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Carteggi 1918-19

1918 – 1919

1918
a C 1015042-G-IV: pianta del reparto italiani nel cimitero dei prigionieri di Aschach am Donau (Austria) … firmato il ten Cappellano Sac. Bonini cav. Cesare – segue elenco con corrispondenza delle file con nominativi dei prigionieri defunti: I fila, II fila super., III sup., IV fila super., V fila super., VI fila super., VII fila super., VIII fila, IX fila, X fila, XI fila, XII fila, XIII fila, XIV fila, XV fila, XVI fila, XVII fila, XVIII fila, XIX fila, XX fila, XXI fila, XXII fila (=421), – Ufficiali: n° 3 = tot= 424 – firmato cap militare don Cesare Bonini

a C 1015061-G-IV: cartellino di accompagnamento di spedizione da parte della mamma a EG prigioniero di 1/2 kg di farina di granoturco. s.d.

a C 1015084-G-IV: ritagli di giornali su disposizioni per la corrispondenza e per i pacchi per i prigionieri di guerra

s.d.: a C 1015123-G-IV: elenco militari deceduti: inizia con Alessandri Francesco e prosegue … Ma non so da chi è stata fatta – OK fatto : a C 1015123-G-IV: elenco militari deceduti: inizia con Alessandri Francesco e prosegue … Ma non so da chi è stata fatta:
Alessandri Francesco; Berardelli Luigi; Buglioni Giovanni; Botti Pasquino; Cattallini Emilio; Franchi Luigi 1897; Garosio Stefano 1897; Gilberti Giovanni; Guarneri Enea; Maggioni Carlo; Moretti Abramo; Musatti Stefano; Polonini Luigi 1892; Tonelli Giuseppe; Zaniboni Angelo; Barucco Luigi; Del Bono Angelo; Faustini Giosuè; Orizio Domenico; Feroldi Giulio – morti per malattia

 

Gennaio
a C 1015160-G-IV: lettera da casa ad Enea prigioniero in Austria: brutta copia di una lettera inviata dalla madre … (a C … 63-G-IV alcuni indirizzi utili per ricerche)
4 gennaio 1918: Mio carissimo Enea,
le buone notizie del nostro Cinì ricevute ieri sera dalla cara Camilla hanno confortato gli animi nostri, sempre trepidanti per lei e specialmente per la sua salute. È vero che anche quelle sono ancora del 2 dicembre, ma sono almeno scritte da lui mentre noi è dal 19 ottobre che non vediamo una parola scritta di suo pugno. Il suo ultimo telegramma, a voi giunto il 21 p. p. non sappiamo nemmeno quando Cinì l’abbia spedito, perché – come ora è prescritto – i telegrammi di prigionieri non possono più avere la data della presentazione. Il 16 p.s. noi gli inviammo un telegramma con risposta pagata, per poter precisare se arrivano a lui i nostri telegrammi e se gli arriveranno i nostri iscritti, ma fino ad ora non ci è ancora pervenuta alcuna risposta. È per noi di grande conforto il sapere che la buona e cara Camilla provveda a fare avere a Cinì quanto gli abbisogna: mi rincresce di recare a lei tanto disturbo, ma conoscendola tanto buona ed affettuosa, immagino che lo farà volentieri.
Ed ora parliamo di te, mia caro Enea. Noi tutti aspettiamo con ansia notizie tue dettagliate. La tua distorsione come va? Veramente noi crediamo poco a quel malanno. Crediamo invece più alle notizie che hanno potuto fornirci Tremasi, Rossi e Moretti e cioè che a te si sia ripetuto un caso simile a quello del 19 giugno p. s.. È così? Bando alle pietose menzogne, caro Enea e scrivici la verità comunque essa sia…! Abbiamo appreso con piacere che tu ti trovi con gli amici Ramondini e Migliori e oggi stesso scrivo a Tremasi (ora al … Dronero?) che mi mandi gli indirizzi delle loro famiglie, anche per comunicare a loro pure queste notizie che riusciranno anche per loro di conforto. Lonati, Ciravegna, Bottasso, di Stefano, Gatti di Nigoline, me li fanno credere con Cinì ma non sono ancora riuscita a sapere nulla di preciso. I Barboglio dopo una angosciosa trepidazione, ancora più lunga della nostra, perché era dal 5 novembre che non avevano notizie di Faglia, ricevettero un di lui telegramma spedito il giorno prima di Natale che lo dice prigioniero a … Ieri il papà ebbe una lunga visita in studio di Tremasi e di altri tre suoi compagni. Puoi immaginarti con quanto reciproco piacere si siano tutti trattenuti a parlare lungamente di Cinì… Ieri l’altro ci arrivò una lunghissima e commoventissima lettera del buon Bes, in data 28 dicembre. A quel buon uomo erano state allora riferite notizie ben più tristi di quelle che realmente sono del nostro Cinì … Fa pena leggerlo e prova una volta ancora quanto bene, vero e profondo, egli provi per il nostro caro lontano…
Se ti è possibile scrivigli: Bes ora comanda il 10º Gruppo Alpino. Se per caso la mia lettera del 1 gennaio non ti arrivasse, ti ripeto l’indirizzo della sig.na Evelina Ulivi presso l’avvocato Nighi, Villa Brunetta – Susa – La poverina si è rifugiata presso quell’amico, il giorno dopo avere salutato te ultimamente, tutto abbandonando… Dopo averti scritto due volte e naturalmente senza avere avuto risposta, si rivolse a noi, impressionata da per il tuo silenzio [….] e per quello di suo fratello, del quale non sa […] nulla dal 17 p.s. Per riconoscenza gli offrimmo di venire a passare un po’ di tempo da noi. Il 1 gennaio ebbimo una breve visita di Franco: è arrivato alle 7 per ripartire alle 15. Aveva buon aspetto sebbene fosse fortemente raffreddato, contava di ottenere per il Natale il primo brevetto, ma il brutto tempo glielo fece e glielo fa ritardare. Spero che riceverai la mia lettera che ti scrissi quel giorno, con qualche riga del papà, di Franco e di Niny. Spero pure che ti arriverà anche il pacco n. 2 contenente una camicia, le mutande, un passamontagna, 3 paia di calze pesanti, 3 paia di calze leggere, un paio di gambali, un paio di guanti, 4 colli tutti di lana e 4 colli di cotone, 10 fazzoletti, 2 salviette, 1 paio di giarrettiere, 4 pezzi di sapone che gli spedimmo il 4 come gli altri 3 pacchi numerizzati, contenenti cibarie e fino ad ora speditigli, oltre il settimanale pacco di pane: domani gli invieremo il 5° pacco numerizzato. (E qui finisce la brutta) – senza firma / indicazione dello/a scrivente
Seguono alcuni indirizzi che qui riporto: Avvocato Giuseppe Ambrosoli via Durini 5, Milano: sollecita da Brambilla notizie Enea aggravatissimo
avvocato Giuseppe Ambrosoli Induno Olona idem
capitano Franco Guarneri comandante aerodromo Corneto Tarquinia Civitavecchia: compagno in forma Enea gravissimo tentiamo rimpatrio
Camilla Bianchi Castiglioni Mandrisio svizzera: sollecita telegraficamente da Lamberti notizie Enea gravissimo
Pietro Streparava Bellinzona svizzera risultaci nostro Enea gravissimo inoltriamo pratiche rimpatrio

a C 1015535-G-V: La Stampa senza data … + Il Cittadino di BS del 13 gennaio 1918 e La Provincia del 1 maggio 1918: articolo sui prigionieri Italiani in Austria

Cartolina postale dei prigionieri di guerra- C 1015445-G-V – alla signora Guarneri Camilla spedisce prigioniero di guerra sergente Del Barba Giovanni matricola n. 97042 da Sigmundsherberg – Austria
17 gennaio 1918, Gent.ma Sig.ra Camilla,
Rispondo immediatamente alla di Lei lettera in data 5 dicembre la quale mi ha rattristato molto sentendo della grave malattia del caro zio Luigi, ma stiamo con la speranza di ricevere di nuovo notiscie e sentire che anche lui si sia rimesso in buona salute. Il di lei telegramma non lo ancora ricevuto ma ormai speriamo che abbiano ricevuto notizie di tutti perché abbiamo spedito diverse cartoline con la propria matricola di ciascuno. Ringraziandola della premura e del disturbo che si è presa per noi tutti la salutiamo Lei e famiglia, suoi dipendenti Giovanni e Luigi Delbarba

a C 1015165-G-IV: alcune note manoscritte probabilmente di E. G. e a C … 68-G-IV: 2 Reg. Alpini, nota del bagaglio di EG. In data 31 gennaio 1918 OK fatte : a C 1015165-G-IV: note varie:
14 giugno = ricordatemi a Giorgio, a Truffa, Tremari, Tinivella e tutti gli altri amici, fiero che il sacrificio mio sia stato utile alla loro salvezza!
6 novembre = per tua norma poi il sottotenente Bigotti che è pure prigioniero deve rispondere a me di lire 800 – converrà poi che ti interessi anche fino da ora di un vaglia telegrafico di lire 450 che il 25 settembre io ho spedito dall’ufficio postale di Thiene per il tenente Paolo Petriccione a San Benedetto di Caserta. Il vaglia è giunto colà il 2 ottobre quando il tenente era già partito; il vaglia fu girato al signor Alberto Serao il quale non l’ha riscosso, ma lo ha rimandato in zona di guerra al tenente interessato. Ora l’annuncio telegrafico si è perso; io ho solo la ricevuta di spedizione da Thiene in data 25 settembre al numero 50 di registro. Vedi se ti è possibile riscuoterlo essendo quelli soldi miei personali.
30 gennaio = a mezzo Rossi, informatevi dove è il sottotenente Bigotti della mia compagnia pure prigioniero

a C 1015168-G-IV: lettera da Cuneo, 31 gennaio 1918 su carta intestata 2° Reggimento Alpini Ufficio Informazioni; oggetto: bagaglio del signor capitano Guarneri Enea –
al Sig. Guarneri di Passirano: in riscontro a pregiatissima sua questo ufficio si pregia comunicarle:
1. Che presso questo deposito non giunse finora alcun bagaglio di spettanza del capitano Guarneri. È quindi da ritenersi che detto bagaglio sia caduto in mano nemica e comunque sia andato disperso.
2. Circa le indicazioni che ella ci comunica sui fondi di compagnia dati in carico a suo figlio, la passo agli altri dell’Ufficio Amministrazione che ne trarrà quell’utile che potrà,
3. Della famiglia del maggiore Ramondini posso dirle che abita in Finale Emilia. Di quella del capitano Migliori non potrà avere alcuna ragguaglio.
4. Dei soldati Bottasso, Gatti e Belleri chiederò notizie al battaglione e se questo risponderà le comunicherò alla S. V.. Distinti ossequi. Sottotenente Piotti Adolfo

 

