28 maggio 1729 – In Christi nomine amen etc.
Desiderando il rev.mo sig. d. Giambatta Moretti qm Giuseppe di Brescia che il rev. d. Giuseppe Moretti di lui nepote chierico constituito nelli Ordini Monori possa esser promosso alli Ordini Sacri, volendo perciò provederlo di patrimonio idoneo a titolo del quale giusta la dispositione del Sacro Concilio di Trento possa esser promosso a detti sacri Ordini, quivi perciò il medesimo presente e per se agente e per ogni miglior modo etc. ha dato tradesto ed assegnato e così da trade ed assegna al predetto sig. d. Giuseppe suo nipote accettante me nodaro infrascritto per il medesimo come pubblica persona a titolo di Patrimonio e per ogni altro miglior modo etc. l’infrascritta pdt – nominatamente una pdt arativa e vidata sita sopra il territorio dell’Ospedaletto chiamata il Campazzo di piò quindici in circa alla qual confina a monte parte Nicola Bino parte Batta Guarneri parte Giuseppe Guarneri/Ganassone, a sera Ingresso, a mezzo dì Stradella e a matta Strada etc.
Alla qual pdt detto rev.mo sig. d. Giambatta ut supra assignante asserisce potersi aver di annua rendita in parte dominicale scudi quaranta di lire sette piccole l’uno liberi da qualunque aggravio, carico, spesa, ed angaria e per tanto è più poteasi ogni anno affittare ad aver etc. dandoli etc. ponendolo etc. constituendolo etc. constituendosi etc. dover etc. in modo tale che detta pdt sia e s’intenda obbligata ed ippotecata a detto Chierico suo nipote per suo sostentamento solamente ne possa esser mai obbligata ne ippotecata ad altri come il medesimo sig. Constituente ha asserito ed asserisce non esser ad alcun altro specialmente obbligata e ciò con promessa di evitione e legittima diffesa a detta pdt e sue raggioni in ogni lite caso e cauysa etc. et ogni lite assumer in se diffendere a proprie spese sue usque ad sententias definitivas inclusive ad ogni semplice avviso etiam verbale. Con patto però espresso che doppo la morte del rev., sig. Giuseppe la predetta pdt ut supra assegnata ritorni in detto sig. assegnante o di lui heredi o successori senza alcuna solennità; se poi accadese/occorresse che detto rev. sig. d. Giuseppe fusse provisto di qualche benefizio o pensione con quali potesse commodamente sostentarsi allora ed in tal caso il dominio utile di detta pdt detta il Campazzo ut supra assegnata sia e s’intenda trasferto in detto sig. Assignante o in di lui heredi o successori; se poi occorresse che de d. Giuseppe fusse privato di tal benefizio o pensione o de jure o de facto in tal caso il dominio utile di detta pdt ritorni al medesimo promettemdo etc. obbligando etc. renunciando etc. ed anco detto sig. Assignante giurato le predette cose etc. quelle attendere ed osservare etc. ne confutar ne contravenir etc. meno dimandar abilitazione etc. e dimandata non usarla etc. volendo etc. come pure ha giurato non esser intervenuto con esso chierico patto alcuno ne ore tenis ne in scriptis per quale possa restar prejudicato il presente instrumento così che non abbia da sortir il suo effetto in tutte le sue parti come sta e giace, e le predette cose sono state stipulate alla presenza di d. Bartolomeo Costa qm Batta e di Pietro Torre qm Gioseffo di detta terra et abitanti, quali con loro giuramento tactis etc. hanno asserito et asseriscono che la predetta pdt e di raggione del detto sig. assignante ed esser il medesimo per il corso di più e più anni pacificamente posseduta ne esser obbligata in spetie ad alcun debito ne poter col presente restar alcuno pregiudicato; e che dalla medesima si può ricavare in parte dominicale scudi quaranta da lire sette piccole l’uno liberi da qualunque aggravio, carico, spesa, ed angaria e pertanto e più poteasi ogni anno affittare; e ciò attesa la prattica e cognitione che hanno asserito ed asseriscono di detta pdt che però hanno giurato toccate le Scritture le presenti cose in quelle essere …
Nel nome del Signore Iddio l’anno della Sua Natività millesettecento e ventinove corendo l’inditione settima in giorno di sabbato li vintiotto del mese di maggio nella terra del Hospedaletto di Coccaglio distretto di Brescia essendo sul posto/portico abitato dal rev.mo sig. d. GioBatta et rev.mo sig. d. Horatio fratelli Moretti sita in detta terra in contrada delli Santi; presenti: d. Santo Bardi/Aiardi familio(?) di GioBatta da Brescia ed il soprascritto rev. sig. d. Horatio Moretti qm Giuseppe di Brescia essistente sul Ospedaletto abitante …………….. Rogatus per me Nicolaus Bonetti ad l.s.
EM_A (531 …) — senza numero
Testamento della sig.ra Lelia Usupini
4 settembre 1705.
In nome del Signore Iddio. amen. Non essendo cosa più certa della morte né cosa alcuna più incerta dell’ora e tempo di quella; considerando perciò la sig.ra Lelia qm Giacinto Usupini cittadina di Brescia et relicta qm sig. Filippo Genari vedova di sua raggione; et habitante nella terra dell’Ospedaletto essere bene il disponere delle cose sue temporali acciò tra suoi posteri non nasca lite mentre si ritrova sana per Iddio grazia di mente sensi et intelletto, tutto che del corpo inferma; ha perciò con il presente nuncupativo et come si dice senza scritti testamento, ordinato lasciato comandato et instituito come siegue vide licet.
Prima raccomanda l’anima sua all’Onnipotente Signore Iddio alla Gloriosissima sempre Vergina Maria et a tutta la corte celeste pregandoli del perdono de suoi peccati et in particolar nel ponto lascerà da vender l’anima sua al Supremo.
Item ha lasciato et per vaglier di legato lascia che tutti quelli dinari per essa sig.ra testatrice consegnati alli rev. sig. don Stefano Bianchi arciprete nella terra dell’Ospedaletto siano spesi subito in farle fare le esequie et in tante messe in suffragio della sua anima et fargli celebrar tutte quelle messe che si potranno mentre il suo corpo mentre il suo corpo si ritroverà sopra la terra.
Item ha lasciato ut supra alla sig.ra Diana sua ameda moglie del sig. Rocco Ricca da Provaglio scudi cento cinquanta de berlingotti sette per scudo et tutta la mobilia che si ritroverà in casa d’essa sig.ra testatrice doppo sua morte come anco una cassa (o casa) che si ritrova in Brescia in quella cosa (o casa) che ha gli nobili rev. Vincenzo Briò come sta cioè con tutto quello che si ritrova dentro.
Item ha lasciato ut supra al sig. Andrea Rocco suo sig. zio scudi cento di berlingotti sette per scudo d’essergli pagati doppo sua morte et per una volta sola con condizione che se il suddetto sig. Andrea volesse mover lite contro la heredità della suddetta sig.ra testatrice caschi dal suddetto legato et resti mezza la suddetta eredità
Item ha lasciato ut supra alla sig.ra Marta fgla del sig. Pietro Foresti scudi cento de berlingotti sette per scudo essergli pagati doppo mia morte, ma che il frutto delli medesimi abbia da esser goduto dal sig. Pietro Foresti suo sig. padre sua vita durante naturale et doppo la morte del medesimo siano liberi d’essa sig.ra Marta et per una volta sola et ciò per la servitù che ha receputa et che di presente riceve.
Nel resto poi di tutti gli altri suoi beni stabili raggioni attioni et tasse de debitori capitali livelli di qualunque sorte si siano ha instituito et instituisce erede l’anima sua quella colla propria bocca universale acciò con il cauto si farà di detta eredità ogni anno siano fatte celebrar tante messe in rimedio dell’anima sua et suoi defonti in perpetuo et il stabile sia venduto et investito in capitali e questo ha voluto et vuole essa sig.ra Lelia testatrice che sia il suo ultimo testamento et ultima volontà qual vuole che vaglia per ragion di testamento et se per tale voler non potesse rende che vaglia per ragione di codicillo o codicilli o donazione in caso di morte et per ogni altro meglior modo ecc. cassando ecc et asserendo ecc.
Esecutori poi di questa sua ultima volontà ha lasciato et lascia et prega che siano il sig. Pietro Foresti qm Giovanni Antonio durante la sua vita naturale et doppo la sua morte subintri in tal carica gli Regenti della Veneranda Scola del Corpus Domini eretta nella Chiesa Parrocchiale dell’Ospedaletto.
Fu fatto et ordinato il presente testamento et ultima volontà per la sopraddetta sig.ra Lelia Usupina testatrice giacendo nel suo letto sito in una stanza terranea della casa di sua habitatione et raggione sita nella terra dell’Ospedaletto in contr de sigg. Usupini et distretto di Brescia l’anno di nostro Signore mille settecento cinque correndo l’inditione decima terza li quattro del mese di settembre.
Letto poi e publicato per me nod. infrascritto nel medesimo tempo et luogo d’ordine, e a chiara intelligenza della detta sig.ra Lelia testatrice. Presenti d. Gioseffo fgl Pietro Torre, Pietro Bracco qm Francesco e Gioseffo Bracco suo figliuolo, messer Carlo Sarnego qm Giacomo e Nocente Calio qm Batta, e Andrea Inverardo qm Stefano, e Giacomo Sarnego qm Antonio tutti della terra dell’Ospedaletto et habitanti, tutti Asserenti ecc. et a questo effetto chiamati e dalla medesima pregati ad esser testimoni di questa sua ultima volontà.
Rogatum per me Joannem Baptistam Stancherium notharium ad L.S.
