4rta Discendenza dei Bonomi del
2 Ramo Famigliare: Giuseppe (2RF-1D-1A)
Nucleo Famigliare: Giuseppe Bonomi & Angela Peri
Ora vediamo i discendenti della quarta generazione del secondo Ramo Famigliare, quello di Giuseppe ed Angela Peri. Si tratta di elencare ed analizzare i loro nipoti: i figli dei figli. Iniziamo dal primo figlio maschio, dato che abbiamo già visto la prima figlia Rosa Luigia che ha sposato Giuseppe Giobini. [[[valutare se inserire qui i figli di Rosina in Giobini]]].
Nucleo Famigliare:
Andrea Antonio Bonomi & Angela Pedersoli
Andrea Antonio (5/10/1874 – 27/07/1954) 2RF-2D-1A, sposa il 14/11/1898 Angela Pedersoli di Monticelli (14/04/1871 – 12/11/1924 a 53 anni); dal loro matrimonio nascono i seguenti figli:
— Francesco Giuseppe Terzo (detto CicoBalù) 2RF-3D-1A (30/10/1904 – 29/07/1966 a 61 anni), che sposerà il 21/04/1937 Paola Rosa Svanini (16/08/1909 – 21/05/1996 a 85 anni), figlia del fu Luigi e Orsola Delera (6/12/1875 – 22/07/1961 a 86 anni); Orsola Delera era di Chiari; di Luigi Svanini si veda in appendice.
Dal matrimonio nacquero le seguenti figlie:
– Claudia Francesca (25/06/1938), padrino Giambattista Bianchi; sposerà il 30/09/1959 Pietro Bonetti (15/01/1933 – 23/01/1982), figlio di Mario (1908-1945) [a sua volta figlio di Federico e di Caterina Arrighetti] e di Caterina Rubagotti (1908-1984) [a sua volta figlia di Angelo e di Maria Buffoli]; testimoni: Francesco Bersini fu Fausto e Rocco Buffoli fu Giuseppe di Cazzago. Dal matrimonio di Claudia e Pietro Bonetti nasceranno:
– Bruno (5/08/1960),
– Giovanni (24/08/1964) e
– Francesco (2/01/1980).
– Angiola Orsola (22/11/1944), madrina Angela Bianchi; sposerà il 25/04/1966 Lorenzo Martinelli (24/0671941) di Cazzago, figlio di Francesco (1897 – 1967) [a sua volta figlio di Giuseppe (1858 – 1938) e Rosa Cavalleri (1870 – 1951)] e di Elvira Verzelletti (1903 – 1985), a sua volta figlia di Lorenzo. Dal matrimonio tra Angiola e Lorenzo Martinelli nasceranno:
– Francesco (21/07/1967 – 25/04/1998),
– Rita (1/10/1969) e
– Angela 1/06/1963)

— Adele Carolina (27/09/1906 – 20/05/2003), padrino Fausto Ferraresi, sposerà il 10/09/1927 Giovanni Battista Bianchi di Provaglio (25/11/1898 – 29/11/980), figlio di Nicola e di Giulia Simonini. Per altre notizie sulla famiglia Bianchi si veda in appendice.
Dal matrimonio tra Adele e GiamBattista Bianchi sono nati i seguenti figli:
– Angela (Lina) Bianchi (30/07/1928) sposa il 6/10/1952 Luciano Salada, nato a Orzinuovi il 19/10/1923; dalla loro unione sono nati:
– Giuseppe nato a Provaglio il 26/06/1956
– Giambattista nato a Provaglio il 12/10/1960
– Giuliana[i] Bianchi nata a Ospitaletto il 24/12/1932, sposa il 11/06/1962 Renato Dellanoce, nato a Ovanengo 1/03/1932; dal matrimonio sono nati:
– Vittorio nato a Brescia il 23/03/1963
– Adele nata a Brescia il 5/12/1967
– Nicola[ii] Bianchi (30/08/1939), sposa il 13/08/1964 Itala Scolosi (5/03/1941), figlia di Vitale (16/03/1912 – 10/02/1993) ed Elisabetta Boglioni (10/07/1919 – 1/02/1917). Nicola unico figlio maschio continuerà l’attività paterna (importante calzificio a Provaglio); dal matrimonio di Nicola ed Itala nascono:
– Barbara nata a Iseo il 28/09/1965
– Adele nata a Brescia il 30/06/1967
– Claudia Bianchi (18/04/1941 – 26/03/2013), nubile, laureata in scienze infermieristiche

— Claudina Angela (Claudi) (6/09/1910 — 9/06/1938), padrino Luigi Svanini; Claudina, chiamata Claudi, sposerà Lorenzo Bianchetti (18/09/1909 – 5/07/1981) di Ospitaletto il 28/10/1933; Lorenzo era figlio di Carlo Giuseppe e di Maria Marchina e faceva il panettiere (fornaio); il matrimonio si svolse alla presenza dei testimoni: Abramo Schivardi (marito di Teresa Gares, mia zia materna) fu Pietro, panettiere e Angelo Meschini di Paolo, autista.
Da questa unione nacque solo un figlio maschio:
— Mario Angelo Bianchetti 10/04/1935, padrino Venceslao Maranza. Sposerà a Castegnato il 9/10/1957 Rosa Pedretti (3/10/1938), figlia di Paolo e Maria Tagliani.
Dal matrimonio tra Mario Bianchetti e Rosa Pedretti nascerà un solo figlio, di nome Claudio il 14/08/1961, padrino il nonno Lorenzo Bianchetti. Claudio si sposa in prime nozze con Irene Omassi di Ospitaletto ed in seconde nozze il 13/12/1998 con Teresa Laucello di Rovato; da questi due matrimoni nasceranno:
— Marzia Bianchetti (9/12/1987) – dal 1° matrimonio
— Lorenzo Bianchetti 13/10/1998 – dal 2° matrimonio
— Domiziana Bianchetti 29/04/2001 – dal 2° matrimonio

Nucleo Famigliare:
Pietro Bonomi & Emma Bonomi
Altro figlio di Giuseppe e Angela Peri fu Pietro, di cui premetto in sintesi i figli:
Pietro (26/02/1876 – 4/03/1953) 2RF-2D-2B sposerà Emma Bonomi (4/10/1877 – 2/03/1953). Emma Bonomi era figlia di Valentino e Giuditta Panzeri (vedi linea di Evaristo) …
Da questo matrimonio nascono i seguenti figli:
— Laura Maria (25/02/1900 – 7/02/1998),
— Valentino Giuseppe (30/06/1901 – 22/02/1938), 2RF-3D-2B-1
— Giuseppe Maria (Pì) (5/03/1905 – 8/11/1991), 2RF-3D-2B-2
— Maria Caterina (Marì) (9/11/1909 – 6/10/2003 a 93 anni)
— Marietta Angela (8/08/1912 – 29/02/2008)
Vediamo ora, uno a uno, i loro rispettivi Nuclei Famigliari.
Nucleo Famigliare:
Laura Maria Bonomi & Andrea Giobini
— Laura[iii] Maria (25/02/1900 – 7/02/1998), madrina mia nonna Trebeschi Marietta (con il nonno Pietro); sposerà il 28/04/1923 Andrea Giobini. Vedi scheda sui Giobini.
da convertire …. e poi inserire albero genealogico…
Nucleo Famigliare:
Valentino Bonomi & Elvira Gares
— Valentino Giuseppe (30/06/1901 – 22/02/1938), 2RF-3D-2B-1 che sposerà 20 o il 21/04/1927 Giulia Elvira Gares di Paderno [notare il doppio nome: il primo preso dal nonno materno e l’altro dal nonno paterno]; Giulia Elvira era figlia di Luigi e di Caterina Spada e cugina di mia mamma Maria Erminia Gares.
Da questo matrimonio nascerà:
– Silvana (10/03/1936), padrino Pietro Franzoni di Ospitaletto, che il 21/05/1960 sposerà Giuseppe Bignotti (23/06/1933, padrino Lorenzo Bignotti), figlio di Lorenzo Luigi (23/09/1903 – 7/05/1977) [a sua volta figlio di Pietro (5/01/1860 – 22/12/1925) e di Pierina Gilberti (1868 – 1942)] e di Rosa Chiappa (10/01/1903 – 23/11/1991) [a sua volta figlia di Giuseppe e di Maria Ghidoni], sposati il 29/09/1928, testimoni Carlo Radici di Luigi e Giacomo Quaresmini fu Tomaso; testimoni del matrimonio tra Silvana e Giuseppe (idraulico): Michele Farfaglia di Domenico e Luigi Bui di Pietro.
Silvana e Giuseppe (Bepi) avranno tre figlie:
– Valentina Bignotti (14/02/1961) che sposerà il 21/05/1983 Vincenzo Febretti di Bornato;
– Monica[iv] Bignotti (23/07/1965) che sposerà il 7/06/1997 Ruggero Casari di Passirano;
– Lorenza Bignotti (12/05/1971) che sposerà il 10/10/2003 Giuseppe Raineri di qui.
Valentina ha avuto 3 figlie, mentre Lorenza due figli maschi: quando si dice: “la legge del compenso ..”! ma per eguagliare i conti (la matematica ha le sue ferree leggi!) manca ancora un maschietto.

Nucleo Famigliare:
Giuseppe Bonomi & Giulia De Lorenzi
— Giuseppe Maria (Pì) (5/03/1905 – 8/11/1991), 2RF-3D-2B-2 che sposerà a Gussago il 25/09/1930 Giulia Maria De Lorenzi di Luigi; Pì e Giulia abitano in via Padana Superiore 23; dal loro matrimonio sono nate:
– Emma 23/9/193? padrino
– Maria 10/02/1937 padrino Pietro Treccani, a 26 a. sposerà il 12/11/1964 Pietro Pessina di a. 41, nato a Masnago Milanese il 5/10/1923, battezzato a Bovisio il 10/10, mobiliere, figlio del fu Cesare e Maria Radice, residenti a Masnago; testi: Luigi Bancora fu Enrico di Bovisio e Gianni Ghianda fu Martino di Bovisio. Hanno avuto due figli:
– Mario Pessina 13/09/1965 a Bovisio Masnago (MI); si sposa il 19/01/2008 con Simona Pellegrini, nata il 5/01/1972 a Milano; hanno avuto un figlio Marco nato il 19/05/2008 a Desio; sono residenti a Bovisio Masnago (MI);
– Manuela Pessina nata il 27/08/1963 a Milano; si sposa il 14/10/2000 con Angelo Forli, nato a Vedano al Lambro il 15/08/1966; hanno una figlia di nome Giulia nata il 14/07/2001 a Sesto San Giovanni; sono tutti residenti a Vedano al Lambro.
– Valentina 19/12/1942, madrina Maria Venturelli, a 23 a. sposa il 23/04/1966 Adriano Antonio Coglio di a. 23, nato a Visano il 8/07/1939, domiciliato a Manerbio, (figlio di Teodoro e Santa Spatari di Manerbio); testi: Pietro Pessina fu Cesare e Giuseppe Bresciani di Orzinuovi. Hanno avuto due figlie:
– Flora Coglio, nata il 2/03/1968 a Manerbio; si è sposata il … con Pier Luigi Girardi nato il 22/01/1965 a … hanno avuto una figlia Claudia il 22/05/1988.
– Annalisa Coglio, nata il 13/11/1976 a Manerbio.

Nucleo Famigliare:
Maria Caterina Bonomi & Antonio Morandi
— Maria Caterina (Marì) (9/11/1909 – 6/10/2003 a 93 anni), madrina Stella Palazzini (moglie di Achille del primo Ramo Famigliare Bonomi), sposerà il 10/04/1939 Antonio Morandi (09/01/1909 – 9/05/1975); Antonio era figlio di Paolo (1/01/1872 – 30/09/1923) e di Carolina Bianchi (15/08/1874 – 18/02/1957) sposati il 23/04/1895. Dopo le nozze, Antonio, che di lavoro faceva il salumiere, prese un negozio di salumeria a Castegnato e vi si trasferì con la moglie e fu lì che nacquero i suoi due figli. Nel 1947 ritornò ad Ospitaletto, dove svolse il suo lavoro nel negozio dei Tomasini. Nel 1959 ebbe il suo proprio negozio di salumeria in via Martiri della Libertà.
al matrimonio tra Marì ed Antonio Morandi nacquero:
– Marisa (Maria Teresa) Morandi (Castegnato, 14/07/1940, padrino Abramo Schivardi fu Pietro), che sposerà il 13//10/1965 Aldo[v] Filippo Colosio nato il 9/03/1940 a Travagliato [figlio di Attilio (5/06 o 12/1916 – 5/12/2004) e di Italia Evangelista (24/05/1915 – 16/10/1998), sposati il 10/04/1939]; Maria Teresa e Aldo vivono a Travagliato: ma non mi è stato detto se hanno figli .. .
– Valentino Paolo Morandi (Castegnato, 12/03/1943, padrino Faustino Zuccali); sposerà a Lonato il 7/07/1968 Adriana Begni di Paolo, nata a BS il 2/04/1944 [figlia di Paolo (22/10/1919 – 23/01/2002) e di Caterina Contrini (19/03/1922 – 1/11/2008)]. Da questa unione nasceranno due figlie:
– Cinzia Morandi (16/05/1971) convive con Marco Stefanini (25/10/1971)
– Cristina[vi] Morandi (6/10/1978), nubile.

Nucleo Famigliare:
Marietta Angela Bonomi & Ermenegildo / Sante Pescara
— Marietta Angela (8/08/1912 – 29/02/2008), padrino Giovanni Ghilotti; sposerà il 19/04/1941 Ermenegildo Pescara di anni 31, nato a Cavarzele (Chioggia) il 12/03/1910 fu Ubaldo e di Maria Chiosini; testimoni: Firmo Melgari di anni 27 prestinaio di Travagliato e Giuseppe Bonomi (Pì) di anni 36 falegname. Senonchè il marito Ermenegildo parte in guerra e viene ucciso a Tripoli pochi mesi dopo. Finita la guerra, il fratello Sante ritorna e decide di sposare la vedova Marietta e così il 9/02/1946 Sante Pescara (31/01/1920), di anni 25 (fratello minore di Ermenegildo) sposa la vedova di suo fratello, Marietta Bonomi alla presenza dei testimoni: Firmo Melgari fu Luigi, prestinaio di Travagliato e Guido Pescara di Achille di anni 24 contadino. Sante muore il 18/12/2005.
Dal secondo matrimonio (con Sante) è nato Ermes[vii] Pescara il 8/10/1954, che il 19/11/1977 si è sposato con Teresina Marchetti (25/06/1954) di Viadanica (BG) ed hanno avuto queste figlie, nate a BS: Michela Pescara (7/05/1978) e Linda Pescara (7/10/1984).
Linda Pescara convive con Stefano Facchetti (Leno, 13/11/1981): hanno avuto questi due figli: Giada Facchetti (21/09/2004) e Cristian Facchetti (16/12/2008), nate a BS.

Ma ritorniamo alla coppia Pietro Bonomi ed Emma Bonomi, che avranno ancora tre figli: Enrico (1915), Silvio Pietro Paolo (1917) e Silvio (1920), ma moriranno tutti e tre dopo pochi mesi di vita.
Continuiamo ora ad elencare i figli dei figli di Giuseppe e di Angela Peri.
Nucleo Famigliare:
Giuseppe Luigi Cesare Bonomi & Vittoria Moroni
Giuseppe Luigi Cesare (10/05/1878 – Sesto San Giovanni, 5/04/1937) 2RF-2D-3C, padrino Andrea Mazzucchelli; sposa il 24/10/1901 Vittoria Ernesta[viii] Moroni, nata a Ospitaletto il 25/09/1876, figlia di Luigi e di Francesca Ballerini; testimoni di nozze: Giulio Mingardi di Bortolo e Francesco Pezzaga fu Carlo; Vittoria è morta a Cividate al Piano (BG) il 29/06/1960. Si veda in appendice qualche altra notizia sui Moroni.
Dal matrimonio nasceranno i seguenti figli:
— Giovanni Giuseppe (7/07/1902 – Cividate al Piano, BG 23/08/1961) 2RF-3D-3C-1, madrina Marietta Trebeschi (mia nonna); sposerà in Sesto San Giovanni (MI), il 6/12/1930 Gina Eugenia Picelli, nata a Noceto Camense (PR) il 26/03/1904, figlia di Secondo e di Clelia Giaroli. Giovanni Giuseppe si era infatti trasferito con i genitori a Sesto San Giovanni il 23/10/1908. Il padre Giuseppe Luigi Cesare muore a Sesto il 5/04/1937.
Il 10/02/1960 Giovanni Giuseppe con la madre Vittoria Moroni e con la moglie Gina Picelli, si trasferiscono a Cividate al Piano (BG): alcuni mesi dopo il 29/06/1960 muore proprio a Cividate la madre Vittoria Moroni. Un anno dopo muore anche Giovanni, il 23/08/1961 ed allora Gina Picelli ritorna il 20/11/1961 a Sesto San Giovanni: in pratica Gina rimane a Cividate al Piano dal 10/02/1960 al 20/11/1961; in questi venti mesi a Cividate muore sia la suocera Vittoria (nel giugno del ’60) che il marito Giovanni Giuseppe (agosto ’61). Perciò ritorna a Sesto San Giovanni, dove muore il 4/10/1986.
— Giuseppe Francesco (16/03/1904 – 31/03/1904), padrino Enrico Torri.
È probabile che non abbiano avuto altri figli! Infatti, non ci sono stati altri figli.

Nucleo Famigliare:
Battista Achille Bonomi & Lucia Vittoria Berardi
Battista Achille Cesare (19/04/1879 – 18/11/1923 di anni 44), padrino Battista Berardi, lo segneremo come: 2RF-2D-4D, sposerà il 26/11/1906 Lucia Vittoria Berardi (Cazzago, 10/05/1881 – 30/07/1927), figlia di Paolo (fu Giacomo e fu Maria Bonomi) e di Caterina Fossati (fu Gaetano e Maria Teresa Piani di Coccaglio). Morirà a soli 46 anni. Vedi in appendice scheda sui Berardi e sui rapporti di questa Berardi con i Bonomi. Da questo matrimonio nasceranno i seguenti figli:
— Paolo Giuseppe (6/06/1908 – 8/09/1908), madrina Marietta Trebeschi (mia nonna);
— Angela Maria (Lina) (10/06/1910 – 15/02/2004)
Nucleo Famigliare:
Angela Lina Bonomi & Amilcare Solazzi
— Angela Maria (Lina) (10/06/1910 – 15/02/2004), padrino Enrico Moretti; sposerà il 27/10/1927 Amilcare Solazzi di Eugenio e di Maria Teresa Rusnati. I genitori di Amilcare Solazzi abitavano a Rovato, ma erano originari di Sabbioneta (MN). Per saperne di più sui Solazzi si veda in Appendice!
Dal matrimonio tra Lina e Amilcare nacquero tre figli:
– Luciano[ix] Eugenio Solazzi (23/09/1929 – 8/05/2005), madrina Teresa Galizioli di Castel Mella; sposa l’11/02/1953 Carolina Cristofori (1/06/1930), di Giuseppe e di Marcellina Gruppiani, nata a Poggio Renatico, ma domiciliata a Ospitaletto; testimoni di nozze: Felice Bellumat di Angelo, idraulico e Enea Gavioli di Valter, commerciante;
– Eugenio[x] Achille Solazzi (24/09/1931), madrina Angela Berardi Bellumat di BS, parrocchia di San Giovanni; sposa nel 1958 Anna Maria Guarneri (1938) di Cremona;
– Renato Aldo Solazzi (30/08/1937), madrina Paola Bellumat domiciliata nella parrocchia dell’Immacolata di Brescia; sposa l’8/09/1960 Pierina Maccari (Montichiari, 29/06/1940), figlia di Ruggero e di Ernesta Torreggiani; da questo matrimonio nascono due figli: Roberto (28/08/1961) e Emanuela (3/11/1962). Roberto si sposa nel 1988 con Cristina Salvi di Ospi. Emanuela si sposa con Sergio Catania di BS nel 1990

Nucleo Famigliare:
Marietta Bonomi & Pietro Buffoli
Maria “Marietta” (1/05/1880 – 14/03/1944 a 63 anni) sposa il 24/07/1911 Pietro Buffoli (nato a Passirano, [4/09/1883 – 5/02/1959 a 76 anni]; padrino di battesimo di Pietro Buffoli è stato Giacomo Inselvini di Ospitaletto), figlio di Luigi Giovanni e Francesca Zanini; testimoni di nozze: Giuseppe Giobini fu Giovanni. Celebrante don Pietro Chiappa, curato di Passirano, delegato. Dal matrimonio sono nate tre figlie:
— Angela Buffoli (27/07/1912), madrina Ernesta Corradi. Il 2//12/1941 sposa Domenico Battista Casari, nato a Gratacasolo il 3/02/1911, fu Carlo e Teresa Bonafede; testimoni: Domenico Gazzoli di Pietro e Pietro Gottardi fu Giuseppe di Castegnato.
— Francesca Maria Buffoli (20/08/1915), padrino Francesco Romano di Rovato
— Francesca Maria Buffoli (3/03/1917), padrino Giuseppe Benvenuti di Paratico. Il 19/11/1938 sposa Antonio Barucco nato il 9/12/1915, fu Antonio e Vladimira Marchina; testimoni: Angelo Mangerini di Giovanni, muratore e Fausto Pandolfi di Battista, falegname.

Nucleo Famigliare:
Cesare Alessandro Bonomi & Margherita Bui
Cesare Alessandro Fausto (28/06/1882 – 27/01/1962 a 79 anni), padrino Fausto Ferraresi (di Pietro e di Maria Chiappa), muratore; lo segnamo come 2RF-2D-5E. Sposerà Margherita Maria Bui di Stefano e Giuseppa Zampatti, nata il 1/03/1883, dalla quale ebbe tre figli:
— Pietro Stefano (Pierino) (29/09/1906) 2RF-3D-5E-1,
— Maria (Marietta) (27/07/1909) e
— Teresa Rachele (3/05/1913).
La moglie di Cesare, Bui Margherita morirà il 11/08/1923 a 40 anni. Alcuni anni dopo, il 6/11/1926 Cesare, che faceva il falegname, come tanti altri Bonomi, sposerà in seconde nozze Maria Della Porta nata a Ospitaletto il 6/07/1888, figlia del fu Angelo e Teresa Prandini; testimoni: Beniamino Crescenti e Giovanni Peri. Questa Maria era detta “Caina”, perché i suoi erano originari di Caino e morirà il 13/06/1964 a 76 anni, due anni dopo il marito.
Dal primo matrimonio nascerà, come si vede, solo un figlio maschio (da notare che dal secondo non nascerà nessun figlio), e cioè:

Nucleo Famigliare:
Pietro Stefano Bonomi & Caterina Turati
— Pietro Stefano (Pierino) (29/09/1906 — 4/10/1947) 2RF-3E-1, sposerà il 2/03/1935 a Castegnato Caterina Angela Turati, (fu Giacomo e Rosa Ceretti), nata a San Zeno, domiciliata a Castegnato (1/07/1914 – 4/03/2002); testi: ); testi: Giulio Abbaribbi fu Giacomo e Beniamino Crescenti fu Ernani di Ospitaletto. Dal matrimonio nasceranno tre figli:
– Maria Gloria[xi] (30/09/1935 – 13/05/2005), padrino Francesco Ghedi di Travagliato, sposa il 10/08/1957 Giovanni Torri (Giuanì) (12/09/1930) fu Antonio e Teresa Rocco. Da queste nozze nascerà Lorella[xii] Teresa Torri (16/01/1960) che sposerà Marco Cappelletti, da cui avrà una bimba di nome Gloria (28/02/1992). Per saperne di più sulla Linea di Giovanni Torri si veda in appendice.
– Cesarina Cinzia[xiii] (2/01/1937), madrina Teresa Bernardi di Passirano, sposa il 27/07/1963 Giacomo[xiv] Bui (25/07/1938 – 2/06/1993), [padrino Lorenzo Cancelli della Pedrocca], figlio di Battista ed Elena Venturini (sposatisi a Ospitaletto il 20/11/1937). Dal matrimonio tra Cinzia e Giacomo nasceranno due figli: Adriano Pier Battista Bui (7/05/1966) e Roberta Elena Katiuscha Bui, la quale sposerà Rosario Billotta di Catanzaro; da queste nozze nasceranno due bambini: Christian (27/09/1999) e Nicola (4/05/2002). Per saperne di più sui Bui di Giacomo, si veda in appendice.
– Sergio[xv] (BS, 22/09/1942), padrino Paolo Quaresmini, sposa il 31/07/1965 Letizia Naoni di Travagliato (28/10/1940, fu Giovanni e Luigia Nicolini); testimoni: Giovanni Torri di Antonio e Giacomo Bui fu Battista, entrambi di Ospitaletto. Prima di separarsi, dal loro matrimonio sono nati:
— Giovanni 2/06/1966
— Pietro 14/02/1973, entrambi nati a Travagliato
Nucleo Famigliare:
Marietta Bonomi & Alfredo Lamberti
— Maria (Marietta) (27/07/1909 – 14/09/1986), sposa il 28/04/1928 Alfredo Lamberti fu Antonio (14/11/1901 – 16/05/1974) di Rovato e colà va a stabilirsi. In Appendice si può trovare una scheda sui Lamberti di Alfredo. Avranno due figli:
– Adriano[xvi] Lamberti (1/08/1932), che sposerà a Brescia nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie il 24/10/1968 Lucrezia[xvii] Savoldi (6/02/1940) di Rovato, che gli darà un figlio di nome Fabio[xviii] Lamberti (22/11/1970), padrino Giovanni Torri di Ospitaletto.
– Angiolina Lamberti (9/11/1938 – 17/05/1992) che sposa nella Chiesa di Santo Stefano di Rovato il 2/06/1965 Eugenio (Giovanni) Brescianini (10/12/1936 — …); testimoni: Beliano Rossi di Pietro e Domenico Gandossi di Giuseppe. Dal matrimonio nasceranno:
— Adriano Brescianini 25/02/1968, padrino Angelo Brescianini di Bortolo, zio
— Roberto Brescianini 22/03/1977, madrina Alice Brescianini di Bortolo, zia
— Teresa Rachele (3/05/1913 – 30/08/1990) nubile, della quale ho già parlato.
Nucleo Famigliare:
Enrico Arturo Bonomi & Angela Elisa Rivetti
Enrico Arturo Isidoro (11/03/1887 – 26/09/1930), padrino il mio nonno Pietro Bonomi. Lo segnamo come: 2RF-2D-7G. Sposerà il 7/07/1910 Elisa (Angela Elisabetta) Rivetti, nata l’11/11/1888 a Rodengo, ma domiciliata a Ospitaletto, figlia di Giovanni (fu Francesco e Giuseppa Mezzadri) e di Teresa Lissignoli (di Antonio ed Elisabetta Zini); Giovanni Rivetti di lavoro faceva il cantoniere; testimoni di nozze: Paolo Corradi di Giacomo e Francesco Pezzaga, celebrante don Angelo Bianchi. Elisa muore il17/04/1064.
Dal matrimonio nascono i seguenti figli:
— Riccardo Giovanni (22/06/1913 – 7/08/1985),
— Pietro Silvio (4/05/1919 – 21/10/1989)
Nucleo Famigliare:
Riccardo Bonomi & Giuseppina Martinelli
– Riccardo Giovanni (22/06/1913 – 7/08/1985), madrina mia nonna Marietta Trebeschi Bonomi; lo segnamo come 2RF-3D-7G-1. Sposerà il 23/04/1938 Elisabetta Giuseppina (Pina) Teresa Martinelli (23/07/1913 – 2/07/1997) figlia del fu Angelo (16/08/1869 – 17/04/1964) e di Maria Barberina Ravelli (9/02/1886 – 21/03/1947); testimoni: Guido Grampa fu Angelo di Garbagnate e Domenico Rocco fu Angelo di Ospitaletto; dal matrimonio nasceranno i seguenti figli:
– Angioletta Lisa Rina (17/04/1939), madrina Isa Martinelli, sposerà l’1/04/1967 Giorgio Masteghin di Pinè (TN), nato il 27/05/1940 – 3/09/2019, figlio di Giuseppe e di Anna Pusca; dal loro matrimonio nasceranno due figlie: Claudia (23/02/1968) e Rossana (12/11/1971):
— Claudia Masteghin (23/02/1968 – 27/11/2021), sposa il 28/04/1992 Marcello Manassi, nato a Cortefranca il 13/01/1962 ed hanno due figli: Alessandro e Simona;
— Rossana[xix] Masteghin, sposa il .7/05/1994 Valter Scolari (3/06/1956) ed hanno due figli: Andrea e Sally
– Piero o Pierangelo (24/09/1941), 2RF-4D-7G-1-1 padrino Stefano Scalvini da Vinarco (MI), sposerà il 27/05/1967 Miriam[xx] Mancina (23/02/1948) di Villanuova sul Clisi nella Chiesa del SSmo Cuore di Gesù. Dal loro matrimonio nasceranno due figli: Enrico (3/09/1968) 2RF-5D-7G-1-1-1 e Paola (24/10/1974), m. Mirella Benini di Emilio di BS
– Alessandro Federico (Sandro) (28/09/1946 – 27/01/1885), padrino illeggibile, 2RF-4D-7G-1-2, che sposerà il 26/05/1979 a Zocco di Erbusco Anna Miriam Bonardi di Primo. Dal matrimonio sono nati i seguenti figli: Daniele (29/11/1979) e Carla (17/10/1980).
Sandro morirà dopo caduta dal tetto di casa, dove era salito per spalare l’abbondante neve caduta nella grande nevicata del gennaio 1985.

Nucleo Famigliare:
Pietro Silvio Bonomi & Luigina Marchina
Pietro Silvio (4/05/1919 – 21/10/1989), madrina Teresina Abeni; 2RF-3D-7G-2
Sposa a Ospitaletto il 15/10/1951 Luigina Marchina nata a Castegnato il 14/05/1925, figlia di Enrico (figlio di Pietro e di Caterina Reccagni) da Gussago e di Pierina Baresi (figlia di Giuseppe e Rosa … ). Enrico era nato a Gussago il 15/08/1881, mentre Pierina Baresi era nata il 25/07/1887 (non a Ospitaletto, ma a Castegnato …).
Dal matrimonio nasceranno i seguenti figli:
— Oliviero[xxi] 2/06/1953 2RF-5D-7G-2-1, che sposa il 9/02/1974 a BS nella Chiesa di Sant’Antonio da Padova Ida Scotuzzi (15/03/1954), figlia di Giuseppe (BS, 22/02/1925) e di Anna Belardi (Nave, 24/07/1933). Dal matrimonio sono nati:
— Diego[xxii] (BS, 23/08/1974, m. Anna Belardi), 2RF-5D-7G-2-1-1A, sposato il 24/04/1999 con Morena Micheletti (Rovato, 11/11/1975), figlia di Francesco (21/03/1950) e di Marisa Minelli (19/08/1951). Da questa unione è nata Valentina (BS, 4/11/2002).
— Stefano (BS, 10/08/1976), 2RF-5D-7G-2-1-1B convive con Francesca Agostini (BS, 18/05/1979); da questa unione è nata Nicole Maria (BS, 8/01/2004)
— Emanuela[xxiii] 20/06/1956, che sposa il 8/04/1978 Antonio Ghirardi (17/02/1954), figlio di Angelo Flaminio (Calvagese della Riviera, 16/03/1923) e di Giulia Lombardi (Paitone, 9/11/1924). Dal matrimonio tra Emanuela e Antonio è nata:
— Elisa Ghirardi (BS, 27/07/1979), che convive con Ronnie Bontempi (BS, 14/05/1980)
— Paolo[xxiv] nato a Rovato il 12/04/1964, 2RF-5D-7G-2-2, che sposa il 26/08/1989 Daniela Adriana Scalvini (13/03/1966), figlia di Giovanni Michele (16/04/1940, figlio di Santo e di Giuseppa Abrami) e di Bruna Masserdotti (29/02/1944, figlia di Primo e Caterina Franchini): Giovanni e Bruna si erano sposati il 5/09/1964. Testi di nozze di Paolo e Daniela: Giudici Giuseppe di Attilio e Susanna Buffoli di Franco. Dal matrimonio tra Paolo e Daniela sono nati:
— Matteo[xxv] (BS, 28/11/1991), 2RF-5D-7G-2-2-2A
— Federico[xxvi] (BS, 8/09/1993), 2RF-5D-7G-2-2-2B

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[i] Giuliana, Giuliano: continua il cognomen (o terzo nome) latino Iulianus, ben noto anche al femminile Iuliana. Il suffisso –anus, qui applicato a iulius, indica un rapporto di appartenenza. Largamente attestato nella latinità specie a Roma, dove fu portato dall’imperatore Flavio Claudio Giuliano (331-363), nipote di Costantino e successore di Costanzo, che combattè in Gallia contro Franchi e Alemanni, lasciò molti scritti e guadagnò il titolo di “Apostata” per il suo aperto paganesimo. Nel medioevo ricorre spesso in Francia sostenuto dal culto di S. Giuliano martire a Brioude, ufficiale dell’esercito imperiale nel III secolo, il cui sepolcro divenne centro di venerazione. Dal XIII e XIV secolo il nome cominciò a diffondersi anche in Italia: Giuliano della Rovere (1443-1513) salito al soglio pontificio nel 1503con il nome di Giulio II; Giuliano de Medici, fratello di Lorenzo, ucciso nella congiura dei Pazzi, immortalato dal Botticelli in un celebre dipinto (1475). L’onomastico si festeggia il 9 gennaio in ricordo di un santo del IV secolo martirizzato ad Antiochia sotto Diocleziano, che insieme alla moglie Basilissa aveva fondato un monastero nella propria casa, che più tardi sarà trasformato in ospedale per poveri e derelitti. Il santo è patrono di albergatori, osti, locandieri e viandanti in genere. Questo santo non va confuso con S. Giuliano l’Ospedaliero dedito all’accoglienza dei viandanti per espiare la colpa di avere sia pure inconsapevolmente ucciso i genitori. A Nicomedia in Bitinia si consumò invece il martirio di S. Giuliana, vergine e martire del IV secolo, le cui spoglie sono poi state trasferite a Pozzuoli, poi a Cuma (NA) dove la santa è venerata dal VI secolo, infine nel 1207 a Napoli )festa il 16 febbraio). Assai nota è anche S: Giuliana falconieri (1270-1341), nobile vergine fiorentina nipote di S. Alessio, che fondò all’interno dell’Ordine dei Servi di Maria, un settore al femminile, le cosiddette “Mantellate”; a lei si deve la popolarità del nome nella sua regione (festa il 19 giugno).
[ii] Nicola: deriva dalla forma originaria greca e bizantina Nikolaos. Il nome comincia a diffondersi dal 200 presente su tutto il territorio italiano, ha una straordinaria frequenza in Puglia. Il nome è sostenuto dal culto per S. Nicola Vescovo di Mira, in Licia, nel IV sec., protettore degli avvocati, dei naviganti, dei profumieri, degli scaricatori, dei prigionieri e dei fanciulli, Patrono della Puglia e di Bari, nella cui Cattedrale sono costudite le reliquie trafugate da Mira nel 1087 a opera di alcuni mercanti baresi. Il culto ebbe larga diffusione sia in Oriente che in Occidente, testimonianza della devozione popolare tributata in Grecia, Francia, Italia, Inghilterra e Russia con ricchissima iconografia. La vita del Santo è caratterizzata da vari episodi miracolosi, tra i quali quello relativo ai tre giovinetti resuscitati, alle tre borse d’oro per la dote a tre fanciulle insidiate, e alla tempesta sedata. Nei Paesi del Nord viene identificato come il vecchio della barba bianca e con il popolare S. Claus (diminutivo di Nicolaus), essendo la sua festa vicino al giorno di Natale e dedicata alla distribuzione di doni ai bimbi. La festa solenne del Santo si celebra il 6 dicembre e il 9 maggio.
[iii] Laura: è uno dei più significativi esempi di come la letteratura possa influire sulle scelte onomastiche. La sua fortuna in Italia ed in Europa è infatti legata al personaggio di Laura , la donna amata dal Petrarca e resa immortale dai suoi versi. Figura poetica per eccellenza Laura viene identificata con una Laura de Noves, mna non ci sono documenti che ne attestano l’identità: perciò si propende per un’interpretazione simbolica del nome, creato dal poeta e piegato ai suoi fini artistici. Di origine latina Laura si collega al fitonimo laurus (lauro, alloro) considerato fin dall’antichità un segno di distinzione. Ciononostante il nome non ha una tradizione autonoma nell’onomastica classica; anche i documenti medievali non registrano esempi del nome. Esiste una S. Laura (festa il 19 ottobre), nata a Cordoba da una nobile famiglia , divenne monaca e poi badessa del monastero di S. Maria de Cuteclara e nell’864 sarebbe stata accusata da un giudice musulmano e costretta a subire il tormento dell’immersione in pece bollente, in cui dopo tre ore di sofferenza avrebbe trovato la morte. All’inizio del ‘900 Laura non è uno dei nomi più diffuso, tuttavia è presente, mentre il suo incremento si registra nel secondo dopoguerra.
[iv] Monica: l’etimo del nome è di difficile individuazione. E’ probabile continuazione del latino medioevale Monica (monaco, eremita), a sua volta da monos (solo, solitario) in quanto poteva ispirare ideali di vita ascetica. Il nome è sostenuto dal culto di Santa Monnica di Tagaste, devota cristiana che aveva convertito alla nuova fede anche il marito Patrizio. Quando il figlio Agostino seguace del manicheismo, si trasferì a Milano. Monnica lo seguì e lo lasciò soltanto a conversione avvenuta. La morte la colse nel 387, quando stava per imbarcarsi sulla nave che da Ostia l’avrebbe riportata in Africa. Le reliquie sono ora conservate nella Chiesa di s. Agostino a Roma. Festa il 27 agosto. Se la tradizione è antica, la diffusione del nome è fenomeno recente.
[v] Aldo: di origine germanica probabilmente longobarda, è un ipocoristico formato da ‘alda’ (vecchio, saggio, esperto) ed è da collegare con il verbo ’alan’ (nutrire, crescere) da cui l’idea di adulto e ricco di esperienza. Si diffuse in epoca franca, tra il VII e il IX secolo. Per il femminile la diffusione in epoca medievale è legata alla figura della promessa sposa del primo paladino di Francia, sorella di Olivieri, quell’Alda la bella, celebrata nella Chanson de Roland, quale esempio di sublime bellezza, nobiltà e perfetto amore: cadde infatti fulminata dal dolore di fronte alla salma dell’amato. Dalla chanson de geste il nome si riversa nei poemi cavallereschi che ne moltiplicarono la diffusione attraverso strofe di grande effetto come quelle del Morgante del Pulci. Attestato poi senza soluzione di continuità, risulta più diffuso al nord. L’onomastico è il 10 gennaio con riferimento a S. Aldo, eremita presso Pavia; i Bollandisti citano pure una beata S. Alda terziaria francescana a Siena e S. Alda vergine a Parigi.
[vi] Cristina: ampiamente attestato in tutta Italia, deriva dal latino Christus, adattamento dal greco Christòs (unto), attraverso il suffisso –inus/a usato per formare i personali. La diffusione del nome è lenta (come per Cristiano) e successiva al riconoscimento del cristianesimo da parte dell’autorità imperiale. In Italia si afferma come riflesso del culto per S. Cristina di Bolsena, patrona della città e di numerose altre località nel resto d’Italia (Gallipoli (LE), S. Cristina Valgardena e Slauderno (BZ), Campomarino e Sepino (CB). La fama di S. Cristian si diffuse grazie ad una leggenda secondo la quale vengono attribuiti alla santa di Bolsena degli episodi della vita di un’altra santa Cristian, martire a Tiro, che morì martire a soli undici anni denunciata dal suo stesso padre, che voleva costringerla a rinnegare il cristianesimo. Innumerevoli le torture a cui fu sottoposta e a cui sempre miracolosamente sopravvisse, grazie alla protezione di un angelo. Battuta con le verghe, lacerata da pettini di ferro, arsa al fuoco, legata alla ruota e abbandonata in prigione, gettata in acqua legata ad un macigno, chiusa in una cassa di ferro piena di pece rovente, la ogni tormento la santa usciva più bella, mentre i suoi persecutori morivano uno dopo l’altro. Solo il terzo che si chiamava Giuliano, riuscì con molta fatica a vincerla facendola trafiggere ripetutamente con delle frecce, ma ormai la miracolosa fanciulla aveva convertito col suo esempio migliaia di pagani. La sua festa ricorre il 24 luglio ed è celebrata con grandi festeggiamenti a Bolsena. In seguito il nome è sostenuto da grandi sovrane: la regina di Svezia (1625-1689), donna di grande cultura; Cristina di Francia (1606-1663) duchessa di Savoia e moglie di Vittorio Amedeo I di Savoia, nota anche come “madama reale”; Maria Cristina di Borbone che resse la Spagna dal 1833 al 1841.
[vii] Ermes: colto e letterario, di significato oscuro, riprende la denominazione dell’alato dio greco, figlio di Zeus e di Maia, che fungeva da messaggero degli dei, da guida alle anime verso il regno dei morti, da protettore del commercio, dei ladri, dei viandanti. A Roma si identificava con Mercurio. Viene ripreso nel Rinascimento insieme a tanti altri nomi della classicità, anche nelle grandi famiglie. Ricordiamo alla fine del ‘400 Ermes Sforza, citato da Macchiavelli e dal Guicciardini, insieme ad Ermes Bentivoglio. Ermes Visconti (1784-1841) milanese autore romantico, collaborò al Conciliatore. Adespoto (senza riferimenti di santi).
[viii] Ernesta: di questo nome si è già detto altrove
[ix] Luciano: di questo nome è già stato detto altrove
[x] Eugenio: di origine greca, di uso non anteriore al periodo cristiano, è composto da ‘eu’ (bene) e ‘ghenòs’ (nascita, stirpe), cioè di buona nascita. Diffuso a Roma in età imperiale, è entrato poi nell’uso comune supportato dal culto di numerosi santi e dalla fama di molti personaggi importanti. Tra i santi più noti: S. Eugenio confessore, vescovo di Cartagine (V secolo) attivo nella lotta contro i Vandali. Patrono di Noli (SV) è festeggiato il 13 luglio; S. Eugenio diacono in S. Zenobio, a Firenze, di cui è patrono è celebrato il 17 novembre .un altro S. Eugenio vescovo di Milano noto per la sua difesa del rito ambrosiano, è venerato nella chiesa milanese di S. Eustorgio; lo si ricorda il 30 dicembre; S. Eugenio arcivescovo di Toledo vissuto nel VII secolo, festeggiato il 15 novembre. S. Eugenio I papa (VII secolo), la cui elezione al soglio pontificio fu a lungo in discussione: festa il 2 giugno. Con lui si apre la serie di quattro Pontefici , tra cui Eugenio III che nel 1145 bandì la II Crociata, ed Eugenio IV (dal 1431) cui il concilio di Basilea contrappose l’antipapa Felice V. Eugenio Pacelli era invece il nome di Pio XII, il papa che combattè il comunismo con la scomunica (1949), la cui influenza sull’onomastica risulta notevolissima, probabilmente per l’identificazione tra politica e religione così sentita durante il suo pontificato. La storia ricorda Eugenio di Savoia, valoroso generale al servizio di Leopoldo I che nel 1697 sterminò l’esercito turcoa Zenta sul Tibisco e nel 1716 liberò Timosoara dal giogo ottomano. Infine ricordiamo S. Eugenio martire che subì il supplizio il nel 202 sotto Galieno: festa il 25 dicembre; il 16 settembre si festeggia invece S. Eugenia badessa di Hohenburg (sec. VIII).
[xi] Gloria: di chiaro significato, continua il cognomen ed il nomen latino Gloria, risalente al nome comune gloria, fama, rinomanza. Nel medioevo è attestato in documenti romani dal X-XI secolo. Può essere imposto con diversi intenti: certamente augurali, per auspicare al nascituro fama e fortuna, ma anche devozionali sia in omaggio al famoso inno liturgico Gloria in Excelsis Deo, sia alla tradizionale formula di lode a Dio “Gloria al Padre”, oppure in ricordo di Villa Glori o Gloria a Roma che il 23 ottobre 1867 fu teatro di un terribile scontro tra le truppe francesi e i patrioti guidati dai fratelli Cairoli.
[xii] Lorella: diminutivo di Lora, acquista una propria autonomia in seguito al successo di alcune attrici (in primis Lorella De Luca). Raro all’inizio del secolo si afferma alla fine degli anni cinquanta. NB: Lora: si tratta di un ipocoristico di Leonora, di cui Lora è la forma sincopata, ma è possibile risalire anche a Loredana ed in qualche caso sarà anche variante di Laura. Lora non è nome frequente.
[xiii] Cinzia: nome derivato dall’aggettivo kyntias, “propriamente del monte Kyntos”, si diffonde come attributo di Artemide, che era appunto nata sul monte Cinto, nell’isola di Delo. Parallelamente esisteva anche la forma Kyntios riferita per lo stesso motivo al dio Apollo. I Romani accolsero la tradizione e la dea Diana, trasposizione della greca Artemide, venne indicata in poesia direttamente come Cynthia. Il poeta latino Properzio (ca. 50-16 a. C,) usò questo nome per celare l’identità della donna che amava, a cui dedicò tre libri di elegie. Caduto in disuso nell’epoca cristiana, fu ripreso nel Rinascimento , attento a recuperare i miti della classicità. Nella poesia dei secoli successivi Cinzia venne costantemente cantata come personificazione della luna; così il Tasso la vede splendente nella notte “ma, gli altri veli suoi da sé rimossi / folgorò Cinzia, e ne le oscure grotte / l’ombra scacciò con risplendente face” (dalle Rime); mentre M. Giovanetti ricorda che “sono serve di Cinzia in ciel le stelle”. Dalla seconda metà del Novecento Cinzia comincia ad affermarsi e ben presto diventa un nome di moda , sostenuto da nuovi modelli romantici, quali le eroine di romanzi rosa.
[xiv] Giacomo: deriva dal latino Jacomus variante tarda di Jacobus, in greco Jacobos, che rende l’ebraico “Ya’aqobh” divenuto Jacob nella vulgata. Nel mondo cristiano Giacomo godette di larga diffusione, ma solo dopo il mille sembra diventare davvero popolare. La diffusione del nome è legata al culto di due apostoli di uguale nome, distinti attraverso l’apposizione di un determinante: maggiore e minore. Il più noto è S. Giacomo il Maggiore, figlio di Zebedeo e di Salome, fratello di S. Giovanni Evangelista, uno mdei tre discepoli privilegiati che assistettero alla Trasfigurazione di Gesù e alla sua agonia nel Getsemani. Giacomo predicò da prima il Vangelo in Giudea e in Samaria, poi si recò in Spagna e quindi tornò in Patria dove alla fine fu condannato alla decapitazione. Dopo ilo martirio subìto durante le persecuzioni di Erode Agrippa, i discepoli Nascosero il corpo su di una nave senza nocchiero, affidando il compito della sepoltura alla Provvidenza Divina. La nave approdò in Galizia e venne sepolto nel luogo dove oggi sorge la Chiesa di San Giacomo di Campostella, da cui trae nome la città di Santiago. Il cammino di Santiago divenne importantissimo fenomeno religioso e culturale durante il Medioevo e rappresentò un efficace strumento di diffusione della cultura europea. L’iconografia rappresenta S. Giacomo in veste di pellegrino col bordone in mano, la zucca dell’acqua e la conchiglia per bere. Quest’ultima divenne il distintivo dei pellegrini diretti al Santuario della Galizia, come le chiavi per i pellegrini di Roma e la palma per quelli di Terrasanta; la festa di S. Giacomo il 25 luglio ricorda il momento in cui la nave approdò sulle sponde della Galizia, preferito dalla Chiesa al 21marzo, ricorrenza della decapitazione. S. Giacomo è il Santo protettore dei viaggiatori e dei pellegrini e fu proclamato patrono della Spagna. In Italia la devozione per S. Giacomo è molto diffusa e testimoniata da centinaia di cappelle, ma è particolarmente sentita lungo i percorsi delle vie romee, cioè di quei tracciati viari che univano di fatto Roma e Santiago. Il riferimento onomastico può essere anche rappresentato da S, Giacomo il Minore, apostolo, figlio di Alfeo e di Maria, cugina della Madonna (il che spiega la definizione di fratello di Gesù), eletto dai suoi compagni vescovo di Gerusalemme. Morì martire nel 63 e lo si festeggia il 3 maggio insieme a S. Filippo. E’ protettore dei cappellai, dei follatori, dei merciai e dei droghieri. La diffusione del nome fa sì che molti siano i Santi e i Beati così chiamati. Ricordiamo il Beato Giacomo di Bevagna, domenicano, teologo, priore a Spoleto e maestro ad Orvieto (XIII secolo, festa il 23 agosto); S. Giacomo da Certaldo, monaco (8 aprile); S. Giacomo da Viterbo, agostiniano, dotto teologo formatosi all’Università di Parigi (14 marzo); il Beato Giacomo de Benefactis, Vescovo di Mantova (14 sec, festa 26 novembre); il Beato Giacomo Griesinger, soldato nell’esercito di Alfonso d’Aragona, che entrò nell’ordine dei domenicani come fratello laico a Bologna (15 sec, festa 16 ottobre); S. Giacomo della Marca, francescano, seguace di S. Bernardino da Siena, che predicò contro l’usura e i mali sociali e promosse l’istituzione dei Monti di Pietà (28 novembre).
[xv] Sergio: risale a un nomen latino di origine incerata, appartenente alla gens Sergia, stirpe patrizia e nobilitata dal possesso dei fasci, come testimoniato da Virgilio che nell’Eneide menziona il capostipite Sergesto, agricoltore e amico di Enea. Divenuto nome personale in età imperiale fu adottato anche dai cristiani spesso per venerazione verso S. Sergio soldato martirizzato in Siria all’inizio del IV secolo, il cui culto nell’epoca tardoantica fu propiziato dalla costruzione di una grandiosa basilica nella Frigia (V secolo), meta di pellegrinaggi intorno alla quale si formò un villaggio che Giustiniano imperatore chiamò Sergiopoli: la diffusione del culto anche in Occidente è confermata dall’edificazione di chiese in onore del santo a Roma e Ravenna. Nel medioevo questo nome fu portato da vari personaggi storici tra i quali santi , papi (in particolare S. Sergio I, morto nel 701 Patrono di Palermo), prelati, duchi alla corte di Napoli. Dopo il medioevo nei paesi slavi notevole fu la fortuna di questo nome grazie al culto di uno dei santi russi più popolari, il cenobita S. Sergio di Radonez (1314-1392), considerato il padre del monachesimo nella Russia settentrionale e festeggiato il 25 settembre.
[xvi] Adriano: il nome nasce in epoca latina come etnico riferito alle due Hadria: quella Veneta e quella Picena. Era di uso frequente come cognomen per diverse gentes romane, in particolare la Aelia e la Fabia. Gli antenati di Publio Elio Adriano cugino di Traiano ed imperatore dal 117 al138, dopo essere stato da questi adottato, Provenivano dalla spagna ma erano originari della città picena.al cognomen dell’imperatore sono legate la costruzione del delle mura fortificate a protezione del limes settentrionale dell’impero in Gran Bretagna (il Vallo di Adriano), della mole Adriana (oggi Castel S. Angelo) e del Pantheon in Roma. La popolarità del nome continua in età cristiana, come testimoniano molti martiri dei primi secoli con questo nome. Il più noto è S. Adriano martirizzato nel 309 Cesarea, patrono dei corrieri, festeggiato il 5 marzo. Nel medioevo si ricorda Adriano I (771-795) che riceve da Carlo Magno la conferma della precedente donazione da parte di Pipino dei territori circostanti Roma che costituiranno il nucleo del futuro Stato della Chiesa; S. Adriano III papa nel biennio 884-885, unico papa inglese della Chiesa; Adriano IV (1154-1159); e S. Adriano abate africano di origine, ma fondatore della scuola cattedrale di Canterbury (VIII sec.) e S. Adriano vescovo di Clonfert in Irlanda (IX sec.); Adriano VI papa olandese (1522-1523).
[xvii] Lucrezia: antico gentilizio romano di origine etrusca e di significato incerto, sostenuto da figure importanti: Prima fra tutte le matrona romana moglie di Collatino, che si pugnalò difronte ai familiari per non sopravvivere all’oltraggio recatole dal figlio di Tarquinio il Superbo. Si ha una ripresa del nome in epoca umanistico-rinascimentale: un esempio illustre è dato dalla madre di Lorenzo il Magnifico. Di rilievo la figura di Lucrezia Borgia figlia di Rodrigo (Papa Alessandro IV ), di origine aragonese, che sposò in terze nozze Alfonso I d’Este, contribuendo alla circolazione del nome. Si ricorda S. Lucrezia martire Amerida (festa 23 novembre); S. Lucrezia da Cordova, che abbandonò l’Islam per farsi cristiana; fu decapitata nel 859 durante le persecuzioni dei Mori (festa 15 marzo); il 26 dicembre si ricorda invece S. Lucrezia Cadamosto da Lodi, morta nel 1545.
[xviii] Fabio: incerta l’origine di questo nome diffuso nell’antichità sia presso gli Etruschi che presso i Romani, ove designava una delle più antiche famiglie patrizie, la gens Fabia. Nella storia delle origine, i Fabii che si dicevano discendenti di un mitico Fabio, figlio di ercole, vengono celebrati per il coraggio e per l’attaccamento alla patria. La leggenda ricorda il sacrificio di Cesone Fabio Vibulano e di 350 dei suoi che offertisi volontari per combattere i Veienti, caddero in un’imboscata tesa dai nemici presso il fiumicello Cremera (477 a. C.). Dalla strage si salvò soltanto un fanciullo in tenera età che rimase a Roma, impedendo così l’estinzione della famiglia. Discusso è il significato el nome: secondo Plinio il Vecchio è da connettere con la pianta della fava, in latino Faba, forse perché il primo della famiglia si sarebbe distinto nella coltivazione delle fave, anche perché in latino sono molti i nomi formati sul nome delle piante. Si tratta in sostanza di nomi che nascono come cognomen (ossia come soprannomi) ma che possono anche divenire gentilizi: in essi si può forse cogliere un riflesso dell’origine rurale e agricola della civiltà romana. Ha contribuito alla diffusione del nome la fama dei personaggi storici che lo portarono: Q. Fabio Massimo detto cunctator ‘temporeggiatore’, che durante la II guerra punica mise in atto contro i Cartaginesi, vittoriosi in campo aperto nelle battaglie del Ticino, Trebbia e Trasimeno, una rivoluzionaria tattica basata sul logoramento e su azioni di disturbo, sottraendosi allo scontro diretto. Non compreso dai suoi concittadini che ritennero le sue scelte dettate da viltà, fu sostituito, ma il disastroso esito della battaglia di Canne (216 a. C.) gli diede ragione. La sua memoria sopravvive ancora oggi come testimonia la presenza del nome Fabiomassimo. Ad un ramo collaterale della famiglia, distinto dal cognomen pittore, appartiene un altro celebre personaggio, lo storico Q. Fabio Pittore (III secolo a. C.), autore degli Annali, principale fonte dell’opera di Tito Livio. In epoca cristiana tra i santi ricordiamo: S. Fabio di Cartenna in Mauritania, che fu imprigionato e decapitato durante le persecuzioni di Diocleziano (303) perché aveva rifiutato di partecipare come vessillifero ad una cerimonia pagana. La sua festa ricorre il 31 luglio. Un altro santo martire a Roma, fu ucciso con Massimo e Basso sulla via Salaria, sempre sotto Diocleziano (festa l’11 maggio). Il nome poi riprese con più vigore durante il Rinascimento e da allora ha conosciuto una costante fortuna. Nel 900 Fabio diventa un nome di moda e raggiunge elevati livelli di frequenza.
[xix] Rossana: la fortuna del nome è legata a un personaggio letterario e teatrale del francese Edmond Rostand; Rossana protagonista del Cirano di Bergerac, pubblicato nel 1897. La diffusione inizia dagli anni ’20. Etimologicamente il nome riprende e continua il greco Rhoxane, in latino Roxane. Risale al persiano Raushana (luminosa, splendente). Fu portato dalla principessa persiana che sposò Alessandro Magno e che morì insieme al figlio Alessandro nel 309 a.C. per mano dell’usurpatore macedone Cassandro.
[xx] Miriam: corrisponde all’italiano Maria.
[xxi] Oliviero:
[xxii] Diego: diffusosi in Italia durante la dominazione spagnola nel seicento, Diego è la evoluzione del latino ‘Didacus’, attestato nella penisola iberica accanto a ‘Didagus’ e probabilmente connesso al greco ‘didachè’ (dottrina). Prevalenza del nome nel Nord (Lombardia). La Chiesa riconosce due santi spagnoli vissuti a Roma per qualche tempo: S. Diego di Azevedo, amico di S. Domenico e S. Diego di Alcalà vissuto nel sec. XV eremita e poi frate laico nelle Isole Canarie (festa 13 novembre). Ma non sono da trascurare i vari Diego della letteratura: don Diego de Bivar, padre di don Rodrigo, il futuro Cid Campeador, o Diego Mirande nel don Chisciotte, fino a don Diego alias Zorro …
[xxiii] Emanuela, Emanuele: nome tradizionale biblico, di origine ebraica ma di uso cristiano. È l’adattamento dell’ebraico ‘immanu’el’ (Dio è con noi), utilizzato dal profeta Isaia per indicare l’atteso Messia. Risulta quindi un nome teoforico augurale che pone sotto protezione divina colui che lo porta. Si diffonde dapprima nella penisola iberica con Emanuele I il Grande (1469-1521) re del Portogallo cui si deve il patrocinio dei viaggi di esplorazione compiuti da Vasco de Gama verso l’India e da Pedro Alvares Cabral verso il Brasile. Attraverso matrimoni reali il nome si introdusse in Piemonte con Emanuele Filiberto (1528), figlio di Beatrice di Portogallo che così volle ricordare suo padre, morto da sette anni. Di lì in poi il nome divenne tradizionale tra i Savoia , sempre in composizione con altri. Ricordiamo Carlo Emanuele I, duca dal 1580 al 1630; Carlo Emanuele II (1638-1675), Carlo Emanuele III, re di Sardegna (1730-1773), Carlo Emanuele IV (1796-1802), Vittorio Emanuele I (1802-1821), Vittorio Emanuele II re di Sardegna dal 1849 al 1861, re d’Italia dal 1861 al 1878, noto come “re galantuomo”, e infine Vittorio Emanuele III (1900-1946). Il riferimento politico influenzò la diffusione del nome. Alla dinastia dei Savoia resta dunque legata l’introduzione del nome in Italia e una circolazione di base.
[xxiv] Paolo: nome che riprende il cognomen di età repubblicana Paulus, derivato dall’aggettivo latino Paulus o Paullus, diminutivo di paucus (poco), nel significato di piccolo di statura o anche di secondogenito, il giovane: Il nome ebbe molta diffusione tra i primi Cristiani e rimase vitale anche nel Medioevo. Pur essendo nome classico, la sua popolarità si deve al culto di numerosi Santi, Beat e Papi. Tra tutti campeggia S. Paolo apostolo nato intorno all’anno 5 d.C. ad Arso in Cilicia, ebreo di stirpe e fariseo per fede, in gioventù accanito persecutore dei Cristiani. Dopo una caduta da cavallo sulla via di Damasco gli apparve la figura di Cristo, che lo esortò a diffondere la fede cristiana ai pagani. Convertitosi, abbandonò il nome Saul per chiamarsi Paolo. In seguito alla sua opera di predicazione, venne definito l’apostolo delle genti; fu decapitato a Roma nel 67 d:C. La sua festa è il 29 giugno insieme a quella di S. Pietro. Nel suo soggiorno nell’isola di Malta, sfuggì al morso letale di una vipera: da questo episodio divenne il protettore dal morso dei serpenti. Degno di rilievo anche S. Paolo della Croce (festa 28 ottobre), riconosciuto come il più grande mistico del 700. Nato ad Ovada (AL) nel 1694, dopo aver partecipato alla crociata bandita da Clemente IX contro l’Islam, in seguito ad una visione si ritirò a vita eremitica sul Monte Argentario, con l’intenzione di formarvi un istituto. Respinto dal Papa che non approvò le nuove regole, fondò diversi ritiri spirituali fino ad ottenere da Pio VI il riconoscimento. Morì in quello stesso anno lasciando Tredici ritiri e un monastero femminile a Tarquinia. Si ricordano sei Papi con il nome di Paolo (l’ultimo Paolo VI Giovanni Battista Montini 1897- 1978); si ricorda anche il console romano Lucio Paolo Emilio che condusse nel 216 con Gaio Terenzio Varrone, la battaglia di Canne contro Annibale, morendo sul campo di battaglia; lo storico longobardo Paolo Diacono (Paolo Warnefrido 720-799), il teologo scrittore e uomo politico Paolo Sarpi (1552-1623); i pittori Paolo Uccello (Paolo di Dono 1397-1475) e Paolo Caliari detto il Veronese (1528-1588).
[xxv] Matteo: riprende il nome del primo evangelista, rappresentato da un uomo lato nell’atto di reggere un libro. Festa il 21 settembre. All’origine Matteo si trova in latino Mattheus, a sua volta adattato dal greco Matthaios con cui è reso nei Vangeli il personale ebraico Matthyah (dono di Dio) formato da matta (dono) e da yah per Yahvè (Dio). Matteo era un gabelliere che a Cafarnao esigeva il dazio sul trasporto delle merci per il tetrarca Erode Antipa. Colpito dalla predicazione di Cristo, quando questi fermo davanti al banco delle imposte, fissandolo negli occhi gli disse di seguirlo, non esitò ad andare con lui. Non si conosce esattamente quando Matteo scrisse in aramaico il suo Vangelo, né quali regioni abbi evangelizzato, così come non si conosce né il luogo né la data della sua morte. Alcuni scritti apocrifi raccontano che convertì tutto il regno di Etiopia, dopo aver resuscitato Ifigenia figlia del re Egipo. Sarebbe stato ucciso durante la celebrazione della messa trafitto d auna spada come punizione per non aver convinto Ifigenia a sposare il nuovo re Irtaco. Il nome acquista vigore in seguito alla trralazione a Salerno delle reliquie del santo per la volontà del duca longobardo Gisolfo I (954) e poi con la costruzione della Cattedrale (\080) dedicata al Santo e voluta da Roberto il Guiscardo che da pochi anni Aveva conquistato la città. Tra i personaggi che portano questo nome ricordiamo Matteo Polo zio di Marco, il mercante veneziano che nel 1275 raggiunse la Cina; Matteo d’Acquasparta, filosofo e teologo di origine umbra; Matteo Villani fiorentino continuatore della Cronica iniziata dal fratello Giovanni; Matteo I Visconti signore di Milano dal 1295. Nel 400: Matteo di Giovanni, pittore toscano; Matteo Maria Boiardo vissuto alla Corte degli Estensi, autore dell’Orlando Innamorato; il novelliere piemontese Matteo Bandello. Matteo da Bascio nel 500 diede origine al movimento riformista da cui derivarono i Cappuccini; il marchigiano Matteo Ricci, gesuita missionario in Cina, lasciò importante documentazione delle terre da lui visitate.
[xxvi] Federico: di origine germanica deriva dall’antico Frithuric Friduric Frederick attestato nei paesi germanici fin dal V secolo, latinizzato in Fridiricus. Si tratta di un composto ‘frithu’ (recinzione, protezione, ma anche pace) e ‘rikja’ (potente, ricco); si può tradurre come: potente nel suo possesso o anche potente che domina nella pace. L’ingresso del nome in Italia dipende direttamente dagli imperatori germanici della casa di Hohenstaufen primo tra tutti Federico Barbarossa (1123-1190), sceso più volte in Italia per combattere i Comuni. Un altro riferimento importante è suo nipote il raffinato Federico II di Svevia (1194-1259) figlio di Enrico VI e di Costanza di Altavilla, re di Sicilia: amante delle belle arti, fece della sua corte un cenacolo di cultura, centro di incontro tra la tradizione greca, araba, ebraica. In seguito il nome entra nella tradizione famigliare di molte dinastie regnanti sia italiane (i Gonzaga a Mantova, i marchesi di Saluzzo e i marchesi di Urbino) sia europee (gli Asburgo, gli Aragona, gli elettori di Sassonia). Per molto tempo Federico mantiene una connotazione aristocratica, alimentata anche dalla letteratura ed il nome ritorna spesso anche in opere liriche. Noi ricordiamo il cardinale Federico Borromeo che ha una parte importante nella conversione dell’Innominato.
