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2d-Nozioni di genealogia

Quale in notte solinga,
sovra campagne inargentate ed acque,
là ‘ve zefiro aleggia,
e mille vaghi aspetti
e mille ingannevoli obbietti
fingon l’ombre lontane
infra l’onde tranquille
e rami e siepi e collinette e ville;
giunta al confin del cielo,
dietro Appennino od Alpe, o del Tirreno
nell’infinito seno
scende la luna; e si scolora il mondo;
spariscono l’ombre, ed una
oscurità la valle e il monte imbruna;
orba la notte resta,
e cantando, con mesta melodia,
l’estremo albor della fuggente luce,
che dianzi gli fu duce,
saluta il carettier dalla sua via;
tal si dilegua e tale lascia l’età mortale
la giovinezza. In fuga
van l’ombre e le sembianze
dei dilettosi inganni; e vengon meno
le lontane speranze
ove s’appoggia la mortal natura.
Abbandonata, oscura resta la vita.
Giacomo Leopardi

 

NOZIONI di BASE di GENEALOGIA (non è necessario leggerlo…)

La passione per la genealogia nasce dal bisogno di svelare il mistero delle proprie origini affrontando una delle domande esistenziali più ricorrenti degli uomini e delle donne di ogni tempo.

Spesso si è convinti che le tracce del proprio passato siano andate irrimediabilmente perdute; in realtà è possibile rintracciare molti indizi lungo il filo che ci lega alla storia, addentrandoci negli archivi dove sono depositati i documenti che custodiscono i legami con i nostri predecessori.

Mettersi alla ricerca delle proprie radici non consente solo di ricostruire nomi e date dei nostri antenati ma rappresenta un viaggio a ritroso nei meandri della memoria familiare e collettiva che il tempo ha cercato di cancellare, laddove la storia ufficiale sembra dare spazio solo ai grandi personaggi ed agli avvenimenti che li hanno visti protagonisti.

Un tempo conoscere il passato era il modo che aiutava gli uomini e le donne a stare dentro il proprio presente; ora la ricerca della propria identità passa soprattutto dal rispecchiarsi in sé stessi e nelle proprie scelte contingenti.

Basta provare a volgere lo sguardo alle proprie spalle indietro nel tempo ed immaginare quante persone ci hanno preceduto ed in qualche modo si sono passate il “testimone” nella grande staffetta della vita; è un sentimento che in qualche modo incrina il proprio senso di unicità.

Non si tratta di pensare ai nostri avi solo come parte del patrimonio genetico che portiamo dentro di noi ma anche a chi con le sue scelte ed il suo modo di interpretare la vita ha condizionato in qualche misura la nostra esistenza attuale.

Per iniziare, i soggetti che bisogna rintracciare sono i parenti (ascendenti, discendenti, collaterali), gli affini e gli attinenti. E vediamo subito qualche definizione fondamentale.

I parenti sono tutti coloro che discendono da un comune capostipite; i parenti si dividono in ascendenti, discendenti e collaterali.

Gli ascendenti sono tutte le persone da cui un soggetto discende di generazione in generazione.

I discendenti sono tutte le persone che provengono attraverso successive generazioni, da un determinato soggetto.

I collaterali sono tutte le persone che discendono da un comune capostipite, escluse quelle che ne discendono in linea diretta: vale a dire le persone non discendono le une dalle altre, pur avendo in comune lo stesso capostipite: esempio fratelli, zii, nipoti, cugini, ecc.

Gli affini sono i parenti del proprio coniuge.

Gli attinenti sono tutte le persone di una famiglia rispetto alle persone di un’altra famiglia, a questa collegata genealogicamente mediante un matrimonio: tra gli attinenti non c’è rapporto dio consanguineità.

All’interno dei parenti (cioè di coloro che discendono da un comune capostipite) si può individuare un grado di parentela: per parentela, oltre all’insieme dei parenti, si intende il vincolo di consanguineità, socialmente riconosciuto, in relazione ad un rapporto di discendenza o ascendenza. Parente deriva dal verbo latino “pario, peperi, partum, parere”, che significa partorire, generare. [Il latino (da cui deriva l’italiano) indica che parens parentis è il genitore o la genitrice in rapporto al concetto di procreare e generare; mentre i termini pater e mater sono più in rapporto al concetto civile e sociale; quindi parentes sono i genitori che hanno generato, procreato un soggetto; in senso più largo sono gli avi, i nonni, gli antenati]. Da quanto detto è chiaro che la parentela può essere diretta o collaterale; e si può esplicare sia in senso ascendente che in senso discendente.

Alla base della parentela c’è dunque un vincolo di consanguineità; è chiaro che questo vincolo di consanguineità può essere più o meno stretto a seconda della vicinanza o lontananza generazionale tra due soggetti (figli, nipoti, pronipoti, ecc.): questo vincolo viene misurato per gradi; partendo da un determinato soggetto che viene considerato “0” zeresimo, si inizia a contare generazione per generazione (padre, nonno, bisnonno …), a ognuna delle quali si assegna un grado con numerazione progressiva: 1, 2, 3, ecc. sia in senso ascendente che discendente.

Vedremo più avanti degli esempi molto pratici e molto significativi che chiariranno eventuali dubbi che possono sorgere da questa classificazione teorica.

Per ora basti dire che tra genitori e figli e nipoti (in senso discendente) e tra genitori nonni bisnonni (in senso ascendente) c’è in linea diretta un grado progressivo dall’1 al 2 al 3 e così via.

Invece tra fratelli e sorelle c’è una linea collaterale di 2 grado, con i nipoti di un determinato soggetto che si sta esaminando c’è una linea collaterale (discendente) di 3 grado, con i pronipoti (figli di figli di fratelli) c’è una linea collaterale (discendente) di 4 grado e così via …

Con gli zii paterni e materni c’è una linea collaterale (ascendente) di 3 grado

Con i cugini c’è una linea collaterale (né ascendente né discendente, ma orizzontale) di 4 grado

Con i figli di cugini c’è una linea discendente di 5 grado

Con i figli di figli di cugini c’è una linea discendente di 6 grado

Con i prozii (fratelli dei nonni) c’è una linea ascendente di 4 grado

Con i cugini dei genitori c’è una linea ascendente di 5 grado

Con i figli dei cugini dei genitori c’è una linea ascendente-orizzontale di 6 grado.

Piccolo glossario di genealogia.

Albero genealogico: è l’elenco completo degli antenati tradotto in un grafico utilizzato per visualizzare i rapporti di parentela. Vi sono molti modi per realizzare l’albero genealogico: solitamente si realizza utilizzando caselle quadrate per i maschi, caselle circolari per le femmine ed ognuna di queste caselle dovrebbe contenere indicazioni quali nome, luogo e data di nascita, nome e cognome del coniuge, data e luogo del matrimonio, data e luogo di morte; raramente possono comparire anche altre indicazioni, come: mestiere o professione, carica pubblica ricoperta, onori gentilizi goduti, beni posseduti e ogni altra notizia che possa dare maggior spessore alla figura individuale dell’antenato.

Normalmente l’albero genealogico viene rappresentato partendo dall’alto, dove figura il Capostipite o comunque il Primo che la ricerca ho potuto documentare, dal quale discendono i rami, tra loro collegati da linee verticali (nonni, genitori, figli) oppure orizzontali (fratelli e sorelle).

L’albero genealogico può comprendere la discendenza completa in cui vengono rappresentati tutti i discendenti anche da ogni fratello o in forma “agnatizia”, cioè per linea diretta patrilineare.

In alcuni casi se non è possibile inserire un grafico, si descrivono gli antenati di una persona utilizzando una tavola genealogica.

Casato: con il termine Casato o Dinastia viene intesa una successione di sovrani appartenenti ad una famiglia per diverse generazioni; una dinastia è anche chiamata Casa (da cui Casato), per esempio Casa d’Austria. Lo stesso termine viene usato anche per descrivere un’area in cui una famiglia ha regnato. Volendo forzare le cose e passando ad un livello dei comuni mortali o della gente comune, si potrebbe traslare il concetto anche ad una famiglia che porta lo stesso cognome, pur non essendo né nobile, né regale.

Desidero ora per ovvii motivi informativi riportare alcune informazioni generali sulla genealogia e sulla sua metodica. Chi non fosse interessato all’argomento, può saltarlo completamente.

Sulla genealogia

La genealogia è sempre più di moda grazie anche ad internet, tra coloro che svolgono ricerche, e una larga maggioranza si rivolge direttamente ai siti di genealogia, mentre solo il 7% si avvale ancora delle teorie di famiglia e dei racconti dei propri parenti. Sempre di meno sono le persone che si rivolgono all’anagrafe.

La curiosità di conoscere un passato che è nostro attraverso la vita dei nostri antenati; il desiderio di rispondere alle più antiche delle domande: “Chi siamo? Da dove veniamo?”; storie sentite dai nostri nonni, che narravano del tempo passato di quando erano bambini, e giocavano sulle ginocchia dei loro nonni; la vita nelle grandi famiglie nelle campagne; un passato spesso dimenticato, ma che oggi diventa sempre più importante; una conoscenza dalla quale non possiamo prescindere per poterei conoscere davvero: la genealogia vuole rispondere a queste esigenze, vuole fare un quadro “vivente” del passato attraverso una ricerca scientifica, che studia il tramandarsi delle generazioni nei secoli, partendo da noi, dalle nostre memorie più recenti, per approdare a notizie che solo un approccio scientifico ci può rivelare.

La presenza della famiglia in una certa comunità era sovente legata all’attività lavorativa e alla proprietà o al possesso della terra. Le tasse dovute, le registrazioni dei pagamenti, il succedersi delle generazioni rappresentano un’ulteriore fonte di documenti, quali per esempio, per l’antico sistema fiscale veneto, basato sulle Polizze d’estimo e sugli Estimi secondari di ogni paese, di ogni Quadra e del Territorio provinciale che, opportunamente individuati e correttamente interpretati, aiutano il genealogista a ricostruire la storia della famiglia, il suo trasformarsi e tramandarsi nel tempo e nei luoghi.

La genealogia è la scienza che si occupa di accertare e ricostruire documentalmente i legami di parentela che intercorrono tra i membri di una o più famiglie.

La ricerca genealogica, come qualsiasi altra istanza scientifica che voglia pervenire a risultati certi e, come tali, verificabili, si attua attraverso l’esplicitazione di un metodo, fondato nel caso specifico su conoscenze interdisciplinari che, coniugando in modo sistematico esperienze di carattere storico-sociale, archivistico e giuridico (diritto di famiglia), nonché socio-linguistico (onomastica) e di storia della scrittura (paleografia), forniscano gli strumenti idonei per reperire, leggere, comprendere e contestualizzare le fonti.

Gli esiti di questa attività possono essere rappresentati anche attraverso l’ausilio di alcuni supporti, cartacei e/o informati ci, come ad esempio l’albero genealogico, equivalente ad un grafico per la rappresentazione delle diverse generazioni e relative diramazioni di un medesimo ceppo familiare, avente capostipite comune. Il termine per estensione è usato nel linguaggio comune anche come sinonimo di stirpe.

I rapporti di parentela ed il computo dei gradi

Si distinguono tre tipi di rapporti di parentela tra i membri di una o più famiglie.

– Parentela: i “parenti” di un soggetto, sono tutte quelle persone che, come lui, discendono dal suo stesso capostipite.

– Affinità: gli “affini” di un soggetto sono tutti i parenti del proprio coniuge (gli affini di ciascun coniuge non sono affini fra di loro).

– Attinenza: I rapporti di attinenza sono quelli che collegano un soggetto con tutte le altre persone di  un’altra famiglia, collegata alla propria mediante un matrimonio.

C’è da sottolineare inoltre che i coniugi non rientrano in nessuna delle predette categorie in quanto legati da rapporto di coniugo.

Dal punto di vista genealogico il computo dei gradi di parentela è inoltre effettuato secondo i criteri dettati negli articoli 74, 75, 76 del codice civile.

In concreto per calcolare il rapporto che lega due componenti di un determinato gruppo familiare in linea collaterale è necessario risalire la distanza che, per generazione, passa tra uno dei soggetti presi in considerazione, risalendo fino allo stipite comune (escludendo quest’ultimo dal calcolo) per poi ridiscendere fino al secondo soggetto interessato. Da cui avremo:

2° grado, fratelli e sorelle;

4° grado, cugini (figli di fratelli).

In linea retta si contano tanti gradi quante sono le generazioni, escluso lo stipite. Da cui avremo:

2° grado, nonno e nipote.

Per l’ordinamento ecclesiastico il computo viene effettuato partendo dal soggetto interessato fino all’avo comune senza ridiscendere, nel conteggio, anche per l’altro lato di parentela con la persona con cui si ha legame di sangue. Da cui avremo:

l ° grado, fratelli e sorelle;

2° grado, cugini (figli di fratelli).

Secondo l’articolo 77 del codice civile, la legge non riconosce il vincolo di parentela oltre il sesto grado, salvo che per alcuni effetti specialmente determinati. Ciò naturalmente non elimina la parentela genealogica e biologica che intercorre tra persone con un grado di parentela superiore al sesto.

I soggetti della ricerca genealogica

I soggetti della ricerca genealogica sono: gli ascendenti, i discendenti, i collaterali, gli affini e gli attinenti.

  • Gli ascendenti sono gli antenati, ossia tutte le persone da cui un soggetto discende per via generativa o di generazione
  • I discendenti sono tutti gli individui che provengono attraverso successive generazioni, da un determinato soggetto capostipite
  • I collaterali sono tutti i discendenti da un comune capostipite, esclusi quelli in linea diretta
  • Gli affini sono tutti i parenti del coniuge
  • Gli attinenti sono tutte le persone di una famiglia, rispetto alle persone di un’altra famiglia, a questa genealogicamente collegata mediante un vincolo matrimoniale.

Metodologia generale di una ricerca genealogica

La ricerca genealogica prevede una metodologia suddivisa in quattro tappe, che deve essere seguita in modo sistematico. In primo luogo si acquisiscono documenti che forniscono dati di carattere genealogico (date di nascita, di morte, di battesimo, di matrimonio e relativi nomi), tramite una ricerca negli archivi dello stato civile, parrocchiali o di stato. Successivamente si ricavano i dati genealogici di interesse e si procede alla loro elaborazione: classificazione dei dati e costruzione delle diverse linee di ascendenza e discendenza. Infine si redige un testo in cui vengono illustrate le metodologie adottate durante le ricerche e le fonti consultate che comprendono anche una tavola genealogica su cui sono riprodotti i risultati ottenuti.

Problematiche tipiche

Il percorso che porta il genealogista all’individuazione dei soggetti e delle relazioni, ed alla costruzione dell’albero genealogico del ceppo famigliare, non è privo di ostacoli. I problemi da affrontare sono essenzialmente i seguenti quattro:

1) incertezza di data

2) varianti del nome

3) incertezze di relazione e omonimie

4) incertezze sulla lettura di contenuto e/o in scritture non usuali.

Tali problemi possono presentarsi a seconda della quantità di dati genealogici che si è riusciti a raccogliere. Tuttavia la raccolta di questi dati presuppone una ricerca sulle fonti pubbliche  e private che non sempre porta a risultati soddisfacenti a causa della scarsità dei dati genealogici presenti.

Fonti archivistiche

Tra le diverse fonti archivistiche consultabili per una ricerca genealogico-documentaria:

  • Archivio Centrale dello Stato
  • Archivio di Stato
  • Archivio comunale
  • Archivio parrocchiale
  • Archivio diocesano
  • Archivio di famiglia

In cui si possono trovare documenti come:

  • Certificato di nascita
  • Certificato di battesimo
  • Certificato di matrimonio
  • Certificato di morte
  • Atti notarili
  • Attestati e Diplomi

 

 

 

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Prima di esporre i risultati della mia ricerca e metterli a disposizione del lettore per fargli conoscere qualcosa dei nostri Antenati, desidero fornirgli anche qualche notizia sull’autore di questa ricerca e su alcuni momenti salienti della sua vita.

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con il Patrocinio del Comune di Ospitaletto
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