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Articoli di Giornali – II

Articoli di Giornali – II

La provincia di Brescia mercoledì 25 giugno 1919 – annuncio funebre
La famiglia del capitano degli alpini degli alpini Enea Guarneri lo ricorda quanti l’ebbero caro del triste anniversario della morte gloriosa.
Passirano 25 giugno 1919

Sullo stesso giornale: ricordando un valoroso. -Ora faranno in questo giorno. 25 giugno, un arditissimo giovane capitano cui l’animo indomito rendeva insostenibile la prigionia austriaca del campo di Aschach, trovava morte terribile nel tentativo di fuga. L’episodio estremamente doloroso ci si affaccia al pensiero è al cuore ci rinnova l’angoscia. Il capitano Enea Guarneri del secondo alpini, figlio dell’ottimo amico nostro dottor cavalier Giovanni battista Guarneri, dopo aver compiuto animosi simili gesta sulla fronte, era accaduto prigioniero; e della prigionia era insofferente Seymour. Egli anelava ritornare fra i compagni, l’arma in pugno, a cimentare nuovamente la vita. Con 16 altri compagni suoi aveva tutto lo organizzato per la fuga; e avevano all’uopo scavata una galleria che li portasse fuori dal campo. Ora l’eroico ed infelice giovane, quando era imminente loro sospira altissima della libertà, fu travolto per un crollo è sepolto pressoché tutto fra le macerie e il terriccio,- così strettamente che fu impossibile liberarlo. E degli assaporò accenti Fellini e la morte, che comprese tosto ineluttabile; ma non si smarrì. Fu sino all’estremo fortissimo, fierissimo, magnifico. Oggi sappiamo che gli ufficiali superiori, i quali dividevano con lui gli orrori della prigionia, hanno unanimi proposto il conferimento della massima onorificenza alla sua memoria. Ed è giusto: perché Enea Guarneri il quale tutto aveva-ingegno, prestanza fisica, saldezza di salute, abbondanza di censo, adorazione di parenti-per amare la vita e sentirsi ad essa attaccato, ne mostrò invece superbo disprezzo, perché aveva al sommo dei suoi pensieri il proposito di servire la patria strenuamente. E così la servi e fu in ogni momento fino all’ultimo, esempio raro di virtù bronzea, tutti sempre meravigliando perché tanta generosità di spirito e si grande audacia si accoppiasse ero in quella sua fiorente giovinezza. Alla famiglia sua che non sa conforto, l’espressione del nostro rammarico profondo: alla memoria del giovane eroe l’espressione della più calorosa ammirazione.

 

Il cittadino di Brescia giovedì 26 giugno 1919- fondazione Enea Guarneri in Passirano.
Uno speciale cenno è fatto nella relazione del corso popolare istituito dalla nostra amministrazione provinciale scolastica nel comune di Passirano, in seguito alle illuminate patriottica munificenza del cavalier dottor Giovanni battista Guarneri, membro della delegazione scolastica governativa. Il cavalier Guarneri con lettera del 4 gennaio u.s. scriveva regio provveditore: “ai 25 giugno dello scorso anno ho perduto in Austria un mio dilettissimo figliolo appena ventitreenne, Enea Guarneri, capitano del secondo reggimento alpini già studente del terzo anno di Agraria presso la regia Università di Pisa, in un audace disperato tentativo per liberarsi dalla cattività. Affinché si mantenga viva la ricordanza del sacrificio e dell’amore di lui per il paese natale e perché ai giovani agricoltori della Franciacorta sia facilitata la conoscenza degli elementi principali di quelle scienze agrarie alle quali il estinto, compiuti gli studi ove il suo tragico destino non avesse altrimenti disposto, avrebbe dedicato tutte le energie dell’ingegno, la mia famiglia affida alla signoria vostra illustrissima tanta rendita sul debito pubblico dello Stato consolidato 5%, corrispondente ad un capitale di lire 30.000. Sarebbe nostro desiderio che con questa rendita il consiglio provinciale scolastico avesse a provvedere perché sia mantenuto nel corpo popolare, da istituirsi in Passirano e che dovrebbe portare il nome di Enea Guarneri, un piccolo corso teorico pratico di Agraria con speciale riguardo alla bachi cultura e viticoltura e con l’aggiunta di un modesto museo scolastico che pure si in titoli al nome del Caduto”. Il nobile atto del cavalier Guarneri raccolse il plauso del ministero dell’istruzione; e l’ufficio in attesa di sottoporre al GPS las lo schema di statuto della fondazione Enea Guarneri, già in massima definito, ha provveduto fin dal febbraio u.s. all’ordinamento del corso popolare in Passirano, riservandosi-eseguiti necessari stanziamenti nel bilancio-di completarlo col nuovo anno scolastico di diffonderne la conoscenza dei comuni di Bornato, Calino, Cazzago San Martino, Monticello Brusati, Paderno Franciacorta, Provezze e Saiano, perché gli alunni ne possano profittare secondo la volontà del donatore.

 

Corriere della Sera sabato 16 agosto 1919- le cause morali di Caporetto nella relazione della commissione d’inchiesta e poi sullo stesso giornale un articolo di Renato Simoni sul teatro…. E inoltre il seguente articolo:
il trattamento dell’Italia i prigionieri austriaci.-Zurigo 15 agosto notte. I giornali tedeschi sono pieni di lamentele per il ritardato il ritorno dei loro prigionieri di guerra dalla Francia e dall’Inghilterra, e sfogano il loro malumore parlando di durezze di sevizie. Se l’ansia non è condivisa da qualche sposa eccessivamente infedele come quella che a Berlino ieri ha evitato al reduce la vergogna uccidendosi, è però così viva nel paese che il governo ha dovuto smentire pubblicamente la voce che si faceva circolare che il ritardo fosse desiderato dal governo stesso. Diverso è lo spirito degli austro tedeschi: anch’essi vorrebbero riavere i loro prigionieri ma come scrive il nuovo giornale di Vienna si consolano per l’assicurazione data loro dalla nostra missione a Vienna che prima di Natale tutti i prigionieri saranno tornati a casa. Intanto è incominciato il ritorno degli ammalati e dei deboli e a questo proposito il giornale nota che anche una lieve indisposizione basta per far rientrare nella categoria dei malati. Ma tutti godono di eccellente salute. Il giornale ne dà la prova citando da uno spoglio che un redattore addetto alla missione italiana ha ottenuto di fare nella corrispondenza dei prigionieri. Mentre non mancano la nostalgia per la patria e le preoccupazioni per le privazioni che li aspettano, tutti lodano il trattamento che dà ragione, scrive uno, di riconoscere l’umanità dell’avversario. Descrivono la buona vita nei campi e presso i contadini che li trattano e pagano bene; molti parlano di aver fatto dei risparmi e qualcuno conta di aver neanche per fare prima della partenza un viaggetto di piacere; un altro è orgoglioso di essere il direttore della cucina ed è enumera le buone cose di cui può disporre.
è doloroso che a questo benevolo trattamento dei più che 100.000 prigionieri austriaci in Italia non corrisponda dall’altra parte il rispetto alle tombe dei nostri prigionieri morti in Austria. La Reichpost ha parole di rimprovero per la profanazione a cui è stato sottoposto il cimitero che accoglie 6000 salme di prigionieri a Aschach sul Danubio. Le ghirlande sono state tolte e le croci strappate per adoperarle come legna da bruciare.

 

La provincia di Brescia domenica 13 giugno 1920 – alla memoria di un valoroso – l’Università Agraria di Pisa ha di questi giorni assegnato la laurea ad honorem alla memoria di Enea Guarneri figlio dell’amico nostro Giambattista Guarneri di Passirano. Il tributo d’onore di memoria ricorda ed esalta la figura di un puro eroe, accaduto durante la grande guerra. Anima generosa ed animosa conobbe tutti gli impeti audaci e affrontò generosamente il sacrificio. Capitano degli alpini rimase ferito due volte in combattimento; ritornato sulla linea della battaglia rimase prigioniero e morì il 25 giugno 1918 durante un tentativo di fuga dal campo di Aschach per ritornare tra i suoi soldati e rinnovare gli impeti eroici.

 

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