alla fine della pag. precedente una foto di gruppo in cima allo Zuccone. % articoli di giornale che si riferiscono alla Gita VI!
Faticosa escursione in sky di quattro “Sucaini”.
Riceviamo da Edolo il 26: giorni sono in quattro sucaini Guarneri, Cantoni, Rigotto e Marsecano risalirono in sky la valle di Avio. La neve pessima ostacolò il loro procedere. Nella notte due di essi ridiscesero a Temù; gli altri due pernottarono a Malga Laghetto e ridiscesero il giorno successivo. Da Temù alla seconda cascata di Avio avevano impiegato più di 12 ore. Lo sky in certi punti affondava oltre 30 cm.
altro ritaglio di giornale: in sky al lago d’Avio. Temù 26: domenica si raggiungevano da Milano quattro giovani alpinisti, che lasciate le aule polverose scure della facoltà milanese voler vanno passare il carnevale in alta montagna. Meta doveva essere la vetta dell’Adamello e forse anche i giovani accarezzavano in animo qualche altra salita nella loro passione di alpinisti. La giornata era brutta né dava a sperare in meglio. Il lunedì mattina la neve tornava a coprire di suo candore tutti dalla valle che nei giorni passati era quasi per intero sgombra; né in vero Giove pluvio intendeva essere benigno, perché con la neve mandava una acquerugiola fine e uggiosa che rendeva impraticabile il bianco strato. I giovani a tesero fiduciosi un momento più propizio alla loro impresa. Allo sky club di Ponte di Legno li riceveva cortesissimo il tenente Bontempi del 20º artiglieria largo a loro di informazioni e schiarimenti sulla valle e sui paesi. Nel pomeriggio, calzati gli sky i quattro giovani s’avventurarono in esplorazione per Val d’Avio. A sera inoltrata erano di ritorno da quando la neve cessava di cadere e il cielo s’apriva alla prime stelle nunzie di bel tempo rinascevano le speranze prima messe in dubbio dal tempo. Tutta sera passò in preparativi. Centre avvistarono e guide e valligiani. Tutti ritenevano la vetta inaccessibile finché lo stato della neve non fosse migliorato. In pazienti giovani non tesero che la neve si facesse migliore partirono. . Dopo tutto erano venuti fin qui per cercar la neve ed ora che essa c’era non dovevano approfittarne? Li animava la fiducia dei loro vent’anni; li invitava la magnifica giornata. Alle sette erano già in valle oltre le prime baite. Chi però li osservava dal paese notava a quanta farinosa muovevano sulla neve. E invero troppo può farinosa essa cedeva sotto gli sky. Qui se ne commentava la audacia e si augurava alla riuscita della loro impresa. Lo né altro di loro si seppe per tutta la giornata. Solo a notte tardissima quando alcuni chiarori si videro muoversi per la valle, si pensò ad un loro ritorno. Il lento procedere era prova evidente ora della loro stanchezza. D’altra parte da più di 16 ore erano partiti! Fummo sorpresi allorquando per la breve distanza ci fu dato constatare come due soli dei quattro alpinisti fossero di ritorno. Mentre si toglievano i rischi domandammo loro dei compagni. Li avevano lasciati lassù alla malga laghetto allorché meno temerari di loro questi due avevano rinunciato ad ogni ulteriore tentativo. Narrarono la giornata larga di emozioni e di pericoli. Due le valanghe a cui erano stati spettatori da vicino, e dalla cui non erano stati avvolti! Lunghe le ore di lotta da esauriente con una neve impossibile, di cui non la racchetta non gli sky aveva ragion avevano potuto lottare così a lungo sotto l’effetto di numerose dosi di stricnina. A notte scura allorché più difficile era il procedere, i due avevano un poco più di quattro ore rifatto l’intero percorso in grazia anche della Neva un po’ più gelata. La mattina di mercoledì, non tranquilli per la sorte dei due compagni, tanto più che per tutta la notte aveva infierito sulla valle una spaventosa tormenta, rincalzati gli sky incuranti della neve e del vento i due risalirono la valle d’Avio per la quale alla volta avevano iniziato la discesa agli altri due che l’intera notte avevano svegliato i mini intirizziti da un freddo glaciale essi pure fiaccati dalla ostilità del tempo e della neve, che farinosa assai in certi punti superava i 3 m e mezzo di altezza e in cui lo sky a volte affondava anche 30 cm. Ai giovani che sui monti vanno temprando il carattere vadano le congratulazioni sincere di quanti sanno l’importanza della loro prova. Erano: Alberto Cantoni S.U.C.A.I. – Enrico Marsicano idem – Augusto Rigatti S.A.T. – Enea Guarneri SUCAI sez. Milano —
Gita VI In sky al lago d’Avio 22-25 febbraio 1914
domenica 22.- A Iseo alle ore le 9:30 riunione. Ricatti, Marsicano, Guarneri. E Cantoni? Ha perso il treno Milano arriverà col primo che segue. Il peggio è che ha lui la piccozza di ricatti. A Edolo siamo alle 12 meno pochi minuti. Sto sempre in tempo però per farci sequestrare le macchine fotografiche. Piove a dirotto. Ci incamminiamo verso Temù. C’è una strada impossibile. Prima delle quattro siamo Temù. Marsicano va a Ponte di Legno a cercare di Fausto Tinelli. Io e Rigato di Si incomincia la serie lunghissima di tresette. Un pranzo fu frugale e poi a letto. A mezzanotte l’albergo è tutto sottosopra riconosciamo la voce di cantoni. È arrivato, si balza in piedi ci si informa di quanto gli è capitato. Poi di nuovo sotto!
Lunedì 23.- Nevica forte! Tutto il paese intorno, verde ieri, oggi ha ripreso il suo manto bianco. Alle sette sveglia. Partiamo per Ponte di Legno. Vi troviamo Fausto tinelli che ci è largo assai di favori. Poi allo sky club ci riceve il tenente Bontempi del 20º artiglieria comandante del forte del Tonale. Ammiriamo così la corona di allori che la società ha saputo aggiudicarsi in due anni. Calzati gli sky i scorrazza siamo un po’ nei dintorni del paese. Troviamo Muzio che ha fracassato uno sky . Poi ritorniamo in paese; facciamo poche provviste e ci incamminiamo verso temo per la strada nazionale. Di qui alle nove circa incominciamo la salita di Val d’Avio. Procediamo per un bel po’, poi l’oscurità incipiente ci consiglia di tornare. Siamo a temù che è buio. Però non nevica più e si vedono le prime stelle. Le guide ci sconsigliano di partire però noi speriamo e si vuol partire.
Martedì 24. Giornata magnifica. Alle sette siamo già in viaggio. Si maledice al momento in cui s’è rotta la thermos perché qui sarebbe una manna con l’aria fredda che tira. Si lasciano indietro le piste di ieri, s’attraversa il torrente, ci si inoltra nella prima bassa pineta. E si sale a larghe spirali. Ad un tratto un notevole ammasso morenico ci dà da lavorare. Mi viene l’infelice dire di togliermi gli sky . E si sale sempre “si è quasi a buon punto”, azzarda qualcuno. Ma ce n’è ancora. Sopra il primo gradino della prima cascata ci fermiamo a far colazione. Sono le 1:30. Non si riparte che verso le tre. Intanto abbiamo tolto lo zoccolo di ghiaccio agli sky. Un’erta salita fiacca le forze. Una due valanghe rotolano a valle a pochi secondi di intervallo. Ne siamo avvolti dalla nube. E si sale ancora lentamente. Il lago ci si mostra; è tardi assai, già si fa scuro. Tentiamo procedere; è inutile. Con Rigatti propongo di ritornare. Cantoni e Marsicano si fermano a dormire a Malga Laghetto. A sera certe nubi mi danno a temere. Con Rigatti riprendo la via del ritorno in pochissimi minuti siamo scesi dal primo lago al al fondo della valle. Riprendiamo le piste fatte in salita. Accendiamo la lanterna. Ci manca anche da bere perché il caffè e la cioccolata sono gelati. La neve gelata pare sostenga bene. Tanto più che mi minaccia un principio di congelamento ad un piede per una cinghia troppo stretta, ci togliamo gli sky e procediamo così, gli sky in spalla. Attraversato l’Oglio la neve si fa di nuovo brutta, Rimettiamo gli sky già si vedono lontano i lumi di Temù in pieno Carnovale. Chi vince la stanchezza è la fatica, si procede lentissimi. Pare che a Temù non si debba arrivare mai. Quando Dio vuole attraversiamo un altro ramo del fiume e siamo in paese. Ma che vita d’inferno! Gli ultimi 100 m li abbiamo fatto di in non meno di cinque minuti, all’albergo siamo attesi. Una minestra calda e un uovo e poi a letto. Nevica.
Mercoledì 25. Tutta la notte ha imperversato una furiosa tormenta. Chissà che ne è dei due lassù. La mattina il vento si calma ma la neve cala spessa. Risaliamo la valle incontro a Cantoni e Marsicano che certo non avranno proseguito. Si incontrano, hanno fatto una notte d’inferno. Andiamo assieme a Temù. Mandiamo gli sky a Panto/Fausto di Legnano con ringraziamento al buon Faustinetti. Prendiamo l’automobile alle 16 siamo a Edolo, e la ferrovia più che mai lenta ci rende alle nostre case. Meno male che si passa il tempo dando fondo alle provviste. …. ?8574?
