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Carteggi 1920-24

1920 – 1924

a C 1014632-G-III: manoscritto pessimo:
Enea Guarneri bresciano già allievo del nostro Convitto Ponzone, studente poi delle della nostra Scuola Superiore di Agricoltura, anima innamorata delle montagne, dedicò all’alpinismo tutte le sue energie con fervore d’apostolo; le Alpi bresciane e specialmente il gruppo dell’Adamello non ebbero segreti per lui. Entrato nel maggio del 14 un anno appunto prima dello scoppio della guerra, nelle truppe alpine come volontario, poi dell’8° Reggimento, allora comandato dal compianto General Cantore, promosso ufficiale passò poi al 2° Alpini, dove raggiunse appena ventiduenne il grado di Capitano.
Modesto, valoroso, calmo e sereno sempre alla testa dei suoi valorosi soldati, già passato a Monte Nero di Caviccio, ed Valeic, al Passo Cacciatore, a Monte Rosso, il Capitano Guarneri è uno dei pochi superstiti del glorioso Battaglione Bicocca nell’azione al Rombon del 16 settembre 1916, dove ebbe una ricompensa al valore; all’Ortigara nel giugno del 17 ebbe due ferite e fu proposto per nuova ricompensa; a Monte Cavallo del 27 ottobre scorso, quando cominciava la tragica ritirata, dopo aver sostenuto con i resti del Battaglione Valle Stura una lotta impari per il numero soverchiante dei nemici, ferito nuovamente cadeva prigioniero. senza firma … cercare il proseguio …

s.d.:
a C 1015626-G-V: relazione della morte del tenente Salomone
… Nessuno degli ufficiali rimpatriati proviene direttamente dal campo di concentramento di Aschach.
Il sottoscritto che fu effettivo a quel campo, era stato trasferito a Mauthausen per il rimpatrio e colà apprese dai colleghi ivi mandati dopo lo scioglimento del campo di Aschach dei particolari sulla morte del Capitano Guarneri Sig. Enea. Si riferisce:
” Per l’attuazione di un tentativo di fuga di cui il predetto ufficiale era stato il promotore, era necessario costruire un tunnel che passando sotto il reticolato di cinta del campo avesse permesso di trovarsi fuori dal concentramento senza essere visti. Da più giorni si attendeva a detto lavoro, usufruendo dei pochi mezzi a disposizione, quando una malaugurata notte, mentre il sig. Capitano Guarneri con un sottotenente erano al lavoro, una tavola male assicurata cedette facendo franare non poca terra che si interporre fra i due ufficiali. Con calma mirabile il Capitano Guarneri disse al sottotenente di non allarmarsi e principalmente di non avvertire gli austriaci; ma di cercare con dei colleghi di togliere l’ostacolo che si frapponeva. Il sottotenente peraltro uscito diede immediatamente l’allarme e fu subito mobilitata una squadra di soldati serbi che si misero all’opera sotto la direzione di ufficiali italiani. Tutti credevano che la galleria fosse alta due o tre m. invece era circa metri otto! Quando il lavoro fu compiuto non si poté che constatare dolorosamente la morte del povero Capitano avvenuta per asfissia! Il Colonnello austriaco Salomone comandante del Campo di Aschach lì presente, esclamò visibilmente commosso: “Questi sono i veri eroi!”
Le onoranze funebri alle quali parteciparono tutti gli ufficiali del campo riuscirono oltremodo commoventi. Tenente Salomone Antonio SM 247º fanteria – Roma, 2 agosto 1918.
a C 1015632-G-V: lettera del tenente Carlo Salomon de Frisberg a Gb Guarneri … tradotta dall’originale in tedesco … non credo valga la pena di riportarla …

a C 1015636-G-V: lettera del segretario particolare del ministro dell’agricoltura in data 21/12 … anno? firma di Italo chi?

 

1920

Gennaio

Febbraio

Marzo

Aprile

Maggio

Giugno

a C 1015623-G-V: Comando 2a Divisione Alpina – Brescia, 22 giugno 1920 –
Oggetto: ricorso del Dott. Cav. Uff. G. B. Guarneri per ricompensa al valor militare alla memoria del proprio figlio Enea Guarneri Capitano degli Alpini
Al Ministero della Guerra, Segretariato Generale – Commissione R. E. – Roma
Il Dottor G. B. Guarneri dirige a codesto Ministero un ricorso tendente ad ottenere che sia degnamente riconosciuta e premiata l’opera prestata in guerra dal valoroso e compianto suo figlio, Capitano degli Alpini Enea Guarneri, morto eroicamente e stoicamente durante un’audace tentativo di evasione dal campo prigionieri di Aschach nel giugno 1918. Il ricorso è largamente documentato e contiene le indicazioni necessarie perché possano essere interpellati tutti i superiori che ebbero a constatare e ad apprezzare – pur non avendo esso sempre fatto le necessarie doverose comunicazioni, a meno che queste non siano andate smarrite – i frequenti ed eccezionali atti di valore compiuti durante la guerra dal giovane Ufficiale.
Non ritengo difficile rintracciare il Ten. Colonnello o Colonnello d’Artiglieria che constatò quanto è detto nel secondo punto del ricorso. Il Comandante del Battaglione Alpini Valle Stura, alla data del 19 giugno 1917, dovrebbe essere in grado di fare il nome del predetto Ufficiale Superiore, se pure non può egli stesso segnalare o risegnalare la lodevolissima condotta dell’allora Tenente Guarneri in combattimento.
Il Capitano in S.A.P. Umberto Tinivella tuttora in servizio, avrà certamente la possibilità di rifare la proposta, qualora questa per essere andata smarrita, non si trovi presso codesto Ufficio, che sembra sia stata da lui presentata quale Comandante interinale del Battaglione Valle Stura – per l’azione svolta dal Capitano Enea Guarneri, come indicato nella 3° punto del ricorso.
Finalmente per il 4° punto, il Dottor Guarneri unisce un fascicolo di così convincente e commovente documentazione dello stoicismo, della forza d’animo, del patriottismo dell’eroico suo figlio, che non è possibile non rimanere profondamente ammirati da tanta costanza come ne restarono ammirati gli stessi nemici! Pare che il maggiore degli alpini Carlo de Giorgis abbia fatto regolare proposto per un’altra ricompensa al M. M. a favore del Capitano Guarneri. Occorrendo altre informazioni a proposito di quest’ultimo punto, potranno essere chieste al Ten. Colonnello Ghirardi ed al Colonnello Taddeini.
Ma mi sia permesso di porre in rilievo che malgrado tante benemerenze indubbiamente acquistate dal valorosissimo ufficiale, la di lui Famiglia non ha ancora ricevuto la minima attestazione di riconoscenza.
A tutti è noto il lavoro immenso che codesta Commissione compie, ma un caso come quello che è qui segnalato sembra meritare di essere trattato con qualche precedenza sui moltissimi altri sottoposti all’esame ed al giudizio dell’alta Commissione per poter dare al Padre ed alla Madre dell’eroico Capitano il conforto e la giusta soddisfazione che essi meritano.
Generale Lorenzo Barco, Comandante della Divisione
+++
Brescia, 30 marzo 1923 – Il Generale Comandante della Divisione Militare – BresciaTen. Salomon –
Illustrissimo Signor Prefetto,
l’interessamento che la signoria vostra prende a riguardo dell’alta ricompensa proposta alla memoria dell’eroico Capitano Enea Guarneri, trova perfetta rispondenza nel mio animo e nel mio vivissimo desiderio. Per quanto era affidato a me, ho cercato di far risaltare nella luce migliore, che non è poi altro che la sua luce propria, la stoica abnegazione di quel giovane Eroe, continuatore delle tradizioni della grande stirpe latina; ma non mi arresterò al compiuto. Non appena a Roma mi metterò in relazione con le Autorità cui è affidato il compito di decidere in merito e conto riuscire al nostro scopo: non vi dovrebbe essere giustizia nel mondo perché al sacrificio di Enea Guarneri non venisse concessa la più alta attestazione di riconoscimento dalla Patria, che si esalta con l’opera dei figli. Di quanto riuscirò a fare mi farò dovere informare la S.V. per l’interessamento che dimostra alla pratica.
Mi è grato con l’occasione porgere alla S. V. gli auguri di buona Pasqua: con osservanza
Generale Lorenzo Barco, Comandante di Divisione.

