Processi e Vertenze
27/0671631 Accusa di Francesco Mellini contro Bernardino Pilotti per aver comperati et ammazzati vitelli in casa sua in Mompiano e venduti a varie persone e comperato un cavallo in Brescia senza consegnarlo al Daziario. Ciò negando il Pilotto produsse il Mellini un capitolo. Mazzo P Proc.o ultimo numero 2
16/10/1631 Mandato del Vicario LuogoTenente ad istanza di Francesco Mellini contro Antonio Farina per scudi 57 d’imprestanza
Mazzo F Proc.o Ultimo Numero 3
15/05/1632 Francesco Mellini erede per una metà della qm Lelia sua zia paterna e tenendo gli eredi del qm GioBatta Frialdi da Rovato un debito di capitale censuario di £ 700 planet accollato a Francesco Rossi d’essa terra, questi ultimò l’affrancazione a detto Francesco Mellini e nel dì 19 maggio la fece a figliuoli di Giulia sorella di essa qm Lelia eredi per una quarta parte essendo per l’altra quarta parte eredi gli figli maschi del qm Giovanni Angelo Zucchetti. Corsero alcune carte tra detti Mellini e Rossi per detta affrancazione ma senza contestazione di causa.
Mazzo F Proc.o 3
28/07/1635 Processo Criminale Mellini Francesco … nulla di fatto … ne esce illeso
25/11/1635 Ospital Maggiore di Brescia. (P19959) vedi …
2/12/1636. Francesco Mellini fu un grandissimo litigante, ma la lite più rabbiosa l’ha sostenuta contro Benedetto Gasolo suo cognato. Sposata che ebbe Teodora di lui (Benedetto) sorella, figlia del qm Lelio Gasoli e vedova in primi voti del qm GioBatta Pilotti, gli furono promesse da Bernardino ed Antonio fratelli di esso qm GioBatta £ 9m planet per legato fatto dal suddetto di lei primo marito nel testamento 28/0971630; indi querelato (chi è stato querelato: il testamento di GioBatta Pilotti, Francesco Mellini o Benedetto Gasoli???) da predetti di lui fratelli sicchè vennero poi, passata la stessa Teodora a seconde nozze con Francesco, alla transazione 8/06/1632 tra detti Bernardino e Antonio fratelli Pilotti da una parte e Lelio Gasolo padre (di Teodora e Benedetto) dall’altra alla presenza di esso Francesco, colla quale transazione da £ 12m a lei lasciate col detto querelato testamento, si ridusse la somma a £ 9m. Oltre a queste lire 9m veniva essa ad avere altre 3500 costituiteli con Instr 26/07/1632 negli atti di Giulio Hirma.
Morto nel 1635 Lelio Gasolo, Lucrezia sua vedova, espose in concorso dei creditori i beni di Benedetto suo figlio, al quale concorso fu convocato il predetto Francesco Mellini quale nel premarginato giorno 2/12 1936, dimandò di essere pronunciato. Il Console di Quartieri a cui era subordinato tale concorso vedendo meramente capricciosa l’instituzione del medemo (medesimo) attesa la dovizia del patrimonio, e la tenuità dei debiti, s’accorse essere fatte per differire a creditori il pagamento, sicchè lasciò libertà a creditori di usare le loro azioni levando la sospension del Proclama. Il Mellini perciò ottenne ordini e sentenze molte a suo favore e per far depositare l’entrate e per intentare i beni ma il tutto riuscì sempre inutile poichè Benedetto ora tergiversando con articoli, ora usando di propri capricci glien’impediva il conseguimento.
Morì Lucrezia il 24/12/1646 sicchè primo fu fatta intromissione de mobili acciò non fossero trafugati, indi venuto anche il tempo della dote materna formata pretesa di £ 7200 planet di dote, intenutò due altri terreni, uno in contr dello Scaratto di piò 3,50 e l’altro del Ceradello di piò 9 e l’entrate ancora del brolo sito il tutto nella terra dell’Ospitaletto e nello stesso anno intenutò ed occupò il sepolcro, lasciando le brighe suddette a suo fratello Mellino.
Nel 11/08/1648 fu da Benedetto da una, da Teodora sua sorella e Mellino di lei cognato dall’altra fatto compromesso in Francesco Capitanio. Quivi Benedetto contentassi che detta sua sorella fosse pagata, ma nei beni del qm Lelio, non in quelli della qm Lucrezia, indi seguita qualche questione nei calcoli fu dall’arbitro Capitanio giudicato con sentenza 13/02/1649 a di lei favore in alcuni capi ed in alcuni altri a favore di Benedetto, come diffusamente in detta sentenza in atti di Francesco Biemmi hinc inde approvata sicchè amichevolmente divennero a fare l’Estimo delle case domenicali in £ 4328, nelle coloniche con sua adiacenza d’aia et horto in altre planet in £ 2405; e del brolo in £ 1645 sicchè tutto si conchiuse detto Estimo d’accordo in planet £ 8379:9 e fu ratificato da ambe le parti.
Tuttavia si legge ancora un ordine ad istanza di Teodora esecutivo di sentenza 13/02/1649 diretto a coloni che riconoscer debbano la medesima e Mellino suo cognato per padroni, loro corrispondendo i frutti in parte dominicale e proibisce a Benedetto l’ingerirsi nei beni mentovati, cioè casamento da padrone e da colono con aia et orto e brolo e terreni del Ceradello e Scaratto. Benedetto all’uso de prodighi vendette a Mellino tutte le carte per £ 8 e nel 1650 3 febbraro diede in pagamento a detta sua sorella la somma di £ 7228 planet per compito pagamento d’ogni pretesa di capitale e livelli. Veggasi altra lite in qs sommario all’anno 1650 22 aprile.
Mazzo G Proc.o 5
8/05/1637 atti ad istanza di Giacomo Pilotti canonico della Cattedrale contro Francesco Mellini a cui avea imprestate £ 2m planet. Queste dimandò [non si vede poi per quale motivo esso Pilotti ricorse alla Giustizia] acciò fosse rivocato un ordine fatto da Rettori a chiunque avesse debito o effetti di Marino Marini bandito con confiscazione de beni, da cui esso Pilotti avea comperato con instr. 19/01/1631 una Breda nelle Chiusure di Brescia in contr della Garza. Ds detta dimanda fu però licenziato salvo pure di procedere contro detto Mellini a cui non al Marini avea imprestato il dinaro. Nonostante la chiarezza del merito Pilotti volle però detto Mellini con atti giudiziari ritardare la restituzione.
29/10/1642 con instr 14/04/1636 Giovanni Pietro Zucchetti rinunciò a Francesco Mellini una quarta parte, ossia 4/16 a lui spettanti nell’eredità della qm Lelia zia materna (probabilmente) d’esso rinunciante e paterna di detto Mellini con promessa di evizione e piaggeria. Rogatore GioBatta Barbò notaio in Brescia. In essa eredità vi era un terreno in campagna di Rovato in contr della Breda il quale con instr 3/12/1637 in atti di Giovanni Giacomo venturo fu con altro venduto a Pietro Tino mercante in Brescia.
Poiché però nel dì 23/08 precedente, cioè 1642, insorse Lorenzo Zucchetti pretendendo in vigore d’un testamento detto terreno della Breda,
indi con mandata consolare del dì 29/10 predetto esso Francesco Mellini intimò le molestie al prefato Giovanni Pietro Zuccchetti commettendoli d’assumer giudizio per detti 4/16 rinonziatili e facendo non ostante presentare a detto Lorenzo molestante il testamento allegato.
Mazzo Z Processo 7
18/02/1645 Avuto che ebbe Francesco Mellini per nome di Teodora sua moglie in pagamento un casamento con brolo nella terra dell’Ospitaletto era di Benedetto Gasolo suo cognato, con mandato 14 genaro 1645 andò al possesso ma il dì suddetto 18 febraro gli fu tal possesso contrastato da Bartolomeo Irma a titolo d’aver egli avuto a locazione detto casamento e brolo dallo stesso Benedetto il quale per la manutenzione della locazione medesima aveva in specie ipotecati essi beni affittati ma avendo ciò fatto in tempo che già vi erano liti sopra essi beni colo stesso Francesco uxorio nomine e per altre ragioni fu esso Irma con sentenze conformi espulso da tal locazione. Mazzo I Processo i
4 marzo 1645. instr 13 /12/1644 Paolo Omassi dell’Ospitaletto comprò da Benedetto Gasoli un ingresso quale era anche stato venduto al fu Lelio Gasolo padre del detto venditore (Benedetto) dagli eredi Omassi. Per una pretesa usurpazione fu prodotta querela criminale contro detto Omassi e fatta anche cavalcata fu anche nel premarginato giorno 4 marzo 1645 con Decreto del Giudice al Maleficio licenziato detto Paolo dichiarando non doversi procedere oltre contro il medesimo salve però le raggioni delle parti in giudizio civile rimesse le spese da essere però pagate dalla parte soccombente nel giudizio civile istesso.
Nel giugno dell’anno 1659 detto Omassi otturò l’ingresso e transito che esce dal brolo in detto tempo posseduto da Teodora sorella di Benedetto Gasolo e vedova di Francesco Mellini [in virtù però degli atti narrati in questo sommario all’anno 1636 2 decembre, sicchè non potevano derogare alla vendita d’esso Benedetto come anteriore, fatta essendo nel 1644 13 decembre]. Tale otturazione volle Mellino Mellini vendicare con mandato citatorio de Consoli de Quartieri 1 luglio 1659, ma per esso e per più altri posteriori sempre fu absente, sicchè fu condannato e pulsato al pagamento di spese.
Volendo poi detto Omassi ripigliarsi ottenuto l’instr di compra sopraccennato [fatto anche questo celare dal Mellini al Nodaro Uberti di Travagliato, che ne era stato rogatore secondo almeno che ne asseriva detto Omassi] in ordine era troppo vuberato fu sentenziato che dovesse pagare le spese e produrre poi il fondamento allegato con instruire la causa, ma non si leggono poi altri atti. Mazzo O Processo 4
6 marzo 1645. Nel 1628 Lelio Gasoli ebbe da Camilla Trussi lire mille planette con obbligo di restituirle e col pro del 5 per cento. Nel 1634 fu da detta Camilla fatto citare Benedetto figlio del suddetto qm Lelio defonto avanti gli Inquisitori in Terra Ferma, da quali fu condannato all’affrancazione ma egli appellatosi avanti il Collegio de XII si venne per evitare le spese a stipulare l’Instr 28 febraro 1635, in cui si concedette tempo a detto Benedetto per anni tre e col frutto suddetto Spirato il triennio la medesima andò al possesso di una vigna di detto Gasolo contigua al brolo nell’Ospitaletto e dopo qualche tempo fece contro detto Gasolo un’altra intromissione sopra la quale nacquero atti allegando il Gasoli doverli bastare la prima e non poter conseguire duplicato pagamento sopra di che per il fatto del possesso nacquero articoli asseverando egli e negando essa d’aver goduta la vigna suddetta.
Mentre fra loro così litigavano stando la causa in ordine a favor del Gasoli ecco nel 1645 il Mellini occupare i terreni intromessi e contesi. Contro di lui dunque si rivolse la Trussa pretendendo poi allora e possesso e giudizi a suo favore per i quali si professava anziana. Il Mellini all’opposto pretendeva anzianità come avente le raggioni dell’Ospitale come si è detto nel processo all’anno 1636 2 decembre ed opponea all’avversaria l’inutilità del tempo per lei anteriore perché aveva origine da una scrittura che essa non volea presentare quella cioè 1628. Furono fatte più scritture hinc inde, cosa riuscisse tra la Trussa il Mellini non si vede; si rileva però da Istrom 20 giugno 1646 che la stessa fece carcerar il Gasoli, perché non ostante il di lei possesso volea egli violentemente usurpare l’entrate e che per uscire assegnò a lei in pagamento col patto però della ricupera tanto terreno nella mentovata contrada del Brolo. MazzoT Processo 6
8 genaro 1647 Francesco Mellini, ossia la sua ditta, ebbe mandato prefettizio da Giacomo Caglio massaro del Comune di Ospitaletto – Mazzo C Processo Ultimo numero 7
Per la suddetta causa furono poi con sentenza condannati gli eredi del qm Francesco Mellini, ossia Mellino Mellini a tal pagamento di taglie per aver esso Mellini tenuta la chiave della casa quantunque vi fosse contesa con Benedetto Gasoli. Mazzo O Processo 5
