Ecco i testi dei tre testamenti trascritti con alcune foto della sua scrittura
(Vedi i tre testamenti in Toshiba — trascrizioni Moretti)
Testamenti – il rev don GB Moretti ha fatto tre testamenti, tutti e tre autografi:
il primo del 7/09/1702 quando doveva affrontare un viaggio in terra straniera, ma non ci dice dove doveva recarsi e temendo eventuali pericoli legati al viaggio pensò bene di fare testamento. Questo testamento lo consegnò il giorno dopo 8/09 al notaio Bartolomeo Torcello in BS alla presenza dei richiesti sette testimoni.
[c’è ancora sua madre Cecilia, sua sorella Giulia che vive ancora con la madre, sua sorella Catterina con la sua (di lei) famiglia (aveva sposato Scaglia al quale aveva dato figli maschi …); don Orazio suo fratello, suo fratello Paolo (che nel 1702 non ha ancora figli maschi) – suo padre spirituale P. Giulio Federici dell’Oartorio di San Filippo Neri della Pace – si firma GB Moretti prete e sacerdote secolare]
Il secondo lo fece già avanti negli anni il 27/06/1730 ma lo consegnò al Notaio Carlo Antonio Campana di BS 31/08/1730 alla presenza dei soliti sette testimoni, ma io l’ho trovato ancora sigillato all’ASB nella busta 10138 del notaio Ludovico Torcelli figlio di Bartolomeo (notaio in BS dal 1703 al 1749).
[Chiesa della Madonna dei Miracoli di BS ove Io sono da molti anni confratello – sua sorella Cattarina e suoi figliuoli; vedere data morte della madre e delle sorelle …; alle figliuole di Paolo suo fllo; suoi eredi Orazio suo fllo e Giulia sua sorella; e se qs muoiono lascia suo erede il fllo Paolo e i suoi figli maschi: Carlo e GioBatta; un cenno particolare alla sua Libreria: “che si intenda come un bene stabile acciò resti sempre in casa questo commodo di studiare ai successori e non possa essere alienata e diminuita ma anzi accresciuta e confermata”- e se finisse la linea maschile dei figli di Paolo lascia alla Congregazione dell’Oratorio de’ Padri di san Filippo Neri in BS; e se qs non accettano
sostituisco la Fabbrica del Duomo Novo in BS -]
Il terzo ed ultimo poco prima di morire venne scritto dal Moretti il 31 maggio 1745 e venne rogato dal notaio Giuseppe Angelo Molinari (ASB – Busta 10121)
[che il mio cadavere sia sepolto nella Chiesa di Sant’Agata, avendo goduto otto anni il beneficio di Cappellania in Sant’Agata – sue 4 nipoti: Teresa, Cecilia, Giacinta e Maria; suoi eredi il fllo Orazio e dopo la sua morte i suoi tre nipoti: don Giuseppe, Carlo dr medico e Giambatta dr legale tutti figli del suo fllo Paolo]
Altro documento importante per definire la storia anagrafica di GB Moretti è rappresentato dalla Polizza del 28/04/1721: “Polizza delli beni di noi fratelli GB et Oratio Moretti q Giuseppe cittadini abitanti in BS:
in Brescia:
“possedemo una casa murata cupata e solerata sita in città di più corpi in cntrada del Vescovado , confina a matta strada, a sera i sigg. Zambelli, a mezzodì strada e a monte il sig. Antonio Arici, catastata il 1641 in Catastico della Cittadella Vecchia (C.V.) per Rinaldo Bona q Girolamo al n° 727” –
Tra i Beni di Ospitaletto vengono elencati alcune pdt, ma la cosa strana è che non viene elencata la proprietà acquistata dal Comune di Chiari come eredità Melina, poiché questa è regolarmente descritta nell’Estimo di Ospitaletto del 1699 (dia 180?) ed in quello del 1709 (dia149) – ma è intestata a Paolo Moretti e flli (fllo di GB) … mentre in quello del 1723 o 33 …
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ASB – Busta 10138 del Nod.o Bartolomeo Torcello (notaio in BS dal 1703-1749) (P1014483-90) : primo testamento
In nomine Domini 7 settembre 1702
Dovendo io Giambatta Moretti prete secolare per peniale diporto espormi a quei pericoli che ne’ viaggi ed in paesi forastieri spesse volte occorrono, et conoscendo dall’altra parte la importanza della propria e dell’altrui quiete, risolvo disponere di quelle poche sostanze che il Signore Iddio secondando le mie fatiche si è compiaciuto fin ora impartirmi.
