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Elenco docs Faldone 3

Faldone 3

X(1) – 14 novembre 1742 – Nel testamento della sig.ra Elena Arighina r qm Lorenzo Gabia di Ospi rogato da me il 14 novembre 1742 si ritrova il seguente legato: lascio al ven. Altare del CD il credito che la medesima tiene con Francesco Guarneri qm Vincenzo di scudi 125 di piccole lire sette l’uno col frutto del quale i reggenti dovranno comperare annualmente tanta cera per illuminare il S. Sepolcro nelle settimane Sante e il resto vuole che resti al sig. Francesco Guarneri – not: Giuseppe Guarneri qm Carlo

X(2) – 20 maggio 1730 – testam di Carlo qm Bernardo Zani – non essendo cosa più certa della morte ne la più incerta dell’ora di quella laonde considerando a questo d. Carlo Zani qm Bernardo di Ospi et abitante sano per l’Iddio gratia di sensi mente et intelletto benchè del corpo infermo volendo de suoi beni temporali disponere acciò tra suoi posteri non nasca lite ne controversia alcuna ha però con il presente noncupativo testam senza scritti lasciato instituito et ordinato ut infra:
primieramente ha raccomandato l’anima sua all’Onnipotente Signore Iddio et alla S.V.Maria et al di lui Angelo custode et a tutta la corte celeste pregandoli ora per alora d’assistergli nel ponto di questa a miglior vita e poi interrogato da me nod. de legati ad pias causa cioè l’Ospital Maggiore di Brescia o per riscatto de poveri schiavi ha risposto di non voler far alcun legato adetti luoghi.
Et poi ha lasciato e per raggion di legato lascia che dalli infrascritti suoi eredi gli siano fatte celebrare messe n.o trenta et queste subito doppo la morte dell’infrascritta usufruttuaria e più presto anche se haveranno il comodo e ciò per una sol volta in rimedio dell’anima sua e de suoi defonti per patto etc.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia alla ven.da Scola del CD eretta nella Parocchiale dell’Ospi la raggione di conseguir lire 50 plt che detto testatore ha sborsato aal rev.do GioMaria Bosio per affrancare parte di una casa di raggione dell’infrascritta sua mgl et queste da conseguirsi dalla ven.da Scola o suoi Reggenti dopo l’infrascritto usufrutto per una sol volta per patto etc.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia alli dd. Giovanni e Domenico Zani qm Bernardo ambi fratelli di detto testatore scudi n.o dieci da berlingotti sette l’uno per cadauno di essi fratelli e questi per amor che detto testatore gli porta e per quanto anche detti fratelli potessero haver prettender et conseguir nelli beni et eredità del detto testatore et questi d’essergli dati doppo la morte dell’infrascritta sua mgl usufruttuaria per una sol volta per patto etc.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia a donna Paola sua diletta moglie donna madonna et piena usufruttuaria di tutto il suo avere vivendo casta et onesta et in stato vedovile et con patto e condizione che non possa esser molestata nel presente testam sotto pena della privatione d’ogni loro benefficio per patto etc.
In tutti poi veramente li altri suoi beni si mobili come stabili raggioni attioni debiti e crediti et in livellis salvis premissis semper esso testatore la lasciato instituito e creato e cosi lascia per suoi eredi universali con la sua propria bocca nominandoli Giacomo suo fllo per la metà di tutto il suo avere e l’altra metà li figlioli maschi del qm Pietro suo fratello cioè GioBatta Bernardino Giacomo Giuseppe e Francesco et questi con egual portione detto’essa metà con questo patto e conditione che la parte aspettante a Bernardino esso testatore vole che sia et esser debba assegnata et posseduta dalli figlioli nati et che nasceranno dal medesimo e non tratenuta in altra forma da chi si sia per patto etc. e con altro patto che li detti eredi e legatari non possino in verun modo disturbare ne far liti ne inventarij di sorte alcuna alla suddetta donna Paola sua moglie usufruttuaria sotto pena della privatione dell’eredità o legato a quello volesse in quivismodo disturbare la predetta usufruttuaria et in tal caso esso testatore ha sustituito e sustituisce quelli nominati eredi che faranno maggior stima d’essa sua moglie usufruttuaria e questo vole lascia orsina e comanda che sia il suo ultimo testam e volontà e non potendo valer per testam vole che vaglia per codicillo o codicilli o per cautione in causa mortis o per ogni altro miglior modo etc. cassando revocando et annullando ogni altro testam che per l’addietro potesse haver fatto asserendo non averne fatto altri che uno rogato dal qm sig. Giuseppe Giugno nod. in Travagliato ma quello cassa revoca et annulla come se fatto non fosse et il presente vole che prevalga a quello et esser debba la sua ultima e costante volontà.
È sta fatto il presente testam per il prefatto d. Carlo Zani testatore giacendo in letto posto in una stanza terranea di raggione della suddetta sua mgl in cntr della Via Regale nella terra dell’Ospi distretto di Brescia.
Letto poi pubblicato per me nod infrascritto d’ordine e commissione del suddetto testatore et alla presenza delli sottonotati testi l’anno di Nostro Signore mille settecento trenta correndo l’indizione ottava in giorno di sabato venti del mese di maggio presenti: d. Giovanni qm Lelio Gazzoli, d. Domenico qm Gioseffo Pitosso, d. Lorenzo qm GioMaria Penna, d. Giacomo qm Pietro Guarneri et questi dell’ospi et habitanti e d. Giovanni Cassetto fgl di Martino Grisone et hora abitante in detta terra tutti testi noti asserenti e pregati con me nod. etc. Rogatus per me Joseph Guarnerium nod. ad l. s. – Ego Joseph Guarnerius qm Caruli PVA noth. Hospi predictis omnibus presens fui et rogatus scripsi in quorum fidem me autentice subscripsi et signo meo solito subsignavi cum reservationem tamen etc.

X(4) – 7 giugno 1728 – testam Antonio Torre qm Michele – in Christi nomine etc. non essendo cosa più certa della morte ne per il contrario cosa più incerta dell’ora di quella, quindi è che il ms Antonio Torre qm Michele della terra di Ospi sano per grazia del Signore Iddio di sensi, mente ed intelletto benche del corpo indisposto volendo disponere de suoi beni ed effetti acciochè tra suoi posteri non nasca lite ne contesa alcuna con il presente suo ultimo noncupativo e senza scritti testam ha lasciato instituito e creato ed ordinato come segue: primieramente ha raccomandato e raccomanda l’anima sua all’Onnipotente Signore Iddio, alla gloriosa Santa Vergine Maria, al santo del suo nome, all’Angelo suo custode ed a tutta la coorte celeste adesso e particolarmente quando li converrà partirsi da questa a miglior vita dispiacendoli di ogni peccato commesso.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia che dopo seguito sarà la di lui morte li sian fatte celebrare messe n.o quindeci da reqiem in suffragio della di lui anima e pro defonti nel termine di un anno o più presto che puotrà oltre l’obito ed essequie obbligando nell’adempimento infrascritto sua moglie dovendo la medesima valersi di quei mobili che li parerà superflui in casa di sua ragione per satisfare li heredi etc.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia a donna Ottavia fgla del qm Lelio Guarneri sua diletta consorte donna madonna ed usufruttuaria di tutti li suoi beni ed effetti sua vita durante vivendo però a sua ombra in stato vedovile casta et onesta ed in caso si rimaritasse decada dall’usufrutto sudetto e vole e lascia che conseguisca nella di lui eredità oltre la sua dote scudi sei da berlingotti sette per scudo e per ricognizione d’affetto et per la servitù prestatagli per una sol volta tanto obligando in tal caso l’infrascritto suo erede
Item detto testatore s’è espresso che a qualunque di lui parente che pretendesse nella di lui eredità non intende lasciarli cosa alcuna sapendo conoscendo non aver ad alcuno obligazione di sorte ma più tosto averne sentito danno
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia che sian dati al venerando Altare del ss.mo Rosario eretto nella Parrocchiale nuova dell’Ospi scudi dieci da berlingotti sette l’uno gratis acciò siano impiegati ad onore del medesimo, obbligando l’infrascritto erede nel caso oltredetto per una sol volta
Nel resto poi di tutti li di lui beni stabili mobili ragioni azioni crediti debiti presenti e futuri ha alsciato instituito creato ed ordinato e cosi lascia ed ordina suo erede universale quello con la propria bocca nominandolo il venerando Altare del CD eretto nella nuova chiesa parochiale dell’Ospi acciò il tutto sia tratto in denaro e sotisfatili prima li soprascritti legati sij il rimanente del cauto et investito cautamente e del frutto annuo che da tal capitale risulterà sij speso dalli sigg. Reggenti del medesimo pro tempore in comperare tanta cera per accompagnar il Santissimo Viatico all’infermi e ciò ogni anno.
E questo vuole che sia il suo ultimo testam ed ultima volontà qual vuole che vaglia per ragion di testam o codicillo o codicilli e non valendo per testam o codicillo o codicilli vuole che vaglia per donation causa mortis overo per ogni altro miglio modo che di ragione può valer o tener, cassando ed annullando ogni altro testam o codicillo o codicilli che avesse fatto in passato asserendo non averne fatto altri per quanto si arricordi. È sta fatto il presente testam per il predetto testatore ms Antonio Torre giacendo in letto indisposto in una stanza terranea da lui abitata di ragione dell’Ill.mo sig. conte Scipione Gambara sita nella terra dell’ospi in contr di San Rocco distretto di Brescia. Scritto publicato ad alta voce d’ordine del detto testatore per me nod. infrascritto l’anno di nostro Signore mille settecento ventotto correndo l’inditione sesta in giorno di lunedì li sette del mese di giugno essendo presenti nel luogo suddetto sette testimonij rogati ed asserenti conoscer detto testatore ed esser sano di mente.
Essendo presenti: ms GioMaria Verzelletti qm Domenico, Ignazio Verzelletti suo fgl, ms Giacomo Pelli qm Paolo, ms Giacomo Pelacco qm Giacomo, d. Pietro qm Fausto/ino Tambor, d. Pietro Bono qm Batta ed Alessandro Bertoletti tutti di detta terra ed abitanti rogati ed asserenti con me nod.
Rogatus per me Nichjolaus Bonetti notarium ad l.s.
Ego Joannes Antonio Molinarius filius ecc.tis d. Pietro PVA noth. et alter Archivio Sp.lis Territorij Brixiensis deputatus sub.tus suprascriptum testamentum ut supra rogatum ac suo originali transcribere feci et quia cum pre.do originali concordare invarijs predicto in fidem me autentice subscripsi et subsignavi cum reservationem etc.

X(6) – 18 ottobre 1724 – testam delle dd. Caterina e Felicita sorelle Buisse
In Christi nomine etc. Non essendo cosa più certa della morte ne la più incerta dell’ora di quella laonde considerando a questo le dd. Caterina e Felicita sorelle et figliole del qm Bernardo Buissa della terra dell’Ospi et habitanti et sane per l’Iddio grazia di sensi, mente et intelletto et ancora di corpo volendo unitamente de suoi beni disponere acciò tra suoi posteri non nasca lite ne controversia alcuna hanno però con il presente noncupativo testam senza scritti lasciato instituito et ordinato ut infra:
Primieramente dette sorelle hanno raccomandato e raccomandano l’anime sue all’Onnipotente Signore Iddio et alla S.V.M et a loro Angelo custode et a tutta la corte celeste pregandoli hora per allora d’assistergli nel ponto di questa a meglior vita e poi interrogate da me nod. de legati ad pias causas cioè per riscatto de poveri schiavi et all’Ospitale Maggiore di Brescia hanno risposto non voler far alcun legato a detti loghi.
E poi hanno lasciato e lasciano che all’infrascritti sigg. comissari et esecutori gli siano fatte celebrare messe n.o trenta cadauna d’esse sorelle in rimedio dell’anima loro et de loro defonti per una sol volta per patto etc. Item hanno lasciato e per raggion di legato lasciano scudi n.o 50 de berlingotti sette l’uno per ragione di ciascheduna d’esse sorelle al ven.do Altare intitolato di San Giuseppe eretto nella Parochiale dell’Ospi che in ambe dette sorelle sono scudi n.o cento et questi d’esser spesi in onore et ornamento del detto ven.do Altare per una sol volta et questi pure da conseguirsi doppo la morte di ciascheduna d’esse per patto
In tutti poi l’altri suoi beni si mobili come stabili raggioni azzioni debiti e crediti et nome di debitori et in livelli salvis premissis esse dd. Caterina e Felicita sorelle hanno lasciato instituito creato e cosi lasciano per sua erede universale con la loro propria bocca nominandola la ven.da Scola del CD eretta nella parochiale dell’Ospi con obligazione di detta Scola di spendere dal cavato che si farà annualmente da detta eredità in honore del Ss.mo Sacramento et quale eredità non doverà conseguirsi se non doppo la morte d’ambe sorelle per patto etc. e questo vogliono lasciano e comandano che sia la loro ultima volontà e testam et non potendo valer per testam vogliono che vaglia per codicillo e non potendo valer per codicillo o codicilli vogliono che vaglia per donatione in causa mortis o per ogni meglior modo etc.
Comissari poi e pro tempore essecutori del presente testam esse sorelle hanno pregato voler assumere tal carico il molto rev.do Giovanni Zino et d. Gioseffo qm Giacomo Caglio della terra suddetta dando alli medesimi ogni libertà necessaria per detta causa et senza obligatione però di render administratione di sorte alcuna etc. per patto etc. cassando revocando et annullando ogni altro testam che per l’addietro potessero aver fatto asserendo non averne fatto altri che si arricordino ma questo vogliono che sia la sua ultima e costante volontà.
È sta fatto il presente testam per le prefatte sorelle giacendo in scagno poste in una stanza terranea habitazione del molto rev.do d. Giovanni Zino e di raggione delli ill.mi sigg. Guarneri in cntr de sigg. Alberghini nella terra dell’Ospi distretto di Brescia.
Letto poi e pubblicato per me nod infrascritto per comissione delle sudette sorelle et alla presenza delli sottoscritti testi l’anno di nostro Signore mille settecento vinti quatro correndo l’inditione seconda in giorno di mercordì diciotto del mese di ottobre; presenti: il molto rev. Domenico d. Giulio fgl del d. Aloisio Zino, d. Domenico qm Tomaso Sarnico, d. Bernardino qm Giacomo Ghisdino, d. Carlo qm Antonio Buissa, d. Domenico fgl di Giacomo Inverardi, d. Cristoforo di Casagrande eremita nella terra medesima testimonij noti et asserenti e pregati con me nod. etc.
Rogatum per me Joseph Guarneri noth. ad l.s.
Ego Joseph fgl qm Caruli Guarneri PVA noth Hospi predictis omnibus presens fui et de eis rogatus scripsi in quorum fidem me autentice subscripsi et signo meo solito subsignavi cum reservationem tamen.