Febbraio
a C 1015183-G-IV: lettera con data 4 febbraio 1918 su carta intestata Scuola di Agricoltura di Milano:
Chiarissimo Signor Avv. Ambrosoli,
prima di tutto mi scusi del lungo ritardo dovuto in primo luogo ad assenza da Milano ed in secondo luogo al bisogno di domandare ad alcuni colleghi le indicazioni che lei richiede con la sua lettera. Ora eccomi in grado di fornirle qualche indicazione. Per la zootecnica che si insegna in terzo corso buona parte delle materie che si insegna dal professor Pirocchi si può trovare sul trattato di Dechambre: Zootecnique.
Per la Botanologia agraria nel trattatello del Kayser: Microbiologie agricole. Per la geometria pratica: Pasini: Trattato di Topografia per gli agrimensori; per le costruzioni rurali: Levi, vol. I trattato di costruzioni. Per l’Economia politica applicata all’agricoltura: Turilio Costa, Manuale Hoepli.
Occorre che aggiunga che in questi testi l’allievo Guarneri può trovare buona parte delle suindicate materie di insegnamento; ma nella nostra scuola come nelle scuole superiori in genere ben di rado il professore segue un dato testo. Gli allievi si servono maggiormente di appunti e di dispense che preparano essi stessi e che si scambiano tra loro. Comunque auguro all’allievo Guarneri di trovare nei testi indicati il mezzo di studiare e anche quello di passare meno peggio questo doloroso periodo; così come auguro che la vittoria prima, poi la pace giusta quale noi vogliamo e non la trappola dei nemici, gli consenta di ritornare presto in patria e presso i suoi cari. Di nuovo scusi e mi creda obbligatissimo (firma illeggibile)

a C 1015182-G-IV: lettera del cugino Peppino in data 5 febbraio 1918 e ne segue un’altra della scuola superiore di agricoltura di Milano in data 4 febbraio 1918 : a C 1015182-G-IV: lettera con busta alla signora Camilla Guarneri Ferrari spedita in data 5 febbraio 1918, Carissima,
ricevo oggi la risposta del professor Menonj direttore della scuola di agricoltura alla mia lettera di oltre un mese fa (!). Come leggerai egli si giustifica per il lungo ritardo cosicché vi sono esente di colpe?. Se vorrai che io mi occupi per l’acquisto dei libri da mandare al nostro buon Enea disponi pure di me e vedi di darmi notizie sue. Carlotta saluta affettuosamente te, la Niny e Battistino ed io mi unisco a lui. Credimi tuo affezionato cugino Peppino

Cartolina postale italiana alla signora Camilla Guarneri – TP: 9 febbraio 1918 – C 1015466-G-V
Milano, 8 febbraio 1918, Carissima,
ieri ebbi il tuo scritto per mezzo del signor Giovanni Menossi e te ne sono gratissima. Sono spiacente però che il suo raccomandato non s’è lasciato vedere né ieri né oggi che io l’avevo invitato a mangiare la minestra e ciò mi spiace assai. Se sapessi a che ospedale si trovasse ne farei ricerche ma proprio mi scordai domandarglielo. Pazienza! Mille e mille grazie sempre a te e Battistino per tutto quello che fate per Angelo vi serberò grata riconoscenza. Saluti e baci a te e Niny dalle bimbe. Saluti a Battistino tua affezionata Lelia

a C 1015040-41-G-IV: corrispondenza dei prigionieri – Comitato di assistenza i prigionieri di guerra italiani, via Palermo 10 – Milano Italia – Mittente EG: Aschach am Donau, Baracca: 8° Gruppo
18 febbraio 1918 – 8 aprile 1918: in buone condizioni di salute firmato Cap. Enea Guarneri

Probabilmente in data fine febbraio …
a C 1015073-74-G-IV: corrispondenza dei prigionieri di guerra: lettera dei familiari a Enea Guarneri, data incerta e scritto molto sfuocato da rifare – a C 1015073-74-G-IV: corrispondenza dei prigionieri di guerra: Lettera dei familiari a Enea Guarneri, data incerta e scritto molto sfuocato da rifare
Enea carissimo,
ancor oggi l’ultimo tuo scritto per noi è la tua cartolina del 15 febbraio. Speriamo sempre di ricevere ma le delusioni si susseguono alle delusioni! Così dei telegrammi / l’ultimo dei quali è sempre quello del 12 marzo, come per il tuo ritratto che tanto aneliamo…! Fortunatamente però questa settimana ricevemmo tue notizie del marzo a mezzo Galimberti, Castiglioni, Streparava, ma vorremmo sentire anche che tu ricevi pacchi che ti spedisce Streparava e che ti fa spedire con l’abbonamento mensile al pane la Camilla. Noi continuiamo a fare tutto quanto ci è consentito, dolenti di non potere fare di più. Spero che Galimberti ti avrà mandato la nota delle particolareggiate nostre spedizioni. Noi bene: di Franco manchiamo di notizie da alcuni giorni; di Bepi buone; di Cinì

 

Marzo
s.d.: Biglietto con lista degli Ufficiali prigionieri in Austria, campo di Aschach … C 1015455-G-V da fare …

a C 1015551-G-V e seg: Comitato di Assistenza ai Prigionieri di Guerra Italiani – Croce Rossa Italiana – via Palermo, 10 Milano — Circolare n. 3bis — 18 marzo 1918
Servizio dei pacchi alimentari … Servizio dei pacchi indumenti… Foglio di carta scritto a mano con note su gestione pacchi per prigionieri … Certificato di povertà assoluta per Gilberto di Angela … Moglie di Maggioni Andrea di Giacomo prigioniero di guerra …
Circolare n. 8 — 15 marzo 1918:
Norme per l’uso della tessera per i prigionieri di guerra … + altre Circolari stesso tema …

a C 1015559-G-V: note manoscritte sulle norme per scrivere ai prigionieri di guerra: interessante … segue poi uno stampato: Norme per i rapporti tra prigionieri e famiglie

a C 1015679-G-V: lettera telegramma a Camilla Guarneri da parte della Croce Rossa in data 28 marzo 1918 in risposta alla richiesta di informazioni sul soldato Gatti Stefano, che non risulta prigioniero di guerra…

Pasqua: 31 marzo 1918

 

Aprile
a C 1015194-G-IV: cartellino-ricevuta di un pacco per prigionieri da parte di EG: ricevuto il 2 aprile 1918- in buone condizioni- e da lui firmato.

a C 10151762-G-IV: comunicazione del cardinale segretario di Stato di Sua Santità al vescovado di Brescia riguardante il capitano Guarneri Enea che si trova d’ascia che gode buona salute . Dal Vaticano 19 aprile 1918 – a sua Ecc.za Monsignor Giacinto Gaggia vescovo di Brescia.

Maggio
a C 1015650-G-V: su carta intestata Municipio di Passirano: il Sindaco Feroldi in data 1 maggio 1918 trasmette alla famiglia Guarneri il brevetto di encomio solenne di Enea

a C 1015181-G-IV: lettera con busta, su carta intestata Ufficio per Notizia alle famiglie dei militari di terra e di mare – Sotto Sezione del Ticino, Lugano via Canova 11 – alla signora Camilla Guarneri Ferrari;
Lugano, 5 maggio 1918, Gentilissima,
con molto ritardo a causa della chiusura di frontiere mi pervenne di lei cortese lettera del 3 aprile. Purtroppo non posso renderle il favore che desidera per la ragione che ella non può mandare a me le scarpe per suo figlio vietandone l’Italia l’esportazione. Da un Comitato di Losanna si possono spedire scarpe nuove dal prezzo di franchi 46 a franchi 55 – valuta svizzera – anche la crinolina da qui non si può esportare.
Se crede potrei incaricarmi per far spedire le scarpe nuove appena può scrivere ella direttamente al Comitato di Soccorso ai prigionieri italiani, rue Rond Point 2, Losanna. La nota dei pacchi l’ho mandata ben volentieri al suo caro lontano e certo gli giungerà fra non molto. Mi è grata l’occasione per inviarle, Signora, i miei saluti augurali. Maria Galimberti

a C 1015180-G-IV c’è un telegramma firmato Ambrosoli Giuseppe e subito dopo una lettera firmata da Maria Galimberti dell’ufficio notizie 5/5/18 OK fatta : a C 1015180-G-IV: telegramma di Ambrosoli Giuseppe arrivato Passirano il 22 novembre 1917, a Camilla Guarneri:
comunicare il tuo telegramma ricevuto stamane Farnesi signora Carlotta condividiamo vostro conforto formulando auguri. Ambrosoli Giuseppe

s.d.
a C 1015571 e 72-G-V: due indirizzi di prigionieri di guerra …
a C 1015573-G-V: lettera sfuocatissima e poco leggibile: di Camilla Guarneri Ferrari a …???
Forse 8-maggio 19…
la Ia pag è illeggibile , ecco la seconda: …
Sempre a Sighmundsherberg e sperandoli in buona salute, pensai di rivolgermi a Lei, Rev. Signore, per pregarla di un’opera di carità in favore di una sventurata famiglia che abita qui vicino a noi e che ha pure un figlio prigioniero costì. Il soldato Belleri Baldassarre fu Battista del 227º Regg. Fanteria 12ª compagnia matricola n. 3680 – che da un anno prigioniero di guerra scrisse ancora recentemente da Sigmundsherberg alla famiglia sua ch’egli, dacchè fu fatto prigioniero, non ricevette né uno scritto né un pacco dalla sua famiglia. Questa, naturalmente ne è desolata ed io che penso testimoniare come regolarmente essa sempre scriva e mandi pacchi al suo prigioniero, mi permetto di pregare Lei Rev. Signore, di fare ricerca di quel prigioniero – se ciò le sarà possibile. Nel caso che Lei potesse soddisfare questo desiderio mio, La pregherei di assicurare il Belleri che la famiglia sua sta tutta bene, che nulla è accaduto di nuovo dopo la sua partenza -che regolarmente sempre scrisse a lui almeno una volta ogni settimana – che già gli spedì o direttamente o per mezzo del Comitato di Brescia, o della Sezione pane della Croce Rossa di Bologna, n. 21 pacchi contenenti indumenti, pane e altre cibarie e che ancora spera che finalmente possa essere a lui capitato qualche cosa.
Sperando che questa mia lettera Le possa arrivare, Le chiedo venia per la libertà che mi prendo con Lei pregandola di volere ricordare me e la mia famiglia al Tenente signor Gastaldi con un cordiale saluto. Auguri a Loro! Lei Rev. Signore, voglia accogliere i deferenti ossequi che io mi permetto inviarle a nome anche di mio marito e di mia figlia. Dev.ma Camilla Guarneri Ferrari

