai suoi amici non fa comodo. Saluti a tutti e baci. Aff. Enea
Lettera con busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari – TP: 17 agosto 1917 – C 1015431-G-III
16 agosto 1917, Cara mamma,
ho avuto le tue lettere del 3, 8, 10. Te ne ringrazio. Nulla di nuovo qui. Sempre un mondo di lavoro per le solite scartofole che aumentano in proporzione del diminuire della disponibilità di carta, tutto per l’economia nazionale. Ieri correva voce che fosse morto Robuschi; non sono riuscito ad averne ne conferma né smentita. Spero che almeno sia risparmiato un uomo così attivo, bravo e generoso. I miei studi me li potete mandare liberamente, essendo che i comandi superiori li hanno avuti tutti, e se non ne hanno voluto tenere conto, vuol dire che li hanno trovati di nessuna importanza. Devono essere aggiunte due o tre fotografie che sono verso il numero 50 di non so quale album e che ritraggono appunto la postazione. Non so se arriveranno a te e a Niniy gli auguri per il vostro compleanno. Li rinnovo con tutto il cuore. Il settimo gruppo che è con noi lo comanda il colonnello Rho, che sia quello della Zia Emilia? Fate cambiare l’indirizzo dalla “Provincia” perché non mi arriva quasi mai. Ho avuto anche una cartolina da Iseo dalle provette cicliste e c’è da congratularsi che riescano già a prendere il volo per viaggi di tale importanza.
La divisa non mi è ancora arrivata e non capisco come vada la cosa perché la signora Tiravela ha ricevuto la tua lettera già dal giorno nove. Ringrazia anche lo zio per la sua cartolina dell’11.
Saluta caramente tutti. Ti abbraccio. Aff. Enea
Lettera su carta intestata 2° Alpini Batt. Bicocca 123a Comp. (non corretta), a Gb Guarneri TP: 20 agosto 1917 – C 1014526-G-III
18 agosto 1917 sera, Carissimo papà,
ti ringrazio della tua del 13. Non so come mai siate rimasti tanto tempo senza avere mie notizie. Bisogna dire che ne sia andata persa o censurata qualcuna. Mi è capitato per le mani ieri una cartolina della signora Lia Alberini per un soldato Caldera della 215ª (o 219) Compagnia. Se potrò essere utile in qualche cosa me lo scriverai, tanto più che col Capitano della 215ª sono in buone relazioni. I miei soldati un po’ tutti giovani mi danno un mondo da fare. Bisogna lavorare per quattro ed esserci sempre addosso perché arrivano ad addormentarsi di notte. Forse il 22 scenderemo a riposo non so però nulla di preciso, anzi poco fa mi dicevano che non è improbabile che si vada a finire dove era Franco lo scorso anno. Si stava così bene qui! Ci avrebbero dovuto lasciare fino all’anno venturo. Saluta tutti. Baci. Aff. Enea
Lettera su carta intestata 2° Alpini Batt. Bicocca (cancellato) 123a Comp. (cancellato), al professore –
C 1014544-G-III – sembra l’anno 1917 porta il numero 26
19/08/1917 sera, Carissimo Professore,
ho avuto le sue da Livorno e da Firenze. Vive grazie. La vedo in viaggio e penso che sarà per esposizioni e mostre. Noi, Petruccione e Truffa compresi, siamo scesi a riposo, con giornataccia d’acqua e di vento che tolgono tutto quel po’ di sollievo che posizioni calme e comode come questa, potrebbero dare. Un forte lavoro mi tiene occupato tutto il giorno. Sono anche assai stanco, al punto che non sempre partecipo all’allegria dei miei colleghi, e in generale questi sono bravi ragazzi! Vorrà salutarmi caramente Ciccillo.
Le ricambio un caro abbraccio. Aff. Enea Guarneri
Lettera con busta alla signora Camilla Ferrari Guarneri TP: 21 agosto 17 – C 1013810-G -II
20 agosto 1917, Egregia Signora,
più vicini di così non potevamo essere e nessuno avrebbe sognato che dopo le molteplici peripezie avvenute dalla nefasta data del 16 settembre 1916, io ed il caro Enea ci trovassimo riuniti ancora, allo stesso battaglione ed oggi allo stesso reparto, non solo, ma io sono aiutante maggiore. Immagina Lei Signora la contentezza che io provo nel raccontarle questa strana combinazione e quanta ne proverei se questo stato di cose potesse durare a lungo? Lei ben sa quali sono i miei sentimenti d’affetto che mi legano al suo bravo Enea e certo le riuscirà facile immaginare il piacere ed il contento che io provo nell’averlo vicino vicino. Oggi gode ottima salute ed è allegro e fiero. Occorreva proprio sottrarsi allo sguardo feroce di quel amo che non faccio il nome per riavere la nostra tranquillità. Riceva i miei saluti ed ossequi estendibili alla di Lei gentil famiglia, sempre suo dev.mo Tino Mangrini ???
aggiunto da Enea: Baci tanti tanti. Oggi fungo da interinale al battaglione. Enea
Lettera con busta a Gb Guarneri TP: 23 agosto 1917 – C 1014617-G-III
22 agosto 1917, Caro papà,
ti ringrazio del tuo scritto del 18 e degli studi che ho avuto subito. La divisa l’altro ieri non era ancora arrivata aVicenza. Non avete per caso sbagliato l’indirizzo? Qui nulla di nuovo. Gran caldo e le solite rotture di scatole e le solite scartofole. Ringrazio la mamma per il suo scritto del 17 e la Niny per la lettera del 15. Per fortuna il mio comando interinale di battaglione è già finito; pieno di noie e di seccature non è ancora fatto per me. Salutami caramente tutti. Ti abbraccio. Aff. Enea
Lettera senza busta allo zio scritta il 25 agosto 1917 – C 1013818-G -II
25 agosto 1917, Carissimo Zio,
ti ringrazio vivamente della tua del 22 che ho avuto con due della mamma del 18 del 21. Le notizie che mi dai circa le condizioni della campagna e circa i raccolti mi fanno pensare alle tue preoccupazioni, e le nuove visite ai riformati minacciano di portarti via altre braccia. Ma non potresti domandare almeno un certo numero di prigionieri quali lavoratori, dimostrando appunto come per la mancanza di braccia, in questi momenti di grande bisogno di grani e di foraggi, sei nella condizione di non potere coltivare in modo adeguato il terreno? Mi pare che come sono stati concessi a molti, si potrebbero concedere anche a te e specialmente nella stagione della vendemmia e della semina.
