Docs Congrega Apostolica di Brescia
Terzo esperimento d’asta – F. XIa n. 164
Adì 11 giugno 1817 – Brescia capoluogo della Provincia bresciana
Inerentemente all’autorizzazione ottenuta dalla Regia Congregazione provinciale li 5 settembre p.p. n. 15790/ 2865 furono esposte al pubblico tanto in questa città quanto nella Comune dell’Ospitaletto ed altre principali di questa Provincia nonché nelle città limitrofe le cedole di invito 22 maggio ultimo decorso cadenti il dì d’oggi come risulta attergate relazioni per la vendita dell’infrascritto stabile.
Perciò la presidenza del Luogo Pio della veneranda congrega apostolica di questa città autorizzata come sopra a ordinato che segua la pubblica asta per la vendita dello stabile medesimo a norma però dei capitoli stabiliti per tale vendita sotto il 21 settembre 1816, che restano al presente uniti, e che furono estensibili a tutto il di di ieri, e dagli infra scritti comparenti esaminati, quali attualmente vengono letti e pubblicati agli infra scritti comparenti, e fu proclamata l’asta al prezzo della stima che è di italiane lire 32.334 cent. 80 e col possesso alle 11 novembre prossimo passato 1816. Qual stabile è il seguente:
uno stabile situato nel tener della comune dell’Ospitaletto distretto secondo di questa provincia composto di varie pezze di terra prative arative e vitate con Moroni di piò 76 circa compreso il seduto come dei caseggiati la maggior parte adaquatorie con casa domenicale e chiesetta e casa ad uso di fattore con brolo ed orto annessi cinti di in muro con altra casa grande ad uso ancora d’affitto, con orto cinto pure di muro oltre altre case ad uso di coloni.
A di 11 giugno 1817 – comparsi al terso incanto li signori:
Francesco Luigi Guillaume col deposito di lire 10.000
Giovanni Filiberto del fu Felice con deposito di lire 10.000
Giacomo Zaffelli garantito dalla piaggeria del signor Luigi Raineri del fu Domenico
Giobatta Montini del fuggo Maria per persona da dichiararsi garantito dalla piangeria del signor Pietro Bbraga del fu Angelo.
Offerta del signor Francesco Luigi Guillaume lire 32.344:80
offerta del signor Giovanni Filiberto di 33.020
offerta del signor Giacomo Zaffelli 33.000
offerta del signor Zoffelli 33.100
offerta del signor Guillaume 33.110
signor Zaffelli 34.010
signor Zoffelli 34.500
signor Guillaume 34.510
signor Montini 35.010
signor Guillaume 35.200
il signor Giacomo Zoffelli essendosi ritirato dichiara di volere la restituzione dell’atto di pianger i a quale gli viene rilasciata
signor Montini esibisce 35.210
il signor Giovanni Filiberto che si è ritirato egli è stato restituito il deposito
il signor Guillaume si è ritirato egli è stato restituito il deposito
avendo il signor Montini offerta la maggior somma, la presidenza salva la superiore approvazione, ne fa la delibera al suddetto signor Montini per il prezzo esibito di lire 35.210.
Restando dichiarato il convenuto ha di lucida azione del capitolo settimo che i pagamenti avranno esser questi come segue cioè:
1/4 del prezzo dello stabile all’atto dell’istrumento
un altro quarto entro l’anno corrente 1817
un altro quarto nella successivo anno 1818
l’ultimo quarto a saldo nell’anno 1819 e col frutto dei 5%.
Fatto chiuso e pubblicato nel giorno ad ora indicati e nel luogo pure retro indicato.
Giobatta Montini accetto la sopra scritta deliberazione per la somma di lire italiane 35 1210, obbligandomi in mia specialità per tutti i patti e condizioni come sopra dichiarando che tale acquisto l’ho fatto per commissione ordine ed interesse del signor Pietro Fava del fu Giobatta mio principale.
Pietro Braga pregio solidale con il signor Giobatta Montini e egalmente per il sunnominato signor Pietro Fava del fu Giobatta e mi obbligo e prometto e mi obbligo nella qualità come adesso è stata la presente mia obbligazione mi viene restituito l’atto di pagaria e corente.
Alfonso Sala presidente – Giulio Lecchi consigliere della presidenza – Francesco Creni della presidenza – Francesco Benaglia della presidenza – Luigi Fausti della presidenza – Carlo Fornarini della presidenza
Giacomo Zanni vice cancelliere.
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Adi 15 settembre 1817. Nel nome del signore iddio. In giorno di lunedì 15 del mese di settembre 1817, regnando sua maestà l’imperatore re Francesco I.
Autorizzata la presidenza del più luogo della veneranda congrega apostolica di questa città dalla superiore autorità, come risulta dal dispaccio governativo 26 luglio 1817, numero 18212/ 2118 pervenuto alla suddetta presidenza con a targato delle in feriale delegazione provinciale 4 agosto ultimo scaduto numero 15.975/ 259 a far vendita dell’infra scritto stabile pervenuto indetto Pio luogo per vendita vitalizia fatta al più luogo medesimo dall’eccellente signor Giobatta Moretti del fu signor Paolo come risulta dall’in strumento 6 aprile 1816, atti di me notaio, al signor Pietro Fava condanna Giobatta pure di questa città possidente e negoziante per il prezzo di lire italiane 35.210 che esso esibisce sopra il terzo ferimento d’asta seguito gli 11 giugno prossimo passato, che l’offerta maggiore in confronto degli altri concorrenti. Quindi è che qui presente il nobile signor conte Ippolito Calini quando il signor conte Francesco pure di questa città possidente ed abitante attuale presidente del suddetto più luogo, ed al presente atto stato deputato dalla presidenza medesima con sua delegazione del di 14 settembre corrente quale agiundo per detto più luogo adatto venduto ed alienato liberamente e allo di all’mente come così attualmente da strade d’aliena al predetto signor Pietro Fava condanna Giobatta che qui presente da gente per il medesimo il signor Giobatta Montini del fu signor Giammaria pure di questa città stato eletto procuratore da detto signor Pietro Fava come risulta dall’atto di procura 9 settembre corrente che resta al presente unita e con le facoltà opportune come in essa compra ed acquista liberamente e allo di all’mente per conto interesse di detto signor Pietro Fava di lui principale nominata mente uno stabile situato nella comune dell’Ospitaletto distretto due di questa provincia bresciana composto di varie pezze di terra prative, arative, vitate e parte anco moronate di piò 76 circa compreso il seduto nome di caseggiati la maggior parte adacquatorie con casa dominicale e coloniche e chiesetta annessa detta casa domenicale e ciò tutto tra suoi confini come sono definiti nel suddetto in strumento di cessione vitalizia e tali e quali sono state sinora possedesse dal più luogo e ciò colle clausole traslano attive di dominio e possesso di detto stabile e sue magioni tutte tanto attive quanto passive dal giorno 11 novembre prossimo passato 1816 in poi ed in perpetuo eccetera.
E siccome detto stabile sa trova attualmente a riserva della casa dominicale con chiesetta, casa da fattore brolo con orto annessi affittato alli signori Antonio e F.lli Bertelli detti Bossetti di detta comune dell’Ospitaletto che recidono agli 11 novembre prossimo venturo anno corrente; così esso signor Fava acquisito ore si è accontentato e si accontenta per il corrente anno di esigere dagli affittuari l’affitto che attualmente pagano oltre le solite regalie apparenti da due scritture d’affittanza 9 gennaio 1809 e 3 novembre 1802 che vengono consegnate al medesimo signor acquisito ore e ciò per patto convenuto tra le parti medesime e come risulta dall’i capitoli d’asta.
Compromessa fatta e che attualmente fa esso nobile signor conte Ippolito Calini la gente per detto più luogo venditore al suddetto signor Pietro Fava acquisito ore di edizione, manutenzione e legittima difesa di detto stabile e sue ragioni tutte in ampla forma a senso di legge.
Il che dette parti hanno fatto e fanno per il prezzo è stabilito contratto di italiane lire 35.210 già offerte da detto signor Fava col mezzo di detto signor di lui procuratore sopra il suo riferito incanto ed accettate dalla presidenza del più luogo salva l’ora ottenuta approvazione; acconto delle quali esso signor Fava acquisito ore in luogo del quarto del suddetto prezzo convenuto pagarsi all’atto dell’istrumento si è determinato di aggiungere ancora la seconda rata e pagarne la metà e perciò qui presente il suddetto signor Giobatta Montini di lui procuratore con danari di ragione di detto signor di lui principale paga enumera al detto più luogo simili italiane lire 17.605 che è la metà in portare di detto stabile tante buone valute d’oro e d’argento al corso oggi vi gorgheggiante che qui presente il suddetto nobile signor conte Ippolito Calini agente per il Pio luogo medesimo le riceve e pone in cassa del più luogo stesso vedendo io notaio e gli infra scritti testimoni eccetera. Ed inoltre esso signor Fava paga simili lire 700 0,43 € 33 per livelli sin oggi sopra dette la somma ora pagata e l’altra metà che è pure di simili lire 17.605 si obbliga l’acquisito ore signor Fava e per esso il suddetto signor di lui procuratore pagarle al suddetto più luogo in due e quali rate, cioè la prima entro l’anno venturo 1818, e la seconda entro l’anno susseguente 1819 con relativo in resse in ragione del 5% sopra il Total prezzo di lire 35.210 dal di 11 novembre prossimo passato 1816 giorno del possesso pagabile da de to signor Fava di sei in sei mesi la metà sino all’integrale saldo diminuì bile però a norma dei pagamenti di ora fatto in forma di lire 17.605 ed a farsi nelle suddette rispettiva epoche. Restando frattanto e fino all’intiero compimento di detto prezzo riservato al più luogo venditore il pieno diritto dominio di detto nobile di modo che non potrà mai essere descritto in alcun giudizio di concorso o graduazione e venendo descritto possa esser per l’intiero depennato a favore del più luogo medesimo all’effetto di riportare in esso in pecunia numerata l’intiero fa saldo.
Si dichiara inoltre che li mobili di qualunque sorte compreso ancho quelli della cantina niuno eccettuato esistenti nel luogo domenicale non sono compresi anzi esclusi dal presente contratto come pure quelli della chiesetta a riserva della data e campanella quali restano compresi nel presente contratto e ciò per patto eccetera. Cerciorate (accertatesi) le parti suddette del tenore delle leggi a cui devono conformarsi.
Si descrivono li beni e case componenti il suo riferito stabile: una casa domenicale con casa da fattore chiesetta con orto è brolo vidato e moronato situato nella comune dell’Ospitaletto distretto due di questa provincia bresciana, a cui confina da mattina signor Luigi Pegorini in parte e parte il signor Pietro Antonio Bertelli, a mezzo di parte signor Vincenzo Guarneri e parte il quartiere, a sera strada di Passirano ed a monte signor Giacomo Zanzana. I presenti beni sono catasti Cati in territoriale piccolissima parte in civico.
Altra casa ad uso d’affitto con corte torto sita come sopra incontrata dei santi a cui confina da mattina il signor Francesco Guarneri, da mezzo di detto signor Zanzana a sera strada di Passirano e a monte il signor F.lli Cappelletti.
Altra casa con corte d’orto ad uso dei coloni sita nel tenere di detta comune a cui confina da mattine e monte i beni seguenti, da mezzo di stradone postale ed a sera strada che va a Passirano.
Una pezza di terra detta Cosetto aratoria con moroni situata indetto ottenere a cui confina da mattina strada dello, da mezzo di signor Cecilia Svanini da sera il signor Giacomo Torre, e da monte il signor canonico Don Pietro Masperoni mediante mosna di tavole 76
altra pezza di terra prativa ed acquatoria ossia Recotto sita come sopra a cui confina mattina l’arciprebenda mediante ingresso, a mezzo di e a monte il signor Orazio Savalli e da sera la medesima Arciprebenda di piò 2 tavola 82
altra detta Tognola aratoria ed adacquatoria con moroni sita come sopra a cui confina mattina il signor Francesco detto Crostelli erede del fu Paolo Polinetti, a mezzo di il signor Cesare Masperoni a sera strada che va Travagliato e a monte il signor Orazio Savalli di piò nove tavole 70 circa
altra detta Strada aratoria e vidata con Moroni sita come sopra a cui confina da mattina i fratelli conti, da mezzo di strada postale, a sera signor Aureli e a monte la signora Maddalena zanni detta Canetta di piò due tavole 42
altra detta Castegnato aratoria e vidata con Moroni sita come sopra a cui confina da mattina detto signor Aureli, a mezzo di la seguente pezza di terra, a sera Seriola di Chiari e Damonte il signor Giuseppe P. tozzi di piò tre tavole 90
altra detta Prato di casa stabile sita come sopra cui confina mattina il suddetto signor Aureli, a mezzo di strada postale, a sera e monte la suddetta pezza di terra di piò due tavole 72
altra pezza di terra aratoria con Moroni situata indetto ottenere detta Ponchione a cui confina da mattina la strada di Passirano, da mezzo di stradone postale, da sera Seriola di Chiari, da monte in punta detta Seriola e strada di Passirano di piò uno tavole 34
altra pdt prativa ad acquatoria detta Pulcini con Moroni ed orto annesso sita come sopra a cui confina mattina la seguente pezza di terra, da mezzo di essi era la strada di Passirano e da monte stradone postale di piò quattro tavole 44
altra aratoria e adacquatoria detta pure Pulcini con Moroni sita come sopra a cui confina da mattina parte il signor Angelo Zani e parte il signor Agostino Groppelli a mezzo di detta strada di Passirano, a sera la suddetta pezza di terra, a monte stradone postale di piò quattro tavole 84
altra aratoria e adacquatoria e vidata con Moroni detta Campazzo di sopra sita come sopra a cui confina mattina il signor Pietro Guarneri, a mezzo di e monte detto eccellente signor Moretti a sera il suddetto signor Angelo Zani in parte e parte il signor Agostino Guarneri di piò tre tavole 26
altra detta pure Campazzo aratoria e adaquatoria con Moroni sita come sopra a cui confina mattina il signor Giuseppe Orizio, a mezzo di la suddetta pezza di terra e parte detto signor Pietro Guarneri, a sera detto signor Angelo Zani e a monte stradone postale di piò cinque tavole tre
altra detta pure Campazzo aratoria con Moroni ed adacquatoria sita come sopra a cui confina mattina parte il signor Gaetano Pitozzi e parte il signor Gio Rovadelli, mediante stradello, a mezzo di strada di Passirano, da sera il signor Antonio conti, Damonte la suddetta pezza di terra e parte il signor Pietro Guarneri di piò 15 tavole 93
altra detta Comunaja aratoria vidata con Moroni e adacquatoria sita come sopra a cui confina da mattina il signor Luigi zanni, da mezzo di i figli del signor Pietro Guarneri mediante stradello, da sera parte detto signor Luigi zanni e parte il signor Giobatta Guarneri, Damonte strada di Passirano di piò 10 tavole 18
altra pezza di terra detta Chios dei Broli pure aratoria con Moroni sita come sopra incontrata nel Quartiere a cui confina da mattina in punta strada, da mezzo di parte i sopraddetti beni e parte il signor Francesco Guarneri e parte il signor Cesare Masperoni, da sera strada di Passirano, da monte parte il signor Giacomo Zandano e parte la signora Cecilia Svanini e parte la signora Antonia uso alpini di piò tre circa – salvis ecc.
è stato fatto e pubblicato nella comune di Brescia capoluogo della provincia bresciana essendo nella cancelleria terragna di ragion del suddetto più luogo sita in questa città sulla piazzetta del vescovado al numero 489, quale fu anch’o da me letto a chiara intelligenza delle parti suddette e degli infrascritti signor Giacomo zanni qm Antonio di professione possidente ed impiegato, e Gaetano Riva qm Carlo di professione tagliapietra e portiere, ambi di questa città ed abitanti avventi le qualità volute dalla legge, testimoni noti idonei pregati e da serramenti con me notaio conoscere le parti stesse.
Ippolito Calini presidente – Giobatta Montini procuratore del nominato signor Pietro Fava – Giacomo zanni fui presente per testimonio in tutto come sopra e ho veduto il suddetto signor Calini a ricevere la somma nominata – Gaetano Riva fui presente per testimonio in tutto come sopra io veduto il suddetto signor Calini a ricevere la somma nominata – rogato per me Luigi Domenico Andrea Cagiada qm Giovanni Francesco notaio residente in Brescia
segue la procura: Brescia 9 settembre 1817: in vigore della presente il sottoscritto signor Pietro Fava del fu Giobatta possidente negoziante domiciliato in Brescia agendo per sé eredi e successori suoi affatto costituito e creato in e per suo speciale legittimo procuratore il signor Giobatta Montini del qm Giovanni Maria di qui con facoltà di comparire in atti di qualunque pubblico notaio e devi stipulare solennemente il contratto di compra da esso fatta del più luogo congrega apostolica alla pubblica asta del giorno 11 giugno prossimo passato e con le parti condizioni e capitoli tutti spiegati nei capitoli d’asta medesimi compromessa da averne il tutto lo per fermo rato grato è valido e si firmerà di proprio pugno
Pietro Fava – io Giuseppe Fregoni fui testimonio – io Francesco Muzzarelli fui testimonio – io Pietro zone di Francesco pubblico notaro nella regia città di Brescia regno lombardoveneto certifico per le suddette firme Pietro Fava e Fregoni Maggiorelli sono state fatte in mia presenza e di proprio loro pugno e per fede sottoscrivo e via pongo il mio tabellionato.
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Brescia li 31 agosto 1836. Con la presente scrittura che viene estesa in tre esemplari per rispettiva norma delle parti e per l’uso all’uopo della riduzione dell’infra scritta iscrizione ipotecaria.
Il più luogo della veneranda congrega apostolica di Brescia rappresentata dal qui sottoscritto signor Diego Dossi qm Federico uno dei presidenti del più luogo stesso, stato specialmente delegato al presente atto con la terminazione della presidenza in data 22 agosto corrente al numero III registro in libro settimo terminazioni foglio 186 da una parte e il signor avvocato Giuseppe Passirani qual curatore giudiziale del pupillo Traiano Simoni rappresentante questi la ditta Pietro Fava debitrice verso la prefata congrega apostolica unitamente al signor Pietro Simoni padre di detto pupillo, dall’altra parte. Sono divenuti alle seguenti dichiarazioni di pagamento e riduzione ipotecaria.
I.- Si narra che l’ora defunto Pietro Fava con Don Giobatta era debitore verso questo più luogo congrega apostolica di ragguagliate austriache lire 20.235. 63 indipendenza di strumento 15 settembre 1817 rogato da Luigi Cagiata era notaio in Brescia per prezzo di beni vendutigli in Ospitaletto. Questo capitale per successioni è passato a debito della signora Anna Maria Andreoli vedova di esso Pietro Fava, indi nel prefato pupillo Traiano Simoni figlio di detta Andreoli Fava rimaritarsi poscia nel signor Pietro Simoni qui comparente dal cui matrimonio è derivato il pupillo suddetto.
II.- A diminuzione del capitale su espresso il creditore più luogo congrega anzidetto dichiara che nel 21 agosto andante sono state pagate in cassa dei capitali dello stesso più luogo austriache lire 18.067. 56 e queste a mano del signor Giovanni Carlo Valenti di Cremona incaricato delegato dal qui sottoscritto avvocato Giuseppe Passirani qual curatore giudiziale nel prefato pupillo Traiano Simoni rappresentante l’originaria ditta debitrice Pietro Fava; il tutto come risulta dal confesso di cassa 21 agosto andante numero 366 registro pagamento di capitali, quale confesso si avrà per ripetuto nella presente e non formante duplicità di pagamento ma bensì coincidente in un medesimo e solo pagamento qui sopra dichiarato
III.- Si dichiara inoltre che sopra la totalità del capitale suindicato sono stati pagati gli interessi a tutto 11 maggio del corrente anno 1830 come sono sì pagati gli interessi medesimi sopra la somma pagata in conto capitale dell’11 maggio fino al 21 agosto suddetto; e sono si inoltre pagate altre lire 25.86 di spese per innovazioni di ipoteca; il tutto come già consta da altro confesso di cassa ordinaria dal medesimo più luogo congrega 21 Agosti andante numero 2859 registro annualità, quale confesso si avrà qui bianco per ripetuto senza alcuna dea di duplicità di pagamento come si è espresso nel precedente articolo.
IV.-In conseguenza del sopra esposto resta dichiarato che il credito del più luogo congrega apostolica per il titolo suindicato residua ora di capitale a sole austriache lire 2168.7 quali restano a peso del prefato pupillo Traiano Simoni rappresentante immediato dell’originaria ditta debitrice Pietro Fava, e ciò con gli interessi del 5% dei corrivi dall’11 maggio prossimo passato in avanti. Il Pio luogo creditore nel riconoscere detto pupillo Traiano Simoni per suo debitore della residua somma capitale sui Licata e frutti relativi dall’11 maggio prossimo passato in avanti, non intende di pregiudicare l’i suoi diritti verso chiunque altro di ragione quali diritti si dichiarano intatti ed illesi tanto in via personale come nella via ipotecaria.
V.- atteso il pagamento su espresso in conto capitale essendo giusto di ridurre la relativa iscrizione ipotecaria fino al solo residuo suindicato con la salvezza però dell’ipoteca riducibile sopra gli intieri beni ai quali la stessa ipoteca si riferisce, qui attualmente il luogo Pio congrega anzidetto col mezzo del suddetto suo delegato col presente a autorizza la tutela e cura tela del su ripetuto Traiano Simoni rappresentante il defunto Pietro Fava di far nascere presso questo I. R. ufficio delle ipoteche in Brescia la riduzione dell’iscrizione ipotecaria di lire 20.235. 63 e frutti relativi rinnovata il giorno 10 luglio 1828 al numero 2753 volume I.VII parte numero … A peso speciale di Pietro Fava, rappresentato da esso pupillo Traiano Simoni che ancora possessore dei beni descritti in detta iscrizione e di portare e vendere efficace la medesima iscrizione persone residue austriache lire 2168.7 con gli interessi annui relativi del cinque % dei corrivi dall’11 maggio corrente anno 1830 in avanti con l’esigibilità di detta somma residua aria a piacere del luogo Pio creditore previo avviso d’un bimestre, atteso che è scaduto il tempo predefinito al pagamento e sotto condizione poi che la stessa ipoteca ridotta abbia a conservarsi estensibile a tutti i beni compresi nella indicata iscrizione.
La presente verrà fatta provare anche dall’I. R. delegazione provinciale per l’effetto massime della riduzione di ipoteca su espressa. Fatto è firmato alla presenza dei qui sottoscritti testimoni e notaio che vi appone il suo tabellionato.
Seguono firme di Traiano Simoni di suo padre Pietro e di Diego Rossi delegato più firma del notaio Giuseppe Passirani e di due testimoni Antonio Scaramella e Gaetano Riva.-
Brescia il 29 novembre 1858. Annuendo alla ricerca 31 agosto prossimo passato numero 708 del Pio Luogo della veneranda congrega della carità apostolica di Brescia ed in ordine e di conformità alle prescrizioni del codice civile generale austriaco e dalle relative istruzioni emanate in proposito dall’autorità politica il sottoscritto ingegner signor Traiano Simoni del vivente Pietro possidente, domiciliato in questa città e risiede nella sua madre Maria Andreoli moglie in primi voti del signor Pietro Fava ed indi rimaritar data nel suddetto signor Pietro Simoni, come dal decreto di aggiudicazione della eredità della suddetta dell’I. R. Tribunale provinciale in Brescia in data 3 luglio 1828 alla numero 10.398, la quale in forza del decreto di aggiudicazione della eredità del predetto Fava del 1 giugno 1826 numero 11.222 / 2332 ebbe in assoluta proprietà lo stabile in Ospitaletto di proprietà del Fava, il sottoscritto emette per ogni effetto di legge la seguente dichiarazione obbligatoria per sé eredi e su per Jori con la quale:
I.- Riconosce di essere debitore del resto del prezzo dello stabile ad Ospitaletto dipendente dall’istrumento 15 settembre 1817 nei rogiti del notaio Luigi cagliata, resto consistente in austriache lire 2168.07 ora in valuta austriaca nuova, fiorini 758 soldi 82/10 4/100 cinque a debito in origine di Fava Pietro qm Giobatta ed accredito del Pio luogo della congrega della carità apostolica in Brescia.
II.- Di fica le cauzioni originariamente convenute e conservate mediante l’iscrizione in ultimo delle 30 aprile 1858 al numero 3941 del volume sei sopra gli immobili vincolati a sicurezza del capitale summenzionato e relativi interessi in ragione dell’anno 5% che assume anche di pagare in Brescia nella cancelleria del Pio luogo in buone valute d’oro e d’argento al corso di legge escluso ogni e qualunque surrogato in carta ed altro e nel caso fosse il più luogo costretto a ricevere carta e o surrogato si obbliga a corrispondere al più luogo quanto occorrerà onde convertire la carta ed i surrogati suddetti nelle valute sonanti superiormente comunicate a giudizio d’un banchiere od un cambista od un sensale di cambio da eleggersi dal più luogo rinunciando il sottoscritto agli effetti di qualunque disposizione emanata o che forse per emanarsi in contrario.
III.- Si obbliga del pari il sottoscritto a pagare i bolli ed è autentica notarile del presente atto come pure i bolli delle ricevute negli anni interessi e della Frank azione del capitale.
IV.- Del resto rimane fermo in ogni altra sua parte quanto fu convenuto colse il sopra citato in strumento.
Seguono firme di Simoni Pietro fu Luigi, Simoni Traiano di Pietro, Pietro Trebeschi fu Andrea testimonio, che ogni Giuseppe di Antonio testimonio
certifico io notaio sottoscritto essere autografe le premesse firme dei signori da me tutti conosciuti e fatte di rispettiva loro mano alla mia presenza in Brescia e in fede premesso il segno del mio tabellionato mi sottoscrivono questo giorno 29 novembre 1858.
Carlo Bedeschi del fu Nicola notaio residente in Brescia.
Brescia li 11 dicembre 1866. Io sottoscritto ingegnere signor Traiani Simone Di Pietro domiciliato in Brescia possessore degli immobili ipotecati a favore della pia opera congrega della carità apostolica di Brescia a garanzia del credito capitale di ora ragguagliate lire 1873. 64 dipendente dall’istrumento 15 settembre 1817 del notaio di Brescia Luigi Caggiano ed ultimamente riconosciuto da con la privata scrittura 29 novembre 1858 autenticata dal notaio di Brescia Meschi Carlo si obbliga di corrispondere sulla premessa somma capitale a far principio dal 10 maggio 1866 in avanti alle scadenze convenute nel succitato istrumento e fino all’estinzione del capitale l’anno interesse del 6%; fermi del resto tutti i patti e condizioni originariamente convenute. Le spese notarili e di registro sono a carico del debitore.
In fede si firma alla presenza dei testimoni e notaio Simone ingegner Traiano Di Pietro, Pietro Bonvicini fu Giuseppe testimonio, Facchetti Enrico di Giambattista testimonio.
Certifico io notaio esser autografa la premessa firma della da me conosciuto signor Simoni Traiano perché fatta di suo pugno con la presenza mia e degli idonei testimoni signor Pietro Bonvicini e Facchetti Enrico di Brescia. Ciò si è fatto essendo in Brescia nella cancelleria di detta pia opera. In fede di che mi sottoscrivono e mi pongo il segno del mio tabellionato questo giorno 11 dicembre 1866. Giuseppe Bianchi del fu Carlo notaio residente in Brescia.
Documento del regio agente delle tasse in Brescia con relativo libro partite del Comune censuario di Ospitaletto relativo alle proprietà della ditta Simoni Traiano Di Pietro descritte con mappali e relativi valori di rendita … (Congr_I (25 e 26)).-
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Brescia li 7 maggio 1816. Perizia del valor capitale dal infra descritto stabile situato nella comune dell’Ospitaletto, era di ragione dell’eccellente signor Giobatta da Moretti, che venne ceduto per contratto vitalizio alla veneranda congrega apostolica con istrumento 6 aprile 1816, eseguita da me sottoscritto ingegnere per ordine della congregazione di carità, previa la visita locale per le necessarie osservazioni rispetto ai terreni ed ai prodotti di cui sono suscettibili ugualmente che per le informazioni prese da esperti coltivatori conoscenti la qualità e sperticato dei fondi.
Descrizione dei fondi e fabbricati componenti il detto stabile.
Terreni esistenti a mezzo di dello stradone di Palazzolo e legatori la cui coltivazione reddito è diverso di quello esistente a monte.
n.1 – Tognola campo aratorio moronato irriga Torio con l’acqua della Seriola dichiari infra descritta confina da mattina Faustino Crustello a metà mosna, ed in parte signor Domenico Bazoli pure a metà Mosna, a mezzo di il signor Cesare ma speroni mediante Mosna e rippa tutto compresa ed ingresso annesso, a sera stradone di Travagliato e da montane strada comune, bresciani piò 9. 70
n. 2 – Garbogino prato stabile irriga Torio come sopra confina a mattina l’Arciprebenda dell’Ospitaletto mediante ingresso annesso, a mezzo di signor Orazio Savallo a metà Mosna, a sera la medesima Arciprebenda mediante vaso irrigatorio compreso, e Damonte il signor Orazio Savalli mediante Dugale con le ripe laterali comprese ed omessa la terza di Pio 2.82
n. 3 – Comunaja campo aratorio, vitato, moronato irrigatorio come sopra, confina mattina il signor Luigi Canetti a linea, a mezzo di stradella comune, a sera Giobatta Guarneri mediante vaso irrigatorio e ripe laterali comprese, e Damonte strada di Passirano piò 10:18
n. 4 – Campasso campo aratorio, vitato, moronato irrigatorio come sopra, confina mattina il signor Gaetano Pitozzi e parte il signor Giovanni Rovadelli mediante stradello, a mezzo di strada comune di Passirano, da sera signor Antonio conti a metà Mosna e parte il seguente Chiosino di piò 15.93
n. 5 – Chiosino detto Campasso di sopra aratorio, vitato, moronato irrigatorio come sopra, confina a mattina il signor Pietro Guarneri, a mezzo di il suddetto Campasso a linea in parte ed in parte a metà Mosna, a sera il signor Angelo Zanni, a metà Mosna, amante Chiosino di sopra detto anche Campasso a metà Mosna di piò 3:26
n. 6 – Breda di sopra denominata Campasso aratorio, moronato irrrigatorio come sopra confina a mattina il signor Giuseppe Orizio mediante vaso irrigatorio, e ripe omesse, a mezzo di l’antecedente n. 5 a metà Mosna e parte il signor Pietro Guarneri, a sera il signor Angelo zanni mediante vaso irrigatorio e ripe laterali comprese, a monte stradone postale di piò 5.03
n. 7 – Polcino aratorio moronato ed irrigatorio come sopra confina mattina il signor Angelo zanni e parte il signor Agostino Gropelli mediante vaso irrigatorio e ripe laterali omesse, a mezzo di strada comune di Passirano, da sera il seguente n. 8 mediante vaso irrigatorio a monte stradone postale di piò 4.84
n. 8 – Pollicino prato stabile moronato irrigatorio come sopra confina mattina il n. 7 mediante fosso omesso, a mezzo di strada di Passirano, da sera l’orto del Massaro, Damonte stradone postale di piò 4:28 — tot 56.04
Seguono i terreni situati a monte dello stradone postale asciutti
n. 9 – Strada Lunga aratorio vitato moronato asciutto, confina mattina i signori fratelli Conti a linea con termini, a mezzo di stradone postale, a sera il signor Bortolo Aurelio a metà Mosna, a monte la sig.ra Magdalena Zanni detta Canetta, a metà Mosna piò 2.42
n. 10 – Prato di Casa ossia Pascolo , prato stabile asciutto confina mattina il signor Bortolo Aurelio a metà Mosna, da mezzo di strada postale, da sera la casa Massarizia ed aia, a monte il seguente n. 11 di piò 2.72
n. 11 – Castegnato campo oratorio vitato moronato asciutto confina mattina il signor Bortolo Aurelio a metà Mosna, a mezzo di il n. 10 ed in parte l’orto e casa Massarizia, a sera la Seriola di Chiari a monte il signor Giuseppe Pitozzi allinea con termini piò 3.90
n. 12 – Ponchione aratorio moronato asciutto confina mattina strada di Passirano da mezzo di stradone postale, da sera Seriola di Chiari e da monte in parte Seriola di Chiari e stradone di Passirano di piò 1. 34
n. 13 – Cosetto campo aratorio asciutto confina mattina strada vicinale, da mezzodì la signora Cecilia Guarneri a metà fosso, da sera il signor Giacomo Torre a linea e a monte il signor canonico Don Pietro Masperoni a metà Mosna di piò 0.76
n. 14 – Chios dei Prati aratorio moronato asciutto confina mattina in punta strada, da mezzodì in parte di proprietà e parte il signor Francesco Guarneri e Cesare Masperoni mediante muro di cinta, da sera strada di Passirano, e da monte parte il signor Giacomo Zanzana parte la signora Cecilia Svanini e parte il signor Antonio uso Pini mediante stradella di piò tre Tot 14.14 tot generale 70.18
Caseggiato.
Casa ed aia ad uso del Massaro a cui confina mattina il prato di casa ossia pascolo, da mezzodì stradone postale a sera la strada di Passirano a monte il seguente orto.
Il fabbricato esiste a monte dell’aia è composto di tavole 52 dei seguenti locali comunicando da mattina: una cantina con sopra un tratto di fienile mezzo del quale occupata da una piccola stanzina e un tratto di portico davanti, ha mattina e a mezzo di del quale due porcili con un forno ed un popolarono.
Una cucina e a monte una stanza diletto con sopra due stanze e sopra le stesse solaro e un tratto di portico davanti. Altra cucina e a monte stanza con sopra altre due e un tratto di portico davanti.
Una stalla doppia con sopra due piccoli tratti di fienile e un tratto di portico davanti e a monte un piccolo sta letto con sopra una stanzetta. Un tratto di barchezza/barcherrz della grandezza di tutto il fianco del fabbricato e un tratto di portico davanti
Orto del Massaro tutto cinto di siepe verde al quale confina mattina il prato di casa ossia pascolo, da mezzodì il suddetto caseggiato, da sera la strada di Passirano e a monte il campo Castegnato numero 11 di tavole 38
Altro orto del Massaro circondato di siepe verde confina mattina il prato Polcino, a mezzodì e a sera strada di Passirano e Damonte stradone posttale tavole 17
Casa e corte d’affitto situata in contrada dei santi a cui confina a mattina il signor Francesco Guarneri, a mezzo di strada, a sera strada di Passirano a monte il seguente orto di tavole 44.2
Il fabbricato esistente a monte dell’aia cominciando da mattina:
due cucine con sopra due tratti di fienile due tratti di portico davanti. Altre due cucine con sopra due solari e due tratti di portico davanti.
A mezzo di e a sera dell’aia:
una cucina con sopra una stanza, un sta letto con sopra una stanza, una cucina con sopra altra stanza
un forno con porcile popolarono ed una piccola cucina sopra i quali una stanza. Quattro tratti di barchezza sotto l’ultimo dei quali un porcile
A mezzo di dell’aia da sera andando verso mattina:
il portone d’ingresso in di una stava letta con sopra tratto di legnaio, due tratti di barchetta sotto l’ultimo dei quali un porcile.
Orto cinto di muro appartenente alla detta casa dei santi al qual confina da mattina il signor Francesco Guarneri, a mezzo di il suddetto caseggiato, a sera strada di Passirano e a monte il Chios dei Broli di tavole 39
Casa dominicale con casa del fattore chiesetta e cortile brolo ed orto alli quali confina mattina il signor Luigi Pegorini in parte e in parte il signor Pietro Antonio Bertelli, a mezzo di parte il signor Vincenzo Guarneri e parte il Quartiere, a sera strada di Passirano a monte il signor Giacomo Zanzana mediante strada comune. segue
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La casa dominicale è composta come segue di tavole 21. Una sala terrà nel con lateralmente quattro stanze due dei quali per parte una delle medesime cucina con scala di pietra che porta nell’ordine superiore con sopra altra sala ed altre quattro stanze diletto e superiormente granarolo (granaio), a mezzo di loggia con colonne di pietra di tre tratti con stanzina dalla parte di mattina che serve ad uso di dispensa e dalla parte di sera scala che porta pure nel piano superiore sopra galleria e superiormente granarolo (granaio) e sotto la scala del primo piano cantina.
Casa del fattore situata a monte della descritta mediante parte del cortile composta come segue cominciando dalla parte di mattina di tavole numero 21:
una stava letta con sopra fienile – un forno porcile popolarono – una stanzetta terrà né d’altra superiore – due stalle con sopra due tratti di fienile chiusi e un tratto di portico davanti –
una cucina con sopra granaro – altra cucina – portico con sopra legnaio – una stanzetta diletto e la sacrestia della chiesetta con sopra la continuazione del detto legnaiolo –
una chiesetta con la porta sulla pubblica strada – un pozzo – un porcile situato nell’angolo tra mattina e mezzodì del cortile –
orto situato a mezzodì della casa dominicale tutto cinto di muro della misura di tavole 23 –
brolo tutto cinto di muro aratoria vitato moronato e fruttifero asciutto di piò 2.84
segue riassunto dei terreni depurati dalle ripe ingressi piantaggioni e mosne si riducono coltivabili: in sintesi: irrigatori 54. 90 – asciutti 13.70 – totale 68.60
produzione dei fondi irrigatori – la coltivazione dei terreni irriga tori per la miglior pratica del paese è il sesto, cioè 3/6 parti a frumento, 2/6 parti a formentone, 1/6 parte a trifoglio.
Frumento sopra piò 24 a some una quarte sesta al piò in tutto some 36 – metà padronale
Formentone di cultura sopra piò 16 a some cinque al piò in tutto some 80 – 2/5 padronale
quarantino sopra la metà del seminato frumento cioè sopra piò 12 a some 3 al piò in tutto some 36, 2/5 padronale
trifoglio sopra piò otto a cara 12 al piò prodotto dalle prime due segate, restando la terza di regalia del Massaro, cara 12 metà padronale
Produzione dei fondi asciutti: la coltivazione dei quali per la miglior pratica del paese e la metà a frumento, l’altra metà 4/5 a formentone ed 1/5 a trifoglio
frumento sopra piò cinque 50 a some 1 qle al piò in tutto some 6.10.2
formentone sopra piò quattro 40 a some quattro al piò in tuttoq.le 17.7 1/3 padronale
quarantina sopra il quarto del seminato frumento cioè sopra piò uno e 37 a some 2 qle 6 al piò in tutto some 3.5.1, 1/3 padronale
trifoglio sopra piò uno e 10 a cara uno.due al piò prodotto dalle prime due segate restando la terza di regalia al Massaro in tutto cara numero 1.65 metà padronale
produzioni comuni
pieno magro
vino
foglia di gelsi
legna grossa
fascine di scoli fascine di viti
cascina della casa d’affitto in contrada dei santi con orto
Deduzioni – reddito della casa dominicale con l’orto è brolo – produzioni del brolo – deduzioni
in tutto reddito deputato italiane lire 2266 cent. 63 in ragione di lire 100 ogni cinque di reddito …
Decreto n. 11.222 / 2337
riassunti gli atti tutti relativi alla ventilazione del credito del defunto Pietro Fava morto in Brescia il 4 febbraio scorso con testamento scritto recevuto negli atti del notaio Giuseppe Pastorelli e ritenute le dichiarazioni di tutti gli interessati contenute nei P.V. n. 100.080 e 11.222 di addizione pura e semplice dell’eredità stessa a termini del testamento medesimo colle modificazioni contenute nella transazione n. 7810. Viste le risultanze dell’inventario giudiziale numero 10.396 – premessa la giudiziale autorizzazione riguardo ai minori riguardo ai minori, questo R. I. tribunale provinciale ha aggiudicato ed aggiudica l’eredità stessa in via pura e semplice nel seguente modo:
1.- Lo stabile di Ospitaletto con casa dominicale e coloniche mobili, derrate, poste vive e morte niente eccettuate filunte fu quel luogo, mobili tutti e danari ed argenterie, preziosi esistenti nella casa in Brescia alla vedova Maria Andreoli alla quale viene neppure aggiudicato l’usufrutto vita natural durante della casa domenicale in Brescia sul Corsetto Sant’Agata
2.- Il restante tutto compreso anche quest’ultima casa salvo l’usufrutto generale ai fratelli del defunto vita loro natural durante, cioè Lorenzo, Giuseppe, Giambattista Fava viene aggiudicato in via pura e semplice per una meta ai figli di Giuseppe cioè Giambattista Angela Maria e Rosa maggiori, e Pietro minore cautelato dai due Tor Giovanni Doffini da dividersi fra loro in porzioni uguali, e l’altra metà alle figlie di Giambattista cioè Anna Maria e Giuditta curatelate da Antonio della Vita da dividersi pure fra loro in porzioni uguali e ciò a mente/monte del sopraccitato testamento, con l’obbligo alla vedova Andreoli di adempiere a tutto quanto nel testamento medesimo le venne ingiunto e vengono perciò ognuno nelle quote sopra stabilite immessi nel possesso e godimento rispettivamente ad ogni effetto legale e ciò anche sotto le modificazioni stabilite e contenute nella sopra indicata transazione.
Dacchè si intimi al dottor Passirani procuratore della vedova Andreoli, al dottor Maggi procuratore dei 4/40 usufruttuari, a Giobatta, Angela, Maria e Rosa figlio e figlie maggiori di Giuseppe Fava, ed a Giovanni Doffini curatore di Pietro Fava e della Vita Antonio curatore di Anna Maria e Giuditta Fava figlie di Giambattista per rispettiva norma, intendendosi con ciò ultimata la procedura e facendone annotazione nel registro al numero 84 del 1826.
Si ingiunge poi ai rispettivi curatori degli eredi minori di assicurare la proprietà della sostanza dovuta ai loro curate lati con i mezzi insegnati dagli attuali regolamenti, cioè colle volture all’estimo e trasposizioni (?) ipotecarie.
Brescia dall’I. R. tribunale provinciale il 1 giugno 1826
La presente copia conforme all’originale esistente in atti.
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n. 10.398 — decreto: vista la relazione di morte di Maria Andreoli vedova di Pietro Fava e rimaritar nata a Pietro Simoni avvenuta nel comune dell’Ospitaletto il 26 giugno 1820 sette, visto…. 4 agosto 1827 numero 10.252 di rilievo del testamento non comparativo della suindicata defonta, visto l’inventario della sostanza abbandonata dalla medesima provate al numero 11.838 del 27, vista l’istanza 26 aprile prossimo passato numero 6776 con la quale Pietro Simoni padre e rappresentante del minore Traiano figlio della defunta dichiarò di accettarne per di lui conto l’eredità col beneficio dell’inventario e con le norme del succitato testamento, questo I.R. tribunale provinciale aggiudica al nominato Traiano Simoni l’eredità della defunta Maria Andreoli di lui madre a termini della fatta addizione e gliene accorda la sede elettiva immersione in possesso dichiarando chiusa in tal modo la ventilazione dell’eredità.. Da che si intimi che eccetera
Brescia 3 luglio 1828 – alla originale
Brescia 7 maggio 1816. – Perizia del valore capitale dell’infra descritto stabile situato nella comune di Ospitaletto, era di ragione dell’eccellentissimo signor Giobatta Moretti che venne ceduto per contratto vitalizio alla veneranda congrega apostolica con istrumento 6 aprile 1816 eseguita da me sottoscritto ingegnere per ordine della congrega di carità, previa la visita locale per le necessarie osservazioni rispetto ai terreni, e ai prodotti di cui sono recettivi, ugualmente che per le informazioni prese da esperti coltivatori conoscenti la qualità e sperticato dei fondi (qs praticamente è un doc uguale anche se di altra scrrittura di quello precedente scritto meglio …) … non lo trascrivo!
Brescia 11 settembre 1889 quietanza – di conformità alla deliberazione collegiale 1 settembre 1889 la veneranda congrega di carità apostolica in Brescia a mezzo del sottoscritto suo presidente pro tempore signor moro Luigi fu nobile Camillo di qui, nel mentre conferma il pagamento fatto dal signore ingegner Traiano Simoni del fu Pietro di qui a questa pia opera del residuo capitale oli in a carico di Fava Pietro di lire 1873. 64, dipendente dall’atto 15 settembre 1817 a rogito Cagliada come dalla ricevuta di cassa 28 giugno 1869 numero 213, acconsente che dai registri tanta due R.G. e numero 1260 registro provinciale con facoltà arredi ligio conservatore di dette ufficio di procedere alla corrispondente cancellazione dietro istanza di chiunque. Le spese della presente e della conseguente cancellazione ipotecaria si dichiarano a carico del prefato signor Simoni. In fede firmato moro Luigi presidente numero 2163 di repertorio, numero 2703 di registro.
Certifico io meni s’dottor Giacinto fu Guglielmo notaio residente in travagliato inscritto al consiglio notarile di Brescia essere autografa la premessa firma del signor moro nobile Luigi del fu Camillo possidente qui nato e domiciliato a me noto perché fatta di sua mano alla contestuale presenza mia e dei testimoni a me noti ed idonei signori Berlenghi disse Narciso fu Domenico possidente nato a travagliato domiciliato a Brescia e giura Telly Giuseppe fu Giuseppe portiere nato a Toscolano è qui domiciliato i quali in conferma di quanto sopra passano con me notaio a firmarsi. Brescia ha di 11 settembre 1889.- Io Berlenghi Narciso fu Domenico testimonio – io giura Delli Giuseppe fu Giuseppe testimonio – nei mesi dottor Giacinto fu Guglielmo notaio residente in travagliato.
Registrato a Brescia all’i privati il 12 settembre 1889 numero 683 foglio 86.zero. 93 – esatte lire 7 centesimi 20 – Copia autentica –