a C 1015174-G-IV: lettera da casa in data, 22 maggio 1918,
Mio carissimo, dopo tanto tempo che non ti invio che brevi cartoline, oggi spero finalmente di poter scriverti un po’ più a lungo, mandandoti notizie di tutti noi dettagliate come tu le desideri. Spero però anche che tu vorrai rispondermi poi con una di quelle belle tue letterone che a noi fanno tanto piacere e che ormai si fanno tanto desiderare…! Sai che dopo la tua partenza noi non ebbimo che quattro lettere tue? Scrivici, o caro, a lungo. Scrivici della tua salute, innanzitutto, ma anche di tutto quanto ti riguarda: dicci come stai fisicamente, moralmente, degli attuali tuoi studi, dei tuoi compagni, delle tue finanze! Scrivi di frequente e dettagliatamente ad Angelina o a suo marito che farai piacere a loro ed a noi tutti! Speriamo che almeno tu goda buona salute come ci fai credere con le ultime tue notizie del 29 aprile, per le quali tutti ti ringraziamo! Noi qui tutti bene in salute e dei nostri cari lontani buone notizie; ma ti sarà facile immaginare in quali tristi condizioni d’animo noi viviamo, pensando a loro… Franco sempre in pericolo per i suoi voli. Bepi esposto sempre ai soliti pericoli – ma quello che più ci tiene in continua terribile apprensione è il nostro povero Cinì! A lui noi pensiamo di giorno e di notte, sognandolo: di lui noi continuamente parliamo. Come starà, veramente, fisicamente e moralmente. Reggerà la sua fibra robusta ed energica questa nuova terribile prova? Come sarà trattato? Che farà? Con chi vivrà? Sono domande che incessantemente andiamo ripetendoci. Grande martirio è poi per noi il non poter avere notizie sue precise, sicure, dettagliate ed il sapere che ben pochi dei nostri iscritti e di quanto gli mandiamo, arriva a lui… Il giorno 3 p. s. ricevemmo una lettera di Cinì del 2 aprile: nel vederla si aprì a noi tutti il cuore, sperando di rilevarvi di lui particolareggiate notizie, da noi tanto desiderate, ma invece giunti alla fine di quello scritto ne rimanemmo delusi: esso nulla conteneva di confidenziale, di intimo, come noi avevamo sperato e come era stato invece la sua penultima del 6 febbraio. Egli ci scrisse una lunga lettera anche alla fine di gennaio, ma disgraziatamente per un incidente inutile a narrarti, quella venne fortemente macchiata prima che nulla leggerissimo fino alla fine e così l’ultima parte non ci fu possibile interpretarla con nostro grande rincrescimento. Confidiamo nella clemenza del Signore e nella fortuna che il nostro Cinì ebbe da madre natura e cioè che il più sia ormai passato e che non abbiamo a stare molto ancora separati e che il suo fisico robustissimo ed il suo morale virile e saggio, lo aiutino a sopportare con rassegnazione e forza questa terribile ultima prova! L’amico Italo ci fa sperare che la nostra causa, che tu sai, abbia a riuscire a noi favorevole, speriamo dunque! Avevo sperato di poter ritrovarmi in questo di giorni con D. Osella a casa sua per intenderci meglio riguardo i nostri comuni interessi, ma con una sua lunga lettera avuta ieri l’altro, egli mi prega di pazientare ad andare da lui fino a che la sua salute sia un po’ migliorata, sofferente come è di gastrica: mi scrisse però a lungo appagando alcuni nostri desideri, ma io impaziento di parlargli: egli mi prega di mandarti i suoi saluti. Franco è sempre a Foiano: in questi giorni deve avere il secondo brevetto. Egli è dolente che gli sia stata rimandata tutta la sua corrispondenza diretta a Cinì, ma mi sembra che non vi sia da meravigliarsi: ti manda saluti, baci, auguri. Di Pedrinelli non si hanno più notizie dal 22 febbraio, vigilia della sua partenza: sua madre ne è desolata, temendo che egli sia rimasto vittima di quel disgraziato accidente avvenuto là in quei giorni… Quella povera signora spera di poter saperne qualche cosa a mezzo di Raimondi, aspettato di giorno in giorno: speriamo che anche Veronesi non abbia a tardare ancora molto. I poveri Papaleani sono stati colpiti da una grande disgrazia: da un giornale presero la morte di un fratello della Signorina, avvenuta in uno di quelli ospedali: egli ha lasciato la moglie e tre figlioletti a Firenze. Osio abita sempre in casa della signora Tullia: Lidia poco lontana da lui; si vedono di frequente e ti ricordano sempre caramente. Noi speriamo di essere più fortunati della Sig. Mini sempre a Susa e che sempre si interessa di te come la Sig. Sala, e di non dovere cambiare casa come lei, però non ci teniamo ancora totalmente sicuri. Bes scrisse da Vicenza pregandoci di trasmetterti saluti ed auguri. Giorgetto ha pagato il suo desiderio di recarsi in Libia, non ha più mandato sue notizie. Faglia è sempre in un ospedale di Praga ove fu operato. Giuseppino ancora a casa per un mese. Costanzo ancora a Milano. di G. Streparava sempre in Macedonia e di Egidio sempre al suo posto di osservatore, come dei Cuzzetti, Bendiscioli, Gussali e di tutti gli altri amici di casa. Degli altri tuoi ho interessato Truffa, Pazzi e Duccoli di informarsi e poi di riferirmene. Truffa, finita la sua scuola a Boario, lo scorso mese, rimase degente in un ospedale vicino a Francesco Martinelli e stamane ebbi una sua lettera che me lo fa sapere passato ad un altro ospedale vicino alla nostra città; mi promette però presto una sua visita, indizio quindi che la sua salute è in condizioni discrete se non buone. Ieri l’altro ebbimo qui a pranzo Pazzi: chiacchierammo come puoi pensare intimamente e caramente, rievocando amici e tempi passati e migliori; da qui egli ti scrisse una cartolina, la risposta della tua del 8 marzo per me e diretta a Lamberti e ci promise di ritornare presto con Lupard, col quale Pazzi passa sempre la sera da Cervi dove andavate tu Franco e i Rocca, dei quali pure abbiamo buone notizie: Piero e Paolo sempre nella stesse condizioni, Mario bell’ufficialetto ed Angelo a passare i calori estivi a Clusane.
Sai che il 24 marzo è morta la povera signora Aurelia, madre di Arturo? E che in gennaio è pure morta la Mar. Crivelli madre della Mar. Jula? anche Fassati sempre bene. Una sera è pure venuto a trovarci Duccoli, mentre si trovava in famiglia a Sulzano e ci ha narrato i particolari delle ultime ore passate con Cinì e che tu già conosci – immagina con quanto interesse nostro! Sperando che i provvedimenti promessi presto abbiano ad entrare in vigore, noi speriamo di potere allora spedire i libri di studio richiestici da Cinì. Non so spiegarmi perché non siano più arrivati suoi scritti diretti al papà, dopo quello del 16 gennaio. Non dubito che a quest’ora avrai ricevuto l’annuncio della morte di Eula avvenuta ancora allora: ci ha meravigliato ed ha addolorato sentirci spiegare dagli amici perché sia stato meglio per lui che sia morto… Gli stessi sentimenti ho provato nel sentire a parlare nel medesimo senso di Cornelio … Il quale però invece è prigioniero… Fortunatamente egli non si è più fatto vivo con me. Scusa la mia eccessiva prolissità ed abbiti mille baci da tutti noi con un abbraccio dalla tua mamma Camilla.

a C 1015677-G-V e precedenti: in data 30 maggio 1918: le vetemente du prisonnier de guerre in francese

 

Giugno

a C 1014636-G-III – Al Comitato pro prigionieri –
Alla memoria del compianto Capitano degli Alpini Guarneri sig. Enea, già appartenente a questo reparto e morto a Aschach nella esplicazione di sue belle energie fattive volte allo scopo di raggiungere quell’ideale “la Patria” a cui costantemente era rivolto lo spirito sua insofferente alla morale coercizione della prigionia; alla memoria del povero Ufficiale che in sé riuniva in una concorde bella armonia, spiccate qualità militari e di intelligenza non comune, a sentimenti di alta generosità e di fine concetto, che già sui campi redenti di Italia nostra, riportò tre ferite e conseguenti due proposte di ricompensa al valore per l’ardimento e la fierezza dell’animo suo integro e coscienzioso. Gli ufficiali alpini del 2° Reparto rimettono a codesto Comitato di beneficienza la unita somma, la quale giusta e sincera espressione di vero cordoglio, possa contribuire ad alleviare qualche militare più bisognoso con lo scopo precipuo di rievocare nell’elargizione l’anima eletta del Capitano Guarneri, che per la Patria visse, combattè, e nella dolorante angosciosa prigionia morì.
A nome di tutti gli Ufficiali Alpini del 2° Reparto, il Maggiore degli Alpini: Mario Pietro Ramondini

a C 1015177-G-IV: lettera da casa il data 19 giugno 1918 firmato dalla mamma — OK fatta
a C 1015177-G-IV: lettera da casa in data 19 giugno 1918 – Carissimo mio Enea,
in questo giorno per noi tristemente memorabile, io mando a te un bacio speciale rivivendo le ansie spasmodiche dello scorso anno…! E quest’anno…? Ma, pazienza, Enea mio! Volgiamo il nostro pensiero ai più sfortunati di noi e con coraggio e rassegnazione, sopportiamo la nostra pesantissima croce, sperando che non a lungo abbiano a durare le nostre pene: “sursum corda” sempre mio carissimo e Dio ci aiuterà!
Non ti potrai immaginare quanto sia stato per noi doloroso l’apprendere da una tua cartolina a Niny e da una lettera di Streparava che tu sei stato due mesi senza ricevere nostre notizie, ne so spiegarmi perché e dove vengano fermati i nostri scritti!?!. Noi qui in casa non abbiamo mai mancato di scriverti ogni settimana e già ti abbiamo spedito 14 telegrammi: sovente ti scrive lo zio, la Elia ogni 15 giorni, oltre gli altri parenti ed amici che ogni qual tratto ti inviano cartoline. Spero che ti sarà almeno arrivata la mia lettera dello scorso mese mandatati a mezzo di Carlo G. Ed i nostri scritti mandati ad Arnò arrivarono? Tu poveretto ti tormenti per Franco, ma Franco fino ad ora almeno fu ed è fortunato. Certo che il pericolo per lui è continuo e ciò è causa di continua preoccupazione anche per noi. Ora Franco comanda una nuova scuola come quella dove fu lui fino allo scorso mese, in un paese in provincia di Civitavecchia e sovente egli deve recarsi a Roma ove si trova con l’amico Italo, il quale continua ad occuparsi della causa nostra: egli ci fa sperare nell’esito favorevole per noi e per Cinì, ma certamente è cosa lunga…! Lunga è pure la pratica per il trasferimento d’università: il papà aspetta di giorno in giorno dei documenti da Cuneo che abbisognano per Pisa, poi speriamo di essere a buon punto. Finalmente sembra risolta anche la questione della spedizione dei libri a Cinì, che speriamo di potere incominciare a mandargli col primo pacco che egli invieremo. Ieri l’altro mi sono trovata con D. Osella a Torino: da lui ebbi molte care notizie riguardanti Cinì, ma non tante di lui particolareggiate quanto io avevo sperato. D. Osella mi incaricò di mandarti saluti cordialissimi e più volte mi ripete: “chissà che un giorno o l’altro non arrivi anche Cinì, come ho fatto io, non è cosa poi tanto difficile”! Io non gli credo molto e non mi illudo… D. Osella sta molto meglio ma ha bisogno ancora di cura e di riposo. Quella sera partiva per Aosta ove l’aspettava la mamma di Gastaldi: a lui i nostri saluti e i nostri auguri. Sono stata pure dalle signorine Dardanelli, dalle quali ho avuto un’accoglienza cordialissima, saluti per te anche da loro come dalle signorine Tonini a Bernocco e da Pazzi ed Eynard, venuti a trovarci ieri l’altro: ritorneranno ora che hanno imparato la strada da Iseo a qui.
29/06 – come vedrai questo mio scritto l’avevo incominciato il giorno 19, ma non potei ultimarlo. In seguito per parecchi giorni feci occupatissima tanto da non potere prendere la penna in mano poi incominciando ad essere noi inquieti per la mancanza di notizie di Franco, volli attendere quelle prima di spedirti questa mia. Un suo telegramma arrivatoci ieri sera ci fa sapere che Franco è sempre a Corneto e che sta bene. Invece l’ultimo telegramma di Cinì del 7/6 e l’ultima sua cartolina del 24 cinque, arrivataci ieri nulla ci dicono della sua salute…! Speriamo bene, ma vorremmo averne la certezza. Noi qui ora ci troviamo bene, l’aria si è rinfrescata e non essendo più così opprimente non pensiamo più di andare al mare, come gli anni scorsi. Anche la signora Mini sta molto meglio e spera di potere ritornare abbastanza presto a casa sua. Bepi è ripartito ieri l’altro ed Egidio ci lascerà fra qualche giorno: essi con tutti i parenti ed amici vicini e lontani ti mandano saluti ed auguri; così anche Osio che vedemmo ieri a Brescia e che portò i saluti per te e per noi di Lidia e di Gerbino: speriamo vederli noi pure come anche Bes.
Le piogge quasi continue minacciano di compromettere i raccolti della campagna specialmente quello dell’uva: quello dei bozzoli fu discreto, prezzi poi favolosi! Truffa sta meglio ha raggiunto la sua famiglia nella nostra valle senza che noi lo potessimo vedere. Scrivi Enea caro, fatti coraggio e contraccambia l’abbraccio strettissimo che noi tutti ti mandiamo con un bacione della tua mamma

a C 1015618-G-V – manoscritto di Silvio Pieri sulla vicenda di EG:
Passirano 24 ottobre 1894 — Aschach 25 giugno 1918
Enea Guarneri – capitano degli alpini – Per tre anni eroicamente provato – nelle più dure prove di guerra – prigioniero degli austriaci ad Aschach sul Danubio – nel sotterraneo scavato – a recuperare la libertà con la fuga – oppresso da subita frana – esortava i suoi fedeli compagni – con magnanima e serena costanza – perseverassero nell’opera – non invocassero a sua salvezza – il nemico ——— . —————
O voi quanti m’aveste caro – e piangete della mia morte, – quando la maceria m’ebbe sommerso – e i compagni dal cunicolo – più non udivano la mia voce, – o miei cari – nessun dolore io provai – ma in placido riposo di sogno – tutti voi ebbi presenti – e fisi in Dio gli occhi dell’anima – videro ancora non nate – le novissime vittorie d’Italia – e la fuga dell’oppressore – v’abbracciai vi baciai esultando – e morte non fu che svegliarmi – in una più viva realtà – Silvio Pieri

a C 1015063-G-IV: lettera al Comitato del campo Prigionieri di Guerra di ringraziamento per disseppellimento di EG, in data 27 giugno 1918 firmato col. A Taddeini ? recuperare forse tradotta da comandante Salomon nella Dia seguente –OK fatta :
a C 1015063-G-IV: lettera al Comitato del campo Prigionieri di Guerra di ringraziamento per disseppellimento di EG, in data 27 giugno 1918 firmato col. A Taddeini ? eccola recuperata (forse tradotta da comandante Salomon nella Dia seguente)
Al Comando del Campo Prigionieri di guerra in Aschach –
Il sottoscritto a nome degli Ufficiali tutti sente il dovere di ringraziare codesto Comando per l’interessamento e per i mezzi usati nel tentato salvataggio prima e pel il seppellimento poi, della salma del giovane valoroso nostro compagno d’armi capitano Enea Guarneri. Il sottoscritto prega inoltre codesto Comando di rendersi interprete dei sentimenti di gratitudine degli Ufficiali italiani verso coloro che prestarono la loro opera intelligente ed attiva, dirigendo, sorvegliando, lavorando indefessamente. Ringrazio in particolare modo il signor tenente colonnello Salomon, il capitano Bombach, il tenente Aschauer, il tenente Ratzenberg e dottor tenente Starck, nonché i graduati e soldati che concorsero al lavoro gravoso e delicato dell’esumazione.
La morte del giovane forte capitano ventiquattrenne, caduto per la Patria, ha avuta la più dolorosa ripercussione nel cuore di noi tutti e son certo che anche i leali nostri nemici avranno provato dei sentimenti di pietà e di ammirazione. Aschach, 27 giugno 1918. Firmato il colonnello Taddeini ?

Luglio
a 1015195-G-IV lettera dell’Università di Pisa OK fatto : 1-07-1918
a C 1015195-G-IV: Su carta intestata dell’Università di Pisa-segreteria-in data 1 luglio 1918:
Pregiatissimo Signore, in base al documento da lei speditomi ho provveduto all’iscrizione d’ufficio di suo figlio al quarto anno di Agraria. Con stima, il segretario firma illeggibile

a C 1015169-G-IV: lettera da casa in data 7 luglio 1918, mio carissimo Enea firmato dalla sorella Nini ( ultima pagina sfocata) e a C … 74-G-IV lettera da casa in data 22 maggio 18 firmata dalla mamma OK fatta a C 1015169-G-IV: lettera da casa in data 7 luglio 1918, mio carissimo Enea firmato dalla sorella Nini ( ultima pagina sfocata) e a C … 74-G-IV lettera da casa in data 22 maggio 18 firmata dalla mamma Camilla
Da casa, 7 luglio 1918, Mio carissimo Enea, il saperti persistentemente privo di nostre notizie e per questo addolorato, affligge immensamente noi tutti, molto più poi che non sappiamo come mettere rimedio a questo gravissimo inconveniente, avendo noi ormai tentato ogni mezzo. Oggi ricorro anche alla cortesia del compiacente signor Streparava per cercare di farti avere questa mia e se essa ti arriverà, fammene subito avvertita o col medesimo mezzo o telegrafando: informarmi anche se hai ricevuto le altre mie due del 22/5 e del 19/6 che ti inviai per mezzo Giordani. Come già ti scrissi il 19 giugno noi non sappiamo proprio immaginare né perché né dove vengono intercettati i nostri scritti e forse anche qualche nostro telegramma, perché noi ti abbiamo sempre scritto ogni settimana e talvolta anche più frequentemente e, ti abbiamo già spedito 14 telegrammi. Speriamo che ti possa giungere almeno questa mia a tranquillizzarti e ad assicurarti della buona salute di tutti qui e dei nostri cari lontani: solamente Elena da un po’ di tempo viene colpita ad intervalli da crisi di paralisi polmonare superate le quali però, Elena riprende la sua vita abituale. Franco è sempre comandante il Campo Scuola di Cornetto Tarquinia e quindi fortunato per quanto sempre esposto naturalmente ai gravi continui ed inevitabili pericoli del ramo da lui scelto. Bepi è ripartito la scorsa settimana: dei Castiglioni e dei Rocca buone notizie come di tutti gli amici di casa; Giuseppino è ancora in famiglia e Costanzo a Milano. Ma come tu ben puoi immaginare chi specialmente ed ininterrottamente ci tiene in grande apprensione è il nostro Cinì…! L’ultimo suo scritto è del 24 maggio e l’ultimo suo telegramma è del 7 giugno, ma tanto nell’uno quanto nell’altro egli non accenna alla sua salute e quel suo silenzio aumenta le nostre preoccupazioni…!? E le sue condizioni morali come saranno? Domani il papà scriverà al dottor Galvagno, che a quanto egli chiese al signor Streparava, dovrebbe avere lasciato da poco Cinì…!? Finalmente il papà è riuscito ora a fare iscrivere regolarmente Cinì all’Università di Pisa ed ora intavolerà la pratica che sembra però più facile, per il suo trasferimento a quella di Bologna; ieri gli abbiamo potuto spedirgli col 27º pacco un Trattato di Economia Politica e man mano che potremo avere i libri che lui desidera glieli manderemo. Quando Cinì ci scrisse ultimamente non aveva ancora ricevuto alcuno dei pacchi speditigli dopo la riapertura della frontiera dei primi di aprile e nemmeno tre degli ultimi precedenti, né quello di 500 sigarette fattogli spedire ancora il 19 febbraio a mezzo della Croce Rossa. In un suo scritto del 4 maggio, Cinì ci chiedeva due paia di sopra tacchi, che gli mandammo, e qualche cosa d’altro di gomma che fu cancellato dalla censura e così non potemmo comprendere né indovinare cosa Cinì desiderasse.
Col medesimo scritto egli ci chiedeva anche un paio di scarpe di panno in sostituzione di quelle di cuoio, noi però non gliele mandammo sapendo che già da quattro mesi Camilla gliene aveva fatto spedire un paio di cuoio e pensando che se Cinì non le avrà ricevute ci replicherà la richiesta di quelle di panno che noi potremmo ora spedirgli ma con suole di panno o di corda e non di cuoio. Almeno la salute e la forza morale sostenessero quel nostro carissimo durante questa durissima prova. Essendosi qui l’aria molto rinfrescata e non essendo più tanto opprimente come lo scorso mese, noi abbiamo abbandonato l’idea di andare al mare come la sig. Mini: essa sebbene sempre a Susa, va sempre migliorando e spera di ritornare e forse relativamente presto, in possesso di quella sostanza che come tu sai le era stata da altri seriamente contestata. Il raccolto di bozzoli fu per noi buono come promettono di essere quelli del frumento e del granoturco, mentre le frequenti piogge hanno compromesso quello dell’uva. Sperando di avere presto tue buone notizie e di non dovere stare ancora tanto a lungo divisi, con i più fervidi auguri ti abbraccio tenerissimamente la tua mamma.
Carissimo oltre le lettere della mamma scrivo io pure settimanalmente; in settimana farò la pratica per Bologna che non sembra semplice dati i sistemi burocratici sempre in vigore; fatti animo e speriamo di vederci presto, tutto lo lascia credere; sii forte e pensa che siamo sempre con te col cuore. Ti abbraccio con tutto l’affetto papà.
Con tutto l’affetto ti sono costantemente vicina, spero e confido. Baci affettuosissimi. Tua Niny

Lettera con busta alla famiglia Guarneri in data 25 luglio 1918 spedita da Brescia da parte di Martina Tempini: – C 1015461-G-V –
Brescia, 25-07-1918, (senza intestazione),
avrei voluto ancora sperare che la triste notizia fosse errata, e che risparmiata a lei ed alla sua famiglia questa immensa sciagura, ma ieri purtroppo me la confermò la signora Cadeo. Sono desolati e condivido tutto il loro cordoglio facendo voti che il tempo, unica panacea di ogni male, e la compiacenza di avere dato tanta parte di se stessi alla patria, portino un poco di sollievo al loro animo straziato e sanguinante.
Gradisca per Lei e per l’Egregia sua Famiglia le mie vivissime condoglianze ed i miei più distinti doveri e mi creda di Lei, pregiatissimo signore, Martina Tempini

Agosto
a C 1015687-G-V: su carta intestata Carlo Giordani di Altdorf in data 6 agosto 1918 lettera alla signorina Niny con l’ultimo scritto di Enea Guarneri a questo Carlo. … eccolo:
6 agosto 1918, Egregia Signorina,
riceviamo oggi la sua cara lettera colla quale ci comunica la terribile disgrazia toccatale con la perdita del caro Enea. Mia moglie ne piange addolorata, ma quasi mi cadde la penna dalla mano, e non so come descriverle il nostro rammarico – considerando con loro il triste dolore – aderendo ora che il caro giovine non è più, – ed a dirle il vero, a noi qui ci fu doloroso apprendere tale notizia, ma l’aspettavamo di giorno in giorno. L’ultimo scritto di Enea a noi diretto in poche parole, ed anche nelle prime corrispondenze, ci annunciò che si trovava malamente causa ferite riportate gravi alla mano destra e che questa era malmessa e temeva qualche cosa di grave. Ma io e mia moglie obbedendo al desiderio di Enea, che mi raccomandava molto caldamente di nulla far sapere a loro, per non inquietarli, specie sua mamma, mai non le dissi nulla. Ora che la catastrofe è avvenuta, gli posso dire che facilmente la morte sarà avvenuta per tale motivo – infezione; cancrena, ecc.- il scritto a me diretto era male e perciò si comprende che abbia scritto con la sinistra perché la destra era inferma. Qui si sa che in Austria le fasciature non si fanno più con drenaggio garza eu ma solamente con carta. Quindi si può comprendere che medicazioni eseguiscono.
Termino di scrivere come dico perché non posso resistere al pianto. E per norma le trascrivo l’ultimo suo scritto che è del seguente tenore:

19 maggio 1918, Carissimo Carlo,
ti ringrazio della tua del 21 marzo u.s. e della lettera che mi hai trasmesso di mamma. Te ne sono riconoscentissimo. Io sto bene, ho però la mano destra molto malmessa per infezione subita e ferite. A casa non sanno nulla di ciò e ti raccomando di non parlarne, anzi digli ch’io sto bene e che ho avuti pacchi viveri fino al 6 e i pacchi pane fino al 31 gennaio scorso. Saluta tanto tua moglie i tuoi bambini ricevi una stretta di mano dall’amico Enea.

Per non disturbare troppo la censura ora basta perché sempre dicono d’essere prolissi. Si faccia coraggio Signorina e ne sia interprete presso di sua mamma e papà e zio fratello Franco e tutti in una parola, del dolore che colpì loro ed eziandio anche noi. Desideroso di un’altra sua risposta mi dico aff.mo C. Giordani.

Cartoncino su carta intestata 3° Reggimento Alpini con busta a Gb Guarneri TP: 15 agosto 1918 –
C 1015473-G-V
14 agosto 1918, Egregio signor Guarneri,
solo oggi apprendo la sventura che l’ha colpito. Lei che conosce quali vincoli di affetto e di amicizia mi legassero al povero Enea, può immaginare come sia rimasto dolorosamente colpito dall’annunzio e quanta parte io prenda al suo dolore. Non so, né posso dirle parole di conforto, il suo dolore di padre troppo grande perché delle semplici parole lo possano lenire; Le sia però lieve conforto il fatto che il povero Enea è caduto per la Patria, alla quale entusiasticamente aveva dato gli anni più belli della sua fiorente gioventù. Non appena mi sarà possibile passare per Brescia, sarà mio dovere venirla a vedere; per intanto La prego di voler gradire in uno colla Sua gentile Signora, le mie più vive condoglianze e i miei ossequi
Tenente Luciano Tona (o Zona) – Battaglione Moncenisio 102a Compagnia

 

Settembre

a C 1015067-G-IV: Ministero per l’assistenza militare le pensioni di guerra: lettera di risposta a Guarneri da parte di un suo amico funzionario ? OK fatta : a C 1015067-G-IV: Ministero per l’assistenza militare le pensioni di guerra: lettera di risposta a Guarneri da parte di un suo amico funzionario ?
Roma 14 sera, settembre 1918, Caro Guarneri.
Italo essendo partito col Ministro per qualche giorno ha incaricato me di guardare col tenente Cochis o Coclis e l’ho trovato ora pochi minuti prima della sua partenza per l’America dove recasi in missione. Veramente egli si trovava a Mathausen e non ha assistito alla tragedia, ma però essendo in seguito al fatto stato sciolto il campo del tuo povero Enea, ha potuto parlare con una cinquantina di ufficiali mandati a Mathausen i quali tutti confermano la seguente versione. Avendo tutti deciso di fuggire, sotto la direzione del povero Enea che aveva organizzata tutta la faccenda, lavorando per turno in una sessantina di ufficiali avevano già quasi terminate tre gallerie che passassero sotto i reticolati che circondavano il campo. Sfortuna volle che in seguito alle piogge che duravano da un mese, avendo pochi mezzi per rinforzare le gallerie trovandosi il tuo Enea in fondo di una, questa proprio frenasse. Si misero subito all’opera per salvarlo ed arrivarono anche a fargli pervenire un tubo di ghisa, attraverso il terriccio, perché potesse respirare e pare già così vissuto parecchie ore, ma non arrivandoci chiesero l’aiuto degli austriaci che subito messisi all’opera lo poterono trovare ma purtroppo già morto. Esclude in modo assoluto qualsiasi altra versione specialmente quella del conflitto con ufficiali stessi e dichiara che unanimamente si conferma questa. Mi duole scriverti per darti queste brutte e penose notizie, ma tu vuoi conoscere tutta intera la dolorosa verità ed io te l’ho raccontata. Il tenente Coclis parte dopo domani da Genova per cui ti sarà per il momento impossibile vederlo, ma come ripeto mi dice che non potrebbe dire altro. Me ne parlò come del migliore ufficiale e ciò torna tutto a suo onore e potrà in certo qual modo alleviare il vostro strazio. Era amato da tutti e considerato il capo. Fatti animo pensando che è morto degnamente, coraggio e ricordandoti con affetto e condividendo il tuo dolore credimi con un abbraccio l’amico Tullio Bonardi? – Franco che vidi giorni fa sta bene e mi assicura che ti scrive sovente. Arrivederci a giorni.

Ottobre
a C 1015152-G-IV – lettera del Presidente della Commissione dei Prigionieri di guerra –
Roma, 5 ottobre 1918 – all’Ill.mo Sig. Comm. Bonardi Italo – Gabinetto di S.E. il Ministro d’Agricoltura – Roma
Ci pregiamo informare la S.V. Ill.ma che in data odierna abbiamo sollecitato dalla Croce Rossa di Vienna l’invio delle reliquie del Compianto Capitano Guarneri Enea, deceduto ad Aschach s. D.
Non mancheremo di riferirLe a suo tempo l’esito delle nostre pratiche. Con distinti ossequi.
Firma illeggibile

a C 1015151-G-IV – copia della lettera spedita dalla Croce Rossa Italiana il 6 ottobre 1918 alla Croce Rossa di Vienna e risulta scritta in francese …

a C 1015144-G-IV in poi: altre lettere di corrispondenza per ricerche fino a …52-G-IV – OK fatte : –
Croce Rossa Italiana – Commissione dei Prigionieri di guerra –
Roma, 30 ottobre 1918 – n. protocollo 35956 – lettera al signor battista Guarneri
La Croce Rossa austriaca fa rilevare che il di lei figlio capitano Enea Guarneri, ha disposto a mezzo di chirografo qui trasmesso in visione che tutto il suo avere venga rimesso alla società agronoma MS di Passirano. Poiché nel tempo stesso risulta che Ella ha autorizzato il prigioniero di guerra, tenente Michele Talmone a ritirare le reliquie del di lei figlio, si attende di conoscere se la consegna dovrà essere fatta al tenente Talmone, oppure alla Società Agronoma di Passirano. … qui termina bruscamente ma come finisce??? vedere l’originale ….

Novembre

a C 1015150-G-IV: Croce Rossa Italiana – Commissione dei Prigionieri di guerra – Ufficio Reliquie –
Roma, 13 novembre 1918 – Ill.mo sig. GioBatta Guarneri – notaio Brescia,
con riferimento alla lettera dell’8 corrente ci preghiamo comunicare che fino ad oggi non ci risultano pervenuti gli oggetti appartenenti al compianto suo figlio capitano Enea Guarneri. Abbiamo intanto preso nota della richiesta della S. V. Ill.ma e ci affrettiamo di scrivere alla Croce Rossa di Vienna onde sollecitarne l’invio. Non mancheremo di riferire a suo tempo l’esito delle nostre pratiche.
Con osservanza, il Capitano Comandante. Firma illeggibile

a C 1015638-G-V: Copia comunicazione al sindaco del comune di Passirano della morte di Enea Guarneri da Cuneo 28 novembre 1918 firmato Pilade Lozzia :
Su carta intestata Municipio di Passirano, Passirano, 7 febbraio 1919,
Al Sig. Sindaco del Comune di Passirano:
“Questo Comando compie il doloroso incarico di comunicare alla S. V. che in Aschach (Commissione Ministeriale n. 101021 in data 19/11/1918) decedeva il giorno 25 giugno 1918 in seguito a (non indicata la causa di decesso) il Capitano Guarneri Sig. Enea Giulio figlio di GioBatta e di Ferrari Camilla della classe 1894 nato a Passirano appartenente alla 214a Compagnia Battaglione Valle Stura.
Pregasi la S. V. dare comunicazione di quanto sopra alla famiglia abitante in Passirano con ogni possibile riguardo, esprimendole nel contempo le più vive condoglianze degli Ufficiali e militari di truppa del Reggimento.”
Il Tenente incaricato – Cuneo 28 novembre 1918
Firmato Pilade Lozzia
Passirano, 7 febbraio 1919
Copia conforme all’originale, si rilascia all’egregia famiglia del compianto valoroso Capitano.
Il Sindaco: Bianchi

Dicembre
C 1015614-G-V – manoscritto …
3 dicembre 1918: si hanno ora i particolari di un doloroso episodio di prigionia svoltosi nel campo di Aschach presso Linz il 25 giugno u.s. Un gruppo di 16 ufficiali lavorava da più di tre mesi segretamente alla costruzione di una galleria, o meglio d’un cunicolo che doveva permettere la loro evasione. L’opera frutto di un faticoso, difficile e tenace lavoro era quasi alla fine; per superare un fossato profondo 2 m, che esisteva davanti al reticolato del campo, si era fatto un pozzo in discesa poi un tratto rettilineo e ora si stava costruendo il pozzo in salita, che doveva portare fuori dal reticolato, in un campo di segale. Si lavorava in un terreno difficile, tutto sabbia e ghiaia, armando continuamente. Il capitano Enea Guarneri del 2° Alpini di Passirano Brescia, giovane coraggioso, sprezzante dei pericoli e anima dell’impresa, lavorava e scavava il pozzo sopra di sé quando il terreno frenò ed egli si trovò imprigionato (inviluppato) fino sopra la cintola.
I tentativi fatti dai compagni per salvarlo dal di sotto furono vani; allora fu avvisata l’autorità austriaca e si cercò di liberarlo dal di sopra; ma dopo due ore circa di lavoro, una seconda frana investiva di nuovo il povero Guarneri e lo soffocava. Egli nelle due angosciose ore passate con piena conoscenza e lucidità di mente, mostrò una calma e un dominio di sé e una serenità ammirevoli. Cercò di rassicurare i compagni, raccomandò loro fino all’ultimo di non avvertire gli austriaci della cosa. Il tenente colonnello austriaco Salomon, comandante del campo, recatosi sul posto esclamò con le lacrime agli occhi: Helden! helden! (eroi! eroi!) – Al capitano Guarneri furono concessi gli onori militari e lo stesso Colonnello austriaco comandante del raggruppamento versò una palata di terra sulla bara dell’estinto; giusto riconoscimento del valore di chi anche nella fortuna più avversa, aveva saputo conservare animo indomito e fede immutata.
Il Capitano Guarneri è stato ora proposto per medaglia d’argento al valore militare.
Aggiunto a matita sul retro: saluti scrivo poco perché ho esami cui prepararmi. A mamma i saluti da R…ca da parte di Bes – aff. Mario – Napoli 9 giugno 1919

a C 1014635-G-III : dattiloscritto: Ai sigg. Ufficiali Alpini del 2° Reparto Ufficiali – Sigmundsherberg
La dolorosa notizia della morte del Capitano degli Alpini Guarneri sig. Enea (Battaglione Valle Stura 214ª Compagnia) ha lasciato in me profonda e sentita impressione: una desolazione amara e angosciosa all’animo mio, legato al compianto ufficiale da affetto ed amicizia. Per un brevissimo periodo di tempo rimase a questo Reparto Ufficiali, dal quale già con il preconcetto di tentare altrove la fuga, volontariamente volle allontanarsi con i vecchi suoi amici. Anima ardente di soldato, di perfetta da coscienza, di fede sicura malamente accettò la coercizione morale imposta nella prigionia, che costantemente affliggeva l’essere suo, dotato di forte e delicato sentimento. Al di sopra di tutto e su tutto ebbe un’unica idealità, a cui rivolse la sana e bella esplicazione di sue energie, quella dell’esatto adempimento del dovere suo, che in sé sentiva sorgere naturalmente quale principio, unico e sola guida imposta e concessa al soldato.
Sulle aspre rocce del Monte Nero quale Comandante di Sezione Mitragliatrici, delle cruenti azioni dell’Ortigara, e sui contrafforti degradanti dell’Altopiano di Tonezza Valle Astico, quale Comandante di Compagnia Alpina, il Capitano Guarneri per l’arditezza innata, per la […] giusta delle cose, per l’ascendente morale esercitato sui dipendenti e per la stima che attivatasi dai superiori, ebbe sempre a distinguersi, ottenendo a premio della sua bella attività combattiva, la maggiore lode del più schietto appoggio morale.
Al Monte Nero e all’Ortigara riportò ferite che non valsero a farlo allontanare, che temporaneamente dalle prime linee a cui era attratto da alto nobile e generoso sentimento di Patria. La morte che tutto attanaglia e colpisce inesorabilmente, lo ha prescelto in questo periodo di vita tenebrosa e dolorante, mentre la ribellante sua energia, lo spirito suo insofferente alle costanti prescrizioni, mentre l’essere ancora vivo, palpitante di forza, di ardimento, nella perfetta concezione dell’idealità sua, brillante di vivida luce, era intento con ammirevole perseveranza di concetti a procurarsi quella libertà a cui era rivolta una fede inconcussa.
La morte lo ha rapito nella baldanzosa vigoria degli anni suoi giovanili, all’affetto dei cari suoi lasciati già in un’attesa di angoscia e di speranza, ora un lutto di dolore di desolazione, a noi suoi colleghi e compagni!
Vada al compianto Capitano morto nell’ideale concezione della Patria il nostro mesto tributo di dolore unito a cordoglio sincero, vada il nostro salve quale espressione del cuore nostro desolato mentre sull’alto brilla la stella che vivifica le restanti energie ed abbraccia nella sua purissima luce quel lontano orizzonte, concezione di gloria per i caduti della Patria, Salve!
Il Maggiore degli Alpini: Mario Pietro Ramondini

C 1014896-G-IV – Manoscritto su EG, s.d.: C 1014896: manoscritto: Enea Guarneri bresciano già allievo del nostro invito avuto Ponzone, studente poi alle nostre scuole superiori di agricoltura anima innamorata delle montagne, dedicò all’alpinismo tutte le sue energie con fervore d’apostolo; le Alpi bresciane e specialmente il gruppo dell’Adamello non ebbero segreti per lui. Entrato nel maggio del 1914 un anno. Prima della maggiore delle guerre, delle truppe alpine come volontario, fu dell’ottavo reggimento allora comandato dal compianto generale Cantore. Promosso ufficiale passò poi al secondo alpini dove raggiunse, appena ventiduenne il grado di capitano. Modesto, valoroso, calmo e sereno sempre alla testa dei suoi valorosi soldati, già passato a Monte Nero di Carnia, al Valeic, al Passo Cacciatore, a Monte Rosso, il capitano Guarneri è uno dei pochi superstiti del glorioso battaglione Bicocca dell’azione al Rombon del 16 settembre 1916, dove è una riconoscenza al valore; all’Ortigara nel giugno del 17 ebbe due ferite e fu proposto per nuova ricompensa; a Monte Cavallo nel 27 ottobre scorso, quando cominciava la tragica ritirata, dopo aver sostenuto con i resti del battaglione Valle Stura una lotta impari per il numero soverchiante dei nemici, ferito nuovamente cadeva prigioniero.-

a C 1015697-G-V: disegno su cartoncino di Alpino fatto da?

 

1919
s.d.:
Lettera senza busta e senza data al signor comandante colonnello Pietro Maritoni da parte di Gb Guarneri per chiedergli il bagaglio di figlio Enea caduto prigioniero – C 1015458-G-V da fare …

Lettera di Joseph Schoske di Vienna alla famiglia Guarneri proponendosi di dare una mano nella ricerca degli effetti di Enea Guarneri – senza data – C 10105460-G-V – OK fatta ???

Gennaio

Febbraio

Marzo

a C 1015145-G-IV
– Silvio Malpaga Trento, 12 marzo 1919, Caro Sig. Battista,
in seguito a colloquio che ebbi ieri sera favorisca farmi avere l’autorizzazione generica per il ricupero degli oggetti di proprietà del povero buon Enea, per la Legione Trentina in Trento – e per maggior sicurezza estenda una seconda autorizzazione intestata alla Croce Rossa Italiana; ambedue le mandi a me che a sua volta consegnerò a mano alla Direzione della Legione non senza raccomandare! Questa Legione composta di reduci dalla guerra è un’associazione molto influente e mi si assicura che della cosa si interesseranno subito, presso la Commissione Italiana Militare di Vienna. Ebbi graditissimi suoi saluti a mezzo del signor Gazza, ai quali concambio di cuore assieme a quelli del signor Alberini; ben volentieri mi sono messo a sua disposizione, lo trovai persona simpaticissima e sarà mio piacere essergli utile.
Con la stanza si è già accomodato, era alquanto impressionato nell’apprendere che ben difficilmente potrà intraprendere qualche scappatella a Brescia come si credeva! Lo consolai osservandogli che alle medesime condizioni mi trovo io pure e poi speriamo che questo stato di cose non durerà molto! Per passare qualche mezz’ora siamo d’accordo di trovarsi al caffè. In quanto a Cenni io parlai subito al mio arrivo al sig. cav. Stanchina che mi diede subito poco buona speranza, osservandomi che purtroppo anche qui la disoccupazione si fa sentire non poco e poi al momento non ci sarebbe occasione. Mi dispiace per il povero Cenni che conosco un buon giovane laborioso e fidato, però stia certo sig. Battista che mi interesserò prendendomi la cosa a cuore. Non le parlo della mia fuga precipitosa e mi è spiaciuto perché sarebbe stato mio vivo desiderio riprendere almeno per una sera le mie vecchie abitudini che non dimenticherò mai!
Ma un’altra volta non sarò schiavo dell’automobile! Mi mandi dunque queste due autorizzazioni e non dubiti di riuscire; e sarà anche per me un piacere sommo il potere almeno rintracciare questi cari ricordi.
Voglia ricordarmi con distinti saluti alla sua Signora, Signorina Niny, Franco, sig. Giacomo, sig. Franceschina eccetera e amici tutti.
A lei una stretta di mano e cordiali saluti. Obbl.mo Malpaga

a 1015157-G-IV lettera di GB Guarneri alla CRI in data 15 marzo 1919 – OK fatti :
a C 1015157-G-IV: lettera del notaio Giambattista Guarneri alla Croce Rossa, scritta da Brescia il 15/3/1919: Spettabile Croce Rossa,
mi permetto di interessare codesto on. Sodalizio a voler fare ricerche a Vienna all’indirizzo che verrà fornito dal rag. Silvio Malpaga di Trento, di una cassetta contenente diversi oggetti di unica reliquia del povero mio figlio Guarneri Enea capitano del 2° Reggimento Alpini, deceduto ad Aschach am Danau il 25 giugno dello scorso anno. Qualora questa cassetta venisse ritrovata autorizzo il rappresentante di codesta società a ritirarla e a farne consegna al rag. Silvio Malpaga a Trento il quale provvederà a farmela avere. Sarà poi il mio dovere rifondere tosto tutte le spese che eventualmente si dovessero incontrare. Ringraziamenti ed ossequi da Giambattista Guarneri.

a C 1015153-G-IV: ritaglio di giornale per salvare i nostri prigionieri l’unica via …
a C 1015153-G-IV: ritaglio di giornale – Per salvare i nostri prigionieri – l’unica via:
La signora Sofia Bisi Albini nel suo articolo sulla lega delle famiglie dei prigionieri ci dà notizia di una nobilissima lettera indirizzata ad una dama tedesca in pro dei nostri prigionieri.
Non si illuda nella generosità del suo cuore buono e gentile, l’esimia scrittrice; non si illudano le famiglie dei prigionieri: né quella, né altre consimili lettere possono sortire alcun risultato. Che i nostri prigionieri, come i rumeni, come i serbi, come i russi, muoiono in Austria e in Germania di fame è noto colà a tutti specialmente a quella Croce Rossa. Ed è noto anche perlomeno dal febbraio 1917, alla Croce Rossa svizzera in quanto che io personalmente guidai in quell’epoca un suo inviato a raccogliere de visu e de aure la documentazione viva del trattamento dei prigionieri in Austria, attraverso le desolate baracche dell’ospedale III a Mauthausen. E deve esser noto anche alle Croci Rosse svedese e danese delle quali io vidi a Mauthausen i rappresentanti; deve esser noto infine alla Santa Sede. Inoltre alla Croce Rossa austriaca non deve esser sfuggita un’ordinanza del Ministero della Guerra austriaco, comparsa più volte nei giornali di là e che io ho letta, nella quale era comminata la pena della fucilazione per i prigionieri che avessero tentato la fuga dai lavori in Albania, o in Galizia, o in Polonia, insomma dalla zona di operazioni. Pena che venne applicata ad esempio contro cinque nostri soldati fucilati nel giugno 1916 nel castello di Durazzo e contro soldati russi nel Trentino parecchie volte: e noi prigionieri ne eravamo informati, scopo di intimidazione, da ordini del giorno diramato dal comando austriaco!
Quanto alle consegne dei pacchi ai soldati prigionieri è naturale che non avvengano per la maggior parte di quelli che vengono inviati ai lavori: per la semplicissima ragione che alle matricole dei campi di concentramento non risultano quasi mai i cambiamenti di indirizzo. E lo capisce subito chi sappia che per formare i famigerati arbeiter abteilung non si fa altro in Austria che circondare uno o più baracche con sentinelle e spedire subito per ignota destinazione, i disgraziati che così vengono pescati, compresi bene spesso quelli muniti di certificati di riposo permanente rilasciati dagli stessi medici austriaci. Io stesso ho potuto controllare questo episodio: ai primi di marzo 1917 doveva partire un distaccamento di lavoro di 380 italiani. Dalla stazione 12 sfuggirono ai loro aguzzini e tornarono a rintanarsi nel campo. Le sentinelle allora ne presero altrettanti a caso fra quelli che lavoravano allo scarico dei vagoni e senz’altro con essi completarono il numero. Chi potrà mai sapere chi erano e dove andarono a finire quei 12 disgraziati? Del resto i 10.000 e più tumuli del cimitero del campo di Mauthausen sono visibili a chiunque percorra le linee ferroviarie Linz-Freistadt-Boemia e Mauthausen-Perg-Krenst.
Ancora: nel maggio 1917 una fotografia della quale ho copia, riproducendo un gruppo di soldati nostri reduci dai lavori in Bulgaria venne inviata dal dirigente i servizi sanitari del campo di Mauthausen al Ministero della Guerra con la dichiarazione che il capo del servizio sanitario medesimo era costretto a declinare ogni responsabilità circa la vita di gente rinviata in quelle condizioni! Con tutto questo mi pare sufficientemente documentato che se anche mai in 13 mesi ho visto un rappresentante della Croce Rossa o di qualsiasi altra istituzione filantropica austriaca mettere piede nelle baracche dell’ospedale di Mauthausen tuttavia quale sia il trattamento fatto ai prigionieri, deve esser noto a tutti, comprese le poche anime rette e nobili che supponiamo rimaste tali anche nella bufera di folle orgoglio e di odio che travolge le potenze centrali. E si persuada ognuno e creda la parola di chi per oltre un anno ne ha fatto nell’ospedale di Mauthausen la più dolorosa e suasiva esperienza che è inutile fare appello a sentimenti di carità, di pietà, di rispetto alla vita umana che i nostri nemici non provano. Ho visto alzare il bastone sugli invalidi che muovevano dall’ospedale per recarsi alla stazione per il rimpatrio!
Se si vuole far sì che i nostri prigionieri sfuggano alla sorte che hanno incontrato quasi tutti ormai i serbi, se si vuole che dal governo austriaco e tedesco vengano trattati secondo le convenzioni, bisogna seguire l’esempio dei governi inglese e francese: minacciare e se occorre mettere in atto rappresaglie a danno dei prigionieri austriaci. È ora di metter fine ai sentimentalismi; con questi ci si rende complici involontari delle barbarie commesse dai nostri nemici. Si esiga anzitutto che vengano ritirati prigionieri dai lavori di guerra, sotto minaccia di mandare gli austriaci in Francia o nelle Fiandre o in Palestina. Si esiga che vengano aggiornati gli indirizzi e recapitati pacchi, sotto minaccia di diminuire la razione ai prigionieri loro. Si pretenda che vengano tolti dai lavori in Albania, minacciando di mandar gli austriaci in Maremma, che vengano trattati umanamente nelle miniere, ricordando che noi abbiamo le zolfare di Sicilia. Occhio per occhio dente per dente! Tutto il resto non conta nulla. Oh! Vorrei che tutti sentissero come li ho sentiti io i nostri prigionieri esclamare ed imprecare ad ogni nuova angheria, ad ogni nuovo sopruso, ad ogni nuovo barbarie: ma il nostro governo non ha in mano i loro? Non ci protegge perché non minaccia rappresaglie, perché se altro non può fare, non ci vendica.
Parma, 22 marzo 1918. Tenente dottor Luigi Fooni, ex prigioniero di guerra

 

A C 1015147-G-IV – Croce Rossa Italiana – Delegazione Generale per la Svizzera –
Berna 25 marzo 1919 – protocollo numero 23 05 – Gentilissima Signora Camilla Guarneri Ferrari,
mi è pervenuta regolarmente la pregiata sua lettera del 17 corrente e sono ben lieto di poterle essere utile per la ricerca della cassetta contenente le reliquie del suo figlio morto nel campo di Aschach am Donau e fin d’ora le posso assicurare che farò tutto il mio possibile per rintracciarla. In attesa di poterle comunicare la risposta la prego di gradire, Gentilissima Signora, gli atti della mia distinta considerazione.
Il segretario G. Cochard

a C 1015117-G-IV: lettera da Ivrea in data 30/3/1919 firmata da Mario Cornagliotti- OK fatta : a C 1015117-G-IV: Lettera da Ivrea in data 30/3/1919 firmata da Mario Cornagliotti
Egregio signore,
non deve attribuire a dimenticanza il mio indugio nel risponderle. Ho atteso di giorno in giorno i bagagli, lasciati in Austria al mio rimpatrio, che finalmente giunti mi hanno dato modo di unirle a questa mia alcuni ricordi del buon Enea. Ricordi che ho ottenuto religiosamente in serbo, perché mi parlavano di lui, me lo ricordavano quando con la visione della famiglia e della patria lontana si preparava alla fuga. Unitamente a questa mia troverà quattro carte fatte da Enea poco tempo prima che ci fosse rapito, ed un fiore che tolsi da una corona che la pietà e l’ammirazione dei compagni per il loro Estinto gli avevano posto sulla bara. Quantunque tali reliquie desteranno in lei profondo dolore, non ho esitato ad inviargliele perché so quanto una madre brami ritrovare il figlio morto negli oggetti che a lui furono familiari negli ultimi tempi.
Troppe energie, troppa vita era in Enea perché si lasciasse frenare dalla prigionia. Esaltato dall’idea della libertà che pareva attenderlo, l’animo suo abituato alla lotta dalla lunga guerra, non indugiò ma affrontò il pericolo fidente di superarlo come per il passato. È conforto mio e sia anche il suo, o signora, il pensiero che il sacrificio di Andrea mentre in terra straniera cercava di compiere fino all’ultimo il suo dovere di soldato, è pari al sacrificio di chi trova gloriosa morte sul campo di battaglia. Grazie infinite a lei e alla sua famiglia del caro ricordo. Ovunque sempre esso mi seguirà. A lei, alla sua egregio consorte e ai suoi figli i miei più rispettosi ossequi e sentiti ringraziamenti. Dev.mo Mario Cornagliotti

Aprile

a C 1015159-G-IV: lettera della Croce Rossa Italiana circoscrizione di Milano scritta il 17 aprile 1919 al
Sig. Presidente del Comitato della Croce Rossa italiana di Brescia:
Dalla Legione Trentina, Associazione fra Trentini combattenti nel Regio Esercito, ci è pervenuta una richiesta tendente al ricupero di una cassetta reliquie del defunto capitano del 2° Reggimento Alpini Enea Guarneri, decesso il 25 giugno 1918 ad Aschach. La richiesta accompagnata dall’autorizzazione del padre voluta dalla Croce Rossa austriaca per il rilascio della cassetta.
A dare valore a detta autorizzazione occorre che la firma del dottor Giambattista Guarneri di codesta città sia legalizzata dall’autorità politica o giudiziaria. Prego V. S. compiacersi invitare il predetto signore di adempiere tale formalità, dopo di che ci faremo premura di fare sollecite pratiche per soddisfare i suoi giusti desideri. Con osservanza. Il vicepresidente delegato firma illeggibile

 

Maggio

a C 1015140-G-IV: lettera da Rovereto in data 15 maggio 1919 di Pia della Rosa Neubacker – OK fatta : –
Rovereto, 15 maggio 1919, Egregio Signore,
Il giorno stesso della sua partenza da Innsbruck mi recavo al Comando per portarle il telegramma allora giuntomi da Vienna. Non avendola più trovata mi presentai al di Lei successore – del quale non ricordo il nome – e dopo avergli un po’ spiegata la cosa gli consegnai il telegramma con la preghiera di farglielo pervenire d’ufficio. Alcuni giorni più tardi mi giunse anche una lettera dal conte Attems, nella quale mi diceva per esteso tutte le pratiche da lui fatte personalmente presso il G. 7 N. B. in Vienna dove la cassa contenente il testamento e gli effetti del defunto capitano Guarneri non è mai pervenuta. Dietro questa affermazione l’Attems si recò alla sede della Croce Rossa per ulteriori ricerche, da questa fu mandato anche al Ministero per gli esteri, ma in nessuna parte fu mai registrata l’esistenza di quella cassa o almeno di un testamento riferendosi al signor capitano Enea Guarneri. Negli uffici di Vienna si ritiene che dal comando stesso di Aschach la cassa sia stata consegnata direttamente alla Croce Rossa e che questa l’abbia rimessa alla famiglia – come di prescrizione – senza mandarla a Vienna. Se a Trento dove andrò questi giorni, potrò avere il nome dell’Ufficiale di evidenza o del Comandante che nell’agosto 1918 erano in Aschach, scriverò a questi direttamente appena sarò ritornata a Innsbruck. Frattanto non posso dare maggiori schiarimenti, ma io pure voglio credere che la famiglia del defunto sia ora in possesso del testamento. Desidererei sapere se il telegramma trasmesso a mezzo del Comando di Innsbruck Le sia pervenuto.
Memore ancora delle gentilezze ricevute, con tutta la stima mi dichiaro Pia Dalla Rosa Neubacker

Giugno
a C 1015600-G-V: lettera del generale Ciravegna a Camilla Guarneri –
4 giugno 1919, Stimatissima Signora,
anche oggi con grande piacere ho letto il suo cortese scritto assicurandomi la di lei ottima salute e quella di tutti i componenti l’ottima e distinta sua famiglia. Spero che Ella vorrà perdonare se io continuamente mi permetto di importunarla: sento il bisogno continuo di trattenermi a brevi intervalli con Lei perché le sue dolci frasi di madre amorevole me ne ricordano tante altre affettuose e sommamente buone della mia cara e santa genitrice. I nostri dolori in equal forza si controbilanciano ed io provo un non so che, un grande immenso conforto. È strano il fatto, ma il destino volle così avvicinare due cuori che soffrono le stesse pene e le vicende della vita non ci permisero mai di conoscerci personalmente e gli è per questo che io convinto di farle cosa grata allego una mia fotografia col solo scopo di vivere perennemente nella di Lei memoria.
Ieri l’altro ho ricevuto uno scritto dal nobile maggiore Ramondini cav. Pietro Mario il quale ancora attualmente addetto al Comando dell’11º Corpo d’Armata in zona, perciò la prego di non disturbarsi più e nel contempo la ringrazio sentitamente per le informazioni comunicatemi.
Ho richiesto a suo tempo lo stato di servizio del carissimo Enea al Comando Deposito 2° Alpini Cuneo, il quale mi ha risposto quanto io le ho già scritto come mia lettera in data 15 marzo. Mi recai poscia al Comando del Deposito del 2° Alpini all’Ufficio Riservato Ufficiali per potere rilevare dai documenti tutto quanto riguarda il povero Enea, ma con vero dispiacere le devo comunicare che uscii da quel caos addirittura stomacato perché dopo aver sfogliato quasi tutto il carteggio del reggimento non riuscii a trovare fatti che possano interessare. Non mi fermai alle prime ricerche ed in un cassettone carico di polvere trovai una grande cartella ancora di pertinenza del Comando Battaglione Bicocca con su la scritta: Rapporti personali informativi per l’avanzamento degli Ufficiali, passai attentamente tutti i fogli ad uno ad uno e non trovai altro che pochi appunti scritti di pugno del povero Maggiore Giacoma circa gli Ufficiali e di fianco al nome del povero Enea risultarono queste parole: ” dirittura di carattere, franchezza della dizione, rigidezza militare contemperata da un’innata bontà verso l’inferiore, il contegno risoluto e dignitoso di fronte a un superiore, mente eletta, cuore nobile, Ufficiale encomiabile sotto ogni rapporto militare e civile ” – che copiai sul mio notes per comunicargliele unitamente alle altre informazioni che in seguito speravo di desumere su qualche altro manoscritto, ma nulla più vi trovai. In seguito ho scritto al signor generale Gazagne cav. Adolfo attualmente Comandante del 7° Raggruppamento Alpino – Va divisione, il quale gentilmente mi ha risposto con biglietto che qui allego. Ho cercato poscia di rintracciare il Maggiore Viglino cav. Alfredo ex comandante del Battaglione Valle Stura durante l’azione dell’Ortigara per conoscere per quale specie di ricompensa era stato proposto il caro Enea, ma fino a ieri le mie ricerche furono vane. Stamane parlando casualmente con un ufficiale del 3° Alpini ho potuto avere l’indirizzo del predetto Maggiore al quale Ella stessa potrà scriverle chiedendole tutte quelle informazioni che crede: Maggiore Viglino cav. Alfredo – Comandante Battaglione Val Cenischia – 3° Alpini – Xº Corpo d’Armata, zona di guerra.
Gentilissima Signora, fu un atroce e crudele destino ed io ben comprendo come il caro e compianto Enea abbia lasciato nell’animo suo come nel mio un’affezione profonda e come Lei, ora che sa d’averlo perso per sempre non possa darsi pace del distacco avvenuto.
Cosa vuole, la vita purtroppo è fatta così; e di fronte al destino non vi è che la forza d’animo di trovare la rassegnazione. Il tempo e la ragione sono due potenti fattori per conseguire la rassegnazione. Il tempo non dipende da noi; la ragione, sì. E col ragionamento noi dobbiamo cercare le cause del dolore e convincerci che di fronte a fatti ai quali non vi è mezzo di porre rimedio, è utopia insistere di ritrovare ciò che non si troverà mai più e che quindi è necessario di cercare di dimenticare il dolore che ci opprime riponendo in altre persone l’affetto avuto che vi aveva per quelle estinte. Certo che delle persone care rimarrà sempre il ricordo doloroso per tutta la vita, ma questo ricordo doloroso sarà attutito per forza delle cose della vita. Creda, o Gentil Signora, che nell’adempimento del mio dovere esplicai tutta la buona volontà con sincera affezione verso la famiglia dell’amico estinto e se le ricerche non ebbero il risultato da me sperato e desiderato gli è perché molte volte negli ambienti militari in specie i fatti che possono domani qualificare la bontà, il carattere, il coraggio, l’abnegazione, il sacrificio di un individuo specie poi se ufficiale inferiore, non sempre vengono registrati con quello scrupolo che i tanti regolamenti prescrivono, e l’incuria di una sola persona preposta per quel servizio delicato o il disordine di un altro portano a questi risultati sempre sconfortevoli. La prego caldamente di compiacersi rendersi interprete dei miei sentimenti di alta stima verso la sua famiglia tutta e di ricevere gli ossequi ed i saluti di un uomo che addolorato cerca il conforto nello stesso dolore. Dev.mo di Lei
Tenente Cornelio Ciravegna – 293ª Compagnia Battaglione Monte Tonale zona di guerra.

 

Luglio

Agosto
a C 1015138-G-IV:
Ministero per l’Assistenza Militare le pensioni di guerra – Ufficio Reliquie, via delle Coppelle 35 –
Roma, 1 agosto 1919,
Dal comitato centrale della Croce Rossa Italiana è stato trasmesso a questo Ufficio che recentemente è passato alla dipendenza del Ministero per l’Assistenza Militare e le pensioni di guerra, la lettera della S. V. in data 28 luglio u.s. nella quale Ella richiedeva notizia di una cassa di oggetti personali appartenenti al defunto suo figliuolo capitano Enea Guarneri del 2° Alpini gloriosamente decesso nello scorcio del giugno 1918. Dai documenti esistenti presso questo Ufficio risulta che in seguito a precedenti con simile domanda fatta dalla S. V. nel dicembre 1918, l’Ufficio Reliquie fece al riguardo premurose ricerche presso la Croce Rossa di Vienna, ma a tutt’oggi non si ebbe risposta. Siccome però da quell’epoca la detta Croce Rossa viennese ha fatto altre spedizioni di reliquie, certamente vi avrebbe compresa anche la cassetta degli oggetti del suo figliolo se questa fosse stata in suo possesso; cosa che non si è verificata perché a questo Ufficio risultano bensì pervenute altre le reliquie di soldati che portano anch’essi il cognome di Guarneri; ma nessuno corrisponda al prenome e ai particolari sia di famiglia che militari dalla S. V. forniti riguardo a suo figlio e le reliquie stesse si limitano tutte a qualche scontrino di riconoscimento o qualche piccolo oggetto personale, ma nessuna ad una cassetta od altro oggetto voluminoso. Questo ufficio pertanto è spiacente di non essere in grado di recare al dolore paterno della S. V. il conforto della restituzione delle ultime memorie del suo figliuolo, però tiene ad assicurarla che continuerà le più diligenti ricerche in proposito ed appena ne avrà qualche risultato si farà sacro dovere di comunicarlo a Vossignoria.
Il colonnello capo ufficio reliquie: firma illeggibile

a C 1015130-G-IV: comunicazione della Croce Rossa Italiana da Ginevra in data 8 agosto 1919 su ricerche del capitano Guarneri e così pure dia 31 e 32 … fino a …39 – OK fatta : a C 1015130-G-IV: comunicazione della Croce Rossa Italiana da Ginevra in data 8 agosto 1919 su ricerche del capitano Guarneri e così pure dia 31 e 32 … fino a …39 –G-IV
Croce Rossa Italiana delegazione generale per la Svizzera, Ginevra 8 agosto 1919 – numero 3700 di protocollo – oggetto ricerche del capitano Guarneri
Conte Luigi Orazio Vinci, segretario della conferenza della pace di Parigi –
Signor Conte mi pregio comunicarle che ho ricevuto dal Service des Prisonniers de l’Autriche Allemande a Berne, una risposta circa le ricerche da me intraprese delle reliquie del capitano Guarneri. Mi si dice fra l’altro che: ” ci rincresce di informarmi che dopo le notizie che abbiamo ricevuto da Vienna, tutte le ricerche sono state al presente eseguite invano. ”
Continuo ad occuparmi della cosa e le comunicherò i risultati, qualora riuscisse ad ottenere notizie.
Gradisca, Signor Conte, i miei più distinti saluti.
Il delegato generale per la Svizzera Vinci
Aggiunto a mano: Cordiali saluti a te ed a Russo ed altri tuo aff. Guido

Delegazione Italiana al Congresso della Pace di Parigi – 12 agosto 1919 –
Gentilissima Signora,
ho ricevuto oggi da mio cugino che avevo interessato per le ricerche della cassa del suo Enea, la lettera che mi affretto di accluderle, quantunque purtroppo le ricerche fatte siano state per ore infruttuose. Come vedrà dal contesto, le ricerche saranno continuate e io non mancherò di informarla se ne avrò notizie. D’altra parte ho scritto a persona di mia conoscenza che deve recarsi fra breve in missione a Vienna, dove aveva relazioni prima della guerra, perché anche da parte sua possano essere rintracciati preziosi ricordi. Speriamo di poter riuscire in qualche modo. Il ricordo del mio compagno è sempre talmente vivo in me che non mancherò di lenire il dolore della sua famiglia. Le dico questo, Gentilissima Signora, perché per qualunque cosa Ella credesse le potessi essere utile non manchi di rivolgersi a me.
Voglia gradire i miei più rispettosi saluti. Suo devot.mo Luigi da Vinci

Delegazione italiana al congresso della pace Parigi 27 agosto 1919 –
Gentilissimo Signore,
qualche giorno fa spedii una raccomandata alla signora Guarneri con una lettera di mio cugino circa ricerche fatte dalla Croce Rossa Italiana: non vorrei che fosse andata perduta e le sarei grato se me ne volesse dare notizia. Appena ricevuta la sua lettera ho interessato subito il generale Cavallero capo della sezione militare di questa delegazione che si è affrettato a spedire la lettera di cui invio copia al generale Segre capo della Sezione militare italiana a Vienna. Spero che potranno riuscire fruttuose le ricerche per le memorie del suo figliolo che comprendo quanto mai le dovranno essere care. Le sarò grato se vorrà darmi un ricordo a questa mia indirizzando alla delegazione italiana Hotel Edouard VII.
Con i miei migliori saluti mi creda suo dev.mo Luigi da Vinci

a C 1015135-G-IV:
Delegazione Italiana per la pace – Sezione Militare –
Parigi 27 agosto 1919 – Carissimo Segre,
Il capitano Guarneri Signor Enea del 2° Alpini da Brescia, prigioniero di guerra nel campo di Aschach am Donau (Austria Superiore) più volte ferito e più volte proposto per ricompensa al valore, in un tentativo di fuga lasciò la vita il 25 giugno 1918.
Gli oggetti personali, carte, vestiario, eccetera e quanto a lui aveva appartenuto, chiusi in una cassa, furono consegnati dal capitano Lamberti Signor Arnò del 2° Alpini e dal Tenente Vinci Signor Luigi della 203ª Batteria Bombarde al Comandante austriaco del campo, Colonnello Salomon, il quale assicurò che la cassa sarebbe stata inviata alla famiglia a mezzo della Croce Rossa austriaca. Malgrado l’interessamento della Croce Rossa Italiana finora non si è potuto avere notizia della cassa. Sarei molto grato se ottemperando al pietoso desiderio della famiglia, si potesse fare ancora delle ricerche sia ad Aschach, sia presso la Croce Rossa austriaca. Inoltre da una notizia apparsa ultimamente nella Raichspost, risulterebbe che il cimitero di Aschach, dove venne sepolto anche il capitano Guarneri, sarebbe stato barbaramente profanato; le ghirlande sarebbero state tolte e le croci strappate per adoperarle come legna da ardere.
Nel caso di fatti corrispondessero alla notizia pubblicata dai giornali, ti sarei molto grato se volessi farmi conoscere se la tomba del capitano Guarneri ebbe a subire danni. Firmato Generale Cavallero

 

Settembre

Ottobre

Novembre

Dicembre

s.d.: qui o in 19023 o 1924?
a C 1015478-G-V : biglietto con elenco proposte riconoscimenti Enea Guarneri su un foglietto di carta
1.- Encomio solenne intestazione di medaglia d’argento come da proposta del Cap. Robuschi
2.- Proposta per l’azione dell’Ortigara proposta – respinto il proponente – irreperibile l’incarto
3.- Proposta per medaglia d’argento per l’azione di Monte Cavallo del Cap. Tinivelli
4.- Azione del Monte Rosso
5.- Proposta di ricompensa in seguito alla morte e relazione Pieri
6.- Qualifiche personali e relazione generale del Colonnello Bes
7.- Relazione del Gen. Barco Comandante la 2a Divisione Alpini al Ministero della Guerra

a C 1015496-G-V: corrispondenza dei prigionieri di guerra soldato Presti Faustino 17º reggimento artiglieria-61ª batteria – prigioniero di guerra – matricola numero 33 43 primo reparto baracca 80 — Alten Grabovo – Germania

s.d.:
a C 1015576-G-V : nota su Archetti Teresina vedova di Maggioni Carlo soldato + disposizioni speciali a favore famiglie prigionieri o dispersi

 

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