La mia divisa è giunta a Vicenza quando la signora Trivella non c’era già più. Aspetto così un’occasione propizia per mandarla a prendere. Purtroppo la notizia della morte di Robuschi è confermata oggi dal giornale. È un’altra bellissima tempra d’uomo, un ottimo compagno che scompare! Quanti! Cominciano proprio a diventare troppi. Era un uomo che sembrava destinato a sopravvivere a tutti: il 27 giugno e il 16 settembre dello scorso anno lo avevano circondato di una certa fama di fortunato. E fortunato sembrava essere davvero! Povero uomo! E forse se non ci fosse stata quella gran carogna…
Perdo la pazienza tutti i giorni con questi ragazzi del 98 che di soldati non hanno che il panno grigio verde della divisa, perché proprio bisogna confessarlo si vede che gli imboscati manco sanno fare l’imboscato; o per Dio, non sono nemmeno stati capaci di aprire gli occhi a questi giovani. È un lavoro lungo e continuato che bisogna fare per tenerli a posto e contro ogni buona voglia si è obbligati per forza a punire.
Qui la solita vita. Relativa quiete dopo che nel Carso i Plücher le stanno prendendo; qui vanno tentando azioni di minima importanza per disturbare la nostra quiete. Del resto nulla di nuovo. Saluta caramente la Zia Marietta e tutti i soliti amici e i miei di casa. Ti abbraccio caramente. Affez. Enea
Lettera e busta al dottor Gb Guarneri – TP: 27 agosto 1917 – C 1013812-G -II — – vedi Doc …
26 agosto 1917 sera, carissimo papà … su carta intestata 2 Alpini Bicocca 123° Comp. al rovescio …
Lettera (Doc. 71)
s.l., 26/08/1917 sera
Carissimo papà, ecco scomparsa una grande bella fibra di soldato, di superiore di compagno. Mi pareva che almeno Robuschi dovesse restare a confermare ed avvalorare con la sua presenza la convinzione che gli alpini di un tempo, seppure pochi, ce ne sono ancora. Non ho voluto credere per un po’ di tempo alla dolorosa notizia, ma i giornali oggi la confermano. Ho fatto scrivere d’ufficio al deposito dell’8 alpini per averne i particolari. Certo sarà morto bene come tante volte aveva dimostrato di saper fare. Credo si fosse fidanzato a marzo, nei pochi giorni di licenza che aveva fruito. In questo battaglione dove era poco conosciuto tra i pochi vecchi rimasti, la notizia ha prodotto un profondo dolore. Al secondo alpini dureranno fatica per trovare un suo pari. Ringrazio te e Niny delle vostra lettera del 22 del 24. La divisa è a Vicenza da un po’ di giorni ma la difficoltà di aver permessi per mandarla a prendere mi fa dubitare che dovrò attenderla ancora un bel po’! Io sono tornato al comando del battaglione per qualche altro giorno e come al solito sono accolto molto bene dai colleghi di quassù, anche per merito di Civagna il quale oggi ha avuto una lettera dalla mamma. Il reggimento di Bes, il 260 è citato sul bollettino, che cosa sarà di quel buon uomo? Corre voce che si debba muoverci di qui, non so per dove. Ho sentito dire per l’Astico o per Val Lagarina, ma non ho ancora notato nessun preparativo né alcuna disposizione per la partenza. Il colonnello Rho è partito dal 7 Gruppo non so per dove. Salutami tutti caramente. Ti abbraccio aff. Enea
Settembre
Lettera senza busta al papà scritta il 2 settembre 1917 – C 1014528-G-III
2 settembre 1917, Caro papà,
ringrazio te e la mamma dei vostri due scritti del 27 e del 28. Ho ricevuto finalmente anche la divisa; anzi ho riscosso le ammirazioni di molti colleghi che vorrebbero farsene fare quindi favorisci darmene il prezzo. Quanto ha scritto il colonnello Ettano è cosa molto chiara. Io ho sempre creduto poco all’importanza larga che si fosse voluta anche momentaneamente attribuire a quegli studi. Credo poi bene lasciarli stare in pace, tanto vedo che di consigli pratici poco si curano tutti ed io la Sezione della mia compagnia continuo a farla comandare sui criteri con cui ho comandato io la mia. Sto bene. Sono prossime novità, ma non so nulla di sicuro. Ti abbraccio con tutti di casa. Aff. Enea
Lettera senza busta alla mamma scritta il 5 settembre di che anno???- C 1014603-G-III – NB: controllare se qs l’ho già scritta prima … NR x data : mi sembra il 1917
5 settembre 191?, Cara mamma,
ti ringrazio per le tue lettere del 30 e del 1. Non mi so spiegare ancora come mai vi giungano tanto raramente i miei scritti. Bisogna credere che mi vadano persi o che la censura ne cestini parecchie. Io scrivo giorno si, giorno no. Proprio ora che io passo al 7° Gruppo, Rho che lo comandava se ne è andato non so dove. Sono riuscito ad ottenere ancora il mio vecchio attendente, quindi nessuna novità in proposito. Il cugino dei Rocca deve essere quello che era con me alla Scuola d’Agricoltura e al Parini; che deve essere dei Bersaglieri.
È morto anche il capitano Labanotta che era a Montebelluna con me nella recente offensiva del Carso. Fammi fare un timbro di gomma con la scritta: “2° Reggimento Alpini – Battaglione Valle Stura – 214ª Compagnia”. E uno con la scritta: ” Il Capitano – Comandante la Compagnia”. Me li manderai poi con un tampone in inchiostro verde e un boccettino di inchiostro pure verde per tamponi; assieme alla bussola e a un boccettino di inchiostro per penna stilografica. Oggi a sostituire Viglino nel comando di battaglione è venuto uno nuovo capitano, il quale strano a dirsi, tratta i suoi colleghi col “lei”! Inutile dire la strana impressione che ha fatto sugli ufficiali per questa misura di precauzione, diciamo, che ha nei rapporti con i suoi comandanti di compagnia anche fuori servizio. Stia anche lui nel suo brodo e diventi grasso.
A giorni scendo a riposo ad Arsiero: prevedo però che così troverò un mondo di seccature, perché là vicino ai grossi comandi, sarò meta di tutte le loro visite, e bersaglio delle immancabili cariche.
Saluta caramente tutti. Ti abbraccio. Aff. Enea
Lettera con busta a Gb Guarneri senza TP – C 1014574-G-III
7 settembre (1917?), Caro papà,
sento con piacere vostre buone notizie da un biglietto della mamma, ma per me resta sempre una cosa inspiegabile come mai i miei scritti vi arrivino tanto rara mente. Nell’indirizzo al posto di 2° Alpini mettete 7° Gruppo Alpino. È sempre la stessa cosa; ma non più così comoda. Io però non mi posso lamentare. Per ora sono in un paese, sebbene sia un po’ pesto dalle cannonate. Saluta caramente tutti. Ti abbraccio Enea
Lettera senza busta allo zio – C 1013808-G -II
9 settembre 1917, Caro zio,
ho notizie vostre dal 4 da una lettera del papà e favorisci ringraziarlo per me. Qui nulla di nuovo. Il tempo si mantiene bello è questo fatto rende meno pesante la vita di avamposti. Credo di poter andare a riposo tra mercoledì e giovedì. Ne ho bisogno per rimettere un po’ a posto la compagnia è per pulirmi un po’. Qui ci sono pulci in quantità enorme, invece pochi pidocchi. In questi 40 giorni ho avuto un mondo da fare: però adesso comincio ad averla in mano e se si escludono le molte fesserie che mi combinano quelli del 98 vi sarebbe da vivere tranquilli su quanto si è fatto. Buoni ufficiali, sebbene nuovi di servizio, fanno bene e rendono. L’unico che non mi andava perché poco serio, punto rispettoso e pieno invece di boria e di pretese, me lo sono tolto di tra i piedi alla prima occasione; quindi tra i miei ufficiali mi trovo benone e loro mi vogliono bene. Così nel battaglione dove se è notoria una certa fama che mi sono meritato di rigoroso e di severo, mi hanno già conosciuto tutti. Gli ufficiali in complesso mi vogliono tutti bene. Ho avuto una spiegazione con il colonnello Pugnani circa una certa lettera che mi aveva scritto su informazioni avute da un tirapiedi del Comando; mi sono fatto sentire, mi hanno messo sull’attenti, ma poi hanno finito con l’ammettere che si era fatto di più di quello che credevano loro. Salutami caramente tutti. Ti abbraccio.
Aff. Enea
Lettera su carta intestata 2° Reggimento Alpini a Gb Guarneri – TP: 16 settembre 1917 – C 1014571-G-III —– NB: 16 sett. 1916: la disfatta!
15 settembre 1917, Caro papà,
domani fa un anno da quando sono morti i più bei compagni, che pareva la guerra dovesse risparmiare. Ho scritto ai Rocca che dispongano una corona sulla tomba del povero Sala. Non so se la mia lettera sarà giunta in tempo e se loro avranno avuto la possibilità di farlo. Si può dire che è finito con loro quel bel periodo di concorde lavoro, di affiatamento che ha costituito il periodo aureo del nostro bel battaglione. Oggi non vale più nulla. È per questo che io non ho brigato per tornarci. Qui continuo a star bene per quanto seccature ce ne siano e molte, derivanti dalla vicinanza di grossi comandi. Sono riposo, solo per modo di dire… Rompono le scatole a tutte le ore del giorno e della notte. Meglio essere in trincea e se non fosse che il soldato ci tiene a venir qui per berne qualche bicchiere, sarebbe bene fare domanda di restare sempre in linea. Ti ringrazio della tua lettera del 12. Il consiglio dato a Bepi forse non è sbagliato. Bisognerebbe sapere a chi va a finire nelle mani. Per l’affare del distretto vedi come io avessi ragione. Del resto non è proprio più il caso di procedere nei tentativi. Saluta tutti. Ti abbraccio. Aff. Enea
Lettera su carta intestata 2° Reggimento Alpini, con busta a Camilla Guarneri Ferrari TP: 18 settembre 1917 – C 1014567-G-III
18 settembre 1917, Cara mamma,
grazie della tua lettera del 12. Noi a riposo per modo di dire, ce la passiamo non del tutto male. Abbiamo in corso lavori che perchè in vista e sotto il tiro nemico si possono compiere solo di notte. Ma meno male. Mi raccomando di mandarmi i miei studi al completo di disegni e di fotografie. Sarà bene raccomandarli.
Ieri ho avuto anche una lettera di un vecchio compagno di scuola di cui non sapevo nulla da forse 4 anni.
Ha avuto lui il mio indirizzo e mi ha scritto. È sul Carso in artiglieria, e deve averle fatte piuttosto fine. Ricambio saluti e cordialità a tutti quanti si interessano di me. Ti abbraccio con tutti di casa. Aff. Enea
Lettera senza busta su carta intestata 2° Reggimento Alpini, scritta Nini il 18 settembre 191? di che anno??? – C 1014607-G-III – Credo si tratti del 1917!!! o del 16??? Stesso anno della lettera precedente
18 settembre, cara Niny,
ringrazierai la mamma della sua lettera dal 14. Dei venti compagni non ho più notizie. Ieri mi ha scritto Egidio. È qui vicino e spero vederlo a giorni. Non ho nemmeno notizie di Faglia. Gli ho scritto ma non mi ha mai risposto. Ho un mucchio di lavoro. Meglio in linea che a riposo vicino a pezzi grossi con dieci ore di lavoro per notte e un mucchio di carte da scarabocchiare per giorno.
Saluta tutti. Ti abbraccio. Aff. Enea
Rif….
Lettera (Doc. 72)
s.l., 20/09/1917
Carissimo papà,
ti ringrazio del tuo lungo letterone del 14 e delle notizie che mi dai. Io pure bene. Ho notizie di Franco in data 14, sta bene ma aspetta eventi prossimi. Saranno quelli che abbiamo appreso tutti. La pistola prova mandarmela per pacco postale al comando della 123ª compagnia battaglione Bicocca 2 reggimento alpini. Se puoi raccomandala. Oggi si segnerà il fatto di Coco, speriamo sempre! Non ci illudiamo però che possano essere le ultime ore di vita quieta. Favorisci fornirmi due o tre cataloghi di macchine da scrivere, possibilmente uso viaggio; me ne occorre una per la compagnia; mi pare che si possa averne con circa 500 lire; informati se puoi e dammi dei consigli. Non ho scritto a Bonardi perché tanto credo che sia cosa molto prossima e poi io ho sempre molto da fare. Favorisci scrivere tu, se puoi. Di quanto riguarda Colussi-Merlati non ne sapevo niente, però mi spiega una raccomandata per Merlati da Brescia, che ho visto incidentalmente sui registri della compagnia e un abbonamento urgente che Colussi ha chiesto a Merlati. Null’altro!. Certo hanno fatto cosa poco pulita specie a mio riguardo che sapevano essere stata origine a quella specie di relazione. La Provincia arriva regolarmente. Di Faglia non so più niente. È a qualche ora di marcia da me. Ti abbraccio con tutti di casa aff. Enea – mi raccomando i cataloghi delle macchine; e poi favorisci mandare per i miei colleghi due paia tomaie come le mie del numero 29 e una del numero 27 – aff. Enea.
Lettera allo zio del 21 sera – C 1014570-G-III (mese ed anno???) – NR x data
21 settembre sera, Caro Zio,
ti ringrazio della tua cartolina che ho avuto con lettera di papà, mamma e Niny. Godo sentirvi tutti bene. Io pure ora bene dopo tre giorni di crampi dolorosissimi al ventre. Ho avuto anche gli studi che mi ha spedito il papà. Non ho ancora avuto invece il pacco con tutto il resto che mi ha mandato la mamma. Qui sono oppresso da molto lavoro, materiale al massimo, sia di giorno che di notte. Nuoto nelle carte e nell’inchiostro 24 ore al giorno. Dopo non ho proprio più voglia di prendere la penna. Salutami tutti. Ti abbraccio caramente. Aff.mo Enea
Lettera senza busta alla Signora Luisa Sala, – C 1013815-G -II
21 settembre 1917, Nobile Signora,
il mesto anniversario che si è compiuto di questi giorni, ha rinnovato il dolore in tutti noi che fummo compagni dei generosi eroi. Io non ho saputo scriverle prima, perché la parola mia forse anziché lenire avrebbe cresciuto il dolore suo. Sappia, Signora, che noi non possiamo, ed io specialmente non saprò mai allontanare il ricordo del suo buon figliolo, il cui ricordo è sempre vivo, la cui figura è sempre rinnovellata in tutto che sappia dei tempi passati. Ho mandato alla sua tomba una piccola corona, spiacente di non aver potuto recarvi io personalmente il commosso omaggio di affetto e d’amicizia, data la forte lontananza.
Ho incaricato anche i vecchi compagni del Dronero di comporgli quella tomba e ci ho avuto conferma da un ottimo comune collega che vi si trova vicino. Quest’anno ha voluto altri generosi! Anche il povero capitano Robuschi è morto al Pal Piccolo in agosto… E la lista accenna a crescere sempre. Spero sempre di poter essere all’altezza di queste belle figure che ho avuto a maestri: ma forse mi illudo e pretendo troppo.
Spero che Ella mi vorrà ricordare ancora. Al suo Sig. Marito, alla Signorina Pierina, a Lei, ogni cordialità, sempre vivamente ricordando. Aff.mo Enea Guarneri
22 agosto 1917, Signora Luisa Sala, Gentilissima Signora,
la ringrazio vivamente del buon ricordo che serba di me. Vorrà scusare se non posso scriverle con maggiore frequenza, ma il comando di questa compagnia affatto nuova per me mi obbliga a continuo lungo lavoro. Rinnovo a tutti loro le migliori cordialità. Dev. Enea Guarneri
Lettera su carta intestata 2° Reggimento Alpini, con busta a Camilla Guarneri Ferrari – TP: 25 settembre 1917 – C 1014564-G-III
24 settembre 1917, Cara mamma,
grazie della tua lettera del 19. Non ho ancora avuto il pacco con i timbri, eccetera eccetera. Io sempre a riposo, ma vicino ai Comandi, più carico di lavoro che in trincea. Ho ritrovato qui ad un battaglione Genio e per servizio anche per la mia compagnia il dott. Bellotto (o Billotto) che fu medico a Monticello, ed ora ha condotta a Nuvolento. Qui fa un caldo opprimente. Domani devo andare a Thiene per il processo di un mio soldato reo di aver abbandonato il posto di vedetta in vicinanza del nemico. Null’altro di nuovo. Ti abbraccio con tutti di casa. Aff. Enea
Lettera senza busta al professor Antonio Zampella – Caserta, scritta il 25 settembre 1917 – e che porta il numero 25 (vedi sopra il 24 e il 26) – C 1014566-G-III
25 settembre 1917, Carissimo Professore,
il buon Petruccione che è venuto in licenza a Caserta, le avrà portato con i miei saluti la prova del buono e caro ricordo che ho di lei. Carico di lavoro da quanto forse non ebbi mai, non ho sempre l’occasione di scriverle con frequenza. La ricordo però sempre con gran piacere. Ne abbiamo parlato a lungo due notti orsono con Truffa: lo ho trovato in trincea mentre andavo in ricognizione su una posizione nuova. Mi ha dato lui le notizie recenti, perché io effettivamente è un bel po’ di tempo che non ne ho direttamente. Mi ricordi qualche volta con Ciccillo e coi buoni altri compagni dei bei tempi ormai lontani di Caserta, e mi creda con un abbraccio sempre affez. Enea Guarneri
lettera su carta intestata 2° Reggimento Alpini, con busta alla signorina Niny Guarneri – TP: 29 settembre 1917 – C 1014557-G-III
29 settembre 1917, Cara Niny,
ringrazio te, la mamma, il papà per i vostri scritti del 26, 21 e 24. Mi è giunto anche un telegramma al quale ho risposto subito. Mi meraviglia che voi non abbiate mie notizie da tanto tempo. Scrivo ogni due giorni. Ho avuto anche il pacco con i timbri: va tutto bene. Sono stato a cercare Egidio due giorni sono, ma non lo ho potuto trovare era ad una marcia, poi non ho avuto la possibilità di tornare a cercarlo. Non so quando potrò vederlo. Chiedi allo Zio se dato il buon raccolto dell’uva ci può mandare qualche ettolitro di vino per le nostre mense, e nel caso a quale prezzo, e a partire da quale giorno. Sarebbe gran bella cosa per noi…
Ho avuto una cortese lettera del Barone Monti il quale mi raccomanda un mio soldato che è stato in licenza a Nigoline. Saluta tutti. Ti abbraccio. Aff. Enea
Lettera carta intestata 2° Reggimento Alpini, e busta a Gb Guarneri – TP: 1 ottobre 1917 – C 1014560-G-III
30 settembre 1917, Caro papà,
speravo ricevere oggi vostre notizie, invece niente. E nulla nemmeno da Franco da parecchi giorni. Sento che siete in faccende per la pesca. La mamma si illude ancora di potermi vedere presto ma ormai fino al mio turno di licenza invernale, se proprio non interviene qualche evento inaspettato, è ben difficile ci si possa vedere. Qui nulla di nuovo. Io sempre a riposo, cioè non in linea, perché riposo questo non è. Devo avere a casa parecchi regolamenti sulle mitragliatrici. Favorisci spedirmeli al più presto. Dovrebbero essere perlomeno 6 opuscoli, uno dei quali molto grosso è meno importante. Mi necessitano invece i tre grigi, relativi alle mitragliatrici Maxim 1911. Salutami caramente tutti. Ti abbraccio. Aff. Enea
Foglietto di carta senza data certa C 1014449-G-III Forse del 1916 ma quale mese? Settembre???
30 settembre 1916, sera, ho sospeso la spedizione. Il Bicocca è quindi stato tutto pettinato! E i miei poveri compagni!? Bacio tutti. Aff. Enea
Ottobre
Lettera su carta intestata 2° Regg. Alpini, con busta a Gb Guarneri – TP: 5 ottobre 1917 – C 1014552-G-III
Sempre Arsiero, 3 ottobre 1917, Caro papà,
grazie a te e alla mamma dei vostri scritti dell’1, 29 e 27. Sento con piacere che lo Zio può disporre di una certa quantità di vino. E quando potrà incominciarne la spedizione? Si tratterebbe di una rilevante quantità di ettolitri, se le cose vanno bene. E a che prezzo? È questo forse il punto che tocca di più i miei colleghi. Bisogna contarci sopra anche le spese di viaggio. Per i fusti io non ne posso mandare, ma appena arrivato all’indirizzo che ti darò, si potrà travasare e ti restituirei subito i fusti. Certo ci vogliono barili perché le damigiane si rompono troppo facilmente. Tu sai con quale contento verrei a casa per la pesca, ma è una cosa impossibile. Sono carico di lavoro enorme. E dicono che siamo a riposo… E poi le disposizioni attuali sono così rigorose anche nel campo della concessione di brevi permessi che non trovo il caso di richiederne né di fondarvi sopra da parte vostra troppe speranze. Col mese venturo si riaprono le nuove licenze invernali e allora o in dicembre si potrà tentare un po’ più con fiducia alla possibilità che venga a casa anche io.
Saluta tutti. Ti abbraccio. Aff. Enea
Lettera su carta intestata 2° Reggimento Alpini, con busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari – TP: 7 ottobre 1917 – C 1014555-G-III
6 ottobre 1917, Cara mamma,
ti ringrazio per i tuoi scritti dell’1 e del 3. Non so capire dove possa aver ficcato quegli opuscoli sulle mitragliatrici. Quello che c’è non mi serve proprio a nulla. Qui le solite storie. Stanotte un ciclone ha mandato all’aria tutti i mascheramenti che avevo fatto in 20 giorni. Siamo nuovamente al principio.
Il lavoro che era già enorme si accrescerà. Salutami caramente tutti. Ti abbraccio. Enea
Lettera su carta intestata 2° Reggimento Alpini (e basta), con busta a Rocca Ambrosoli – Camignone – Brescia – C 1014541-G-III – TP di arrivo: 9 ottobre 1917
7 ottobre 1917, Carissimo Elia,
avrei scritto anche a te più di frequente se proprio non fossi stracarico di lavoro e se questo oggi non si fosse aumentato perché una buona ventata a raso quanto già si era fatto. Spero quindi non avrai in mala parte è questo silenzio. E adesso se non ti spiace permettimi di ricordarti che un tempo forse 9 anni fa mi hai regalato un portafoglio che come tutte le altre cose usate ininterrottamente si è ridotto in condizioni così misere da non tenere più dentro nemmeno quei pochi soldi che ci sono. Morale: se ti capita l’occasione comprane uno altrettanto bello, spazioso, comodo e mandamelo. Ne ho veramente bisogno. Posso aspettare? Bacioni alle tue bambine, ad Angelo e a te. Ti abbraccio. Aff. Enea
a C 1015196-G-IV : Comando Supremo Esercito Italiano: Norme per l’invio dei pacchi ai prigionieri di guerra : a stampa – OK registrato : a C 1015196-G-IV: manifesto stampato dal comando supremo del regio esercito italiano, a firma di Cadorna, ” norme per l’invio di pacchi e i prigionieri di guerra e internati civili italiani e che porta la data dell’8 ottobre 1917
Lettera con busta a Gb Guarneri scritta il 9 ottobre 1917 – TP: 10/10/1917 – C 1014548-G-III -– vedi Doc …73
Lettera (Doc. 73)
s.l., 9/10/1917
Carissimo papà,
grazie della tua del 6. Sono contento di sentirvi tutti bene. Io pure sto benone, e fortunatamente tutto il grande lavoro e tutte le seccature che ho avuto in questo mese di riposo dalla vicinanza dei grossi comandi, stanno per finire perché a giorni torno in linea, in una posizione molto quieta, se pur vicina e scoperta agli austriaci, e molto battuta da frane di sassi. Ci sono stato stanotte in ricognizione quanto per opera dei miei colleghi fu già portato a buon punto. Continuerò volentieri, sicuro che lassù ci saranno solo gli austriaci che potranno venire a rompermi le scatole, qui invece c’era anche il nemico interno. Ieri ho conosciuto il figlio del signor Allegri che è aspirante al Val Tanaro. È un bambino del 99. Per la spedizione di vino io potrei rimandarvi subito le botti che mi potreste mandare voi, tanto più che voi potreste usarne di una capacità forte, mentre io dalla stazione e poi devo farle portare in fusti piccoli, sommegiabili. Saluto caramente tutti. Ti abbraccio aff. Enea
C 1014540-G-III – biglietto allo zio NR x data
11 ottobre 191? – Caro Zio,
solo ora ricevo la tua del 29 u.s. con una di Niny in data 8.
