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docs GB Moretti e fllo

EM-A (132 –) n° 113
6 novembre 1709
Compra fatta dal molto rev. sig. don Oratio Moretti da d. Carlo Bignotto di una casa et pezza di terra

Nel nome del Signore Iddio ecc. l’anno di sua natività mille settecento e nove correndo l’indizione seconda in giorno di mercordì sei del mese di novembre essendo in una sala terranea della casa di raggione et habitata dall’infrascritto rev. don Oratio Moretti sita nella terra dell’Hospedaletto di Cocaglio territorio bresciano, presenti d. Pietro Foresti qm Francesco, Mathio Zanetti qm Domenico, testimoni asserenti conosciuti ecc.
Sotto il 13 aprile prossimamente passato ms Carlo Bignotto qm Pietro della terra dell’Ospedaletto et habitante fece aquisto da ms GioBatta qm Giacomo Guarneri da detta terra et habitante, dell’infascritta casa et pezza di terra come consta da Instr del dì suddetto rogato dal sig. Andrea Valotto nodaro nella terra di Passirano; hora havendo rissolto detto ms Carlo Bignotto vender et alienar detti et infrascritti casa et pezza di terra, ne ha perciò d’essi fatto l’invito al rev. monsignor Oratio Moretti quale volendo in questa parte annuire alla compra suddetta, sono divenute le parti suddette al presente instr di vendita et compra respectivamente ecc. Quindi è per tanto che qui presente detto ms Carlo Bignotto et agente per se ecc. et con ogni meglior modo ecc. allodialmente ecc. come di sua raggione propria ecc. ha datto venduto tradesto et alienato et così da ecc. al rev. monsignor Oratio Moretti qm Gioseppe qui presente et che fa, compra et aquista per se ecc. nominatamente la casa con horto et pezza di terra che saranno infine del presente descritti et coherentiati siti nella terra dell’Ospedaletto in contr di Castegnato et per quello riguarda la pezza di terra sia et s’intenda venduta a corpo et non a misura et senza aggionta ne diminuzione del pretio infrascritto ecc. et questi con tutte le sue raggioni et commodità ad essa casa et pezza di terra spettanti et pertinenti et massime d’ingressi et regressi et d’ogni altra loro raggione, ponendolo nel suo stato, grado et forma ecc. dandoli ecc. cedendoli ecc. constituendolo ecc. costituendosi posseder ecc. sin tanto che ecc. nel qual possesso sia et s’intenda posto dal giorno d’oggi in poi et con promessa amplissima fatta per detto venditore a detto monsignor Moretti acquisitore d’evictione et legittima deffensione in ogni caso e causa ecc. et tanto in tutto quanto in parte et tanto nella proprietà come nel possesso et tanto se vincesse come se fosse vinto ecc. et ogni lite assumer in se ad ogni semplice intimazione ecc. et quella far terminar a tutte sue spese et di rifarlo non solo di tutto l’intiero prezzo ma anco dell’aumento temporaneo, miglioramenti, spese, danni et interessi che far et patir potesse per detta causa d’esser il tutto liquidato con il giuramento di detto rev. Moretti aquistatore ecc.
Il che dette parti ut supra agenti hanno fatto et fanno per il pretio et stabilito mercato di plt lire seicento et otto quali lire seicento et otto sono l’istesso pretio fatto per detto Bignotto nel suddetto Instr di compra fatta dal suddetto GioBatta Guarneri nel detto Instr Valotto; et perché detto Bignotto venditore pretendeva di più del suddetto prezzo ne hanno perciò le suddette parti fatta remissione nel sig. Cesare Hirma per quel di più detto Bignotto pretendeva, in ordine a che detto Hirma ha terminato et stabilito che detto monsignor Moretti dii et paghi per sopra più et in aggionta a detto Bignotto venditore ducati n° otto effettivi da lire sette soldi sette piccole al corrente d’oggi, che fanno piccole lire cinquanta otto soldi sedici; a conto di qual pretio detto Bignotto venditore ha ceduto et cede a detto mons. Moretti compratore da pagar due capitali uno di lire cento plt dovuto a ms Pietro Zanotto de Travagliato et l’altro di lire cinquanta plt dovuto alla veneranda Schola del Comune dell’Ospedaletto insieme con tutti li suoi frutti che in avenire decoreranno principianti però dalli tredeci aprile prossimamente passato in poi; di più detto mons. Moretti al conto suddetto ha datto et numerato et così da ecc. a detto Bignotto qui presente lire duecento plt che le riceve et tira a sé in tanti boni danari d’oro et argento vedendo me nodaro et testimoni soprascritti come anco li suddetti ducati otto effettivi come sopra terminati per il soprapiù et aggionta al suddetto pretio, che fanno lire cinquanta otto soldi sedeci piccole renonziando all’accettazione della futura numeratione ecc. et per il ressiduo al compimento delle suddette lire seicento et otto plt che sono altre lire duecento et cinquanta otto detto Bignotto venditore le ha cedute et cede da pagare a ms GioBatta qm Giacomo Guarneri delle quali detto Bignotto resta debitore in virtù di detto Instr Valotto et queste da pagare nel modo, forma et tempo patuito et convenuto tra essi in detto Instr Valotto insieme con il suo livello di trei per cento all’anno da principiarsi detto livello al S.to Martino prossimo venturo et come in detto Instr Valotto; quali cessioni come sopra fatte per detto Bignotto venditore qui presente detto rev. mons Moretti aquirente ha assonte et assume in sé nelli modi et forme suddetti per patto ecc.
Quali cose come sopra fatte stando et seguendo li pagamenti suddetti detto Bignotto venditore ha liberato et libera detto rev. mons. Moretti non solo dalle suddette lire duecento plt per esso come sopra ricepute et dal sopra più come sopra determinato et pagato, ma anco adesso per allora del restante prezzo ecc. facendoli liberazione, quietanza et patto di più dimandarli cos’alcuna ecc. promettendo ecc. obligando ecc. costituendo ecc. renonziando ecc.
Quali beni come sopra venduti sono videlicet
Una casa murata cupata et cilterata con due stanze terranee et un finile sopra d’esse con suo horto verso sera a detta casa con ara et altre sue raggioni et comodità seco tenenti massime d’ingressi et regressi siti nella terra dell’Ospedaletto in contr de Castegnato confina a matta ms Andrea Venno con la sua casa ivi annessa, a sera strada mediante l’horto suddetto, a monte detto Venno salvo ecc.
Una pezza di terra aradora et vidata sita come sopra di piò uno incirca o quanta si sia a corpo et non a misura, confina a monte ms Pietro Gazolo, a matta ms Antonio Guarneri, a mezzo dì detto Venno, a sera strada salvo ecc.
Rogato per me GioBatta Barbieri nodaro ad L.S. (laudem sapientis)
Ego Joannes Bapta Barberius fgl qm Domenici civis et habitator Brixiae ibique publicus veneta auctoritate notharius de predictis omnibus rogatus fui et presens extiti, ideo in eorum fidem me autentice subscripsi et solito signo subsignavi cum resservatione ecc.

 

EM-A (127 ..) — N° 100
3 giugno 1709
Censo costituito dal sig. Giacomo Antonio Frigeri et venduto al rev. don GioBatta Moretti per capitale de scudi n° 400 (fu affrancato dal sig. Simon Robaido orefice il 10 marzo 1736)

Nel nome del Signore Iddio ecc l’anno della sua Natività mille settecento nove correndo l’indizione seconda in giorno di lunedì trei del mese di giugno, essendo in una stanza terranea verso la strada della casa habitata et di raggione del infrascritto rev. Moretti sita in Brescia in contr seu Borgo di San Nazaro; presenti d. Francesco Hoij fgl GioBatta Caligaro, d. Francesco Minella qm Innocentio ambidoi habitanti in questa città et d. Mathio Zanetti qm Domenico da Castrezzato et hora habitante in questa città, testimoni ecc. asserenti con me nodaro infrascritto ecc.
Tenendo bisogno di denari il sig. Giacomo Antonio Frigeri fgl del qm GioBatta orefice in questa città per valersene nei suoi bisogni ne sapendo in qual altro suo minor danno et incommodo proveder se non con la constitutione dell’infrascritto annuo censo; quindi è pertanto che qui presente detto Giacomo Antonio Frigeri et agente per se ecc. inherendo perciò alla Bolla Pontificia che prescrive il crear censi, conforme la quale vogliono le parti che l’abbia per fatto et regolato l’infrascritto censo di modo che se vi fosse qualche cosa quella contraria s’habbia per non opposta et se non vi fosse qualche particolarità da quella voluta s’habbia per espressa, ha fatto costituito creato et imposto et fa ecc. un annuo et perpetuo censo redimibile però et affrancabile come si dirà qui a basso de scudi sedeci all’anno da lire sette piccole l’uno che fanno lire cento et dodeci piccole d’esser sempre unitamente et in solidum di sei in sei mesi per mità pagato da detto sig. Frigeri et sua sicurtà et cadauno di luoro heredi successori et possessori anco delli infrascritti beni censuarii, xxx all’eccettione (all’accettazione) ecc. sopra una sua casa muraria et cupata et solerata et cilterata sita in questa città in contr delli Orefici di più stanze cioè con bottega et fondego terranei et caneva sotto terra, diverse stanze superiori tanto in primo secondo et terzio solaro con sue balbresche/baltresche et altre sue raggioni et comodità a quella spettanti et pertinenti, a qual casa confina da matta il Monasterio di Santo Gioseppe parte et parte li sig. […] Forlone a monte il sig. Francesco Fapanno parte et parte li sigg. Giovanni et Fratelli Arighi, a sera il sig. GioBatta Venetiano parte mediante strada et parte il sig. Francesco Monticelli, annesso alla bottega di detta casa, a mezzo di strada con la bottega pure d’essa casa salvo ecc. qual casa fu dal qm GioBatta Frigeri padre di detto Giacomo Antonio acquistata sin l’anno 1645 28 aprile, come da Instr rogato dal qm GioBatta Micheli notaro quali ecc. qual casa censuaria asserisce detto Giacomo Antonio Frigeri esser di sua natura habile fruttifera et suffitiente alla vendita del detto annuo censo, et maggiore ancora, et per tanta vendita l’ha fatta et fa bona et quella a lui aspettarsi per piena raggione, ne esser ad alcun altro carico speziale di Fid.to, censo o livello sottoposta, salvo che ad un livello perpetuo d’una soma formento che paga annualmente come in detto Instr Micheli et detto annuo censo sua sorte et beni censuarii liberi, immuni et essenti da qualunque gravezze taglie o angarie tanto imposte come da imponersi dall’Ill.ma Città, Spet. Territorio et suoi comuni, etiam de mandato del Seren.mo Dominio, che dir o immaginar si possano, quali tutti detto sig. Frigeri ha pigliati et piglia in sé et da quelli promette rilevar et conservar l’infrascritto rev.mo sig. don Moretti atteso massime il rilazzo a questo effetto fattogli del sette e mezzo al solo quattro per cento allodialmente l’ha datto, et venduto et da ecc. al rev. don GioBatta Moretti fgl del qm Gioseppe habitante in questa città, qui presente et agente per se ecc. ad aver ecc. dandogli ecc. ponendolo ecc. constituendolo ecc. constituendosi ecc. possedendo ecc. sin tanto che ecc. nel qual possesso sia et s’intenda posto il giorno d’hoggi in poi con promessa d’evittione et legittima deffensione di detto annuo censo et casa censuaria in ogni lite ecc. et tanto in tutto quanto in parte, et si nella proprietà come nel possesso et ogni lite ecc. et di riffarlo non solo del pretio infrascritto, ma anco di tutti li danni, spese et interessi ordinarii et straordinarii d’esser liquidati ecc. per patto ecc.
Il che dette parti ut supra agenti hanno fatto et fanno per il prezzo et stabilito mercato de scudi quattrocento da lire sette piccole l’anno, quali scudi quattrocento detto rev.mo sig. don GioBatta Moretti ha ivi attualmente datti, pagati et numerati et da ecc. al predetto sig. Giacomo Antonio Frigeri qui presente che li riceve et tira a sé in tanti boni denari d’oro et d’argento vedendo me nodaro et testimoni soprascritti ecc. da qual annuo censo possa detto Frigeri sempre essimersi et liberarsi pagando et restituendo a detto rev. sig. don GioBatta Moretti detti scudi quattrocento in tanti boni denari d’oro et argento con tutti li censi scorsi et non pagati, premesso però l’aviso giudiziale per due mesi avanti, contro sua volontà non possa mai esser astretto alla detta affrancatione se non in caso intimasse la medesima, et poi si pentisse, nel qual caso tal pentimento non ostando, possa detto Frigeri esser astretto alla medesima dentro dell’anno dell’intimata affrancatione summariamente et essecutivamente in forma di precetto statuario passo (passato) in indicatum, et come se fosse condonato con sentenze conformi da esso ratificate et approbate, et quali assume in tal caso anco per l’incanto di detta casa censuaria, quale ex nunc essebisce per pegno mobile, contemplandosi di quella possessione nomine precario et per maggior cautione di detto rev. sig. don GioBatta Moretti il predetto sig. Frigeri ha presentato et presenta per sua sicurtà il sig. Stefano Fusari fgl del qm Giugliano di questa città et habitante, qual qui presente et agente per se ecc. per ogni meglio modo ecc. sapendo non esser obligato ma volendosi obligare far cosa grata al predetto sig. Frigeri, ha per il medesimo fatta et fa la sicurtà obligandosi con esso principaliter et in solidum non solo per il pagamento delli annui censi a tempi debiti, ma anco per tutte et cadaune cose contenute nel presente et obligationi contratte da detto Frigeri; qual sicurtà veramente detto sig. Frigeri ha promesso di rilevar et conservar indenne et illesa et li suoi beni indenni et illesi dall’antedetta obligatione ecc. sotto l’obligo di refattione anco straordinarii ecc. per patto ecc. promettendo ecc. obligando ecc. constituendo ecc. renonziando ecc. massime detti principaliter et in solidum ut sopra obligati al beneficio delle nove constitutioni delli due o più rei di dovere et delle sicurtà, et Editto dell’Imperatore Adriano et ad ogni altra legge o decreto ecc. avisati ecc. et hanno anco giurato ad sancta Dei ecc. toccate le scritture ecc. le predette cose ecc. et quelle esser vere ecc. non contraffar ne contravenir ecc. volendo ecc.
Rogato per me GioBatta Barbieri nodaro ad L.S. (laudem sapientis)
Pagata la gabella del presente instr come da riceputa infrascritta al n° 128
Ego Johannes Bapta Barberius fgl qm Domenici civis et habitator Brexiae ibique publicus veneta auctoritate (PVA) notharius de praedictis omnibus rogatus fui et presens extiti, ideo in eorum fidem me autentice subscripsi et solito meo signo subsignavi com resservationem ecc.

 

EM-A (137 …) — n°112
6 novembre 1709

Compra fatta da rev. sig. don GioBatta Moretti di parte d’una pezza di terra da d. Gioseppe Picinelli per planet 402
Nel nome del Signore Iddio ecc. l’anno della sua natività mille settecento nove correndo l’indizione seconda in giorno di mercordì sei del mese di novembre, essendo in una sala terranea della casa di raggione et habitata dal infrascritto rev. don GioBatta Moretti sita nella terra dell’Ospedaletto di Cocaglio territorio bresciano, presenti sig. Cesare Hirma qm sig. Narciso, il sig. Pietro Foresto qm sig. Francesco et d. Francesco Guarneri qm Gioseppe testimoni ecc. asserenti tutti essi testimoni conoscer ecc.
Quivi d. Gioseppe Piccinelli qm Francesco della terra dell’Ospedaletto et habitante, presente et agente per sé ecc. et con ogni meglior modo ecc. allodialmente ecc. come di sua propria raggione ecc. ha datto, venduto, tradesto et alienato et così da ecc. al rev. sig. don GioBatta Moretti qm Gioseppe, agente in di lui nome il sig. Paolo Moretti di lui fratello qui presente, che fanciulla, compra et aquista in nome del medesimo nominatamente tavole sessanta sette piedi uno onse nove et ponti sei della pezza di terra detta il Cossetto verso monte, aradora et vidata sita in detta terra in contr pure del Cossetto quale è stata misurata da d. Gioseppe Guarneri di detta terra perito concordemente elletto come da sua misura, che doverà restare nel presente a perpetua memoria, a cui doverà aversi sempre relatione ecc. a qual confina da matta viazzolo mediante li beni di Giovanni Torre parte et parte Gioseppe Pitozzi, a monte il sig. Giovanni Guarneri, a sera Giacomo Inverardo, a mezzo dì detto Picinelli venditore insieme con tutte le sue raggioni ad essa spettanti et competenti, ponendolo nel suo stato, grado et forma ecc. dandoli ecc. cedendoli ecc. costituendolo ecc. constituendosi posseder ecc. sinchè ecc. nel qual possesso sia et s’intenda posto dal giorno d’hoggi in poi; con promessa fatta per detto venditore Picinelli a detto rev. Moretti aquisitore, per esso accettando detto Paolo Moretti di lui fratello, d’evittione et legittima deffensione in ogni lite caso et causa ecc. et tanto in tutto quanto in parte et tanto nella proprietà come nel possesso et tanto se vincesse come se fosse vinto, et ogni lite pigliar in sé ad ogni intimazione ecc. et quella far sbrigar et spedir a tutte sue spese et di rifarlo non solo del prezzo infrascritto, ma anco del augmento temporaneo, miglioramenti, spese, danni et interessi d’esser il tutto liquidato col giuramento di detto rev. monsignor Moretti; il che dette parti ut supra agenti hanno fatto et fanno per il pretio et stabilito mercato di lire sei plt la tavola che hauto riguardo alla misura predetta, ascende a tutto il pretio di detta parte di detta pezza di terra a lire quattrocento e due plt, quali lire quattrocento e due plt che sono de denari di detto rev. don GioBatta Moretti acquisitore, detto Paolo le ha ivi attualmente datte, pagate et numerate et così da ecc. a detto Gioseppe Picinelli qui presente, che le riceve et tira a sé in tanto boni denari d’oro e argento vedendo me nodaro et testimoni soprascritti, quali servono per saldo et compito pagamento di tutta detta parte di pezza di terra come sopra venduta et sue raggioni; qual pagamento come sopra fatto stando, detto Picinelli ha liberato et assolto et così libera ecc. detto rev. mons. Moretti accettando, et stipulando per il medesimo Paolo fratello facendoli generalizzatissima liberazione, quietanza et patto perpetuo di più dimadarli per detta causa cos’alcuna ecc. et perché detto mons. Moretti ha fatto aquisto della suddetta pezza di terra per farvi in essa un roccolo d’uccellare havendola anco pagata di più di quello che vale cioè doppio prezzo del suo valore, resta perciò convenuto con il presente Instr tra esse parti che bisognandone altra parte di terra annessa alla suddetta venduta, cioè verso mezzodì per comodo di formarvi il roccolo ed dilatarsi con esso sii tenuto et obligato detto Picinelli ad ogni requisizione et piacere di detto rev. mons. Moretti venderli quella parte che egli bisognasse per l’effetto predetto; nel pretio però già come sopra fatto et stabilito come così qui presente detto Picinelli s’obbliga et promette ecc. per patto ecc. cum quo ecc. et sine quo ecc. promettendo ecc. obligando ecc. costituendo ecc. renonziando ecc.
Rogato per me Gb Barbieri nodaro ad L.S. (laudem sapientis)
Ego Joannes Bapta Barberius fgl qm Domenici civis et habitator Brixiae, ibique publicus veneta auctoritate notharus de predictis omnibus rogatus fui et praesens extiti, ideo in eorum fidem me autentice subscripsi et solito signo subsignavi cum una additione in terzia facciata dicente / parte / errore et non vitio ecc. cum resservatione ecc.

EM-A (141 …) — n° 117
26 marzo 1710
Compra fatta dal rev. sig. don GioBatta Moretti dal d. Mauro Scalvino di due capitali censuarii uno di £ 1000 plt; l’altro di £ 300 plt

Nel nome del Sig. Iddio ecc. L’anno di sua Natività mille settecento dieci correndo l’inditione terza in giorno di mercordì ventisei del mese di marzo essendo in una stanza terranea della casa habitata e di raggione del infrascritto mons. Moretti sita in Brescia in contr seu Borgo di San Nazaro; presenti il d. Antonio Goffi qm Lodovico, d. Mathio Zanetti qm Domenico et Gioseppe Zanini qm Lodovico testimoni ecc. habitanti in questa città di Brescia asserenti conoscer li infrascritti sigg. contrahenti con me nodaro infrascritto ecc.
Avendo bisogno di denari il d. Mauro Scalvino qm GioBatta cittadino et habitante in Brescia ne sapendo in qual altro modo a lui meno dannevole quelli provvedere se non con la vendita delli infrascritti due capitali censuarii uno di lire mille plt dipendente da Instr 6 maggio 1686 rogato dal d. Antonio Girellie et l’altro di lire treicento plt, moneta alla parte dipendente da Instr 17 febraro 1688 rogato da GioBatta Gritti ambi nodari in questa città; quali capitali sono pervenuti in detto d. Mauro Scalvino come herede testamentario del qm Vincenzo Scalvino di lui zio paterno in virtù di suo ultimo testamento del dì 6 maggio 1681 rogato dal suddetto GioBatta Gritti nodaro ecc. Quindi è pertanto che presente detto d. Mauro Scalvino herede ut supra et agente per sé ecc. et per ogni meglior modo ecc. et allodialmente ecc. ha dato et venduto, cesso et delegato, et così da ecc, al rev.mo sig. don GioBatta Moretti qm Gioseppe nominatamente la raggione, attione et facoltà d’haver, scoder, essiger et conseguir dalli sigg. GioBatta et Benedetto fratelli Romani sive loro heredi, o qualunque altre persone et beni, che potessero esser obbligate l’annuo censo in raggion di lire cinquanta plt di sei in sei mesi per mità et anco il capitale censuario di lire mille plt in ogni caso d’affrancatione dependente dal suddetto Instr 6 maggio 1686 rogato da detto d. Girelli; come pure la raggione, attione et facoltà d’haver scoder, essiger et conseguir dalli detti GioBatta et Benedetto fratelli Romani, loro heredi o altre persone et beni che potessero esser obligate, l’annuo censo di altre quindeci plt di sei mesi in sei mesi per mità et anco il capitale censuario di lire treicento plt in valuta alla parte et in ogni caso d’affrancatione, dependente pure dal sudetto Instr 17 febraro 1688 rogato da detto d. Gritti a quali instr s’habbia sempre relatione ecc. ad haver ecc. con tutte li loro raggioni ecc. dandoli ecc. ponendolo ecc. costituendolo ecc. costituendosi posseder ecc. sin tanto che ecc. nel possesso di quali capitali sia et s’intenda posto detto mons. Moretti acquisitore dal giorno 6 maggio 1709 promessa et patto per quello riguarda medesimo Instr Girelli; et per quello riguarda il secodo Instr Gritti dal giorno 17 febraro, pure promessa et patto in poi et in avenire; havendo anco detto mons. Moretti ivi attualmente pagato a detto Mauro Scalvino li censi scorsi sopra ambi doi essi capitali dal giorno del suddetto possesso sin al giorno d’hoggi, in summa di lire settanta quattro piccole, asserendo detto d. Scalvino esserne di tal summa pagatali vero creditore da detti sigg. Romani, al di cui effetto detto d. Scalvino ha anco ceduto et cede a detto mons. Moretti la raggione et attione di poter quella ripeter et conseguir da detti sigg. Romani.
Et tutto ciò con promessa amplissima fatta da detto Scalvino d’evittione et legittima deffensione in ogni lite, caso et causa ecc. et tanto in tutto quanto in parte, et tanto nella proprietà quanto nel possesso et ogni lite ecc. et di rifar detto mons. Moretti non solo del prezzo infrascritto, ma anco di tutti li danni, spese, interessi ordinari et extraordinari d’esser liquidati ecc, per patto ecc.
Et inoltre di mantener detti debitori ceduti boni veri et essigibili debitori et che pagaranno sempre tanto li annui censi di tempo in tempo, in conformità di detti Instr quanto li capitali tutti in caso d’affrancatione in pronti danari et non in altro modo, contro la volontà di detto mons. Moretti; altrimenti detto d. Scalvino vole et intende poter esser astretto et convenuto per il tutto sommariamente et essecutivamente come se fosse condannato con sentenze conformi da lui ratificate et approbate ecc.
Il che dette parti ut supra agenti hanno fatto et fanno per il pretio et estabilito mercatod i lire mille treicento plt, che a tal summa ascendono ambi essi capitali come sopra venduti; quali lire mille treicento plt detto mons. Moretti ha ivi attualmente datte, pagate et numerate et dà ecc. a detto d. Scalvino qui presente et che le riceve et tira a sé in tanti boni danari d’oro et argento vedendolo me nodaro et testimoni soprascritti ecc. renonziando ecc quali servono per saldo et compito pagamento di detti capitali come sopra venduti e cessi ecc. per quali detto Mauro Scalvino venditore ha liberato et assolto et così libera ecc. detto mons. Moretti acquisitore ecc. facendoli fine et quietanza ecc. promettendo ecc. obligando ecc. constituendo ecc. renonziando ecc. et de più detto Scalvino ha anco giurato le suddette cose esser vere ecc. et di quelle attender et osservar ecc. non contrafar ne contra venir ecc. volendo ecc.
Rogato per me GioBatta Barbieri nodaro ad L.S. (laudem sapientis)
Ego Joannes Bapta Barberius fgl qm Domenici civis et habitator Brixiae ibique publicus veneta auctoritate notharius de predictis omnibus rogatus fui et praesens extiti, ideo in eorum fidem me autentice subscripsi et solito signo subsignavi cum resservatione ecc.

Giuseppe Bonomi: