Breve storia della Chiesetta di Maria Ausiliatrice a Ospitaletto
La proprietà su cui poco dopo sarebbe sorto un “Oratorio” privato dedicato alla Vergine Maria, venne acquistata da GianBattista Moretti, cittadino di Brescia, nel Novembre del 1699, dalla spett.le Comunità di Chiari, che l’aveva ricevuta in donazione dal proprietario Mellino Mellini (morto nel 1665, senza eredi maschi).
Dopo l’acquisto trascorse soltanto un mese, o poco più, dalla richiesta rivolta dall’arciprete dell’Ospedaletto, don Stefano Bianchi, a nome del proprietario GB. Moretti, al Vescovo di Brescia per l’autorizzazione di costruire una “Cappelletta in sua casa per comodo di celebrare la S.ta Messa per la sua famiglia”* (vedi fig n° 1 e 2). La risposta affermativa del Vicario Antonio Sonino giunse nel mese di maggio del 1700, e tutto fa pensare che il sig. Moretti non abbia lasciato passare molto tempo per la costruzione della cappelletta, secondo la mappa o planimetria autorizzata dal Vescovo. Infatti già nel 1709 il vescovo Giovanni Alberto Badoer durante la visita a Ospitaletto del 21 ottobre 1709, fa un sopraluogo all’“oratorio iuris dominorum de Morettis” ed esprime il suo giudizio: “Omnia bene”; il che vuol dire che la costruzione non solo era terminata, ma che possedeva tutti i requisiti prescritti per potervi celebrare funzioni sacre.


Fig 1 e 2.- Ecco la domanda di don Stefano Bianchi e la risposta del Vescovo. Come si vede, la pianta è rettangolare e la parte centrale è sovrastata da una cupola rotondeggiante con l’affresco dell’incoronazione della Beata Vergine Maria.
Nella visita del 19 marzo 1792, il vescovo Giovanni Nani dopo aver esaminato l’”oratorio sub titulo Beatae Virginis Mariae iuris dominorum de Morettis” conferma un giudizio positivo: “Omnia bene”.
Oltre alle ispezioni dei vescovi, ci sono altre evidenze che la Chiesetta, ancorché privata, fosse tenuta in ottimo stato dai proprietari, che la misero a disposizione anche per celebrare matrimoni dei loro contadini (Vedi per esempio quello celebrato l’11 settembre 1785, tra Giacomo Salvi di GioBatta e Isabella Guarneri “in oratorio de iure Moretti, coram me arcipretem Gavazzi”- testi: dr. Carlo Moretti, Pietro Torri e Vincenzo Guarneri); e tale condizione ottimale perdurò sicuramente fino al 1816, quando l’ultimo dei Moretti la donò al “Pio Luogo della Congrega Apostolica”.
Alcuni anni dopo divenne proprietà del sig. Pietro Simoni da San Nazzaro di BS che vi si stabilì con la moglie Andreoli Maria. Dal matrimonio nacque un figlio di nome Traiano che morì nel 1905 e lasciò il tutto ad un parente: Gajazzi cav. Carlo, figlio di Simoni Carolina, sua parente.
La moglie del Gajazzi (Antonietta Perolini) nel 1920 vende la proprietà alla sig.ra Tenca Giuseppina ved. Ghidini, la quale nel maggio 1932 la rivende a mio padre Arturo Bonomi.
A quell’epoca (nel 1932) la Chiesetta era stata da tempo trasformata in un magazzino e lasciata alla più completa incuria. Mio padre dopo la guerra, in seguito ad un voto alla Madonna, la fece restaurare e la dedicò, secondo le intenzioni di mia madre, a Maria Ausiliatrice. Io ero molto piccolo, ma ricordo benissimo non solo lo stato di degrado di quel “magazzino”, ma anche l’intenso e lungo lavoro di restauro per ridare all’edificio l’antica dignità, se non proprio l’antico splendore.
Oltre alle maestranze “ordinarie”, tra gli altri vi lavorarono i Poissa di Brescia (che fecero l’altare e le balaustre), mentre il pittore fu il nostro compianto concittadino maestro Boldi, che dipinse il quadro di Maria Ausiliatrice dell’altare e riprese gli affreschi originali della cupola centrale e dei quattro tondi angolari degli Evangelisti.
Ultimato il restauro, la Chiesetta venne inaugurata e consacrata dal Vescovo di Brescia Giacinto XIII il 5 ottobre 1952, alle ore 14,30, durante una sua visita pastorale a Ospitaletto: al mattino aveva cresimato 40 bambini.
Negli anni seguenti vi si sposarono le mie sorelle Liliana (maggio 1954) e Anna Maria (settembre 1955) e tutti gli anni, il 24 maggio, giorno di Maria Ausiliatrice, don Giulio Gatti veniva al mattino a recitare la Messa e alla sera il Rosario: la chiesetta rimaneva aperta tutto il giorno anche al pubblico, che comunque era limitato ai vicini di via Rizzi e di via Azzi. Il 19 gennaio 1971, don Giulio Gatti (purtroppo già ammalato) vi celebrò il cinquantesimo di matrimonio dei miei Genitori.


Fig 3 e 4
Negli anni ottanta l’edificio mostrò infiltrazioni di umidità che salivano dalle fondamenta lungo i muri perimetrali e fu necessario un ulteriore intervento per rimediare al problema: questa fu l’occasione per eseguire anche altri lavori di risanamento e di abbellimento, che terminarono nell’inverno del 1998. Vi operarono tra gli altri, due mie cugine: la decoratrice Lorenza Bignotti e la pittrice Carla Treccani, ed il pittore Umberto Rubagotti di Palazzolo.
Tengo a sottolineare che in entrambi gli interventi di restauro (quello del dopoguerra e quello degli anni novanta) sono stati attuati in modo assai rigoroso i criteri fondamentali del restauro nel massimo rispetto dei materiali e dello stile dell’epoca (i primi anni del 1700): si tratta infatti di un barocchetto, che si ritrova sia negli stucchi delle cornici dei tondi dei quattro Evangelisti ed in quelli della volta centrale, che negli angioletti che posti in cima alle colonne, ma la linearità ed essenzialità delle dodici colonne perimetrali già preannuncia vicino lo stile neoclassico.
Il risultato finale mi sembra soddisfacente, anche se bisognerà provvedere ancora al restauro della facciata che dà su Via Rizzi.
Da parte mia, oltre all’intima soddisfazione di conservare questo piccolo gioiello della devozione dei nostri antenati, intendo proseguire e continuare questa avvincente ricerca ed approfondire alcuni punti ancora non chiariti della storia di questa chiesetta.
Giuseppe Bonomi di Arturo
* devo un particolare ringraziamento alla sig.ra Enrica Andreis che mi ha procurato le riproduzioni dei due documenti presenti nell’Archivio Vescovile di BS.
Come allegato aggiungo la trascrizione e la traduzione dei documenti relativi all’autorizzazione della costruzione della chiesetta.
Adi 29 dicembre 1699.
Intendendo il molto illustre et molto reverendo signor don Giovanni Battista Moretti di fabbricare una capelletta in sua Casa in contrada della Strada Regale dell’Ospedaletto per comodo di celebrare la santa messa per comodo di celebrarvi la santa Messa per la sua Famiglia, non portando alcun pregiudizio alla Cura, io infrascritto concorro col mio assenso, non havendo in contrario difficoltà
veruna.
In fede di che mi sottoscrivo col proprio sigillo
Prete Stefano Bianchi Arciprete dell’Ospedaletto
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Die 21 Maggio 1700
Ill.mus D. Antonius Soncinus dominus Prothonotarius Apostolicus, Canonicus Ecclesiae Cattedralis Brixiae, et in eiusdem episcopatu Vicarius Generalis existens annuendo petitionibus sibi porrectis per admodum rev. dominum Johannem Baptistam Morettum sacerdotem terrae Cignani huius Diocesis Brixiae habens (?) pro construtione Oratorii in terra Hospitaletti eiusdem Ecclesiae sub invocatione Beatae Mariae Virginis, attenta dotatione congrua per ipsum facta et attento consensu illustrissimi reverendissimi domini archipresbiteri dictae terrae Hospitaletti; praesentem eiusdem oratorii typum approbavit et approbat dictumque oratorium iuxta typum ipsum edificandi licentiam concessit, ac concedit servatis aliis de iure servandis, et sine ullo, vel minimo praeiudicio iurium Parochialium; aliter etc. et itaque etc. omnibus.—
Antonius Soncinus canonicus vicarius generalis
Petrus de Margaritis cancellarius episcopalis
L’ill.mo don Antonio Soncini protonotario apostolico, canonico della cattedrale di Brescia e vicario generale di questa diocesi, acconsente alle richieste presentategli dal rev.mo signor Giovanni Battista Moretti sacerdote di Cignano di questa diocesi (?) per la costruzione di un oratorio in Ospitaletto della stessa chiesa, sotto il titolo della Beata Vergine Maria. Considerata la congrua dotazione da lui stabilita e il consenso del rev.mo sig. arciprete di Ospitaletto, ha approvato e approva questo progetto di oratorio e il già detto oratorio, concede la licenza di costruirlo secondo lo stesso progetto osservando tutte le disposizioni di legge e senza alcuno benché minimo pregiudizio dei diritti della parrocchiale; diversamente ecc. e perciò ecc. in tutto ecc.
Aantonio Soncini canonico vicario generale
Pietro Margarita cancelliere vescovile
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In Christi Nomine amen. Anno ab eiusdem nativitate millesimo septingentesimo, indictione octava, die vigesima prima Maij, Pontificatus vero domini nostri papae Innocentii divina provindentia pater patrum XII anno nono.
In mei cancellarii ac testium infrascriptorum presentia presens et personaliter constitutus admodum reverendus dominus Johannes Baptista Morettus sacerdos terrae Cignani huius Brixianae Diocesis, Brixiae vere habitator; agens pro se sponte etc. ac alias omni meliori modo etc. cupiens erigere, ac construi facere Oratorium sub invocatione Beatae Mariae Virginis in terra Hospitaletti huius Diocesis, in proprio fundo pro commoditate cunctorum sui collegis cui laudabiliter preest, ac pro meliori eorundem directione, ad hoc ut Oratorium ipsum ut supra construendum perpetuo provisum remaneat de omnibus necessariis, eiusquem tectum sanum (sanctum?) semper manuteneatur, dedit, tradididt et assignavi ac dat predicto oratorio ut supra erigendo, fructus et annuos proventus derivandos et percipiendos, ex infrascripta parte petiae terrae in dotem, ac pro dote dicti oratorii, ipsam partem petiae terrae ipothecando et obligando pro dicta dote et asserens ex dicta et infrascripta parte petiae terrae percipi posse annuatim in parte domenichali scuta quinque huius monetae Brixiae, stipulante et acceptante me cancellario infrascripto uti publica persona nomine predicti oratorii, volensque dictus dominus assignans ipsam partem petiae terrae perpetuis futuris temporibus et omni exceptione penitus remota obligatam et hipothecatam fore pro dicto annuo fructu scutorum quinque pro dote predicta promittens de evictione et legitima defensione in omnibus aliis suis bonis in omni casu promittendo etc. obbligando renuntiando super quibus etc.
Quae petia terrae est videlicet
Pars unius petiae terrae brolivae et arborivae muro cinctae sitae in terra Hospitaletti nempe medietatem unius plodii dictae petiae terrae ponentem versus cui totae petiae terrae choeret a mane dominus Antonius Metellus, a meridie Vincentius Guarnerius a sero prefatus dominus assignans et a monte via, salvis.
Actum Brixiae in palatio episcopali anno, indictione, mense, die et presentia suprascriptis, presentibus dominis Cesaris Hirmae q. domini Narcisi et Petri Foresti, notis, testibus etc.
Petrus Margaritis cancellarius episcopalis.
In nome di Cristo, amen. L’anno 1700, 21 maggio indizione VIII, anno IX di pontificato del signore nostro papa per divina provvidenza Innocenzo XII.
Alla presenza di me cancelliere e dei sottoscritti testi, presente personalmente il molto reverendo signore Giovanni Battista Moretti sacerdote di Cignano di questa diocesi di Brescia, abitante però a Brescia, che agisce per sé spontaneamente ecc. e in ogni miglior modo ecc. volendo erigere e far costruire un oratorio sotto l’invocazione della Beata Vergine Maria nella località di Ospitaletto di questa diocesi a comodità di tutti coloro che fanno parte del suo collegio che presiede con lode e per una migliore direzione degli stessi, e affinché questo stesso oratorio da costruire sia provvisto in perpetuo di tutto ciò che è necessario e il suo tetto sia sempre mantenuto sano (santo?) diede, consegnò ed assegnò al predetto oratorio, come sopra da erigersi, come pure dona i frutti e i proventi annui che derivano e saranno percepiti dalla seguente parte di pezza di terra assegnata come dote e in dote dell’oratorio; ipoteca la stessa pezza di terra e la obbliga per la dote dichiarando che da essa si possono ricavare ogni anno in parte domenicale cinque scudi dell’attuale moneta di Brescia, essendo contraente ed accettante io cancelliere sottoscritto, come persona pubblica a nome del suddetto oratorio. Il predetto signore che assegna tale pezza di terra vuole che per i tempi futuri in perpetuo, rimossa ogni eccezione, resti obbligata e ipotecata per questo reddito annuo di 5 scudi per la dote suddetta, promettendo per l’evizione* e garantendo in ogni caso con tutti i suoi beni la legittima difesa, obbligando, rinunciando, sopra di che ecc.
La qual pezza di terra è come segue:
Parte di una pezza di terra broliva e arboriva, cinta con muro, sita in Ospitaletto, metà di un campo di un piò (posta) verso ponente di Ospitaletto, alla quale confina il signor Antonio Metelli, a mezzogiorno Vincenzo Guarneri, a sera il predetto assegnante, a monte via, salvo (altri confinanti).
Atto a Brescia nel palazzo vescovile, anno, indizione, mese e giorno e presenza soprascritti, presenti i signori Cesare Hirma q. signor Narciso e Pietro Foresti, noti, testi, ecc.
Pietro Margarita cancelliere vescovile.
* Perdita del diritto di possesso del compratore a causa di diritti preesistenti in favore di terza persona

Vecchia facciata della chiesetta prima del restauro da me avviato negli anni 2008.
Nel 1932 mio padre Arturo acquista la casa dalla vedova Ghidini. Non conosco esattamente i lavori fatti da mio padre per rendere la casa più confortevole e più adatta alle esigenza della nostra famiglia. So solo che dopo la guerra fece ristrutturare la chiesetta che allora era ridotta a ripostiglio e magazzino. A lavori ultimati, lì infatti si sposarono le mie due sorelle Mariuccia e Liliana nei primi anni ’50.

Il Vescovo di Brescia Giacinto XIII visita la chiesetta per benedirla e mio padre lo riceve appena fuori dalla chiesetta.
Ecco una storia della Chiesetta che io ho redatto ad iniziare dalla morte di mio padre Arturo.
Note per una storia della Chiesetta
dedicata a Maria Ausiliatrice
[in Ospitaletto (BS), via G. Rizzi, 34]
La proprietà, di cui la Chiesetta fa parte, venne acquistata da mio padre Arturo Bonomi (1897 – 1979) nel 1932. A quel tempo il locale era adibito a magazzino.
Dopo la guerra del ’39-’45, in seguito ad un voto solenne, mio padre iniziò a restaurarla verso la fine degli anni quaranta, e riuscì ad ultimarla agli inizi degli anni cinquanta, e precisamente nel ’51-’52. Venne benedetta e consacrata dal Vescovo di Brescia, Giacinto XIII, durante le feste della Madonna di Lovernato nel 1952 (vedi fotografia di mio padre che si inginocchia davanti al Vescovo per baciargli l’anello, proprio all’entrata della Chiesetta in via G. Rizzi 34).
La Madonna Ausiliatrice dell’altare venne dipinta dal pittore Boldi ….
Non sono riuscito a trovare che abbia dipinto gli affreschi della volta; mentre i tondi dei quattro Evangelisti furono rinfrescati “anche” da mio cognato Beppe Torri. La grande tela di S.ta Rita (cui era devota mia madre) venne dipinta dal Torri su un’immagine tradizionale della Santa di Roccaporena di Cascia. L’altare e le balaustre vennero costruite dal restauratore Poisa Giuseppe di Brescia, mentre i sei banchi in noce biondo nazionale dal falegname Pì Bonomi, cugino di mio padre.
Nel 1954 vi si celebrarono le nozze di mia sorella Liliana (8 maggio) e l’anno dopo quelle di mia sorella Mariuccia (10 settembre).
In questa chiesetta ogni anno il 24 maggio, giornata dedicata a Maria Ausiliatrice, veniva recitata la S.ta Messa al mattino e il Rosario la sera.
Nel 1971 MONS. GIULIO GATTI CELEBRÒ IL CINQUANTESIMO DI NOZZE DEI MIEI GENITORI; nel 1977 si tenne la veglia funebre di mia madre Maria Erminia Gares deceduta il 3 novembre e due anni dopo quella di mio padre Arturo, deceduto il 28 luglio ’79.
Dopo la morte dei miei genitori, per alcuni anni vennero sospese le celebrazioni, anche e soprattutto perché comparve ed aumentò nei muri laterali perimetrali un abbondante umidità che faceva cadere l’intonaco e che faceva sollevare il pavimento, un mosaico seminato di marmo, di fattura recente (anni 50).
Il sottoscritto Giuseppe detto Peppino, ultimo figlio di Arturo e di M. Erminia Gares, nel 1994 faceva ristrutturare il tetto, rifare i serramenti in legno delle finestre (falegname F.lli Dotti), ed infine scavare la terra del pavimento per almeno 80 – 90 cm, il cosiddetto vespaio (muratori Pasquale Bersini e nipote ………): così sterrata la chiesetta rimase ad asciugare per alcuni anni, fin quando nella primavera del ’96 il sottoscritto poté avviare i lavori di ristrutturazione con la costruzione di un “vespaio” provvisto di bocchettoni laterali di aerazione. L’anno dopo nel ’97 fu rimosso tutto l’intonaco delle pareti laterali perimetrali fino ad arrivare sul muro di sassi e di mattoni e dopo alcuni mesi di aerazione diretta, venne rifatto l’intonaco usando una malta speciale di tipo antico senza cemento: 1/3 di sabbia, 1/3 di cocciopesto e 1/3 di calce in polvere, consigliata dal restauratore Silvio Meisso di Rovato. Muratori: Angiolino Belleri di Lodetto, e Antonio Pitossi detto Tone da Passirano, cognato di Battista Radici, marito di sua sorella Laura.
Ho fatto sostituire i gradini in marmo, lisci e lucidi, con nuovi gradini in marmo di Botticino, dalla ditta Salghetti di Erbusco, trattati in modo vecchio e decisi di far applicare un “battiscopa” perimetrale alto 14 cm nello stesso marmo.
Le due acquasantiere in pietra di Botticino, sistemate alla destra delle due porte di entrata, sono state eseguite in mano dal tagliapietre Barbacan (………) di Villa Erbusco. Nel murarle ho fatto sistemare sopra di esse anche delle pietre originali provenienti dall’eremo delle Carceri di Assisi e da Roccaporena di Cascia: e più precisamente: sopra l’acquasantiera della porta principale della strada – via G. Rizzi – sono state poste le pietre di Roccaporena (S.ta Rita); sopra l’acquasantiera della porta del cortile interno, le pietre dell’Eremo delle Carceri (S. Francesco): questo luogo traspira una spiritualità così viva da suscitare un’intensa commozione e brividi tali da non poter essere facilmente dimenticati.
Nell’estate dello stesso anno venne rifatto il pavimento, anziché in marmo seminato, in mattonelle di cotto vecchio, recuperato in varie zone e posato da quel furbacchione di Cortefranca, tale Francesco Facondo (10 ore di lavoro di posa per un totale di £ 2.000.000 !!!) e tutto in nero, senza fattura: £ 200.000 all’ora !!!.
All’inizio del ’98 il sottoscritto restaurò personalmente le due porte, le Via Crucis con l’aiuto della Costanza di Rovato, divenuta da una decina d’anni, padrona del mio cuore; il quadro di S.ta Rita, i sei banchi di noce biondo nazionale, l’altare e le balaustre; queste ultime vennero ridotte dal Falegname Luigi Dotti (discepolo del falegname Deodato Marini) in modo da poter svolgere la funzione di gambe di sostegno dell’altare rivolto verso i fedeli, secondo la nuova consolidata liturgia. Sia l’altare che le balaustre sono state rinfrescate e decorate con colori acrilici da me e da mia nipote Tiziana, figlia di Mariuccia e di Torri.
Da un rigattiere di Parma, tramite Maddalena di Villa Erbusco, conoscente di Costanza, sono state acquistate due lampade votive, adattate a lampade sempre ardenti: una sull’altare e l’altra all’ingresso principale, sostenute da una barra in ferro (fabbro ferraio: Virgilio Ramera di Erbusco) alla base della volta d’entrata e della volta dell’altare.
Ho rifatto anche l’impianto di illuminazione usando dei faretti posti sopra il cornicione e rivolti verso i quattro Tondi degli Evangelisti, ed uno più grande posto sul davanzale della finestra che guarda la strada, rivolto verso la cupola e l’altare: Felice Bignotti ha fatto l’impianto elettrico, i materiali li ho acquistati nel nuovo negozio dell’autostrada.
Le pareti laterali sono state dipinte dall’imbianchino Folchi di Chiari, (quelle dell’altare verde salvia e quelle del corpo della chiesa in rosa antico, mentre le decorazioni scolorite delle finestre sono state riprese e rinfrescate dalla decoratrice Lorenza Bignotti, ultima figlia di Giuseppe (Bepi) e di Silvana Bonomi (cugina di mia madre, vedi albero genealogico; le altre due figlie sono Valentina e Monica).
Nel portichetto interno del cortile ho fatto posizionare una fontanella e ho coperto il pavimento con del cotto avanzato dalla Chiesa.
I lavori di restauro specie quelli dell’altare e delle colonnette dell’altarino sono stati svolti ed ultimati nel mese di novembre e dicembre del 1998, ma sono terminati in tempo per poter organizzare una Messa la sera della Vigilia di Natale.
Il 23 dicembre ’98 dal Poisa di via Pace a Brescia, ho acquistato un Crocefisso in legno, che nella chiesetta mancava e che ho sistemato sulla parete laterale destra dell’altare, costato un occhio, ma molto bello.
Il 24 dicembre ’98 alle ore 22.00 viene celebrata la S.ta Messa della notte di Natale da monsignor don Angelo Crescenti, figlio del mio padrino di battesimo Giuseppe e di Annetta ……… (amici e parenti – cugini – dei miei genitori).
Presenti la mia Costanza, i miei due figli Arturo ed Alessandro, mio fratello e sorelle, la mia ex moglie Dania, parenti ed amici: Mario Polonini e moglie Franca, Piero Radici e moglie Ester e figlio Michele, Luigi Pasini (a quel tempo sindaco del paese) e moglie Anna Maria detta Anita; Aldo Bignotti e moglie; Cichino Brescianini e moglie Rosaria Bertossi; Andrea Sarnico a letto con febbrone influenzale; quel somaro del mio amico G. Battista Radici e sua moglie Franchina detta Maghina, (non erano presenti perché andati in Germania con i due figli a passare colà il Natale !!! … dal nostro amico Claus e Donka.): ognuno sceglie nella sua vita le proprie priorità ed attribuisce ai fatti e agli eventi e quindi alle proprie scelte il valore che ritiene più opportuno, …! forse non rendendosi conto del “valore” di certi avvenimenti ….
La cerimonia è stata accompagnata all’organo “Hammond” con musiche natalizie dal mio amico Marino Claudio Moretti di Erbusco, direttore del Coro dell’Opera di Torino; era presente anche sua moglie Giovanna Pasinelli. L’organo elettronico, un Hammond, che avevo acquistato a metà degli anni settanta (verso il ’75-76) dalla Casa della Musica di Brescia nella zona del quartiere Lamarmora, l’ho posizionato nella chiesetta dopo la sua ristrutturazione e sembra fatto apposta …
Presenti anche alcuni operai che avevano lavorato nel restauro (falegnami F.lli Dotti (Peppino e Roberto con rispettive mogli e con il vecchio padre Luigi; l’idraulico Bignotti Bepi, mentre l’elettricista Felice Bignotti si trovava a letto con febbre influenzale). Non ho ritenuto degni di essere presenti sia il piastrellista posapavimenti Facondo che il muratore Pitossi, perché troppo avevano speculato sul loro lavoro, facendosi pagare in modo vergognosamente spropositato e senza aver lavorato neppure bene; perciò, tutto sommato, non si meritavano di presenziare alla cerimonia di “apertura”: in effetti non ne erano degni.
E’ stata una bella cerimonia, molto partecipata e sentita: l’unico neo era il fatto che non sono riuscito a procurarmi una statuina di Gesù Bambino da porre sull’altare: ho però rimediato l’anno dopo, nel 1999. La S.ta Messa è finita alle ore 22.45 e poi ci siamo avviati nella stanza del fuoco a rifocillarci con una fetta di panettone ed un bicchiere di vinello dolce, fino alle 12.45.
Il giorno dopo ho deciso di scattare alcune fotografie per ricordare questa seconda ristrutturazione e riapertura della Chiesetta da parte della Famiglia Bonomi nella persona del sottoscritto Giuseppe Peppino, ultimogenito di Arturo. Queste foto sono state scattate con la vecchia fotocamera con pellicola a colori: dovrei ricordare di digitalizzare queste fotografie mediante scanner, in modo da accostarle a quelle digitali degli anni successivi e documentare i cambiamenti ed i lavori di abbellimento della Chiesetta svolti dal sottoscritto negli anni successivi …
Nel mese di aprile del 1999, ho fatto incorniciare il quadro di Padre Pio dipinto ed eseguito da Giacinto Picozza, poliziotto della Stradale, marito di una mia infermiera ausiliaria (Piera Inverardi); ho fatto anche incorniciare alcune preghiere di S. Francesco d’Assisi, acquistate nella Porziuncola di S.ta Maria degli Angeli alla fine di aprile del ’98. Dalla Rocca di Assisi ho portato alcune pietre rosa, tipiche del luogo, che ho intenzione di sistemare in facciata, non appena avrò la possibilità di procedere al restauro della facciata esterna, quella che guarda ad Ovest e che dà su via G. Rizzi.
Il 24/05/’99 alle ore 20,30 è stata recitata la S.ta Messa dall’Arciprete di Ospitaletto don Renato Soregaroli. Don Angelo Crescenti, pur invitato con insistenza, non si è presentato: anche tra i preti ci deve essere un certo “galateo”, una specie di “regolamento interno”, un codice di comportamento, che io in verità capisco poco… ma mi è dispiaciuto che non ci fosse. Soliti parenti e amici (eccetto Andrea Sarnico), in compenso però c’era Lorenza Bignotti con fidanzato (non presenti la vigilia di Natale). Tiziana a Maiorca. Presente Alvise Bonomi fu Giovanni, fu Achille e Stella, (cugino diretto di mio padre) con moglie. Questa volta era presente Battista Radici e sua moglie Franca Cavati…. Poi ci siamo trovati nella stanza del fuoco per salutarci e per scaldarci con due pastine.
Quadro di Santa Lucia, commissionato da me a mia cugina Carla Treccani, figlia di Antonietta Schivardi, figlia di Teresa Gares, sorella di mia madre. Questa figlia di mia cugina Antonia, è veramente un’artista: ha dipinto un ritratto di Arturo, una Madonna col Bambino, che ho in casa, ma che forse metterò in chiesa ed un meraviglioso Gesù che si trova nella Chiesa del Berlinghetto, ma di cui ho un’immagine.
Appena pronto questo quadro di S.ta Lucia, alla quale santa sono molto devoto per via dei miei occhi delicati e fragili, lo sistemerò in Chiesetta sulla sinistra dell’altare. In effetti, mi è stato consegnato da Carla Treccani il 13/06/’99: è molto bello; la pittrice ha rispettato il mio desiderio di non mettere in mano a S.ta Lucia il tradizionale piattino con i due globi oculari (una visione di pessimo gusto, ma che ricorda che lei è la protettrice della vista!). Al posto dei due occhi ho suggerito un gioco di luce che faccia intendere e pensare alla visione e alla vista. Alla tela ho fatto costruire una cornice adeguata dal solito corniciaio di Travagliato e poi lo ho appeso dove avevo deciso: alla sinistra dell’altare.
Ho trovato un buon corniciaio a Travagliato, tale Girardi in Vicolo Portello: lavora bene e mi pare onesto nei prezzi; mi è stato consigliato da Natalino Corbetta.
Il mio amico Franco Zeziola di Chiari durante una sua visita nell’aprile del ’99, mi ha suggerito di far eseguire a don Antonio Fappani di Brescia una ricerca storica sulle origini e sui proprietari di questa Chiesetta: consiglio veramente utile, che ho seguito puntualmente. Infatti sabato 12/06/’99 sono andato a BS in via Tosio 1 da don Fappani e me lo sono portato a Ospitaletto per vedere la chiesetta: “E’ molto bella e molto elegante”, sono state le parole di don Fappani, che mi ha promesso di interessarsi per la storia antica di questa costruzione. Spero molto che mantenga la promessa e l’impegno, perché ci terrei un mondo a conoscere l’anno della sua costruzione e tutte le successive vicende che ha passato! Sono in attesa di sue notizie.
Nel mese di luglio ’99, io e Tiziana siamo andati da don Renato, Arciprete di Ospitaletto a chiedere se concedeva il permesso a Tiziana di sposarsi nella chiesetta di S.ta Maria Ausiliatrice, dal momento che aveva deciso di sposarsi, e la data stabilita per le nozze sarebbe stata il 4 settembre ’99. Don Renato ci ha riferito che esiste una disposizione della Curia di BS che i matrimoni possono essere celebrati soltanto nelle chiese parrocchiali e non in quelle private. Tuttavia avrebbe chiesto in Curia a BS il permesso di celebrare questo matrimonio di Tiziana nella nostra chiesetta. Dopo 10 giorni ha però telefonato a mia nipote Tiziana dicendole che il permesso non era stato concesso. Per la rabbia e la stizza, Tiziana ha deciso di sposarsi solo in Comune e così è stato: (il 4 settembre ’99 alle ore 18.30); poi siamo andati a cena presso l’Hosteria di Brescia a Ospitaletto, di proprietà del nonno Arturo e lasciato in eredità a Mariuccia. C’erano anche Piero e Nedelia.
Nel mese di novembre ’99 è stata celebrata da don Angelo Crescenti la S. Messa per i nostri cari Defunti: per l’occasione io ho stilato un Elenco dei miei parenti defunti, ma anche delle persone che ho conosciuto nella mia vita e che sono defunte (ho tralasciato i miei Insegnati del Liceo – Tullio Cavalli, Sandro Galli, Angelo Benedetti, Dario Morelli, ecc., dai quali molto ho avuto). Questo elenco è stato esposto alla porta della Chiesetta e sarà aggiornato di anno in anno, perché ritengo che i nostri morti non debbano mai essere dimenticati.
Alla vigilia di Natale (24/12/’99) alle ore 22.00 è stata celebrata la S. Messa della Vigilia di Natale, da don Angelo Crescenti: in Chiesetta su un apposito “altarino” ricavato da alcune colonnette delle ex balaustre, e posto alla destra della porta d’entrata dal cortile, ho collocato il “Gesù Bambino in culla”, appena acquistato a Brescia da Novali: è una piccola scultura in legno dipinto e davvero molto bella, mi è piaciuta subito e ho deciso di acquistarla nonostante il prezzo elevato, ma era troppo bella … e nella chiesetta ci sarebbe stata tanto bene …
La cerimonia, sempre musicata all’organo dal mio amico Marino con musiche natalizie, è riuscita molto suggestiva…
E poi ci siamo ritrovati nella Stanza del Fuoco per gli auguri con amici e parenti: c’erano anche Lino e Rosetta Passero, miei cugini …
Nel corso dell’anno 2000 ci sono stati alcuni problemi di lavoro sia per Costanza che per me, tant’è che non è stato possibile far celebrare la S. Messa né il 24 maggio, né nel mese di Novembre per i Defunti. Mi è molto dispiaciuto, ma è stato così …
In compenso la sera del 24 dicembre alle ore 22.00 è stata celebrata la S. Messa da don Angelo Crescenti: vigilia eccezionale perché nel rispetto della più antica tradizione alle ore 18.00 è venuta la neve e si sa che un Natale con la neve è un’altra cosa … ha continuato a nevicare per tutta la notte … erano 39 anni che dalle nostre parti non nevicava più la notte di Natale … Durante la cerimonia, all’organo Hammond, sempre Marino Moretti con musiche natalizie a rendere ancora più suggestiva la magica atmosfera natalizia con la neve che ovattava tutto come in una favola meravigliosa …
Arredata dalle mani di fata della Costanza con tutte stelle di natale rosse sull’altare e altrove … tutto o.k. e soprattutto molto suggestivo con un’atmosfera credo irripetibile.
Anche nel corso dell’anno 2001 ci sono stati alcuni problemi di lavoro sia per Costanza che per me, tant’è che non è stato possibile far celebrare la S. Messa il 24 maggio, però nel mese di Novembre l’abbiamo fatta dire per i nostri Defunti.
Come da “quasi tradizione”, la vigilia di Natale del 2001, alle ore 22.00 è stata celebrata la S.ta Messa da don Angelo Crescenti, accompagnato da suo nipote Giuseppino Chiari (figlio di Enrico, amico del papà). La Chiesetta era tutta piena, oltre ai soliti c’erano anche i miei figli: Arturo con la nuova morosa Stefania di Palazzolo, Alessandro con la morosina Anna e i suoi genitori. La celebrazione è stata accompagnata da Marino Moretti (ormai di Torino) con musiche tradizionali natalizie. Niente neve, ma un freddo cane. Per la prima volta c’era anche Matilde Pilar figlia di Tiziana, che nel bel mezzo della Messa ha chiesto e ottenuto da Costanza del “pain-pain” e se ne è sbaffato uno intero: forse la sua prima comunione.
Avevo detto a Liliana e Renzo di invitare anche il figlio Arturo e famiglia, con il quale da alcuni anni si erano interrotti i rapporti, come sempre per futili motivi: ho ritenuto di fare contenti Liliana e Renzo, mettendoci un sasso sopra e lasciandoci alle spalle il passato con i suoi risentimenti, con le sue ragioni e i suoi torti.
Arturo e la sua tribù (moglie e tre figli maschi) ha accettato di venire e poi tutti siamo andati nella stanza del fuoco a dividerci una fetta di panettone.
Per la prima volta erano presenti anche Claus e Donka, ospiti di Battista per le feste natalizie, poi Roberto Domeniconi (detto Spilungone) di Castrezzato, che lavora al CED dell’Ospedale di Chiari, col quale in seguito nel corso degli anni siamo diventati amici, e quel provolone di Alberto Chessa con moglie Graziella, tecnico delle linee telefoniche, che ho battezzato “Sbilly” (da sbilenco).
Dopo il ritrovo nella stanza del fuoco, siamo andati in piazza a Ospitaletto dove gli Alpini avevano allestito bracieri per fare castagne arrosto e vin brulé, che veniva distribuito ai presenti: ci siamo rimasti un’oretta e poi siamo ritornati a casa: è stata una notte gelida (circa 8 gradi sotto zero!). Durante queste vacanze natalizie si è verificata una brutta cosa: Claus ha iniziato ad avere una febbre molto alta con brividi scuotenti, che secondo lui era la conseguenza di una malattia infettiva, non meglio precisata, che aveva contratto durante una vacanza in Tunisia nell’agosto dello stesso anno. L’ho invitato in ospedale a Chiari per eseguire alcuni accertamenti clinici per capire di che cosa si trattasse, ma lui testardo e sicurissimo delle sue idee ha rifiutato. Tali episodi febbrili si sono ripetuti varie volte fino al 6 gennaio giorno della sua partenza in aereo da Villafranca (Verona), dove lo abbiamo accompagnato: Battista, io e Costanza.
Solo verso la fine di gennaio dello stesso anno, da una sua telefonata sono stato informato trattarsi di una malattia al polmone e che sarebbe stato presto operato …
Nel luglio mi riferiva che gli avevano trovato (ad una TAC) delle metastasi cerebrali, e perciò veniva sottoposto a terapia radiante con alte energie, ma il 23/09/2002, anniversario del suo matrimonio con la Donka, muore a 57 anni, dopo alcune settimane che non si alzava più dal letto … l’avevo conosciuto a Riccione nel 1956, colà in vacanza con sua madre Annelise, ed io mi trovavo con Piero e Nedelia nella Pensione Urania: siamo diventati amici, e da allora ci siamo scritti e telefonati regolarmente … oltre che esserci scambiati delle visite in Germania e a Ospitaletto.
Contatti con don A. Fappani per avere il Legato della chiesa …… ma della storia della Chiesetta, don Fappani mi dice di no aver neppure avviato le ricerche … infinita delusione ed amarezza … anche i preti non mantengono sempre gli impegni e le promesse!!!
Il 30/01/02 verso le ore 20,30 con Alessandro sono andato nella casa Parrocchiale, d’accordo con don Renato, l’Arciprete, a fare delle ricerche sui miei nonni, bisnonni, antenati vari, ecc, con il fine tra l’altro di trovare notizie e dati sull’origine della Chiesetta ….. Era presente un Gruppo di volontarie capeggiate da Matteo Savoldi, che stava ponendo un po’ di ordine nei documenti dell’archivio parrocchiale.
A questo proposito scorrendo i Diari di don Giulio Gatti (Arciprete nei miei verdi anni), ho scoperto che “… alle 10.30 del 5/10/1952 il Vescovo di BS Giacinto XIII esegue la Cresima di circa 40 bambini di Ospitaletto. Alle 14.30 il Vescovo benedice la Chiesetta di Bonomi Arturo, restaurata per voto di guerra. Poi il Vescovo parte per Sale Marasino.”
In un altro passo trovo: “ … Settimana Mariana dal 5 al 12 settembre 1953: il 12 settembre: Santo Nome di Maria: alle 10.30 si parte parati dalla Chiesetta Bonomi, cantano la D. Pontificalis i fratini di Saiano …. Sulla Piazza mons. Orlando che seguì la Madonna in auto con l’Arciprete rivolge parole calorose di commiato (NB: mons. Orlando Vescovo di San Severo).
Il mercoledì seguente (6/2/2002) dalle ore 20.30 alle 22.30 ritorno nella casa Parrocchiale per continuare le mie ricerche sui miei Antenati e riesco a chiarire molte cose: per esempio che il Capostipite dei Bonomi di Ospitaletto è Bonomi Antonio, il papà di mio nonno Pietro, che era nato a Sale di Gussago il giorno 8/9/1817 che si sposa a Ospitaletto il 11/2/1844 in seconde nozze con Giacomelli Maria (n. 14/5/1825). Pertanto da Ospitaletto le ricerche si dovranno spostare ora a Gussago, per i Bonomi; a Paderno FC per i Gares e i Bettoni; a Castegnato per i Trebeschi. Queste ricerche sono continuate negli anni seguenti, a varie riprese ed i risultati conseguiti hanno permesso di farmi un’idea dell’albero genealogico dei Bonomi di Ospitaletto… vedi Albero Genealogico.
Il 21 novembre alle ore 20.30 viene celebrata la Messa per i Defunti …. Da don Chiappa …. Dedicata a Claus e ai morti dell’anno e a quelli precedenti ……
Da una visita al Cimitero di Sale di Gussago con annessa Chiesa, io e la mia Costanza abbiamo preso due piantine di ippocastano alte 30 cm circa e le abbiamo portate a Ospitaletto dove le abbiamo messe a dimora in due vasi: ho intenzione di coltivarle per poi trapiantarle in giardino o nel brolo a ricordo dei Bonomi di Gussago … infatti nella primavera del 2005 le ho posizionate in piena terra, dove ora si trovano.
La vigilia di Natale (24/12/2002) alle ore 21,30 viene celebrata la messa da don Angelo Crescenti assistito dal nipote dott. Giuseppino Chiari (direttore della Banca Popolare di Pompiano e Franciacorta, che su mia richiesta ha fatto assumere Arturo nella filiale di Roccafranca e di questo gli sarò sempre grato e riconoscente: mi ha confermato di averlo fatto per l’amicizia che c’era tra suo papà Enrico e mio papà Arturo! Quando si parla di valori … !). Partecipanti: i soliti tradizionali. All’organo, ancora Marino Moretti con le musiche natalizie tradizionali, ma senza neve …
Nel corso del 2003, non ci è stato possibile far dire la messa né il 24 maggio (Maria Ausiliatrice), né in novembre per i nostri poveri morti.
All’inizio di settembre 2003 sono iniziati i lavori di sostituzione del vecchio cancello d’entrata da via Rizzi 32, con uno nuovo disegnato da Alessandro su mie precise indicazioni, che ho ricavato dallo spunto del cancellino esistente in via Rizzi 28.
Ho richiesto un preventivo a vari Artigiani della Zona, dopo aver escluso Ramera di Erbusco su sua richiesta, perché troppo impegnato con le sue commesse. La scelta è caduta su un fabbro del Lodetto un certo Alberto Bersini, amico di Angiolino Belleri, l’omino che svolge funzioni di factotum in casa e nel giardino.
I lavori di sistemazione dell’entrata, degli scavi e del posizionamento dei pilastri di ferro del cancello sono stati svolti dall’impresa edile Luigi Valvassori di Travagliato, una brava persona, che ha lavorato anche bene. L’impianto di movimentazione automatico del cancello è stato eseguito da Rino Tomasoni, mentre tutti i collegamenti citofonici sono stati eseguiti dal vecchio Felice Bigotti e da suo nipote.
La messa della vigilia di Natale 2003, date le condizioni di salute di don Angelo Crescenti, è stata celebrata da don Gianni Colosio, amico e coscritto di Luigi Pasini; un prete mariano nato a Ospitaletto che vive ed insegna in un liceo artistico di Roma e che viene a Ospitaletto per le feste natalizie a trovare la vecchia mamma.
All’organo sempre Marino, che questa volta ha dovuto suonare solo con la tastiera inferiore perché la superiore si era guastata e non suonava più …
I presenti erano i soliti, eccetto Piero e Nedelia in convalescenza, Roberto e i suoi in Spagna dal figlio; mancava anche la Maria Erminia, per motivi suoi.
Dopo la Messa ritrovo nella stanza del fuoco fino a mezzanotte e poi tutti in Piazza per bere vin brulé, offerto dagli Alpini.
Il 2004 è stato un anno di grandi lavori sia in ospedale che a casa … che in chiesetta: infatti in agosto con l’aiuto della mia Costanza, ho ritinteggiato le pareti dell’altare trasformandole da verde smorto al giallo chiaro oro, molto luminoso. Ho ritoccato la cornice della pala della Madonna sopra l’altare. Un grande lavoro di prove e riprove del colore, finchè ho trovato quello che poteva andare bene ed allora l’ho applicato in doppio strato: colore a calce.
Ho ripassato i banchi e le sedie con la cera Stoppani.
In agosto 2004 da un rivenditore di Caravaggio ho acquistato una Statua della Madonna Immacolata in gesso ed un Crocefisso senza croce da appendere con una corda al muro.
Il 3 ottobre 2004 viene celebrata la messa per il 60esimo del sottoscritto e di Piero Radici, erano presenti tutti gli amici di 61 anni …!
Ha celebrato la messa il Cappellano dell’Ospedale di Chiari, resosi disponibile, perché tutti gli altri preti che ho interpellato erano impegnati in altre funzioni. Dopo la messa siamo andati a Goito a pranzo, e che pranzo! e che “discorso” ho tenuto: ce n’era per tutti i presenti e tutte le presenti!!!
La messa dei defunti è stata celebrata dall’arciprete di Ospitaletto, don Renato, il 13 novembre 2004, il quale non ha fatto altro che parlare, durante l’omelia, delle iniziative parrocchiali, cosa ideale per una messa ai defunti!
La messa della vigilia di Natale 2004 è stata celebrata da don Gianni Colosio alle ore 22.00, e poi nella solita stanza del fuoco per una fetta di panettone. Battista e la sua truppa erano in Germania dalla Donka.
Durante la messa le sacre letture sono state lette dalla Maria Pia, moglie di mio nipote Roberto figlio di Piero.
L’ho già detto, ma voglio ricordarlo che nella primavera del 2005 ho piantato in piena terra nel parco i due piccoli ippocastani che avevo portato dal Cimitero di Sale di Gussago alcuni anni prima, così in giardino di Ospi c’è qualcosa di Sale!
Nello stesso periodo mi è balzata in mente una idea fissa: la doratura con foglia d’oro degli angioletti che si trovano in cima alle dodici colonne della chiesetta. A ben guardarli, questi angioletti, apparivano assai “appiattiti”, forse anche perché erano stati tinteggiati in modo uniforme ed indistinto, dello stesso colore delle colonne che li sorreggevano. Siccome lo stile della chiesetta è un barocchetto, ho pensato che sarebbe stato indicato ed adeguato allo stile della Chiesetta e dell’epoca della sua costruzione, dorare gli angioletti, proprio in accordo con tale stile originale; detto fatto, mi sono convinto che era una buona idea, a tal punto che non mi ha più abbandonato. E così ho iniziato a documentarmi sulla tecnica della doratura con foglia d’oro, presso il negozio di Belle Arti di Corso Bonomelli di Rovato, gestito da Pierino Tonelli, che mi ha bene consigliato.
Purtroppo i lavori non sono potuti cominciare prima dell’agosto 2005, perché durante tutto il mese di giugno-luglio ho dovuto sistemare e risanare i mobili di Tatì Paulette, che i miei figli avevano portato dalla Francia dopo la morte della zia della Dania; si trattava di mobili in ciliegio assai ben fatti anche se un po’ trascurati.
Come dicevo, i lavori in chiesetta non sono iniziati che ai primi di agosto: ho dovuto impiegare tutto il mese a preparare il fondo, con stucco gessato, dei dodici angioletti per potervi poi applicare la foglia d’oro: oro vero sul viso, oro falso sulle ali. Però contemporaneamente ho stuccato tutte le colonne che erano un po’ rovinate e dalle tinteggiature che si staccavano.
Finalmente il 7 settembre alle ore 17.00 con Costanza ho iniziato ad applicare la foglia d’oro agli angioletti; ci è stata di aiuto anche l’amica della Costanza, certa Simona di Passirano.
Ai primi di ottobre un imbianchino restauratore di Palazzolo, Rubagotti Umberto, (conosciuto tramite Roberto Legrenzi di Lodetto, ed autista presso il PS di Chiari), mi ha portato un ponte molto alto per arrivare al soffitto e alla cupola per dorare anche i quattro angioletti del cornicione circolare superiore.
Il 15 novembre finalmente, dopo oltre due mesi di attesa, il pittore imbianchino restauratore Umberto Rubagotti e suo figlio Marco/Mario, sono venuti per rinfrescare il cornicione e le pareti della chiesa. Ho indicato al Rubagotti di pitturare le pareti con il giallo oro biscotto presente sulla volta dell’altare, mentre le colonne dovevano riprendere il giallo verde grigio avorio degli anelli della volta.
Il provolone si presenta alle ore 8.00 senza calce che sarebbe servita per fare i colori; allora con il figlio siamo andati da Tonelli a Rovato per acquistare 20 litri di calce da pittura. Così ad intervalli più o meno regolari, sono iniziati e continuati i lavori di rinfrescatura delle pareti, delle colonne e dei cornicioni, poiché tutti gli angioletti erano già stati ultimati da Costanza, da Simona e da me. Purtroppo il colore delle pareti è risultato troppo scuro, denso ed uniforme, rispetto a quello che volevo io: tant’è che ho dovuto farglielo rifare, ma non sono riuscito ad avere quel bellissimo giallo oro biscotto antico che è presente sulla volta dell’altare … pazienza, ho dovuto accontentarmi di quello che i Rubagotti mi hanno fatto …
Ho aggiunto un piccolo cornicione sul davanzale della finestra che guarda la strada, per nascondere il neon ed il faretto che vi avevo sistemato con l’aiuto di Felice Bigotti. Il cornicione di gesso l’avevo acquistato presso un negozio di via Vittorio Veneto di BS.
Il Rubagotti Umberto è stato invece bravo ad eseguire il finto marno incorniciato sulle 12 colonne: i colori ed il fondo li ho trovati in perfetta armonia con gli altri colori presenti in chiesetta. Questo lavoro del finto marmo delle colonne voleva farlo la Lorenza, ma io ero così voglioso di ultimare i lavori e di sistemare tutto per la messa della vigilia di Natale, (che rischiava veramente di essere rinviata e saltata per il 2005), che ho accettato di buon grado la prova e la proposta di Umberto.
I lavori veri e propri sono stati ultimati la mattina dell’8 dicembre: io e Costanza abbiamo rinfrescato con della polvere di oro acquistata presso il Colorificio Bresciano della stazione di BS, sia le Via Crucis, che l’altare grande e piccolo che le cornici dei quadri presenti: il tutto con buon risultato.
Al pomeriggio siamo andati all’ospedale civile di BS dove era da alcune settimane ricoverato in Neurochirurgia Renzo (marito di Liliana): era molto grave ed io ho detto a Liliana “ecco ora la Chiesa è terminata”. Queste parole sono risultate quasi come una profezia perché la mattina dopo Renzo è morto. Il sabato 10/12/2005 è stata allestita la camera ardente per Renzo proprio nella chiesetta dove 51 anni prima si era sposato con Liliana … Alle 16.00 il parroco don Renato è venuto a celebrare la Messa funebre per Renzo; la domenica alle ore 19.15 è stata celebrata la veglia funebre ed il giorno dopo 12/12 alle ore 14.00 dalla chiesetta è partito il funerale di Renzo: mi ha aiutato molto Dario, figlio di Liliana e maresciallo dei Carabinieri a Feltre, ad organizzare il tutto tramite le Onoranze Funebri Generali di BS, che hanno dimostrato un’assistenza ed una professionalità veramente eccezionali.
Nonostante questo lutto dei giorni precedenti le feste natalizie, abbiamo trovato la forza di rispettare la nostra “piccola, ma importante e suggestiva tradizione”; abbiamo avviato i preparativi per la messa della sera della vigilia di Natale: infatti, il 24/12 alle ore 22.00 nonostante alcune riserve emozionali, abbiamo potuto far celebrare la messa della Vigilia, grazie ad un frate del Franciscanum di BS che ha tenuto una bella omelia: la chiesetta era veramente stracolma di persone che avevamo invitato ed anche di quelle che si erano invitate da sole … Per la prima volta ho invitato anche la Gabriella, cugina di Battista Radici, cha conosco dalla mia infanzia, ma che non avevo mai frequentato e che perciò non era mai entrata nel giro delle nostre amicizie: tutto sommato, nonostante le sue disavventure famigliari, mi sembra una donna in gamba e forse meritevole di qualche cosa in più dalla vita, come una durevole stabilità di rapporti famigliari. Da sempre impiegata nel nostro Comune, da alcuni mesi si e trasferita in Broletto a BS presso la Prefettura.
Oltre ai soliti tradizionali presenti, c’era anche Dario con la sua nuova morosa veneta (Sabrina) e la figlia Liliana. Mancava per la prima volta Marino e la sua musica, perché era stato trattenuto a Torino per un Concerto in vista delle Olimpiadi invernali …
Questa è stata una “specie di inaugurazione” dopo la grossa ristrutturazione da me voluta e portata avanti con l’aiuto e l’opera di Costanza: tutto è bene ciò che finisce bene.
Il 24 maggio 2006 alle ore 20.00 è stata celebrata una messa per gli operatori di PS/DEA di Chiari (medici, infermieri e autisti): durante la celebrazione un quartetto d’archi (di Massimo di Zeziola) ha suonato musiche barocche: il tutto è stato molto suggestivo. Dopo la messa ho offerto un rinfresco alla mia gente in giardino con cattering della pasticceria “Principe” di Chiari. Serata molto bella, tutti soddisfatti e presenti ….
Nell’agosto-ottobre 2006 ho dato alcune mani di “resina” alle colonne ed in particolare al marmo disegnato per dargli la somiglianza con il marmo vero … anche questo è stato un bel lavoro, che è terminato verso la metà di novembre: perciò niente messa per i morti!
E si giunge così al periodo natalizio del 2006: nel riportare e documentare le vicende di questa Chiesetta, da improvvisato povero cronista, quale sono, dovrei astenermi da ogni considerazione personale e da ogni coinvolgimento emotivo delle vicende accadute e di cui sono state testimone diretto.
Ma dal momento che nel raccontare la cronaca della Chiesetta non sono mai stato finora così freddo e distaccato e così estraneo agli avvenimenti qui esposti, come spettatore apatico ed insulso, anche questa volta non sarò capace di indossare la veste dello storico/cronista completamente oggettivo ed imparziale … d’altra parte, nella mia vita di studio, non mi sono mai imbattuto in “storici” che abbiano raccontato obiettivamente la storia così come essa è accaduta e come gli avvenimenti si sono succeduti uno dopo l’altro, in modo assolutamente imparziale ed oggettivo: basti pensare a come è stata camuffata, distorta ed alterata la storia del Periodo Fascista e di Mussolini, per rendersi conto di quanto falsa e bugiarda e partigiana sia la storia raccontata anche dai cosiddetti storici di mestiere, molti dei quali asserviti all’ideologia e al potere. Infatti chi racconta le vicende accadute, anche se lo fa nella veste di storico/cronista, giocoforza ne rimane più o meno consapevolmente coinvolto sia ideologicamente che emotivamente, a secondo della parte da cui si pone, così da narrare le vicende non come esse sono veramente avvenute, ma come lui vorrebbe che fossero accadute o come strumentalmente lui vuole farle apparire.
Pertanto io stesso non mi potrò e non vorrò sottrarmi a questa “legge” universale intimamente insita nel profondo della natura umana.
Sicchè nel periodo natalizio del 2006, io mi sono recato, come sempre ogni anno dal 1998, dal parroco, don Renato Soregaroli, per avvisarlo che avrei fatto celebrare una Messa alla Vigilia di Natale verso le ore 22.00. Ma questa volta il don Renato mi dice che il Consiglio Parrocchiale non intende concedere il permesso per la celebrazione di messe in occasione delle feste natalizie … (sic!).
Alla mia incredulità di fronte a tale decisione e quindi alla mia insistenza nel far presente che non avrei richiesto la celebrazione a nessun sacerdote della parrocchia, che sapevo già molto occupati per le varie incombenze e celebrazioni nella Chiesa del paese, e che avrei provveduto con un prete che veniva da fuori, il don Renato si giustificava dicendo che aveva dovuto negare l’autorizzazione a molte altre categorie di cittadini (alpini, marinai, fraternità, ecc.) e aveva negato la celebrazione della Messa sia a Lovernato che alla Filanda del Camaione! A nulla sono valse le mie repliche e la mia reiterata insistenza che la messa era privata, che non sottraevo nessun prete alla Parrocchia, che ci tenevo molto a questa messa che era ormai diventata “quasi una tradizione” per la mia cerchia di parenti ed amici … che la Chiesetta era stata restaurata con soldi tutti miei e che il consiglio parrocchiale non aveva sborsato nemmeno un centesimo … ecc. ecc.
Pertanto, preso atto della sua posizione e della sua fermezza per difenderla, me ne sono andato con l’intenzione però di approfondire le ragioni ed i motivi di tale comportamento da parte di un Parroco, che secondo me avrebbe dovuto invece gioire del fatto che nel suo territorio parrocchiale ci fossero dei parrocchiani che avevano recuperato edifici di culto, li avevano restituiti al loro originario splendore e che li tenevano vivi in vita con celebrazioni periodiche di Messe, durante le quali piccoli nuclei di altri parrocchiani si ritrovavano a pregare il Buon Dio, in un contesto privato, assolutamente particolare e suggestivo come poteva essere quello più raccolto e meno “chiassoso” (rispetto alla Chiesa grande) di una piccola Chiesetta privata, meno frequentata per ragioni di spazio e di accoglienza, nella quale il clima natalizio e l’atmosfera festiva, così intima come quella del Natale, potevano essere più sentiti e vissuti da tutti i partecipanti.
Ho rimuginato la mia stupefatta incredulità, il mio profondo rammarico e il mio risentito sgomento per alcuni giorni, durante i quali ho potuto constatare un altro fatto assai spiacevole: parlando con alcuni miei amici, che solitamente invitavo alla messa della vigilia di Natale, della discutibile decisione del Parroco e della mia contrarietà e della mia incomprensione delle ragioni di simile imprevedibile non concessione del nulla osta, ho potuto rendermi conto che, tutto sommato, ai miei amici non gliene importava un gran ché, che la messa fosse o non fosse celebrata nella Chiesetta … anzi, alcuni sembravano del tutto condividere la decisione di don Renato … ci sono rimasto male, ma così male che non si può immaginare … e sì che avevo coinvolto fin dall’inizio tutti i miei amici e li avevo tenuti aggiornati sullo stato di avanzamento dei lavori ed ogni volta che facevo celebrare la Messa erano i miei primi invitati …!
Spesso si crede di far cosa gradita, quando magari la cosa è sopportata a mala pena e ti dicono di sì, solo perché non hanno il coraggio di dirti di no: questa è la mia intima sensazione, dopo questa spiacevole esperienza, con l’aggiunta del sospetto che alcuni abbiano provato anche un malcelato senso di gelosia, ah gli amici … !
Ho voluto però approfondire la questione: ho telefonato al Vescovo Vicario, monsignor Beschi, il quale non ha voluto ricevermi (con la scusa che era troppo impegnato), ma ha preferito discutere al telefono di questa faccenda, concludendo ovviamente di essere d’accordo con il Parroco.
Non potevo accettare una conclusione simile, che non aveva nessun fondamento di razionalità, nessuna esigenza organizzativa e/o operativa, e neppure di ecumenismo cristiano né tanto meno di caritas crsitiana: ho chiesto allora ed ottenuto finalmente un incontro con il Segretario del Vescovo, monsignor Nava, il quale è rimasto incredulo e meravigliato anche lui, che esistessero diversi analoghi episodi di divieto da parte dei Parroci ai loro fedeli, di poter far celebrare la messa in chiesette private: da parte sua sapeva di una Circolare del Vescovo ai Parroci che suggeriva di concentrare le messe, in tali festività, nella Chiesa parrocchiale anziché nelle chiesette pubbliche, disseminate sul loro territorio, ma la Circolare non riguardava e non era diretta verso le chiesette private, nelle quali il proprietario ha il diritto di far celebrare le messe, purchè riesca a reperire un prete libero da impegni parrocchiali.
Questa interpretazione mi ha riconciliato con il Clero e con la Chiesa ufficiale, tuttavia per il fatto che la cosa (divieto di dire la messa la vigilia di Natale) era trapelata in paese, ho preferito “una pausa di riflessione” rimandando la celebrazione della messa della vigilia di Natale all’anno seguente, ma con la ferma ed assodata decisione che quando avrei voluto far celebrare messe, non avrei mai più richiesto l’autorizzazione al parroco, ma avrei avuto solo l’onere di cercarmi un prete disposto a celebrarmele, le Messe!
Una riprova dell’indifferenza dei miei amici è stato quella di constatare che nessuno di loro mi abbia detto: “ mi dispiace” oppure “mi rincresce” oppure qualche altra cosa analoga …!
Dal camerata Daniele Martinelli ho saputo che in paese vive un prete pensionato, camerata pure lui! certo don Falsina, che sarebbe disposto a venire a celebrare la messa nella chiesetta … mah, chissà … vedremo.
Fu così che la Messa della Vigilia di Natale dell’anno 2006 non si è potuta celebrare nella chiesetta di S.ta Maria Ausiliatrice, a Ospitaletto, solo per l’ottusità e l’arroganza del consiglio parrocchiale in carica con l’assenso del parroco don Renato Soregaroli!
Nell’aprile del 2007, alla vigilia del mio pensionamento dall’ospedale (altrove spiegherò i motivi della mia richiesta di pensionamento…), alcuni Collaboratori vecchi e nuovi, sapendo quanto mi sta a cuore questa chiesetta, per loro ricordo hanno voluto omaggiarmi di oggetti da collocare nella Chiesetta.
E così la Carla Stornati (mia vecchia ausiliaria della chirurgia di Rovato, negli anni settanta), mi ha portato un foglio di incunabolo di un antifonario: ho pensato di farlo incorniciare e chiudere tra due vetri dal corniciaio Ghirardi di Travagliato ed appenderlo in chiesetta sotto il quadro di S.ta Rita, agganciato ad un’asta di ferro con cardini in modo da poter essere visionato sui due lati.
L’infermiera Lorini Maddalena (Madi) triagista di PS dal lontano 1996-97, mi ha portato un angioletto dorato che suona la tromba: ho pensato di appenderlo sopra la statua della Madonna Immacolata in omaggio alla Madre di Dio. [L’altro triagista a me molto affezionato, il Vanni Pasinelli, conoscendo la mia mania per le penne e le stilografice in genere, mi ha portato una roller di Cartier che ho riposto subito nell’apposita vetrinetta di casa].
[I due autisti Begni Giuseppe e Bresciani Arcangelo insieme alla ex infermiera di PS Begni Daniella mi hanno regalato un quadro di Franco Bocchi, che ho sistemato in casa in salotto].
Il 23 aprile 2007 i miei medici, infermieri e collaboratori mi hanno fatto una sorpresa presso una sala riunioni dell’ufficio infermieristico con una piccola ma significativa cerimonia di saluto e di auguri, autorizzata dal direttore generale dr. G. Tonini: il Terraroli (mio vecchio assistente della Chirurgia di Rovato) ha letto alcune righe scritte da lui e poi il Caposala Ermanno Ferrari a nome di tutti ha letto alcuni pensieri a me rivolti e mi ha consegnato un inginocchiatoio del seicento ristrutturato dal suocero di Paratico, che ha un negozio di antiquariato.
Anche questo inginocchiatoio l’ho collocato nella chiesetta dove ha trovato una magnifica sistemazione. In calce allo scritto letto dal caposala, sono riportate le firme di tutti i partecipanti alla donazione e mi ha fatto piacere constatare che non erano solo gli Operatori di PS, ma anche alcuni ex e altri dipendenti appartenenti ad altre unità operative dell’ospedale.
A fronte di queste testimonianze di stima avevo intenzione di rinnovare la messa nella chiesetta il 24 maggio alle ore 20.00 seguita da un rinfresco in giardino, nella speranza che non piovesse, altrimenti …; purtroppo però impegnativi lavori in corso in giardino e alla facciata sud della casa mi hanno costretto a rinviare l’evento.
In quel primo estate “di pensione” ho sistemato una casetta degli attrezzi in fondo al giardino dopo aver tolto ed estirpato un bel po’ di canne (che stavano invadendo tutto il brolo…!!! Un lavoraccio!). Vi ho portato l’illuminazione e l’antifurto, ho sistemato le canne dell’acqua ed i fili della luce in cavi inguainanti più facili da gestire e riparare…
Finalmente poi ho provveduto a piastrellare il pavimento antistante la facciata sud della casa, riposizionando anche i gradini che dalla veranda portano al giardino; ho sostituito il porfido che porta alla stanza del fuoco e al portichetto con delle mattonelle di cotto e ai primi di ottobre 2007 un restauratore (certo Adriano Nembrini, indicatomi dai fratelli Ministrini di Paratico) per sistemare le colonne in pietra di Sarnico e la facciata sud della casa. E con questi interventi i lavori finiscono!!!
In settembre 2008 ho rifatto il tetto della Chiesetta rinnovando tutto il legname, sistemando le chiavi esistenti ed aggiungendone altre due per rinforzare la volta centrale e le due volte a botte (quella dell’ingresso e dell’altare). Ho scattato molte fotografie durante l’esecuzione dei lavori …
In primavera 2009 il solito Nembrini ha ristrutturato il portale della Chiesetta che dà sulla strada in via G. Rizzi 34, sistemando il marmo “biancone di Adro”, che era un poco rovinato.
NB: Segnare le messe in base al registro delle messe che c’è in chiesa …
Nell’ottobre 2010 dato che le colonnette in cemento e sabbia (costruite da mio cognato Beppe Torri negli anni ’50) si sgretolavano con il rischio di cadere in testa ai passanti, le ho rimosse del tutto e le ho sostituite con una graticciata in ferro sul tipo del cancellino del giardino che dà sulla strada: venne costruita dal fabbro Alberto Bersini del Lodetto, lo stesso che quattro anni prima aveva costruito il Cancello grande di entrata nel cortile. Entrambi i manufatti sono stati eseguiti su mio disegno, che richiamava il cancellino del giardino …. I lavori sono stati ultimati nell’aprile 2011.
Il 3/12/2010 alle 19,30 messa – ufficio per i defunti ….
Il 11/04/2011 alle ore 17 la nostra amica di famiglia Giuseppina Giobini ved. F.sco Torri (vedi Libro Bonomi), ci ha portato una “Maria Bambina”, da lei stessa fatta costruire nel 1955 dalle Suore di Castegnato, affinchè la posizionassi nella Chiesetta, dove farò dire una S. Messa per i suoi 80 anni, compiuti proprio quest’anno il 23 marzo! Mi ha anche dato una Tovaglietta con pizzo che aveva ricevuto da sua nonna Marietta Bonomi: anche qs la posizionerò nella Chiesetta sull’altare come base per il Calice e il piattino dell’Ostia.
Solita messa il 24 maggio alle 19,30 per Maria Ausiliatrice: ha celebrato don Roberto, perché l’Arciprete don Renato Musatti, era già impegnato a dire una messa nella Chiesetta di Lovernato.
Nell’estate ho recuperato la colonna di legno da Mellini di Erbusco (!) che poi io con la Costanza abbiamo dipinto a finto marmo: sia la nuova colonna che le gambe – colonnette del tavolino porta Madonna, che ancora non erano state dipinte. Il lavoro mi sembra riuscito bene!
In ottobre del 2011 niente messa per i defunti perché erano in corso altri lavori: la ristrutturazione dell’Hosteria Brescia di Mariuccia e il rifacimento della copertura dei garages e della legnaia … quanto penare, ma alla fine anche questo lavoro sembra riuscito bene! … però la messa per i morti è saltata…
Il 17 gennaio 2012 alle ore 19 è morto mio fratello Piero all’H Civile di BS.
Il 27 febbraio è stata detta la messa per lui e per i defunti …
Giuseppe Antonio Bonomi di Arturo, (fu Pietro, fu Antonio, fu Giovanni, fu Andrea, fu Pietro, fu Giuseppe, fu Andrea …) detto Peppino III°.