Io sempre bene. Nessuna novità che vi possa interessare. Ho piacere di sentirvi tutti bene. Franco mi ha scritto pure l’altro ieri. Sta bene. Ti abbraccio con tutti di casa. Affez. Enea
Lettera su carta intestata 2° Alpini Batt. Bicocca (corretto con: Valle Stura) 123a Comp. (corretto con: 214a) con busta alla signora Luisa Sala Rubino, Casal Monferrato, viale Margherita, 4 – C 1014424-G-III – TP: 15/08 o 06/17 – la lettera porta la data del 13 ottobre 1917: e quindi??? Qs busta non è la sua!
13 ottobre 1917, Gentilissima Signorina, … Già trascritta – vedi Doc … 74
Lettera (su carta intestata 2 Alpini 214a Comp. Btgl Valle Stura) (Doc. 74)
Alla Signora Luisa Sala Rubino – Viale Margherita 4 – Casale Monferrato
s.l., 13/10/1917
Gentilissima Signorina,
in questi boschi che ricordano per tranquillità, per maestosità di montagne la Carnia ove passai i primi mesi di guerra col povero Armando, il ricordo di lui mi ritorna più frequente e sempre netto, portandomi a rievocare quelle prime giornate sacre di entusiasmo, dove tutto pareva annunciasse la maggiore sicurezza. Vi concorrere oggi più che mai con la scomparsa degli ultimi vecchi compagni uno strano senso di solitudine, alla ricerca di un amico buono e conosciuto, cui il confidare tante tante cose, voglia dire segreto; ma amici provati, d’animo buono non ce ne sono più. Gli ufficiali di compagnia non mancano, ma non sono dello stesso stampo di chi è venuto su dalla guerra giorno per giorno, e l’animo di chi è vecchio in confronto a loro o non sanno leggere o non sanno capire. Non si ritrova più l’intimo simpatico affiatamento di un tempo, che era una delle doti preclare degli alpini. Certo un po’ tutto questo stato di cose concorre a rievocare il ricordo delle persone buone che ci furono compagni, e serve a cementare sempre più il grande affetto che ci legava e che era segno di reciproca stima e di rispetto. Gradisca anche per i genitori suoi la migliore espressione di simpatia e di ogni cordialità. Dev. Cap. Enea Guarneri.
Novembre
a C 1015125-G-IV: comunicazione dalla zona di guerra in data 28 novembre 1917: il capitano EG risulta disperso dal 27 ottobre 1917, firmato tenente G. Tremari, 2° Alpini, Batt. Valle Stura, 214 Comp. – OK
a C 1014626-G-III c’è la Proposta di ricompense al valor militare del capitano Guarneri signor Enea, firmata dal comandante del battaglione Capitano Umberto Tinivella:
2° Reggimento Alpini Battaglione Valle Stura, proposta del capitano Tinivella rimasta inevasa
zona di guerra, 18 novembre 1917 –
Oggetto proposta di ricompense al valor militare del capitano Guarneri Enea
Al Comando del 7° Gruppo Alpini —-
Il giorno 27 ottobre dell’anno 1917 nell’azione di Monte Cavallo sostenuta dal Battaglione Valle Stura, mentre sotto il fuoco improvviso del nemico che oltre a battere efficacemente la 213ª Compagnia che in quel momento attaccava la cima di Monte Cavallo, colpiva pure le due colonne della 214ª e 215ª. Il Capitano Guarneri signor Enea della provincia di Brescia, Comandante la 214ª Compagnia, con il suo noto slancio in testa al proprio reparto la portava per primo sulle posizioni iniziando un intenso fuoco sull’avversario, il quale rivolgendo a lui le proprie forze diede campo all’altra compagnia di prendere posizione.
Lo stesso maggiore Ramondini Cav. Mario Pietro elogiò in presenza del sottoscritto il contegno ammirevole del Capitano.
Per il suo contegno sotto ogni rapporto esemplare lo si propone per la medaglia d’argento al valor militare con la seguente motivazione: ” durante il furioso combattimento noncurante del pericolo in testa la propria compagnia portava i dipendenti all’attacco di una posizione avversaria dando prova di coraggio e di fermezza ed energia non comune. Cadeva ferito dal piombo nemico. ”
Firmato il Capitano Umberto Tinivella – in fondo aggiunto a mano: con distinti saluti sempre ai suoi ordini e non creda di disturbarmi! Sarò sempre felice di avere sue nuove. Umberto Tinivella
a C 1015642-G-V: Copia di Relazione sul combattimento sostenuto dal battaglione Valle Stura a Monte Cavallo il 27 ottobre 1917 – al Comando del 7° Gruppo Alpino:
Il giorno 26 ottobre 1917 verso le ore 18 il battaglione Valle Stura composto dalle compagnie 213a-214a-215a e Compagnia di marcia di 3 Sezioni mitragliatrici pesanti e di 3 Sezioni pistole mitragliatrici, avente la forza complessiva di 38 ufficiali e circa 800 uomini di truppa, riceveva l’ordine del Comando del IV Corpo d’Armata di portarsi nel più breve tempo possibile sulla posizione di Monte Cavallo situata tra il paese di Taipana e quello di Platischia. La protetta posizione doveva essere sgombra di nemici e sui fianchi il Battaglione avrebbe dovuto essere protetto da altri reparti operanti; ma ciò non avveniva perché come si vedrà poi l’azione si svolse isolatamente. Lo scopo del Battaglione era di ostacolare l’avanzata delle truppe nemiche resistendo ad oltranza e di ritirarsi solo nel caso fosse riuscita vana ogni resistenza su quella posizione. Il Battaglione partì da Nimis verso le ore 19 dello stesso giorno trasportato da una colonna di autocarri che giunta a circa metà strada dovette fermarsi per mancanza di benzina. Il Battaglione proseguì quindi la marcia a piedi. Notasi che a cagione della straordinario ingombro della strada prodotto da veicoli, quadrupedi e colonne di militari in ritirata, gli autocarri dovettero procedere con eccessiva lentezza, sì da aggiungere al ponte di Debilles verso l’una del 27 e il Battaglione a Taipana verso le ore 4.
Da Taipana il Battaglione continuò la marcia con il seguente ordine: 214a, 213a, 215a; Compagnia di marcia, tutte con le rispettive Sezioni di mitragliatrici, facendosi precedere dal Reparto militari Arditi composto da 36 uomini di truppa comandato dal sottotenente Crociaschi signor Arturo; il reparto attaccava alla baionetta e riusciva a sloggiare la grossa pattuglia che presidiava la vetta.
In quel frattempo il Battaglione giunto in prossimità della cima si schierava con la 213ª Compagnia a destra, la 215ª al centro e la 214ª sinistra; la Compagnia di marcia con gli uomini dello Stato Maggiore ebbe l’incarico di rifornire le munizioni ai Reparti di prima linea ed eventualmente rincalzare la linea di fuoco. Mentre il Battaglione eseguiva lo schieramento il nemico evidentemente rinforzato riusciva a respingere gli Arditi ed appostare lungo la cresta del monte parecchie mitragliatrici ed iniziare il fuoco contro i nostri reparti. La 214ª e 215ª Compagnia avanzando allora a sbalzi si portarono sulle pendici nord del monte ed aprirono un efficace fuoco di fucileria e di mitragliatrici in direzione del nemico; nel contempo la 213ª Compagnia tentò di conquistare la cima con la baionetta ma venne respinta con gravi perdite. Mentre continuava con alternata vicenda il combattimento sulla sinistra veniva avvisata una grossa colonna nemica, valutata circa due Compagnie la quale percorrendo la mulattiera che da est scende sulla frazione di Borgo Sopra, tendeva con evidenza ad aggirare il Battaglione; dalla destra altri reparti nemici della forza di circa una Compagnia usufruendo della copertura del bosco tentavano pure di avvolgere la nostra ala destra scendendo lungo il vallone immediatamente a sud di Monte Cavallo.
Due plotoni della 213ª Compagnia con rapida manovra in avanti e a destra sventavano il tentativo avversario e concentrando poscia un intenso fuoco di fucileria sulle truppe nemiche le obbligava a ritirarsi sulla posizione primitiva causando loro sensibili perdite visibilmente constatate. La colonna nemica di sinistra non incontrando sulla via alcun reparto che le ostacolasse la marcia, avanzava rapidamente verso il fondo valle di Taipana e quando già mitragliatrici nemiche appostate su quota 506 a nord di Taipana sparavano sul tergo delle nostre posizioni, il comandante del battaglione maggiore cavalier Ramondini ritenuta inutile la resistenza su quella posizione causa la grave minaccia del nemico sul fianco sinistro e sul retro, ordinava al Battaglione di ripiegare lentamente verso il cimitero di Taipana ciò che avvenne molto ordinatamente. Rimasero a proteggere la ritirata i superstiti della 215ª Compagnia a sinistra e due Plotoni della 213ª a destra. Qui va segnalato il contegno coraggioso dei Reparti di Retroguardia i quali malgrado l’incalzare del nemico in forze preponderanti ed il fuoco incrociato delle numerose mitragliatrici avversarie, seppero col fuoco e con la baionetta trattenere e fermare a varie riprese l’irruenza nemica.
Mentre il Battaglione della cima di Monte Cavallo si portava verso Taipana, la colonna nemica di sinistra era giunta indisturbata tra la frazione di Molinari e Taipana stessa; colà aveva appostato numerose mitragliatrici ed aveva schierato le proprie forze in modo da battere intensamente la strada del fondo valle impedendo così qualsiasi tentativo di ritirata. Una grossa pattuglia nemica era riuscita a giungere fino alla china di Taipana. Il Battaglione dovendo ripiegare sopra una zona completamente scoperta, vista e battuta dal fuoco nemico, subiva altre gravissime perdite tanto che solo una piccolissima parte giungeva al cimitero dove trovandosi tagliata la ritirata il Comandante del Battaglione disponeva le truppe in modo da far fronte all’avversario al quale rinnovava fiera resistenza e gli infliggeva nuove ingenti perdite.
Prevengo che col resistere ulteriormente sulla posizione i pochi superstiti sarebbero certamente caduti prigionieri del nemico e volendo evitare tale sorta al Battaglione, il Maggiore cav. Ramondini ferito gravemente ordinava che si tentasse di attraversare la zona battuta dalle mitragliatrici nemiche per porre in salvo più uomini che era possibile. Va significato in questa ultima fase dell’azione del Battaglione Valle Stura il contegno ammirevole della truppa che per deficienza di testimonianze non può essere singolarmente citata nonché degli Ufficiali superstiti, fra i quali il tenente Martra sig. Enrico, l’aspirante Enrico sig. Cesare ed altri che con sublime abnegazione coadiuvarono il Comandante del Battaglione nella difficile opera.
Il sottoscritto Comandante della Compagnia di marcia ricevette l’ordine di portarsi sul ponte di Taipana per riunire i militari che sarebbero riusciti a superare la zona battuta. Senonché il nemico accortosi del movimento concentrava intenso fuoco di sbarramento sul luogo di passaggio e molti pagarono con la vita il tentativo temerario. Dall’interrogatorio fatto ai reduci del combattimento non si è potuto avere maggiori schiarimenti sullo svolgimento dell’azione, né si è potuto precisare il numero dei morti e feriti avuti nella giornata, che a detta di tutti, costituisce la quasi totalità.