Perciò invocando il Sant.mo Nome di Giesù et di Maria che prego siano al punto della mia morte ed i miei Sant.mi Protettori Filippo Neri s Francesco Sales intendo che sia sano di mente e di corpo per favore singolare del Cielo, restituire in mano di Iddio l’anima mia come da quell’ultima fine per cui me l’ha creata, dimandandogli un generale perdono di tutte quelle colpe che nel corso di mia vita di 36 anni mi avessero fatta abbracciare altro fine perverso e perdere quella grazia solo congionto alla fidele comparazione può salvare tutti. In punto per il mio corpo divenuto cadavero seguendo la morte fuori di Brescia ove ora dimoro, sia raccomandata la sepoltura cauta Cristiana di quel luogo ove seguirà; et occorrendo quivi sia portato nella Chiesa di S. Filippo Neri mio Protettore; previa la licenza che per pura carità si dimandi a molto RR PP dell’Oratorio; molto confidando efficacia de’ loro Sant.mi sacrificii e degne orazioni.
In quanto al resto de miei pochi beni di Fortuna istituisco Eredi universali i miei cari ed amati fratelli rev. don Orazio prete et Paolo secolare, pregandogli a convivere insieme con fraterna carità et usare il frutto de’ miei sudori in fini onorati e per mezzi di guadagnarsi la salute dell’anima, perduta la quale tutto il resto resta in nullo. Con queste sottonotate condizioni però da operarsi et essequiosi da aiuti loro inviolabilmente intendendo questa opera la mia rissoluta volontà, come ora mi esprimo .
Primo. Che durante la vita di mia madre Cecilia Moretti sia questa usufruttuaria di quel poco stabile e luogo che ho nella terra dell’Hospedaletto essendo però obbligata con quei frutti agli alimenti della sorella mia Giulia volendo questa vivere sotto alla sua ubbidienza e con quel rispetto che si deve alla madre.
Item nella casa di Cignano possa abitare mia sorella Cattarina colla sua famiglia due anni senza contribuire alcun affitto, e venendo il caso che fosse ricuperata dal sig. Martinengo col denaro che si cavarà sia investito e si paghi l’annuo frutto a mia sorella Giulia quando sia premorta la madre, alla quale vivente si paghino mia sorella, doppo la morte della quale sia incombenza de miei Eredi o de suoi successori a farmi celebrare tante messe ogni anno quanto ogni anno si cavarà di frutto; ed occorrendo che quel capitale non si potesse investire s’impieghi subito in tante messe da celebrarsi però tutte dai PP della Pace quando non volesse celebrare mio fratello don Orazio o qualche altro del mio sangue se non ne sarà però affrancandosi dal sig. Martinengo di quel frutto annuo si faccia celebrare messe tante solo per dieci anni.
Item tutta la mia poca libraria quale si ritrova s’intendo di don Orazio con questo però che se vi saranno nipoti o di fratello o di sorelle che fussero in istato di studiare fino sui venti anni della loro età né possa alienare alcun libro; se poi vedendo doppo tale età che non applicassero agli studi o per essere religiosi o per altra professione simile possa disporne suo talento obbligandolo però a celebrare o far celebrare per l’anima di mio Padre e mia subito messe n° cento.
Item di quei denari che mi ritroverò avere al ponto di mia morte siano tutti de miei 2 fratelli obbligati però alle mie essequie condecenti ad un sacerdote loro fratello. Di questi denari se ne cavi per il n° di Filippi n° cento e si facciano dagli Erede miei celebrare tante messe subito dentro lo spazio di giorni cinque alla Pace parte e parte a PP Capuccini e da qualche altro religioso mio amico.
Item se la sorella Giulia non potesse convivere con la famiglia o per i mali trattamenti ricevuti fosse necessitata o a ritirarsi in qualche convento o in altro luogo sicuro, non mai però maritandosi oltre al censo lasciategli di sopra gli siano sborsati per ogni anno vita sua durante scudi n° dieci di lire sette piccole l’uno non volendo i fratelli o contendendo sopra la sua prudenza e necessità (necessaria) deliberazione ricusando di effettuare questa mia intenzione intendo che entri a parte con loro della eredità intiera de tutti i miei pochi beni; o per volendo essa non intrare nella eredità come come terza persona aver diresti gli siano sborsati in denari effettivi scudi n° duecento de quali possa disponere a suo talento. Questa la intendo raccomandata alla carità di don Orazio in particolare per essere religioso arricoirdandosi dei servizii che ella sempre vi ha prefatti.
