Giornale di viaggio di EG – Gite I, II, II, IV, V — Accampamenti I, II, III
“Per le tenere verdi messi al piano, / Pè vigneti sull’erte arrampicati / Pè laghi e fiumi argentei lontano / Pè boschi sopra i vertici innevati … … …
Sale candido solo in mille canti, / un inno in voce di 1000 preghiere.”
Giosuè Carducci da “Il canto dell’amore”
Giornale di viaggio — Gita I — accampamento I
Al Cornone del Blumone, 13 e 14 agosto 1911 — domenica 13 agosto
partenza da Passiranno col treno delle 6:00 per Breno dove arriviamo alle 8:45. Incontriamo qui il portatore del CAI, Marzoli Samuele. Partenza alle nove per Astrio arrivo ad Astrio alle 10:00. Vi si acquistano 6 kg di pane. Partenza alle ore 10:30 ed arriviamo a Campolaro alle 12:30. Si fa colazione e si riparte verso le 13:30. Giungiamo in Bazena verso le 16:00. Dalla cima ci fermiamo a salutare i soldati che ci rispondono dalla caserma. Poco più su prima della sella del Frerane troviamo della neve gelata i grossi chicchi di grandine che è caduta abbondantemente ieri. Alle 17:30 circa siamo alla sella del Frerane (2673 m). Poco dopo in cominciamo a raccogliere i primi edelweiss, ma bisogna camminare perché si fa tardi. Dopo due ore di cammino su orribile Pietri Isco arriviamo al lago della Vacca (m 2346), e in cominciamo la salita dell’ultima cresta del Blumone (m 2843), che però non si può raggiungere completamente stante l’ora tarda e la nebbia pericolosa. Ritornati presso il lago della Vacca, possiamo trovare posticino dove piantar le tende. Sono le ore le 20:30. È già buio e l’erba è bagnata. Piantiamo le tende, mentre due preparano una bollente grappa e ci riuniamo poi tutto sotto una sola (tenda) per cenare. Il pasto è allegro ed abbondante; finito questo, dopo aver chiacchierato un poco si riordina il giornale di viaggio.
Lunedì 14-durante la notte nelle tende furono messe a dura prova, vento e pioggia imperversavano tutto la notte fino alle tre di stamane. Verso quest’ora si disse in tono alcune voci e passi dato il “chi va là?” Nessuno risponde, ma arguiamo che fossero guardie di Finanza. Alle sei qualcuno esce e dalle tende e la vita intorno alle due capanne di tela risorge. In poco più di cinque minuti l’accampamento elevato, i sacchi sono chiusi e ci poniamo in marcia. Sono le 6:30. Per un’ora ricamminiamo sul pietrisco. Il freddo intenso non ci permette di toglierci le mantelline già umide per la notte. Ripassiamo su due canaloni di neve gelata. Dopo due ore di marcia ci fermiamo poco prima della sella del freno e rane. Sono le 8:30, facciamo uno spuntino e dopo raccolti abbondantissimi edelweiss, ripartiamo alle 9:15. Dopo un’ora scavalcata la sella cominciamo sulla china del costone e ne tocchiamo la cima (m 2415) verso le 10:30. Sempre rimanendo sulla cresta, discendiamo fra Val Bana e la malga Stabio, per salire il Trabocco (m 2231) verso le 12:00. Discendiamo un po’ quindi lo giriamo a mezza costa, la marcia è difficile specialmente per Paolo che da ieri sera è privo di un taccone, per cui gli manca l’appoggio sicuro. Si vede giù basso la caserma di Bazzena e sul Costone alcuni cacciatori. Sono quasi le 13 quando ci sediamo colazione molestati da numerosissimi bruchi. Scendiamo poi di cresta in cresta fino ai primi larici; da qui si inizia una faticosa corsa attraverso prati sdrucciolevoli limpidissimi che rovinano le nostre caviglie. Poco prima delle 15 siamo a Piano di Astrio che stavolta non tocchiamo. Prima delle 16 di buon passo giungiamo a Breno. Deposti i sacchi in stazione, corriamo verso l’olio per rinfrescarci e ripulirci un poco. Prendiamo il treno delle 17 per Passirano. In treno diamo allegramente fondo alle provvigioni abbondanti rimaste nei sacchi. Siamo Passirano alle 20 eventi e nessuno ci attende. Bellissima veramente fu questa escursione per quanto faticosa e lunga. Acqua abbondantissima e freschissima scaturisce ovunque. Il morale ed il fisico dei componenti fu sempre ottimo. Componevano la compagnia: Carlo Prandillo, Piero Rocca, Angelo Rocca, Paolo Rocca, Franco Guarneri, Enea Guarneri.
Gita II — Accampamenti II e III — Passirano-Guglielmo- Zone- Gardone — 8-9-10 settembre 1911
Venerdì 8 .- Partenza da Passiranno alle 3:30. Da Camignone fino in Val Baiana andiamo in carrozza, in via piedi risaliamo la valle di Gallina fino ai piedi della Punta dell’Orto (m1001).
Invece di seguire il sentiero saliamo attraverso il bosco e non sempre questo ci riesce facile, essendo la boscaglia fittissima, e non in molto carichi. Raggiunta la cima verso le 10:00 procediamo, sempre sulla cresta verso il cappuccio e a Santa Maria del gioco (967 m) da dove non avendo ivi trovato acqua per rifornirci, andammo alla casa della signora Carolina Bianchi, la quale con s’acquisiti essi cortesia non solo ci fu larga di Jack quali gentilezze, ma anche aumentò il nostro già grande appetito con un amaro, siamo quindi costretti a fermarci poco oltre per colazione. Partendo dopo una mezz’ora saliamo il Redondane (1143 m), meta sospirata per una sosta, se non che dobbiamo velocemente discendere per un indescrivibile sciame di formiche alate che ci inseguono tormentandoci. Continuando sulla cima dei monti che sovrastano sale Marasino, giungiamo verso le 15 alla croce. Passiamo a mezza costa del monte Caprello e dopo mezz’ora di salita giungiamo alla Forcella. Sono le 17:45. Scelto un buon prato asciutto vi piantiamo tra una numerosa mandria di bovini e suini il nostro accampamento. In cinque abbiamo erette le nostre casette. Ora siamo affaccendati per il pranzo, chi va a prendere acqua ad una buona sorgente ma non troppo vicina, chi porta sassi per assicurar le tende, chi infine si occupa della cucina in cui bolle una profumata minestra. Dopo aver pranzato si girò un poco per il prato, si estrae a sorte il turno di guardia per la notte e si redige il giornale di viaggio. Alle 20 di e 30 tutto è quiete e solo veglia la guardia che dovrà rimanervi per due ore. La notte quieta, un poco nuvolosa, alcuni porci devono essere tenuti lontani dalle guardie. – Photo con l’accampamento alla forcella di Sale Marasino –
Sabato 9.- stamane ci permette temo il lusso di una sveglia non troppo mattutina: alle sette e non tutti gli erano ancora usciti dalle tende. Si prepara un buon ed abbondante tè con latte, si leva le tende e si chiudono i sacchi che vengono consegnati in una vicina cascina. Dobbiamo salire sulla cresta più alta del monte Caprello (m 1327). Non esistendo sentieri saliamo per un ripidissimo canalone. La salita è tanto erta che si pericolo di colpire con i propri piedi la testa di quello che è immediatamente sotto. Prima di giungere alla cima è necessaria una difficile cordata. Dalla cima Franco deve scendere non poco per raccogliere il bastone di e ne era scivolato giù. Indi si incomincia -(Photo rifugio Guglielmo)- il ritorno per una discesa più che mai difficile e pericolosa. Alle 11 siamo nuovamente a prendere i nostri sacchi e partiamo per la Forcella di Marone dove intendiamo a tentarci. La salita di un arido prato ci fa sudare, ma finalmente giungiamo alla meta e sostiamo; facciamo colazione che è quasi l’una. Alle due lasciati sacchi nella cascina “Gas” intraprendiamo la salita del Guglielmo su attraverso un arido e liscio prato che addolora le nostre caviglie e ci troviamo al rifugio (1949 m) dopo due ore di marcia. Ci fermammo circa 10 minuti a prendere una granatina, quando incominciano a cadere alcune gocce d’acqua. Temendo che l’erba destinata a ristorarci stanotte che si bagni, intraprendiamo una discesa precipitosa. Sono le 16:10. Tutto dalla strada è fatto da di corsa e alle 17:10 siamo pronti per ripiantarle tende: un vero record di corno e montanari che ci videro. In aggiunta di piantiamo le tende su cui si spiega e sventola il tricolore – foto accampamento alla Forcella di Marone – . Prepariamo un brodo caldo ceniamo e ci ritiriamo sotto le tende a redigere il giornale di viaggio. Fortuna che domani arriveranno rinforzi! Di 92 anni in due giorni non ne rimangono che per doman. I primi due turni di guardia toccano a Franco e Angelo che domattina partiranno alle tre per Zone.
Domenica 10.- La notte che fu buona asciutta e un poco ventilata. Alle tre sveglia generale per l’accampamento. In una tenda si prepara del tè. Qualcuno parte. Parte per zone ad incontrarvi la comitiva che da ieri vi deve essere. Intanto che Angelo e Franco in un’ora giungono a Zone sotto le tende i rimasti ricominciano a dormire. Indi verso le 6:30 escono tutti, puliscono le cucine e riordinano i sacchi, indi lasciando uno di guardia all’accampamento gli altri entrano a riscaldarsi in una cascina vicina, dove una buona vecchietta vorrebbe ad ogni costo gettar sul fuoco una grossa fascina per riscaldarci. Vengono così le otto lo, si sale saltando alla cima del Garigliano. Cogliamo dei crocchi a pena sbocciati e attendiamo da quella cima l’apparizione della comitiva. Sono le 8:15 quando su una sella nuda si delineano d’un tratto otto figure. Sono la signora Annina Rocca, signor Vittorio Rocca, l’Ernestina, la signorina Nini, il colli che sono condotti da Franco e Angelo. Partiti da Zone circa alle sei giungono qui dopo quasi due ore di cammino. Uno… Due… Tre… Acutissimi fischi di serie linea li avvertono che sono già stati scorti ed essi alla loro volta rispondono. Qualcuno ha fretta per giungere prima. Alle nove sono tutti intorno alle tende. Poco dopo leviamo svelti il campo e ci disponiamo a partire. Alle 10 a pochi minuti siamo già discesi nella valle di Supino o Tupino. Veramente bella e questa valle! Ovunque orridi e strapiombi spaventosi. Boscaglie fittissime intersecate dall’unico sentiero. – Photo con i gitanti – scendiamo adagio adagio sospettando spesso ad ammirare il paesaggio ognor nuovo e bello. Qua e là alcune cascine di carbonari e cataste di legna. Ci fermiamo a far colazione dietro una grande roccia quando è già il mezzodì. Di contro, su sfondo di fresco muschio una madonnina in gesso guarda verso la bocca della valle; la signorina le gira e rigira attorno finché arriva a ciò lare e cade nell’acqua fino al ginocchio. Si riparte che poco manca alle 14. Raggiungiamo e attraversiamo tupino/supino in festa e ci portiamo fino a Gardone Val Trompia. Qui prendiamo il tram per Brescia. A Brescia pranziamo; e la prima volta dopo tre giorni che ci sentiamo d’un tavolo e che mangiamo un poco civilmente! Preso il treno delle 19:20 siamo a Passiranno poco dopo le 20, attesi da tutti. Gita magnifica sotto ogni rapporto. Bravo Mario è la prima volta che per la i 1000 m a buone gambe. Componevano la comitiva: Angelo Rocca, Mario Rocca, Franco Guarnieri, Piero Rocca, Enea Guarneri