 

Luglio

Agosto

a C 1015126-27-28-G-IV: comunicazione del Ministero del Tesoro – servizio per l’Assistenza Militare pensioni di guerra, da Roma in data 6 agosto 1920 su ricerche reliquie EG e cassa – OK fatta :
a C 1015126-27-28-G-IV: comunicazione del ministero del tesoro servizio per l’assistenza militare pensioni di guerra, da Roma in data 6 agosto 1920 su ricerche reliquie EG e cassa –
Egregio Sig. Guarneri,
in relazione alle premure da lei rivoltemi circa il recupero di una cassetta contenente le reliquie del suo compianto figlio Enea, capitano del 2° Reggimento Alpini le comunico quanto segue:
da minuziose indagini fatte presso l’Ufficio competente, risultano pervenute le seguenti reliquie appartenute a tre defunti militari portanti il nome di Guarneri;
Guarneri Evaristo, le cui reliquie furono restituite il 21/10/19;
Guarneri Giuseppe Giovanni, le cui reliquie furono restituite il 29/04/20;
Guarneri Giovanni, reliquie consistenti in una piastrina di riconoscimento che ancora giace presso l’Ufficio non essendosi ancora potuto restituire poi che mancano i dati necessari per l’identificazione .
Null’altro è pervenuto che, anche da incerte indicazioni possa riferirsi al suo compianto figlio. Presso l’Ufficio suddetto esiste la pratica iniziata dalla S. V. con la Croce Rossa Italiana, pratica che ebbe la sua risposta fin dall’agosto 1919. Da quell’epoca non è pervenuta cosa alcuna che, anche da indicazione sia pure incerte si possa supporre abbia appartenuto al suo caro congiunto. Dispiacentissimo di non poter arrecare con la restituzione delle ultime memorie di suo figlio alcun sollievo al suo dolore, le invio distinti saluti.
Il Direttore Capo del Servizio Assistenza Militare: Leo Pavoni

 

Settembre

Ottobre

Novembre

Dicembre

1921
C 1015608-G-V: lettera da Cuneo, 7 giugno 1919 al Gb Guarneri –
Cuneo, 7 giugno 1919, Gentile Sig. Guarneri,
come ben vede del tempo ce ne vuole parecchio, però ogni tanto mi faccio vivo. Dunque dall’ultima mia visita costì ho scritto nuovamente al maggiore de Giorgis nel modo che le avevo prospettato. Un mese fa circa a Milano il caso mi fa incontrare con questo egregio Signore il quale mi tesse un mucchio di complimenti e senza lasciarmi aprir bocca mi dice che per il cambio fatto di diversi distaccamenti gli era andata perduta molta corrispondenza, che non aveva mai visto le mie ultime due lettere (dato che a tanto racconto mi ero sentito in dovere di ricordarle) che della cosa era adiratissimo, eccetera eccetera.
Circa la proposta mi assicurò averla fatta da un venti giorni prima ed averla inviata al deposito.
Come dubitavo, nei giorni scorsi non ebbi campo di trovare traccia alcuna della proposta, si vede però che il sullodato Sig. deve essersi ricordato che a fine maggio io dovevo rientrare al deposito perché in data 1 giugno inviò l’incartamento completo e stamattina potei finalmente vederlo.
Vede a che punti s’arriva? Basta! Propone il povero Enea per una medaglia d’argento al valor militare con un’ampia e ben fatta narrazione dell’accaduto. Le trascrivo la sola motivazione:
“prigioniero di guerra dopo aver compiuto eroicamente il proprio dovere sul campo di battaglia, fu anima e vita di una serie e paziente preparazione di fuga. Per un disgraziato accidente soccombeva sepolto nella galleria scavata per uscire dalla cinta dei reticolati del campo. Diede prova di meravigliosa forza d’animo, incoraggiando i compagni che invano tentarono prestargli aiuto, a continuare il lavoro per favorire la fuga dei rimanenti, piuttosto che pensare alla sua salvezza”.
Ho avuto pure assicurazione dell’ufficiale incaricato che la pratica sarà subito inviata alle Autorità Superiori. Scriverò a Vinci, Fadigati e ad un militare mio conoscente impiegato al Ministero della guerra e speriamo di guadagnare un po’ del tempo perduto. Lei sempre bene? La sua Signora, la Signorina, Franco pure? E gli amici? Io sempre quello, prevedo ci vorranno degli anni prima di guarire bene. Ad ogni buon conto domani tornerò a casa in licenza breve e speriamo che presto presto venga il congedo definitivo.
Mi ricordi alle sue Signore e mi creda sempre a lei dev.mo XXX Lamberti

a C 1014629-G-III: c’è uno scritto a mano: Cuneo 30/06/1921 –
Ordine del Giorno n. 3 – N° prot. 4013: a tutti i Reparti dipendenti
Al Reggimento ed ai reparti tutti del 2° Gruppo Alpino, con vivissimo compiacimento segnalo la prova di superbo slancio ed alto ardimento data dalle truppe del presidio di Monte Rosso nell’azione del 27 scorso nella quale al nemico, numeroso, fortissimamente armato, il Battaglione Bicocca usava lanciare la sfida, lanciandovisi contro con estremo coraggio e con ferma tenacia, mostrando di quanto sia capace il valore italiano. Fu l’81ª Compagnia del Battaglione Bicocca che ebbe l’onore di essere prima alla prova, che la prova condusse fino allo estremo incurante degli ostacoli e delle barriere dal nemico frapposti a suo scudo, e che mirabili e numerosi offerse gli esempi di valore. Il valore dagli alpini dell’81ª dimostrato è e deve essere e sarà nell’animo di tutti noi; è il valore della tradizione degli alpini, valore che saprà infrangere ad ogni costo anche quelle formidabili difese e quegli ostacoli che per un momento ora allontanarono dal capo del nemico il colpo che un giorno gli inferiremo.
Riconoscenza e gloria i nostri valorosi caduti. Firmato il Colonnello Tamagni

C 1015604-G-V: Scuola di Applicazione di Fanteria – Parma 14 luglio 1921 –
Oggetto: Proposta Capitano Guarneri Sig. Enea
Al Comando 1° Reggimento Alpini Cuneo,
In risposta al foglio n. 1911 di Prot. Ris.to di codesto Comando, riguardante la proposta del Capitano degli Alpini Guarneri sig. Enea per l’azione di Monte Cavallo del 27 – 10 – 1917, rende noto che fu fatta veramente dallo scrivente la proposta a medaglia d’argento per il su accennato Ufficiale, proposta inviata al Comando del 7° Gruppo Alpino comandata dal Colonnello Mantino cav. Umberto.
Il sottoscritto si riserva di inviare il più presto copia della pratica.
Il capitano Umberto Tinivella

Scuola di Applicazione di Fanteria n. 1197 R. C.
Parma, 14 luglio 1921 – al Comando 2° Reggimenti Alpini Cuneo
In restituzione con le notizie richieste al Capitano Sig. Tinivella
Il Maggiore Generale – Comandante la Scuola: Enrico Ladomei –
ecco l’allegato di cui :
Al Comando 2° Reggimento Alpini –
Oggetto: contegno e valore in guerra del Capitano del 2° Reggimento Alpini Guarneri Sig. Enea
In risposta al foglio 2504 di codesto Comando, il sottoscritto non possiede più la minuta della proposta di medaglia d’argento al valor militare inoltrata per il tramite del 2° Reggimento Alpini, mentre comandava il 1° Raggruppamento Prigionieri lavoratori sul Piave nel mese di aprile 1919 a favore del Capitano Guarneri Sig. Enea. La motivazione della proposta è quella comunicata precisamente dal sottoscritto al Capitano Sig. Lamberti e che non gli è possibile riportare letteralmente né con sufficiente approssimazione.
I fatti che diedero ragione alla proposta furono i seguenti:
Durante il periodo di prigionia passata col sottoscritto nel campo di Aschach sul Danubio, il Capitano Guarneri Sig. Enea fu continuamente di stimolo a colleghi ed inferiori per l’elevatezza di sentimento patriottico e militare che animava ogni sua comunicazione, ideatore e lavoratore infaticabile nella escavazione di una galleria che passando sotto il fosso perimetrale ed ai reticolati del campo, doveva favorire la fuga sua e di parecchi altri prigionieri di guerra smaniosi come lui di ridonare all’Esercito combattente la forza indomita del loro sacrificio. Dopo due mesi di lavoro quasi ultimata l’opera mentre egli stava armando l’ultimo tratto di galleria, per un repentino franamento di terra, rimaneva sepolto dalla cintola in giù sotto una gran massa di materiale. Durante l’opera difficilissima di soccorso tentata dagli amici, non perdette mai la calma ed il coraggio raccomandandosi anzi loro di non richiedere l’aiuto degli austriaci, affinché il tentativo non fosse scoperto ed almeno essi potessero attuare il progetto lungamente preparato ed accarezzato. Così moriva il Capitano Guarneri, stoicamente e fortemente, mentre agognava e ricercava una morte più grande e luminosa sul campo di battaglia. Fu ammirato dagli stessi austriaci del campo il cui comandante Colonnello Salomon fece rendere alla salma, a capo scoperto, gli onori militari e parlando del fatto col sottoscritto dichiarò che la sua morte fu da vero soldato forte ed animata da sublime amor di Patria.
Cuneo, 18 ottobre 1921. Maggiore Carlo de Giorgis

a C 1014637-G-III c’è il corrispondente manoscritto da Bes – Cuneo 24/10/1921

a C 1014628-G-III : dattiloscritto : contegno il valore in guerra del capitano E. G. 24 ottobre 1921, firmato Bes — OK fatto
a C 1014628-G-III : dattiloscritto: contegno il valore in guerra del capitano E. G. 24 ottobre 1921, firmato Bes — riservato – Comando 2° Reggimento Alpini – Cuneo, li 24 ottobre 1921
Oggetto: Contegno e valore in guerra del Capitano Guarneri sig. Enea del 2° Reggimento Alpini, Battaglione Valle Stura
Ho avuto alla mia dipendenza il Capitano di complemento Guarneri sig. Enea per circa quattro mesi a Monte Rosso, posizione avanzata di Monte Nero, dal maggio al luglio 1916 mentre egli comandava una Sezione Mitragliatrici del Battaglione Bicocca; e sugli Altipiani davanti alla posizione dell’Ortigara nel maggio 1917. A Monte Rosso posizione aspra, investita non solo da violente continue tormente, ma anche completamente dal fuoco del nemico, fuoco di artiglieria e di mitragliatrici: dove non vi erano caverne né ripari, dove le trincee erano a contatto dal nemico (20 m) e costrutte di sola neve sconvolta spesso dalle tormente. Egli fu sempre di morale, di attività, di coraggio, di valore esemplarissimo. Aveva sempre lo spirito elevato, animo pronto ad ogni pericolo alle azioni anche le più temerarie trasporto per il suo altissimo patriottismo e temperamento.
Il 14 e 15 maggio 1916 la prima posizione attaccata dal nemico nella sua offensiva contro l’Italia fu quella isolata di Monte Rosso, tenuta da appena una Compagnia e mezza del Battaglione Val Tanaro e da alcune Sezioni Mitragliatrici di cui una appunto comandata dal Capitano sig. Guarneri, allora Tenente.
L’attacco venne sferrato da tre Battaglioni Ungheresi sulle nostre posizioni dopo 24 ore di bombardamento ed un investimento di fuoco di tutta la posizione fatta da numerose mitragliatrici. L’impressione generale di quanti assistevano dalle posizioni laterali all’attacco era che sotto tanta violenza la fragile posizione non potesse resistere, che dovesse cadere. Tale crollo era temuto dai Comandi Superiori per le conseguenze non solo locali ma generali. Invece il Presidio non solo resistette, ma contrattaccò alla baionetta il nemico penetrando nel trincerone che assoggettato pure al fuoco delle nostre mitragliatrici venne risolutamente respinto. Il Capitano Guarneri anche in quella circostanza fu esemplare dirigendo con calma e precisione dalle sue postazioni a breve distanza il fuoco delle sue mitragliatrici violentemente controbattute dalle artiglierie di accompagnamento e dalle mitragliatrici avversarie, nonostante che una cannonata in pieno sconvolgesse una sua sezione rendendola completamente inservibile. Non venne proposto in quella circostanza a ricompensa, perché si osservavano allora criteri rigidissimi in merito: ma egli riconfermò e accrebbe la sua bella fama di Ufficiale dallo spirito esemplare combattivo, intelligente, coraggioso, valorosissimo. E fu pure allora generale la convinzione che se il nemico era stato così brillantemente sconfitto, lo si doveva pure all’intervento fermo, coraggioso, energico di Guarneri. Sulla stessa fronte continuò a tenere il suo posto anche sotto le disastrose bombarda nemiche, con lieto animo, con esemplare fermezza eseguendo lavoro di rafforzamento per i quali aveva speciali attitudini e predilezioni con rara capacità ed intelligenza. Il 27 giugno col Battaglione Bicocca partecipò pure valorosamente all’attacco del trincerone del Monte Rosso. So che si comportò pure brillantemente negli attacchi di settembre a Monte Rombon. Sugli Altipiani di Asiago, prima dell’Ortigara, nei lavori di preparazione offensiva l’ho visto a portare sotto il fuoco la stessa attività, lo stesso slancio, lo stesso patriottismo, che mi era ben noto, che gli erano bensì naturali ma che appunto perciò tenevano alto lo spirito battagliero e l’attività proficua di tutti. Era un conoscitore profondo delle mitragliatrici e del loro impiego tanto che presentò al suo Comando di Battaglione progetti di titi (tipi) contraerei. Vi sono al Reggimento il Capitano Tinivella sig. Umberto, il Capitano Poj sig. Pietro, il Tenente Mulattieri sig. Pietro che con me l’hanno conosciuto in detti periodi assai aspri, duri della sua vita di guerra e lo ricordano come ottimo camerata, leale, aperto, generosissimo, lo ricordano come un magnifico e valorosissimo Ufficiale. È un Ufficiale il cui valore durante tutta la campagna merita di essere esaminato e valutato minutamente e complessivamente essendo mio parere meritevole anche per le eroica morte fatta di altissima ricompensa al valore militare, ricompensa che avrebbe il plauso di quanti e, non pochi, l’hanno conosciuto ed ammirato.
Il Colonnello Comandante il 2° Alpini: Bes

1922
a C 1015062-G-IV: in data 11 marzo 1922 fattura per lavori poer EG?

a C 1015065-66-G-IV: lettera da Vienna in data 6/06/1922 – firma Giuseppe Aschauer: risposta su ricerche per la cassa personale di EG – OK fatta : a C 1015065-66-G-IV: lettera da Vienna in data 6/06/1922 – firma Giuseppe Aschauer: risposta su ricerche per la cassa personale di EG
Vienna 6 giugno 1922, Illustrissimo signore!
Rispondendo alla sua pregiata lettera del 19 mp mi permetto di comunicarle quanto segue:
non ho potuto finora raccogliere ulteriori documenti riferentisi al di lei defunto figlio essendo le ricerche assai difficili ed intricate come pure gli archivi del già Ministero della Guerra a. n. sono inaccessibili a chicchessia. Oltre a ciò quasi tutte le Cancellerie dell’accampamento di Aschach erano state saccheggiate dalla soldatesca e le carte ed gli anche quelli di speciale valore si sono disperse. Quanto alla cassa che conteneva divise ed oggetti del defunto capitano mi ricordo bene di averla presa in consegna dal capitano Lamberti con un elenco del contenuto “in duplo”. La ho poi subito inoltrata al tenente Carlo Norvack che (non so per quali ragioni) la depositò in un magazzino destinato alle proprietà lasciate da italiani morti in prigionia sebbene avesse avuto l’ordine netto di mandarla al k.n.k. kriegsministerium Abt VI Kgf.
Mi ricordo anche che il detto tenente fu cacciato dai soldati ribelli ai primi di novembre del 1918. Ritornato però di sottecchi dopo alcune settimane riuscì a sgombrare il magazzino deposito e a mandare i diversi bauli a Vienna. Il tenente Norvak me ne parlò ancora di aprire la cassa del capitano Guarneri per vedere se il contenuto fosse intatto. Dalle informazioni assunte a Vienna XVmo westbahndirektion so che si potrebbe rintracciare la cassa, le di lei indicazioni sono però disgraziatamente inesatte perciò poco giovevoli. Non esiste per esempio una AbtY Gruppo 7NB (probabilmente Abt sezione V gr 7). Sarebbe necessario che lei mi mandasse quella ricevuta di consegna con firma illeggibile o almeno una coppia esattissima ed anche la lettera di porto. Con questi documenti si potrebbero seguire le tracce della cassa fino ad un successo finale. Mi abbia intanto con stima per suo devotissimo Giuseppe Achauer Vienna XIImo Reschgasse 23/19 – le mie spese in conto tratte finora sono di lire 25.000 per il tramvai lire 50.000 per mance

a C 1015689-G-V: lettera da Aschach in data 20-07-1922 da parte di Anni Fleischer + un’altra subito dopo … in tedesco

 

Lettera senza busta da Innsbruck in data 20 settembre 1922 al signor notaio Guarneri Giambattista – C 1015450-G-V – da parte di Maria Volkel da fare …???

 

1923
a C 1015071-G-IV: altra lettera Giuseppe Aschauer che offre la sua collaborazione per le ricerche su EG – OK fatta : a C 1015071-G-IV: lettera di Giuseppe Aschauer per offrire ricerca a fam. Guarneri.
Vienna, 10 gennaio 1923, Pregiatissimo signore,
Dalla sig. Anna Fleischer residente ad Aschach sul Danubio ho saputo il di lei stimato indirizzo.
Io ex aiutante e tenente nel campo di concentramento per prigionieri di guerra ad Aschach sarei disposto di darle le informazioni più esatte sopra le circostanze anche intime (come dire) che conducevano alla tragica fine del capitano Enea Guarneri suo figlio. Può essere persuaso che io solo (eccetto forse il colonnello Salomon von Friedberg residente ormai a Cracovia) sono in grado di conoscere tutte le particolarità, tutti i dettagli della fatale emanazione del già ministro di guerra fino al giorno in cui la salma del capitano Guarneri venne portata a riposare per sempre nel cimitero dei prigionieri di guerra ad Aschach. Mi ricordo che una vasta corrispondenza con numerosi atti circolava fra il comando del campo ed il ministero della guerra differente si alle complicazioni causate dalla morte del capitano Guarneri Enea e qualora lei si interessasse io mi mettere a disposizione per risalire negli archivi del ministero della guerra per averne almeno delle copie. Scriva a Giuseppe Aschauer – Vienna XIII Penzingerstr. 25 EMWE dr. Winternitz

 

a C 1015069-G-IV: ancora una lettera sulle ricerche della cassa di EG – OK fatta : a C 1015069-G-IV: ancora una lettera sulle ricerche della cassa di EG –
Brescia, 14 maggio 1923, Egregio Signore,
per molte strane circostanze che non le narro sono venuto in possesso finalmente in questi giorni della sua lettera del 10 gennaio da lei cortesemente mandatami a Passirano dove risiede la mia famiglia. Accolgo assai volentieri la proposta che Ella mi fa di procurarmi tutti i documenti che si riferiscano alla morte del mio povero Enea che possano trovarsi agli archivi di Vienna. Ella sarà cortese di scrivermi subito la somma che le devo mandare per le spese che andrà ad incontrare. Ma ne approfitto anche della cortesia di lei per pregarla anche di un altro gran favore, quello di far ricerche per sapere dove si trova la cassa nella quale ad Aschach vennero collocati tutti gli oggetti di proprietà del povero capitano Enea Guarneri, dopo la di lui morte e che ella certamente ricorderà come me lo confermarono i capitani Pieri, Lamberti e Fadigati che erano presenti alla chiusura della cassa stessa. Mi consta che la cassa venne spedita da Aschach il giorno 11 dicembre 1918 con carta di spedizione a grande velocità n. 7 lettera di porto n. 130 diretta all’Ufficio centrale Informazioni Prigionieri a Vienna – StazioneWeitbahng – A questa stazione esiste una ricevuta di consegna della cassa con firma illeggibile. Da informazioni assunte si può credere che la cassa possa essersi trovata giacente presso il gruppo sette N. B. Abt. Y a Vienna. Ora io vorrei che ella si impegnasse primamente usando della pratica che ella certamente deve aver acquistato durante la guerra di tali uffici, e fare ricerche di quella cassa per vedere se si trova ancora Vienna in qualche magazzino ovvero se risulti da qualche registro dove sia stata spedita. La cassa ella lo ricorderà, è di dimensioni considerevoli e porta a lettere molto grandi la scritta capitano Guarneri Enea 2° Reggimento Alpini, e quindi non può essere andata perduta e in qualche luogo deve trovarsi. Sono disposto a dare lire 500 di nostra valuta e anche più se occorre a chi sapesse trovare o darmi precise indicazioni del dove la cassa si trovi- ed io sarei felicissimo di poter dare a lei in persona tale premio a ricompensa delle sue prestazioni. Si compiaccia scrivere subito indirizzando al mio nome: corso Vittorio Emanuele n. 25 – Brescia. Mi abbia con stima e gratitudine per GioBatta Guarneri

a C 1015619-G-V: lettera dal Ministero della Guerra, il Sottosegretario di Stato,
Roma, 7 giugno 1923, Caro Battistino,
il reclamo da te inoltrato per il compianto Enea, che io ho fatto suddividere per facilitare celerità di istruttoria in tre pratiche distinte, è stato inviato recentemente per il parere ai seguenti ufficiali:
maggiore Viglino per il fatto d’arme Monte Ortigara 19 giugno 1917;
capitano Tinivalli per il fatto d’arme 27 ottobre 1917.
Nei riguardi dell’azione Monte Cukla – Rombon 16 settembre 1916 il reclamo è stato istruito, circa la gloriosa morte in prigionia per la quale fu concessa la medaglia di bronzo che tu ritenessi giustamente inadeguata al merito, la istruttoria è pure completa.
Ritengo pertanto che se le autorità gerarchiche esprimeranno sollecitamente il loro parere, fra qualche settimana il reclamo andrà in commissione per la decisione. Ho ricevuto a suo tempo il tuo esposto in carta bollata, che ho fatto unire al precedente reclamo.
Cordiali saluti XXX. ??? – Hai visto il libro di Gasparotto?
+++
Il Sottosegretario di Stato per la guerra –
Roma, 21 febbraio 1923, Caro Battistino,
la pratica per la concessione della più alta ricompensa al valore alla memoria dell’eroico tuo figliolo Enea è stata trasmessa al Comando del Corpo d’Armata di Torino verso la fine del mese scorso affinché il Colonnello Emilio Allinei esprima il suo parere.
Se tu lo conosci o hai modo di arrivare a lui, potresti interessarlo finché il parere di lui sia pari alla gloriosa fine del povero Enea.
Di quanto farai se mi terrà informato, potrò poi disporre per il sollecito ritorno della pratica al Ministero al fine di poter far proseguire l’istruttoria il più rapidamente possibile.
In attesa di leggerti cordialmente ti saluto. Bonardi –
Ti mando il giornale d’Italia con un bell’articolo sul povero Enea –

 

a C 1015183- 92-G-IV: manoscritto su Enea di Battista Guarneri: recuperare per vedere se c’è qualcosa di significativo /// s.d.

Lettera senza busta alla Spettabile casa Schencher Vienna (albergo) senza data, scritta da GioBatta Guarneri … C 1015453-G-V

C 1014892-G-IV e sg. : Giornale L’Alpino 1 maggio 193? – da trascrivere

1924

a C 1015545-G-V: telegramma da Napoli arrivato a Passirano il
10-04-1924 di Piero Pieri, alla famiglia Guarneri: < esprimo vivissimo compiacimento per massima onorificenza concessa memoria mio eroico compagno d’armi decoro famiglia città d’Italia tutta.>

 

s.d.:
a C 1015185-G-IV: s.d.: Le chitarre lombarde degli Alpini tendono le corde più forte del solito, le 72 campane di bronzo e le 72 fontane dell’Armata lo mormorano (portano) alla “Contrada larga” e da tutti i pulpiti di Brescia, della capitale al Garza, si pubblica in questi giorni l’Evangelo di San Giovanni: “nessuno può dare maggior prova d’amore che sacrificando la vita per i suoi amici”. (Giovanni, 15.13). Perché in questi giorni tutti quelli che erano mortali assistono all’ingresso solenne nel suo paese nativo Passirano – Brescia della salma di Enea di Battista Guarneri, Capitano Comandante il 2° Reggimento Alpini ed il cimitero dell’accampamento dei prigionieri in Aschach perde del suo popolo il miglior morto! Un italiano che seppe morire più degnamente per la sua nazione. Nel suddetto accampamento di Aschach fra altri gruppi vi era anche il gruppo VIII per ufficiali prigionieri, il quale nel 1918 ricoverava 200 ufficiali italiani catturati nei pressi del Monte Cavallo, che [… qui c’è una riga sulla piega di difficile lettura … 200 ufficiali italiani XXXXX del Monte Cavallo, che] rifiutarono la parola d’onore di ufficiale, cioè di non fare alcun tentativo di fuga / di evasione, accennando alla tradizione dell’armata italiana, di intraprendere tutto onde poter personalmente rendere dei servigi alla patria. Il gruppo soprannominato si trovava a guisa d’un triangolo fra Hartkhirchen, Pfapping e il fiume di Aschach, ed era circondato da un doppia figlia di filo di ferro spinato nonché da una fossa di 4 m di profondità e da un terrapieno alto 2 m. Durante la notte i confini dell’accampamento erano illuminati a giorno da forti lampadine a forte amperaggio e guardarti / osservati / ininterrottamente da apposito corpo di guardie. Si formò una Lega per l’evasione dall’accampamento che al comando restò nascosto, benché singoli soldati fossero al corrente e che formavano servivano da anelli di congiunzione col mondo esterno. Sul Nayroferberge quel dorso di montagne che dominava tutto l’accampamento di Aschach, si trovava per i serbi e italiani una stazione di segnalazione a luce…
L’ultima metà di giugno 1918 era piovoso e nebbioso nonché pesantemente afoso. Il pomeriggio del solstizio la sentinella che era di servizio sulla piattaforma occidentale del gruppo ottavo vide dinnanzi ai suoi occhi sprofondarsi ad un tratto nel suolo un palo della luce elettrica e si adirò molto che il chiasso nella baracca di punizione del ricovero degli ufficiali italiani del quale da alcune settimane le diverse sentinelle ne fecero rapporto, raggiunse il colmo in quel giorno. In questo punto la baracca di punizione toccava proprio il confine dell’accampamento dietro al quale si estendevano esuberanti campi di grano (segale). Accorsero degli ufficiali che tentarono di rialzare la colonna per la luce ciò che loro però era impossibile. Durante tutto questo giorno e tutta la notte vi era un’agitazione insolita fra gli ufficiali italiani. Dappertutto visi esterefatti e tormentati che contrastavano stranamente con la rinnovata allegria ed il continuo suonare dei mandolini quasi dovessero nascondere il chiasso degli altri. Il 25 giugno il capo degli ufficiali italiani fece rapporto al comando dell’accampamento sui particolari d’un tentativo d’evasione e chiese pronto aiuto ma forse troppo tardi…
Il sopralluogo diede il seguente risultato: la baracca numero sette, vale a dire la baracca punitiva, per poter appianare il dislivello del suolo stava su dei pali. Tra il pavimento ed il livello del suolo vi era uno spazio di 1 m fino a 1 m e mezzo. Nella cella grande si poteva levare il paracenere di latta dinnanzi alla stufa.
Da qui un pozzo della profondità di 2 m conduceva nel suolo che comunicava con una galleria alta tre quarti di metro ed altrettanto larga, la quale doveva condurre al terrapieno che segnava il confine. Dei vagoni in miniatura trasportavano le masse della terra estratta da lì ai stazi di mezzo della baracca. La galleria e l’officina erano illuminati a luce elettrica e provvisti di segnali d’allarme. Le gallerie erano imbottite con tutte le regole d’arte e assicurate a destra e a sinistra. Il legname necessario per questo lavoro venne ordinato e fornito dal Comandante del gruppo il tenente colonnello Salomon, senza nessun preventivo conto di ciò che stava per accadere. Per nascondere il rumore sotterraneo che si poteva udire alla superficie, alcuni ufficiali si lasciarono punire per poter poi nelle celle di punizione deviare l’attenzione delle guardie, suonando e cantando e ballando. La lunghezza della galleria era di 26 m, e ancora 8 m di continuazione, che avrebbero condotto nel bel mezzo del campo di frumento all’aperto. Un’altra simile galleria conduceva dall’abitazione degli ufficiali sotto il baluardo del trasformatore della forza per potere in caso d’una fuga annullare la conduttura elettrica. La tragedia del piano della fuga era la vita del capitano Enea Guarneri. Questo ventiquattrenne piccolo lombardo, era occupato proprio il giorno del solstizio nello scavare la fossa. Sopra di lui si trovava per sbaglio nei calcoli il pesante palo che portava la lampadina, il quale in seguito allo scavo si sprofondò, coprendo di terra Guarneri che si trovava sulle ginocchia. Al segnale di allarme i suoi compagni, carponi tentarono di raggiungerlo, per liberarlo. Fatica sprecata. La strettezza della galleria impediva uno sfogo comune, bisognava scavare delle gallerie secondarie. Con dei tubi di ferro si procurò al sepolto del vino e si scavò tutto il giorno e la notte che spruzzava il sangue da sotto le unghie. Al sepolto vennero fatte delle iniezioni ? nelle calcagna nude, che lo tenessero in vita e Guarneri continuava a pregare i compagni: ” lasciatemi morire, non annunciate nulla al comando, pensate a fuggire. Tenete per voi il mistero. La mia vita per i miei compagni” . I tentativi sotterranei di liberazione restarono senza risultato dopo l’annuncio pietoso incominciarono il 25 giugno da parte di Hans Frankmuller maestro costruttore del genio militare gli scavi alla superficie. Cento prigionieri di guerra lavorarono sotto l’acqua scrosciante al punto / posto dell’infortunio . Il terreno sdrucciolevole abbisognava di molti sostegni. Alle sei di sera un serbo gridò: ” una mano! ” vicinissimo al posto di scavo si vide fra il materiale una mano. Dopo gli sforzi indicibili sempre sotto l’incubo della caduta delle masse di terra alte 6 m, si estrasse il corpo di Guarneri che soffocò durante la notte. Il vederlo da parte dei suoi compagni fu una scena pietosa. La salma di Guarneri venne sepolta nel cimitero dell’accampamento con grandi onori militari. La sua fossa venne curata da mani affettuose in inverno ed estate con piante e fiori.
Durante questa settimana arrivarono da Brescia i suoi parenti col cavaliere de Bonini suo amico, il conte Parma come rappresentante del Ministero della Guerra, per trasportare la salma in patria. La bara di metallo appena estratta dal suolo venne aperta. La salma di Guarneri era intatta. Un rivedersi con i genitori!
Il petto del trapassato venne fregiato in nome del Re col più alto distintivo, il corpo venne avvolto in seta di Brescia e messo in un nuovo feretro militare / militaresco?. Questo venne poi coperto col tricolore, sigillato dalle autorità austriache e trasportato nella camera mortuaria di Aschach e ieri a mezzo della ditta Schecker e Comp. spedito colla ferrovia a Brescia. All’amministratore del cimitero August Haslehner venne espresso la riconoscenza da parte del Ministero della Guerra italiano per la buona manutenzione del cimitero dell’accampamento, poiché in Italia regnavano dei pareri sbagliati sui cimiteri austriaci per i prigionieri.

a C 1015594-G-V: fasci italiani all’estero per la costruzione di una scuola in Vestfalia e Renania per i bambini figli di italiani e per l’apposizione sul loro gagliardetto di capitano Enea Guarneri … 02-06-1924 – Con lettera di risposta…

s.d.:
Telegramma in data …. Di padre Bevilacqua – C 1015463-G-V
“Esulto giustizia resa purissimo eroe” Padre Bevilacqua

Telegramma in data … Del colonnello Bes, data di arrivo 16 giugno 1924 – C 1015464-G-V
“da giornale Alpino apprendo solenne consegna domenica decorazione nostro Enea pregola comunicarmi qualche notizia (e) richiesta nostro ufficiale intervento” Col Bes

a C 1015568-G-V: lettera su carta intestata 2° Reggimento Alpini – Il Colonnello – da Bes alla famiglia Guarneri Cuneo, 19/6/1924, Egregio e Caro Commendatore,
ho ricevuto la sua carissima del 14 u.s. Finalmente domenica lei avrà la grande gioia di ricevere dalle mani dell’Augusto Principe la medaglia d’oro con sublime valore meritata dal suo e nostro Enea. Sua Signora avrà finalmente fra alle lacrime un sorriso di sole d’oro purissimo. Noi tutti ne gioiremo. Io sarò felice di trovarmi in un momento così sublime con loro. Arriveremo in sei ufficiali, un sottufficiale, ed un soldato in rappresentanza. In verità detta rappresentanza ha incontrato non poche difficoltà data anche la situazione presente dei reparti, ma si spera di averle tutte superate. Io stesso mi sono levato davanti un grosso ostacolo, quello proprio di una visita qui a Cuneo del Comandante del Corpo d’Armata, Sabato, con il quale debbo conferire per servizio. Ma ho la buona speranza quasi la certezza di potere ancora prendere il treno delle 15 di qui e di arrivare dopo mezzanotte a Brescia, mentre parte o tutti gli altri arriveranno Brescia alle ore 15,45 di sabato. È nostro desiderio di portare sulla tomba del nostro eroe a Passirano una corona di fiori a nome di tutto il Reggimento. Questo omaggio volevamo renderlo sabato nel pomeriggio, siamo quindi costretti a rimandarlo a domenica. Gli ufficiali che verranno in rappresentanza salvo variazioni che potessero avvenire per ragioni di servizio all’ultimo momento, sono i seguenti:
1- il sottoscritto; 2- il Ten. Colonnello Girotto cav. uff. Mario; 3- il Maggiore Corrado cavalier Giuseppe; 4- il Capitano Marello Onorato amico di Enea; 5- il Capitano Calvi Attilio da Edolo Brescia; 6- il Tenente Cena Paolo.
Nel vivo desiderio di rivederla e di potere rendere omaggio oltre che al nostro eroe alla sua distintissima Signora e famiglia che vorrà pure ossequiarmi a nome di mia moglie, mi creda con profonda devozione e vivo affetto. Suo Col. Bes

 

a C 1015558-G-V: telegramma in data 21 giugno 1924 firmato dagli ex ufficiali Bicocca:
< rievocando doti sublimi Enea Guarneri orgoglioso medaglie oro conferita sua memoria camerati truppa ex battaglione bicocca delegano tenente Oriani rappresentarli presentando alle congratulazioni per fiera paternità>

Lettera senza busta da Gorizia, 24 giugno 1924- C 1015467-G-V –
Gorizia, 24 giugno 1924, Ill.mo dott. Guarneri,
ho appreso questa sera leggendo il giornale il “Piccolo di Trieste” e precisamente l’articolo riguardante la visita a Brescia del Principe Ereditario, la solenne concessione della medaglia d’oro alla memoria del valorosissimo suo figlio e mio capitano Enea Guarneri. Il mio animo ha sentito nel momento della lettura una sensazione intima ed una commozione viva per essere giunti finalmente a far valere degnamente dinanzi a tutti il nome di un lontano eroe, tenuto scuro da un destino avverso, ma bello, grande nelle sue vicendevoli circostanze di vita di guerra e di costante eroismo per un fine nobile e reso quasi irraggiungibile dalle molte difficoltà. Quando maggiormente dava impulso con la sue energie e la sua vitalità senza pari al tentativo di fuga, sublime concezione dei forti della tenebrosità triste in cui si era chiusi, il destino l’ebbe inesorabilmente a colpire sotto l’opera ardimentosa, lasciando tutti i colleghi attoniti da tanta sciagura ed i nostri guardiani taciti e presi da un senso di alta ammirazione.
La concessione della maggiore ricompensa al valore militare, simbolo puro e sacro dell’eroismo, è grande premio alla memoria imperitura del grande capitano – è più triste ma forte ed unico ricordo per lui, grande padre di tanto soldato – è raggio di luce vivida che tutti avuto irradia attorno – ora e sempre – e vivifica lo spirito e lo rafforza a sopportare la perdita.
Mi permetta, egregio dottore, che io modestissimo comandante del battaglione Valle Stura, di cui ben triste è stata la fine nella grande lotta, possa compartecipare con l’animo sincero e devoto al suo doloroso ma alto contento per la solenne cerimonia compiuta alla presenza di Sua Maestà Reale, possa essere presente in ispirito alla solenne consegna, come realmente presente sarà stata tutta Brescia esultante al suo eroe, forte tra i forti. Voglia gradire il mio distinto ossequio da impartire alla sua gentile Signora e tutti di sua famiglia.
Con devozione. Maggiore Mario Pietro Ramondini, via Bertolini n. 8-I

Lettera con busta alla famiglia Guarneri da Rigolato, 24 giugno 1924 – C 1015469-G-V
Rigolato, 24 giugno 1924, Gentilissima Signora,
mi duole non aver potuto essere prima interprete e in precedenza dei sentimenti di collega ed amico del caro Enea. Or ora so della concessione di medaglia d’oro per una motivazione che è onore per ogni combattente ben pensante che abbia fatto il suo dovere e che potrebbe essere dolore per un padre e una madre. Ma i genitori non hanno il diritto di fermarsi alle loro viscere ma debbono per amor di patria, pensare a quelle vite che plasmate in uomo, fatto soldato per volontà propria e sentimenti di patria.
Ricordo il compagno, il collega, ma più l’amico e mi unisco al diuturno rimpianto: ma non è rimpianto; è rassegnazione al mancato compimento di aspirazioni di una vita creata e che sarebbe stata il tutto di Lei e del Sig. Padre, sarebbe stato l’esodo dell’educazione buona, sincera, onestà impartita per tanti anni, mentre il sacrificio dell’ultimo istante non impediva la fuga di altri che oggi possono essere orgogliosi di rendere omaggio alla tempra latina. Latini siamo, ma anche italiani: onesti, diritti all’uno scopo onesti, sublime esempio di sacrificio tutti.
Mamma mia, compiange come me il dolore condivide lo spasimo dell’eroismo: non venga meno al pensiero di avere avuto un degno eroe d’Italia e condivida lo spasimo di tutte le madri italiane. Retorica è forse questa o lo scritto non dice forse ciò che l’animo sente: un solo pensiero: Enea non è più; ma se oggi la nostra Patria oggi fosse asservita, il suo eroismo avrebbe valso lo stesso a ritemprare la razza latina: egli non soffre più ed a tutti noi è riserbato l’arduo compito dell’avvenire della patria. Teniamo presente il dolore delle madri perché non invano sia stato sparso del sangue e su esso giuriamo noi presenti, all’Italia, tutto.
Con affetto riverente capitano […] Giannino Antona Traversi Grismondi, Capitano dei Lancieri di Montebello – Bacio reverente la medaglia che le fu affidata!

Lettera su carta intestata 2° Alpini – Circolo Ufficiali, da Cuneo 25 giugno 1924, C 1015465-G-V –
Cuneo, 25 giugno 1924, Gent. Signor Guarneri,
memore, con affettuoso ricordo delle infinite cortesie sue e della sua famiglia, nel giorno in cui venire remora a compiere un caro e grato dovere alla memoria del suo eroico figliuolo, mi affretto ad esprimere per la sua gentile Signora e Signorina, per Lei e per il suo simpatico giovanotto, i sensi della mia più viva gratitudine. Lieto della loro conoscenza, mi è grato il pensiero di avere opportunità di nuovamente vederli nell’avvenire. Porgo i miei ossequi alla sua gentile Signore e Signorina, i miei più cordiali saluti al suo figliolo e a Lei i sensi della mia devota amicizia. Maggiore G. Corradi

a C 1015680-G-V: Brescia, 17 luglio 1924, Oggetto: Fondazione Enea Guarneri di Passirano – comunicazione da parte del provveditore Bonvino …

 

a C 1015197-G-IV: s.d. – Don G. Mazzoldi parroco di Irma: la casa di Don Mazzoldi e la Colonia per gli orfani degli alpini per l’associazione nazionale alpini di Brescia discorso per l’inaugurazione … da fare … : a C 1015197-G-IV: molto interessante l’opuscoletto la casa di Don Giuseppe Mazzola di e la colonia per gli orfani degli alpini …
a C 1015480-G-V: Opuscolo: La casa di Don Mazzoldi e la colonia per gli Orfani degli Alpini …. trascrivere:
NB: in Ia pag. scritto a mano da don Mazzoldi: “Al padre di Enea Guarneri, erede di un affetto che avvince ogni anima alpina. Don G. Mazzoldi”

 

a C 1015521-G-V: Avviso funebre di morte di Battista Guarneri, primo Podestà di Passirano: 29 dicembre 1927 +++
a C 1015651-G-V: libretti personale di Guarneri Giambattista matricola 11 317 – 17º reggimento fanteria …: Interessante + Ricordi del soldato … Interessanti + note personali : interessanti

 

a C 1015640-G-V: 58° elenco del Bollettino Ufficiale del Ministero della Guerra: 58° Elenco di ricompense al valor militare ai morti in combattimento nella guerra 15-18- EG a pag 1630: ecco trascritto il trafiletto riguardante EG…
“ Guarneri Enea, da Passirano (Brescia), capitano complemento 2° reggimento alpini.
Prigioniero di guerra, dopo aver valorosamente compiuto il proprio dovere sui campi di battaglia, fu l’anima di una seria e paziente preparazione di fuga. Per un disgraziato accidente, rimasto sepolto nella galleria scavata per evadere dal campo di concentramento, diede prova di grande fermezza, scongiurando i compagni per circa un’ora in cui fu loro possibile di comunicare con la voce con lui, a non voler compromettere definitivamente la loro evasione, ricorrendo per aiuti al comando austriaco allo scopo di salvar lui, destinato ormai ad ivi lasciare, come lasciò difatti la vita.
Aschach (Austria), 25 giugno 1918.

a C 1015682-G-V: lettera in tedesco a firma di Anni Fleischer …???

 

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