Item in caso che mio fratello Paolo non avesse figliuoli di legittimo matrimonio tutti i miei beni stabili che ora mi ritrovo avere e che si ritroveranno al ponto della mia morte, doppo i miei scritti fratelli Eredi intendo che siano de’ miei nipoti Scaglia figlioli di Catterina mia sorella solamente maschi affinchè possano così agiutarsi per servir Dio o farsi religiosi se saranno chiamati, alle femine poi se sole si trovassero in tal caso gli sia corrisposto dieci scudi per ciascuna all’anno loro vita durante debba Sta Congregazione di S. Filippo Neri la quale prego in tal caso a ricevere per la fabbrica della loro Chiesa che si farà nuova tutto quel poco che ho di stabile all’Ospedaletto campi brolo luoghi pregandola ricordarsi di me nelle sue funzioni.
Di tutti gli altri beni possano disponere i miei Eredi.
Item al mio Padre Spirituale P. Giulio Federici dell’Oratorio affinchè abbia sotto gli occhi la memoria della mia povera Anima lascio R/ e lo prego per amor d’Iddio a riceverli due quadri di Pittura che a lui più piaceranno, un calice d’argento da farglisi con quaranta Filippi acciò celebrando la S.ta messa si ricordi de’ miei bisogni a lui ben noti e preghi Dio per me; come spero riguarderà con occhio di Padre i miei Eredi essendogli io obbligato doppo Dio di tutto quello ho fatto e di bene e di robbe.
Item venendo il caso di doversi dividere i fratelli miei, doppo la morte della madre, (che gli prego in visceri XXX a conservarsi o in scambievole amore o buona intelligenza) don Orazio possa prima della divisione possa estraere da miei beni che gli lascio communi, il valore di Doppie n° cento per uguagliarlo a Paolo avendogliele pagate anni orsono con istrumento rogato dal sig. Gandino.
Tutte le sopradette disposizioni intendo che siano esseguite come mia ultima volontà per forza di testamento essendo questo il primo che faccio e per forma di ultimo codicillo e sebbene per la premura del tempo che ho nel disponerlo non fosse ordinata giusta la formalità de notari prego i Fratelli a fare che sia esseguito della fedeltà de quali non dubiterò mai se non doppo morte come glielo amati bene veramente anche in vita.
Io Giambatta Moretti Prete e Sacerdote Secolare ho scritto di man propria tutto il suddetto testamento nella camera di mia solita abitazione senza che alcuno mi abbia suggerito cosa alcuna e lo ho sigillato col mio sigillo proprio.
Ultima pagina:
in Christi nomine ecc l’anno della sua Nattività mille settecento due correndo l’Inditione decima li otto del mese di settembre è stato consegnato a me Nodaro infrascritto l’introclusa carta dal suddetto Rev. sig. GioBatta Moretti qual dice di essere il suo testamento scritto e sottoscritto di man propria dal medesimo rev. Moretti et sigilato col proprio sigillo volendo che vaglia per raggione di testamento et non valesse ut supra vuole che vaglia per raggione di Codicillo o Codicilli et per ogni altro meglior modo ecc et per la forma di raggione statuti et leggi del gent.mo Prencipe potesse valere, cassando et annullando ogni altro lasciato che per avanti havesse fatto intendendo che il presente vaglia ad ogni altro stipulando io Nod.o infrascritto come pubblica persona perché havute o haveva intere sia pregando li Testimoni spezialemente chiamati a voler esser testimoni sottoscriversi asserenti per ogni meglior modo ecc.
Rogatum per me Bartholomeum Torcellum Notharum
Alessandro Morario prete sono stato presente alla consegna della introclusa carta sive testamento fatta dal suddetto Testatore rev.sig. don GioBatta Moretti … qual asserisse esser scritto et fatto di proprio pugno et pregato a voler essere testimonio in fede mi sono sottoscritto ed sigillato in primo luogo col sigillo della casa Avogadra. Il medesimo Murario
Io Andrea Rovetta prete son stato presente alla consegna dell’introclusa carta sive testamento fatto dal suddetto molto rev. don GioBatta Moretti qual asserisce esser scritto et fatto di proprio pugno e pregato a voler essere testimonio in fede mi son sottoscritto et sigillato in secondo loco col sigillo del suddetto sig. Torcelli.
Io Andrea Guerino prete son stato presente alla consegna dell’introclusa carta sive testamento fatto dal suddetto molto rev. don GioBatta Moretti qual asserisce esser scritto et fatto di proprio pugno e pregato a voler essere testimonio in fede mi son sottoscritto et sigillato in terzo loco col sigillo del suddetto sig. Torcelli.
Io Stefano Scioli piazzante son stato presente alla consegna dell’introclusa carta sive testamento fatto dal suddetto molto rev. don GioBatta Moretti qual asserisce esser scritto et fatto di proprio pugno e pregato a voler essere testimonio in fede mi son sottoscritto et sigillato in quarto loco col mio proprio sigillo.
Io Dumenico Perini son stato presente alla consegna dell’introclusa carta sive testamento fatto dal suddetto molto rev. don GioBatta Moretti qual asserisce esser scritto et fatto di proprio pugno e pregato a voler essere testimonio in fede mi son sottoscritto et sigillato in quinto loco col sigillo della ill.ma Casa Avogadra.
Io Giuan Nicola son stato presente alla consegna dell’introclusa carta sive testamento fatto dal suddetto molto rev. don GioBatta Moretti qual asserisce esser scritto et fatto di proprio pugno e pregato a voler essere testimonio in fede mi son sottoscritto et sigillato in sesto loco col sigillo della Ill.ma Casa Avogadra.
Io Lodovico Torcelli son stato presente alla consegna dell’introclusa carta sive testamento fatto dal suddetto molto rev. don GioBatta Moretti qual asserisce esser scritto et fatto di proprio pugno e pregato a voler essere testimonio in fede mi son sottoscritto et sigillato in settimo loco col mio sigillo.
Rogatuma per me Bartholomeum Turcellum Notharum.
ASB – Busta 10138 del Nod.o Ludovico Torcello (notaio in BS dal 1703-1749): secondo testamento
Questo testamento era ancora sigillato ed ho chiesto di poterlo aprire per leggerlo: l’addetto alla sala studio dell’ASB l’ha aperto verbalizzando il 8/07/2011 alle ore 10.
31 agosto 1730.
Testamento del molto rev.do don GioBatta Moretti
In Christi Nomine, amen. L’anno di sua natività mille settecento trenta correndo l’indizione ottava girono di giovedì ultimo del mese di Agosto estando in una saletta terranea posta nella casa di raggione dell’infrascritto molto rev.do don GioBatta Moretti testatore sita in Brescia in contrada del Vescovado quali l’infrascritti sette testimoni.
Il molto rev.do sig. don GioBatta Moretti qm Giuseppe Moretti habitante in questa città comparse volontariamente in atti di me nodaro infrascritto et alla presenza de xxx (qualcun) fu sette testimoni et alla loro vista mi consegna l’annessa Carta perché fusse da me chiusa e sugellata asserendo contener il suo ultimo testamento o ultima sua volontà ordinando che stii segreta sin dopo la sua morte al qual tempo solo ordina sii aperta per la sua immediata (?) …labil esecuzione e pregò li sette detti testimoni a sugellare e sottoscrivere di proprio pugno come segnar per ogni melior modo ecc. Rogato da me Carlo Antonio Campana nod.o ad L.S.
Adì detto.
Costituiti in casa (?) di me nod.o infrascritto, e alla prima dell’infrascritti testimoni li elassunti sigg. test. DD. GioBatta Roveglia, sig. Giovanni Zanola, Pietro Plona, e Pellegrino Scalvini, li sigg. Giovanni Moulli o Moalli, Aloisio Mandella, Giovanni Aiardi tutti sette presenti li quali tutti ricconobbero i loro respettivi sigilli, e firme da essi di proprio carattere fatte alla mia presenza ; et assersero essere stati presenti a tutte le cose suddette per ogni melior modo ecc. presenti li sigg. GioBatta qm Francesco(?) Alpani o Alzani e Bartolomeo qm Benedetto Girelli testimoni asserenti tutti meco conoscer il presente (prete) molto rev.do sig. GioBatta Moretti testatore.
Rogatum a me Carolum Ant. Campana nod.o ad L.S.
In nome di Nostro Signor Giesù Cristo: l’anno di nostra salute 1730 27 giugno – in Brescia.
Dappoichè è picciuto a sig. Iddio tra tante grazie confiritemi per la sua Infinita Bontà permettermi non solo l’uso de suoi Benefici per sostenere con qualche comodo la mia vita per tanti anni, ma donarmi di più e tempo e libertà per disponerne anche doppo morte, a suffragio dell’anima mia ed a giusta/grande riconoscenza del mio tempo/sangue: risolvo in questo giorno di gerire (gestire) e ordinare la mia ultima volontà e scrivere di proprio pugno il presente mio Testamento. Prevenendo egli il torbido dell’agonia finale, secondo il santo ricordo di S. Agostino doppo avere gestate le cose temporali in sanità di corpo e serenità di mente; spero negli ultimi momenti del mio vivere la Divina Misericordia mi leverà d’attorno al cuore l’affannosa sollecitudine delle cose transitorie e caduche, per applicare in quell’ora tremenda a null’altro che a chiedere perdono al mio buon Giesù di tante mie offese e totalmente abbandonarmi nel dolcissimo seno di quella infinità Pietà e Clemenza che si fa gloria di salvare i più grandi Peccatori e vi repone il frutto del suo Sangue anco a più enormi Peccati.
Dunque alla presenza d’Iddio (nelle cui mani consegno adesso per il punto del mio ultimo sospiro l’anima mia) invocando la Beatissima Vergine Maria stata sempre premurosissima mia Avvocata; e supplicando i miei SS. Protettori , San Giuseppe, S. Giovanni Battista, S. Francesco di Sales, S. Filippo Neri, acciò indirizzino col resto del mio vivere questa mia ultima Disposizione alla maggior Gloria del Signore e non mi abbandonino nel punto di mia morte con le loro forti Intercessioni; Dichiaro questa essere l’ultima mia volontà che intendo vaglia per ragion di Testamento e per ragion di Codicillo; e se vi mancasse per avventura qualche espressione giusta il solito formulario, non per questo s’intenda o indebolita o sospesa la esecuzione di quanto più sotto ordino, determino, e lascio.
In primo luogo annullo e casso e voglio sia come non fatto (benchè di mio proprio pugno scritto) il Testamento che si trova in mano e negli atti del sig. Bartolomeo Torselli Nod.o in Brescia; da me a lui legalmente consegnato in occasione di un mio viaggio; né a quello si abbia alcuna fede ecc. non ricordandomi averne fatti altri.
Item avendo io bevuto fin da miei primi anni l’alimento spirituale e solenne molte e sincere testimonianze di Cordialissima carità da MM. RR. PP. Dell’Oratorio di S. Filippo di questa città; e ponendo nella loro vera Pietà ed orazioni grandissima confidenza, ardentemente disidero che il mio cadavere goda il Privileggio di essere unito con loro in riposo di sepoltura come sempre (da) vivente ho posto il Cuore unito di amore e pieno di stima al loro S.to Istituto.
Però colla maggior sommessione prego la religiosa Carità di tutti i PP. A non escludermi da morto dalla loro sempre santa Compagnia, avendomi tolerato con tanta benignità e sostenuto colla loro prudenza e savia condotta per tanti anni della mia vita.
In quanto all’ordinamento e forma del funerale, mi rimetto all’amore de miei Eredi infrascritti solo raccordo loro che sia moderato di maniera, che si conosca, essere essequie di un povero Sacerdote.
Item lascio che siano fatte celebrare per suffragio dell’anima mia, presente corpore, messe n° cinquanta, nella Chiesa stessa dove avrò da essere sepolto colla elemosina di soldi n° 30 per cadauna.
Item lascio che per sette giorni continui principiando il giorno della mia morte, o della mia Depposizione, mi si facciano celebrare altre messe n° 100 per ogni giorno, colla elemosina consueta di 25 soldi l’una; con questa distribuzione cioè: 20 ai PP della Pace; 20 ai PP Capuccini; 20 ai PP Teatini; 20 ai PP di Sta Teresa; 20 ai PP Riformati; cos’ resterà compito il numero di 100 sacrifizj per l’anima mia.
Item lascio che i miei Eredi per sette anni continui doppo la mia Deposizione mi facciano celebrare per Anniversario nella Chiesa dove sarò sepolto; ed in quel giorno diano mezzo scudo, cioè £ piccole n° 3:10 a ciascun Padre dell’Oratorio in Elemosina di sua Messa, che afferiranno per l’anima mia: ed agli altri buoni Sacerdoti al nà di 25 che per me in quello stesso giorno di mio Anniversario celebraranno, siano in Elemosina so0ldi n° 30 per cadauno.
Item lascio che per sette anni continui doppo la mia morte sia posta da miei Eredi sull’Altare di S. Filippo Neri mio S.to Protettore, cera libre n° dodici, in candele n° 6; nel giorno solenne della sua festa alli 26 di Maggio ed in quel giorno pure mi si faccia celebrare una Messa per per i suddetti sette anni da uno di que’ PP ad elezione del suo P. Superiore, o all’Altar maggiore, o aall’Altare di S. Filippo colla Elemosina di un Ducato cioè piccole £ n° 6:4.
Oltre poi alle suddette Messe saranno solleciti i miei Eredi subito doppo la mia morte, recarne l’avviso alla Chiesa della Madonna dei Miracoli in Brescia, acciò mi siano celebrate da quel suffragio (ove Io sono da molti anni Confratello) i consueti suffragi ed i dovuti sacrifizj.
Item lascio che sia dato un Peso di cera in tante candele di mezza libra l’una all’Altare della Disciplina di S.to Rocco nella terra di Cignano, ove Io da Giovinetto ero notato Confratello; e mi reciteranno que’ Confratelli un’offizio da morto.
Item lascio un Peso di cera in tante candele di una libra l’una all’Altare della Scola del Santissimo Sagramento nella Parrocchiale pur di Cignano, acciò serva per accompagnare nelle più grandi fonzioni il Signore nel Sagramento.
Item lascio che sia mandato Pane Pesi n° tre alle MM Cappuccine di Brescia per cinque mesi continui, che faranno in tutto Pesi n° 15. Il simile si faccia colle povere Convertite della Carità; e le une e le altre pregheranno per l’anima mia, dovendo le Superiore farne avvisarle/annisarole sue religiose in Coro.
Item lascio che nel settimo giorno del mio trapasso mi sia cantata una Messa da morto in canto fermo, coll’uffizio pure de’ morti in S.ta Agata e là pure in quello stesso giorno mi siano celebrate Messe n° 50 con soldi 30 per cadauna.
Item lascio al mio P. Spirituale un quadro di Pittura Divota, che si troverà in mio studio a sua elezzione.
Item lascio a Cattarina mia sorella (se però sarà viva) scudi n° cinque all’anno di £ n° 7 l’uno piccole, durante sua vita: e se premorisse a me lascio pro una vice tantum a suoi Figliuoli uno scudo come sopra di 7 piccole l’uno per ciascuno tanto maschi quanto femmine.
Item lascio a Paolo mio Fratello scudi n° cento di piccole £ 7 l’uno da essergli sborsati in tanti dinari effettivi dentro lo spazio di 6 mesi. Al quale pure siano pagati da miei eredi li scudi n° seicento, che gli devo; ma senza il frutto del 2 per cento dentro il termine di un anno (quando però io non li abbia pagati avanti la mia morte; ma se pretendesse alcuni mobili in mia casa, cessi/cassi il suddetto Legato; e gli siano dati solo scudi n° 10.-
Item lascio alle mie nipoti, Figliuole di Paolo Fratello, lire n° quattrocento planet per cadauna: ma però in caso solo di loro matrimonio tanto temporale quanto spirituale e non altrimenti.
In tutto al resto poi de’ miei Beni, stabili, Mobili, Censi, Crediti, Debiti, Azzioni ecc instituisco e nomino per miei Eredi e Legittimi e questi intendo che siano e non altri, cioè don Orazio mio Fratello e Giulia mia sorella; e che succedano l’uno all’altro; pregandoli conservare tra loro quella Carità fraterna, che sempre inviolata hanno osservato fin’ora; affidandomi del buon uso delle sustanze in profitto dell’anima loro e mia.
Et in caso che i suddetti miei Eredi o premorissero ambidue a me o mancassero ambidue senza testamento ovvero che Giulia si maritasse, in tal caso sostituisco Paolo altro mio Fratello per mio universale Erede in tutto e per tutto: volendo però che doppo la sua morte resti tutta la mia Eredità soggetta a perpetua Fidei Comisso ne’ suoi Figliuoli maschi, cioè Carlo e GioBatta e nei Figliuoli Discendenti de’ suoi Figliuoli in perpetuo per la linea masculina e nati e creati di Legittimo Matrimonio, proibendo loro sempre qualunque alienazione de’ Beni e case sì in Brescia come all’Ospitaletto, Cignano e Pavone di mia ragione. Volendo pure che i Capitali de’ Censi e Livelli che si affrancassero siano rinvestiti in Fondi fruttiferi e questi pure soggetti al suddetto Fidei Comisso in perpetuo; e che ne sia fatto diligente Inventario doppo la mia morte.
Voglio di più che la mia Libreria s’intenda obbligata come un Bene stabile alla suddetta mia intenzione, acciò resti sempre in Casa questo commodo di studiare ai Successori e non possa essere alienata e diminuita ma anzi accresciuta e confermata. Al quale effetto debba essere inventariata come sopra quale inventario sia fatto dal suddetto don Orazio, benché né Egli né Giulia non siano col presente aggravati d’alcun Fidei Comisso, ma la sostituzione da me sopra disposta sia di ciò solamente; che sopravanzerà doppo sua morte.
E nel caso che venisse a finire la Linea masculina nei Figliuoli e Discendenti di Paolo; sostituisco la Congregazione dell’Oratorio de’ PP. Di S. Filippo Neri in Brescia, con obbligo però che per il corso continuo di anni trenta faccia celebrare da uno o più de suoi PP Messe n° sei alla Settimana in suffragio dell’anima mia e de miei prossimi congiunti. Di più sia obbligata rilasciare tutti i Mobili della Casa di Brescia alle Femmine che a quel tempo si ritrovassero o Madri o Sorelle o Nipoti dell’ultimo Decendente (Discendente) nella suddetta Linea.
E nel caso che i suddetti PP dell’Oratorio ricusassero tale mia Eredità o non volessero sottostare alle prescritte obbligazioni, in questo caso sostituisco la Fabbrica del Duomo Nuovo in Brescia con espressa obbligazione di mettere tutto all’incanto e Stabili e Mobili dentro di un anno; e fatte due Parti di tutto il Dinaro ricavato, la prima metà sia impiegata in far celebrare tante Messe colla consueta Elemosina in suffragio mio e de’ miei vicini Parenti nel termine di due anni continui in Duomo, in S.ta Agata, Capuccini, PP della Pace, Teresini, Riformati, e Teatini. L’altra metà poi sia impiegata ad onor di Dio nella suddetta Fabbrica col solo aggravio di dispensare pro una vice tantum Scxudi n° treicento di £ piccole 7 l’uno; cioè 100 per mano del sig. Arciprete del Duomo ai poveri della sua Cura: altri 100 per mano dell’Arciprete dell’Ospitaletto di Coccaglio a suoi Poveri di quella terra; altri 100 per mano del rettore di Cignano ai Poveri di quella Villa. Volendo però che i Mobili soli della casa di Brescia restino alle Femine nel primo e secondo grado dell’ultima Decedenza (discendenza), come di sopra ho disposto nel caso de’ PP dell’Oratorio.
E perché questa mia Disposizione ed ultima mia Volontà abbia la pontuale esecuzione in tutto ben confidato nell’amore de’ miei Fratelli, nel caso però vendessero i suddetti miei Eredi primo nomino e prego Esecutori Testamentari li sigg. l’ill.mo sig. Annibale Serina e sig. Carlo Campana acciò vogliano a quel tempo usare tali Carità di loro valida e savia assistenza come mi hanno sempre rimostrato il loro amore sincero in tempo di mia vita.
Il tutto sia a lode di Dio di cui non altro intendo, né voglio (vaglio) e di propria mano mi socrivo.
Io GiamBatta Moretti Prete in Brescia ho scritto il suddetto mio Testamento, il quale voglio sia l’ultima mia volontà e Disposizione. Amen
Pagina dei sette sigilli:
Io Giovanni Batta Beraglio prete fui presente per testimonio a quanto di sopra et ho sigillato con alieno sigillo in mancanza del proprio in primo loco
Io Giovanni Zanola prete fui presente per testimonio ut supra et ho sugellato con sigillo alieno in mancanza del proprio in secondo luogo
Io Giovanni Pietro Plona fui presente per testimonio per quanto di sopra et ho sugellato con alieno sigillo in 3° loco
Io Pellegrino Scalvino prete fui presente per testimonio ut supra et ho sugellato con alieno sigillo in mancanza del proprio in quarto loco
Io Giovanni Moelli fui presente per testimonio come sopra et ho sigillato con alieno sigillo in mancanza del mio in 5° loco
Io Aloisio Mondella fui presente per testimonio come sopra et ho sigillato con alieno sigillo in mancanza del proprio in 6° loco
Io Giovanni Agliardi fui presente per testimonio come sopra et ho sugelatto con alieno sigillo in mancanza del mio in 7° loco
ASB – Busta 10121 del Nod.o Giuseppe Angelo Molinari (notaio in BS dal 1735-1754): terzo testamento di GB Moretti
Testamento di GioBatta Moretti qm Giuseppe
In Nomine Domini, l’anno 1745 li 31 maggio in Brescia.
Sulla certezza della morte e per l’incertezza di quel punto, rissolvo Io GioBatta Moretti prete qm Giuseppe di disponere e fissare in iscritto nel mio presente testamento la mia ultima volontà circa i miei beni ottenuti dal Signore Iddio, doppo la mia morte. Perciò invocando ora per quell’ultimo passo il Sant.mo Nome di Giesù e di Maria et umilmente pregando i miei Avvocato (Invocati) di loro valida protezione e il Santo Angelo mio custode, e tutta la Corte Celeste, acciò con un vero dolore delle mie colpe ed un atto d’amor d’Iddio supra omnia possa comparire al tribunale del divino Giudicio et ottenere dalla suprema Misericordia col perdono alle mie ingratitudini la eterna salute (salvezza) dell’anima mia : determino lascio e voglio come siegue, cioè:
che il mio cadavere sia sepolto nella Chiesa di S.ta Agata in Brescia havendo goduto otto anni il beneficio semplice di Cappellania: e quanto alla qualità del funerale mi rimetto in tutto all’amore e prudenza del mio erede o eredi; piacendomi piuttosto una humile moderazione che pomposo accompagnamento.
Item che mi siano la mattina di mia deposizione, celebrate nella stessa Chiesa presente corpore, messe numero cinquanta con messa cantata ed officio da morti in canto fermo però.
Item che mi sieno celebrate altre messe numero cento entro lo spazio di otto giorni susseguenti alla mia morte; et cento altre nell’anno stesso doppo la mia deposizione. E quanto allo stipendio e al luogo e Sacerdoti già in arbitrio del mio o miei eredi, sendo sicuro della diligenza ed attenzion dell’amor suo.
Item di più voglio mi siano celebrate le 30 Messe Gregoriane, principiandole solo doppo il primo mese della mia deposizione; e questi voglio che per sette anni doppo la mia morte si continui una volta all’anno ad essere celebrate. Che sono in tutto 240 oltre le suddette.
Item lascio alle mie 4 nipoti, cioè Teresa, Cecilia, Giacinta e Maria che possano stando in casa e goder in compagnia de loro fratelli uguali alimenti della mia eredità; e volendosi maritare con partito di loro condizione e consenso de miei eredi, sia da loro contribuita in dote la somma quale venita (unita) a quella de beni paterni e materni compisca la quantità di mille scudi di piccole sette l’uno per ciascheduna. E questo s’intenda al tempo di loro matrimonio
In questo modo però che dell’aumento che io le faccio, resti sempre il capitale alli miei erede o eredi e questi paghino alla sorella o sorelle maritate il quattro per cento all’anno; quando però il capitale di tale aumento giungesse a scudi n° cinquecento; e se fusse meno considerevolmente di tale somma voglio sia loro pagato il cinque per cento solo però […buco…] loro durante, non volendo che sia sminuito o scorporato l’asse dell’eredità, ma che resti insieme a miei nepoti.
Item che volendosi fare alcune delle nipoti religiose, intendo e voglio che venendo a quella o quelle costituito dagli eredi miei nei beni paterni e materni sufficiente dote per la professione; sia da essi eredi pagato un livello a quella o quelle che eleggessero un tale stato, ogni anno scudi n° venti di piccole sette l’uno.
Item che non potendo o ragionevolmente non volendo vivere insieme coll’erede o eredi miei, sieno quelli tenuti a soministrare a ciascuna ogni anno gli alimenti convenevoli al loro stato.
Item lascio ai più poveri del tener dell’Ospitaletto some n° dieci di Formentone da dividersi e dispensarsi tempo un anno ad arbitrio del mio o miei eredi acciò preghino a suffragio dell’anima mia, e questo per una sol volta.
Eredi poi di tutto il mio stabili, mobili, dinari, crediti, azioni e ragioni che si troveranno al tempo della mia morte, nomino e instituisco il sig. Orazio mio fratello e doppo la sua morte (morendo senza testamento) io sostituisco in tutto e per tutto come sopra li tre miei nipoti ugualmente: cioè don Giuseppe prete, Carlo dr medico i Giambatta dr legale, ambitre figliuoli del sig. Paolo mio fratello: volendo però che sia computato il patrimonio da me fatto a Giuseppe nel corso/corpo della mia erditàe gli restino in tutto uguali. Pregandoli a fare buon’uso da veri cristiani delle mie sostanze e sopra tutto conservar tra di loro la buona armonia che sempre è stata tra noi fratelli ed unicamente a ricordarsi di suffragare per quanto potranno l’anima d’un zio che tanto gli ha amati.
E questa intendo e voglio che sia la mia ultima volontà e che vaglia per mio ultimo testamento e se non valesse per testamento vaglia per codicillo e per donazione causa mortis.
Annullando, abrogando, cassando rivocando tutti e qualunque altro testamento da me fatto in tutto ed in ogni parte come se da me non fusse stato fatto, tanto per la istituzione degli eredi, quanto per riguardo ai legati di qualunque sorte specialmente rivocando et annullando quello che feci in occasion di mio viaggio circa l’anno passato 1702 in mano del sig Torcello nodaro in Brescia; e quello ancora dell’anno 1730 consignato in mano al sig. Carlo Campana Procuratore, non arricordandomi di averne fatti altri.
E acciò sia firmata e valida in tutto ed in ogni parte questa mia testamentaria volontà ultima, di proprio pugno mi sottoscrivo:
Io Giambatta Moretti sacerdote in Brescia sano per grazia di Dio e di mente e di corpo, nell’anno settantesimo nono ed otto mesi di mia età, Dio sia lodato e ringraziato. Amen