X(8) – 21 genaro 1721 – atto notarile
In Christi nomine etc. l’anno di Nostro Signore mille settecento vinti uno corendo l’inditione decima quarta in giorno di martedi li vintiuno del mese di genaro nella terra dell’Hospi distretto di Brescia essendo in una stanza terranea delle case del rev.do sig. d. Domenico Svanini da me nod. abitata sita in cntr Regale; presenti: Andrea qm Batta Bignotti, et Carlo qm Batta Bano testi di detta terra et abitanti rogati et me nod. asserenti con me etc.
Il qm Gioseffo qm Batta Guarneri avendo beneficato con suo ultimo testam 22 maggio 1719 rogato da me nod nel quale donna Faustina fgl del qm Carlo Agosti che fu sua moglie con haverli lasciato alla medesima £ 400 plt oltre alla sua dotte et anche rimaritandosi im però che essendo detta donna Faustina passata alle seconde nosse con Domenico Buffolo qm Antonio da Valensano abitante nell’Hospi sin sotto li 12 ottobre 1720 scaduto et bramosi detti giugali Buffoli di conseguir dette lire 400 plt lasciategli in detto testam oltre alla dote e medesimamente pronti li sigg. Giacomo Lando qm Marco Antonio presidente, Bortolo Torre qm Giovanni, Pietro Torre qm Bernardo et Gioseffo Guarneri qm Antonio reggenti della ven.da Scola del CD eretta nella nuova chiesa parochiale del Hospi erede universale cosi instituita dal predetto qm Gioseffo Guarneri testatore, come nel medesimo suo ultimo testam con l’obbligatione come in detto et hora detti sigg. presidente e reggenti qui presenti et agenti et in nome di detta ven.da Scola herede facendo et con ugual meglior modo etc. bramosi di adempire alla intentione del detto qm Gioseffo Guarneri testatore come anche di rendere intieramente et con piettosamente salis fatti detti giugali Buffoli et hanno detti presidente e reggenti retrodatto alla donna Faustina in tempo che era ancor vedova sui juris tutti quelli beni mobili per suo uso et portar che dalla medesima furono portati et consigli al detto qm Gioseffo Guarneri fu di lei marito, come in sua polizza fatta da d. Paolo Verzelletti sarto perito sotto li 29 novembre 1703 per divisioni et de piccole lire 472 soldi sedeci et havendo detti sig. presidente e reggenti con tutto il consenso di donna Faustina fatto fare novo inventario et novo estimo d’essi beni mobili bonificando alla medesima il deterioramento per come da una polizza et peritia scritta da me nod et estimo fatto da ms Paolo Verzelletti sartor et pretiator pubblico nel Hospi sotto li 12 ottobre 1720 scaduto, lasciata nel presente protocollo a perpetua memoria et ascendente alla summa de piccole lire 376 et il remanente che è d’altre piccole lire novantasei soldi sedeci per cui il presidente e reggenti danno in pagamento £ 456:13:8 plt e le assegnano alli detti giugali Buffoli qui presenti et accettanti piò 3 tav vintiotto piedi trei di terra aradora vidata di piò 1 tav 31 piedi 7 posta sul tener di Hospi in cntr della Stradella chiamata la Stradella confina a matta Batta qm Domenico Buisa, a monte ser Gioseffo Zagni qm Antonio mediante ingresso, a mezzo di l’ill.mo Troiano Palasso mediante mosna et a sera il medesimo Zagni salvis – item un’altra pdt aradora et vidata di piò 1 tav 96piedi otto in cntr delle Gabbiane detta le Gabbiane come da misura fatta per d. GioBatta Baruccho agrimensore di Travagliato alla quale confina a matta Heredi qm Bernardo Buisa, a monte li sigg. Stelli a mezzo di stradella et a sera Pietro Barisello qm Lorenzo salvis con tutte le sue raggioni aspettanti a qs pdt giusto nel modo e forma erano godute dal qm Gioseffo Guarneri testatore et il pretio di qs pdt fa lire 160 al piò et a ragion di piò che a riguardo della misura danno in tutto £ 522:16 quali furono Giacomo nel mese di ottobre 1720 scaduto poste al pubblico incanto sopra la piazza dell’Hospi in più volte ma non abboccate e perche tal venia ascende misura maggiore di quello che s’aspetta a detti giugali Buffoli che sono lire 66:3 plt il predetto d. Domenico Buffolo marito qui presente le ha quivi datte pagate et numerate alli presidente e reggenti presente anche d. Giovanni Caglio massaro di detta Scola che le riceve e tira in nome di detta Scola comprese però lire piccole 68:18 per l’obito et medicinali pagati per la medesima come da ricepute – delle quali pdt assignate s’intendano posti detti giugali Buffoli sin dal mese di ottobre 1720 scaduto et con la promessa di evitione et legittima defensione tanto in tutto quanto in parte tanto nella proprietà quanto nel possesso et di non movergli lite ma ogni lite smossa etc. li quali pagamenti per aver ricevuto le pdt i giugali hanno liberato e liberano la ven.da Scola tanto dalla suddetta summa di £ 400 quanto anche della suma delle lire 96:16 – not: Nicola Bonetti

X(11) – 22 maggio 1719 – testam di Gioseffo Guarneri qm GioBatta
In Christi nomine, non essendo cosa più certa della morte ne per il contrario cosa più incerta dell’hora di quella quindi è che d. Gioseffo Guarneri qm GioBatta della terra dell’Hospi et habitante sano per grazia del Signore Iddio di sensi, mente et intelletto benche del corpo infermo volendo disponere de suoi beni acciò che tra suoi posteri non nasca lite o controversia alcuna con il presente suo ultimo noncupativo et senza scritti testam ha lasciato instituito e creato et ordinato come segue:
in primis et ante omnia ha racomandato l’anima sua al Signore Iddio et alla intercessione della BSV Maria et Angelo suo custode et a tutta la corte del cielo adesso e particolarmente quando gli converra partire da questa a meglior vita dispiacendogli d’ogni peccato commesso
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia che doppo seguitta che sara la di lui morte gli siano fatte celebrare messe n.o 25 in suffragio della di lui anima et de suoi defonti e questa più presto sara possibile per una sol volta tanto obligando al pagamento delle medesime dall’infrascritta sua moglie usufruttuaria.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia che donna Faustina fgla qm Carlo Agosti sua dilettissima consorte donna madonna et usufruttuaria di tutti et qualunque suoi beni per sua vita durante con facoltà anche di poter vendere et impegnare in caso però d’infirmita o altra necessità et vivendo in stato vedovile et maritandosi decadrà dal suo usufrutto suddetto et facolta suddetta e possa conseguir oltre la sua dotte lire 400 plt di ragione del detto testatore.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia che alli GioBatta e Gioseffo fratelli fgl del qm Pietro Guarneri detto Bernino le case di ragione di detto testatore poste a matta parte del Hospi de corpi trei con tutte e cadauna suo raggioni a dette case spettanti d’essere posti in tal possesso di dette case solamente doppo la di lui morte et doppo la morte ancora di donna Faustina usufruttuaria e vero doppo che donna Faustina fosse rimaritata con conditione però che detti flli Guarneri debbano far celebrare messe n.o trenta in suffragio dell’anima di detto testatore nel tempo di un anno et datto caso che non adempissero in far celebrare dette messe trenta vole detto testatore che deccadano dal sudetto legato e che sia il tutto del infrascritto suo erede et con altro patto et conditione che detti flli Guarneri non possino scatiar da dette case et Lucia fgl del qm Pietro Guarneri loro sorella sua vitta durante se non in caso si maritasse obbligando li medesima hora et allora che maritandosi detta Lucia sorella et sborsargli et pagarli alla medesima scudi 15 da berlingotti sette l’uno per ragion di detto testam per una sol volta tanto al tempo del suo maritare.
In tutti poi li altri suoi beni stabili e mobili crediti raggioni attioni et debbiti presenti et futuri ha lasciato instituito creato et ordinato et cosi lascia crea et ordina quella con la propria bocca nominandola sua herede universale la ven.da Scola del CD eretta nella parrocchiale dell’Hospi acciò sia il tutto et qualunque cosa di ragione di esso testatore speso et impiegato a beneficio et honore di detta Scola senza alcun obligo e salvi li sopradetti legati e di questo vole detto testatore che sia il suo ultimo testam et ultima volontà qual vole che vaglia per ragion di testam o codicillo o codicilli et non valendo per testam o codicillo/i vole che vaglia per donatione causa mortis o vero per ogni altro meglior modo che di ragione può valer o tener cassando et annullando ogni altro testam che avesse fatto asserendo non haverne fatti altri per quanto s’arricordi.
È sta fatto il presente testam per il predetto testatore d. Gioseffo Guarneri giacendo in letto gravemente infermo in una stanza terranea delle sue case et abitazione sita nella terra dell’Hospi in cntr Regale distretto di Brescia. Scritto et pubblicato per me Nicola Bonettio Publico Nod nell’Hospi l’anno di Nostro Signore mille settecento e diecinove corendo l’inditione duodecima in giorno di lunedì li vintidue del mese di maggio essendo nel luogo sudetto presenti: sette testimoni rogati et asserenti conoscere detto testatore et esser sano di mente
Presenti: d. Pietro qm Bartolomeo Guarneri, d. Giovanni di Vincenzo Guarneri, d. Giovanni Tonolo qm Stefano, d. Francesco qm Domenico Guarneri et d. Carlo qm Bortolo Guarneri tutti testi del Hospi et abitanti rogati noti asserenti con me nod. – Rogatus per me Nicolaum Bonettum noth ad l.s.
Ego Nicolaus fgl qm d. Bernardi de Bonettis PVA noth Hospi premissis omnibus presens fui et ab eis partibus rogatus scripsi et in quorum fidem me autentice subscripsi moreque solito meo signo subsignavi cum reservationem etc.

X(13) – 17 luio 1717 – testam di Domenica Torri dell’Ospi
In Christi nomine. Considerando donna Domenica fgl qm Mattia Torri della terra dell’Ospi non esserci cosa pù certa della morte ne più incerta dell’ora d’essa et desiderando perciò mentre ha tempo disponere delle lei cose temporali perché massime non naschino occasione di contrari dopo la sua morte. Quindi la medesima donna Domenica sana per la grazia di Dio di sensi et intelletto come anche del corpo con il presente suo nuncupativo senza scritti testam ha disposto et ordinato dispone et ordina nel modo seguente cioè:
in primo loco ha raccomandato et raccomanda l’anima sua all’Onnipotente Signore Iddio alla gloriosa VM et alli santi di lei avocati pregandoli della loro assistenza in ponto di sua morte.
Di poi lascia per legato a d. Girolamo qm Giovanni Torri nipote d’essa testatrice lire sette piccole per una volta sola e queste in segno di affetto et per tutto quello et quanto possa o potesse detto d. Girolamo havere pretendere et conseguire ne beni et heredità di essa donna Domenica.
Nel resto poi veramente di tutti li altri di lei beni stabili mobili crediti debiti raggioni presenti et futuri ha instituito et instituisce suo herede universale il ven.do Altare o sia Scuola della BVM del SS.mo Rosario della parochia dell’Ospi sudetto quello di propria boccha nominando con questa conditione però e patto che con li effeti della presente sua heredità sia in primo luogo fatto alla BV di detto Altare un manto incarnato di seta con suo pizzo d’oro attorno di poi per la metà del valore della sua heredità che sopravanzara alla spesa del detto manto siano fatte celebrare tante messe da morti in suffragio dell’anima di essa disponente et di lei defonti et l’altra metà resti a beneficio di esso ven.do Altare come sopra.
E questo la antedetta donna Domenica testatrice ha detto et dice esser la sua ultima volontà qual vole che vaglia per testam et se non valesse per testam vole che vaglia per codicillo o codicilli seu per donatione in caso di morte et per quell’altro miglior modo che può valere et tenere.
Cassando revocando et annullando qualunque altro testam et dispositione d’ultima volontà che havesse fatta per avantij massime un altro suo testam che dice da lei fatto Giacomo trempo in atti del sig. Paolo Campana non voendo che quello ne altri anteriori al presente habbi effetto ne vigor di sorte alcuna come se fatti non fossero. Fu fatto il sudetto testam dell’antedetta Torri disponente esistendo sopra una cassa posta in una stanza terranea verso monte et matina respective della casa hora posseduta dal rev.do Domenico Svanini era alias del qm Antonio Mettello sita nella terra dell’Ospi in cntr della Strada Regale, letto poi et publicato per me nod. sottoscritto di ordine della detta testatrice a sua chiara intelligenza et delli testimonij sottoscritti l’anno della nattività di nostro Signore mille settecento dieci sette corendo l’inditione decima il giorno di lunedi dieci nove del mese di luio.
Presenti: d. Domenico Crescenti qm Stefano, detto, Giovanni Guarneri fgl di Vincenzo, d. Pietro Guarneri qm Bartolomeo, d. Giovanni della Torre qm Stefano, d. Agostino Torri qm GioBatta, d. Batta Torri fgl del sudetto Agostino, d. Batta Salvi qm mastro Francesco tutti della sudetta terra dell’Ospi testimonij asserenti conoscer etc. Rogatum per me Jacobum Ferarium noth ad l.s.

X(15) – 9 agosto 1632 – testam di Giovanni fgl d. Antonio Guarneris
In Christi nomine amen. Essendo che non vi è cosa più certa della morte né più incerta dell’hora sua, perciò d. Giovanni fgl di ms Antonio di Guarneri de Ospi sano per grazia di nostro Signore di mente, sensi et intelletto essendo perciò sospetto di mal contagioso desiderando doppo haver fatto detto suo padre hoggi il suo testam et lasciarli libertà di testare di far testam et proveder alla salute dell’anima sua et anco delle facoltà temporali se però mancara doppo detto suo padre accioche tra de suoi posteri non nasca lite ne controversia alcuna per questo presente noncupativo senza scritti testam et ultima volontà in questo modo ha lasciato disposto instituito et comanda come segue videlicet:
prima ha raccomandato l’anima sua all’Onnipotente Signore Iddio et alla gloriosa VM pentendosi di haver peccato.
Poi lascia e per raggion di legato ha lasciato che sia reso conto a Nocente di Calij detto Bressano de lire quattrocento plt per averli esso fatto liberationeo cessione per mano di d. Francesco Guarneri non essendo mai stato compitamente satisfatto di esse al qual li sia anco dato per legato scudi dieci da berlingotti sette l’uno amor Dei et parimente alla sua moglie li lassa per uno carnisone amor Dei et in recognoscimento della servitù etc.
Poi lascia all’Annunciata alla Scuola del CD dell’Ospi scudi cinque da esserli dati all’anno per una sol volta amore Dei et in remedio dell’anima di detto testatore.
Poi lascia alla Chiesa di San Rocco dell’Ospi scudi cinque d’esserli dati per amor Dei.
Poi lassa a S.to Giacomo dell’Ospi cioè all’Altare maggiore scudi cinque di esserli dati ma con obligo però che il rev.do debba celebrare tante messe et offitij per l’anima di detto testatore.
Poi lassa a Batta Picinello qm Gabriele scudi dieci di esserli dati per una volta sola amore Dei et per recognoscimento della servitù
Poi lassa a Paolo di Franzoni fgl di Paolo lire duecento plt per una volta sola amor Dei
Poi lascia a Pietro qm Batta Guarneri lire cinquecento plt amor Dei et per recognoscimento della parentela
Poi lascia ad Andrea di … de Castegnato suo famiglio et a Pietro Morter qm Batta parimente suo famiglio scudi cinque per cadauno da esserli dati per amore Dei et ciò oltre il suo salario
Poi lascia che sia dato a Francesco di Calij scudi dodeci et berlingotti cinque tanti al detto testatore prestati
Poi lascia a Domenica fgl di Gratiolo del Picino scudi cinque et una sarsa/sarta da esserli dati amore Dei et per recognoscimento della servitù.
Poi lassa a Marta di Braghini scudi cinque da esserli dati ut supra amore Dei et per recognoscimenmto
Poi lassa a Francesco del Mor che doppo la morte della madre di detto testatore li sia restituita tutta la dote da lei riceputa et ciò gratis et per recognoscimento
Poi lassa a d. Paolo Gazzoli li libri della limitatione dell’anni 1630 et 1631 gratis da scodere per l’amore che li porta.
Poi lascia che sia compito da satisfar Faustino Bragai qm Tomaso de berlingotti due cento in circa salvo la verità come apare da una poliza alla qual si rimette avendoli dato a conto berlingotti quarantasei.
Poi lassa che li infrascritti heredi sian tenuti et obligati dare et pagare all’Altare del SS.mo Rosario dell’Ospi scudi novanta da berlingotti sette l’uno ogni anno in perpetuo con obligo di farli celebrare una messa continua et perpetua al detto Altare per l’anima di detto testatore se si potrà farla celebrare per tal emolumento se non per quello che importa detto emolumento et per far che sij esseguito detto legato vole lassa et comanda che li sigg. sindici delli sigg. cittadini dell’Ospi et li sindici del comune di detta terra che habbino libertà et facoltà di far che li eredi alienino tanti beni sufficienti di cavar tal denaro all’anno et di esser fatto uno instromento d’investitura ad perpetuam rei memoriamo vero se detti heredi volessero dar il capitale in cambio di detti beni pagar debbano alli detti sig. sindici il capitale dal quale a cinque per cento la possa cavar il detto denaro de scudi novanta all’anno e si fara celebrare al detto Altare detta messa perpetua come di sopra et ciò in remedio dell’anima di detto testatore et chi aspetta bene dà.
Poi lassa a Domenica sua fgla legittima lire ottomila plt da esserle datte per sua dote per quanto possa pretendere nelli beni di detto testatore suo padre
Poi lassa a Giovanni fgl della qm Domenica sua sorella lire cento plt per quanto etc.
Poi lassa alli figliuoli della qm Laora sua sorella lire duecento plt cioè lire cento per cadauno per quanto etc.
In tutti veramente li altri suoi beni mobili e ragioni crediti debiti lascia et vole che sia suoi universali heredi et con la propria bocca ha nominato donna Caterina mogl di ms Antonio de Presti da Camignone et donna Lucia mgl di ms Pietro Gazzoli dell’Ospi tutte doi uguali et con uguale portione con il carico di pagare quanto è di sopra ordinato quanto più presto sara possibile doppo la morte di detto testatore.
Et questo ha detto vole che sia il suo ultimo testam et ultima volontà et vole che vaglia per ragion di testam codicillo o codicilli o donatione per causa di morte o qual si voglia altro meglior modo più possa valer.
Cassando e revocando etc. dicendo non averne fatto altro fatto et ordinato il sudetto testam per il detto testatore essistendo nella sua pdt al suo casotto di detto pdt che si chiama il Chiappa sita sul tener dell’Ospi di sopra della terra distretto di Brescia
Letto et pubblicato per me nod. infrascritto d’ordine di detto testatore l’anno della nattività di nostro Signore mille seicento trentadoi inditione quinta decima il dì nove di agosto.
Presenti: il mag.co ser Francesco Guarneri qm Gioseffo, il mag.co ser Usupini de Usupini qm ecc.mo Agostino, ms Giuseppe dell’Homasso qm Giovanni Antonio, ms Agostino Guarneri qm Gioseffo, ms Francesco de Caij qm Gioseffo, ms Gioseffo della Torre qm Giovanni
Ms Batta qm Paolo Locatelli, ms Giacomo qm, Giacomo Guarneri tutti habitanti nella terra dell’Ospi testimonij che asseriscono.
Delle quali ne è rogato il sig, Pietro Emilio Cortano/Corsano nodaro pubblico cittadino di Brescia
Copia estratta d’altra simile presente nell’officio dell’Assoc. Nod. il di 16 genaro 1713 per Giacomo Presti

X(19) – 28 maij 1630 – testam di Hieronimi qm Vincentij de Vello
In Christi nomine. Cum nihil sit certius morte et nihil incertius hora eius per tanto ser Hieronimo qm Vincenzo da Vello del Hospi et ivi habitante sano della mente senso et intelletto benchè sia infermo del corpo et volendo provedere all’anima sua et fare che tra suoi posteri non nascha lite ne controversia alcuna ha procurato di fare il suo ultimo nuncupativo testam senza scritti come segue videlicet:
Primieramente ha raccomandato l’anima sua all’Onnipotente Iddio et alla sua Beatissima Madre Maria sempre Vergine insieme con tutta la corte celeste humilmente et devotamente.
Di poi ha lasciato che che li sia fatte celebrare le messe di S.to Gregorio subito doppo la sua morte in remedio et salute dell’anima sua
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia alli quattro Santi cioè S. Giacomo et SS.mo Sacramento posti nella chiesa parochiale dell’Ospi et SS.ma Vergine Maria di Lovernacho et a S.to Roccho posti nel territorio dell’Hospi scudi cinque da berlingotti sette l’uno per cadauno Altare d’essergli datti subito doppo la sua morte per amor di Dio et remedio ut supra
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia al Altare o Capella del SS.mo Rosario posta nella detta Chiesa Parochiale dell’Hospi la mitta della pdt aradora et vidata sita sopra il territorio dell’Hospi in cntr della Strada Regale chiamata il Ponti da quella parte più piacerà alli Reggenti di detto Altare del SS.mo Rosario a quale confina a monte SR a matta li Heredi del qm ser Domenico Guarneri et a mezzo di et sera Strada salvis con obbligo però che facino celebrar messe sei al mese perpetue in salute dell’anima di detto testatore et suoi defunti.
Item obbliga che l’infrascritti suoi heredi doppo che sara cessato il mal contagioso che tira/sua e in detta terra del Hospi facino puter et sepelire li corpi di suoi di casa in segrado
Item ha lasciato la casa posta nell’Hospi tanta quanta sia dove ora habita a Vincenzo qm Fausto/ino Calij del Hospi e sua madre quella il Vincenzo padre di detto testatore a d. Vincenzo et madre della quale possino a loro beneplacito disponere per discargo et assineratione dell’anima sua
Item ha lasciato lire quattrocento plt a Innocenzo qm Batta Bressani del Hospi barba di detto testatore d’essergli datte doppo maritata o morta che sara l’ultima delle due sorelle di detto testatore hora non maritate ciouè Lodovica et Giacomina et ciò per amor di Dio per una sol volta et secundo la sua intentione
Item ha lasciato a Bernardo qm Batta di Bressani del Hospi barba similmente di detto testatore lire duecento cinquanta sei plt d’essergli datte come illegato di Innocenzo Bressani per una volta sola et per amor di Dio et secondo la sua intentione
In tutti veramente l’altri suoi beni mobili et immobili presenti et futuri et spetialmente nelli livelli crediti et debiti suoi heredi universali ha fatto lasciato instituito et ordinato et vole che siano dd. Fior Lodovica e Giacomina sorelle di detto testatore ugualmente et con uguali portioni con questo però patto che Giacomina e Lodovica habino tanto nelli suoi beni quanto ha avuto Fior loro sorella di dote et nel restante poi sigg. heredi ugualmente ut supra et tenendo una di loro o heredi senza figli o figlie legittimi et naturali remedino l’altre sue sorelle ugualmente et in caso che tutte sei(?) le sorelle vivessero senza figli o figlie legittimi et naturali in qual caso substituisce suoi heredi Pietro e Domenico qm Marco loro germani Maringoni in Mompiano et Vincenzo qm Fausto/ino Casalij del Hospi et Domenica mgl di ser Innocenzo di Bressani di detta terra dell’Hospi.
Hoc autem suum testam et ultimam voluntatem esse voluit cassans et annullans omnia alia testam codicillos ultimas voluntates et donationea causa mortis et maxime memoriale suum testam factum a rev.do Jo Maria Moschino rettore in detta terra Hospi diei 27 maij latentis cuius etc.
Actum conditum et publicatum fuit hoc presens testam et ultima voluntas per supradictum testatore jacentem supra petra prope ianuam sue habitationis sita ita testam et disponentem in omnibus ut supra legente a me noth. vulgariu sermone ad claram dicti testatori et infrasciptis tetiminij intelligenti anno Domini eiusdem nativitate millesimo sexagesimo trigesimo indictione decima tertia die vigesimo octavo mensis maij supra Strata Regia apud ianuam dicti testori circa Brachia erigendi et hoc timore pestius sita in terra Hospi in cntr Strate Regalis Brixie districtus. Presentibus: ill. dd. Usupino qm ill. d. Augustini de Usupini, Aurelio qm ill. Andrea de Alberghini ambibus civibus Brixie , d. Augustino qm Joseph de Guarnerijs, Andrea et Francesco fratribus qm GioMaria a Turre, Bapta e Angelo de Chiappis e Mafeo qm Lorenzo de Chiappis et Innocenzo qm Taddei de Zonis omnibus de Hospi ibidemque habitantibus testibus asserentibus quos teste etc. de quibus omnibus rogatus sum ego Joseph Gazolus noth. ad l.s.
Ego Francescus qm Jo Jacoboi de Caprelis dicti etiam de Brunellis civis et habiattor Brixie PVA noth. supra testam rogatum a lupam/suprascriptum(?) d. Joseph Gazzolo noth. filii dicti protocollis eiusdem exemplavi et quia eundem inveni in eius …. Me autenbtice subscripsi et subsignavi etc attam de leguo.

X(22) – 9 agosto 1632 – testam come X(15) … vedi

X(24) – 9 decembre 1695 – testam di Giacomo Antonio qm Antonio Mettello
Nel nome del Eterno Iddio: non essendovi cosa più certa della morte ne più incerta dell’hora di quella et essendo cosa buona il proveder delle sue cose mentre la mente è retta dalla raggione perciò io Giacomo Antonio fgl del sig. Antonio Mettelli de Cagli cittadino et abitante in Brescia sano per grazia di Dio di corpo mente sensi et intelletto acciò tra miei posteri non nascano divergenze questioni et liti ho deliberato far il presente mio noncupativo testam senza scritti nel quale ho lasciato, ordinato, legato e instituito come segue:
et primieramente ho racomandato et racomando l’anima mia all’Onnipotente Iddio alla gloriosa VM all’Angelo mio custode alli santi del mio nome miei protettori acciò nel ponto della mia morte si degnino haver prottetione dell’anima mia et quella diffendere dalle tentationi del nemico comune.
Item lascio che subito doppo la mia morte mi siano dalli infrascritti miei heredi fatte celebrare tutte le messe che si potranno quella mttina/cantata delle esequiementre sarà esposto il mio corpo et quella nella chiesa di San Giovanni mia parrocchia.
Item lascio che nel termine di un mese doppo la mia morte mi siano fatte celebrar dalli infrascritti miei heredi altre messe n.o duecento tutte privileggiate con la condecente elemosina cinquanta delle quali voglio et comando siano fatte celebrare all’Altare ciouè nella cappella sive casa della BVM da Loreto detta la Madonna della carità di questa città di Brescia.
Item lascio che se al tempo della mia morte non sarà intieramente esseguito et adempito il legato fatto dall’hora qm. Giovanni Motti mio avo materno di celebrar le messe per lui lasciate da celebrarsi dal rev.do d. Giacomo Motti di Santicolo sia questo adempito et perfettamente esseguito dalli infrascritti miei heredi.
Item lascio a Margherita et Prudentia mie dilette sorelle scudi vinti per cadauna et ogni anno vita luoro durante mentre però al tempo della mia morte queste non s’attrovino in casa o sotto la direttione del sig. Antonio Filippino o d’alcuno de suoi figli et mentre anco doppo la mia morte non dimorino in detta casa o sotto la direttione suddetta d’essergli datti detti vinti scudi per cadauna ognun anno mentre esse viveranno in tanti effettivi danari dalli infrascritti miei heredi caso poi che esse mie sorelle o al tempo della mia morte s’attrovasseno in casa o sotto la direttione de suddetti Filippini o doppo la mia morte volessero dimorar in casa o sotto la direttione de medesimi, in tal caso s’intenda come se fatto non fosse il presente legato et nel caso medesimo lascio ad esse mie sorelle scudi dieci per cadauna per una sol volta e questo per tutto ciò potessero mai pretendere in alcun tempo o sotto qual si sia titolo volere o pretesto dalla mia heredità volendo che o nell’uno o nell’altro de suddetti casi dette mie sorelle stiano tacite e contente de suddetti legati d’essergli datti come sopra o nell’uno o nell’altro de medesimi casi. Et caso mai volessero movere qualche lite alli infrascritti miei heredi per qual si sia causa anco in questo caso s’intendarà retrattati li medesimi legati.
Item lascio per raggion di legato alla sig.ra Caterina altra mia diletta sorella hora mgl del sig. Marco Antonio fgl del suddetto sig. Antonio Filippino scudi dieci per una sol volta per tuto quello può pretendere dalla heredità mia et caso essa restasse mai in alcun tempo vedova che Dio non voglia, e volesse ritrarsi a viver vita vedovile in compagnia delle altre due mie sorelle suddette nel modo suddetto che ho detto di dette mie sorelle in tal caso et non altrimente lascio anco alla medesima scudi vinti all’anno vita sua durante d’essergli datti in effetivi danari dalli infrascritti miei heredi volendo che anch’essa stii tacita e contenta di quanto di sopra allisa.te/altrimente(?) movendo qualche lite in qualsivoglia tempo et per qualsiasi causa cada dalli sudetti legati e questi si habbino come sopra fatto.
Item lascio voglio e comando che dalli infrascritti miei heredi sia corrisposto datto e pagato a Francesco Silino giovinetto che hora vive in casa mia qual/all’anno vita sua durante some due formento zerle sei vino puro et buono et scudi quindeci in danari pure ogni anno et questo per l’affetto gli porto et per puro atto di carità et in caso mai esso s’ammalasse gli siano pure pagati li medicamenti oltre le cose dette.
Item per minimo segno di gratitudine a quanto devo al sig. Giulio Monico per li continui favori da lui fattimi lascio al medesimo per via di legato scudi duecento per una volta sola.
Nel resto poi di tutti li miei beni mobili stabili censi livelli crediti et debiti raggioni et attioni di qualunque sorte niuna eccettuata presente e futura instituisco et voglio che sia mio herede l’Altare della BVM di Caravaggio che si deve erigere et fabricare nella Nova Chiesa dell’Hospi di Coccaglio quello nominando con la mia propria bocca con li patti però et conditioni infrascritte d’esser inviolabile et inalterabilemnet esseguiti et esseguite.
Primo che tutte l’entrate de beni et raggioni tutte della mia heredità che sopravanzaranno pagati li suddetti annui legati siano per dieci anni con li proventi doppo la mia morte impiegate nella fabbrica et construzione di detta Nova Chiesa dell’Hospi et particolarmente di detto Altare come sopra herede instituito et della cappella del medesimo.
2. che passati dieci anni sia perpetuis temporibus a benefficio et in suffragio dell’anima mia et de miei defonti celebrata una messa quotidiana all’Altare predetto come sopra herede instituito con l’elemosina al rev.do sara eletto di una lira plt per cadauna messa con questo patto et conditione che questa capellania o jus patronato come sopra instituito sia sempre et perpetuis temporibus meno laicale ita ut supra mai possa esser soggetto ad alcun giudice o tribunale ecclesiastico ne anco alla Santa Sede Apostolica ma sempre di sempre sia puro et meno laicale come sopra; alla qual cappellania o sia jus patronato come circa da esse lasciato voglio et comado che se vi saranno figli del sig. Giulio Bodeo qm Marcho o detto suoi dessendenti che siano sacerdoti habili a poter esseguir questo ut supra siano quelli sempre pure eletti al benefficio medesimo et in caso ve ne fosse più d’uno voglio et comando sia preletto il maggiore d’età caso poi non ve ne fosse l’ellettione medesima sia fatta dalli Presidenti di detto Altare herede come sopra instituito, dovendo in tal caso haver voto nella elletione anco li sig. Giovanni Guarneri qm altro Giovanni et Giulio Bodeo sudetto o li suoi figlioli maggiori et in deinceps perpetuis temporibus li loro descendenti dovendo però havere un voto solo per cadauna d’essa casa.
3. che il restante dell’entrata di detta mia heredità pagati li suddtti legati et adempita la suddetta mia volontà sia per anni vinticinque con li investiture taciti fondi sicche resti formato un capitale col cavado del quale voglio et comando sia celebrata al detto Altare un’altra messa perpetua et quotidiana a benefficio pure et in suffragio dell’anima mia et de miei defonti con l’elemosina pure de lire una plt per cadauna messa volendo pure che anco questa messa sia et si debba havere sempre per mero puro et semplice benefficio laicale non soggetto ad alcun giudice o tribunale ecclesiastico ne anco alal santa Sede Apostolòica volendo che l’ellettione del rev.do che per tempora sara fatta alla celebratione di detta messa sii fatta come sopra pregando in tal caso li detti sigg. elettori ad haver sempre la mira nell’elettione medesima al servizio di S.D,M. coll’elleggere persone di vita esemplare et di virtù et caso l’entrate suddette di detri anni venticinque non fossero sufficienti per formar un capitale abile all’annua vendita per la celebratione suddetta voglio che ne siano investiti su tanti anni sinche sara formato un idoneo capitale alla rendita medesima et
4. che passato detto tempo et formato detto capitale detto ressiduo d’entrate della mia heredità sia sempre impiegato a benefficio mantenimento et decoro di detto Altare herede da me instituito.
Essecutori di questa mia volontà lascio li suddetti sigg. Giovanni Guarneri et Giulio Bodeo et li presidenti che per tempora saranno di detto Altare herede da me instituito quali pregando volersi compiacere di farla esseguire in tutte le sue parti in servitio anco di S.V.M.
Io ghia Antonio Metello sudetto ho dettato et fatto scrivere per mio confidente il presente mio testam et ultima volontà volendo che quello sia esseguito in tutte le sue parti et vaglia per raggion di ultimo mio testam et se non valesse per raggion di testam voglio che vaglia per raggion di codicillo o di donatione causa mortis o in qualche altro meglior modo che può valere o havere.
Cassando revocando et annullando ugual e qualunque altro testam che fatto havesse de testatore e che non si ricorda de quali ne faria particolar mentione.
Fu fatto et ordinato il medesimo testam dal suddetto sig. Giacomo Antonio Mettello sano per la grazia di Dio di mente sensi corpo et intelletto sedendo sopra una cadrega nel studio di me nod infrascritto sito nelle case habitate dalli sigg. heredi del qm Angelo Margherita di raggione della Pietà di Brescia sita in Brescia in cntr di Paganora.
Letto poi e pubblicato per me Bartolomeo Bertuetti di VA nod. di commissione di detto sig. testatore il giorno di hoggi nove del mese di decembre dell’anno doppo la nattività di nostro Signore milleseicento novantacinque giorno di venerdì corendo l’inditione terza, presenti: li sigg. Joannes qm Giacomo Anonsi, nob Filippo fgl del sig Bernardo Reccagni ambi cittadini et altri Giovanni Antonio fgl del sig Francesco Pelamatto da Breno Valcamonica. Et dd. Maffeo qm Giovanni Pilotto servitore della Ven.da Congrega del Duomo Bernardo qm Luca Lancetto marengone in Brescia, Carlo Zamberti qm Giovanni et Bartolomeo Fachinetto qm Andrea ambi ministrali del Foco Prefettitio tutti sette testimonij etc et tutti asserenti etc con me nod. – il medesimo Bertuetti nodaro.

X(28) – 27 aprile 1713 – testam di Domenica qm Francesco Torre … già fatto X(13) – 17 luio 1717
In Christi nomine. Non essendo cosa più certa della morte ne per il contrario cosa più incerta dell’hora di quella, quindi è che donna Domenica qm Francesco Torre dell’ospedaletto di Coccaglio sana per grazia dell’Onnipotente Signore Iddio di sensi mente et intelletto benchè del corpo inferma volendo disponer de suoi beni acciò che tra suoi posteri non nasca lite o contesa alcuna con il presente suo ultimo nuncupativo et senza scritti testam ha lasciato, instituito creato et ordinato come segue, videlicet:
in primis et ante omnia ha raccomandato l’anima sua al Signore Iddio et alla intercetione della BSVM et all’Angelo suo custode et a tutta la coorte celestiale adesso e particolarmente quando gli converrà partire da questa a miglior vita dispiacendogli di ogni peccato commesso.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia che doppo la di lei morte gli siano fatte celebrare messe n.o sei nel tempo di un mese dalli infrascritti suoi heredi et in avenire poi ricordandosi della di lei anima con qualche altra s.ta messa al numero et compimento di messse vinti quando vi sia il frutto sufficiente da tal legato e queste doveran essere celebrate solamente per due anni in suffragio dell’anima sua et suoi defonti, pregando l’infrascritti suoi heredi a voler ancor corripsondere in qualche parte Caterina Torre di lei sorella con sovenirgli qualche alimento a misura di quello sara ricavatto dal suddetto legato et morta che sara detta Caterina sorella che il ven.do Altare della BVM di Caravaggio eretto nella chiesa parochiale dell’Ospedaletto sij herede del tutto. E questo per essere la suddetta Caterina sorella Torre incapace.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia a Giovanni qm Stefano Torre lire piccole una et questa per pura ricognitione per una sol volta.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia alli fratelli Pietro e Domenico Torre qm Agostino lire piccole una per cadauno e questa per una sol volta da essergli date dagli infrascritti heredi.
In tutti poi li altri suoi beni stabili mobili raggioni et debiti presenti e futuri ha lasciato, instituito creato e ordinato e cosi lascia crea et ordina suo herede universale quello con la propria boccha nominandolo il ven.do Altare della BVM di Caravaggio eretto nella nova chiesa parocchiale dell’Ospi di Coccaglio.
Et questo vole che sia il suo ultimo testam et ultima volontà qual vole che vaglia per raggion di testam, codicillo o codicilli et non valendo per testam o codicillo o codicilli vole che vaglia per donation in caso di morte o vero per ogn’altro miglior modo che di raggione può valer o tener. Cassando et annullando ogni altro testam che havesse fatto asserendo non haverne fatto alcuno per quanto s’arricordi.
È sta fatto il presente testam per la predetta donna Domenica Torre testatrice sedendo sopra una cadregha in una cucina teranea della casa et habitatione di raggione di GioBatta Buissa sita nella terra dell’Ospedaletto di Coccaglio in cntr de Zoni distretto di Brescia.
Scritto e pubblicato per me Nicolò Bonetti pubblico nodaro di Veneta Autorità nell’Ospi mille settecento e tredeci in giorno di giovedi li vintisette del mese di aprile corendo l’inditione sesta essendo nel luogo sudetto presenti sette testimonij rogati noti et asserenti conoscer detta testatrice esser sana di mente etc con me nod. etc. presenti: ms Vincenzo qm Bernardo Guarneri, ms Gieronimo qm Silvestro Bosis, ms GioBatta qm Michele Buij, ms Mattio qm Lorenzo Caglio, ms GioBatta qm Giovanni Teso(?), ms Giacomo qm Bernardo Zani e ms Gieronimo qm Carlo Triolo tutti dell’Ospi testi noti asserenti
Rogatum per me Nicholaum Bonettum noth ad l.s.
Ego Nicholaus fig. d. Bernardi Bonetti PVA noth. Ospedaletti premissi omnibus presens fui et ab eis partibus rogatus scripsi et in quorum fidem me autentice subscripsiet meo solito signo subsignavi cum reservationem tamen etc.

X(30) – 9 maggio 1728 – testam di Giacomo Lando qm Marco Antonio (trascriz)
Nel nome del Signore Iddio, non essendo cosa più certa della morte né per il contrario cosa più incerta dell’hora di quella quindi è che il sig. Giacomo Lando qm Marcantonio della terra dell’Ospi et abitante, sano per gratia dell’Onnipotente Iddio di sensi mente et intelletto benchè convalescente del suo corpo, volendo disponere delli suoi beni ed effetti acciò tra suoi posteri non nasca lite o contesa alcuna con il presente suo ultimo nuncupativo e senza scritti testam ha lasciato, instituito, et ordinato come segue:
interrogato da me se voleva lasciare all’ospedale maggiore di Brescia alcuna cosa rispose signor no, non avendo alcuna obbligatione in quello
primieramente ha raccomandato e raccomanda ora per allora l’anima sua all’Onnipotente Signore Iddio, alla intercessione della BVM, al santo del suo nome, all’Angelo suo custode, al glorioso Patriarca san Giuseppe di lui avvocato ed a tutta la corte del cielo, adesso e particolarmente quando gli quando gli converrà partirsi da questa a miglior vita dispiacendogli d’ogni sua colpa, pregando S.D.M. ora per allora a volerlo ricevere in paradiso.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia che subito dopo la di lui morte gli sian fatte celebrare messe cento in suffragio dell’anima sua e dei suoi predefunti nel termine di un mese.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia alla sig.ra Domenica sua diletta consorte per ragione di legato lire cento plt per una sol voltatanto rimaritandosi che restando in stato vedovile da conseguire nelli suoi effetti a di lei piacere e queste oltre la sua dote come da instr rogato dal qm sig. Francesco Rodolfo di Rovato e cio in ricognizione dell’affettuosa servitù prestatagli
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia per una sol volta alli heredi di Bartolomea fu mgl del qm Giuseppe Locatelli, a Caterina r qm Giuseppe Torre o suoi heredi, agli eredi di Lucia fu mgl del qm Paolo Gazzoli, a Lucrezia mgl di Antonio Damiano in Travagliato o suoi eredi, a Giuseppe Pitossi fgl della qm Maria fgla del qm Carlo Lando fu mogl di Giovanni Pitossi in Travagliato, ad Antonio Zavaglio/Zacaglio di Travagliato o suoi eredi essendoghene, a Batta Barisello o suoi eredi, a Barbara mgl di Marcantonio Guarneri o suoi eredi, ad Antonio qm Paolo Gazzoli lire venti plt per stirpem et non per capita.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia alla sig,ra Elisabetta Cochetti di lui cognata lire venti plt condonandoli inoltre qualunque somma di debito che essa avesse al tempo della sua morte come pure (assegna) alla sua serva Caterina lire venti plt oltre al suo salario et a ciascun altro che si trovera al suo servizio al tempo della sua morte un Filippo per ciascheduno oltre al suo salario e ciò per una sol volta e per gratitudine ed affetto
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia lire venti plt all’Altar maggiore della chiesa parrocchiale nuova di San Giacomo di questa terra dell’Ospi ed altrettante al ven.do Oratorio di San Rocco di detta terra per una sol volta gratis
Item ha lasciato lascia vuole ed ordina che la sig.ra Domenica Cochetti sua dilettissima consorte sii e resti donna madonna usufruttuaria vita sua durante di tutti li suoi beni ed effetti mobili e stabili crediti etc. vivendo però casta ed onesta ed alla sua ombra con obbligo alli sigg. infrascritti esecutori testamentari nei quali totalmente confida, che dopo la sua morte sia fatto un esatto inventario di tutto il suo avere si di stabili e mobili che delli debiti e crediti non compresa però la dote della detta sig.ra sua consorte né donativo ad essa fatto come appare d’inventario già formatogli della sua casa; terminato il quale inventario ordina e vuole che sia fatta alienazione e vendita di tutti quei mobili che saranno giudicati superflui all’usufrutto della medesima con il ricavo de quali restino prima soddisfatti ed adempiti tutti li sopra nominati legati e debiti che vi fossero ed il residuo che vi fosse resti unito alla riscossione de crediti ed investito con la maggior cauzione e sicurezza il cui frutto resti e sii a pieno e libero usufrutto della detta sua consorte a sola riserva del Pradello e Trepolasso che lascia e vuole siano e restino subito dopo la sua morte ad usufrutto degli infrascritti sigg. …. Nipoti e solo in caso di sopravivenza della sua consorte a detti suoi nipoti ne godi essa anco di quelle due pdt l’intiero usufrutto.
Item ha lasciato lascia et ordina che dopo l’usufrutto di detta sig.ra consorte sian fatte celebrare nel termine di due mesi messe duecento dalli sigg. suoi nipoti che immediatamente sostituisce e vuole succedano al pieno e totale usufrutto come sopra alla sig.ra sua consorte e sono il rev. sig. Marcantonio e sig. Giovanni Paolo, la sig.ra Annunziada e la sig.ra Orsola suoi dilettissimi nipoti.
Item ha lasciato lascia costituisce vuole ed ordina con la propria bocca nominando che in caso il sig. Giovanni Paolo suddetto suo dilettissimo nipote prendesse mgl ed avesse figli maschi questi intende e dichiara e nomina suoi veri e reali eredi di tutti i suoi effetti si stabili che mobili crediti etc terminato però sempre l’usufrutto della suddetta sig.ra sua moglie come sopra. Caso poi non avesse che successione femminile lascia per ragione di legato a ciascuna di esse pronipoti lire cento plt per una sol volta.
Item ha lasciato lascia ordina e vuole che non avendo il detto sig. Giovanni Paolo suo nipote successione veruna né prendesse moglie, cessato l’usufrutto di ciascuno delli quattro sopra nominati suoi nipoti sostituisce alla totale sua eredità con la propria bocca nominandolo l’Altare del glorioso Patriarca S. Giuseppe eretto nella nuova Parrocchiale dell’Ospi nel modo e forma e con gli obblighi infrascritti.
In caso di tale sostituzione e successione della sua eredità di detto Altare ha lasciato e lascia lire duecento plt al medesimo gratis per essere impiegate dagli infrannominati a loro giudizio in ornamento e conforme il bisogno del medesimo per una sol volta, quali £ 200 plt intende siano corrisposte al detto Altare anco nel caso di successione mascolina del detto sig. Giovanni Paolo suo nipote. Tutto il resto con la dovuta cauzione e sicurezza e constituito un capitale con il cui frutto sia in primo luogo corrisposta la mercede per ogni mese che sarà giudicata propria dalli sindaci e sig. arciprete che sarà pro tempore ad un sacerdote abile e di soddisfazione acciò faccia scuola a figli n.o 8 originari di questa terra delli più poveri e delli più fedeli di questa comunità o un solo per famiglia sino scorsa la grammatica superiore quali siano proposti e ballottati dalla sola comunità con l’intervento del medesimo rev.do sig. arciprete che sarà per tempora; di tutto poi il resto di detto annuo frutto siano fatte celebrare tante msse annue al detto Altare proporzionatamente al frutto residuario corrispondendo per elemosina una lira plt per messa a quel sacerdote che restarà eletto per capellano di detto Altare.
Item ha lasciato e ordinato lascia et ordina che il sacerdote che dovrà celebrare le dette messe non possi essere eletto che dalla sola comunità in corpo, cio è con il Consiglio di soli originarij ed a voti ne quali concorra ancora il sig. arciprete ut supra col suo voto con condizione però che il capellano verrà eletto sia confessore e che la direzione ed amministrazione del detto Altare sia e resti pella sola comunità quale sola possa eleggere et elegga li suoi tre Presidenti dal solo corpo degli originarij.
Item ha lasciato e lascia che nel caso di detta sostituzione sia nella vendita dato e venduto con prelazione a d. Marcantonio Guarneri o a suoi figli maschi per il prezzo di £ 300 plt il stradello situato sul tener dell’Ospi in cntr d’Impradelle e non accettandolo per il detto prezzo sia posto all’incanto a norma degli altri beni.
Item ha lasciato e lascia alli sindaci della comunità che saranno al tempo della sua morte e successori l’obbligo per giusta gratitudine alle sue sollecitudini per difesa delle pubbliche ragioni la riscossione del suo credito quale sarà rilevato per le spese sin ora fatte a norma dell’autorità conferitagli in più Generali Vicinie nelle quali è stato eletto e confirmato deputato alla lite corrente del Jus Patronato ed uso libero del medesimo con impegni del pubblico rimborso, al quale per altro condona tutte le spese seguite per le giornate cioè tutto il tempo speso a pubblico servizio onde confida nella loro giustizia che faranno tutto Lorenzo sforzo che siano rimborsate.
Item ha lasciato e ordinato che le sue esequie siano celebrate con tutta la moderazione e con il solo intervento delli rev.di sacerdoti tutti abitanti in questa terra e con la sola aggiunta del rev.do sig. don Fausto/ino Rocca della Pianera.
Per esecutori poi testamentari di questa sua ultima volontà e di quanto resta in questo espresso desidera e prega a voler per carità assumerne il carico i molto ill. e molto rvv.di sigg. d. Giovanni Guarneri qm Giuseppe ed il molto rev. sig. d. Pietro Antonio Tonelli qm Domenico, il sig. Giovanni Paolo Lando qm GioBatta e d. Pietro Gazzoli qm Cristoforo ne quali molto spera e confida che mediante la loro carità e zelo resterà pienamente adempito quanto ha in questo disposto, dando loro autorità in ogni evento di poter sostituire altra persona propria in sua vece cosi che all’esecuzione di questo suo testam restino sempre incaricati et assistenti due sacerdoti e sue secolari acciò il tutto riesca con la possibile migliore direzione eseguito a maggior gloria di Dio liberandosi per altro dall’obbligo di levar qualunque decreto dalla giustizia avendo il tutto ora per allora per rato e fermo e grato quanto dalli medesimi sarà operato a norma del di lui disposto come sopra, come se avessero ancora qual sia divieto o decreto di giustizia senza obbligo di alcun rendimento di conti a chicchessia massime non essendovi amministrazione alcuna.
E questo vuole che sia il suo ultimo testam ed ultima volontà quale vuole che vaglia per ragione di testam codicillo o codicilli e non valendo per testam o docicillo o codicilli vuole che vaglia per donatione causa mortis ovvero per ogni altro miglior modo che di ragione può valere o tener cassando revocando et annullando ogn’altro testam o codicillo che avesse fatto in passato asserendo d’averne fatti tre per quanto s’arricordi, uno rogato da …. Ed un altro rogato dal Giuseppe Guarneri nod in Ospi quali vuole che sian di niun valore come se fatti no fossero ancorchè vi fossero parole abrogatorie o delle quali non si arricorda che ve ne siano ma se ve ne fossero e se se ne arricordasse or di esse ne faria menzione e questo solo vuole che prevalga a qualunque altro etc.
È sta fatto il presente testam per il predetto sig. Giacomo Lando testatore sedendo sopra una cadrega di noce contigua al suo letto convalescente essendo in una stanza terranea delle case di d. Pietro Gazzoli qm Cristoforo dal sopradetto testatore abitata, sita nella terra dell’Ospi in cntr Strada Regale distretto di Brescia.
Scritto e pubblicato d’ordine del sopradetto sig. Lando testatore per me nod infrascritto nell’Ospi l’anno di Nostro Signore mille settecento ventiotto correndo l’inditione sesta in giorno di domenica li nove del mese di maggio stando nel luogo sopradetto presenti: sette testimonij rogati noti asserenti conoscere detto testatore et essere sano di mente.
Essendo presenti: d. Girolamo Bosis qm Silvestro, d. Bartolomeo qm Domenico Terlengo, d. Michele qm Bartolomeo Buij, d. Pietro qm Giuseppe Paganone, d. Giacomo qm Gioseffo Paganone, d. Giuseppe Tambor qm Batta, d. Bartolomeo qm Gioseffo Guarneri tutti testiminij di detta terra dell’Ospi et habitanti rogati, noti, asserenti con me nod.
Io Giacomo Lando testatore ho sottoscritto di mio proprio pugno e desidero che sia fatto quanto contiene in quest’ultima mia volontà cioè alla presenza delli soprascritti testimonij.
Rogatum per me Nicolaum Bonettum noth ad l.s.
Il Cancelliere certifica che l’oltrescritta copia di matrice de’ rogiti del fu not. Nicola Bonetti è conforme in ogni sua parte all’originale esistente presso il detto archivio e si rilascia accompagnata dalla bolla di 9 berlingotti in fede.
Firmato Patuzzi cancelliere

X(34) – 21 agosto 1791 –
Resta accordato tra il sig. Paolo Palazzi qm Batta e li sigg. Presidenti del ven.do Altare della BVM di Caravaggio per la costruzione dell’altare di marmo della BV sotto il titolo di Caravaggio sito nella Parrocchiale dell’Ospi nel prezzo e capitoli come segue:
primo che il detto ven.do Altare debba esser fatto in buona e lodevole forma a norma del dissegno Giacomo dal suddetto sig. Paolo fatto e sottoscritto e marcato con marmi belli e di ottima qualità che/eletti/scelti e ben lavorati e politi e lustrati a perfezione e tutti Benedetto connessi e commessi
2. che i marmi debbano essere Saravezza/Garavezza Africana, marmo bianco fino di Carrara e marmo verde antico come saranno segnati in dissegno e marmorezati sopra il dissegno nel proprio luogho dove hanno da essere collocati e posti; la cornice della nicchia sia marmo giallo
3. che l’abbassamento con li due gradini sia fatto entro il mese di agosto 1792
4. che le condotte de marmi siano fatte a carico delli sigg. Presidenti del suddetto ven.do Altare
5. che il sudetto sig. Paolo si obbliga a tutte le spese cibarie e per lui e per li suoi lavoranti
6. che li quadrelli di gesso le cambre di ferro siano pagate e proviste dalli sigg. Presidenti ossia dall’Altare e non si adoperi calcina ma solo gesso
7. il prezzo poi del detto ven.do Altare in corpo sia di scudi bresciani mille duecento e venticinque di piccole lire sette l’uno
8. che in gennaio prossimo venturo si obbligano li suddetti sigg. Presidenti dar e consignar al suddetto sig. Paolo scudi cinquanta e nel medesimo anno si obbligano dare e sborsare pure al sig. Paolo scudi cento acconto delli suddetti 1225 così che entro il termine dell’anno 1793 sia saldato l’abbasamento del su riferito Altare
9. che la manualità nel construere il detto Altare sia a spese del ven.do Altare come pure li andigari per tirare e maneggiar li marmi con le corde siano provisti dal detto Altare
Per segno della verità si sottoscriveranno le suddette parti:
Io Paolo Palazzi qm Batta afermo e prometto quanto di sopra
Giovanni Chiappa Presidente
Francesco Chiappa Reggente
Andrea Bignotti Reggente
Io Pietro Penna Presidente(?) fui testimonio come sopra et ho esteso la suddetta scrittura d’ordine delle suddette parti
Io Carlo Chiappa fui testimonio a veder tutte le suddette ssottoscrittioni di proprio lor pugno.
X(35) – 13 genaro 1792 . Ospitaletto
Sono piccole lire trecento cinquanta: 12:6 che ricevo io sottoscritto dalli sigg. Reggenti del ven.do Altare della BVM di Caravaggio e queste per capara come apare da scrittura di detto Altare dico £ 350:12:6
Io Paolo Palazzi taglia pietra

24 maggio 1794 – Ospitaletto
Confesso io sottoscritto a nome delli miei compagni Reggenti della BVM di Carvaggio di haver riceputo das Giovanni Rocco di Cassago piccole lire cento e settanta a conto di un capitale dovuto al logho pio sudetto dico £ 170.
Io Francesco Chiappa a nome dei miei compagni Regenti del logo pio sudetto confeso et afirmo come sopra.

X(36) – 13 genaro 1719 – testam di donna Domenica Torre nubile fgl qm Gioseffo Torre … vedi:
[[[X(28) – 27 aprile 1713 – testam di Domenica qm Francesco Torre … già fatto X(13) – 17 luio 1717 ]]]
In Christi nomine non essendo cosa più certa della morte ne per il contrario cosa più incerta dell’hora di quella quindi è che donna Domenica nubile fgl qm Gioseffo Torre dell’Ospi et habitante sana per gratia del Signore Iddio del suo corpo come anche di tutti li suoi sentimenti, volendo disponere de suoi beni acciò che tra suoi posteri non nasca lite o contesa nalcuna con il presente suo ultimo nuncupativo et senza scritti testam ha lasciato instituito creato et ordinato come segue:
In primis et ante omnia ha racomandato l’anima sua al Signore Iddio et alla intercessione della BVM al Angelo suo custode e a tutta la corte del cielo adesso e particolarmente quando gli converra partirsi da questa a miglior vita dispiacendogli d’ogni peccato commesso
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia che doppo seguita che sara la di lei morte gli siano fatte celebrare messe n.o trenta nel termine d’un mese et queste in suffragio della di lei anima et de suoi defonti per una sol volta tanto obligando al pagamento delle medesime l’infrascritto suo herede come pure sia obligato per l’obito e le esequie
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia che a donna Maddalena di lei sorella e mgl di ms Giovanni Ravello in Travagliato gli sian datte lire stte piccole et queste per pura ricognitione et per quanto potesse mai haver pretendere et conseguir dalla detta testatrice obligando al pagamento delle medesime l’infrascritta sua heredità
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia a ms Andrea qm Innocenzo Torre di lei cugino gli sian datte lire due piccole et queste per per pura ricognitione d’affetto et per quanto potesse mai havere pretendere e conseguire obbligando al pagamento l’infrascritto suo herede
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia che alli herdi del qm Paolo Chiappa detti Oliva gli sian datte per cadauno una lira piccola per pura ricognitione d’amore(?) obligando al pagamento l’infrascritto suo herede ut supra
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia che a ms Batta Guarneri detto Pirlotto di lei cugino che gli sian datte lire due piccole e questo per pura ricognitione e per quanto potesse mai havere pretendre et conseguire et obliga al pagamento l’infrasritto suo herede ut supra
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia che a donna Camilla di lei ameda fu mgl di ms Lelio … qm … nella terra del Berlingo e che gli sian datte lire piccole due per ricognitione solamente obligando al pagamento l’infrascritto suo herede ut supra
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia che a Gioseffo Guarneri qm Batta di lei cugino gli sian datte lire due piccole et questo per quanto mai potesse havere, pretendere et conseguire obligando al pagamento ut supra
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia a donna Maria r qm Giovanni Ghidino di lei ameda gli sian adtte lire due piccole per quanto potesse mai pretendere et conseguire obligando al pagamento ut supra
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia che alli dd. Andrea e Domenico fratelli e fgl del qm Batta Bignotti di lei cugini gli sian dati per cadauno lire piccole due e queste per quanto potessero havere pretendere et conseguire dalla medesima testatrice oblligando al pagamento ut supra
In tutti poi li altri suoi beni stabili mobili crediti raggioni attioni et debiti presenti e futuri ha lasciato instituito creato e ordinato e così lascia crea et ordina quello con la propria bocca nominandolo suo herede universale il ven.do Altare delli SS.ti Defendo et Firmo eretto nella Nova Chiesa Parochiale dell’Hospi acciò doppo esseguiti et adempiti tutti li suddetti legati sia il tutto di raggione di detta testatrice speso in honore et benefficio di detto ven.do Altare, pregante detta testatrice hora per allora li sigg. Reggenti che per le ragioni saranno di detto ven.do Altare a voler adempire et esseguire questi eventi di sopra dichiarati per di più prega detta donna testatrice li sigg. Reggenti che per … saranno di detto ven.do Altare anzi vole che la pezzola di terra di raggione sua che sia invitata a ms GioBatta Barisello o a suoi figli avanti di essere esposta al incanto e quando al detto Barisello o suoi figli agli farne per loro che siino patroni et pagando però al ven.do Altare lire treicento plt a raggion di piò subito fatta la misura di detta pdt e quando poi non applicassero detto Batta barisello o suoi figli far tal acquisto di detta pdt sia poi incantata o venduta secondo parerà più proprio et espeditamente a detti reggenti ut supra.
E questo vole che sia il suo ultimo testam et ultima volontà qual vole che vaglia per ragion di testam codicillo o codicilli et non valendo per testam codicillo o codicilli vole che vaglia per donation in caso di morte overo per ogni altro migliore modo che di ragione può valere o tener cassando et annullando ogni altro testam che havesse fatti asserendo non haverne fatto alcuno per quanto s’arricordi.
È sta fatto il presente testam per la predetta donna Domenica testatrice sedendo sopra una cadrega di noce sana del suo corpo come anche di tutti li suoi sentimenti in una stanza terranea delle case ed abitazione di d. Antonio qm Gioseffo Caglio sita nella terra dell’Hospi in cntr dello Stradone Regale distretto di Brescia.
Scritto e pubblicato per me Nicolò Bonetti pub. Nod. nell’Ospi l’anno di Nostro Signore mille settecento e dieci nove corendo l’inditione duodecima in giorno di martedì li trei del mese di genaro essendo nel luogo suddetto presenti: sette testimonij rogati noti et asserenti conoscer detta testatrice et essere sana del corpo et de altri suoi sentimenti. Presenti: d. Michele qm Gioseffo Buissa, d. Antonio qm Giacomo Caglio, ms Giovanni qm Gioseffo Gazzoli, d. Giacomo qm Francesco Franzoni, ser Giovanni qm Lorenzo Chiappa, ms Pietro qm Giacomo Mutti, ms Pietro qm Gieronimo Mutti, d. Michele fgl di ms Domenico Paganone, tutti dell’Ospi et abitanti rogati noti et asserenti conoscer con me nod,
Rogatum per me Nicolaum Bonettum noth ad l.s.
Ego Nicolaus fgl qm d. Bernardo Bonetti PVA abit Hospi premissis omnibus presens fui et ab eis partibus rogatus scripsi et in quorum fidem me autentice subscrispis et subsignavi cum reservationem

X(39) – 19 decembre 1751 – test. di Pietro Bono qm Batta 
In Christi nomine etc. Volendo d. Pietro Bano qm Batta dell’Ospi et habitante sano per Iddio gratia di sensi mente e intelletto benchè del corpo alquanto indisposto disponere de suoi beni temporali acciò tra suoi posteri non nasca lite né controversia alcuna ha però con il presente nuncupativo senza scritti testam lasciato instituito et ordinato come segue:
Primieramente ha raccomandato l’anima sua all’Onnipotente Signore Iddio, alla GVM, al Angelo suo custode et a tutta la corte celeste pregandoli volergli assistere sempre massime nel ponto estremo di sua vita e poi interrogato da me nod. infrascritto de legati ad pias causas ha risposto non voler disponere cosa alcuna per le medesime.
E poi ha lasciato che dall’infrascritta sua mgl sive dall’infrascritti sigg. comissari gli siano fatte celebrare messe n.o sedeci cioè sei subito dopo la sua morte e l’altre diece entro mesi quattro parimente doppo la sua morte per una sol volta in rimedio dell’anima sua e de suoi defonti.
Item ha lasciato e lascia a donna Maddalena sua diletta moglie donna madonna et usufruttuaria di tutto il suo avere vita di lui durante stando però la medesima ad ombra del detto di lei marito e ciò per l’amore che gli porta.
Nel resto poi di tutti l’altri suoi beni di ogni sorte crediti debiti raggioni attioni presenti e futuri salvis premissis esso testatore ha lasciato instituito creato e cosi lascia suoi eredi universali con la sua propria voce nominandolo il ven.do Altare di San Rocco eretto nell’Ospi e il ven.do Altare dei SS.ti Defendo e Firmo eretto nella Parrocchiale di detta terra cioè una metà per cadaun Altare con obligatione però che sia celebrata una messa per cadaun altare suddetto cioè nella festa di San Rocco e nella festa di S. Defendo cioè nella prima festa di detto S. Defendo e cioè nel tempo solo che viverà la detta usufruttuaria e non poi doppo la morte della medesima e il resto sia speso in onore di essi due altari secondo troveranno più opportuno li sigg. Governatori Guardiani e Reggenti delli medesimi e questo vole lascia ordina e comanda che sia il suo ultimo testam e volontà e non potendo valer per testam vole che vaglia per codicillo o codicilli o per donatione in caso di morte o per ogni altro meglio modo etc. cassando revocando e annullando ogni altro testam che per il passato potesse aver fatto.
Comissarij pro tempore essecutori del presente testam il detto testatore ha pregato assumer tal carico li sigg. Lorenzo Vezolo qm Giorgio e Bernardo Ghitti qm Giacomo dando alli medesimi ogni libertà necessaria per l’adempimento delle cose premesse esimendoli da ogni uso di amministratione et inventario etc.
È sta fatto il presente testam per il prefatto d. Pietro Bano testatore giacendo in letto in una stanza terranea di lui habitatione posta in cntr delli Homazzi nella terra dell’Ospi distretto di Brescia.
Letto poi e pubblicato per me nod. infrascritto d’ordine del detto testatore alla presenza delli infrascritti testimonij l’anno di Nostro Signore mille settecento cinquantuno correndo l’inditione XIV in giorno festivo di domenica diecinove del mese di decembre, presenti: d. Giuseppe Pitossi qm Salomone, d. Bernardo Ghidino qm Giacomo, d. Nicola Homassi qm Giacomo, d. Bernardino Homasso qm Maffeo, d. Giacomo qm Tomaso Stefanini, d. Giovanni Guarneri fgl di Pietro, d. Giuseppe Guarneri qm Pietro detto Bernino tutti dell’ospi et habitanti testi noti asserenti e pregati con me nod.
Rogato per me Joseph Guarneri nod ad l.s.
Ego Joseph Guarneri qm Caruli PVA noth. Hospi predictis omnibus presens fui et rogatus scripsi in quorum fidem me autentice subscripsi et signo meo subsignavi cum reservationem etc.

X(41) – 24 febrauarij 1688 – testam del sig/don Guarneri Guarnero – (trascriz)
Nel nome del Signore Iddio., Non essendo al mondo cosa più certa della morte né più incerta dell’ora di essa a quella perciò pensando il sig. Guarnero qm Giovanni Guarneri cittadino di Brescia abitante per la maggior parte nella terra dell’Ospi, sano per la Iddio grazia di mente sensi et intelletto et desideroso di disponere delle cose sue temporali acciò tra suoi posteri non nasca nessuna contesa con il presente adunque pur noncupativo senza scritti testam ha ordinato lasciato e comandato et instituito come segue:
Primieramente ha raccomandato l’anima sua all’Onnipotente Signore Iddio alla gloriosa et beata Vergine Maria et a tutta la celeste corte supplicandoli devotamente asssisterlo nel ponto della sua morte et intercederli il perdono de suoi peccati pentendosi di cuore di averne commessi.
Incarica gli infrascritti sigg. suoi eredi a farli celebrare subito dopo la sua morte cento messe da morto et quelle di più pareranno a medesimi eredi per loro bontà e misericordia in suffragio della di lui anima e de suoi predefonti.
Ha lasciato e instituito suo erede universale in tutti li di lui beni mobili stabili ragioni ed azioni crediti e debiti e specialmente nelli livelli presenti e futuri di ogni sorta niuna cosa eccettuata nominandolo con la propria bocca il sig. Giovanni Guarneri suo fratello e se questo mancasse senza figli o figlie legittimi e naturali e de legittimo matrimonio nati e procreati in tal caso ordina lascia comanda che della sua eredità siano cavate e ricevute da monsig. Arciprete che per tempora sara nella terra dell’Ospi lire seimilla plt col frutto delle quali debba in quella Chiesa Parrocchiale celebrare o far celebrare quella quantità di messe annualmente in perpetuo a quell’Altare della medesima chiesa che li parerà a commodo di quelli abituali et in rimedio e salute dell’anima sua e de suoi predefonti sempre conforme gli sarà prescritto da monsig. Ill. rev.mo Vescovo di Brescia per tempora.
Di più lascia per ragion di legato ed ogni altro miglior modo che in detto caso e non altrimente possa il sudetto monsig. Arciprete conseguire in detta eredità altre tre milla lire plt con le quali debba comperar tanti paramenti per uso e commodo della sacristia di detta parrocchiale che sempre restino e sian comuni a sacerdoti celebrabnti nella medesima chiesa con la sopra intendenza e direzione delli arcipreti per tempora acciò il tutto conservi con buon ordine et vada a onore della chiesa et in beneficio del rev.do testatore e dei suoi defunti.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia che per una volta nel caso predetto solamente le sian datte tre milla plt alla sig.ra Camilla di lui sorella r qm GioBatta Baldo o a suoi figli mentre però si sara aquietata/acquistata e contentata della dote promessa ed assegnateli al tempo del suo matrimonio col sig. baldo altrimente decada dal beneficio del presente legato. Non intendendo pero il rev.do testatore con la presente sua dispositione resti detto sig. suo fratello erede instituito gravato da alcum fidei comisso verso de figli o figlie ma sia sempre in libertà di diporre in detta eredità a di lui piacere salvo in ogni caso li soprascritti legati. E questo ha voluto e vuole detto rev.do testatore nel suo ultimo testam quale intende vaglia per tal ragione se non per codicillo o per donatione causa mortis overo per ogni altro miglior modo etc. cassando revocando et annullando qualunque altro testamento et dispostione che per avanti avesse fatto asserendo però non averne fatti alcuni. Fu fatto il presente testam per il medesimo testatore rev.do Guarnerio essendo nella cella dell’infrascritto rev.do Padre vicario del Convento de R.R. P.P. Reformati di questa città di Brescia in cntr di Santa Giulia.
Letto poi e pubblicato di suo ordine ad alta voce per me nodaro infrascritto l’anno di Nostro Signore milleseicento ottantotto alli ventiquattro di febbraio correndo l’inditione XI in presenza del rev.do Padre Giovanni Giacomo da Brescia Vicario in detto Convento e delli RR. Pietro Paolo. Fortunato da Bornodi Val Camonica, Cherubino da Rovato, Prospero da Rovato, Pietro da Brescia, tutti predicatori e di frate Gianipero da Capriolo e di frate Ogolino da Brescia tutti del medesimo Convento testimonij chiamati idonei e pregati etc. asserendo me nodaro conoscere il detto rev.do testatore etc.
Rogatum per me Antonium Rotam noth. ad l. s.
Ego Marcus Antonius filius qm d. Raimundi de Rotijs civis et habitator Brixie APV premissis omnibus adfui de eis rogatus sum in quorum fidem et autentice subscripsi e more meo subsignavi
Adi 9 aprile 1753 Ospitaletto
A chiunque faccio giurata fede io nodaro sottoscritto siccome il sudetto testam è stato fedelmente estratto d’altro simile autentico esistente nelli rogiti del qm sig. Marco Antonio qm Raimondo Rota sudetto e cittadino di Brescia e dal medesimo rogato dal sig. Bartolomeo Torre qm Giovanni cancelliere del spett. Comune di Ospi e tanto attesto con mio giuramento per essere il di lui carattere a me bene noto et averlo anco incontrato de verbo ad verbum estratto con l’originale medesimo e per averlo trovato fedelmente de verbo ad verbum estratto dal detto sig. Torre mi sono autenticamente sottoscritto in quorum fidem.
Ego Antonius Campana qm d. Pauli PVA brixie noth. me autemntice subscripsi et me meo solito tabellionatus signo subsignavi cum reservationem tamen etc.

X(43) – 24 marzo 1738 – testam di GioBatta Ferrari qm Gioseffo (trascriz)
In Christi nomine. Non essendo cosa più certa della morte né la più incerta dell’ora di quella, laonde considerando a questo detto. GioBatta qm Gioseffo Ferrari dell’Ospi et abitante sano per Iddio gratia di sensi mente et intelletto benchè del corpo infermo volendo de suoi beni temporali disponere acciò tra suoi posteri non nasca lite né controversia alcuna ha però con il presente nuncupativo testam senza scritti lasciato instituito et ordinato ut infra:
Primieramente ha raccomandata l’anima sua all’Onnipotente Signore Iddio alla GVM all’Angelo custode ed a tutta la corte celeste pregandoli volergli assistere nel ponto estremo di sua vita e poi interrogato da me nod. de legati ad pias causas cioè per l’Ospitale Maggiore e per rescato de schiavi ha risposto non voler disponere cosa alcuna per le medesime.
Poi ha lasciato e per raggion di legato lascia che dall’infrascritta sua mgl o sia dall’infrascritto suo tutore e per tempora esecutore gli siano fatte celebrare messe n.o cento d’entro un anno doppo la di lui morte per una sol volta in rimedio dell’anima sua e di suoi defonti.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia donna Lucia sua diletta moglie donna madonna ed usufruttuaria vita sua durante di tutto il suo avere insieme però con l’infrascritta figlia Caterina e Margherita sorella del detto testatore stando però detta sua mgl casta ed onesta et in stato vedovile e ciò oltre la sua dote consistente in lir quattrocento plt oltre li mobili apparenti da polizza ed estimo fatto dal qm Paolo Verzelletti ed oltre l’eredità di piò due di terra.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia Caterina sua figlia usufruttuaria insieme con detta sua madre e sorella vita sua durante stando però nubile e maritandosi esso testatore ha lasciato e lascia alla medesima lire settecento plt compresi li mobili per uso della stessa e queste d’essergliele date al tempo del suo matrimonio si temporali come spirituali per una sol volta et queste pure per quanto la medesima potesse aver pretender et conseguir nelli beni ed eredità di esso testatore.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia a donna Margherita sua sorella usufruttuaria insieme però con detta sua mgl e figliola vita sua durante stando ancor essa nubile e caso poi che una o l’altra morissero o si maritassero in tal caso sostituisce agli usufrutti predetti le superstiti che restassero o nubili o in stato vedovile respettivamente come sopra.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia alle donne Paola, Lucia, Domenica e Maria figlie del primo letto del qm Salomone Pitossi un scudo di piccole lire sette per cadauno da essergli dato doppo gli usufrutti predetti per una sol volta.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia a donna Camilla figlia di Agostino Gambai del Lodetto scudi quattro da piccole lire sette l’uno da essergli dati per una sol volta dopo gli usufrutti predetti nel caso però che la medesima si maritasse e non altrimenti.
In tutti poi veramente gli altri suoi beni si mobili come stabili ragioni azioni debiti e crediti presenti e futuri ed in livelli salvis premissis, esso testatore ha lasciato, instituito e creato e cosi lascia per suo erede universale con la sua propria bocca nominadolo il ven.do Altare Maggiore di San Giacomo dell’Ospi con questo patto però e conditione che dal cavato che si fara delli effetti o sia eredità sua sii investito et dell’entrata che annualmente si cavarà siino celebrate o fatte celebrare in perpetuo ogni anno tante messe dal rev. arciprete che per tempora sarà di essa parrocchiale e queste vuole lascia e ordina e comanda che sia il suo ultimo testam e volontà e non potendo valer per testam vuole che vaglia per codicillo o codicilli o per donatione in causa mortis o per ogni altro miglior modo.
Cassando revocando et annullando il testam rogato dal sig. Nicola Bonetti alias nod. come pure ogni altra volontà e questo vuole che prevalga a quello e che sia et esser debba la sua ultima e costante volontà.
Tutori poi et pro tempore esecutori del presente testam esso testatore ha pregato voler assumer tal carico il rev.do arciprete dell’Ospi che per tempora sarà et il sig. Paolo Lando dando alli medesimi ogni libertà necessaria per l’esecutione del presente esentandoli da ogni vera amministratione et inventario.
È sta fatto il presente testam per il prefato testatore giacendo in letto in una stanza teranea abitazione e di ragione del sudetto posta in cntr di Gazzoli nella terra dell’Ospi distretto di Brescia.
Letto poi e pubblicato per me nod. infrascritto d’ordine et espressa commissione del detto testatore et alla presenza delli infrascritti testimonij l’anno di Nostro Signore mille settecento trenta otto corendo l’inditione prima in giorno di lunedì venti quattro del mese di marzo. Presenti: il molto rev.do d. GioBatta Giacomini qm Pietro, d. Lorenzo qm Tomaso Sarnico, d. Tomaso fgl di Domenico Sarnico, d. GioBatta Bono fgl di Carlo, d. Francesco Facchetto qm Batta, ser Giovanni Buij fgl di Batta e d. Antonio fgl di Giovanni Gazzoli tutti abitanti nell’Ospi testimonij noti asserenti e pregati con me nod.
Rogatum per me Joseph Guarnerium noth. ad l.s.
Brescia 9 marzo 1826 viene copiata la copia esistente in archivio notarile …

X(45) – 21 marzo 1747 – testam di Orsola Landa qm GioBatta (trascriz)
In Christi nomin. Volendo la sig.ra Orsola Landa qm GioBatta dell’Ospi et abitante ritrovandosi per l’Iddio grazia sana di sensi mente et intelletto benchè del corpo indisposta disponere de suoi beni temporali acciò tra suoi posteri non nasca lite né controversia alcuna ha però con il presente noncupativo senza scritti testam lasciato instituito et ordinato ut infra:
Primieramente pentita di suoi errori ha raccomandato l’anima sua all’Onnipotente Signore Iddi alla GVM all’Angelo suo custode e a tutta la corte celeste pregandoli volergli assistere sempre e massime nel ponto estremo di sua vita e poi interrogata da me nod. de legati ad pias causas ha risposto non voler disponere cosa alcuna per le medesime, se non far li seguenti legati:
e poi ha lasciato e per raggion di legato lascia che dall’infrascritto sig. comissario gli siano fatte celebrar messe n.o quattrocento più presto sarà possibile dopo la di lei morte per una sola volta in rimedio dell’anima sua e de suoi defonti.
Item ha lasciato e per raggion di legato lascia il capitale delli scudi duecentottanta e lire tre di più e lire sette per scudo dovuto alla sudetta testatrice da d. Giuseppe Guarneri qm Pietro dell’Ospi ed il capitale dovuto alla predetta da d. Carlo Quaiotto qm Martino al rev.do sig. arciprete dell’Ospi che sarà per tempora coll’obbligo però al medesimo di celebrare col frutto di detti capitali tante messe annualmente in perpetuo et sine fiore con la elemosina di lire una plt per messa e ciò in suffragio dell’anima sua e dei suoi defonti.
Item ha lasciato al molto rev.do sig. d. Innocentio Lando di lei fratello zecchini di Venezia n.o otto da essergli dati per una sol volta subito dopo la di lei morte.
Item ha lasciato che dall’infrascritto sig. Comissario sia fata fare una lampada d’argento simile a quella del ven.do Altare di Caravaggio eretto nell’Ospi cioè dello stesso peso di quella e questa la lascia all’Altare di San Giuseppe eretto pure nella parrocchiale di Ospi purchè dopo la morte dfi detta sig.ra testatrice vi sia danaro sufficiente per far detta lampada simile come sopra, quando che questa non fosse sta fatta al tempo come sopra e ciò titolo caritatis.
Item ha lasciato al ven.do Altare del CD eretto ut supra un peso di cera per una sol volta acciò questa sia impiegata in accompagnare il Venerabile e ciò titolo caritatis.
Nel resto poi di tutti li altri suoi beni di ogni sorte salvis premissis essa sig.ra testatrice ha lasciato instituito e creato e cosi lascia etc. suo universale erede con la di lei propria bocca nominandolo l’Altare Maggiore di san Giacomo della parrocchia dell’Ospi cioè che il rev. arciprete che sara per tempora di detta terra abbia ad impiegare detto resto di sua eredità in quattro ornamenti che detto rev.do arciprete stimerà più bene non solo per l’Altare Maggiore suddetto quanto per qualche altro Altare della detta parrocchia dichiarando che li due capitali cioè uno dovuto dal rev.do don Giovanni Zino di scudi cinquanta di piccole lire sette l’uno e l’altro di scudi venticinque simili dovuto dalli dd. Antonio e flli Bonadei esser questi di sua ragione constituiti con li di lei avanzi come pure li scudi trecento simili a lei lasciati dal qm Giovanni Paolo Lando di lei fratello per sua dote e altri scudi trecento ereditati dalla qm Annunciata sua sorella e questi pure lasciati dal detto qm Giovanni Paolo Lando per dote della medesima spettante come da testam rogato da me nod infrascritto al quale etc.
E questo vole lascia ordina e comanda che sia il suo ultimo testam e volontà e non potendo valer per testam vuole che vaglia per codicillo o codicilli o per donatione in caso di morte o per ogni altro miglior modo etc. Cassando revocando e annullando ogni altro testam che per l’adietro potesse aver fatto asserendo non averne fatti altri che si aricordi, che un solo rogato pure da me nod infrascritto, ma quello cassando, et il presente vole che prevalga a quello et che sia ed esser debba la sua ultima e costante volontà.
Comissario poi et per tempora esecutore del presente testam essa sig.ra testatrice ha pregato voler assumer tal carico il rev.do sig. arciprete dell’Ospi che sarà per tempora, dando al medesimo ogni libertà necessaria per l’adempimento delle cose premesse e con la facoltà di poter riconoscere la serva che si ritroverà al tempo della di lei morte cioè di riconoscerla di quel tanto stimerà conveniente oltre il dovuto salario che non fosse pagato esimendolo da ogni resa di conti per patto etc.
È sta fatto il presente testam per la prefata sig.ra Orsola Landa testatrice giacendo in letto in una stanza terranea di lei abitazione e posta in cntr della Via Regale nella terra dell’Ospi distretto di Brescia.
Letto poi e publicato per me nod. infrascritto di ordine della detta sig.ra testatrice alla presenza delli infrascritti testimonij l’anno di Nostro Signore millesettecento quarantasette corendo l’inditione X in giorno di martedì ventuno del mese di marzo presenti: il molto rev.do d. Girolamo Girelli qm Beltrame di Provaglio della Riviera di Salò ora abitante nell’Ospi, il sig. Amadio Coli qm Innocenzo, sig. Girolamo Pedrassa qm Carlo da Gargnano di Salò, sig. Stefano Crescenti qm Domenico, d. Andrea Berardi fgl di Fausto/ino, d. Carlo Guarneri qm Bartolomeo, d. Giovanni Orisio qm Girolamo dell’Ospi ed abitanti testi noti et assserenti e pregati con me nod.
Rogatum per me Joseph Guarnerium noth ad l. s.
Brescia 9 marzo 1826 fatta copia identica all’originale

X(47) – 24 febbraio 1688 – testam di rev.do Guarnerio Guarneri vedi … X(41) …

X(49) – 24 marzo 1738 – testam di GioBatta Ferrari qm Gioseffo vedi … X(43) …

X(51) – 21 marzo 1747 – testam di Orsola Landa qm GioBatta vedi … X(45) …

X(53) – 10 agosto 1632 – Codicillo del qm Giovanni qm Antonio Guarneri di Ospi
In Christi nomine amen. Essendo che il sig. Giovanni qm Antonio di Guarneri dell’Hospi et habitante abbia fatto il suo ultimo testam nuncupativo senza scritti rogato dal mgt.co sig. Pietro Carchano adi 9 del corente al quale etc. e volendo esso sig. Giovanni mutar et annullar come anco accresser diversi legati lasciati in detto suo testam perciò l’istesso sig. Giovanni sano di mente senno et intelletto benchè sia infermo del corpo di mal contagioso ha procurato di fare il presente codicillo in questo modo come segue:
Parimenti raccomanda l’anima sua all’Onnipotente Iddio, alla BVM sua Madre umilmente pentendosi d’aver offeso Sua Divina Maestà, di poi lascia per ragion di legato che il legato fatto ad uno nominato il Rosso/Bosso da Santo Ambrogio di Milano il nome del quale non si arricorda che è de lire doi milla plt o più o meno vuole che detto legato sia nullo e di niun valore come se fatto non fosse.
Item di più lascia et annulla anco il legato fatto alla Scuola del Santissimo Rosario posta nella Parrocchiale dell’Ospi che era da scudi novanta da berlingotti sette l’uno all’anno, qual legato detto codicillante vuole sia nullo e di niun valore et detti scudi novanta gli lascia alla Chiesa della Madonna di Lovernaco posta sopra il detto territorio di Hospi da esse pagati per li eredi di esso codicillante ogni anno in perpetuo acciò che detta Chiesa o suoi Reggenti siano tenuti et obligati far celebrare una messa quotidiana in perpetuo in rimedio dell’anima di esso codicillante ed suoi defonti nella detta Chiesa volendo detto Codicillante che il predetto legato sia esseguito subito dopo la sua morte lasciando anche essecutori del detto legato li sindici del comune dell’Hospi che per tempora saranno elletti.
Item lascia che in caso che li figli di ms Pietro qm Cristoforo Gazzoli cugnato di esso codicillante o suoi descendenti vi fosser religiosi che essi siano Patroni di haver tal beneficio di celebrar loro la messa lasciata ut supra et havendo la recognitione di scudi novanta all’anno ut supra lasciati.
Item poi lascia che li eredi di esso codicillante siano obligati a far fare un deposito sepolcrale nella medesima Chiesa di Lovernaco in termine di mesi sei dopo la morte di esso codicillante et in quello far deponere il suo cadavere facendolo far tal deposito con una pietra sopra in laudabil forma.
Item inoltre detto codicillante aggiunge al legato fatto a Innocenzo de Caij detto Bressano altri scudi dieci e cio per quanto possa pretendere per diverse opere fatte sin l’anno passato.
Item di più lascia a Paola e Maria sorelle de Franzoni scudi dieci da berlingotti sette l’uno per scudo oltre il legato nel detto suo testam et questo quello/quanto possano pretendere per le opere et servitij a loro fatti.
Item nel resto poi conferma tutto ciò contiene il predetto suo testam ut supra rogato.
Fatto condito et ordinato nel presente codicillo per il sudetto ms Giovanni codicillante essendo sentato sopra uno scagno posto in un suo campo appresso alla macina vicino a casa sua per esser ammalato di mal contagioso sita di sopra il territorio di Hospi distretto di Brescia, scritto letto e pubblicato ad alta voce per me nod infrascritto e dal detto codicillante in tutto approbato l’anno dopo la nativita di nostro Signore milleseicento trentadue corendo l’inditione decima quinta adi 10 del mese di agosto presenti: il sig. Aurelio qm Andrea Alberghino, ser Joseph qm Fausto/ino di Guarneri, Antonio qm Joseph de Caij, Giorgio qm Batta Paganone, Joseph qm Antonio dell’Homasso tutti dell’Ospi testiminij asserenti etc.
De quibus omnibus rogatus sum ego Joannes Bapta Augustus
Ego Joannes Bapta fgl qm Andreas de Augustis de Sajano PVA Notarius premissa manu propria scripsi et de eis rogatus interfui Ideo in eorum fidem cum signo meo apposito subscripsi cum reservationem.
Tratta dal processo presentato per il sig. GioBatta Giani/Zani per nome delli sigg. Reggenti della Chiesa della BV di Lovernaco in causa e contro dd. Francesco e Pietro fratelli Gazzoli e Giovanni qm Giuseppe pure Gazzoli e li eredi qm Carlo Bignotti qm Stefano e li dd. Antonio e Giuseppe fratelli Bonadei qm Batta il di 15 luglio corrente in offizio della Cancelleria prefettizia al civil di Brescia. Brescia 15 luglio 1778

X(57) – (60) – … deposizione sulle ultime volontà di Gaetano Scolari

P…1074 – 31 genaro 1701 – censo della ven.da Scola del ss.mo Rosario da scoder da Giuseppe qm Bettino Caglio – in caminata terranea della casa di abitaz di me nod infrascr in cntr SR presenti: Francesco Inselvini qm Giacomo e Giacomo Zani qm Bernardo – Giuseppe qm Bittino Caglio ha bisogno di denaro fa annuo censo di lire 4:10 plt all’anno fondato sui seguenti beni che da al Presidente Paolo Torre e reggenti Giuseppe Buissa e Pietro Crescenti e Paolo Verzelletti che acquistano e riceve dal loro massaro Lelio Gazzoli lire 100 plt affrancate dalli fratelli qm Bettino Caglio – sigurtà Francesco Caglio di lui fratello separato – pdt in cntr de Cosetti chiamata il Longo – not: Vincenzo Usupini

P…1079 – 29 aprile 1713 – compra del sig GioBatta Aluenti dal ven.do Altare della BVM herede del qm Giacomo Antonio Mettello della Breda o Molino
In Brescia in cntr delle Bazeghe nella corticella verso sera nella casa di abitaz dei sigg. Angelo e Ottavio flli Zini qm Pietro presenti: per testi: Francesco Vitali fgl di Giovanni qui cittadino e Gioseffo Guaineri mio …
Il 25 luglio 1712 morì il sig. Giacomo Antonio Metelli qm Giacomo Antonio di questa città fatto il testam 9 decembre 1695 rogato da Bartolomeo Bertuetti qui nod. in cui dopo diversi legati istituisce suo erede universale l’Altare della BVM di Ospi a quelle conditioni. E siccome l’eredità Metella era gravata da diversi debiti fu necessario venire alla vendita della Breda Molino e dopo relativo incanto fu assegnata al sig. GioBatta Aluenti offelinaro in BS nel pretio di £ 30600 plt con incanto 11 decembre 1712 con qs pagamenti
— 4 genaro 1713: al Monasterio dei SS.ti Giacomo e Filippo di qs città £ 6000 plt + £ 275 plt per censi decorsi sino li 11 novembre 1712 instr rogato Bart. Bertuetti
— alli nob. sigg. dr. Pietro e flli Cirimbelli £ 1435 con piccole £ 355 de censi decorsi instr rogato da Giovanni Giacomo Constantini
— a Bartolomeo Tarlengo £ 200 plt instr rogato Giovanni Giacomo Constantino
— 11 febbraio 1713 pagati a Antonio Pelamatto scudi 300 instr rogato da Tomaso Guarneri
— 28 aprile 1713 pagati a Lodovico Venturello £ 500 plt + £ 111 de Censi
— 5 genaro 1713 pagati a Giovanni Francesco Nigra £ 2140 plt in saldo del biglietto u luio 1711 del qm sig. Antonio
— pagate a Giovanni Vernesco £ 795 plt in saldo bigliettro qm Antonio 6 aprile 1711
— pagati al dr Flaminio Carara per medicaz. al qm Antonio otto ducatelli e al GioBatta Bracco chirurgo £ 18
— pagati a Francesco Mazino £ 136 plt + £ 22
— pagate a Giovanni Antonio Pelamatti £ 240 plt
— pagate a Bartolomeo Torre e Giovanni Chiappa reggenti dell’Altare £ 200 plt + £ 90 plt
— pagate ai Reggenti dell’Altare £ 4200 plt + scudi 100 nel torcolotto del Berlingo + altri scudi 200 in Paolo Crotto da Trenzano
— scudi 25 a Pietro Gazzoli di Ospi
— scudi cinquanta a Nazaro e flli Panzini
— scudi 100 a Geronimo Botta da Castegnato
— £ 500 plt a Carlo Pira del berlinghetto
— £ 200 plt a GioBatta Stancheri
— scudi 300 al Zaneto del Berlingo
Tutti instr rogati da Nicolò Bonetti
— scudi 78 alla Fabbrica delle Nuova Chiesa di Ospi rog da GioBatta Foresti nod in BS
— scudi 150 al nob Pietro Januario Ducco
— doppie dieci a Angelo Zino
— £ 4900 plt ai Reggenti Giovanni Paolo Torre e GioMaria Chiappa
— £ 112 plt alli sigg. Dusine
— £ 45 plt a Bartolomeo Betinzoli
— £ 317 plt a Agostino Cinelli
Il tutto fa £ 18065 plt e volendo risolvere il tutto i presidenti (Bartolomeo e Giovanni Paolo Torre) del ven.do Altare erede Metelli vendono al sig GioBatta Aluenti figlio emancipato del sig. Ottavio il molino et beni dominicali dell’eredità Metelli (sotto poi descritti) per £ 30600 plt ed avendo il sig Aluenti fatto tutti i pagamenti sopra scritti di £ 18065, ne viene che restano £ 12534:13 …..
Quali beni sono:
le case da patrone et massaro et molino et piò quindeci di terra il tutto situato nelle Chiusure di Brescia in cntr di San Bartolomeo – noth: Thomaso Guarneri qm Domenico
+ polizza delle robbe di Giacomo Antonio Mettelli
E ricevute varie …

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