Confessore Straordinario della cappuccina Maria Maddalena Martinengo
Vedasi evidenze estratte dal libro su MMM …
Don GioBatta Moretti che acquistò la proprietà ad Ospitaletto e
Fece costruire la Chiesetta della Beata Vergine Maria.
Fu anche Confessore Straordinario della Beata
Maria Maddalena Martinengo da Barco
Rev. GioBatta Moretti fu Giuseppe, e fu (…) dovrebbe essere nato a Cignano verso il 1660-1665. Credo che fin dalla giovane età venisse trasferito a BS per gli studi in Seminario, dove appunto divenne prete.
Aveva due fratelli: Paolo ed Oratio (anche lui fattosi prete); Paolo invece cittadino di BS abitante in Pavone si sposò con Eugenia Bianchi, dalla quale ebbe 4 figlie (Teresa, Cecilia, Giacinta e Maria) e tre figli: Gioseppe, Carlo e GioBatta (qs ultimo tenne la casa, la chiesetta e la proprietà in Ospitaletto fino al 1815, quando con proprio testamento la lasciò alla Congrega del Pio Luogo (v. Docs relativi).
Del primo rev. GioBatta oltre ad essere stato Confessore Straordinario di Maria Maddalena Martinengo, fu rettore di un Collegio di BS, fu Socio dell’Accademia Ecclesiastica e poi dell’Adunanza Mazzucchelli.
Nel 1698 acquistò dalla Comunità di Chiari la proprietà ad Ospitaletto e l’anno dopo rivolse domanda al Vescovo per erigere una Chiesetta in quella proprietà ad esclusivo uso familiare. Ebbe l’autorizzazione nel 21 maggio del 1700 e a quanto pare la fece subito costruire perché durante la visita del 1702 del Vescovo Badoaro la chiesetta era terminata ed aveva tutti i requisiti di luogo sacro adeguato per celebrare le sante messe.
E’ facile pensare che in questa costruzione il rev. GioBatta si sia rivolto all’architetto Fedreghini in quegli anni già impegnato nella costruzione della Chiesa parrocchiale di San Giacomo ad Ospitaletto, che iniziata verso il 1670-80 terminò verso il 1711 e fu ufficialmente conclusa verso il 1719-1724.- e al capomastro Spass
Non ho invece idea di chi siano gli affreschi della volta centrale e dei quattro tondi angolari degli Apostoli.-
Dovrebbe essere morto a BS verso il 1745: cercare il suo testamento.- trovati 3 test.
Risale a quegli anni 1731-32 un episodio riferito dal confessore GB Moretti a suor Teodora Calini, che così depone al processo: “ ho certa memoria del fatto raccontatomi dallo stesso Confessore col quale accadé, che fu il quondam GioBatta Moretti riferitomi come segue: essendo esso in atto di comunicare le Religiose con la Sacra Particola in mano, se ne partì improvvisamente dalle sue mani la medesima Sacra Particola; per il qual caso il medesimo restò con angustia, non sapendo dove fosse volata o caduta. Poco dopo la Santa Comunione, dovendo parlare al luogo del Capitolo con la detta Serva di Dio Suor Maria Maddalena e trovandosi ancora attualmente angustiato, senza dar segno di tale angustia, gli fu detto dalla medesima le seguenti parole: ‘Padre non si angusti per il caso della Santa Comunione, accadutogli, essendo stata una grazia singolare che il Signore mi ha fatto, quantunque indegna, di volarsene dalle sue mani alla mia bocca’.
Lo stesso don Moretti informò personalmente il Vescovo cardinal Angelo Querini, che stese una relazione del fatto …. (trovare questa relazione del card. Querini).-
Il primo badessato di suor Maria Maddalena durò fino al 27 giugno 1734, quando venne eletta vicaria e abbadessa era suor Rosa Avogadro, la più determinata delle sue “contrarie”. Passati due anni, con il Capitolo del 12 luglio 1736 Maria Maddalena fu di nuovo badessa. Nell’imminenza di questo Capitolo don GioBatta Moretti disse a suor Maria Maddalena: “di non far altre resistenze, ma se veniva eletta di dover acquetarsi alle divine disposizioni e […] il Capitolo nostro la elesse per la seconda volta.
Suor Maria Maddalena si rivela nei suoi scritti pienamente inserita nell’ambiente spirituale del suo tempo. Anche MM si attribuisce e le viene attribuito lo stereotipo del Crocefissi come fonte della sua conoscenza teologale. Suor Caterina Manera attesta: “più volte il nobile signore don Marco Saiani ed il quaondam molto reverendo signor don GioBatta Moretti, qual fu pure più volte Confessore Straordinario nostro e Direttore della medesima, mi hanno detto di lei parlando che aveva tal dono [della scienza infusa] e che le di lei cognizioni e lumi non potea averli avuti se non per via straordinaria ed a’ piedi del Crocefisso.”
MMaddalena ricordava così gli inizi della sua vicenda unitiva a don GioBatta Moretti: “io vi so d’un’anima che sino da piccolina fu chiamata con modo particolare da Sua Divina maestà s stare sempre unita con lui nel suo interno”. L’avvio ha la semplicità e la solennità biblica: “Principò il Signore a farsi sentire con l’Audi, Figlia! […] allora lasciando la paterna casa, entrai nel sacro Chiostro. […] quivi mi parlava il Signore, instruendomi di far quanto dovevo per esserli veramente fedele. Facevo dunque molti colloqui con il Signore: per ogni parola che li dicevo, egli mi rispondea parole di Vita eterna che tutte mi liquefa vano di dolcezza… e per di più quel tratto quel tratto con Dio mi mi aveva acceso nel cuore calor sensibile che mi pareva di abbruciare.”
In una lettera scritta a don GioBatta Moretti negli ultimi mesi della sua vita, così suor MM riassume la sua vita interiore: “ Vivo perduta nel Pelago dell’Essenza Divina senza quasi memoria di me. Questo ‘quasi’ è un gran martirio per me! O Padre, vorrei poter non dire così, ma le mie infedeltà non mi lasciano sortire da questo fango. Mentre sorpasso me, tendo all’Infinito per afferrarlo, cioè per comprenderlo (m’intenda padre, perché non so spiegarmi); è un martirio segreto accuto e delicato. Vorrebbe l’essenza dell’Anima inghiottire la Divinità tutta, tutta in lei divinizzarsi, come infatti si divinizza in un modo che non ha modo, ma non resta per questo appagato l’essenza del desiderio: in quem desiderant Angeli prospicere. Questo desiderio è il mio è il mio dolce e continuato martirio, che non ha mai tregua fuori de’ quei preziosissimi instanti che tengo il Sommo Bene Sacramentato entro il mio petto; allora posso dire che sono beata”.
Nell’esperienza mistica MM manifesta tuttavia un nuovo atteggiamento. Scrive a don GioBatta Moretti: “una cosa ancora mi accade nell’interno, la quale mi cagiona un poco di timore, et è: io sono sempre stata di cuore molto compassionevole, no con me stessa mai! Ma con il prossimi, sì nel spirituale come nel corporale, ma al presente ho affatto perduta questa caritativa compassione, anzi godo di veder a patire, poi che vedo che ne gode Dio. Vedo in quel specchio lucidissimo della Divina Essenza la moltitudine delle anime che si dannano e vanno in eterno perdute. Questa veduta per il passato mi faceva dileguare in pianto e al presente no, perché vedo tanto amabile l’Attributo della Divina Giustizia, quanto quello della Misericordia. Ma né men in questo però mi risparmio dal far quanta orazione e penitenze posso, acciò si salvino e me e loro”.
Suor Eleonora Bodeni attesta: “ non fu mai veduta a dare nemmeno a pulci o a discacciarsi le mosche, le quali anzi dilettava con ungersi di miele talvolta la faccia, come mi raccontò avere da lei rilevato il quondam molto reverendo don GioBatta Moretti, più volte stato Confessore nostro Straordinario e come pure mi hanno raccontato le prenominate Religiose di lei confidenti (suor Francesca e suor Elisabetta), che lo sapevan di certo”.
Significativa è la testimonianza di don GioBatta Moretti che riassume l’atteggiamento dei confessori verso suor MM ed è riportata da suor Veronica Albani: “a don Moretti disse suor Maria Leonarda: Padre ho udite alcune che dicono che la madre MM non è stata provata. Al che esso rispose con grande energia: Non è stata provata? Venghino da me a dirlo, che sono pronto a giurare li atti eroici che ha fatto qui a questo Confescionale! e soggionse: Oh, se sarò ricercato ho da dire gran cose! Venghino, venghino che li farò ben io vedere che sia quell’Anima!”
Segno singolare del fervore di suor MM verso l’Eucarestia è un episodio accaduto durante l’episcopato del cardinale Angelo Maria Querini e riferito dal confessore, don GioBatta Moretti a suor Teodora Calini, cugina di suor MM, che così depone: “Dico aver certa memoria del fatto raccontatomi dallo stesso Confessore col quale accadé, che fu il quondam GioBatta Moretti riferitomi come segue: essendo esso in atto di comunicare le Religiose con la Sacra particola in mano, se ne partì improvvisamente dalle sue mani la medesima Sacra Particola; per il qual caso il medesimo restò con angustia, non sapendo dove fosse volata o caduta. Poco dopo la Santa Comunione, dovendo parlare al luogo del Capitolo con la detta Serva di Dio Suor Maria Maddalena e trovandosi ancora attualmente angustiato, senza dar segno di tale angustia, gli fu detto dalla medesima le seguenti parole: ‘Padre non si angusti per il caso della Santa Comunione, accadutogli, essendo stata una grazia singolare che il Signore mi ha fatto, quantunque indegna, di volarsene dalle sue mani alla mia bocca’.
Lo stesso don Moretti informò personalmente il Vescovo cardinal Angelo Querini, che stese una relazione del fatto …. (trovare questa relazione del card. Querini).-
Suor Veronica Albani conferma con questa testimonianza: “il quondam molto reverendo sig. don GioBatta Moretti si espresse un giorno con una sig.ra di carattere sua penitente, come questa a me disse, che la nostra Serva di Dio suor MM, a tale eccesso avvampava di amor divino che egli ben sapeva (essendo più volte stato qui Confessore Straordinario) venir questa costretta nottetempo ad abbracciare le colonne del claustro per isfogo d’amore, esclamando: “Satis, Domine, satis est!”.-
RMo4 : rottura di vena … vedi
Don GB Moretti, questo degnissimo ecclesiastico cui più ad ogni altro soleva far confidenza delle cose sue interiori la Serva di Dio, era dotor di Santa Chiesa e molto sapiente ed illuminato”, così come lo presenta suor Veronica. A lui venne affidata la formazione cristiana ed intellettuale del giovane Conte Ludovico Calini (1696-1782), poi vescovo e cardinale. Don GB Moretti fu socio nell’Accademia Ecclesiastica e dell’Adunanza Mazzucchelli” e anche direttore di un Collegio cittadino; è menzionato anche nel Diario de Bianchi per aver tenuto l’orazione funebre nella Chiesa di sant’Afra per l’abate Corradino Confalonieri il 14 dicembre 1728, come pure quale guida spirituale di Paris Alghisi (Dalola, Memorie, 28). Morì prima che si celebrassero i processi di Beatificazione di suor MM, verso il 1745-1748.-
Don GB Moretti venne espressamente assegnato da monsignor Fsco Martinengo, vicario monastico, come guida spirituale di suor MM e fu suo Confessore Straordinario per più di 20 anni o come afferma suor Veronica Albani, quasi tutti gli anni a iniziare dal 1717.- Egli l’aveva in molta stima chiamandola la sua pura colomba per la gran chiarezza e semplicità con che andava con esso, che l’avrebbe capita anche un fanciullo di pochi anni.-
Suor Teodora dei Conti Calini e sorella di Ludovico già compagna di suor MM nell’Accademia di Santa Maria degli Angeli, ebbe a deporre al Processo: “ho sentito a dire dal quondam molto reverendo signor GB Moretti, quale era mio direttore, che suor MM era dotata dal Signore di doni soprannaturali tanto singolari che in certe circostanze le sembrava maggiore di Santa Teresa.- Continua suor Veronica: “mi raccontò suor Maria Eleonora che un giorno che essa vi fu in conferenza, essendo l’ultima che finiva, GB Moretti le disse: Chiamatemi MM per mia consolazione e per infervorarmi un poco …Oh figlia, sono come quei fanciulli molto famelici, che stanno con la bocca aperta, così sono io con questa Madre!” La chiamava anche donna forte non risparmiandole dure ed umilianti quanto scriteriate prove. Una di queste fu quando una volta perché essa tardo un poco ad andare al suo luogo a confessarsi, essendo cuciniera, li comandò che si gettasse della cenere ben calda sopra d’un piede, siccome l’eseguiì, avendolo tutto rubicondo ed infiammato”.-
A don GB Moretti suor MM scrive quattro relazioni e dietro sua richiesta anche il Trattato dell’umiltà.-
Trattato dell’Umiltà.-
Suor Veronica Albani con attestazione ufficiale da lei redatta e con la firma della abadessa suor Celeste Rossa: “ Jesus Maria. Venendomi esibito dagli Eredi del quondam molto reverendo signor don GB Moretti il presente libretto manoscritto, che principia: Quanto più in terra etc., e termina : cum filiis hominum, quale tratta dell’umiltà e contiene quattordici fogli , perché ne riconosca il carattere, attesto io infrascritta con mio giuramento che il detto manoscritto è di vero carattere della Serva di Dio suor MMM, cappuccina, morta abbadessa nel nostro Monastero l’anno 1737.- Data dal Monastero di santa Maria della Neve in Brescia, il dì primo marzo 1760.-
Vedi anche le Relazioni di MMM a GB Moretti in Toshiba – MMM