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4D/1RF-Bonomi: 4rta Discendenza, 1 Ramo Famigliare

Quanti la terra mette,
Tanti richiama nel materno asilo.
A ciascuno ed a tutti il proprio giorno
E poi la notte.
Forse, portando la raccolta luce,
noi saremo le stelle,
di quel grande cielo viola?
Piova un tuo raggio su di me, Signore,
e nell’orbita tua
ruoti pur io lucendo.
……
Sento di possedere un’altra forza
Che non muove
Né il tempo né la carne:
un cerchio di potenza
che si allarga per recingere Lui.
Invisibile, incoercibile e muto.
Ma già ti stringe, Dio,
la parola e, da Te assunto,
il peso del dolore si fa piuma.
Giuseppe Gerini

 

4rta Generazione dei Bonomi di Ospitaletto del 1 Ramo Famigliare

 Con questa discendenza, dovremmo ora esaminare i figli nati dai componenti della terza discendenza dei Bonomi. Faccio però notare che a questo livello, le indicazioni proseguono senza ulteriori distinzioni e senza codifiche degli appartenenti alle varie discendenze: ognuno, se lo vorrà, potrà identificare tali livelli di discendenza per conto proprio. Perciò sotto questa quarta discendenza segneremo anche i figli ed i nipoti, in quanto orami sono contemporanei e la loro vita è in pieno sviluppo … ed imprevedibile divenire.

 

4rta e 5ta Generazione dei Bonomi del 1RF (Giovanni): 4G – 5G
 Nucleo Famigliare
Antonio Achille Giovanni Bonomi & Clara Cazzago

Richiamo subito in sintesi la generazione precedente, la terza; mi limiterò ad elencare i figli di Antonio Achille Giovanni (2G-1RF-1-1) e di Clara Cazzago: a questo livello andrebbero inseriti i figli dei figli, vale a dire i nipoti di Antonio Achille e di Clara Cazzago. Ricordo che dopo il matrimonio, la coppia abita a Ospitaletto fino all’11/11/1903, quando si trasferisce a Paderno. A Ospitaletto nascono solo i loro primi due figli; gli altri nascono tutti a Paderno:
— Silvio Cesare nasce il 27/03/1902, e sposerà a Rodengo il 6/05/1925 Annunciata Zubini nata il 28/05/1903; lo segneremo come (3G-1RF-1-1-1) e
— Annita Maria Silvia (7/03/1903 – 22/01/1993) (3G-1RF-1-1-4f), che sposerà Paolo Vianelli (10/11/1902) (3G-1RF-1-1-4f/mt) di Paderno il 30/12/1939.
Gli altri figli nasceranno invece a Paderno e sono:
— Maria nasce il 10/10/1905 (3G-1RF-1-1-5f), sposerà a Paderno l’8/05/1946 Angelo Bortolo Turelli fu Giovanni Maria e col marito si stabilisce a Castegnato; (3G-1RF-1-1-5f/mt)
— Cesare Achille 29/01/1910 (3G-1RF-1-1-2), che si sposerà a Sarezzo il 2/05/1937 con Teresa Stefana (9/10/1909) e la segneremo come (3G-1RF-1-1-2m); e
— Attilio Cesare Giovanni 19/10/1920 (3G-1RF-1-1-3), che si sposerà a Rodengo Saiano il 27/09/1947 con Carolina Bonetti (7/04/1926), (figlia di Vittorio e di Giuseppina Dal Pozzo di Borgonato) e la segneremo come (3G-1RF-1-1-3m).
Cazzago Clara muore a Paderno il 17/08/1953, mentre il marito Antonio Achille muore sempre a Paderno per miocardiopatia il 19/01/1960.
Pertanto ora si tratta di registrare i figli dei figli di Antonio Achille Giovanni e Clara Cazzago:

1.- Nucleo famigliare
Silvio Cesare & Annunciata Zubini

Hanno avuto questi figli:

— Caterina (27/02/1927 – 24/09/1995) (4G-1RF-1-1-1-3f), sposa a Paderno il 23/09/1956 Carlo Ferrari (30/07/1925 – 2/09/1980) (4G-1RF-1-1-1-3f/mt), di Borgonato, figlio di Francesco e fu Maddalena Simonini; testimoni: Faustino Salvoni fu Felice e Domenico Faita di Virgilio.

Dal matrimonio nasce solo questa figlia (che aumenta la G di un unità):
– Edvige Ferrari, BS 22/01/1959, madrina Elsa Floris; si sposa il 28/05/1983 con Massimo Della Fiore (5/12/1961) di Ronco di Gussago; dal matrimonio nascono due figlie:
– Carla Della Fiore 28/06/1984
– Germana Della Fiore 16/11/1990

— Achille Antonio (10/04/1928 – Saiano 2/02/1996); (4G-1RF-1-1-1-1) sposa a Rodengo il 23/07/1949 Enrichetta Verzeletti, nata a Rodengo il 9/01/1930, (figlia di Pasquale e di Carolina Turatti) (4G-1RF-1-1-1-1m); testi: Felice Abeni fu Fsco di Paderno e Carlo Ferrari di Fsco di BS. Achille Antonio da giovane faceva il falegname, poi avviò con due soci una impresa edile, ed infine quando i due soci si ritirarono, si fece assumere come operaio alla Metra. Dal matrimonio tra Antonio Achille ed Enrichetta nascono i seguenti figli (ed aumenta la G di un unità):
– Ornella[i] (18/01/1950 – 27/10/2005), madrina Angela Verzelletti (5G-1RF-1-1-1-1-5f); sposa il 27/10/1973 a Padergnone Andrea Borsarini nato a Ome-Rodengo il …, (figlio di Giuseppe e di Caterina Arici) (5G-1RF-1-1-1-1-5f/mt). Andrea Borsarini era agricoltore e poi operaio all’Ideal Standard di BS.  Ornella e Andrea hanno avuto due gemelle: Katia e Elisabetta, nate il 13/05/1975: Katia ha sposato Silvio Schioppetti  nato il… , figlio di Bernardo e di … Danesi.
– Luciano[ii] 28/01/1954, (5G-1RF-1-1-1-1-2) sposa il 30/04/1987 Svetlana Baronova, nata in Ucraina il 30/11/1965, (figlia di Victor Baranov e di Valentina Cipreskaia) (5G-1RF-1-1-1-1-2m). Luciano è operaio metalmeccanico a Rodengo. Dal matrimonio tra Luciano e Svetlana è nata il 5/08/1988 una figlia: Jessica
– Ivan[iii] (3/06/1955 – 1/12/2009) (5G-1RF-1-1-1-1-3), sposa il 10/02/2000 Janeisi Avarez Espinosa, nata a Cuba il 6/08/1968 (5G-1RF-1-1-1-1-3m), (figlia di Pedro Nolasco e di Oldulia Espinosa Guevara). Non hanno figli. Ivan era operaio metalmeccanico alla Metra, dove ebbe un grave infortunio sul lavoro che gli procurò gravi lesioni tanto da mandarlo in coma, dal quale non ne uscì più.
– Clelia[iv] 14/10/1959 (5G-1RF-1-1-1-1-6f); sposa il 9/09/1978 Giuseppe Ghidoni nato a Rodengo il 12/06/1956, (figlio di Rodolfo e di Maria Bonetti) (5G-1RF-1-1-1-1-6f/mt). Hanno avuto due figli:
– Romina Ghidoni 6/05/1979, che sposa il 23/04/2005 Stefano Saleri (17/04/1979), (figlio di Claudio e di Gabriella Veneziani); il 30/04/2008 hanno avuto un figlio: Luca Saleri
– Alberto Ghidoni 24/09/1988, celibe
– Silvio  21/01/1967 (5G-1RF-1-1-1-1-4); sposa il 4/11/1989 Lorenza Tura di Castegnato 18/07/1966 (5G-1RF-1-1-1-1-4m), (figlia di Antonio e di Serafina Ferrari di Ome). Silvio fa da trent’anni l’operaio metalmeccanico. Dopo aver abitato per circa dieci anni a Rodengo, ora abita con la famiglia a Castegnato; dal matrimonio sono nati due figli:
— Alessia 17/06/1992
— Davide 2/01/1998

— Carlo[v] Antonio (22/08/1932 – Capriolo 25/10/2000); (4G-1RF-1-1-1-2) sposa il 23/08/1958 a Capriolo Rosanna Zanni nata il 30/08/1935 (4G-1RF-1-1-1-5m) e morta il 9/11/1990; dal matrimonio nascono due figli (ed aumenta la G di un unità):
– Fausto nato il 12/10/1959 (5G-1RF-1-1-1-2-1), sposa a Pedrengo (presso Seriate, BG) il 8/04/1989 Delia Micca 24/09/1968 (5G-1RF-1-1-1-2-1m); hanno avuto una figlia: Giada, nata il 27/04/1990
– Maria Rosa nata il 5/10/1969 (5G-1RF-1-1-1-2-2f), sposa il 5/10/1991 Diego Bianchetti (18/11/1966) (5G-1RF-1-1-1-2-2f/mt) (figlio di Giuseppe e di Agostina Bracchi); dal matrimonio sono nate due figlie:
— Arianna Bianchetti 26/07/1993
— Martina Bianchetti 4/12/1997

— Clara[vi] (13/01/1935) (4G-1RF-1-1-1-4f); sposa il 27/12/1953 in prime nozze Palmiro Loda nato a Rodengo il 20/03/1935 di a. 18, (figlio di Fabiano Giovanni e di Anna Maria Marchina) (4G-1RF-1-1-1-4f/mt1); testimoni: Giuseppe Boniotti di Fausto di Rodengo e Ettore Maccarana di Francesco. Palmiro faceva il muratore; è morto il 1/02/1968.
Clara sposa in seconde nozze il 27/11/1971 Francesco Marchina nato a Rodengo il 11/08/1939, (figlio di Giuseppe e di Orsola Rolfi) (4G-1RF-1-1-1-4f/mt2); testimoni: Mario Marchina fu Domenico e Pietro Marchina fu Angelo, entrambi di Rodengo. Francesco faceva il contadino ed era coltivatore diretto.
Dal primo matrimonio sono nate due figlie (ed aumenta la G di un unità):
— Tiziana Loda (5/07/1954, madrina Carla Mingardi), sposa il 17/12/1977 Alfredo Pietroboni (9/03/1954) di Cellatica, (figlio di Giovanni e di Maria Frassine); Alfredo è operaio alla Metra. Dal matrimonio nascono due figli:
– Paola Pietroboni 26/04/1979
– Luca Pietroboni 4/12/1980
— Marisa Loda (25/09/1957, madrina Caterina Bonomi), sposa il 20/11/1976 Paolo Congia (23/08/1954), (figlio di Fabio e Francesca Oppo); Paolo è operaio alla Metra. Dal matrimonio nascono due figli:
– Claudio Congia 13/06/1978
– Francesca Congia 10/02/1980

— Silvana[vii] (21/11/1942, madrina Teresa Stefana) (4G-1RF-1-1-1-5f), che sposa il 14/10/1961 Pietro Francesco Brunelli di Ospitaletto (nato il 14/08/1939, padrino Umberto Fogazzi) (4G-1RF-1-1-1-5f/mt), (che era figlio di Luigi e di Marì Tedeschi). [I Brunelli erano chiamati “Cischì”]. Testimoni: Lorenzo Buizza di Giovanni e Angelo Boroni di Tommaso, entrambi di Ospitaletto. Pietro Francesco faceva il muratore. Per i Brunelli si veda in appendice. Silvana è morta il 26/04/2010, quando ancora questo libro era in via di stesura. Dal matrimonio tra Pietro Francesco e Silvana nascono due figli  (ed aumenta la G di un unità):
– Massimo Antonio Brunelli 4/12/1962, padrino Giuseppe Verzelletti; sposerà  a Rodengo il 8/05/1982 Angela Cinzia Marzi (18/06/1963); ed avranno un figlio di nome Nicola (19/05/1984)
– Chiara Anna Brunelli 26/07/1976, madrina Edvige Ferrari, nubile

2.- Nucleo famigliare
Annita Maria Silvia e Paolo Vianelli

    Annita Maria Silvia Bonomi (3G-1RF-1-1-4f) e Paolo Vianelli (3G-1RF-1-1-4f/mt) hanno avuto tre figlie (che aumentano la G di un unità):

  • Natalina Vianelli nata il 18/12/1940, madrina Teresa Franchi (4G-1RF-1-1-4f-1f); sposa l’11/11/1967 nel Santuario della Madonna delle Grazie di BS, Luigi Mario Cabassi, nato a Cortefranca il 27/10/1938, (figlio di Vittore e di Luigia Ferrari) (4G-1RF-1-1-4f-1f/mt); abita a Monticelli; hanno avuto 3 figli: GianPaolo (13/08/1968, madrina Rosa Chiari) abita a Paderno; Sandra 28/12/1969?? (NON TROVATA), abita a Monticelli, mentre Gianluca (11/03/1970, padrino Faustino Cabassi), morto a 18 anni.
  • Caterina Vianelli nata il 10/07/1942, madrina Anna Gavazzi (4G-1RF-1-1-4f-2f); ha sposato il 10/06/1962 Angelo Gerolamo Gerardini, nato a Camignone il 23/08/1938, (figlio di Maffeo e di Maria Manessi) (4G-1RF-1-1-4f-2f/mt); testimoni: Battista Abeni fu Bernardo e Antonio Morandi fu Felice, entrambi di Camignone. Ora abitano a Monticelli dove hanno avuto 5 figli (che aumentano la G di un unità):
    • Roberto Gerardini 13/06/1966, sposa Laura Scotti (27/06/1967); 2 figli: Simone 21/06/1995 e Sara 9/02/2000; Roberto fa il fotografo a Paderno
    • Paola Gerardini 16/12/1962, sposa Marco Manessi di Monticelli (29/04/1959); 1 figlio: Jacopo 30/04/1990
    • Gabriella Gerardini 12/07/1964, sposa Alberto Scotti, cugino di Laura, (8/11/1964); 1 figlio: Andrea 19/09/1996
    • Antonella Gerardini 22/11/1968, sposa Rudi Picotti di Provezze (7/07/1969); 2 figli: Luca 17/04/2001 e Cristian 17/03/2006
    • Elena Gerardini 14/08/1974, sposa Luca Montini di Lumezzane (18/02/1970); 2 figli: Nicola 1/05/2003 e Matteo 12/11/2005
  • Pierina Vianelli nata il 24/01/1949, madrina Carolina Vianelli (4G-1RF-1-1-4f-3f); ha sposato il 15/11/1969 Luigi Giuseppe Abeni, nato a Rodengo – Saiano il 6/09/1948 (figlio di Mario e di Giuseppa Colosini) (4G-1RF-1-1-4f-3f/mt); testimoni: Pietro Bontempi di Luigi e Enrico Rettoldini di Francesco entrambi di Rodengo. Ora abita a …; …vedere se ha avuto figli?

3.- Nucleo famigliare
Maria Bonomi & Angelo Bortolo Turelli

Maria Bonomi (3G-1RF-1-1-5f) e Angelo Bortolo Turelli, nato il …/1902 (3G-1RF-1-1-5f/mt) , si stabiliscono a Castegnato … ma non hanno avuto figli. Nel 1986 sono stati trovati entrambi morti in casa, a causa di intossicazione da ossido di carbonio … dovuta ad una stufa difettosa. Angelo Bortolo era detto “Bocchindoro”.

 

4.- Nucleo famigliare
Cesare Achille e Teresa Stefana

Cesare Achille Bonomi (3G-1RF-1-1-2) e Teresa Stefana nata il 9/10/1909 (3G-1RF-1-1-2f), sposati a Sarezzo il 1/05/1937; (Teresa era figlia di Bortolo e di Domenica Cavagna), che aveva 17 fratelli; Cesare Achille e Teresa hanno avuto una sola figlia (che aumenta la G di un unità):

      – Cesarina Caterina nata il 13/04/1939, padrino Bortolo Lumini (4G-1RF-1-1-2-1f); sposa il 13/04/1960 Giovanni Lorenzo Paderni di a. 25, nato a Bornato il 24/01/1935, (figlio di Paolo Francesco e di Angela Bettoni), residenti a Bornato (4G-1RF-1-1-2-1f/mt); testimoni: Pietro Mangiarini di Giovanni di Bornato e Pasqualino Tognazzi di Botticino Sera. Giovanni Paderni era un negoziante di antiquariato, e perciò si sono stabiliti a Firenze; tuttora Teresa si trova in casa di riposo a Firenze. Nel giorno che nasceva Cesarina moriva il nonno Cesare Cazzago …

5.- Nucleo famigliare
Attilio Cesare Giovanni e Carolina Bonetti

Attilio Cesare Giovanni (3G-1RF-1-1-3) e Carolina Bonetti (3G-1RF-1-1-3m), sposati a Saiano il 27/09/1947, nata il 7/04/1926 a Saiano; Attilio Cesare e Carolina nel 1960 si trasferiscono a Brescia, precisamente a Urago Mella, per essere vicino al suo posto di lavoro: Attilio infatti lavorava alla OM. Hanno avuto questi figli (che aumentano la G di un unità):

– Renato[viii] (16/06/1950 – 5/12/2009), padrino Faustino Butti (4G-1RF-1-1-3-1); a 16 anni e mezzo rispondendo ad un annuncio di lavoro sul giornale, si trasferisce in Friuli, a Gravisca d’Isonzo in provincia di Gorizia, dove svolge il suo lavoro di meccanico di calzificio, mestiere che aveva imparato nel grande calzificio di Tinalli a Urago Mella. A Gravisca conosce e sposa il 15/04/1972 Leda Luigia Ballarin, nata il 15/06/1951, (figlia di Silvio (29/10/1905 – 20/11/2006) e di Antonia Dell’Angela (22/07/1910 – 27/07/1981) (4G-1RF-1-1-3-1m).
Renato era anche un grande musicista: suonava il basso ed amava la musica, tanto che la moglie Leda la considerava (la musica) “sua rivale”. Hanno avuto questi figli:
— Daniela[ix] 15/05/1974 (5G-1RF-1-1-3-1-2f), convive dal 14/02/2002 con Massimiliano Ambrosini (29/10/1973), di Brescia, dal quale ha avuto una bimba Lucrezia nata il 25/03/2005
— Andrea 11/03/1978 (5G-1RF-1-1-3-1-1), sposato il 7/07/2007 con Desirè Rizzardi (2/01/1984) di Collebeato, per ora senza figli …

– Vittorio[x] 28/01/1954, padrino Giovanni Valotti, (4G-1RF-1-1-3-2); sposerà in Santa Maria Immacolata a BS il 6/05/1978 Santina Tonoli nata il 17/05/1957, (figlia di Battista α 3/12/1926 a Cellatica e di Maria Loda α 1/12/1932 a Cellatica) (4G-1RF-1-1-3-2m); i genitori di Santina Tonoli si sono sposati a Cellatica il 10/10/1953. Ora Vittorio e la sua famiglia abita a Cellatica, dove ha un’impresa di installazione e riparazione di caldaie. Vittorio e Santina hanno avuto questi figli (che aumentano la G di un unità):
— Stefania 7/11/1978 (5G-1RF-1-1-3-2-2f)
— Fabio 23/03/1983 (5G-1RF-1-1-3-2-1)

– Sergio[xi] 20/12/1956, padrino Silvestro Quirini (4G-1RF-1-1-3-3); ora abita a Cologne, dove ha sposato il 15/09/1989 Maurizia[xii] Gaibotti, nata il 26/10/1958, (figlia di Roberto e Maria Chiari) (4G-1RF-1-1-3-3m). Sergio fa il falegname, come tanti dei nostri Bonomi prima di lui … Dal matrimonio tra Sergio e Maurizia non sono nati figli. [Segnalo che Maria Chiari è nata a Cologne il 3/01/1927; era figlia di Andrea (1893 — 1943) e di Teresa Tamanza (1886 — 1978).]

Questo è proprio quel Sergio Bonomi che è autore di alcuni disegni che si trovano in questo libro: potremmo considerarlo il “Giotto dei nostri Bonomi”: e lo ringrazio per la sua disponibilità e la sua adesione entusiasta al progetto di questo libro. È sicuramente il Bonomi della Linea dei Bonomi di Paderno, con il quale mi sono visto ed incontrato più volte per parlare dei contenuti e dei dati anagrafici e parentali proprio dei Bonomi di Paderno.

  1. Nucleo Famigliare
    Achille Bonomi & Stella Palazzini

L’altro figlio di Giovanni Bonomi e di Silvia Irene Cazzago è Achille (2G-1RF-1-2), che sposa il 2/05/1905 a Travagliato Stella Palazzini (2G-1RF-1-2m) dalla quale ha avuto due figli:
— Giovanni Antonio (19/11/1904 – 18/09/1962): (3G-1RF-1-1-1) , padrino Battista Orizio
— Antonio Alcide (1/03/1906 – 1/06/1954): (3G-1RF-1-1-2), padrino Alessandro Rossoni
— Ercole Maurizio (19/10/1907 — …), madrina Maria Radici ved. Chiari, nonna di Giuseppino Chiari; muore infante.

1) Nucleo Famigliare:
Giovanni (Antonio) Bonomi & Pierina Giuseppa Torquati

Giovanni Antonio (3G-1RF-1-1-1) dopo il matrimonio (20/08/1930) con Pierina Giuseppa Torquati (17/01/1904 – 15/01/1980) (3G-1RF-1-1-1m), fa il conducente di autovetture ed abita in via Brescia 12; ha avuto tre figli:
Achille Italo[xiii] (24/06/1831 – 1/07/2014), padrino Luigi Chiari; (4G-1RF-1-1-1-1); celibe

Ermanno[xiv] (BS, 12/09/1934 o 13/11/1934? – 11/04/2007), madrina Maria Torri; (4G-1RF-1-1-1-2).  Il 28/08/1960 sposa Santa Ferrari (18/11/1938) di Cazzago SM, (figlia di Giorgio ed Adele Belometti); Ermanno continuerà il lavoro del padre svolgendo autoservizio. Hanno avuto questi figli:
— Oliviero[xv] (26/08/1961) (5G-1RF-1-1-1-2-1), che sposa a Travagliato il 27/10/1990 Giovanna Pitozzi di Luigi (Gino) e di Lidia Bonomi (niente a che fare con i nostri Bonomi; sono i Bonomi di Travagliato, per i quali si veda in appendice) (5G-1RF-1-1-1-2-1m); testimoni: Ornella Martinelli e Giuseppe Bettoni di Antonio, entrambi di Ospitaletto. Lidia Bonomi 28/10/1941, figlia di Giacomo (7/04/1906 – 24/01/1978) e di Elisa Mometti di Bornato (6/11/1903 – 20/05/1996).
Oliviero e Giovanna hanno avuto un’unica figlia di nome Alessia, nata il 23/05/1993.
— Giovanna (9/02/1966), nubile (5G-1RF-1-1-1-2-2f)

Alvise[xvi] (BS, 1/06/1945), padrino Celeste Martinelli, (4G-1RF-1-1-1-3); sposa il 16/06/1969  Rita Piantoni (2/04/1946) della Pedrocca di Cazzago SM, figlia di Luigi (27/12/1907 – 25/03/1998) e Genoveffa Quaresmini (29/01/1916 – 6/02/2009) (4G-1RF-1-1-1-3m). Alvise oltre ad un negozio di fiorista svolge il servizio di pompe funebri. Alvise e Rita hanno avuto questi figli:
— Giampiero (15/07/1969 – 4/06/2019), celibe (5G-1RF-1-1-1-3-1)
— Germana[xvii] (28/04/1973), nubile (5G-1RF-1-1-1-3-2f)

 

2) Nucleo Famigliare
Antonio Alcide Bonomi & Ines Giuseppina Migliorati

Antonio Alcide (detto Tone) (3G-1RF-1-1-2) sposerà il 18/04/1932 Ines Giuseppina Migliorati (30/01/1907 – 17/12/1995) (3G-1RF-1-1-2m); Antonio fa il sarto in via BS 12; i loro figli sono:

  • Bruno[xviii] Pierino (10/08/1934) (4G-1RF-1-1-2-1), madrina Pierina Migliorati, sposerà a 25 a. il 6/06/1960 Angiolina Rovetta (22/12/1934 – 27/02/2002) (4G-1RF-1-1-2-1m), (figlia di Angelo e di Natalina Rusconi); testi: Dino Morandi fu Antonio e Silvano Migliorati di Giuseppe. Bruno faceva il sarto come il padre Antonio fino a 32 anni; poi prese a svolgere per il paese autoservizio, che continuò fino alla pensione. Si vedano i Rovetta e i Rusconi in Appendice.
[Angelo Rovetta (fu Paolo e fu Boglioni Angela), nato a Ospitaletto il 4/07/1889, sposa il 30/05/1925 Natalina Rusconi (di Carlo e di Caterina Minelli), nata a Ospitaletto il 21/10/1903; testimoni: Pasquale Fontana fu Giacinto e Giovanni Peri fu Francesco].
Dal matrimonio tra Bruno e Angiolina nasceranno i seguenti figli:
  • Antonio (9/12/1961), (5G-1RF-1-1-2-1-1), che sposerà il 10/09/1994 Cristina Coppi (7/01/1966) di Gussago, figlia di Pietro (22/04/1923 – 4/06/1982) e di Maria Peroni (30/10/1926 – 19/10/1992) (5G-1RF-1-1-2-1-1m); Antonio e Cristina hanno una figlia: Camilla (18/09/1997);
  • Roberta (28/12/1967) (5G-1RF-1-1-2-1-2f)che sposerà il 2/05/1992 Angelo Bonometti (25/06/1966), figlio di Luigi (4/06/1936) e di Fiorella Titoldini (25/10/1937) (5G-1RF-1-1-2-1-2f/mt); Roberta e Angelo hanno un figlio: Nicola (15/06/1996)
  • Orsolina (11/08/1940), madrina mia mamma Maria Erminia Gares (4G-1RF-1-1-2-2f); sposerà il 17/08/1965 Domenico Buizza (16/08/1940 – 24/06/2020) (4G-1RF-1-1-2-2f/mt), tecnico elettricista. [per i Buizza vedasi scheda nell’appendice]: dal loro matrimonio nasceranno due figli:
    • Antonella Buizza (26/05/1967) (5G-1RF-1-1-2-2f-2f), che sposa il 18/04/1998 Stefano Sarzenti (11/06/1967) (5G-1RF-1-1-2-2f-2f/mt) ed hanno un figlio di nome Michele, nato il 7/04/2003.
      Mauro[xix] Buizza (17/03/1973) (5G-1RF-1-1-2-2f-1), celibe

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[i] Ornella: il nome viene erroneamente considerato invenzione dannunziana, legata alla tragedia La figlia di Iorio (1904) in cui Ornella è la sorella del pastore;  in realtà Ornella risulta già registrato nell’anagrafe italiana nel 1900. La tragedia di D’Annunzio contribuì a diffondere un nome non inventato dall’autore, ma a diffondere una traccia onomastica esile quanto bene inserita nella ricca e glorioso tradizione dei nomi ispirati alla flora, specie al femminile, come in questo caso. Alla base c’è infatti il latino ornus  (frassino) e fraxinus ornus è il nome scientifico di questa pianta.  Essendo un nome adespoto, l’onomastico si festeggia il giorno di Ognnissanti.

[ii] Luciano: continua il soprannome latino Lucianus, sviluppatosi da Lucius e spesso imposto ai bambini nati durante il giorno. Il medioevo lo vede circolare raramente,; è sostenuto dal culto di S. Luciano di Antiochia, martire a Nicomedia sotto massimino (festa il 7 gennaio); di S. Luciano di Beauvais, martire sotto Massimiano (festa 8 gennaio), e di S. Luciano vescovo di Lentini (festa il 3 gennaio). Tra i personaggi noti ricordiamo Luciano Manara, il patriota protagonista delle cinque giornate di Milano, morto nella difesa della Repubblica Romana.

[iii] Ivan: è l’equivalente slavo del nostro Giovanni; la sua presenza in Italia è dovuta a opere letterarie e a personaggi storici. Guardando alla storia ricordiamo sei zar di Russia tra cui: Ivan II il Mansueto (1326-1369), Ivan III il Grande (1440-1505), Ivan IV il Terribile (1530-1584), noto quest’ultimo per la sua feroce lotta contro i Boiardi, feudatari russi che minacciavano l’unità del regno. Molti i personaggi delle opere di scrittori russi che portano questo nome.

[iv] Clelia: alla base del nome c’è la stessa radice del verbo ‘cluere’ (avere fama) e che significa: noto, famoso. Clelia è stato sostenuto nel tempo da ampia tradizione storica e letteraria. Il modello originario è la giovane eroina romana che fu consegnata come ostaggio al re di Chiusi Porsenna, ma non si perse d’animo e fuggì a nuoto attraverso il Tevere guidando alla salvezza le sue compagne. I Romani fedeli alla parola data riportarono le ragazze a Porsenna, ma il sovrano etrusco, ammirato dal coraggio di Clelia, le restituì la libertà, donandole anche un cavallo. La vicenda ebbe grande fortuna e fu ripresa in varie opere letterarie e di teatro.  Dal 1943 la Chiesa riconosce anche una santa: S. Clelia Nanetti, suora missionaria, uccisa in Cina nel 1900, è festeggiata il 9 luglio.

[v] Carlo: nome ampiamente diffuso in Italia, è un nome carico di storia: di origine germanica, deriva da karla, che indicava lo stato di uomo libero; presso i Franchi passò ad designare i maestri di palazzo, divenendo titolo ereditario e poi personale. Il primo a portare questo nome fu Carlo Martello, vincitore degli arabi a Poitiers (733) e che aprì la dinastia detta “carolingia”.il nome latinizzato in Carolus si diffuse così in tutta Europa e divenne tradizionale in molte case regnanti (Inghilterra, Germania, Austria, Spagna, Portogallo, Svezia). Introdotto in Italia dai franchi, ma si ritrova in documenti longobardi già nel747, prima della caduta del loro regno. La diffusione è stata sostenuta da numerosi santi, il più importante dei quali è S. Carlo Borromeo (1538-1584), cardinale arcivescovo di Milano dal 1560, che si distinse nell’assistenza ai poveri e agli ammalati, specie durante la peste del 1576-77, e nell’opera di riforma del clero attraverso la fondazione di seminari e collegi tuttora celebri intitolati a suo nome. S. Carlo è festeggiato il 4 novembre ed è riconosciuto come compatrono di Milano, patrono delle province lombarde , della diocesi di Vigevano (PV), di Voltri (GE), di Rovato e di molti altri centri.

[vi] Clara: corrisponde a Chiara, che ci giunge però nella forma dotta e quindi più vicina all’aggettivo latino clarus, -a, -um, ‘illustre’, da cui deriva. Più raro il maschile: riferimento agionimico in S. Claro abate di Vienne nel VII secolo, famoso in Francia e anche in Valle Aosta, dove era riconosciuto patrono del Borgo delle Rive a Chatillon. Questo santo era invocato come protettore della vista proprio in virtù del suo nome, come pare suggerire la preghiera tradizionale: “Sanctus Clarus dona claritatem …”.

[vii] Silvana: continua il cognomen latino Silvanus, divenuto poi nome personale, che ha continuazione durante il medioevo. Il nome è sostenuto dal debole culto di S. Silano martire, uno dei sette figli di S.ta Felicita: festa il 10 luglio.

[viii] Renato: continua il nome personale latino Renatus, derivato dal participio passato’ renatus’ del verbo ‘renasci’ (rinascere): utilizzato negli ambienti cristiani, indicava in origine la rinascita spirituale ottenuta con il battesimo. Alla diffusione del nome ha contribuito il culto di S. Renato, vescovo di Sorrento intorno alla metà del V secolo, patrono della città, dove ci sono numerose chiese a lui dedicate. È festeggiato il 6 ottobre. Numerosi i personaggi che hanno reso famoso questo nome: Renato d’Angiò re di Napoli dal 1435 al 1442, poeta e mecenate; Renata di Francia (1510.1575), che sposò Ercole II d’Este, vivendo a Ferrara per trent’anni; la filosofia ci ricorda Renè Descartes (1596-1650) meglio noto come Cartesio.

[ix] Daniela: vedi Daniele, già descritto altrove

[x] Vittorio: dal nome personale latino Victor-oris, e nella forma derivata Victorius; questo nome è portato da numerosi personaggi storici illustri: la poetessa Vittoria Colonna (1490-1547), Vittorio Alfieri (1749-1803); ma il riferimento più significativo è quello riferito alla dinastia sabauda, nel cui repertorio antroponimico il nome ricorre fin dal XVI secolo (Vittorio Amedeo I 1597-1637 duca di Savoia); ricordiamo Vittorio Emanuele II (1820-1878) guida del Risorgimento italiano e primo Re d’Italia. Vittorio Gasmann e Vittorio De Sica.

[xi] Sergio: risale ad un nome latino di origine incerta, appartenente alla gens Sergia, stirpe patrizia e nobilitata dal possesso dei fasci, come  testimoniato da Virgilio, che nell’Eneide (V, 121) menziona il capostipite Sergesto, agricoltore e amico di Enea. Divenuto nome personale in età imperiale, fu adottato anche dai cristiani per venerazione verso S. Sergio, soldato martirizzato in Siria all’inizio del IV secolo il cui culto nell’epoca tardoantica fu propiziato dalla costruzione di una grandiosa basilica in Frigia (V secolo), meta di pellegrinaggio, intorno alla quale si formò un villaggio che Giustiniano chiamò Sergiopoli: la diffusione del culto anche in Occidente è confermata dalla  costruzione di chiese in onore del santo a Roma e a Ravenna. Ricordiamo il papa S. Sergio I (morto nel 701) patrono di Palermo; poi ancora nei paesi slavi è importante il culto si S. Sergio di Radonez (1314-1392), considerato il padre del monachesimo nella Russia settentrionale e festeggiato il 25 settembre.

[xii] Maurizio –a: continua il cognomen  latino Mauritius , derivato da Maurus, fu proprio di un imperatore bizantino, deposto e ucciso da Foca. Il nome è sostenuto da S. Maurizio, capitano della legione Tebea, composta da 6.000 soldati cristiani, decimata in Savoia verso il 286. A lui è intitolato l’ordine cavalleresco confluito nel 1572 in quello di S. Maurizio e Lazzaro. Le reliquie del santo eletto protettore degli stati sabaudi e della casa ducale prima, e reale poi, furono trasportate a Torino nel 1591 e sono conservate nella Cappella della Sindone (festa 22 settembre). È patrono degli Alpini e dell’Ordine Mauriziano, oltre che di molte località. S. Maurizio è anche compatrono di  Ivrea.

[xiii] Italo: secondo una leggenda di epoca classica, questo nome deriverebbe da quello dell’eroe leggendario Italo, conquistatore siculo (o principe enotrio), che avrebbe dato il nome alla nostra penisola. Italus è un cognomen frequente nella latinità. Fra i personaggi celebri si ricorda Italo Balbo (1896-1940), famoso per la trasvolata del 1932 dell’Oceano Atlantico alla guida di uno stormo di idrovolanti SM 55. Si possono ricordare Italo Svevo (1861-1928 ) e Italo Calvino (1923-1985), due scrittori del 900.

[xiv] Ermanno: di origine germanica, è composta da ‘harja’ (schiera, esercito) e da ‘mann’ (uomo): vale quindi “guerriero”. Presso i Longobardi erano detti Arimanni gli uomini liberi e possessori di terre inalienabili e trasmissibili per eredità, cui era riconosciuto il diritto di partecipare alle assemblee e imposto l’obbligo di portare le armi.. Si ricorda il beato Ermanno Giuseppa das Colonia morto nel 1241 e festeggiato il 17 aprile: è protettore dei celibi. Si ricorda anche un beato Ermanno da Foligno, francescano, morto nel 1256, festeggiato l’8 febbraio.

[xv] Oliviero: di origine latina, derivato da Oliva, è attestato dall’anno 1000 nella forma Oliverius. Il nome risulta noto e in uso anche prima della diffusione dell’epoca carolingia., che certamente ne incrementò la circolazione. Il nome di origine fitonica, , a partire dal XII secolo la tradizione sarà letteraria, legata alla Chanson de Roland  e quindi ispirata alla figura di Oliviero, il paladino fratello di Alda la bella, cugino e amico di Orlando, di cui condivide il destino di morte a Roncisvalle. Si ricorda con questo nome un eremita del V secolo e venerato ad Ancona il 27 maggio. Lo stesso giorno si ricorda anche il beato Oliviero da Malmesbury, benedettino inglese vissuto nell’XI secolo, ideatore di una macchina volante con la quale trovò la morte. Il primo luglio si festeggia S. Oliviero Plunkett, vescovo irlandese vissuto nel XVII secolo beatificato da Benedetto XV nel1920.

[xvi] Alvise: è una variante di Luigi (Aloisio). Fu portato da molti personaggi illustri: Alvise Contarini doge nel 1676, Alvise I Mocenigo doge nel 1570, Alvise II Mocenigo doge nel 1700, Alvise III Mocenigo doge nel 1722,  Alvise IV doge nel 1763, il pittore Alvise Vivarini, l’incisore Marco Alvise Pitteri (1702-1786) ed infine un famoso navigatore: Alvise Ca’ da Mosto (1432-1488) che scoprì alcune isole di Capo Verde nell’Atlantico.

[xvii] Germana: continua il cognomen  latino, divenuto poi nome indipendente ed entrato nell’onomastica cristiana. Questo aggettivo (tale è l’originale germanus –a) indicava l’appartenenza ad alcune tribù celtiche incontrate dai Romani nel I sec. a. C., poi passò a significare l’appartenenza alle popolazioni stanziate al di là del Reno, quelle che appunto ancora oggi chiamiamo ‘germaniche’. L’etimo non sarà quindi da cercarsi nelle lingue germaniche, ma in un uso latino, che è stato postulato essere di origine illirica, connesso ad una radice indoeuropea ‘gherm’ (caldo)., esiste anche un’altra possibilità derivata dal latino germanus, vale a dire fratello, in senso completo, cioè ‘figlio dello stesso padre e della stessa madre’ passato nella tradizione cristiana ad indicare l’appartenenza alla medesima comunità religiosa. Il nome è sostenuto da numerosi santi, soprattutto in area gallo-romanza. Per il V secolo si ricorda S. Germano vescovo di Besançon, ucciso a frecciate (festa il 11 ottobre) e S. German di  Auxerre, che diffuse il monachesimo in Britannia e con l’astuzia sconfisse i Sassoni, divenendo patrono di tutta la Gallia. Morì a Ravenna nel 488 (festa il 31 luglio). Al femminile il nome fu portato da S. Germana martirizzata dai barbari, Vandali o Unni, la cui tomba è venerata a Bartolomeo-sur-Aube. Questa cittadina posta sotto la sua protezione, la festeggia il 19 gennaio. Nell’età moderna si colloca S. Germana Cousin, nata presso Tolosa nel XVI secolo, che visse sopportando disprezzo e sofferenze. Nel 1644 il suo corpo fu rinvenuto incorrotto; festa il 15 giugno.

[xviii] Bruno: l’origine può essere o il germanico Bruno introdotto dai soldati, oppure un soprannome medioevale  tratto dall’aggettivo brunus, riferito al colore dei capelli o della carnagione. Attestato fin dall’VIII secolo come Bruno o Brunone: l’etimo è il germanico brun (di colore scuro); ma il nome può essere considerato una forma autoctona in quanto brunus era stato acquisito come aggettivo nel latino tardo attraverso li contatti con le popolazioni germaniche stanziate ai confini dell’impero. La diffusione del nome è dovuta alla presenza di numerosi santi, la maggior parte dei quali è di area germanica; S, Bruno di Colonia (1030-1101) fondatore dell’Ordine dei Certosini, così chiamati da Cartusia, il nome della regione montuosa nei pressi di Grenoble dove è sorto il primo monastero. Dopo la sua conversione venne in Italia al seguito di Papa Urbano II visse in Calabria dove fondò numerosi monasteri il più importante dei quali nei pressi di Serra San Bruno (CZ): la sua festa è il 6 ottobre. Un altro santo di rilievo in Italia è San Bruno di Asti, vescovo di Segni (Roma): durante le lotte per le investiture si schierò con Papa Gregorio VII; viene commemorato il 18 luglio

[xix] Mauro: etnico continua il cognomen latino Maurus, che in origine ripropone la denominazione attribuita alle popolazioni dell’Africa nord-occidentale (Mauritania, che corrisponde all’attuale Marocco), note come ‘mauharim’, ossia occidentali. Maurus è una voce libica di significato ignoto. Maurus passò col tempo ad indicare un colore scuro, complice il greco mauròs (scuro) e la pigmentazione più intensa delle popolazioni di riferimento. Il carattere soprannominale di Maurus è sottolineato anche  dal suo radicamento tardo (epoca imperiale) come nome personale autonomo e poi dall’uso frequente come nome alternativo nel medioevo. Il nome è sostenuto dal culto di S. Mauro di Subiaco figlio del sanatore Equizio. Seguace di S. Benedetto fu inviato nelle Gallie per organizzarvi la vita monastica e fondarvi un monastero. Il santo portava con sé alcune reliquie della croce, che ancora oggi sono coinvolte nella tradizione popolare della benedizione ai malati, detta signum sancti Mauri. È patrono degli zoppi e dei gottosi. In Italia si ricorda S. Mauro di Saline (VR) di cui è patrono, così come S. Mauro al Bruca (SA), S. Mauro Forte (MT), ecc. In particolare mi piace ricordare S. Mauro Pascoli (FO), il cui patrono è però S. Crispino.

 

Giuseppe Bonomi: