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3D/2RF-Bonomi 3rza Discendenza 2 Ramo Famigliare

3D/2RF-Bonomi 3rza Discendenza 2 Ramo Famigliare

 

3rza Discendenza dei Bonomi
2 Ramo Famigliare: Giuseppe (1G-2RF-1)
Nucleo Famigliare: Giuseppe Bonomi & Angela Peri

 Nella 3rza Generazione del 2RF esamineremo i figli dei figli, cioè i nipoti, del secondo figlio maschio (Giuseppe) di Francesco Antonio e di Maria Giacomelli. Abbiamo visto sopra abbastanza in dettaglio, i figli di Giuseppe, che rappresentano la seconda Generazione; qui li richiamo in sintesi (almeno quelli che raggiungeranno l’età adulta) e poi vedremo in dettaglio i loro figli, che sono l’argomento di questo capitolo e che sono la terza Generazione:

1) Rosa Luigia “Rosina” (15/05/1873 – 12/11/1949 a 76 anni); padrino Giovanni Penna; 2G-2RF-1-8f
2) Andrea Antonio (5/10/1874 – 27/07/1954 a 79 anni); padrino Luigi Moretti; 2G-2RF-1-1
3) Pietro (26/02/1877 – 4/03/1953 a 76 anni); padrino Battista Dolfini; 2G-2RF-1-2
4) Giuseppe Luigi Cesare (10/05/1878 –  Sesto San Giovanni, 5/04/1937); padrino Andrea Mazzucchelli; 2G-2RF-1-3
5) Battista Achille Cesare (19/04/1879 – 18/11/1922); padrino Battista Berardi; 2G-2RF-1-4
6) Maria “Marietta” (1/05/1880 – 14/03/1944 a 63 anni); Cesare Berardi; 2G-2RF-1-9f
7) Cesare Evaristo (20/05/1881 – . ? .); madrina Ernesta Peroni di Travagliato; 2G-2RF-1-5
8) Cesare Alessandro Fausto (28/06/1882 – 27/01/1962); padrino Fausto Ferraresi di Pietro e di Maria Chiappa, muratore; 2G-2RF-1-6
9) Isidoro Luigi (11/07/1885 — . ? . ); battezzato dal curato don Francesco Franzoni, padrino Luigi Bucella, oste di Ospitaletto; 2G-2RF-1-5
10) Enrico Arturo Isidoro (11/09/1887 – 26/09/1930); padrino lo zio Pietro Bonomi (mio nonno) fratello del papà Giuseppe; 2G-2RF-1-7

Abbiamo già visto prima che oltre a questi, altri quattro morirono in tenera età: Maria Vincenza, Isidoro Luigi, Silvia Luigia e Enrico Antonio Giuseppe.
Di Giuseppe Luigi Cesare sappiamo che si è trasferito con la famiglia a Sesto San Giovanni, ed è lì che il figlio si sposerà.
[Come si vede, ho segnato con codifica dapprima i maschi in ordine di nascita (per individuare la loro discendenza); finito di codificare i maschi passo alle femmine, iniziando da quelle nate prima fino a quelle nate dopo, perchè sposandosi esse acquistano il cognome del marito, che non sarà certamente più Bonomi!]

Pertanto iniziamo dal primo (2 generazione) e vediamo i suoi figli (3 Generazione):

 

  • Nucleo Famigliare
    Rosa Luigia “Rosina” Bonomi & Giuseppe Giobini

 Rosa Luigia “Rosina” (15/05/1873 – 12/11/1949); padrino Giovanni Penna (2G-2RF-1-8f). Il 9/06/1891, non appena compiuti i 18 anni, sposerà Giuseppe (Rocco) Giobini dei furono Giovanni e Carolina Polonini, nato a Ospitaletto il 16/08/1863, calzolaio (2G-2RF-1-8f/mt). Celebra le nozze il parroco don Girolamo Rizzi, alla presenza dei Testimoni Carlo Micheletti di Giovanni e Francesco Pezzaga fu Carlo. [I figli che nasceranno da questo matrimonio, si trovano nell’appendice dedicata ai Giobini].

 

  • Nucleo Famigliare
    Andrea Antonio Bonomi & Angela Pedersoli

 Andrea Antonio (5/10/1874 – 27/07/1954); padrino Luigi Moretti: (2G-2RF-1-1). Andrea sposa il 14/11/1898 Angela Pedersoli, nata a Monticelli Brusati il 14/04/1871 (2G-2RF-1-1m), ma residente a Ospitaletto, figlia di Francesco e Veronica Cinelli; testimoni di nozze furono Fausto Ferraresi fu Pietro e Francesco Pezzaga sacrista. Sul Registro dei matrimoni è riportata una annotazione curiosa: “il Bonomi fece giuramento che nel tempo che fu sotto le armi, non contrasse nessun matrimonio”.  Da questa unione nacquero i seguenti figli:

— Francesco Giuseppe (9/11/1900 – 9/05/1902), che ebbe il nome dal nonno materno e paterno e morì a 18 mesi; la madrina di battesimo fu mia nonna Marietta Trebeschi in Bonomi.
— Francesco Secondo (14/05/1902 – 25(01/1904), padrino Angelo Bellumat; morirà a 20 mesi.
1) — Francesco Giuseppe Terzo (30/10/1904 – 29/06/1966), padrino Pietro Buffoli, madrina Rosa Ghidini (3G-2RF-1-1-1); sposerà il 21/04/1937 Paola Rosa Svanini, (16/08/1909 – 21/05/1996 a 85 anni) (3G-2RF-1-1-1m), figlia del fu Luigi Gaetano e Orsola Delera (6/12/1875 – 22/07/1961 a 86 anni); Orsola Delera era di Chiari; di Luigi Svanini si veda la relativa scheda nell’appendice. Francesco Giuseppe Terzo (nome derivato dalla Linea Svanini, come si potrà vedere) ebbe il soprannome di “Cicobalù”.
2) — Adele[i] Carolina (27/09/1906 – 20/05/2003), padrino fu Fausto Ferraresi (3G-2RF-1-1-2f), sposerà il 10/09/1927 Giovanni Battista Bianchi (25/11/1898 – 29/11/980) (3G-2RF-1-1-2mt), figlio di Nicola e di Giulia Simonini, da Provaglio. Per altre notizie sulla famiglia Bianchi si veda in appendice.
— Claudina Elisabetta (23/06/1908 – 4/08/1909), padrino Giuseppe Crescenti, morirà a 13 mesi.
3) — Claudina[ii] Angela (Claudi) (6/09/1910 – 9/06/1938) (3G-2RF-1-1-1-3f, padrino Luigi Svanini, sposerà il 28/10/1933 Lorenzo Bianchetti di Giuseppe (3G-2RF-1-1-3f/mt). Morirà giovane a 27 anni. Claudina, chiamata Claudi, sposerà Lorenzo Bianchetti (18/09/1909 – 5/07/1981) di Ospitaletto il 28/10/1933; Lorenzo era figlio di Carlo Giuseppe e di Maria Marchina e faceva il panettiere (fornaio); il matrimonio si svolse alla presenza dei testimoni: Abramo Schivardi (marito di Teresa Gares, mia zia materna) fu Pietro, panettiere e Angelo Meschini di Paolo, autista. [Per i Bianchetti si veda in appendice].

 

  • Nucleo Famigliare
    Pietro Bonomi & Emma Bonomi

Altro figlio di Giuseppe e Angela Peri fu Pietro:

Pietro (26/02/1876 – 4/03/1953), ebbe come padrino di battesimo Battista Dolfini, (2G-2RF-1-2)
Il 27/11/1899 sposerà Emma Bonomi (4/10/1877 – 2/03/1953) (2G-2RF-1-2m) e morirà a 76 anni, al ritorno del funerale della moglie. Questi due coniugi, entrambi Bonomi, non erano affatto parenti, perché la moglie Emma era figlia di Valentino Bonomi e Giuditta Panzeri e, sorella di quel Pietro Silvio che sarà il padre di Evaristo Bonomi, riguardo al quale è doveroso fare una breve digressione per chiarire le due linee Bonomi: tale digressione si può trovare nell’appendice. Per ora diremo soltanto che la coppia Pietro Bonomi – Emma Bonomi, rappresenta il punto di unione tra i nostri Bonomi ed i Bonomi di Evaristo. [si veda in appendice il Ramo Famigliare dei Bonomi di Evaristo] I loro figli sono i seguenti:
1) — Laura Maria (25/02/1900 – 7/02/1998), madrina Trebeschi Marietta, (3G-2RF-1-1-3f) moglie di Pietro Bonomi, miei nonni; sposerà il 28/04/1923 Andrea Giobini figlio di Giuseppe (3G-2RF-1-1-3f/mt).
2) — Valentino[iii] Giuseppe (30/06/1901 – 22/02/1938 a 36 anni), (3G-2RF-1-2-1), madrina Marietta Verga; sposerà il 20/04/1927 Giulia[iv] Elvira[v] Gares (13/02/1903 – 1/11/1972), di Paderno; [notare il doppio nome: il primo preso dal nonno materno e l’altro dal nonno paterno]; Giulia Elvira (3G-2RF-1-2-1m) era figlia di Luigi e di Caterina Spada e cugina di mia mamma Maria Erminia Gares.
— Angela Giuditta (10/06/1903 – 28/06/1903 di 18 giorni), padrino Giuseppe Giobini;
3) — Giuseppe Maria (Pì) (5/03/1905 – 8/11/1991), padrini Pietro Bonomi e Cesare Migliorati (3G-2RF-1-2-2); sposerà a Gussago il 25/09/1930 Giulia Maria De Lorenzi nata a Gussago 20/04/1907 (3G-2RF-1-2-2m), di Luigi e di Maria Rossi; testi: Giulio Abeni e Enrico Chiari; dal loro matrimonio sono nate queste figlie:
— Emma
— Maria 10/02/1937, padrino Pietro Treccani
— Valentina 19/12/1942, madrina Maria Venturelli
— Angela (19/01/1908 – 6/05/1910 di anni 2), padrino Bortolo Gozio di Gussago;

(Ricordo che stiamo esaminando i figli di Pietro e Emma Bonomi!)

4) — Maria Caterina (Marì) (9/11/1909 – 6/10/2003 di anni 93), madrina Stella Palazzini moglie di Achille Bonomi (3G-2RF-1-1-4f); sposerà il 10/04/1939 Antonio Morandi (09/01/1909 – 9/05/1975) (3G-2RF-1-1-4f/mt); Antonio era figlio di Paolo (1/01/1872 – 30/09/1923) e di Carolina Bianchi (15/08/1874 – 18/02/1957), sposati il 23/04/1895. Dopo le nozze, Antonio, che di lavoro faceva il salumiere, prese un negozio di salumeria a Castegnato e vi si trasferì con la moglie e fu lì che nacquero i suoi due figli. Nel 1947 ritornò ad Ospitaletto, dove svolse il suo lavoro nel negozio dei Tomasini. Nel 1959 ebbe il suo proprio negozio di salumeria in via Martiri della Libertà.
5) — Marietta Angela (8/08/1912 – 29/02/2008), padrini Pietro Bonomi e Giovanni Ghilotti (3G-2RF-1-1-5f); sposerà il 19/04/1941 Ermenegildo[vi] Pescara di anni 31, nato a Cavarzele (Chioggia) il 12/03/1910, (3G-2RF-1-1-5f/mt1) fu Ubaldo e di Maria Chiosini; testimoni: Firmo Melgari di anni 27, prestinaio di Travagliato e Giuseppe Bonomi (Pì) di anni 36, falegname. Senonchè il marito Ermenegildo parte in guerra e viene ucciso a Tripoli pochi mesi dopo. Finita la guerra, il fratello di Ermenegildo, Sante[vii] Pescara ritorna e decide di sposare la vedova Marietta e così il 9/02/1946 Sante Pescara di anni 25 (fratello minore di Ermenegildo) (3G-2RF-1-1-5f/mt2) sposa la vedova di suo fratello, Marietta Bonomi alla presenza dei testimoni: Firmo Melgari fu Luigi, prestinaio di Travagliato e Guido Pescara di Achille di anni 24, contadino.
— Mario Andrea (24/04/1915  – 12/08/1915), madrina Maria Bonomi in Rosa; quando muore a 3 mesi viene registrato come Enrico Bonomi!;
— Silvio Pietro Paolo (19/06/1917 – 15/11/1917), padrino Pietro Bonomi fu Valentino;
— Silvio (12/01/1920 – 5/06/1920), padrino Achille Bonomi;

Anche in questo caso il matrimonio tra Pietro Bonomi e Emma Bonomi è stato prolifico: 10 figli, la metà dei quali (5 su 10) muore in tenera età. Nella discendenza che segue, la 4rta, vedremo i rami famigliari dei cinque figli che diventano adulti.

Ora però riprendiamo l’esame dei figli della terza Generazione o Discendenza del secondo Ramo Famigliare, ritornando agli altri figli di Giuseppe e di Angela Peri: abbiamo già visto Rosa Luigia (“Rosina”), Andrea Antonio e Pietro; ora vediamo gli altri:

  • Nucleo Famigliare:
    Giuseppe Luigi Cesare Bonomi & Vittoria Ernesta Moroni

Giuseppe Luigi Cesare (10/05/1878 – Sesto San Giovanni (MI), 5/04/1937) (3G-2RF-1-2-3), padrino Andrea Mazzucchelli; sposa il 24/10/1901 Vittoria Ernesta Moroni (25/09/1876 – Cividate al Piano (BG), 29/06/1960) (3G-2RF-1-2-3m), di Giovanni e di Francesca Ballerini. Pochi anni dopo, esattamente il 23/10/1908, si trasferirà con tutta la famiglia (moglie Vittoria e figlio Giovanni) a Sesto San Giovanni (MI), dove ho proseguito le ricerche. Dal loro matrimonio nascono a Ospitaletto due figli, il secondo dei quali morirà in tenera età:

– Giovanni Giuseppe (7/07/1902 – Cividate al Piano (BG), 23/08/1961), (4G-2RF-1-2-3-1), madrina Marietta Trebeschi, mia nonna; sposerà in Sesto San Giovanni (MI), il 6/12/1930 Gina Eugenia Picelli, nata a Noceto Camense (PR) il 26/03/1904 (4G-2RF-1-2-3-1m), figlia di Secondo e di Clelia Giaroli. Giovanni Giuseppe si era infatti trasferito con i genitori a Sesto San Giovanni.  Il padre Giuseppe Luigi Cesare muore a Sesto il 5/04/1937.
Il 10/02/1960 Giovanni Giuseppe con la madre Vittoria Moroni e con la moglie Gina Picelli, si trasferiscono da Sesto San Giovanni a Cividate al Piano (BG): alcuni mesi dopo il 29/06/1960 muore proprio a Cividate la madre Vittoria Moroni. Un anno dopo muore anche Giovanni, il 23/08/1961 ed allora Gina Picelli ritorna il 20/11/1961 a Sesto San Giovanni: in pratica Gina rimane a Cividate al Piano dal 10/02/1960 al 20/11/1961; in questi venti mesi a Cividate muore sia la suocera Vittoria (nel giugno del ’60) che il marito Giovanni Giuseppe (agosto ’61). Allora ritorna a Sesto San Giovanni dove muore il 4/10/1986.

– Giuseppe Francesco (16/03/1904 – 31/03/1904), padrino Enrico Torri.
Non risulta che abbiano avuto altri figli!

  • Nucleo Famigliare:
    Battista Achille Cesare Bonomi & Lucia Vittoria Berardi

Altro figlio di Giuseppe Bonomi e di Angela Peri è:
Battista Achille Cesare (11/04/1879 – 18/11/1923, a anni 44), (3G-2RF-1-2-4), padrino Battista Berardi. Sposerà il 26/11/1906 Lucia Vittoria Berardi (Cazzago, 10/05/1881 – 30/07/1927) (3G-2RF-1-2-4m), figlia di Paolo (fu Giacomo e fu Maria Bonomi) e di Caterina Fossati (fu Gaetano e Maria Teresa Piani di Coccaglio) [vedi i Berardi in appendice]. Morirà a soli 53 anni. Per sapere i rapporti tra i Bonomi ed i Berardi bisogna andare alla relativa appendice.

Da questo matrimonio nasceranno i seguenti figli:
— Paolo Giuseppe (6/06/1908 – 8/09/1908), madrina Marietta Trebeschi (mia nonna);
— Angela Maria (Lina) (10/06/1910 – 15/02/2004), padrino Enrico Moretti (4G-2RF-1-2-4-1f); sposerà il 27/10/1927 Amilcare Solazzi (18/11/1898 – 2/05/1945), fu Eugenio da Rovato e fu Maria Teresa Rusnati (4G-2RF-1-2-4-1f/mt), padrino di battesimo Carlo Micheli, segretario comunale di Palazzolo; si veda in appendice qualche altra notizia sui Solazzi. Il padre di Amilcare Solazzi abitava a Rovato, ma era originario di Sabbioneta, (come Felice Azzi, padre di Luigi). La madre Teresa Rusnati era bergamasca, anche se era figlia di una Bona di Rovato.

  • Nucleo Famigliare:
    Maria Marietta Bonomi & Pietro Buffoli

Altra figlia di Giuseppe Bonomi e di Angela Peri è:

Maria “Marietta” (1/05/1880 – 14/03/1944 a 63 anni), padrino Cesare Berardi (3G-2RF-1-1-6f); sposerà il 24/07/1911 Pietro Buffoli di Passirano (…/1883?, figlio di Giovanni e di Francesca Zanini (3G-2RF-1-1-6f/mt); Pietro muore a 76 anni a Ospitaletto il 5/02/1959. Dal matrimonio nasceranno tre figlie, eccole:
— Angela Buffoli (27/07/1912),
— Francesca Maria Buffoli (20/08/1915),
— Francesca Maria Buffoli (3/03/1917).

 

7) Cesare Evaristo Bonomi  2G-2RF-1-5
o
9) Isidoro Luigi 2G-2RF-1-5
Cesare Evaristo (20/05/1881 — . .  .), madrina Ernesta Peroni di Travagliato.  Non so che fine ha fatto! Se è vero che andò in America, è altrettanto vero che di lui non sappiamo niente!
Isidoro Luigi (11/07/1885 — . ? . ); battezzato dal curato don Francesco Franzoni, padrino Luigi Bucella, oste di Ospitaletto; non si sa chi di questi due è morto in età infantile e chi invece verso i 18-20 anni emigrò in America (Argentina?)

 

  • Nucleo Famigliare:
    Cesare Alessandro Fausto Bonomi & Margherita Maria Bui

Cesare Alessandro Fausto (28/06/1882 – 27/01/1962, a 79 anni), padrino Fausto Ferraresi di Pietro e di Maria Chiappa, muratore; (2G-2RF-1-6). Sposerà il 30/10/1905 Maria Margherita Bui di Stefano e Giuseppa Zampatti, nata il 1/03/1883 (2G-2RF-1-6m1), [vedi in appendice questo Ramo dei Bui di Margherita]; dal matrimonio nacquero tre figli:

1) – Pietro Stefano[viii] (Pierino) (29/09/1906 – 4/10/1946 a 41 anni) (3G-2RF-1-6-1), sposerà il 2/03/1935 a Castegnato Caterina Angela Turati (fu Giacomo e Rosa Ceretti), nata a San Zeno, domiciliata a Castegnato (1/07/1914 – 4/03/2002) (3G-2RF-1-6-1m); testi: Giulio Abbaribbi fu Giacomo di Travagliato e Beniamino Crescenti fu Ernani di Ospitaletto.
2) – Maria (Marietta) (27/07/1909 – 14/09/1986 a 75 anni) (3G-2RF-1-6-2f), madrina Lucia Bonomi Berardi sposa il 28/04/1928 Alfredo[ix] Lamberti fu Antonio (14/11/1901 – 16/05/1974) di Rovato (3G-2RF-1-6-2f/mt) e colà va a stabilirsi.
3) – Teresa[x] Rachele[xi] (3/05/1913 – 30/08/1990) 3G-2RF-1-6-3f nubile.

La moglie di Cesare, Margherita Bui morirà il 11/08/1923 a 40 anni. Alcuni anni dopo, il 6/11/1926 Cesare, che faceva il falegname, come tanti altri Bonomi, sposerà in seconde nozze Maria Della Porta nata a Ospitaletto il 6/07/1888, figlia del fu Angelo e Teresa Prandini (2G-2RF-1-6m2); testimoni: Beniamino Crescenti e Giovanni Peri. Questa Maria  era detta “Caina”, perché i suoi erano originari di Caino e morirà il 13/06/1964 a 76 anni, due anni dopo il marito.

Di Teresa Rachele devo dare qualche notizia, perché l’ho conosciuta di persona: da ragazza lavorava presso il Calzificio Ferrari come rammendatrice; quando il Calzificio venne chiuso, continuò a lavorare a casa sua come rammendatrice per le molte piccole aziende sorte dallo smembramento del grande calzificio. La ricordo seduta sulla sedia circondata da mucchi di calze da rammendare e da altrettanti mucchi di calze già rammendate; era così brava che i suoi rammendi erano difficili da individuare, tanto erano fatti bene, con cura e con perizia. Spesso veniva da noi per far compagnia alla mamma e si portava il lavoro appresso e passava pomeriggi interi, curva sulle sue calze: una mano con una calza infilata, e l’altra mano con l’ago e filo tra le dita. E mentre lavorava si facevano compagnia con mia mamma e le mie sorelle e parlavano del più e del meno, di tutto di più. Alla morte della matrigna Maria, venne a vivere in un appartamentino sotto quello di mia sorella Mariuccia ed allora la frequentazione divenne più assidua ed anche più familiare la confidenza, tanto che anch’io spesso la chiamavo “Frangetti” (perché da ragazza aveva avuto una storia con un certo Franza, che aveva accompagnato i suoi zii [Giuseppe e Vittoria Moroni, con il figlio Giovanni, quelli di Sesto San Giovanni] a casa sua quando erano stati ospitati durante i bombardamenti della II Grande Guerra). Fu così che mi accodai alle mie sorelle nel prenderla in giro per questo suo amore giovanile, rimasto inconcluso.

Ma non fu il solo, perché dopo la fine della guerra, ne ebbe un altro con un funzionario del Teatro Grande di Brescia, che i miei frequentavano abbastanza regolarmente per via della loro passione per le opere liriche: si chiamava Piazzetti ed era quella persona che forniva i biglietti alla mia famiglia per entrare al Grande. Anche qui fu il pretesto per tutta una serie di prese in giro da parte delle mie sorelle … tanto più che anche questa volta la storia finì con un nulla di fatto, per la nostra Rachele.

Quando morì rimasi addolorato, perché oramai era diventata una di casa, una di noi. La ricordo spesso, curva sulle sue calze, ma soprattutto ricordo con simpatia e affetto le sue risate di gusto, che le scuotevano e le facevano tremare e sobbalzare i seni e la pancia.

  • Nucleo Famigliare
    Enrico Arturo Bonomi & Angela Elisabetta Rivetti

Enrico[xii] Arturo Isidoro (11/03/1887 – 26/09/1930), padrino mio nonno Pietro Bonomi. Lo segno come: (2G-2RF-1-7).  Sposerà il 7/07/1910 Elisa (Angela Elisabetta) Rivetti, nata l’11/11/1888 a Rodengo (m. Angela Lussignoli – morta 17/04/1964) (2G-2RF-1-7m), ma domiciliata a Ospitaletto, figlia di GioBatta Giacomo, nato a Ospitaletto, (fu Francesco e Giuseppa Mezzadri) e di Teresa Lissignoli (di Antonio ed Elisabetta Bino). Questo Enrico Arturo Isidoro porta in sé un trio di nomi assai particolari (vedi in precedenza).
Interessante notare che il padre di Elisa, GioBatta Rivetti nato a Ospitaletto il 12/06/1845 (figlio di F.sco e fu Giuseppa Mazzadri), vedovo di Teresa Cometti (sposata a .?. il .?. e ω il 17/05/1879 a .?.), si era risposato il 21/09/1881 con Teresa Lissignoli, nata a Iseo il 4/06/1853 (figlia del fu Antonio e Elisabetta Bino), domiciliata a Ospitaletto; testi: Pietro Gilberti fu Antonio e Battista Tanghetti fu Bortolo.
[[F.sco Rivetti era nato a Roncadelle il 25/08/1817, (figlio di GioBatta e di Caterina Bosetti) era vedovo di Giuseppa Mazzadri, sposati a .?. il .?. Si risposa il 12/04/1852 a Ospitaletto con Serena Faccuetti, nata ad Alzano BG il 15/12/1818 (figlia di Claudio e di Angela Milani, ambi di Alzano), anche lei vedova del fu Luigi Franzoni; testi: Pietro Fava di BS e Angelo Raffaglio. Luigi Franzoni era nato a Ospitaletto il 1/11/1815 (figlio di Rocco e di Domenica Scolari, contadini di qui) ed aveva sposato il 26/11/1838 Serena Faccuetti nata ad Alzano BG il 15/12/1818 (figlia di Claudio e fu Angela Milani); testi: GioBatta Guarneri e Paolo Franzoni.]]

Dal matrimonio tra Enrico Arturo e Angela Elisabetta Rivetti nascono i seguenti figli:
– Angela (28/10/1910 – 25/05/1922 di 11 anni), padrino Pasquale Corsini
– Teresa (11/05/1912 – 22/06/1912), padrino Andrea Bonomi

1) – Riccardo[xiii] Giovanni (22/06/1913 – 7/08/1985), madrina mia nonna Marietta Trebeschi Bonomi; lo segno come (3G-2RF-1-7-1). Sposerà il 23/04/1938 Elisabetta Giuseppina (Pina) Teresa Martinelli (23/07/1913 – 2/07/1997) (3G-2RF-1-7m ) fu Angelo (16/08/1869 – 17/04/1964) e di Maria Barberina Ravelli (9/02/1886 – 21/03/1947); testimoni: Guido Grampa fu Angelo di Garbagnate e Domenico Rocco fu Angelo di Ospitaletto.
– Maria Teresa (10/10/1915 – 17/10/1916), padrino Giovanni Ghilotti

2) – Pietro Silvio (4/05/1919 – 21/10/1989), madrina Teresina Abeni; (3G-2RF-1-7-2).
Sposa a Ospitaletto il 15/10/1951 Luigina Marchina nata a Castegnato il 14/05/1925 (o 13/04/1925), [madrina Luisa Cinelli Marchina, zia, di Sale di Gussago] (3G-2RF-1-7-2m), figlia di Enrico (figlio di Pietro e di Caterina Reccagni) da Gussago e di Pierina Baresi (figlia di Giuseppe e Rosa Cinelli di Sale di Gussago). Enrico Marchina era nato a Gussago il 15/08/1881, mentre Pierina Baresi era nata il 25/07/1887 a Castegnato.
– Maria Silvia (6/04/1921 – 21/03/1922), padrino
– Angela (14/10/1923 – 3/08/1924), madrina mia nonna Marietta Bonomi
– Giuseppe Angelo (16/11/1925 – 24/07/1926), madrina Elisa Presti.

Come si vede anche in questo caso (matrimonio Enrico Bonomi e Elisa Rivetti) è molto elevata la mortalità infantile: su otto figli, solo due, i due maschi Riccardo e Pietro, raggiungeranno l’età adulta.

E con l’elenco dei nipoti di Bonomi Giuseppe termina anche la Terza Discendenza del secondo Ramo Famigliare dei nostri Bonomi di Ospitaletto, sicuramente il più numeroso. In pratica siamo arrivati ai figli dei tre nipoti (Giovanni, Giuseppe e Pietro Bortolo) del primo Bonomi arrivato a Ospitaletto da Sale di Gussago e cioè di Giovanni fu Andrea fu Pietro.

 

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[i] Adele: dal germanico ‘athala’ (nobiltà) che è frequente nella composizione anche di altri nomi, ed è presente fin dal VII sec.: di questo periodo sono le due sante della Chiesa: S. Adele figlia di Dagoberto II re dei Franchie fondatrice dell’Abbazia benedettina di Pfalzel presso Treviri.

[ii] Claudina: è un nome di matrice storica, alla cui base c’è il cognomen latino Claudius (claudicante, zoppo), forgiato come molti soprannomi dell’età arcaica sulla base di un difetto fisico della persona cui era attribuito. Passò poi a designare una famosa gens si caricò del prestigio di grandi personaggi della storia romana come Appio Claudio Cieco (IV-III sec. a. C.), censore e console che iniziò la costruzione della via Appia e dotò Roma del primo acquedotto; o Tiberio Claudio germanico, l’imperatore che successe a Caligola nel 41 d. C., a cui si deve la riorganizzazione delle strutture burocratiche dell’impero. Il femminile Claudia annovera una sua eroina in epoca romana: la vestale Claudia Quinta cantata da Ovidio nei Fasti. Accusata ingiustamente di aver tradito il voto di castità, provò la sua innocenza compiendo un atto miracoloso; dopo aver legato la propria cintola alla prua di una nave che si era incagliata nel fondo melmoso del Tevere, la disincagliò tirandola con le sue sole forze. Da allora Claudia è stata raffigurata nell’iconografi nell’atto di trascinare la nave ed è diventata simbolo di fermezza e di fiducia in se stessa. Il nome ebbe grande diffusione in età cristiana, tanto che la Chiesa annovera una decina di santi e martiri con questo nome.

[iii] Valentino: nome di tradizione tardo-latina, formatosi da ‘valens-ntis’ attraverso un processo di derivazione in -inus (come Augustus > Augustinus), suffisso con valore diminutivo o genericamente di relazione. Una delle più antiche attestazioni del nome è da riferire al filosofo operante a Roma nel II secolo, da cui prese nome la setta gnostica dei Valentiniani, contro cui scrisse Tertulliano. Con questo nome vi furono molti martiri e santi dei primi secoli dell’era cristiana: durante le persecuzioni di Diocleziano (inizio IV secolo) vi furono sette martiri con questo nome. Tre di essi subirono il martirio a Ravenna, gli altri due sono S. valentino martire a Viterbo con S, Ilario e San valentino vescovo di Trier. Il più celebre è tuttavia S. Valentino vescovo di Terni che subì il martirio nel 273; alla sua celebrazione nel calendario cristiano il 14 febbraio si ricollega l’usanza della festa degli innamorati, la cui origine pare anglosassone e che da lì si è poi estesa a tutto il mondo. Alla base di questa festa sembra che ci sia la coincidenza fra il genetliaco del  Santo e  la ricorrenza pagana di Iuno Fevruaria, che celebrava l’inizio del periodo di accoppiamento degli uccelli. In tale occasione gli innamorati incidevano i loro nomi sulla corteccia degli alberi; da qui deriverebbe l’usanza moderna dei “sanvalentini”, i bigliettini amorosi su cui si scrive il nome dell’amato/a. ai martiri si aggiungono poi i vescovi: S. Valentino di Genova (IV sec., 2 maggio) e S. valentino di Terracina (16 maggio) le cui spoglie furono ritrovate in Abruzzo nel centro in provincia di Pescara che dal santo prese il nome. Durante il Rinascimento è da ricordare la figura di Cesare Borgia duca di Valentinois, detto Valentino (1475-1507), figlio naturale di papa Alessandro III, spregiudicato politico nello scacchiere italiano del tempo celebrato dal Macchiavelli nel suo Principe.

[iv] Giulio, Giulia: ampiamente diffuso in tutta Italia, continua il nomen, poi gentilizio latino Iulius Iulia, che designava l’appartenenza alla nobile gens Iulia, resa illustre da Caio giulio Cesare e da suo figlio adottivo Ottaviano, divenuto primo imperatore rimano con il titolo di Ottaviano Augusto. Secondo la leggenda amplificata da Virgilio nell’Eneide, la gens Iulia discendeva dal figlio di Enea, Iulo o Ascanio, in latino Iulus. In realtà Iulius risale a Iovis (arcaico sostituito in seguito da Iuppiter) Giove, attraverso un ipotetico ‘Iovilius’ di Giove o dedicato a Giove, attestato come Iuilius in antiche iscrizioni. Iulia era tradizionale nella casa dell’imperatore: fu portato da una sorella e da una figlia di Cesare (I secolo a. C.); dalla scandalosa figlia di Augusto, fatta allontanare per la sua condotta scandalosa; dalla figlia di Tito amata da Domiziano (I secolo d. C.), dalla madre di Caracalla (III sec. d. C.). In epoca cristiana il nome fu sostenuto dal culto per numerosi santi e sante. S. Giulio I eletto papa nel 337, morto nel 352, è festeggiato il 12 aprile; oppositore dell’arianesimo e costruttore di numerosi santuari in Roma, fu sepolto sulla via Aurelia, traslocato poi in S. Maria in Trastevere, un tempo detta Basilica Giulia. È protettore di Volterra (PI). Di origine greca fu S. Giulio d’Orta, venerato a Novara il 31 gennaio, ritenuto protettore dei muratori perché autorizzato dall’imperatore Teodosio a trasformare i templi pagani in chiese cristiane e di queste ne avrebbe edificato ben cento, l’ultima delle quali nell’isola di S, Giulio sul lago d’Orta. Morto dopo il 390, è patrono di Orta S. Giulio (NO), comune cos’ denominato in suo onore dal 1928. Giulia è festeggiata il 12 maggio in ricordo di una fanciulla  cartaginese del V secolo che fu venduta come schiava e trovò il martirio in Corsica per crocifissione. In Italia il culto si diffuse dopo la traslazione delle reliquie che furono trasportate dalla Corsica a Brescia per volontà di Desiderio, re dei longobardi, il quale voleva dare impulso al monastero di Benedettine da poco fondato e retto dalla figlia Angelberga: lì troverà rifugio Ermengarda dopo il ripudio di Carlo magno. Durante la traslazione le reliquie approdarono a Porto Pisano, nucleo dell’attuale Livorno, dove in onore della santa fu eretta la prima chiesa della città. È patrona della Corsica, di Brescia e di Livorno. Oltre a Giulio I, altri due papi portarono questo nome: Giulio II (1443-1511) , al secolo Giuliano della Rovere, che promosse la lega di Cambrai (1508) contro i Veneziani e la lega Santa contro  i Francesi (1511); in campo artistico abbellì la basilica di S. Pietro commissionando lavori a Bramante, Raffaello, Michelangelo; e Giulio III (1487-1555), eletto papa nel 1550. Ricordiamo infine Giulia Farnese (1474-1524), detta “la bella”, amante di Rodrigo Borgia, meglio noto come Alessandro VI e il potente cardinale Giulio Mazzarino (1602-1661) nativo di Pescina (AQ).

[v] Elvira: nome letterario di provenienza iberica, di origine gotica. È infatti nella Spagna medioevale dei secoli IX-XI sulla quale avevano dominato i Goti, che troviamo attestazioni della forma originaria Gelovira, Gelvira, in cui si rilevano due componenti germaniche ‘gaila’ allegro e ‘wero’ amichevole. Il significato è allegra e amichevole. La ge- iniziale subì l’evoluzione consueta nel castigliano, riducendosi a –e; l’esito fu Elvira. In Spagna il nome era comune e diffuso, ricordiamo Lope de Vega che fa di Elvira la protagonista del suo romanzo il miglior giudice, il re (1635). Il nome si diffonde anche attraverso il successo della commedia di Molière, don Giovanni del 1665, le cui radici affondano nel dramma spagnolo di Tirso de Molina, il seduttore di Siviglia, rappresentato per la prima volta a Madrid nel 1624. Elvira è poi la protagonista di Ernani, dramma lirico musicato da Verdi e tratto dall’omonimo romanzo di Victor Hugo. L’onomastico si festeggia tradizionalmente il 27 gennaio, ma l’unica santa nota di nome Elvira è ricordata dalla Chiesa il 16 luglio: badessa di Oren visse tra XI e XII secolo.

[vi] Ermenegildo: di origine germanica è formato da ‘ermina/irmina’ (potente) è ‘gelda/gildjo’ (ricompensa) e quindi è: potente ricompensa. Il nome è attestato in Spagna fin dal VI secolo, essendo il nome del figlio del re dei Visigoti Leovigildo, trucidato a Siviglia nel 585 per aver abiurato l’arianesimo. È patrono della Spagna che lo festeggia il 13 aprile; il suo culto fu esteso a tutta la Chiesa nel 1636. L’Inghilterra prima della conquista normanna, festeggiava intensamente S. Ermenegilda, figlia del re di Kent, dopo la morte del marito Wulfhere diventa badessa di Ely, il monastero fondato da S. Ediltrude, di cui era nipote. Morì verso il 700 ed è festeggiata il 13 febbraio.

[vii] Sante: può essere forma aferetica del personale Giansante o Grisante. Giansante fu il nome di battesimo del Beato francescano Sante Brancorsini, noto come Sante da Urbino: nato nel 1343 entrò nei frati minori dopo aver ucciso per legittima difesa un parente; morto nel 1394 è  festeggiato il 14 agosto.

[viii] Stefano: nome ebraico  in veste greca è il calco di un personale identificato con keliel (corona di Dio), dal sostantivo kelijl (corona), che tradotto in greco dà appunto Stephanos. In latino il nome divenne Stefanus attestato sporadicamente già in epoca pagana: allora il riferimento era la corona come simbolo di vittoria, mentre in epoca cristiana divenne la corona del martirio e la corona di grazia. Il santo principale così chiamato è un giudeo ellenizzato, cui fu conferito dagli Apostoli l’incarico di provvedere alle necessità delle vedove e dei poveri, oltre che di predicare il Vangelo. Accusato di aver bestemmiato contro Mosè e il Tempio, fu condannato alla lapidazione, eseguita alle porte di Gerusalemme nel 37: al suo martirio assistette Saulo/Paolo che custodiva le vesti dei carnefici. Il culto per il primo martire cristiano (definito protomartire) si diffuse prestissimo e il lungo peregrinare delle sue ossa (dalla Chiesa del Monte Sion a Costantinopoli o forse a Roma) e di tante reliquie frammentate contribuì al radicamento della devozione sviluppatasi intorno a una sede lunghissima di chiese costruite per contenerle. Anche la data della sua festa principale (26 dicembre) ha contribuito a divulgarlo insieme a molte consuetudini che lo riguardano. Tracce del  culto del protomartire Stefano si individuano in Toscana e nel nord Italia. L’uso viene poi rinvigorito dal riferimento alla serie dei Papi, che dopo il primo di questo nome (morto nel 257 e venerato come santo, festa il 2 agosto), riprende nel 752 con Stefano Secondo, alleato con Pipino il Breve contro i Longobardi. Seguirono altri nove Papi con questo nome, l’ultimo dei quali Stefano IX morì nel 1058.  I Santi che portarono questo nome sono numerosi, citiamo: S. Stefano da Cuneo, martirizzato in Palestina nel 1391  con alcuni compagni: il loro culto venne confermato da Papa Paolo VI  nel 1966 e furono dichiarati santi nel 1970 (festa il 14 novembre). S: Stefano primo re d’Ungheria (979-1038), patrono del suo paese festeggiato il 16 agosto, testimonia la diffusione del nome tra le teste coronate. Per l’uso aristocratico ricordiamo Stefano di Blois, divenuto re d’Inghilterra nel 1131, nipote di Guglielmo il Conquistatore; Stefano IX Dusan, re di Serbia dal 1831, poi imperatore di Serbia e Romania; Stefano I Batholy, re di Polonia nel 1575.

[ix] Alfredo: il nome giunge in Italia nel settecento, passando attraverso la Francia che adatta in Alfred l’anglosassone Aelfraed. In esso si ravvisano chiaramente le componenti originarie ‘albhi’ (elfo) e ‘redha’ (saggio, consigliere). Un rilancio notevole si ebbe nell’ottocento attraverso La Traviata di Verdi, in cui Alfredo è l’innamorato di Violetta, ostinatamente avvinto alla sua donna contro la volontà della famiglia e il giudizio del mondo. I riferimenti agiografici sono rappresentati da S. Alfredo vescovo di Hildesheim (sec. IX)  ricordato dalla Chiesa il 15 agosto e da S. Alfredo abate cistercense (sec. XII) festeggiato il 12 gennaio.

[x] Teresa: di questo nome si è già detto

[xi] Rachele: biblico, risale al personaggio di Rachele, secondogenita di Labano e moglie prediletta di Giacobbe: per averla in sposa Giacobbe lavorò 14 anni al servizio di Labano. Etimologicamente il nome deriva dall’ebraico Rahel (pecora), confluito attraverso il greco nel latino Rachel:  secondo la tradizione i discendenti di Rachele e di Giacobbe sarebbero diventati allevatori di ovini, mentre i discendenti di Giacobbe e di Lia, sorella di Rachele e prima moglie di Giacobbe, sarebbero diventati allevatori di bovini. Il nome ricorre come Rachel nelle regioni centrali dell’Italia a partire dal XII secolo.

[xii] Enrico: germanico, composta da ‘haima’ (casa, patria) e ‘rikja’ (potente, dominatore), e quindi potente nella sua patria. Forse introdotto in Italia dagli Ostrogoti e pare che i Longobardi non lo utilizzassero, per cui da noi si diffuse più tardi, come moda aristocratica propagata dai tanti Heinrich imperatori di Germania, a cominciare da Enrico II il Santo (973-1024), re d’Italia nel 1004. Dopo il mille lo si incontra più di frequente, latinizzato in Henricus: si ricorda Henricus conte del canavese nel 1061, discendente proprio di Arduino. (vedi altrove questo nome).

[xiii] Riccardo: risale al germanico Rikhard o Richart, formato da ‘rika’ (ricco, potente) e da ‘hardhu’ (valoroso, forte). Molto attestato nel corso del medioevo a partire dal IX secolo. Alla diffusione del nome hanno contribuito diversi personaggi storici: i tre sovrani d’Inghilterra: Riccardo I detto Cuor di Leone per il suo coraggio (1157-1199), partecipò alla terza Crociata, ma al suo ritorno dovette combattere contro il fratello Giovanni Senza Terra usurpatore del trono. Riccardo II (1637-1400), sposò la figlia del re di Francia Carlo VI, conquistando una tregua nella guerra dei cent’anni, salvo poi instaurare un regime tirannico che lo portò a dover abbandonare il trono: Riccardo III (1452-1485), fratello di Edoardo IV, gli succedette facendo uccidere il nipote Edoardo V (1483), ma riuscì a regnare soltanto due anni. Tra i santi per lo più stranieri, ricordiamo S, Riccardo vescovo di Andria nel XII secolo, festeggiato il 9 giugno, di probabile origine inglese, godette di culto antico e sentito nel barese, basti pensare che lo stesso Federico II di Svezia volle far seppellire, accanto al corpo del santo, le sue due mogli. Molto vivo nel medioevo fu poi il culto per Riccardo vescovo di Chichester, vissuto tra il 1197 e il 1253, onorato nel giorno della morte il 3 aprile; è patrono dei carrettieri, in ricordo delle sue umili origini che lo portarono in gioventù a lavorare duramente nella fattoria paterna.

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