X

2D/1RF-Bonomi: 2nda Discendenza, 1 Ramo Famigliare

… Laudata sii per la tua pura morte,
o Sera, e per l’attesa che in te fa palpitare
le prime stelle!
Gabriele D’Annunzio

… e il nome di morte non ha più senso alcuno,
e l’uomo è come un fiume che scorre da millenni
e tra millenni ancora scorrerà sotto il sole.
Aldo Capasso

 

2nda Generazione Bonomi del 1 Ramo Famigliare:
Giovanni (1G-1RF-1)

 Prima però di esaminare la seconda generazione del 1RF, prendiamo in considerazione il Nucleo Famigliare della prima generazione di questo RF, che riguarda il primogenito maschio: Giovanni.

Nucleo Famigliare
Giovanni Bonomi e Silvia Irene Cazzago

 Come abbiamo visto, Giovanni (17/08/1846 – 4/08/1922), sposa a Paderno il 12/08/1873 Silvia Irene Cazzago (nata a Paderno il 5/04/1855 e morta a 40 anni a Ospitaletto l’11/08/1895, figlia di Mosè Achille e di Anna Maria Trainini ostessa). [Notare la parentela tra i Piovanelli del Berlingo ed i Cazzago di Paderno; notare anche la parentela tra i Berardi ed i Bonomi … per maggiori dettagli si veda in appendice].
Da questa unione tra Giovanni Bonomi (1G-1RF-1) e Silvia Irene Cazzago (1G-1RF-1m) nacquero:
— Antonio Achille (7/06/1874 – 25/02/1876); padrino Severino Serlini; il nome dato è quello del nonno paterno e materno!
— Antonio Achille[i] Giovanni (1/03/1877 – Paderno, 19/01/1960 a 72 anni per miocardiopatia); madrina Giacomo Dormia; (2G-1RF-1-1). Sposerà a Paderno il 4/07/1901 Clara Silvia Cazzago (30/11/1881 – 17/08/1953), figlia di Cesare Cazzago, nato il 21/11/1851 (fratello di Silvia Irene, e quindi suo zio materno) e di Caterina Messa (maestra comunale figlia di Giovanni Maria e di Maria Bonetti, nata a San Nazaro di BS il 9/05/1859 e domiciliata a San Giovanni Evangelista di BS). (2G-1RF-1-1m). Dopo il matrimonio, Antonio Achille Giovanni e Clara abitano a Ospitaletto fino all’11/11/1903; dopo tale data si trasferiscono a Paderno. A Ospitaletto nascono i loro primi due figli, gli altri nasceranno a Paderno.
— Achille (5/11/1880 – 10/02/1959 a 79 anni); padrino Giacomo Inselvini fu Francesco (2G-1RF-1-2); nome del nonno materno. Sposerà a Travagliato il 2/05/1905 Stella[ii] Palazzini (1/03/1882 – 1/03/1967 a 83 a.), abiteranno a Ospitaletto nella loro casa di via Brescia (2G-1RF-1-2m).

— Ercole[iii] Silvio[iv] (11/01/1883 – 12/05/1884); padrino Battista Dolfini di Angelo e Regina Carlini
— Ercole Silvio (20/02/1885 – 30/10/1889); padrino Giuseppe Pitozzi prestinaio (fornaio)
— Santo (21/06/1887 – morto appena nato),
— Maria (17/07/1888 – 20/07/1888); nome della nonna paterna;
— Anna Maria (Virginia) (15/01/1891 – 25/01/1891); madrina Emilia Paroli di Brescia  …
Come si vede questo matrimonio (tra Giovanni Bonomi e Silvia Irene Cazzago) fu contrassegnato da una elevata mortalità infantile, in pratica solo due figli giunsero all’età adulta: Antonio Achille Giovanni e Achille.
Come sopra detto, Antonio Achille Giovanni, si sposa con Clara Silvia Cazzago, e dopo pochi anni si trasferisce a Paderno, dove svolgerà il resto della sua vita.

Di questi “parenti Bonomi” devo dire sinceramente che io purtroppo non li conoscevo e non li avevo mai incontrati; solo grazie alla stesura di questa ricerca, ho potuto incontrare e parlare con qualcuno di quelli che abitano a Paderno e a Rodengo: la povera Silvana ved. Brunelli (che si ricordava tantissime date dei Bonomi di Paderno); sua sorella Clara che abitava lì vicino nel cosiddetto “Villaggio Bonomi”, situato nei pressi della stazione di Paderno; Carolina Bonetti ved. di Attilio Cesare che abita a Padergnone; ho incontrato anche i figli di Achille Antonio e Enrichetta Verzelletti: Luciano (che abita a Padergnone, in un appartamento nella stessa casa di Carolina Bonetti) e Silvio (che abita a Castegnato), entrambi figli di Achille Antonio. Nelle mie peregrinazioni alla ricerca dei Bonomi ancora vivi, ho incontrato anche Maria Rosa figlia di Carlo Antonio, che ha sposato Diego Bianchetti e che abita a Capriolo; Roberto Gerardini, figlio di Angelo e di Caterina Vianelli (figlia a sua volta di Annita Maria Silvia Bonomi e di Paolo Vianelli), che fa il fotografo a Paderno e che è stato molto collaborante; ho incontrato anche  la vedova di Renato Bonomi (figlio di Attilio Cesare Giovanni e di Carolina Bonetti), e cioè Leda Luigia Ballarin e sua figlia Daniela, che abita alla Mandolossa; ma soprattutto, sono rimasto in costante contatto con Sergio Bonomi (anche lui figlio di Attilio Cesare e di Carolina Bonetti), che abita a Cologne e che è l’artista della famiglia e che ha eseguito i molti ritratti (di diversi Bonomi) che sono stati inseriti nella presente ricerca.

Ma passando ai Bonomi di Ospitaletto, a quelli che hanno sempre abitato a Ospitaletto, e che io ho potuto conoscere e frequentare, posso esporre alcuni ricordi che mi sono restati nella mente e nell’anima. Di Achille ricordo poco, perchè è morto che ero ancora un ragazzo, avevo 14 anni, dei quali gli ultimi 4 passati all’Arici di BS, dove studiavo; di sua moglie Stella Palazzini (vedremo dopo) invece conservo un vivo ed affettuoso ricordo: la chiamavo “Stilina” per la sua costituzione esile e minuta; io le volevo molto bene: ricordo che frequentava regolarmente due o tre pomeriggi alla settimana casa nostra, dove veniva per aiutare mia mamma nel rammendo della biancheria e dell’abbigliamento (calze, camicie, magliette, ecc.: a quei tempi quando la biancheria era “lisa o bucata”, non si buttava via, come si fa adesso, ma veniva parsimoniosamente rammendata e riutilizzata … oh bei tempi passati! Forse allora il consumismo era ancora lontano, ma non tanto, purtroppo!).
Stella era di struttura fisica molto esile e minuta, ma aveva una riservatezza ed una grande dignità personale, nonostante fosse stata colpita da tanti dolori nella sua vita: molti figli morti in tenera età; un figlio, Antonio, morto nel pieno della sua maturità, ed aveva un debole risaputo, o presunto tale, per l’altro figlio Giovanni: e su questa sua debolezza, mi piaceva spesso stuzzicarla… ma lei stizzita negava e mi mandava a quel paese…
Me la ricordo seduta alla sedia quando rammendava: era piccola, magrissima e tutta contenuta in se stessa, il viso pieno di rughe, ma di quelle dolci e belle non ruvide e sgradevoli, come ne hanno dipinti gli artisti fiamminghi, il golfino rammendato ai gomiti, una piccola croce spillata sul vestito. La sua personalità discreta non poteva che suscitare affetto e rispetto, anche se con lei mi permettevo di scherzare amabilmente e serenamente, forse proprio per dimostrale il mio affetto ed il mio attaccamento. Ricordo che mi ripeteva spesso che io ero il ritratto del nonno Piero … anche se a me sembrava di assomigliare molto di più a mia mamma … Quando morì, fui molto addolorato e rattristato e sentii per molto tempo la mancanza della sua riservata presenza e della sua fragile persona, che contrastava con tutto il carico di dolore che si portava addosso. Quando penso a lei, e spesso mi capita di farlo, avverto ancora adesso, profondi sentimenti di tenerezza e di grande affetto.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

[i] Achille: nome reso celebre dall’eroe omerico protagonista dell’Iliade; il significato resta oscuro: attestato in greco come Achilleus, che è di origine preellenica come denota la terminazione –eus, che è molto antica.

[ii] Stella: generalmente augurale, auspica per la neonata la bellezza e lo spèlendore delle stelle, ma in parecchi casi è nome mariano, legato all’invocazione della Madonna come  “stella maris”: Maristella e Stellamaria.

[iii] Ercole: di matrice classica, continua il nome dell’eroe e semidio greco Heraklès, nella veste latina Hercules, passato attraverso l’etrusco Hercles. Sono ben note le sue dodici fatiche sostenute durante i dodici anni trascorsi al servizio di Euristeo per ottenere l’immortalità. Nel nostro caso, sicuramente venne ripreso dalla famiglia Cazzago nella quale figuravano molti personaggi con questo nome.

[iv] Silvio: derivato dal latino silva (selva o bosco), assume il significato di appartenente al bosco. In latino appare in epoca postvirgiliana, manifestando il suo collegamento con le leggende relative alle origini di Roma.  Nonostante questo, il nome è devozionale ed è sostenuto dal culto di S. Silvio, martire in Lucania (festa 1 giugno) e S. Silvio vescovo di Martigny nel V secolo (festa il 30 aprile).

Giuseppe Bonomi: