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3D/1RF-Bonomi: 3rza Discendenza, 1 Ramo Famigliare

… Io sono statua pallida sotto un raggio di dolcezza
E d’estremo sopore: e la valle ecco s’è fatta soave
Come una tomba. Da me fuggite torme di ricordi
Di sangue troppo ardente, voi dal volto d’illusa brama
E bramosa illusione, voi parte carnale dell’anima.
Lontanate ricordi vani, insieme col fruscio
Del fiume assiduo che senza fine consuma il tempo
Inconsumabile. Bevendo alcuna goccia del filtro
Mortale e inebriante del plenilunio, reso io mi sono
Un sottil demone, ch’assiste, spettatore puro, o Mondo,
alla strana agonia tua che dura dal fondo dei millenni,
alla strana agonia che durerà millenni di millenni.
Morrai alfine: e il tuo sospiro spegnerà le stelle
Aldo Capasso

 

3rza Generazione o Discendenza dei Bonomi del
1 Ramo Famigliare: Giovanni (1G-1RF-1)

 Nella 3rza generazione del 1RF esamineremo i figli di Giovanni (primo figlio maschio), cioè i nipoti di Francesco Antonio. Abbiamo elencato sopra i figli di Giovanni, che rappresentano la seconda generazione (Giovanni e Achille); qui li richiamo in sintesi (almeno quelli che raggiungeranno l’età adulta) e poi vedremo i loro matrimoni ed in seguito i loro figli (4rta Discendenza o Generazione):

 1) Antonio Achille Giovanni (2G-1RF-1-1) (1/03/1877 – Paderno 19/01/1960, a 72 anni, per miocardiopatia); madrina Giacomo Dormia e
 2) Achille (2G-1RF-1-2) (5/11/1880 – 10/02/1959 a 79 anni); padrino Giacomo Inselvini fu Fsco.

1) Nucleo Famigliare:
 Antonio Achille Giovanni & Clara Silvia Cazzago

Dal matrimonio fra il primo, Antonio Achille Giovanni e Clara Silvia Cazzago nasceranno i figli seguenti; ricordo però, che dopo il matrimonio, la coppia abita a Ospitaletto fino all’11/11/1903, quando si trasferirà a Paderno. A Ospitaletto nascono solo i loro primi due figli (Silvio Cesare e Annita):
— Silvio Cesare (3G-1RF-1-1-1), nasce il 27/03/1902; a Rodengo sposerà il 6/05/1925 Annunciata[i] Zubini nata a Rodengo il 28/05/1903 (figlia di Giuseppe e Beatrice Zampatti), m. Angela Valotti di Saiano (3G-1RF-1-1-1m); muore il 16/04/1963. Annunciata muore a Paderno il 8/05/1978.
— Annita[ii] Maria Silvia nasce il 7/03/1903, madrina Marietta Trebeschi Bonomi (3G-1RF-1-1-4f), e sposerà a Paderno il 30/12/1939 Paolo Antonio Vianelli*, nato a Passirano, ma domiciliato a Paderno, figlio del fu Bortolo e di Maria Rosa Del Barba; testimoni Giuseppe Dotti e Giuseppe Gavazzi; Annita Maria muore il 22/01/1993.
Gli altri figli nasceranno invece a Paderno e sono:
— Maria nasce il 10/10/1905, padrino Achille Bonomi (3G-1RF-1-1-5f), sposerà a Paderno l’8/05/1946 Angelo Bortolo Turelli di a. 44, nato a Sale Marasino, domiciliato a Castegnato, figlio del fu Giovanni Maria  e Domenica Guerini; testimoni: Giuseppe Falappi fu Luigi di Castegnato e Marco Falappi di Angelo; Maria col marito si stabilisce a Castegnato; muoiono entrambi nel 1986. Angelo Bortolo era detto “Bocchindoro”, probabilmente perché usava un bocchino dorato per fumare le sigarette!
— Cesare[iii] Achille (3G-1RF-1-1-2) 29/01/1910, madrina Lucia Bonomi (?) per Achille Bonomi, che si sposerà a Sarezzo il 1/05/1937 con Teresa Stefana di Bortolo e di Domenica Cavagna (3G-1RF-1-1-2m); Cesare faceva come, tanti altri nostri Bonomi, il falegname. Muore il 29/04/1971;
— Antonio Attilio (27/08/1915), padrino Paolo Gozio di Ospitaletto, muore infante
— Attilio[iv] Cesare Giovanni (19/10/1920), (3G-1RF-1-1-3), madrina Lucia Bonomi; si sposerà a Rodengo il 27/09/1947 Carolina[v] Bonetti, nata il 7/04/1926 (3G-1RF-1-1-3m); muore a Paderno il 6/01/1984. Attilio era imbarcato sull’Incrociatore Duca degli Abruzzi durante la Seconda Guerra Mondiale dal 1942 al 1943 (vedi foto). Nel 1960 Attilio Cesare e Carolina si trasferiscono a Brescia, precisamente a Urago Mella, per essere vicino al suo posto di lavoro: Attilio infatti lavorava alla OM.

 

2) Nucleo Famigliare:
Achille Bonomi & Stella Palazzini

 Dal matrimonio tra l’altro figlio Achille con Stella Palazzini di Travagliato, nasceranno i seguenti figli:
— Giovanni Antonio (19/11/1904 – 18/09/1962), padrino Battista Orizio, levatrice Radici Colomba Casarotti; lo segneremo come 3G-1RF-1-2-1
— Antonio Alcide[vi] (1/03/1906 – 1/06/1954), padrino Alessandro Rossoni, stessa levatrice; lo segneremo come 3G-1RF-1-2-2
— Ercole Maurizio (19/10/1907 – 16/05/1910), madrina Maria Radici ved. Chiari;
— Silvio Pietro (2/02/1909 – 2/05/1910), madrina Bonomi Marietta moglie di Pietro (mia nonna)
— Ercole Silvio (20/11/1911 – 4/06/1916), padrino Giobini Alfredo.
Di questi figli solo il primo e il secondo sopravviveranno, raggiungendo la maggiore età, gli altri moriranno in tenera età.
Infatti Giovanni Antonio (3G-1RF-1-2-1) sposerà il 20/08/1930 Pierina Giuseppa Torquati (17/01/1904 – 15/01/1980, madrina Faustina Lancini di Bortolo) di Torquato e Orsola (Ermenegilda) Torri (3G-1RF-1-2-1m). Testimoni di nozze saranno Antonio Bergamini di Pietro di anni 28 e Antonio Lazzaroni fu Giuseppe di anni 28, domiciliato a Rodengo; celebrante Salvi don Rocco. Giovanni continuerà il lavoro del padre garantendo il trasporto con carozze a cavalli, fino a quando passò all’autoservizio con automobili.

Antonio Alcide (3G-1RF-1-2-2) sposerà il 18/04/1932 Ines[vii] Giuseppina Migliorati (30/01/1907 – 17/12/1995, padrino Pietro Migliorati) (di Pietro e  Orsola Torri) (3G-1RF-1-2-2m); testimoni Daniele Gaudenzi di Pietro di anni 38, sarto domiciliato a Ome e Giuseppe Bonomi (Pì) di Pietro di anni 27, falegname. Celebrante Salvi don Rocco. Pietro Migliorati (nato il 5/07/1877) era figlio di Giuseppe e di Pierina Filippi (si veda in Appendice). Antonio faceva il sarto barbiere mestiere che proseguì sempre fino alla sua prematura morte per incidente stradale.

[Forse si sarà notato che la mamma di Pierina Torquati e di Ines Migliorati è la stessa Orsola[viii] Torri. Infatti Torquato Torquati (nato a Treviglio il 25/05/1877) sposa il 21/02/1903 Torri Orsola Ermenegilda (nata il 2/10/1879) (figlia di Giuseppe e Orsola Abeni) ed abitano in via Seriola casa 9. Senonchè Torquato Torquati muore il 12/12/1903 a Intra, esattamente dieci mesi dopo il matrimonio, e la moglie Orsola Torri rimane vedova ed incinta della figlia Pierina, che nascerà un mese dopo, in gennaio.
Orbene, Ines Giuseppina Migliorati è figlia di Pietro e di Orsola Torri, vedova Torquati, poiché Pietro Migliorati il 23/10/1905 aveva sposato proprio Orsola Torri ved. Torquati e aveva così accolto anche la di lei figlia Pierina. In ultima analisi i fratelli Giovanni e Antonio Bonomi avevano sposato due sorelle (Pierina e Ines), sorelle per parte di madre (Torri Orsola), ma di padri diversi (Torquato Torquati e Pietro Migliorati). Faccio notare che anche i Migliorati abitavano in via Seriola casa 9.]

Si veda in appendice la scheda sui Migliorati e sui Torri, ascendenti sia di Pierina Torquati che di Ines Migliorati … e che interessano i figli di Giovanni Bonomi e di Antonio Bonomi.

*[[[Paolo Antonio Pietro Vianelli nasce a Passirano il 10/02/1902, ed è figlio di Bortolo (di Angelo) e di Rosa Maria Delbarba (di Luigi); p. Umberto Micanzi fu Antonio, domic. a BS Chiesa Nuova.
Bortolo Vianelli  nato a Passirano il 27/02/1877 (figlio di Angelo e di Cristina Bizioli), contadino, sp. il 18/02/1902 Maria Rosa Delbarba nata a Passirano il 16/01/1884 (figlia di Luigi e di Teresa Clerici, contadini); testi: Angelo Gares di Passirano e Emilio Simoncini sacrestano
Angelo Vianelli nato a Passirano 17/12/1844 (di Bortolo e di Giulia Cominotti) sp. il 3/01/1875 Cristina Bizioli nata a Adrara S. Martino il 29/01/1851 (figlia di Pietro e di Angela Ruggeri), qui domiciliata, domestica in casa del dr. Cadei; testi: Bortolo Malizia ufficiale in congedo e Angelo Simoncini sacrestano.
Infine: Bartolomeo Vianelli nato a Passirano il 8/10/1818 (di Paolo e Domenica Gilberti) sp. il 14/10/1840 Giulia Cominotti nata a Passirano il 5/05/1816 (di Francesco e Lucia Gilberti); testi: Alessandro Venni e Francesco Paderno]]].

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[i] Annunciata, Annunziata: nome cristiano mariano, diffuso in tutta Italia; il riferimento è evidente: l’annunciazione dell’angelo Gbariele alla Vergine Maria, ricorrenza antichissima, riconosciuta già nel V secolo, alla quale sono dedicate tante chiese in tutta Italia. Si festeggia il 25 marzo.

[ii] Anita, Annita:  diminutivo portoghese e spagnolo che corrisponde all’italiano Annina;  è nome di ispirazione risorgimentale legato alla figura della compagna di Giuseppe Garibaldi, la coraggiosa e bella Anita Maria Ribeiros da Silva, che l’eroe sposò a Montevideo nel1842. Anita morì nell’estate del 1849 nella pineta di Ravenna distrutta dalla fatica in seguito al disperato tentativo di seguire il marito che cercava di portare aiuto a Venezia.

[iii] Cesare: ampiamente diffuso in Italia, la sua fortuna si deve alla fama del condottiero romano Caio Giulio Cesare, conquistatore delle Gallie, che dopo la sconfitta di Pompeo divenne il padrone assoluto di Roma. Le vicende della sua vita così come la sua morte avvenuta nel 44 a. C. per mano dei congiurati Bruto e Cassio, hanno ispirato grandi opere artistiche , letterarie e teatrali. A partire da Ottaviano, Cesare divenne un titolo onorifico degli imperatori romani e come tale fu portato nelle aree più lontane dell’impero, diventando sinonimo di imperatore (germanico kaiser, russo czar, derivato da kaesar  originaria pronuncia latina del nome). L’etimo del nome è spiegato da Plinio come derivato da caeso (tagliato) in quanto alla nascita sarebbe stato estratto dal ventre tagliato della madre  (a caeso matris utero: da questo deriva la nostra espressione ‘taglio cesareo’). Più probabile è la derivazione da una radice etrusca da ricondurre a aisar “dei”. Il 9 dicembre la Chiesa ricorda un S. Cesare, uno dei primi seguaci di Cristo, il cui culto è praticamente sconosciuto, offuscato dalla fama del personaggio storico. Durante il Fascismo fu introdotta la festa di S. Cesare il 15 marzo, nella ricorrenza della morte di Giulio Cesare, anticipando di un mese la festa del venerabile Cesare de Bus.

[iv] Attilio: di origine forse etrusca e di significato oscuro, è noto in latino quale gentilizio (Atilius). Si ricordi Marco Attilio Regolo storico console romano che combatté contro i Cartaginesi e li sconfisse in una delle più grandi battaglie navali dell’antichità. Durante il Risorgimento il nome venne reso illustre da Attilio Bandiera, il patriota che con il fratello Emilio tentò l’insurrezione contro i Borboni a Cosenza: i due giovani furono traditi, imprigionati e fucilati a Cosenza il 25 luglio 1844.

[v] Carolina: molto diffuso in Italia, è un diminutivo di Carola a cui va ricondotto, ma ha poi acquistato una propria autonomia per la presenza di modelli prestigiosi: la regina di Napoli Maria Carolina d’Asburgo-Lorena (1752-1814), Carolina Matilde regina di Danimarca (1751-1775), Carolina regina di Gran Bretagna e d’Irlanda (1683-1737).

[vi] Alcide: classico e mitologico continua l’epiteto proprio di Ercole “discendente di Alceo” (in latino Alcides). Onomastico il 1 novembre.  Abbastanza frequente in Emilia Romagna ed in Lombardia.

[vii] Ines: nome derivato dallo spagnolo Inés, corrispondente all’italiano Agnese. Il suo significato è quello del greco Aghné, che significa “casta, pura”. In spagna il nome risulta di antica tradizione essendo documentato fin dal 1098, nella forma Ignes, sostenuto dal culto di S. Inés, martire sotto Diocleziano, vissuta nel IV secolo, la cui festa ricorre il 21 gennaio. Il suo culto è attestato in Spagna fin dal 745. Tra i personaggi storici ricordiamo Inés de castro, dama castigliana vissuta nel Trecento, le cui tragiche vicende  biografiche hanno ispirato molti poeti e drammaturghi. Ne I Lusiadi, poema epico cinquecentesco portoghese di Casmoes, Inés de Castro andata in Portogallo  come dama di onore  della principessa  Costanza di Castiglia, futura sposa di Pietro I, erede al trono, riesce a diventare l’amante del principe e a convincerlo a sposarla segretamente, attirandosi così le ire del re Alfonso IV, padre di Pietro che raggiunta nel castello di Albuquerque, ne ordina la decapitazione. Nel nostro paese il nome fu introdotto dagli Spagnoli durante la loro dominazione durata più secoli, me divenne di moda solo nell’800, quando ottennero un certo successo anche in Italia diverse opere letterarie e teatrali di provenienza iberica.

[viii] Orsolina: Orsola, alla base di Orsola si pone il latino Ursula: il nome si diffuse grazie alla figura di una fanciulla festeggiata il 21 ottobre, intorno alla quale fiorirono molte leggende: vissuta nel IV secolo, di nobile origine inglese, era stata promessa sposa al re degli Unni, ma si convertì al cristianesimo e durante l’assedio della città di Colonia presso la quale si era rifugiata, fu trucidata con alcune compagne. È patrona di Colonia, dove il suo nome è frequente nella forma Ursula. Questa leggenda ha una base storica. Nell’arte pittorica ricordiamo il Ciclo di santa Orsola di Vittore Carpaccio (1495). Epicentro della diffusione del nome risulta tuttavia essere la Campania, sulla base  della devozione per la venerabile Orsola Benincasa, nata a Napoli nel 1547, fondatrice della Congregazione delle Sante Teatine dell’Immacolata Concezione. Morì nel 1618 nel giorno del suo 71 compleanno.  Il 17 agosto 1793 papa Pio VII la proclamava venerabile fissandone la festa il 20 ottobre. In Lombardia si h una massima concentrazione di questo nome nella provincia di Brescia: Angela Merici nel 1535 fondò a BS la “Compagnia delle dimesse di S, Orsola” le cui componenti sono comunemente chiamate “Orsoline”. La compagnia inizialmente raggruppò donne credenti ma laiche, dedite soprattutto alla educazione delle ragazze. Per volontà di S. Carlo Borromeo e per la successiva legislazione di papa Pio V, le Orsoline dovettero adottare le disposizioni canoniche del tempo, diventando religiose. Paolo III nel 1544 approvò la nuova fondazione come “Confraternita di S. Orsola”. Ricordiamo anche la beata Orsolina di Parma (1375-1410), che fin dall’infanzia ebbe visioni e rivelazioni mistiche. All’età di 18 anni si recò ad Avignone dall’antipapa Clemente VII nel tentativo di ricomporre lo scisma della chiesa. Dopo un pellegrinaggio in Terra Santa, esiliata dalla sua città natale ed accusata di stregoneria, morì a Verone nel 1410. La si festeggia il 7 aprile.

 

 

Giuseppe Bonomi: