Sintesi delle vicende Famiglia Mellini (Milino Milini)
Il vero fondatore dell’Ospedale di Chiari fu Mellino Mellini.
Costui nacque a Chiari da Attilio e da Camilla Foja (Foglia) sposatisi a Chiari il 26 febbraio 1604. Il Mellino fu battezzato a Chiari il 24 maggio 1623.
I Mellini oriundi di Erbusco si trasferiscono a Coccaglio, di qui a Chiari Rovato e BS: nel 1615 Bernardino con il figlio Attilio sono definiti “macellai” a Rovato e in un Atto del luglio 1634 Francesco è detto abitante in Brescia.
Ecco la genealogia della famiglia Mellini come oggi la conosciamo:
Amadio capostipite; suoi figli: GioMaria (detto il Baster) e Orsola
Figli di GioMaria: Francesco, Bernardino, Girolamo
Bernardino sposa Aurelia Fava (figlia di GioMaria Fava detto Stopini)
Figli di Bernardino: Achille, Lelia, don Bernardino, Attilio, Olimpia, Emilia
Achille sposa Maria Godetti (Drugolo)
Lelia della Compagnia di Santa Orsola
Attilio sposa Camilla Foja (Foglia) il 26/02/1604
Olimpia sposa Frialdo Frialdi da Rovato
Emilia sposa GioAngelo Zucchetti da Rovato
? Giulia sposata a Ludovico Foschetti (?)
Figli di Attilio: (Attilio muore nella peste manzoniana del 1630)
Francesco (nato a Coccaglio il 2/02/1609) sposa Teodora Gasoli (figlia di Lelio da Ospitaletto e vedova di GioBatta Pilotti) il 26/07/1632; muore giovane a soli 35 anni il 4/06/1646
Aurelia sposa Ottavio Zone nobile bs.no
Mellino (battesimo: 24/05/1623) sposa Giulia Hirma da Ospitaletto, prima del matrimonio era Funzionario Veneziano nel Regno di Candia
Livia sposa GioBatta Viviani mercante in BS
Eugenia sposa Girolamo Niccolini (da ?)
Emilia sposa Pietro Franzone (da Ospitaletto?)
Caterina sposa GioGiacomo Zilioli (da ?)
Figlio di Francesco e di Teodora Gasolo: Bonaventura
Nel 1622 ad Attilio viene concessa la “cittadinanza” della Quadra di Cortezzano di Chiari.
Fin dal 1550 gli Avi del MM comperarono e vendettero case e terreni non solo a Chiari e a BS, ma anche a Ospitaletto, Virle, Calvisano, San Zeno, ecc.
Attilio, padre del Mellino morì nel 1630 di contagio; a lui succedette il figlio primogenito Francesco nella gestione degli affari famigliari. Ma nel 1646 muore Francesco senza testamento e gli succede il fratello Mellino a soli 23 anni: costui gestirà gli affari di famiglia fino al 7 agosto 1665 giorno della sua morte a 42 anni a Firenze, dove si era recato appunto per affari.
Nel 1661 Mellino, a 38 anni, redige il suo testamento registrato dal notaio Leonardo Cattanio (Cattaneo) di Brescia in data 24 marzo 1661, nel quale lascia usufruttuarie dei suoi beni la moglie Giulia e la cognata Livia e dopo la loro morte (di Giulia e di Livia) istituiva suo erede il nipote Bonaventura, figlio del fratello Francesco. Nel caso poi che anche il Bonaventura morisse senza figli, disponeva che gli succedesse “la Spettabile Comunità di Chiari con l’obbligo di erigere nelle sue case un Ospedale per infermi poveri e bisognosi della comunità stessa.”
Mentre si trovava a Firenze nell’agosto 1665 il Mellino aggiungeva un codicillo al suo testamento in favore della sorella.
Un anno dopo (1666) moriva anche il nipote Bonaventura e così rimase erede universale dei beni Mellini la Comunità di Chiari.
Nel giugno 1668 il Consiglio Comunale di Chiari delibera l’accettazione dell’eredità, dispone l’inventario dei beni e l’elaborazione di proposte di transizione con le usufruttuarie. La trattativa continuò per alcuni anni dato che la moglie Giulia e la sorella Livia non riuscivano ad accordarsi, finche dopo la morte della sorella Livia, la moglie Giulia nel giugno 1680 accettava la proposta del Consiglio di Chiari:
— la sig.ra Giulia rimaneva usufruttuaria della casa e dei mobili di BS oltre ad una rendita annua da parte del Comune di Chiari,
— in cambio la sig.ra Giulia consegnava l’inventario di tutti i beni del Mellini e lasciava all’istante al Comune di Chiari la proprietà delle case di Chiari e di Ospitaletto.
Ciononostante non si diede l’avvio a nessuna azione concreta per dar vita all’Ospedale, fino al giugno del 1693, quando il Comune di Chiari diede l’incarico di vendere le case di Virle, San Zeno ed Ospitaletto.
Nel 1696 il Senato della Repubblica di Venezia concede l’autorizzazione a vendere alcuni beni per “fabbricare l’Ospedale” e così il Comune dà mandato di vendere il palazzo esistente ad Ospitaletto ed alcuni mobili che si trovavano nel palazzo di BS ed una casa esistente nella stessa città.
NB: nel 1701 Chiari fu teatro di varie battaglie tra Tedeschi Francesi e Spagnoli per la guerra di successione al trono di Spagna.
La sig.ra Giulia Hirma morì il 26 settembre 1705.
Nel frattempo si era iniziata la trasformazione in infermeria della casa Mellini in Chiari. Nel maggio 1711 il Consiglio Comunale di Chiari nomina nuovi amministratori dell’Opera Pia per la fabbrica dell’Ospedale, che fu aperto nel gennaio 1714 con il ricovero di alcuni ammalati in varie stanze.
NB: il disegno della Cappella era stato preventivamente presentato al Vescovo che lo approvava con suo decreto.
Dopo alcuni decenni l’adattamento fatto della casa Mellini ad uso di infermeria non rispondeva più al crescente numero di ammalati, per cui l’Amministrazione dell’H il 6 marzo 1756 deliberava di “chiamare due ingegneri per fare li disegni della fabbrica da fare”.
Furono presentati due progetti: uno dell’architetto abate Antonio Marchetti e l’altro dell’architetto abate Carlo Corbellino: fu accettato quello del Marchetti.
Nel 1763 l’opera era compiuta (Salone Marchettiano) con iscrizione morcelliana in latino collocata sulla porta di ingresso.