Firmato il Capitano Comandante Interinale del Battaglione Umberto Tinivella
Dicembre
Cartolina (?) a Nini Guarneri da parte del soldato Bonardi Giosuè in data 1-12-1917 – C 1015444-G-V
Senza data – TP: 1 dicembre 1917: Un saluto del soldato Bonardi Giosuè – Brignano invia un saluto a tutta la famiglia
lettera da Sigmundsherberg al prof. Zampella, scritta il 12 dicembre 1917 – C 1014667-G-III-16
– SB –
Sigmundsherberg, 12 dicembre 1917, Carissimo professore,
oggi che le cose si vanno assestando, ho la possibilità di ricordare con vivo affetto anche lei. Sono prigioniero dal 27 ottobre dopo le azioni sfortunatissime. Qui mi ha raggiunto Colombini e per mia fortuna non sono più solo. Di Truffa che era vicino a me non so nulla. Bacioni a Ciccillo. Doveri ai vecchi compagni di Caserta: a Lei ogni cordialità ed i migliori auguri. Affez. Enea Guarneri
Professore Antonio Zampella Caserta, da Aschach, 22 febbraio 1918,
ricordo sempre intensamente, carissimamente. I miei saluti a Massa. Un abbraccio cordiale e tenerissimo a Lei e a Ciccillo. Guarneri
Lettera (Doc. 75)
Al Professor Antonio Zamperla
Caserta
Aschach, 12/12/1917
Carissimo Professore,
oggi che le cose si vanno assestando ho la possibilità di ricordare con vivo affetto anche Lei. Sono prigioniero dal 27 ottobre, dopo le azioni sfortunatissime. Qui mi ha raggiunto Colombini e per mia fortuna non sono più solo. Di Truffa che era vicino a me non so nulla. Bacioni a Ciccillo. Doveri ai vecchi compagni di Caserta; a lei ogni cordialità ed i migliori auguri. Affez. Enea Guarneri
a C 1015167-G-IV: grossa etichetta del capitano Enea Guarnieri prigioniero di guerra a Sigmundshgerberg
segue foto …
a C 1015179-G-IV: Da Gb Guarneri in data 30 dicembre 1917 al signor Macchiello:
Le sarò grato se vorrà provvedere a farmi avere le tessere per le spedizioni di cibarie ed altro a mio figlio capitano Guarneri Enea 2° Reggimenti Alpini Battaglione Valle Stura prigioniero di guerra a Sigmundsherberg – Austria. Con tutta stima dottor Guarneri
lettera a Enea Guarneri scritta dal suo amico Cornelio senza data – C 1014992-G-IV: dovrei averlo già trascritto controllare
s.d.:
a C 1015565-G-V: lettera a un’eccellenza della Santa Sede per sapere notizie della salute di Enea Guarneri:
s.d., Eccellenza!
Angosciata per l’incerto stato di salute di mio figlio capitano Enea Guarneri – 2° Alpini – Battaglione Valle Stura – Prigioniero di guerra a Sigmundsherberg – io mi permetto ricorrere alla signoria vostra S. V. Rev. implorando di poter ottenermi, per mezzo della Santa Sede, notizie precise delle condizioni fisiche di quel mio dilettissimo figliuolo. Ufficialmente ancora nessuna notizia mi fu possibile avere, se non che mio figlio risultò disperso il giorno 27 ottobre 1917. Un di lui telegramma in data 14 novembre me lo fa sapere prigioniero a Sigmundsherberg con rinnovata distorsione al piede destro – distorsione che già lo tenne, lo scorso inverno, obbligato a letto in un ospedale da campo per più di un mese. Con un secondo telegramma mio figlio chiede indumenti e pane, ma ancora non fa conoscere se si trovi in un campo di concentramento od in un ospedale. Tale silenzio e la notizia giuntami che un ufficiale appartenente al medesimo battaglione di mio figlio disse di avere visto cadere il capitano Guarneri, in modo tale da ritenerlo mortalmente ferito – hanno fatto nascere in me ed in tutti della mia famiglia il tormentoso timore che il nostro carissimo Enea sia rimasto anche nuovamente ferito. E conoscendo la generosa carità della S. V. Rev. che io oggi oso ricorrervi, fidente che la mia preghiera venga accolta. Ma, Eccellenza, altra preghiera ancora vorrei aggiungere sperando di potere per mezzo della S. V. Rev., recare un po’ di conforto ad altre sventuratissime famiglie, oppresse dall’atroce dolore di non avere notizie da lungo tempo di loro cari che si trovavano al fronte. Tale preghiera sarebbe quella di chiedere a Vostra Eccellenza di volere interessarsi anche per poter sapere se i nostri valorosi – per le famiglie dei quali ora intercedo e dei quali io mi permetto di segnare in seguito gli indirizzi, – fossero eventualmente prigionieri:
– tenente Don Francesco Tenando cappellano 2° Alpini Battaglione Bicocca – ospedaletto da campo n. 194 – IIa Armata – 66ª divisione
– soldato Belleri Giacomo 2° Alpini Battaglione Bicocca 123ª compagnia
– soldato Gatti Stefano 2° Alpini Battaglione Valle Stura 214ª compagnia
– soldato Bartolomeo Bottasso 2° Alpini Battaglione Valle Stura 214ª compagnia
chiedendo venia alla S. V. Ill.ma per tanto mio ardire, mi è caro professarmi di Vostra Eccellenza umilissima e devotissima serva, Camilla Guarneri Ferrari
Biglietto postale, Spettabile comitato di assistenza prigionieri di guerra italiani C.R.I. – via Palermo 10 Milano – C 1013824-G -II – TP: illeggibile 20/… (1917)
con preghiera di spedire numero uno pacco alimentare più numero uno pacco alimentare al capitano alpini Guarneri Enea-prigioniero di guerra- (1) Officiersabtulung – Aschach Danaulager Austria 17
con anticipati ringraziamenti – (1) 2° Regg. Alpini Battagl. Valle Stura – Comandante la 214ª Compagnia
s.d.: certo prima della prigionia:
a C 1015546-G-V: su carta intestata 1° Reggimento Alpini Battaglione Val Tanaro lettera di Bes a E. Guarneri: s.d., Carissimo Guarneri,
Ho appreso che loro sono in procinto di lasciare il Pleca per le mie terre di guerra del Cuckla e del Rombon. Non era questo il mio augurio. Io la accompagno tutti loro e lei carissimo col cuore augurando buona partenza. Ritengo che molto probabilmente non saranno nemmeno impiegati, che in ogni modo ritorneranno presto. Lo spirito dei miei cari e buoni ufficiali lasciati su quella montagna (?), mentre li guiderà alla vittoria, li consacrerà alla patria. Non so quanto valgono là, ma lassù potranno valere perché ha ben sofferto. Né darle la buona partenza le invio un bel bacio. Suo amico aff. Bes
All’Addolorata al Studa e al Sacro Cuore al Rombon, alla Colletta, al Cucla vedrà i piloni e le croci da noi piantate. A loro porti il mio pensiero, la mia prece.